Inquinamento mediatico delle prove

June 25th, 2012 by mattia | Filed under politica.

Per pura curiosità la scorsa settimana sono andato a vedere sul sito del senato la discussione che à preceduto la votazione sulla richiesta d’arresto di Lusi.
Mi sono limitato alla relazione di Follini (che à spiegato i motivi per cui la giunta per le immunità parlamentari proponeva ai senatori di votare a favore dell’arresto) e la replica di Lusi. Poi à iniziato a parlare un tizio dell’idv talmente soporifero che ò dovuto fermare il filmato.

Però la relazione di Follini è interessante, perché dà conto di come – secondo la giunta – Lusi poteva inquinare le prove, fuggire e reiterare il reato. Motivi necessari per provvedere alla custodia cautelare.

Cito dal resoconto stenografico:

La Giunta ha vagliato ai propri fini gli elementi addotti a sostegno della misura cautelare.

Circa il rischio di un inquinamento delle prove, il provvedimento rileva che il senatore Lusi, a mezzo di sistematiche ed articolate dichiarazioni stampa, avrebbe condizionato in modo significativo il dibattito pubblico sulla sottrazione di risorse a «La Margherita», paventando ripetutamente responsabilità di terzi, delle cui indicazioni egli sarebbe stato il mero esecutore, senza dare di questo elemento una concreta prova. La Giunta, pur interrogandosi criticamente sui contorni della figura atipica dell’inquinamento «mediatico» delle prove, non ritiene di escludere la possibilità che, con un contegno comunicativo strumentale, si riesca ad influenzare l’andamento delle indagini.

Rispetto al pericolo di fuga, non può non osservarsi come una parte rilevante del sistema di gestione dei fondi sottratti al partito fosse basato sul ruolo di una società esterna, la Luigia Limited, di diritto canadese, che controlla la società a responsabilità limitata italiana TTT e che è risultata riconducibile al senatore Lusi. Tale elemento, in aggiunta ai consistenti legami personali del senatore con il Canada, indica che l’ipotesi dei magistrati di una possibilità di fuga «agevole e allettante» (così viene descritta), rafforzata dalla disponibilità di capitali in loco, non può essere ritenuta inverosimile.

Da ultimo, in ordine alla reiterazione dei reati, la Giunta ha convenuto con la difesa del senatore Lusi circa la materiale impossibilità di una ripetizione in forma identica del reato contestato, ma tuttavia non può non considerare quanto rilevato dal decreto del GIP, che fa stato delle perduranti ingenti disponibilità patrimoniali del senatore Lusi, cui si aggiunge un cospicuo ammontare di fondi del partito che, ad avviso dei magistrati, potrebbero essere ulteriormente rinvenuti a mezzo del prosieguo dell’indagine. Tali disponibilità potrebbero dunque ragionevolmente indurre ad azioni di dissimulazione o reinvestimento delle disponibilità finanziarie, giocoforza collegate con il reato principale.

Sul pericolo di fuga, boh… Lusi dice che à degli agganci in Canada perché la moglie è canadese. Mica perché si è preparato la fuga. Però lì si tratta davvero di voler leggere le intenzioni nella testa degli altri.
Sulla reiterazione del reato dicono che ovviamente non può più commettere lo stesso reato (visto che non fa più il tesoriere). Però à tanti soldi (e quindi? si arresta uno perché è ricco?) e magari a cercare bene se ne trovano altri che à rubato al partito (e quindi? arresti uno perché forse a cercare gli trovi in saccoccia altri soldi? prima trovali, poi ne riparliamo) e con questi beni potrebbe fare un reato diverso per il quale si valuta la reiterazione (siamo alla reiterazione di un reato diverso).

Ma la perla viene con l’inquinamento delle prove. Cito ancora il passaggio:

La Giunta, pur interrogandosi criticamente sui contorni della figura atipica dell’inquinamento «mediatico» delle prove, non ritiene di escludere la possibilità che, con un contegno comunicativo strumentale, si riesca ad influenzare l’andamento delle indagini.

Ecco, questa è grossa bene. L’inquinamento mediatico delle prove, dicono. Cioè chiedono di arrestare una persona perché facendo dichiarazioni alla stampa poi va a finire che chi fa le indagini viene influenzato.
Oh bella, chi fa le indagini dovrebbe essere immune da influenze esterne, tanto più da quelle che provengono dalla stampa. Se c’è il pericolo che possa essere influenzato dalla stampa il problema sta in chi fa le indagini che si fa influenzare, non in chi rilascia dichiarazioni alla stampa. Cos’è, adesso mettiamo la gente in galera perché altrimenti quelli che fanno le indagini non si sentono abbastanza sereni?
Giò de doss, bagaj.

