Archive for April, 2012

Colletto bianco

April 30th, 2012 by mattia | 7 Comments | Filed in giappone

Sono un colletto bianco. L’ho scoperto oggi.
In giappone questa è la settimana d’oro (golden week, goruden wiku in “giapponese”…) e per una magica coincidenza astrale ci sono diverse nazionali una dietro all’altra.
In realtà le feste sono messe lì apposta per condesarle in una sola settimana. Anche perché la festa dei bambini puoi decidere tu quando farla, non è come il 25 aprile che mica puoi celebrarlo il 9 dicembre per condensarlo con l’immacolata. Se i partigiani sono entrati a Milano il 25 Aprile la festa rimane in quel giorno.

Ad ogni modo, questa settimana ci sono diverse festività, ma – sembra – non il primo maggio.
Allora ho chiesto informazioni: ma scusate, il primo maggio qui non si fa festa?
No, mi hanno detto, è una festa che fanno solo i lavoratori.
E io chi sono? Non lavoro forse anch’io?

A quanto pare il primo maggio è la festa solo di quelli che fanno i lavori pesanti, i lavori col corpo. Quelli che fanno i lavori di concetto non fanno festa.
E io sono un di quelli, un colletto bianco.
Quindi non è la mia festa.

Fotte una sega. Io domani sto a casa.

Due veli

April 29th, 2012 by mattia | 10 Comments | Filed in ignoranza

in caso di incendio su una carrozza Smart, infatti, come faranno i passeggeri a mettersi in salvo se non possono accedere alle altre aree del treno?

via corriere.it

Be’, dai, l’ha sparata neanche tanto grossa.
Mi sarei aspettato una cosa del tipo: in caso di cesso intasato da uno stronzo enorme in classe smart come faranno i passeggeri a servizi della ritirata se non possono andare in un’altra carrozza? E’ anticostituzionale! Viola i diritti fondamentali dell’uomo! E’ peccatto mortale che grida vendetta al cospetto di Dio! Faremo un appello al presidente della repubblica. Anzi no, chiamo i Vogon.

Secondo me non è nemmeno strategia, quelli delle varie associazioni di consmatori sono fatti così di natura. Si devono sempre lamentare. Anche se va tutto bene loro si devono lamentare di qualcosa.
La perla fu quando iniziò il superenalotto e un’associazione di consumatori se ne uscì dopo due settimane a dire che era una truffa perché con così tante combinazioni fare 6 era impossibile.
Per qualsiasi cosa loro devono trovare un motivo per lamentarsi.
Va tutto bene? Non preoccupatevi, se lo inventano di sana pianta.
Tipo, capaci di protestare perché la carta igienica della carrozza Smart ha solo due veli al posto dei tre veli della prima classe.

E state tranquilli che i giornalisti pubblicherebbero tutto.

Il mistero della vasca sempre piena

April 29th, 2012 by mattia | 8 Comments | Filed in giappone

L’altra sera arrivo a casa un po’ stanco e nella casella della posta trovo una grossa busta del Comune.
Grossa busta uguale grossi documenti. Scritti in giapponese, che dovrò andare a farmi spiegare. La spiegazione sarà che dovrò andare in qualche ufficio a fare delle cose e onestamente non ne ho voglia.

Guardo la busta con cattiveria: non ti voglio, stronza! Va’ da qualcun altro a creare disturbo.

Poi mi rassegno e la apro. Surprais! E’ un questionario del Comune ed è scritto tutto in inglese (e probabilmente so anche chi l’ha tradotto).
Sì, perché il questionario è rivolto agli stranieri che vivono in questo Comune. Vogliono sapere come stiamo, come ce la caviamo, se sentiamo la necessità di qualcosa, se abbiamo difficoltà…
Quindi ci sono tutte quelle domande tipo parli giapponese? che lavoro fai? hai mai avuto difficoltà a comunicare con gli impiegati del Comune? pensi che sia utile una guida ai servizi della comunità in inglese?

Fico. Così si fa. Stasera mi metto lì e lo compilo con dedizione; una volta tanto che qualcuno vuole ascoltare l’opinione di un gaijin bisogna collaborare.

