Vantaggio competitivo

November 6th, 2015 by mattia | Filed under riflessioni.

Così, solo per continuare da un'altra angolatura il discorso che si faceva ieri su quello che succede nei bizzarri tribunali italiani.

Si parla tanto di eccesso di legittima difesa quando qualcuno spara a un ladro e per sbaglio lo manda al Creatore.
E tutti a tirare in alto il naso facendo discorsi all'apparenza inappuntabili: sì, è vero che una vita umana - anche quella di un ladro, di uno stupratore o di un assassino - non può valere un bene materiale. Sì, è vero che non ci si può fare giustizia da soli. E sì, è vero pure che la difesa deve essere commisurata all'offesa.

Il principio di legge è di per sé è inappuntabile: se uno è disarmato e al massimo mi dà una bastonata non posso tirargli una schioppettata e bucherellargli il torace.

Il problema che però non si capisce (e non lo capiscono in molti) è che quando ti trovi un malvivente in casa di notte non puoi valutare con sicurezza l'offesa. Sento dire spesso "eh, ma il ladro era disarmato". E grazie al cazzo, lo sai adesso che il ladro era disarmato. Lo sai perché dopo che è finito sul pavimento con qualche proiettile addosso è arrivata la polizia, ha acceso le luci, ha fatto i rilievi e alla fine... oh, toh... era disarmato.
Bravo bravissimo. Sono capace anche io di capire che uno è disarmato. Quando è già cadavere steso sul pavimento di casa mia, però.
Quando invece me lo trovo in camera da letto al buio io mica lo so che è disarmato.

E non ho alcun metodo per saperlo.
Non ha mostrato alcuna arma da fuoco? Ciò non vuol dire che sia disarmato. Può sempre tenerla nascosta, pronta per essere tirata fuori. Non so quali armi ha addosso il malvivente, non gli ho fatto una perquisizione corporale.

Il problema è che nei tribunali questo concetto così semplice non passa. Per poter sparare tu devi essere sicuro che quello sia armato. Non lo puoi supporre devi esserne sicuro. Quindi quello deve tirare fuori la pistola: solo a quel punto puoi sparare, perché allora sì che la difesa è commisurata all'offesa.
L'effetto di questo perverso modo di ragionare è che uno per difendersi dovrebbe essere il pistolero più veloce del uest. Se puoi sparare solo dopo che l'altro tira fuori l'arma molto probabilmente non hai più tempo per sparare. La legge (o meglio, i cazzoni che la interpretano) in questo modo dànno un vantaggio di priorità al malvivente: il primo a poter tirare fuori l'arma è sempre il ladro.

Quando senti le disquisizioni dei pm in tribunale ti chiedi se parlano sul serio, da tanto le discussioni sono surreali. Stanno lì a discutere se il colpo era sparato in alto o in basso, se hanno sparato mentre se lo trovavano davanti o mentre se ne andava via. E un elemento di questo tipo è sufficiente per mandare un povero Cristo in galera. Come se uno che si trova in casa un ladro possa avere la capacità di valutare tutti questi elementi e sparare 3 cm più a destra o più a sinistra.
Stanno lì a disquisire se voleva uccidere o solo difendersi misurando (spesso senza saperlo fare) l'angolo da cui è partito il colpo. E si accapigliano per ore su qualche grado in più o in meno che può significare la galera o l'assoluzione.
E mentre li ascolti ti chiedi se davvero stanno parlando di quello. Se davvero credono che una persona con un criminale in casa possa usare un goniometro per misurare di quanti gradi dev'essere inclinata l'arma.

Sì, magari gli ha sparato mentre andava via, ma questo non significa che l'offesa è sproporzionata all'offesa. Anche qui: lo sai tu, adesso, che il malvivente stava andando via. Ma durante l'evento il padrone di casa non può escludere che, mentre se ne sta andando, il ladro si giri - magari appena trova un ostacolo dove ripararsi - e spari al padrone di casa. Di motivi ne avrebbe mille, ad esempio può sparagli per pararsi la fuga, ossia per fare in modo che mentre lui scappa quello non chiami la polizia perché intento a prendersi cura della sua gamba ferita.
Non lo voleva fare? Voleva solo scappare? Bravo, e io come faccio a saperlo?
Leggo nel pensiero?

Il principio per cui la difesa deve essere commisurata all'offesa mi sta benissimo. L'unico dettaglio da cambiare è che l'offesa deve considerata come l'offesa presumibile dalla vittima, non come l'offesa che sei capace di valutare tu a posteriori. Se un cristiano si trova in casa un malvivente nel cuore della notte ha tutto il diritto di presumere che sia armato anche se non tira fuori nessuna arma e quindi ha tutto il diritto di sparargli. E tu in un processo non puoi tirare fuori il concetto che non era armato, o che lo era ma il proprietario non poteva saperlo perché non ha mostrato un'arma.
No, se uno mi entra in casa io sono autorizzato a presumete il peggio; ho tutto il diritto a pensare che sia armato anche se non lo è, posso supporre che voglia stuprare mia moglie e sgozzare i miei figli anche se è solo un tossico interessato unicamente a qualche soldo per comprarsi la dose.