Non che ci volesse molto a capirlo, ma l’arresto di Lusi è stata solo un’operazione per pararsi il popò da parte dei parlamentari. Ma la colpa, per assurdo, mica è loro. La colpa è della gente: se il popolo fosse composto da gente con un po’ di sale in zucca avrebbe capito che chiedere l’arresto di un parlamentare perché facendo dichiarazioni alla stampa condiziona il dibattito pubblico che influenza l’andamento delle indagini è una mostruosità.
Siccome invece la popolazione è composta da persone che, invece di giudicare i fatti usando la razionalità, ragiona usando la pancia va a finire che queste cose non gliele puoi spiegare. Ti dicono puttanate tipo: ah, bravo, allora i ladri vanno lasciati liberi? e se uno ruba una mela perché lo mettono dentro mentre quello che ha rubato milioni lo lasciano fuori? Casta! Casta! Casta! Reeeeete… ci vuole la rééééééééte!

Finché non si alza il QI della gente guardate che non se ne esce. Neanche aumentando di un ordinale la Repubblica ogni vent’anni.

14 Responses to “Inquinamento mediatico delle prove”

  1. Lorenzo says:

    Ma in realtà Mattia, la discussione è assurda prima ancora delle motivazioni. Perché non è sui motivi dell’arresto che la giunta per le immunità dovrebbe discutere.
    Quella giunta deve solo discutere se esiste o meno il fumus persecutionis. E’ la magistratura che decide se l’arresto e l’eventuale carcerazione sia necessaria oppure no.
    E a questo proposito sarei curioso di leggere la richiesta di arresto inviata dagli inquirenti al Senato.

  2. va2k0r says:

    Però attenzione, il Parlamento può negare l’arresto solo se ritiene che vi sia fumus persecutionis. Follini non sarebbe nemmeno dovuto entrare nel merito, quelle sono considerazioni (giuste o sbagliate che siano) che sono già state fatte dalla Magistratura e hanno portato alla richiesta di arresto, il Parlamento deve solo stabilire se dietro a questa richiesta non vi sia una persecuzione politica. Punto.

  3. mattia says:

    Il fumus persecuzionis lo devi giudicare da come giustificane l’esigenza di custodia cautelare, se cioè è fondata o pretestuosa.
    Se uno mi chiede di autorizzare l’arresto con questa motivazione non parlo nemmeno di fumus persecuzionis, mi limito a rispondere con una pernacchia.

  4. mattia says:

    Follini non sarebbe nemmeno dovuto entrare nel merito, quelle sono considerazioni (giuste o sbagliate che siano) che sono già state fatte dalla Magistratura e hanno portato alla richiesta di arresto

    E invece deve entrare nel merito, per valutare non se c’è colpevolezza ma se la valutazione sui tre elementi che giustificano l’arresto è fatta su basi solide o meno.
    La persecuzione politica la rilevo, appunto, entrando nel merito di come i giudici giustificano la richiesta d’arresto.

  5. robinet says:

    onestamente non ricordo di chi fosse il “fuori onda” ma riassume bene la vera motivazione del voto del senato: “se non votiamo l’arresto qui la gente arriva con i forconi”….
    quindi il tuo “pararsi il culo” è perfetto.

  6. mattia says:

    era rutelli che aveva parlato di forconi (lo ricordava anche follini presentando la relazione). Criticandolo, almeno quello.

    Ma non credo fosse un fuori onda, boh.

  7. shevathas says:

    Condivido pienamente. Purtroppo in Italia oramai c’è la giustizia spettacolo, dove le indagini ed il processo vengono svolti non per stabilire se ci siano stati reati e colpevoli da condannare ma per soddisfare l’opinione pubblica. Paradossalmente Follini parlando di inquinamento mediatico non ha tutti i torti, visto che le pressioni dell’opinione pubblica e della stampa spesso hanno tentato di orientare determinate indagini come ad esempio i casi di cogne o il caso di merendith. Però trovo agghiacciante che il processo venga celebrato non per stabilire ragioni e torti ma per dare al volgo una strega da mettere al rogo, mi suona tanto di inquisizione.

  8. camicius says:

    Il problema è che mediaticamente in Italia si confonde la custodia cautelare con la condanna. Perché la condanna arriva di solito dopo anni, se arriva, ma la custodia cautelare arriva subito quando l’avvenimento è ancora mediaticamente caldo.

  9. robinet says:

    vediamola come una forma (sbagliata) di tortura ma efficace. difatti lusi ha minacciato di “cantare” se fosse stato arrestato, ed è quello che mi sembra stia facendo.
    lo so, è sbagliato però anche questo che se arrestato parla altrimenti continua la sua vita.. mah capisco che comunque non è l’argomento del post

  10. Lorenzo says:

    Se uno mi chiede di autorizzare l’arresto con questa motivazione

    No Mattia. Non ti chiedono l’autorizzazione all’arresto per quella motivazione. Ti chiedono se secondo te l’inchiesta è nata perché vogliono perseguitare Lusi per le sue idee politiche.
    Se non hai motivo di ritenere che l’appartenenza politica del deputato sia motivo dell’inchiesta, l’autorizzazione la devi dare a prescindere.
    La commissione non giudica i motivi dell’arresto, giudica i motivi dell’indagine. Questa è la legge. Se ritengono che debba essere cambiata lo facciano pure, ma non è che la possono interpretare come gli pare solo perché il tizio è un parlamentare.

