Cortocircuito

May 17th, 2012 by mattia | Filed under laicità, omofobia, politica, riflessioni.

Quando ero piccolo io (piccolo livello scuole elementari) c’era ancora la guerra fredda, l’Unione Sovietica e le cartine d’Europa appese in classe con la Germania divisa (e la Cecoslovacchia unita). Quelle cartine mi sa che in qualche aula le trovate ancora, ma nel frattempo il mondo è cambiato di brutto.

Erano i tempi in cui c’era la DC che tutto sommato veniva sopportata perché ci difendeva dai comunisti (questa scusa fu usata anche nel ventennio successivo, ma allora funzionava meglio). E quasi tutti, probabilmente per conformismo, mandavano i figli al catechismo e chiedevano per loro i sacramenti. Anche il tizio barbuto nel palazzo vicino al mio: era un insegnante comunista, ma di quelli tosti che vanno in giro con il Manifesto sotto il braccio. Per darvi un’idea, quando morì si fece fare il primo funerale laico che si ricordi nella storia di Lecco, e si fece mettere nella bara “Il Capitale” di Marx. Eppure le figlie le aveva fatte battezzare e le aveva mandate a catechismo.

È che all’epoca, specialmente in un paesino come il mio, se non andavi al catechismo ti guardavano come qualcosa di strano. C’erano due bambini nella mia scuola che non andavano al catechismo perché i genitori erano atei, e se ne parlava come se fosse uno scandalo. Se ne parlava quasi sottovoce. Magari la mia mente di bambino deformava i discorsi ma avevo l’impressione che se ne parlasse come se in quella famiglia facessero cose strane, riti magici. Come se fossero dei deviati. Un po’ come quel bambino di una famiglia vegetariana. C’erano leggende che giravano, tipo che l’avevano beccato al bagno a mangiare le saponette. Perché all’epoca essere vegetariani era una cosa da picchiatelli. Non ci si credeva che uno non mangiasse la carne.

In quell’ambiente era normale che venisse il parroco a dare la benedizione per l’inizio dell’anno scolastico. Un anno però ci fu un genitore che si lamentò scrivendo una lettera sul giornale. Era un ateo che faceva quei discorsi sull’ingerenza della Chiesa e bla bla bla.
Il buon don Giuseppe non fece neanche polemica più di tanto, smise di venire a dare la benedizione. Non la volente? Non vengo. Punto.

Ma ci fu molto rammarico. Era il pensiero di uno che si imponeva sulla massa (e che massa, a quel tempo). Molti la videro assai male quella decisione. Le mamme se ne lamentarono.

All’epoca non c’erano islamici nel mio paese, figuratevi. Quelli che lottavano contro la Chiesa erano gli atei militanti.
Poi le cose sono cambiate: sono arrivati gli islamici e per gli atei militanti fu un colpo di fortuna.
Fin quando le lotte per la laicità le facevano sulla laicità si trovavano tutte le mamme contro. Dopo tutto erano quelli strani che non mandavano i figli al catechismo…
Ma con gli islamici cambiarono registro. Non facevano più le lotte sulla laicità per sé stessi, ma per rispetto degli islamici. Poker d’assi.
Perché gli islamici, guarda caso, erano stranieri, e normalmente di un’altra razza. Quindi se tu provavi a dire quelli ti davano del razzista! e avevano vinto.
L’accusa di razzismo è una carta magica, è il jolly che puoi giocarti quando sei in difficoltà. Basta dire che il tuo avversario è razzista e hai vinto a priori. Non devi più dimostrare niente. Tu hai ragione, perché l’altro è razzista.
A quel punto le mamme, tanto conformiste a mandare i figli al catechismo quanto benpensanti timorose di essere additate come razziste, abbassarono il crapone e accettarono tutto.

Gli atei, sfruttando la scusa degli islamici, vinsero la battaglia. Ora basta dire che una cosa si fa così per rispetto della loro religione e si fa così. Fine della discussione.

È che come tutti i pensieri semplici questa mentalità ha dei grossi limiti.
I limiti di principi che presi per verità assolute e applicati senza buon senso portano a situazioni assurde.

Ad esempio: a scuola, oggi come oggi, nessuno si scandalizza se ai bambini fanno fare la recita sulla pace nel mondo, o se insegnano loro che la guerra è una cosa brutta, che la guerra non si fa… Ma se tra gli scolari c’è il figlio di uno che ha fatto il soldato in Iraq? Gli stai dicendo che il lavoro di suo papà è sbagliato. Magari quel papà si incazza pure e viene a dire alla maestra di non insegnare quelle cose a suo figlio. Per rispetto della sua professione.

