L’altro giorno ero in fiera e oltre a dormire sulle panchine ò anche visitato degli stend.
Uno di questi mi sembrava interessante: l’azienda proponeva un programma per il calcolo agli elementi finiti di cui non avevo mai sentito parlare. Allora mi fermo e chiedo due informazioni al venditore sulle caratteristiche del programma.
Alla fine però non capisco: che vantaggi à rispetto ad altri programmi per il calcolo agli elementi finiti molto più famosi e diffusi?
Cioè, c’è un mondo intero che usa quei pochi programmi famosi, perché dovrei andare a impelagarmi con un programma semisconosciuto (considerato che non era poi nemmeno così a buon mercato)?
Il venditore mi risponde pronto: perché è un prodotto giapponese! Mentre i prodotti della concorrenza sono stranieri.
E poi diamo assistenza per tre anni se ti serve aiuto a modellizzare qualcosa di complicato (sì, me lo immagino già… al telefono con un giapponese mentre cerco disperatamente di spiegarli perché il non funziona e lui che fa finta di capire e mi risponde con una frase a caso dalla lista, tipo prova a fare la mesh più fine).
Ma la cosa principale è la prima, è un prodotto giapponese.
Me lo ripete tre volte, tanto che io – facendo il finto tonto – glielo ripeto simulando stupore “ah! è un prodotto giapponese! oooohhhh!!!“.
E lui che sorrideva compiaciuto pensando di aver fatto colpo.
Succede sempre così in questo paese, sono autarchici fino al midollo. Oh, non stiamo parlando di magliette o di scarpe prodotte a basso costo in Cina usando la mano d’opera pagata due lire e senza diritti. In quei casi ci sta anche il discorso di difendere i prodotti locali, benché più costosi, perché realizzati da lavoratori pagati il giusto e con le doverose tutele sociali.
Qui parliamo di un software, e che cazzo. Roba fatta negli uffici, da programmatori in paesi sviluppati.
E a me serve un programma che funzioni. Che sia giapponese o americano non mi interessa. Non cambia di una virgola il lavoro che faccio.
Se vuoi che io compri il tuo programma devi dimostrarmi che funziona meglio della concorrenza, non che è giapponese.











poi magari gli parli di nastran,algor,abaqus ls-dyna e ansys e ti chiedono chi c@$$o sono….giusto perché “giapponese è meglio”, ma la roba straniera mica è detto che là conoscano sul serio…
se poi è roba koreana, tipo la lavatrice di Luca partono commenti al limite dell’odio razziale. ovviamente senza mai aver provato prodotti di quel tipo.
Non me ne parlare è di un anno che rimuovo software giapponesi del cazzo. Roba che non vale una cippa ma che hanno pagato soldoni. Roba per cui mi sono trovato rinnovi di licenze da pagare ancora con soldoni se no ti staccano la spina. Router con setup pazzeschi che avevano manuali solO in giappo e linguaggio proprietario. Ci ho messo l’ anima fare pulizia e mo’ cosa mi trovo un responsabile ha fatto un contratto con una software house senza interpellarmi. Mo’ mi trovo con un altro soft mono lingua pieno di bachi che fu zia solo con ie. Enceypting a solo 128 bit ma è giapponese mi dice il tipo. Ma vaff gli rispondo
Io ò avuto solo un’esperienza con un software giapponese. È un software che controlla una macchina che usiamo in laboratorio. Macchina giapponese, e ovviamente software di controllo fornito dall’azienda stessa.
Una porcata.
Sembra scritto da un quindicenne alle prime armi con la programmazione.
Una serie di bachi impressionante e demenzialità che non ti dico.
All’inizio ò pure provato a contattare l’azienda, ma era tutto inutile. Pensavano di dover rimuovere un minuscolo baco e invece era tutto il software che non funzionava. A un certo punto non sono più riuscito a trattenermi e gli ho scritto che quel software doveva essere riscritto proprio da zero, magari licenziando il folle che l’aveva scritto e assumendo qualcuno capace di programmare come Kami comanda.
