E’ un periodo che vanno di moda i trabocchetti ottici sui social network.
Questo è il mio contributo: guardate che magnifica illusione ottica!
Condividete!
Ieri ero lì a parlare di paradiso con uno di quelli secondo cui se muori in battaglia ricevi 70 vergini in paradiso.
Che poi ho scoperto che anche lui crede nel demonio (cioè, non che crede nel senso che ha fede nel demonio come i satanisti, crede nel senso che crede che esista).
Ad ogni modo, parlando di inferno, paradiso e vergini mi è venuto un dubbio: ma poi cosa te ne fai delle vergini?
Le ciuli, dice lui.
Ok, dico io, ma se le ciuli poi nascono dei figli.
E lui dice che sì, se tu vuoi nascono dei figli. Nel senso che in paradiso Dio ti dà tutto quello che vuoi. Se vuoi figlio Dio ti dà figli.
Ma già qui la cosa mi puzzava: tipo, se uno va in paradiso e Dio gli dà tutto quello che vuole uno può chiedere di diventare dittatore, e se un altro chiede di diventare dittatore anche lui come fa Dio ad accontentarli entrambi? Mica puoi fare due dittatori.
Ma lui diceva che se uno va in paradiso è uno buono e quindi non chiede a Dio di avere cose brutte.
Poi siamo tornati alle vergini. Dicevamo, le vergini te le puoi ciulare (che poi io questa cosa degli uomini che vogliono la vergine non l’ho mai capita: meglio una rodata, ci si diverte di più con una che sa come si fanno quelle cose. In qualsiasi campo chi ha esperienza è meglio di chi non ha esperienza. L’unica spiegazione che mi sono dato è che gli uomini che vogliono le vergini hanno dei forti complessi di inferiorità e temono il confronto che la donna fa tra loro e quelli con cui ha ciulato prima).
Ad ogni modo, tu vai in paradiso, ricevi 70 vergini e te le ciuli. Le ingravidi e ci fai i figli. Ok, ma quindi ci sono persone in paradiso che sono nate in paradiso senza mai essere passate dalla terra.
Sì, dice lui.
Ma quindi se tu muori, vai in paradiso, ricevi 70 vergini, le ciuli, ti nasce una figlia, la figlia cresce, diventa una donna vergine, poi crepo io, arrivo in paradiso, mi danno 70 vergini tra cui magari anche tua figlia?
Dice no, ché le vergini che ti danno le crea Dio dal nulla, non sono figlie delle vergini nate dalla copulazione con quelli che hanno ricevuto le vergini.
E poi dice che comunque le vergini le si riceve tutti assieme. Cioè, quando si muore si va in una sorta di anticamera e si aspetta tutti assieme. Quando sono morti tutti si va in paradiso assieme e ognuno riceve le sue 70 vergini nello stesso momento. Ché mica c’è il tempo nel paradiso, dice lui.
Eh sì, anche nel mio di paradiso non c’è il tempo, ma non c’è neanche il sesso, cioè… siamo anime, puro spirito, mica puoi ciulare in paradiso.
E allora come fai a divertirti in paradiso se non hai un corpo e non puoi ciulare (tendenzialmente non avendo un pisello non puoi nemmeno menartelo).
Così gli spiego che nel nostro di paradiso tu godi perché sei in comunione con Dio.
Provo anche ad attaccarci là qualche parola ad effetto, tipo che entri nell’estasi, passi ad un livello superiore. Forse ci ho attaccato là anche qualche riferimento al taoismo, che superi la polarità e entri nella perfezione dell’unità.
Poi lo guardo e mi rendo conto che promettere un posto dove puoi ciulare ogni volta che vuoi funziona effettivamente meglio.
Siamo alle comiche. Sono quì da mezz’ora che rido.
Corriere: Cancellieri frena sullo “ius soli”.
Repubblica: Si (sic) a cittadinanza per i figli degli immigrati.
Oh, è la stessa notiza. Parlano della stessa persona che ha detto la stessa cosa.
Eppure due giornali riesco a titola in maniera opposta.
Fantastico.