Tra le domande c’era una sezione apposta dedicata alla prevenzione dei disastri (quella che in italia non si fa per poi prendere il primo che passa e farne caprio espiatorio quando capita il disastro, così per sfogarsi).

Domanda 22: sei preparato a un disastro?
Marcare:

- So dov’è il punto di evaquazione più vicino
- Ho una radio e una torcia elettrica pronte
- Ho cibo e acqua pronti
- So come contattare la mia famiglia durante il disastro
- Ho un estintore pronto
- Ho provveduto a fare in modo di prevenire la caduta di mobili e frigorifero
- Ho vestiti, medicine e cassetta del pronto soccorso pronte
- Posso prendere gli oggetti di valore immediatamente durante il disastro
- Tengo sempre dell’acqua nella vasca da bagno

Eh? Specia un bot: tengo sempre dell’acqua nella vasca da bagno?
E questo cos’è? Capisco l’estintore e la cassetta del pronto soccorso. Ma perché dovrei tenere l’acqua sempre nella vasca da bagno?
Sì, ok, in caso di disastro può servire dell’acqua. Ma posso tenermi una scorta di bottiglie in dispensa. Mica mi servono mille litri nella vasca da bagno.
Anche perché poi cosa fai? Ogni giorno svuoti la vasca, ti lavi, pulisci la vasca e poi la riempi di nuovo? Sarebbe uno spreco di acqua enorme.
Questa mi suona davvero strana. Qualcuno di voi conosce qualcuno che veramente ha paura di un disastro che duri giorni e giorni e tiene l’acqua costantemente nella vasca da bagno?

Il ladro di lattine vuote

April 29th, 2012 by mattia | 7 Comments | Filed in giappone

Detto così sembra il titolo di un romanzo di quelli che vende tanto. Invece è solo quello che ho visto stamane.
Una bicicletta carica di sacchi pieni di lattine spetasciate.
Mi avvicino e noto che è ferma davanti a uno sgabbiotto dell’immondizia; allungando l’occhio vedo lui, il ladro di lattine vuote che rovista tra i sacchi. Seleziona accuratamente le lattine, le spetascia e le mette da parte. Poi chiude il sacco e lo rimette al suo posto, ché siamo pur sempre in Giappone e qui le cose si fanno bene.
Dopodiché carica il bottino sulla bici e passa al condominio successivo.

Non so quanto possa fruttargli questa attività, magari cento yen ogni 50 kg di alluminio, boh.
Oppure c’è una sorta di mercato nero dell’alluminio in Giappone, e qui invece di rubare il rame rubano l’alluminio, vallo a sapere.
Magari è uno che si sta costruendo una casa fatta di lattine spetasciate. O è un tizio che ha la mania di raccogliere i rifiuti e conservare tutto in casa, un po’ come Felicetto, un tizio strambo del mio paese che raccoglieva tutto quello che trovava e riempiva la casa di rifiuti.
O no, aspetta, magari c’è un concorso e bosogna raccogliere i punti dalle lattine.
Mah…

Piesse: il post è solo una scusa per mostrare che anche in Giappone ci sono i poveri.

Condizionatore

April 28th, 2012 by mattia | 3 Comments | Filed in giappone

La scorsa estate mi sfrantumaroni i maroni abbastanza con la storia del risparmio energetico.
Prima del primo luglio non si poteva usare il condizionatore, e anche dopo venivano dentro in ufficio a controllare che la temperatura non fosse troppo bassa e nel caso te lo spegnavano.

Nota importante, non sto facendo un elogio allo spreco. Io risparmio su tutto, ma se una cosa è necessaria la uso.
Qui d’estate si suda a star fermi, ti grondano gocce di sudore. A fine giugno ero stato anche male: nelle zone senza condizionatore mi venivano cali di pressione (una volta sono collassato davanti alla segretaria facendola andare in panico), mentre nelle zone col condizionatore rifiorivo.
Non sto parlando quindi di un vizietto, ma di qualcosa che serve davvero.

Ciò nonostante arrivavano gli ordini dall’altro: “tagliare i consumi di elettricità!”. E tutti come pecoroni seguivano le assurde regole applicate senza buon senso.
Quest’anno sarà anche peggio perché ormai siamo senza centrali nucleari in attività, le centrali termoelettriche hanno il collo tirato e c’è il concreto rischio che non riescano a sopperire ai consumi estivi.
Mi aspetto quindi un’altra ondata di nazisti che entrano in ufficio e mi spengono il condizionatore.