Mi ricorda una nota disavventura con lavatrici giapponesi e coreane…
Guarda ci ho messo un anno (per Colpa dei giappini) ha mettere a posto le interfacce con il nostro fornitore logistico. Risultato ora i trasferimenti dati avvengono in 10 sec. Sai quanto ci metteva il sistema costruito da loro 4 ore!!!
Ora abbiamo avuto una riunione con questi dementi in cui ci siamo lamentati della loro lentezza a sviluPpare sul loro lato. Loro piagnucolavano che il loro gm ora è in malattia per un crollo psicologico dovuto allo stress generato dal progetto. Io ho preparato un report dettagliato di quello che ho fatto io e quello che fatto lui. Letteralmente ho detto il tipo nella sua vita non ha mai lavorato. Ora vogliono che gli presenti un programmatore straniero cavolo ci voleva
beh, se e’ vero che un soft fatto con i piedi comunque NON e’ da preferire e’ anche vero che per un jap un prodotto jap e’ piu’ conveniente. Una cosa che i peones italiani dimenticano.
Un prodotto made in locale anche se apparentemente e’ piu’ costoso a medio termine fara’ si di dare una notevole miglioria all’economia locale ed evitare in un futiro quello che e’ la situazione ridicola italiana.
La domanda e’: se continiuamo ad aquistare magliette dalla china, auto dalla korea e soft american quando tutta questa gente tornera’ con i bigliettini di carta colorata a cambiarli con qualcosa cosa facciamo?
Proviamo a fornir loro qualche panda500 polacca (italian stile azz!) al prezzo di una camaro? neppure marchionne ci sta riuscendo.
Proviamo con la pummarola cinese che in italia viene venduta come made in italy.
Vendiamo il colosseo? e dopo?
cavolo gli diamo?
Inoltre se tutti lavorano nel terziario… in realta’ come fa a funzionare senza fondamenta ancora per molto?
L’autarchia come indole produrra’ porcherie come il router di cui sopra, un soft in jap (che pero’ da quello che dici sembra funzionare) un industria automobilistica molto vivace dalla toyota che fa anche modelli particolari (la vecchia supra o la notevole 86) a mitsuoka.
In qualunqua campo hanno ottimi prodotti Pentax, minolta, Seiko (domina il mercato di orologi con 6 brand e stampanti epson), yamaha, Panasonic, kenwood…
Tutte aziende che a solo nominarle viene in mente innovazione e progresso.
Ci sono anche campionesse del marketing (invento poco vendo bbene) come canon o sony ma comunque investono localmente e trainano.
Cose che da noi non si sono mai viste.
Mentre invece e difficile fare un elenco di 10 aziende eccellenti italiane.
Chi abbiamo fiat? dai non scherziamo…
Armani? 100 persone che sono attacate a cozza ad un vecchio urlante? (il resto sono leccapiedi)
Forse e’ il caso di diventare autarcici.
Qualcuno i nostri prodotti li deve comprare, almeno per reiniziare, no?
Forse e’ il caso di diventare autarcici
Guarda, l’ò anche precisato nel post.
Un conto è proteggere le aziende interne dalla concorrenza sleale di chi produce a basso costo. Un conto è dare la scusa alla aziende interne per produrre prodotti di bassa qualità, perché tanto sanno già di avere il mercato interno assicurato.
Inizia a proporre prodotti buoni per il mercato interno e vedrai che diverranno tutti autarchici senza bisogno di fare ideologia. Solo perché preferiranno i tuoi prodotti in quanto migliori.
Hai ragione ma e’ il discorso della medaglia.
Ogni prodotto buono sono 2 prodotti mediocri e 4 non tanto per la quale.
non si puo’ iniziare a proporre prodotti buoni e basta.
Soprattutto quando comunque arrivano prodotti discreti ad un prezzo infimo.
non esiste un mercato di sola eccellenza.
chi prende la crema?
l’export, infatti nei 70 e 80 la scritta “for export” pur non essendo cool come laser e turbo non era incosueta
Certo che se abbiamo un mercato interno che non puo’ permettersi per tasse il nostro prodotto automaticamete favorira’ la “crema” cinese.