Se rispetti gli islamici e la loro religione dovrai rispettare anche i figli di militari e la loro professione.

E di esempi ne puoi fare a migliaia. Tolte le materie scolastiche (e delle volte nemmeno quelle) non potresti insegnare niente ai bambini.
Geografia, matematica, scienza… ma per il resto nisba. Non potresti azzardarti a dare un pensiero che sia uno. Neanche quelli che sembrano più condivisibili come la pace nel mondo. Ci può sempre essere uno che se ne lamenta, e dovresti rispettare anche lui.

Ad esempio, dicono che oggi sia la giornata mondiale contro l’omofobia, e il ministro Profumo dice che si deve celebrare nelle scuole. Che vuol dire tutto e vuol dire niente. Tutto sommato se insegnassero a mio figlio che gli omosessuali non si prendono a cinghiate mi sta anche bene. Voglio dire, sono cristiano e la mia religione dice che bisogna volere bene a tutti; figurati, anche a quelli che ci vogliono del male. Il rispetto per gli altri è una cosa da cristiani, quindi bene. Se però insegnassero che devono avere il diritto al matrimonio o all’adozione no, quella sarebbe propaganda politica di parte.

Ma i problemi non penso verranno dai cristiani. Siamo gente conformista, abbiamo paura delle nostre idee. Ci pieghiamo davanti a tutto come quelle mamme si piegarono anni fa davanti al jolly del razzismo.
Piuttosto, mi chiedo come si comporteranno gli islamici. Perché si dice tanto della Chiesa Cattolica, ma guardate che tutto sommato mica è così cattiva con gli omosessuali. Dicono: gli vietano di fare sesso, devono vivere come fratello e fratello altrimenti non possono fare la Comunione. Eh, sì, ma lo stesso vale anche per gli eterosessuali non sposati o per i divorziati risposati. Anche loro niente sesso o niente Comunione. È una cosa che vale in generale. Così come gli omosessuali devono trattenere le loro pulsioni anche i divorziati risposati devono fare lo stesso.

Mi chiedo piuttosto come funziona con l’islam. Non che sia un gran esperto di islam, però tutti gli islamici con cui ho parlato sono andati giù pesante. Uno mi diceva che al suo paese gli omosessuali li prendono davvero a cinghiate. E quando gli ho chiesto se non era d’accordo mi ha detto “be’, tutto sommato… sai…“. Poi facile che abbia incontrato solo persone identificabili come l’equivalente islamico dei lefebvriani, che ne so.
Ma ho come l’impressione che anche solo insegnare ai loro bimbi che gli omosessuali non si prendono a cinghiate non sia una cosa che apprezzino perticolarmente.

E allora io mi immagino già mi pregusto la scena. Programma della giornata contro l’omofobia, la maestra insegna che tutti hanno gli stessi diritti. I laici sono contenti. Ma i genitori di uno scolaro islamico protestano: non potete insegnare queste cose a mio figlio. Secondo la mia religione gli omosessuali si prendono a cinghiate. Dovete rispettare la mia religione.
E il jolly gli si rivolta contro. Così come ai tempi del cristianesimo imperante usarono il jolly del bisogna rispettare la loro religione come scusa per imporre la laicità a scuola , ora lo stesso jolly viene usato contro di loro: per rispetto alla loro religione non puoi più imporre la laicità.
Fottuti.

Cortocircuito mentale. La strada che avevi preso ti porta, per assurdo, al risultato opposto a quello auspicato.

Quello che succede quando si usano i jolly invece che avere il coraggio di sostenere con convinzione le proprie posizioni. Se invece di usare il jolly del rispetto della loro religione avessero fatto una battaglia per la laicità in sé, senza aggrapparsi a scappatoie, probabilmente non avrebbero avuto risultati così veloci, ma almeno adesso avrebbero la coerenza per dire suca la banana  agli islamici così come hanno fatto ai cristiani decenni fa.
Le scorciatoie come al solito ti fregano.

Io preparo birra e patatine e mi gusto lo spettacolo su come si arrampicheranno sui vetri questi laicisti.

 

19 Responses to “Cortocircuito”

  1. camicius says:

    Anni fa il primo studente islamico della mia scuola, faceva religione, era venuto a messa del primo giorno di scuola, e aveva fatto uno dei tre Re Magi al presepio vivente.