  11. Lorenzo says:

    Mi spiego meglio:
    - ritieni che il magistrato sia corrotto e/o se ritieni che l’inchiesta sia basata solo sulla volontà di danneggiare politicamente l’imputato -> puoi vietare l’arresto
    - ritieni che il magistrato sia un cretino e che non sia necessario arrestare il tizio -> non puoi vietarlo lo stesso, perché non sta a te decidere se la motivazione è fondata oppure no.

    Tutto il sistema giuridico si basa sul fatto che la magistratura è un ente terzo assunto appositamente per decidere per la comunità. A fronte di ciò, una particolare categoria di cittadini ha garanzie ulteriori a fronte della loro attività pubblica.
    Ma questo non significa che tali garanzie si sostituiscano all’ente deputato dalla comunità. Sarebbe come se periodicamente si riunisse un organo di dentisti per decidere se un collega dentista debba essere arrestato o meno.

  12. mattia says:

    No Mattia. Non ti chiedono l’autorizzazione all’arresto per quella motivazione.

    A parte che invece mi chiedono proprio quello. Me lo chiede il GIP.
    E indirettamente me lo chiede anche la giunta che avalla le tesi del GIP.

    Perché, lo ripeto, è vero che i parlamentari devono valutare solo se c’è persecuzione, ma per fare questo giudizio si devono basare pure su qualcosa.

    Che ci sia una persecuzione non lo giudichi dai pettegolezzi di corridoio secondo cui la moglie della cugina del magistrato che chiede l’arresto ce l’à su con quel parlamentare perché gli soffiato il posto di consigliere comunale nel comune di San Giacomo lodigiano.
    Che ci sia una persecuzione lo decidi guardando le carte che ti manda il GIP. Se ti mandano una richiesta di arresto che non sta né in cielo né in terra sei legittimato (piuttosto che a pensare che il magistrato sia cretino) a pensare che ci sia una persecuzione.

    Dopodiché resta il fatto che decidere quando c’è una persecuzione e quando no non si fa con un algoritmo matematico, e più di una volta politici sono stati beccati a fare ragionamente diametralmente opposti in casi del tutto simili perché una volta conveniva loro pensare che c’era persecuzione e altre volte che non c’era.
    Qui, perdonami, al di là di tutto quello che si possa argomentare penso che i motivi che ànno portato all’arresto siano del tutto estranei al giudizio sulla richiesta di arresto: ò visto senatori che mentre Lusi parlava gicavano con l’iPad, fregandosene di quello che diceva.
    Si parlava pur sempre di mandare una persona in galera. La cosa mi à fatto anche un po’ schifo.

  13. Lorenzo says:

    ò visto senatori che mentre Lusi parlava gicavano con l’iPad, fregandosene di quello che diceva

    Si vede che non segui molto le sedute parlamentari. Io li ho visti leggere il giornale e giocare con i palmari quando il governo proponeva di rimandare il raggiungimento della pensione di 5 anni per 60 milioni di cittadini.
    Figurati se si preoccupano di 1 che deve andare in galera.

    Perché, lo ripeto, è vero che i parlamentari devono valutare solo se c’è persecuzione, ma per fare questo giudizio si devono basare pure su qualcosa

    Infatti si basano su qualcosa. Il Gip mica ti chiede di arrestare un tipo allegandoti le foto di sua sorella (anche se forse con qualcuno funzionerebbe).
    Ogni richiesta della magistratura contiene le motivazioni e su quelle ti devi basare.
    Ti dicono: abbiamo pescato x a dire y nell’intercettazione z. Caio ha testimoniato che… I tabulati telefonici indicano che… I conti correnti trk hanno visto il passaggio dei soldi… ecc.
    Se la commissione riconosce le motivazioni come legittime, non può rifiutare il provvedimento come esagerato o non necessario. Perché il provvedimento non è l’elemento in discussione.
    Se poi volevano decidere sul provvedimento dovevano scrivere la legge diversamente.

    Per come è scritta adesso, discuterne è un sopruso delle funzioni della magistratura. Esattamente come se domani condannassero a 10 anni un dentista per negligenza e la commissione del dentisti lo liberasse perché secondo loro 5 sono anche troppi.

  14. mattia says:

    Si vede che non segui molto le sedute parlamentari. Io li ho visti leggere il giornale e giocare con i palmari quando il governo proponeva di rimandare il raggiungimento della pensione di 5 anni per 60 milioni di cittadini.
    Figurati se si preoccupano di 1 che deve andare in galera.

    No, no, lo so bene che fanno quelle cose. Però c’è modo e modo.
    Non mi sarei scandalizzato se avesseo letto il giornale mentre interveniva l’ennersimo parlamentare del gruppo misto componente “noi salcazzo, popolo e scroto”.
    Ci sono momenti in cui è importante ascolta e momenti in cui anche se non ascolti non cambia nulla.
    Io mi riferivo al momento in cui parlava Lusi. In quella discussione c’erano due momenti da ascoltare: quando parlava Follini, che illustrava la richiesta d’arresto, e quando parlava Lusi che si difendeva. Dopodiché uno poteva fare la sua scelta a ragion veduta, anche senza ascoltare l’intervento del Senatore di “popolo e scroto”.

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