Se noi infine odiamo la scritta made in italy il pasticcio e’ servito.
L’autarchia e’ chiudere un occhio (non tutti e due) per permetterci di avere tante cose: un posto di lavoro, meno tasse, piu’ soldi e prodotti eccellenti.
e’ l’equivalente dell’investire. Soldi apparentemente alienati ma che torneranno “se”.
certo che se il 90% dei locali non vuole locale tutto crolla, non trovi?
I sindacalisti fiat negli 80 giravano in opel. Nessuno aveva da dire.
In giap prova a fare una cosa del genere, immagino uova marce.
Intanto mentre scrivi io discuto con la ditta giappo che ci ha fatto il prog per la gestione del cartellino marca tempo e delle richieste ferie. Ci è costato 6000 euro una cavolo di pagina web con quattro funzioni in croce. Ora la chiedo multi lingua. Risultato mi chiedono 40mila euro. Li ho chiamati e mandati a cagare. Ora prendo un consulente sharepoint e mi rifaccio il tutto che funzioni da exchange e che gestisca le approvazIoni con la mail. Ladri e coaltroni
@lucadaosaka
sappi che ti sono solidale, per quello che puo’ contare.
Claudi, a parte il fatto che l’autarchia come la intendi te è legalmente impossibile almeno dalla fine della seconda guerra mondiale, mi spieghi in che modo acquistare macchinari di qualità infima dovrebbe facilitare la produzione delle aziende?
Metti un’azienda con macchine italiane che impiegano 4 ore a fare un lavoro contro un’azienda con macchine inglesi che ne impiegano 2 e dimmi quale sopravvive alla concorrenza.
Da che mondo è mondo il progresso industriale si è sempre fatto attraverso l’aquisto di tecnologia di qualità superiore. Questo fin da quando i prussiani rubavano i progetti dei telai a vapore agli inglesi.
Non si è mai vista una nazione che invece di acquistare i cannoni all’estero, si mette a fare la guerra con archi e frecce per mantenere intatte le condizioni del paese.
Anzi, si è vista ora che ci penso. Si chiama Giappone e sappiamo tutti come è andata a finire (C. Perry 1853)
ps. ovviamente la storia delle armi da fuoco in G. è un tantino più complicata^^
mi spieghi in che modo acquistare macchinari di qualità infima dovrebbe facilitare la produzione delle aziende?
Hei non detto questo!
Vediamo di capire.
Quando discuto con chi ha le capacita’ (in qualsivoglia campo) nasce un problema: si pensa solo all’eccellenza e che tutti siano in grado di produrne. Purtroppo non tutti nascono con capacita’.
Nel discorso qualita’ se non ci fosse il marketing la qualita’ (misurabile) sarebbe una campana. Chi e’ un mostro e’ poca roba come chi fa infimezze con la curva piu’ carica verso il basso per un problema di censo. una virgola in orizzontale. La roba buona la custa.
Poi esiste la qualita’ percepita ed e’ per questo che la GGente compra tv cinocoreani ad un prezzo gonfiato pensando che siano di qualita’. (un marchio, pessimo ha il 40% del mercato italiano)
Questo per dire che in un ambiente e’ normale avere qualita’ e non.
Certo che se si prendono prodotti e si fa un analisi dei costi apparenti e istantanei ovviamente un oggetto cinese che ha qualita (ore di lavorazione, risoluzione o pesci lessi) a parita di cartellino del prezzo appare vantaggioso. Dopo 10 anni puo’ voler dire avere distrutto un settore intero (sheffield?) se coatti lo si fa in molti.
Decidere di pagare di piu’ o avere meno prestazioni potrebbe nel lungo periodo (e se non siamo gli unici “originali” a farlo) anche migliorare la ricerca.
Infatti i china fanno “l’acquisto di tecnologia” e non di prodotto. Comprano knowhow
Oggi un buon sistema e’ NON spendere in tecnologia ma in pubblicita’.
Quando chi ha speso in tecnologia fallisce ritirarne le ossa.