    Nella mia esperienza gli islamici sono piuttosto tolleranti, e ho sempre visto una grande voglia di integrazione, che passava anche dall’insegnamento della religione cattolica a scuola.

    La parte degli islamici che dici tu da noi l’hanno fatta i testimoni di Geova.

  2. robinet says:

    spettacolo di post! preparo birra e patatine pure io :)

  3. Bea says:

    Secondo me non manderanno i figli a scuola. Tanto è solo un giorno, nessuno si lamenterà e passeranno inosservati.
    Che poi, ora come ora, in un ipotetico corto-circuito islam-omosessualità, vincerebbe l’omosessualità, ne sono sicura.
    E ci mancherebbe! Aggiungerei, ma questa è un’opinione personale.

  4. mattia says:

    La parte degli islamici che dici tu da noi l’hanno fatta i testimoni di Geova.

    Vero, anche noi ne avevamo un paio.
    Non che facessero troppo casino, però quella volta che siamo andati in gita a Mantova la maestra si prese la briga di chiedere se la tal scolara poteva entrare nelle chiese per visitarle o se le era vietato.
    Che per me è una puttanata enorme. Sono entrato in moschee, in sinagoghe, in chiese ortodosse o protestanti senza problemi.
    Se uno non è capace di entrare in un luogo di culto con l’occhio per l’arte e non per devozione ha dei problemi grossi.
    Se glielo vieta la sua religione, è essa ad avere problemi grossi.

    Dopodiché, almeno dalle mie parti, i testimoni di geova sono sempre rimasti quelli visti come “picchiatelli”. Non hanno mai fatto il salto di qualità per imporsi.

  5. Lorenzo says:

    Un modo elegante di arrampicarsi si trova sempre. In questo i laicisti sono bravissimi.
    Anche se i cattolici spesso danno filo da torcere.

  6. Lorenzo says:

    ps. anche perché il jolly del razzismo lo puoi giocare contro chiunque. Anche contro gli islamici.
    Ai genitori islamici del bimbo non va bene che si insegni che l’omofobia è male?
    Razzisti! Non concedono agli altri la libertà che noi diamo a loro!
    Problem solved, sir
    E secondo te quanto ci metteranno le brave mamme (ex Dc) a riscoprire il valore della laicità dello stato quando gli islamici chiederanno di far festa il venerdì?
    C’è sempre più di un modo per prendere la pelle dell’orso e, come la storia ha dimostrato in varie occasioni, la Chiesa cattolica ne conosce parecchi^^

  7. Ariakas81 says:

    Oh Mattia, bene bene ben, questo e’ proprio il mio campo, quindi posso risponderti con cognizione di causa perche’ io ho portato avanti al tempo delle superiori varie battaglie atee.
    Allora innanzi tutto tu sbagli quando dici che gli Atei dicono che una tradizione cattolica andava eliminata per rispetto degli islamici. Ma perche’ l’Italia e’ uno stato laico (ok solo sulla carta ma tant’e’…) e quindi gli unici simboli ammessi erano quelli dello stato.
    Io ho fatto una lunga battaglia (da solo tra l’altro, e ci ho rimediato una bocciatura…) contro il crocefisso in classe. E non l’ho fatta per il mio compagno musulmano, che a lui non fregava niente, l’ho fatto per me, per principio, secondo me il crocefisso in classe e’ un’imposizione religiosa, e avevo fatto la proposta di sostituirlo con il Tricolore, che e’ la bandiera di TUTTI gli Italiani, nella battaglia che ho portato avanti non ho mai utilizzato gli islamici come scusa, anzi ho sempre fatto leva sulle cose che sarebbero dovute essere comuni a tutti (Bandiera, Leggi) quindi la religione l’ho sempre lasciata fuori da tutti i miei discorsi in quanto non e’ un discorso da prendere dalla parte della religione, ma dalla parte nel trovare quel comun denominatore che dovrebbe unire la classe, quindi, il tricolore ed il rispetto per le leggi, e magari cosi’ si riuscirebbe anche ad inculcare anche un po’ di amor per la nazione (Cosa che in Italia manca).
    La religione per come l’ho sempre vista io e’ un qualcosa di privato, che viene DOPO le leggi e anche dopo certe tradizioni, tipo non mi incazzerei se alle elementari facessero la recita di natale, perche’ per quanto mi riguarda avrebbe la stessa valenza della recita con Cappuccetto Rosso, certo non mi andrebbe bene se dicessero che quella e’ la vera storia etc.
    Quindi come vedi non e’ che noi atei ci siamo appoggiati agli islamici per vincere le nostre battaglie ed ora siamo in corto-circuito, molti di noi hanno costruito le battaglie su valori diversi, i valori che pensiamo siano quelli che tutti dovrebbero condividere in un paese civile e laico come e’ l’Italia.