Eppure oggi, 28 Aprile (Aprile, porco cane, ho detto Aprile) nella mensa del campus c’era già il condizionare che andava a palla.

Porca d’una vaca, loegia impestada.

(per la cronaca, le temperatura esterna era un bel caldino piacevole)

Giuro che quando verranno a spegnermi il condizionatore voleranno numerosi vaffanculo rotanti.

Diciamo basta

April 27th, 2012 by mattia | 12 Comments | Filed in riflessioni

E dopo che l’hai detto?

No, perché arriva la notizia di ‘sta povera ragazza ammazzata dal moroso per un litigio. E su feisbuc campare la sua foto con scritto “Diciamo basta a questa violenza continua“.

Davvero non capisco a cosa serva dire basta. Puoi dire basta  alle mine antiuomo, laddove dire basta significa chiedere all’ONU di stanziare fondi per rimuoverle (cosa buona e giusta, così lavorano quelli che fanno i magnetometri).
Puoi dire basta al traffico in centro, laddove dire basta significa chiedere al sindaco di fare un’isola pedonale.
Puoi dire basta al colesterolo, laddove dire basta significa che ti impegni a non infogarti di fesciate.

Ma dire basta a un omicidio per gelosia cosa diavolo significa? Uno impazzisce, gli partono i cinque minuti e ammazza la morosa.
Cosa puoi fare? Niente.
Dici basta su feisbuc, stampi le magliette con scritto che dici basta e cosa cambia? Niente.
Mica puoi fare niente per queste cose. A meno di non voler vietare alla gente di vivere insieme senza che ci sia una guardia pronta a intervenire contro l’omicidio. Ventiquattroresuventiquattro.

Quindi le alternative sono due: o non ho capito cosa vuol dire, concretamente, dire basta. Oppure è un parlare solo per dare fiato alla tastiera.

 

La cerimonia del the in Giappone

April 27th, 2012 by mattia | 19 Comments | Filed in giappone

Cazzo! Mi sono appena accorto che non ho raccontanto della cerimonia del the.
Ci sono andato tipo un paio di settimane fa, la domenica mattina. Mi ero ripromesso di parlarne e poi invece mi è passato di mente.

La cerimonia del the, dicevo. Una di quelle cose che devi fare per forza in Giappone, che mica puoi stare due anni in questo paese e non andare mai alla cerimonia del the. Altrimenti poi la gente ti dice ma come, stai due anni in Giappone e non sei mai andato alla cerimonia del the?
Perché ci sono cose che devi per forza fare se vai in un posto, altrimenti la gente ti rompe le balle. Per cui se vai a Praigi devi per forza vedere la tur eifel, se vai a Madrid devi per forza bere la sangria, e se vai ad Amsterdam non puoi esimerti dal fumarti le sigarette farcite o andare a pelande.
Mica che puoi dire alla gente: senti, io faccio anche un po’ quel cazzo che ho voglia. Dicono che si offendono.

Allora sono andato alla cerimonia del the. Si svolgeva in un tempio buddista a 15 km circa da Fukuoka.
Per farla breve: una delle più grandi smarronate della mia vita.

Per bere tre shot di the ci abbiamo messo due ore e mezza.
Innanzitutto c’è una complicata sequenza da eseguire per bere il the. Perché sarebbe troppo semplice bere il the e basta. Ti danno la tazza con un mantino e le due cose devi farle pirlare di qua e di là, di su e di giù: gira la tazza due volte a sinistra, sollevala e inchinati, passa il tovagliolo sul bordo, metti il mantino a sinistra e la tazza a destra, poi inverti la posizione… e vadavialculo, fammi bere sto cazzo di the e basta (ah, poi la tazza si condivide, cosa che mi ha procurato immenso schifo, ma mi ero premunito portando del disinfettante).

Ci sono dei tempi di attesa enormi: ti fanno sedere in queste sale e tu resti lì e aspetti, e aspetti, e aspetti. Temo che facciano così altrimenti la cerimonia in sé, tre shot in tre luoghi diversi del tempio, si risolverebbe in un quarto d’ora e la gente non sarebbe contenta. Meglio allungare la minestra con un po’ di attesa.