Il problema e’ che le ossa sono finite. Contax, minolta, topcon, olympus e pentax se non morte sono comunque a cifra singola del mercato. Peccato che dopo di loro il nulla. Cosa ha fatto canon? Nulla.
Comprare oggetti come samsung, o computer cinesi vuol dire fermare la tenologia.
Thomson aveva l’unico tv mai venduto in grado di mostrare l’HDTV e SDTV (pal) senza dover avere 2 tv (una delle due non piu’ in vendita) come oggi accade.
Ogni pochi anni una novita’ irrompeva in ogni settore, ad oggi quale e’ UNA tenologia NUOVA introdotta nel consumer?
Dai tempi del 8086 oltre cosa vedete di nuovo? Aprlicazione di roba vista altrove (superscalarita’, multiprocessore come gli immos…) la cosa piu’ nuova e’ un processore nato per una trasmissione della BBC che oggi si usa per i telefoni.
L’autarchia e la scelta di prodotti di marche che fanno ricerca (non ricerca del design o dell’abbassamento del costo produttivo) ha 2 facce:
La prima in cambio di piu’ alti cartellini dei prezzi (NON costi) promette futuro migliore e occupazione.
La seconda che con la scusa dell’autarchia MOLTI finiscono nella cosa anche se non sono all’altezza. Ma questo genera comunque un giro che dimuisce il costo del cartellino.
Appunto aquistare macchine (cannoni) dall’estero non funziona. Bisogna produrre comprando (o rubando come dici) tecnologia.
Ma l’unico modo perche funzioni e che le masse lo considerino cool: altrimenti perche spendere di piu’ per meno… apparentemente?
Dai tempi del 8086 oltre cosa vedete di nuovo?
Eh?
Dai tempi del 8086
Mi sono perso. Stiamo parlando dei computer di inizio anni ’80? o.O
Mattia se ci pensi e’ stata evoluzione mentre le rivoluzioni sono state cassate sull’altare della compatibilita’ di vario tipo.
Cambiare e’ fatica.:-P
Nel 1983 io e massimo (..banzi, arduino ti dice nulla?) pensavamo di costruire un pc con i transputer. Altro che lo Z80! Ovviamente ci rendemmo conto di non essere in grado di progettare da soli sia HW, FW e SW.
Ad oggi il multicore e’ finalmente giunto e alcuni progetti di intel si sono bloccati per via di win come una cpu a 80 core presentata, e funzionante, nel 2007 circa.
L’uso di GPU per sopperire alla CPU un certo OS/2 2.0 lo faceva con una skeda dedicata nel 1994. Ah dimenticavo: aveva siri piu’ il touch di win8.
Gli HDD hanno funzionato fino al 2010, e dal punto di vista logico siamo ancora li, come un st506 del 1980. Oppure scimmiottano uno standard del 1986 ma che ha problemi con un SO del 2007 come server2003.
Io amo gli standard. rendono la vita facile. Ma forse dopo 30anni sarebbe meglio qualcosa di nuovo.
Poi che una cpu odierna non vada a 1MHz e che venga costruita con stampa quasi ultravioletta anziche’ usare l’ingrantitore della nonna e’ EVOLUZIONE. Rivoluzione e’ altro. ARM e’ una strada leggermete diversa le GPU abbastanza diversa. la crasi fa dsp e cpu averra’ solo fra molto tempo sebbene prevista da AMD molti anni fa (e il motivo dell’acquisto di ATI) e doveva gia essere avvenuta.
Penso di non dire nulla di strano nell’affermare che le auto sono rimaste molto simili in 30anni e solo poche escono dal seminato come la DS. Prototipi anche funzionanti TANTI.
Quando pentax fece l’autofocus fu tanto shokkante che non ne vendette. Se chiedi a un peones ti dira’ che lo ha inventato una come canon che arrivo’ quasi un decennio dopo.
La questione che volevo evidenziare e’
il bussines oggi si fa senza ricerca (intesa non di evoluzione ma di novita’), si prosegue co quello che si ha o si compra qualcuno che ha. Per fare questo bisogna pero’ avere un TOT di knowhow nell’area. Insomma POCA ricerca non NULLA.