  8. Massy says:

    Esco un filo dal seminato raccontandoti questa:

    c’è una ricorrenza per un avvenimento civile, un filo importante.
    Tant’è che anche le scuole son andate alla manifestazione.

    Programma:
    - apertura del sindaco e del presidente della regione
    - racconti storici di chi c’era
    - programmi futuri
    - funzione religiosa con il vescovo e 2 cardinali
    - buffet

    Bene: mia figlia era lì, ovviamente, con la scuola. Nella scuola di mia figlia ci sono circa 300 studenti, tra i quali una decina di islamici e un figlio di un testimone di Geova.

    Cosa è successo?
    Che questo ha piantato un casino e ha COSTRETTO tutti gli altri 299 a tornare in classe evitando la messa.
    Tutti e 299 per uno solo.

    Alla mia domanda: scusa, perché non te lo vai a prendere e lasci che gli altri restino lì?
    Risposta: perché non è giusto. E’ razzismo.

    Ti assicuro che ho dovuto trattenermi non poco. Alla fine ho preso mia figlia e son restato con lei quella mattina. Non l’ho mandata a scuola e siamo andati assieme alla manifestazione.

    Ah, per notizia, i genitori islamici non hanno battuto ciglio. Hanno solo chiesto di *non costringere i loro figli a pregare* e, qualcuno si è offerto di andarli a prendere, fargli mangiare un gelato e poi riportarli con gli altri compagni di classe.

    Ti taccio per stanchezza le varie rotture di palle a carnevale, pasqua, natale etc etc, in cui non puoi festeggiare, raccontare nulla e al fatto che non si possa far leggere secondo questi la Divina Commedia perché Dio in quel modo non esiste.

    Di cosa parliamo alla fine?

  9. Mauro says:

    Beh, io non ho mai visto gli atei giocare il “jolly” del razzismo.

    Gli esponenti di molte religioni invece sì.

    Saluti,

    Mauro.

  10. Stefano. says:

    Butta for president.
    Mi sono permesso di condividerlo con gli “amici” in FB, non tanti, una quarantina, però tra loro ci sono dei sacerdoti del “volemose bbene”.
    Una voce fuori dal coro non ci sta mai male e la tua è spesso squillante.
    Yeah.

  11. Alberto says:

    “Se uno non è capace di entrare in un luogo di culto con l’occhio per l’arte e non per devozione ha dei problemi grossi.
    Se glielo vieta la sua religione, è essa ad avere problemi grossi.” quoto al 100%

  12. Luca says:

    @ Lorenzo: avresti anche ragione, ma purtroppo la faccende del razzismo è a senso unico: cioè, tutto quello che dicono gli “altri” (musulmani, buddisti, animisti che siano) è giusto, tutto quello che è nella nostra tradizione/religione/mododivivere è sbagliato o, se non altro, vecchio. E’ come se ci automartirizzassimo per arrivare ad una specie di santità laica, ecumenica, di centrosinistra.

  13. mattia says:

    Ariakas81

    nella battaglia che ho portato avanti non ho mai utilizzato gli islamici come scusa,

    Tu hai fatto così. E mi congratulo per la coerenza.
    È quello che mi aspetterei dagli atei.
    Ma ti assicuro che spesso non capita così. Forse a Milano si respirava un’altra aria, facile che non si partiva nemmeno da quelle percentuali bulgare di bambini che andavano al catechismo. E non so quanto ti guardassero come “picchiatello” se non ci andavi.
    Nel mio paese, ma in generale fuori dalla grande città, la situazione era quella. E fidati che gli atei hanno usato questo jolly.
    Non a caso hanno vinto la battaglia a mani basse, tanto che adesso devi aver paura a far cantare “tu scendi dalle stelle” ai bambini.
    La tua battaglia invece è stata in solitario e ne hai pagato le conseguenze. Sono due fenomeni diversi. Dio sa quanto avrei preferito si comportassero tutti come te. Ma altri non l’hanno fatto.
    E non pensare che tutti gli atei si siano comportati come te. Soprattutto quelli che vivevano lontano dalla grande Milano e non avevano un ambiente che consentiva loro di comportarsi come hai fatto tu.