Dovrebbero portare questo esempio alle scuole di giornalismo per mostrare come un giornalista può manipolare una notizia facendo passare il messaggio che preferisce (o più comunemente il messaggio aderente alla missione del giornale) senza nemmeno dire qualcosa di tecnicamente falso. L’effetto che però dai a chi legge solo il titolo è diametralmente opposto.
Aggiornamento: Turz mi segnala che Italiah24 titola, “Cancellieri: no alla cittadinanza ai figli degli immigrati”
Mentre repubblica titolava ” Si a cittadinanza per i figli degli immigrati“.
Semplicemente sublime
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Nello specifico, la Cancellieri ha detto:
Cancellieri: Io penso che se un bambino figlio di immigrati è nato in italia, i genitori sono stabilmente in italia e il bambino ha magari percorso anche un certo numero di anni di studio magari abbia fatto il ciclo delle elementari e quindi sia inserito nella nazione sia assolutamente giusto
Fazio: Lei dice “dopo un po’ sì”…
Cancellieri: No, che debba essere… che abbia comunque una cittadinanza derivante da tutta un insieme di fattori che possono variare, che possono essere osservati…
Lo ius soli semplice credo che ci porrebbe in condizioni di far nascere in italia i bambini di tutto il mondoFazio: Ius soli quindi, che sarebbe il diritto che si ottiene nascendo nascendo in territorio italiano …
Cancellieri: Chi nasce da cittadini inseriti o per lo meno [incomprensibile] e che comunque abbiano completato un ciclo di studi.
Ora, spiace rovinare il risveglio ai sostenitori dello ius soli, ma qui non c’è santo che tenga.
Quello che propone la cancellieri non è ius soli, così come un formaggio non è un asciugamani.
Il ministro specifica per ben due volte che il bambino non sono deve essere nato da figli immigrati stabilmente residenti in italia, ma deve comunque aver percorso (lui, non i genitori) un percorso di inserimento nella nazione tramite la scuola.
Questo non è ius soli, né ius soli temperato (una sciocchezza lessicale che si sono inventati per mettere la coperta dello ius soli su qualsiasi cosa si muove).
Ius soli significa dare la cittadinanza a un bambino quando nasce (che sia perché nasce per sbaglio in italia o da genitori che ci vivono stabilmente). Punto.
Dare la cittadinanza a un bambino dopo che ha passato un periodo in italia significa dare la cittadinanza per naturalizzazione, perché il bambino vivendo in italia e andando a scuona in italia si è naturalizzato italiano.
[Tra l'altro, se uno ha finito le elementari ha già un'età di 10 o 11 anni. Se è nato in italia significa che ha già passato 10 anni in italia.
E se è nato in italia da cittadini stranieri già "stabilmente" in italia (facciamo da p anni) significa che quando il bambino finisce le elementari i genitori sono in italia da 10+p anni.
Fintanto che p>>0 (a seconda di cosa si intenda per "stabilmente") si ha che 10+p>> 10. Ciò implica che i genitori hanno già maturato i requisiti per ottenere la cittadinanza italiana (10 anni per cittadini non UE) prima che il figlio finisca le elementari, e con essi il figlio. Più facile che il figlio riceva la cittadinza tramite i genitori (con la legge attualmente in vigore) prima che la riceva da solo al termine delle elementari.]
Quello che propongono Sarubbi-Granata o quelli de l’italiasonoanchio non è questo. O meglio, propongono anch’essi il meccanismo del ciclo scolastico, ma non solo questo.
Essi propongono anche una cosa diversa: dare la cittadinanza a chi è nato in italia appena esce dall’utero della madre, solo perché la madre o il padre ha vissuto in italia per 1 o 5 anni (a seconda delle pdl).
Anche se le scuole italiane non le vedrà mai nella sua vita perché dopo tre giorni dalla nascita la famiglia va a vivere in Corea.
Questo è sì ius soli, perché il bambino è italiano PRIMA di assorbire lingua, usi, costumi e malcostumi italiani andando a scuola; è italiano perché nasce sul sacro suolo italico.
Quello proposto dalla Cancellieri non è ius soli, ma naturalizzazione applicata al bambino anziché al genitore.