L'equiparazione tra offesa e difesa esiste solo nella teoria delle masturbazione mentale di certi magistrati. Nel mondo reale esiste una dinamica, esiste l'impossibilità di sapere quali sono le intenzioni e le dotazioni di un malvivente che ti entra in casa. Se tu devi aspettare di sapere con certezza qual è l'offesa nei fatti non hai più modo di opporti a essa.
Qualcuno la pistola la tira fuori per primo, e l'altro poi non fa in tempo a tirarla fuori. Altro che difesa commisurata all'offesa: se il ladro tira fuori per primo la pistola io non ho più tempo per fare altrettanto.
Con questo sistema la legge dà un vantaggio competitivo al ladro. Io preferisco che il vantaggio competitivo sia del padrone di casa. Non mi sembra una richiesta così assurda.

Ah, poi mi dicono (i più cazzoni dei cazzoni): sì, ma così poi finisci che ammazzi uno che finisce per sbaglio in casa tu e tu credi sia un ladro.
Che più o meno è come quello là che denunciato per stupro si è difeso dicendo "oh, ma io non l'ho fatto apposta... non so nemmeno come mi è finito il pisello lì dentro".

Non è che uno finisce in casa mia per sbaglio.
Oddio, quando vivevo in Giappone un paio di volte sono stato svegliato di soprassalto da qualcuno che probabilmente ubriaco aveva sbagliato porta e cercava di entrare in casa mia. Ma non è molto difficile: basta chiudere la porta a chiave e l'ubriaco non entra.
Dove vivo adesso una persona deve metterci molto impegno a entrare  - e non rivelo dettagli appositamente; deve superare così tante barriere che se ci riesce lo fa apposta.

Non ti capita per errore di entrare nella casa di un altro. Lo fai intenzionalmente e con la consapevolezza che a quel punto io posso presumere il peggio di lui e difendermi di conseguenza.
Così difficile da capire questo concetto?

 

Piesse: ah, per cortesia, evitiamo di tirare fuori paragoni del cazzo con gli Stati Uniti Americani. Intesi?

9 Responses to “Vantaggio competitivo”

  1. helmut says:

    Bravo, questi sono i motivi per cui quando mi è capitato di trovarmi in situazioni difficili per strada, pur essendo in grado di fare molto molto male, con le sole mani, ho sempre preferito soprassedere.
    Quando inizi a difenderti non puoi andare fino ad certo punto… devi andare più in là, devi rendere inerme il tuo nemico, percè tu sei li che ti fai gli affari tuoi, questo non sai nemmeno perchè e per come sia arrivato a rompreti le balle e non è che sei sicuro che con un ceffone ti dica “scusa stavo scherzando”…
    Solo che trovi il Pm di turno che “epperò di qua, epperò di la…” e te lo trovi in quel posto.
    Come il carabiniere che sparò a giuliani al G7, che cazzo doveva fare? ti trovi uno incappucciato che ti vuole sfondare il cranio con un estintore , gli dici “sciocchino”?
    per non parlare dell’altro: secondo te se ti presenti incappucciato e con un estintore davanti a uno che ha una pistola carica cosa pensi che faccia l’altro? e gli hanno pure dedicato delle vie, mancato premio nobèl…

  2. Un numero di Grahm di applausi.
    Non avrei potuto esprimermi meglio che come praticamente sempre sono d’accordissimo al millemila per cento con te, Sen Sei…

  3. Zeno says:

    Tra l’altro se possiedi un’arma e decidi di non impugnarla, il passaggio da ladro disarmato a ladro armato è molto breve.

  4. Theodore says:

    Poi i giornalisti parlano di ritorno al Far West. Nel periodo delle terre di nessuno e dei cowboy contro i ladri di bestiame ci si sparava addosso fra persone evidentemente armate. Ci sarebbe da ridere, al riguardo dell’essere già nel Far West, se non si parlasse di omicidio.

  5. robinet says:

    perfettamente d’accordo. un’altra cosa che mi fa imbestialire sono i discorsi del genere “poteva sparare alle gambe, alle ruote ecc.” fatti sempre da persone che non hanno MAI preso in mano un arma e provato ad esplodere (si esatto, si parla proprio di una esplosione) un colpo.

  6. Gianluca says:

    Zeno, un mio amico poliziotto mi raccontava appunto dell’usanza di tenere in casa una pistola finta al fine di far diventare “armato” il cadavere del ladro che hai avuto la sventura di accoppare.

  7. shevathas says:

    “un brutto processo è sempre meglio di un bel funerale”
    [frase ricorrente fra i celerini negli anni ’70 del secolo scorso.]

  8. andreaber says:

    Secondo me molta gente non capisce che il concetto di proporzionalità non è legato esclusivamente a come è armato il mio assalitore.
    Se ad esempio una guardia giurata venisse assalita da un’ energumeno con un bastone che non desiste nemmeno dopo che la guardia ha sparato in aria, allora c’è il rischio che con quel bastone gli possa spaccare la testa. Potrebbe scappare, ma se l’assalitore è a un metro da lui la sua vita nell’immediato rimane a repentaglio.
    Se invece venisse attaccata da un esile zingarello di 11 anni, e magari la guardia in questione è cintura nera della Divina Scuola di Hokuto, allora la prospettiva sarebbe enormemente diversa.
    Nei casi in cui sussista un concreto ed immediato pericolo per la mia vita e a cui non posso sottrarmi con la fuga, allora sono autorizzato a sparare.
    Sbaglio? Beh allora, come si suole dire, meglio un brutto processo che un bel funerale.

  9. Claiudio says:

    http://www.corriere.it/cronache/15_novembre_06/ferrara-gravi-2-donne-sorprendono-ladri-aggredite-bastonate-8fc42dd8-8499-11e5-b29e-3b4e1335d833.shtml

    Chissà se, quando sono entrati nella casa, erano armati o hanno preso il primo oggetto a portata di mano.