    Chiudo con una punzecchiatura

    ho sempre fatto leva sulle cose che sarebbero dovute essere comuni a tutti (Bandiera, Leggi)

    Leggi? Ma la legge (ok, un decreto) impone il crocifisso in aula. Insegnavi a rispettare anche quella di legge? ;)

  14. mattia says:

    Ah, per notizia, i genitori islamici non hanno battuto ciglio.

    Una mia amica è metà italiana e metà iraniana.
    Ok, la madre iraniana non è islamica praticante. Però diciamo che i figli non li hanno nemmeno battezzati, per capirci.
    Eppure la recita di natale gliela faceva fare.

    Ma erano tempi in cui erano in pochi. E quando si è in pochi il conformismo, anche in loro, talvolta prevale. C’è la paura di sentirsi esclusi. Quando poi le comunità crescono allora le cose cambiano, si sentono forti e si impongono.
    Oltre a ciò la probabilità di trovarti dentro qualche estremista (come quello dell’articolo linkato) è più alto.

    Conosco islamici che vivono in italia che sono molto spinti. Non so davvero come reagirebbero se venissero insegnate certe cose ai loro figli a scuola.

  15. Bea says:

    Allora, qui mi sa che il problema non è il tipo di religione, l’ateismo ecc…, ma piuttosto gli estremisti, le persone poco intelligenti (ok, non è politicamente corretto dirlo, ma ci sono, diavolo! E anche tante!), gli stupidi, quelli senza speranza, quelli che ti fanno anche un po’ pena.
    Lo dico perchè ogni volta che se ne sente una sui Testimoni di Geova vado da mia nonna di 83 anni a riferirglielo per vedere che mi risponde, essendo anche lei una Testimone. E ogni volta rimane un po’ perplessa a pensare, con una faccia del tipo “ma sta gente sta fuori” e conclude sempre dicendo che quelli sono i Testimoni di Geova esaltati, quelli che non pensano.
    E queste persone si trovano in tutti i gruppi.

  16. Lorenzo says:

    E’ come se ci automartirizzassimo per arrivare ad una specie di santità laica, ecumenica, di centrosinistra

    Questo è vero Luca. Spesso la sinistra ha questo difetto. Però devi considerare anche la questione da un punto di vista più ampio.
    In realtà questa grande apertura della sinistra spesso e volentieri si esercita solo su argomenti in cui davvero la sua posizione è ininfluente oppure in cui il risultato è completamente interno al mondo occidentale.
    Mi spiego… finché si tratta di difendere gli islamici perché (come dice Mattia) fa comodo avere un argomento in più da utilizzare contro i crocifissi nella aule, il problema non esiste. Ma secondo te come reagirebbero quelli di sinistra (o i laicisti) se un domani una confraternita islamica radicale chiedesse di ammettere l’infibulazione tra le pratiche legalmente accettate?
    Mattia dice che i laicisti si troverebbe in imbarazzo. Io dico che si farebbero una grassa risata e si tirerebbero da parte con popcorn e patatine per vedere la maggioranza del paese che fa a pezzi i razzisti islamici.
    Perché alla fine, la lotta tra cattolici e laici arriva fino a un certo punto, oltre il quale i laici sono disposti a fare i titoloni sui giornali “LO HA DETTO PURE IL PAPA” e i cattolici si affrettano a celebrare la giustizia di uno stato laico e imparziale che salvaguarda i diritti delle persone.
    I nemici esterni sono da sempre il modo migliore per compattare le comunità.

    Aggiungo comunque, che il discorso per me è privo di senso. Il pericolo dell’islamismo radicale, in Italia, ma direi in tutto il mondo occidentale, semplicemente non esiste. Per il semplice motivo che la forza di attrazione (soft power) di una società in grado di offrire lavoro e welfare è semplicemente incomparabile con gli estremismi religiosi. Se esistono, come dice Bea, 2 persone disposte a farsi saltare in aria per la religione, ne esisteranno sempre 9.999.998 che preferiranno pregare nelle case e andare in vacanza al mare come tutti gli altri.
    La religione diventa un pericolo per lo stato democratico (occidentale) solo quando si diffonde la povertà e la gente non sa più dove andare a sbattere la testa. Ma ancora una volta, come è sempre stato nella storia, non è la religione che si deve combattere, ma gli squilibri economici.
    Sistema l’economia e il resto andrà a posto da solo.