Il mercato locale e’ importante per la crescita e che con tutte le storture da voi tutti ben sottolineate crea pero’ un background in cui esiste sia evoluzione che tecnologia nuova.
Lo so di essere esagerato e di aver tagliato con l’accetta ma sono argomenti da birra o da tomo da 500 pagine difficili da sintetizzare per un prolisso come me. Scusami di cio’
Gli HDD hanno funzionato fino al 2010, e dal punto di vista logico siamo ancora li, come un st506 del 1980.
Ecco, mi sono fermato qua a leggere.
“Dal punto di vista logico … ”
Un HDD di trent’anni fa è una cosa diversa da un HDD di oggi.
Si chiama ancora con lo stesso nome, fa la stessa cosa, ma è un altro oggetto. Un’altra tecnologia.
Non è solo la normale evoluzione che ti porta a fare cose più potenti e piccole. Quella che a te sembra evoluzione è fatta di rivoluzioni.
Tra gli HDD di trent’anni fa e quelli di oggi ci sono di mezzo rivoluzioni, come questa.
Scusa, ma prendere il lavoro di ricerca su cui sputano sangue centinaia di persone nel campo della registrazione magnetica e buttarlo nel cesso non mi piace. Neanche un po’.
E’ proprio un parlare per niente. Un discorso da bar.
Non a caso il discorso “ormai non si inventa più niente, si modifica soltanto” l’ò sempre sentito fare davanti a un bianchino.
Poi se per te “nuova tecnologia” significa avere le scarpe auto allaccianti o le macchine volanti come in “ritorno al futuro” non so che farci.
mattia,
Lo so perfettamente cos e’ una GMR e ho seguito tutta l’evoluzione quando fu presentata negli anni 90 come speranza e anche la registrazione perpendicolare con cui va a braccetto o la prox a isola. E la scrittura assistita dal calore? non male.
Parliamo del transistor trigate &c?
http://en.wikipedia.org/wiki/Multigate_device#Tri-gate_transistors
Non dico che non ci siano alcune specifiche favolose eccezioni come quella che hai citato e che conosco benissimo anche senza seguire il tuo link.
Dico che MOLTE tecnologie vengono scartate per tanti motivi che non sono la loro consistenza ma altro.
Tecnologie che magari vengono presentate come novita 20 anni dopo.
La GMR non era fattibile prima. I multicore o multiprocessore si.
Quando entrera’ la litografia X sara’ un avvenimento (sempre che ci si riesca in volumi) cio’ non toglie che se devo usarla per stampare un P4 sicuramente avra’ uno speedup come processore MA non mi sembra che la sostanza cambi Nonostante si insegua da un sacco quel tipo di proiezione.
L’architettura generale di un PC e’ quella. La maggior parte dei compiti sono paralleli ma scritti in linguaggi e OS che danno per scontato un processore e una sequenza lineare di compiti. Basta vedere il grafico di qualsiasi pc: spesso un core imballato e 5 scarichi.
OS/2 era gia’ molto piu’ avanti come treading ma era comunque vecchio pur essendo piu’ nuovo di vista7.
Anche gli HDD potrebbero fare letture multiple ed invece non lo fanno. Lo facevano pure i giradischi inglesi, no? Ma per farlo bene occorrerebbero OS diversi.
Con questo non voglio mimizzare tante cose belle come la GMR, HAMR (ormai e’ anni che se ne parla), Bit Patterned Media eccetera.
Dico solamente che mette UN solo disco in una macchina che assomiglia “troppo” ad un pet2001 mi fa domandare del perche’ e’ cosi’.
Le risposte spesso sono di convenienza pratica, costi/benefici ma spesso perche’ l’utente finale si spaventerebbe a vedere un PC diverso anche solo di poco.