Poi una volta che ti fanno finalmente entrare ti danno un dolcetto minuscolo. Talmente piccolo che sembra quasi una presa per il culo.
Se mi devi dare una cosa del genere non darmela neanche.
Finito di mangiare ‘sto dolcettino minuscolo ti portano un the che sa di fogna.
Il tutto con mille riverenze, persone in kimono che si danno da fare a fare tutte le loro cerimonie. C’è la capa-cerimonia che sovraintende, e tutti che si esaltano. Si guardano l’un l’altro e fanno facce di assenso. Uhm, come è buono! Uhm, che delizia questo dolcetto.

Poi c’è che bisogna contemplarla le cose. Ti portano a vedere gli strumenti per fare il the (che poi sono dei bollitori e dei mestolini…) e tu devi guardarli, e fare “oooohhh”. Ti danno la tazza in mano e tu la devi contemplare. C’è un fiore nel giardino del tempio e devi contemplarlo.
Così vedi tutti che fanno la fila davanti al fiore lo guardano, lo contemplano e fanno segno di sì con la testa come se fosse il quadro di un pittore famoso.

No, onestamente mica ci credo che si esaltino così tanto per un the che sa di fogna e un dolcetto microscopico. Non credo che si mettano veramente a contamplare ogni cagatina che gli presentano.
Secondo me è tutta una finta.
Un po’ come quando ti portano in un museo, ti mostrano un quadro che non capisci e fai finta di apprezzarlo dicendo cose tipo “di’ pure quello che vuoi però disegnava bene il tizio, neh?”.
Oppure è come la corazzata Potëmkin, è una palla mostruosa per tutti ma nessuno ha il coraggio di dirlo.

Piesse: ah, poi devi mettere le calze bianche. Argh.

Colpa del fruttivendolo

April 27th, 2012 by mattia | 29 Comments | Filed in disinformazione nucleare, giappone, ignoranza

La decisione è stata presa per motivi elettorali, sostengono i verdi, e almeno nel breve periodo l’impreparazione del governo ha causato un peggioramento delle condizioni ambientali in Germania, con conseguenze in tutta Europa.

La Germania è uno dei paesi che fanno il maggior uso di energie rinnovabili, ma il nucleare contava comunque per il 22 per cento della produzione elettrica nazionale: la chiusura improvvisa ha causato l’aumento dell’uso delle centrali a carbon fossile (che oggi conta per il 25 per cento della produzione di elettricità, contro il 23 di un anno fa), un combustibile che è responsabile di grandi emissioni di anidride carbonica. Secondo l’Agenzia Internazionale per l’Energia, un’organizzazione europea, la decisione della Germania ha causato un aumento di queste emissioni a livello europeo di circa 25 milioni di tonnellate l’anno.

via il post

No, ecco, perché un anno fa i bimbiminkia-ambientalisti andavano in giro a dire “vedete persino la Germania rinuncia al nucleare“.
E qui si commentava così.
Adesso, guarda un po’, salta fuori che spegnendo le centrali nucleari non riesci a compensare la loro produzione con i pannelli fotovoltaici.
In Giappone la situazione è quanto meno disastrosa, visto che praticamente tutta l’energia non prodotta con il nucleare è stata rimpiazzata dal termoelettrico (purtroppo non abbiamo una Francia subito dopo il confine da cui farci mandare un po’ di energia).

Ma tu pensa.
I verdi ci saranno rimasti male. Mi spiace per loro.
Ma capita così quando si usa l’ideologia in campo tecnologico. I numeri e la termodinamica purtroppo non si cambiano con un referendum.

Quindi, miei cari amici, fidatevi pure – se vi garba – dei bimbiminkia del movimento cinque stronzi secondo cui si potrebbe alimentare l’italia intera con motori a peti (informati!… non lo sai che in Sud Tirolo c’è una casa eco-bio-friendly-sostenibile che sfrutta solo l’energia dei peti? ah, se tutti facessero così…).
Poi però quando scoprite che il CH4 nei vostri peti è troppo poco non date la colpa al fruttivendolo.
Prendetevela con voi stessi che vi siete fidati del bimbiminkia del movimento cinque stronzi.

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