    E con questo ho rivelato la mia anima marxista^^

  17. Ariakas81 says:

    [i]Tu hai fatto così. E mi congratulo per la coerenza.
    È quello che mi aspetterei dagli atei.
    Ma ti assicuro che spesso non capita così. Forse a Milano si respirava un’altra aria, facile che non si partiva nemmeno da quelle percentuali bulgare di bambini che andavano al catechismo.
    E non so quanto ti guardassero come “picchiatello” se non ci andavi.
    [/i]

    No guarda che a catechismo ci siamo andati tutti anche a Milano, ma era un discorso di tradizione, tutti ci andavano e quindi ci andavi anche tu (Anche se lo odiavi, anche se non eri d’accordo con quello che ti insegnavano ed anzi contraddicevi l’insegnante dicendole che diceva cose senza senso).
    Poi il fatto che la maggior parte delle persone ci andava per giocare a pallone e basta e’ un altro discorso.

    [i]Nel mio paese, ma in generale fuori dalla grande città, la situazione era quella. E fidati che gli atei hanno usato questo jolly.
    Non a caso hanno vinto la battaglia a mani basse, tanto che adesso devi aver paura a far cantare “tu scendi dalle stelle” ai bambini.
    [/i]

    Allora quelli sono deficienti. Cantare “Tu scendi dalle stelle” cantare “Siam 3 piccoli porcellin” per come la vedo io e’ uguale, e’ una recita, e’ un momento di aggregazione, l’importante per come la vedo io e’ che
    1. Non costringano a pregare
    2. Non spieghino che quella e’ una canzone per IL figlio di Dio etc. Ma che lo e’ per i cristiani (Non come verita’ assoluta)

    [i]La tua battaglia invece è stata in solitario e ne hai pagato le conseguenze. Sono due fenomeni diversi. Dio sa quanto avrei preferito si comportassero tutti come te. Ma altri non l’hanno fatto.
    E non pensare che tutti gli atei si siano comportati come te. Soprattutto quelli che vivevano lontano dalla grande Milano e non avevano un ambiente che consentiva loro di comportarsi come hai fatto tu.
    [/i]

    Quello mi dispiace per il fatto che in questo modo secondo me mettono in cattiva luce tutti gli atei con la loro stupidita’.

    [i]Chiudo con una punzecchiatura
    ho sempre fatto leva sulle cose che sarebbero dovute essere comuni a tutti (Bandiera,Leggi)
    Leggi? Ma la legge (ok, un decreto) impone il crocifisso in aula. Insegnavi a rispettare anche quella di legge?
    [/i]

    Io non ho mai rimosso il crocifisso dall’aula, ho sempre fatto protesta civile (Ne parlavamo in un altro topic, se una legge la consideri sbagliata fai protesta civile), lettere in presidenza, proteste in presidenza presentandomi li’ ed esponendo le mie motivazioni etc. Ma non l’ho mai rimosso.
    E comunque, prendo da Wiki:
    L’esposizione del crocifisso nelle aule scolastiche italiane è sancita da diverse leggi statali, sebbene non esista una normativa generale che imponga la sua presenza nei locali pubblici (a eccezione dei tribunali)
    Le normative citate dalla giurisprudenza sono contenute in due Regi Decreti del 1924 e 1928, mai abrogati, relativi rispettivamente allescuole elementari e medie. Non ci sono chiare indicazioni normative per le scuole materne, superiori ed università.

    Ecco io ero alle superiori, quindi era giusto andare solo in presidenza e non scrivere a piu’ alte cariche ;-)

  18. ErreBi says:

    Sgonfierei tutte le religioni, come palloni; così la si finisce di spaccare i vetri! Ed a letto senza cena! :P

  19. Turz says:

    @Ariakas81:
    e magari cosi’ si riuscirebbe anche ad inculcare anche un po’ di amor per la nazione (Cosa che in Italia manca).

    L’amore per la nazione non è necessariamente una cosa positiva (e qui mi fermo per non godwinizzare il thread).
    Comunque mi fa piacere che un po’ ti sia passato (se ho capito bene stai nella terra degli háček, no?).

    i valori che pensiamo siano quelli che tutti dovrebbero condividere in un paese civile e laico come e’ l’Italia.

    Civile? Laico? :-D

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