Comprare carta bianca

December 25th, 2009 by mattia | Filed under andrea vitali, editoriale, libri.

vitaliQuando facevo le elementari avevo una maestra che oltre a essere discretamente ignorante era anche maleducata. Una volta, commentando il tema di una compagna ridacchiò ad alta voce: la Esposita (nome di fantasia per tutelare la privacy) quando non sa cosa scrivere si mette a scrivere le lettere larghe per riempire più righe. Maleducata, la maestra, perché certe osservazioni - pur vere - le fai con discrezione all'alunno, senza umiliarlo davanti a tutti.

Ma era vero, la Esposita scriveva davvero delle a e delle e larghe come vacche per riempire la riga. Solo che aveva nove anni, e a quell'età lo perdoni anche. Tanto più che non paghi neanche per leggere quello che scrive. La situazione invece cambia radicalmente quando compri un libro: sganci degli euri sonanti, e puoi pretendere che quello che leggi sia scritto bene.

Ieri ho comprato "Almeno il cappello" di Andrea Vitali, per il quale ho sborsato la considerevole cifra di 17,60 euro. Leggendolo, mi è tornata alla mente la Esposita (chissà che fine ha fatto...) e le sue a grasse come vacche per riempire le righe del tema. Non che il libro sia scritto a mano, quello no. È stampato coi caratteri normali, ma la sostanza è la stessa. Un sacco di pagine e mezze pagine lasciate bianche senza motivo. Perché non puoi fare un libro di 405 pagine con 181 capitoli. Per ogni capitolo perdi 10 righe nell'intestazione e una cifra variabile di righe alla sua conclusione. Delle volte ti trovi davanti a capitoli fatti di appena sei righe, o - peggio - che finiscono alla terza riga della pagina successiva, che a quel punto ti chiedi se l'autore l'ha fatto apposta ad allungare il brodo della minestra per aggiungere una pagina in più al libro con poca fatica.

Ho contato le righe bianche: 4783, riga più riga meno. Con quella impaginazione sono circa 133 pagine, ossia il 33% del totale.

Mi piace Vitali, ma davvero non sopporto quella sua sindrome dell'Esposita. Basta sfogliare distrattamente il libro per accorgersi che le ben 405 pagine del libro sono tutta scena, un bel volume da regalare (perché sembra che il libro sia più pregiato se ha più pagine). È che io voglio comprare un libro, non carta bianca. E sia ben chiaro che non è una questione di scelta stilistica. È vero che talvolta la chiusura del capitolo è necessaria, ma il più delle volte è pretestuosa, visto che il concetto prosegue tale e quale nel capitolo successivo.

Qualcuno grida allo scandalo perché i lettori di libri elettronici rischiano di far scoparire la bellezza dei libri di carta. Se scomparisse questo scempio di comprare la carta bianca e di pagarla come se fosse scritta, e il relativo danno ecologico (perché non era carta riciclata!), che ben venga!

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