Magari lo accetta se non troppo diverso e servito come cool e chiamato ipad
NON sto prendendo il GRANDE lavoro di ricerca su cui sputano sangue centinaia di persone nel campo della registrazione magnetica e cestinarlo TANTO che quello della GMR ho cercato di seguirlo dai primi proof concept pubblicati su Scientific American nei primi anni 90 come se fosse un serial. Devo dire che molte formule non le ho capite…
Sto solo dicendo che quelle innovazioni montate su di un’architettura obsoleta non rende giustizia facendo si che l’unico vantaggio tangibile per il pubblico (che non e’ poco si guardi bene!) e’ l’aumento di densita’. Esiste un concept di IBM (ora hitachi ora..) che attraverso le GMR a loro dire avrebbero brutalizzato una SSD odierna. Fu sospeso il progetto perche’ tale flusso dati non poteva passare certo attraverso una st506 o ide o pata che dir si voglia. E non si sapeva come far gestire quel tipo di dati agli OS.
Non palrliamo poi del disco quadrato (un azzardo? si spostano le testine e quindi e’… quadrato!).
Mi dispiace che siamo apparentemente fuori sincro ma non dico cose diverse da te, solo diversi punti di vista dell’architettura generale. Tele e grandangolo.
ora non ti rompo piu’ perche senno’ rischiamo di non comprenderci ancor di piu’ su questo argomento sul quale penso siamo piu’ in accordo di quel che sembri.
L’architettura generale di un PC e’ quella.
E anche le viti che tengono insieme il case sono sempre quelle. Quindi?
Non ti sta bene che l’architettura sia immutata? Ne prendo atto.
Ma ciò non significa che non c’è nulla di nuovo e non ti autorizza a dire che non ci sono rivoluzioni ma solo evoluzione.
Tu pensa pure all’architettura del pici, nel frattempo siamo passati da un’epoca in cui simulazioni che mi richiedevano ore di tempo a simulazioni che richiedono minuti di tempo (e quelle che ora chiedono ore all’epoca … non si facevano).
Poter fare simulazioni agli elementi finiti su un computer da duemila o tremila euro che una volta ti imponevano di andare a centro di elaborazione d’ateneo a elemosinare tempo di calcolo sui loro macchinoni… be’, è una rivoluzione. Tu mi dirai che l’architettura è la stessa e che tra la litografia di oggi e l’ingranditore della nonna c’è solo evoluzione, ma nel frattempo ti sei perso la rivoluzione.
Quello che ò imparato nella ricerca è che non si va avanti “a guizzi”. Si procede con moto ordinato e inerziale, una massa, tutti insieme nella stessa direzione.
In questo moto c’è spazio per l’invenzione che dà nuova spinta, per la concorrenza tra diverse scelte, per sperimentazioni di nuove idee che magari falliscono o ànno successo (e in questo caso contribuiscono a determinare la direzione della massa).
È un sistema che a te sembrerà lento e poco incline alle novità, ma è un sistema che funziona e che ci à portato alle rivoluzioni di cui sopra.
Tu vorresti che venisse creato un nuovo moto che va in un’altra direzione.
Provaci.
Il sistema che usiamo adesso ci à fatto progredire, e questo lo sappiamo.
Andrà piano ma funziona.
Sparpargliarci in mille rivoli non lo so.
Ti ricordo solo che i guizzi di genio nascono e diventano concreti nella massa. Puoi anche avere l’idea migliore del mondo, ma da solo non la metterai mai in pratica. Ti conviene stare nella massa.
Ti lamenterai perché ci mettono quarant’anni a prendere la tua idea brillante e tramutarla in realtà, ma intanto lo fanno. Da solo non lo faresti mai.
sparpagliarci in mille rivoli >> welcome to the Linux world.
btw bella discussione.
L’autarchia mi ha sempre mandato in bestia. Purtroppo fa parte di quegli aspetti culturali di cui bisogna tenere conto. Ci sono aziende che hanno problemi grossi a piazzare i propri prodotti in Giappone. Capisco le auto e le stampanti, ma mi chiedo come mai i giapponesi debbano avere il cellulare Panasonic e fare shopping da AEON.
Tu pensa pure all’architettura del pici
Si dice “piccì”. I pici sono questi