E qui si tratta veramente di capire il significato delle parole.
Se poi uno vuole ostinarsi a dire che la parola “cane” significa “elemento di arredamento su cui una persona si corica per dormire o riposare” non so che farci.
Sarà che ho cambiato casa, e quella dove sto ora è meno esposta all’esterno.
Sarà che ho isolato le finestre con il polisirolo e la roba a bolle.
Sarà che magari quest’inverno ha fatto meno freddo o sono stato meno a casa.
Ma nel mese a cavallo tra dicembre e gennaio quest’anno ho speso la metà dell’anno scorso per l’elettricità (che include il riscaldamento).
E sono belle notizie.
C’era una cosa che mi ero ripromesso di fare quando sono venuto in Giappone, ma che poi mi sono dimenticato di fare. Era l’operazione costo della vita in Giappone.
L’altro giorno mi è tornata in mente questa cosa e allora mi ci rimetto, facendo post tematici. In questo ad esempio butto lì qualche costo che si deve affrontare per farsi un piatto di pasta in Giappone: c’è la pasta (ovviamente), sia di marca italiana che di marca boh, c’è il sugo e c’è l’olio.
Non ho ovviamente alcuna pretesa di statisticità, prendo i prezzi come mi capitano al supermercato.
E no, non posso compararli con quelli italiani, ché non faccio la spesa in italia dal 2006.
Spaghettini Agnesi, 500 g, 189 yen

Spaghetti Barilla, 300 g, 219 yen
Spaghetti Barilla, 450 g, 279 yen
Spaghetti marca boh, 300 g, 109 yen
Penne rigate De Cecco, 500 g, 229 yen
Farfalle De Cecco, 500 g, 279 yen
Fusilli De Cecco, 500 g, 229 yen
Penne marca boh, 200 g, 108 yen
Pomodoro in latta italdoro, 400 g, 69 yen
Passata rustica spigadoro, 700 g, 229 yen
Olio di oliva, 400 g, 399 yen
Olio extra vergine di oliva, 400 g, 429 yen
Ah, mi ero dimenticato di raccontare dell’altro giorno. Ero lì davanti a casa mia a cristonare contro lo scuter cercando di aprire la candela che però non si apriva (che poi non era quello il problema, ma fa niente).
E mentre sono lì che tiro giù insulti in tutte le lingue che conosco mi si avvicinano tre tizi, due donne e un uomo.
Iniziano a parlarmi, non capisco molto (anche perché da incazzato sono poco disposto a capire) ma dopo trenta, trentacinque secondi al massimo mi rendo conto che sono testimoni di Geova. Non solo stanno davanti alla metropolitana, ma vengono a fare il porta a porta come da voi.
Ora, già parlare con un testimone di Geova è un’esperienza che non auguro a nessuno, e mica perché sono di un’altra religione; a me piace molto discutere di religione con chi la pensa diversamente, solo che questi qui non sono neanche classificabili come professanti una religione, sono degli sciachimisti della Bibbia: la leggono, non capiscono un cazzo, e pretendono pure di insegnartela.
Dicevo, già parlare con un testimone di Geova non è una cosa bella. Se poi viene lì mentre cristoni verso lo scuter che non va rischi di tirargli in testa qualche arnese che hai sotto mano.
E già il fatto che non si siano resi conto da soli che proporre le loro rivistine della torre di stocazzo a uno che cristona contro uno scuter non è una cosa saggia (anche se fai tanti sorrisini) la dice lunga su quanto siano svegli.
Allora li ho mandati via in bella maniera (ho detto di andare fuori dal cazzo e non rompere i coglioni).
Essi hanno cercato però di salire ai piani superiori. E invece io li ho fermati: fuori dal cazzo! E li ho mandati via dal palazzo, salvando la giornata ai miei vicini di casa.
Dopo qualche giorno mentre esco di casa me li rivedo. Sempre loro tre, coi soliti cappottini dai colori improponibili. Stavano già salendo le scale, i bastardi. Per pochi secondi mi hanno fregato e si sono intrufolati nel palazzo.
Non demordono.
Ora, ditemi se questi non sono stalker.