Archive for September, 2011

1.210.466 volte

September 30th, 2011 by mattia | 11 Comments | Filed in bufale, ignoranza, politica

Io, a queste 1.210.466 persone chiederei di spiegarmi come funzionava il mattarellum a cui tanto ambiscono.

In particolare chiederei loro di spiegarmi dove, col mattarellum, avevi le preferenze visto che il 25 per cento dei seggi era assegnato con liste bloccate senza preferenza (come col porcellum) e nel restante 75 per cento c’era solo un nome quindi potevi preferire o lui o lui (scegliere tra candidati di schieramenti avversi non è una preferenza, e tra diversi partiti puoi scegliere anche oggi).

Anzi, a dire il vero mi limiterei a chiedere come funzionava il mattarellum. Lo chiederei 1.210.466 volte. Senza stancarmi. Perché sentire tante stronzate come risposta fa sempre ridere.

 

Piesse: ah, gli smemorati posono leggere qui un grazioso elenco di deputati elettri col mattarellum, con l’uninominale, da Dell’Utri alla Carlucci, da Previti a Ghedini.
Siete proprio sicuri che il problema sia la legge elettorale e non gli elettori?

Lingue che non si dimenticano

September 29th, 2011 by mattia | 4 Comments | Filed in praga, repubblica ceca

Oggi ho tenuto un seminario, qui a Praga, sulla mia attività di ricerca in Giappone.
Per sfizio personale, e non perché mi è stato chiesto, ho deciso di farlo in ceco.

Così mi sono trovato a parla in ceco per 55 minuti di fila, senza nemmeno essermi preparato il discorso (mi ero appuntato giusto quelle tre o quattro parole che non sapevo tipo saldatura a stagno).

E vabbe’, qualche sorriso strano per strafalcioni involontariamente divertenti l’ho notato. Ma la sensazione di essere ancora in grado di parlare a braccio davanti a della gente per quasi un’ora in ceco mi ha fatto sentire super figo. Onestamente, non ci speravo: pensavo di dimenticarmi più facilmente il ceco.

Tante persone scrivono manuali e cose varie per spiegare come si imparano le lingue. Eppure non ho mai sentito nessuno spiegare come si dimenticano.
Tema da approfondire.

Perché sono contrario a premi scientifici

September 29th, 2011 by mattia | 8 Comments | Filed in riflessioni, scienza

Io sono contrario ai premi scientifici dati alle persone.
Potevano avere un senso un secolo fa, quando la gente faceva (ancora) le scoperte lavorando da sola o con un piccolo gruppo di collaboratori.
Oggi la scienza non funziona così: alle scoperte ci si arriva spesso con un percorso condiviso da tutta la comunità scientifica. Diventa così difficile dire chi ha fatto la tal scoperta perché magari l’ha fatta caio, ma per poterla fare ha usato i risultati di tizio, senza i quali ciccia.
E anche nello stesso gruppo di ricerca spesso si fanno lavori che coinvolgono molte persone, dei quali il referente e persona di punta di solito non mette neanche le mani sugli strumenti.
Per capirci, se salta fuori che davvero i neutrini vanno più veloci della luce, a chi tra questa sfilza di persone qui sotto dai il premio?
Forse è ora di mettersi a premiare la scoperta più che le persone. Magari l’ego sconfinato di alcuni colleghi si sgonfierebbe, e Dio sa quanto sarebbe utile.

Piesse: al netto del fatto che delle volte capita ancora che il singolo ha una botta di culo e fa la scoperta del secolo da solo.
Ma è molto, molto raro.

Ciao

September 28th, 2011 by mattia | 3 Comments | Filed in riflessioni

Anzi, miao.

RIP

Con raffinatezza da vendere

September 28th, 2011 by mattia | 20 Comments | Filed in cassapanca, ignoranza, politica

Ricapitolando.

Se Berlusconi fa una battuta sulla bruttezza di Rosy Bindi si scatena il pandemonio di voci strillate e Repubblica lancia la galleria di garampane che mandano la loro foto in solidarietà con Rosy Bindi.

Se invece una deputata del PD insulta Berlusconi per quanto è brutto allora nessuna dichiarazione scandalizzata e nessuna  galleria di foto solidali.

Perché l’insultare qualcuno per come appare fisicamente mica è una cosa che non si fa a prescindere. Non la si fa solo se a farla è l’altro.

Se Berlusconi è ancora al potere è perché dall’altra parte si trova questa gente con l’onestà intellettuale di una cassapanca.

Caccia all’antenna

September 27th, 2011 by mattia | 13 Comments | Filed in riflessioni

Allora, il decreto pisanu è scaduto… fammi pensare, a gennaio?
Dicevano che ammazzava il uai fai. E giù di lotte e petizioni.

Ecco, io sono stato sul suolo natio troppo poco, meno di una settimana in tutto. Quindi non so quanto la mia esperienza diretta possa contare.
Ma l’unico posto in cui ho trovato uai fai gratuito per i clienti è stato in un centro commerciale di Lecco.
Per il resto nisba.
Qui a Praga invece controllo la posta connettendomi a sbafo di fronte a ogni ristorante o fast food (tipo alla fermata del tram di Dejvicka davanti al KFC).

Però magari mi baglio, e i uai fai gratuiti sono spuntati come funghi in tutti i ristoranti, bar, taverne, pizzerie e circoli di burraco del brut paese.
Visto che non si deve più chiedere il documento d’identità né farne la fotocopia e così via.

Cioè, era quello che ci si aspettava no?

Allora, voi che in italia ditemi, come sta andando? C’è davvero tutta questa disponibilità di uai fai gratis e libero?

Piesse: chi capisce il titolo è bravo tantoo (almeno due lettori del blog dovrebbero)

Quelli coi capelli ricci

September 27th, 2011 by mattia | 6 Comments | Filed in riflessioni

Domanda, ma voi che avete i capelli ricci, avete mai osservato in che senso si avvolgono i ricci?
Cioè, sono tutti avvolti in senso orario, in senso antiorario o un po’ e un po’?

Che palle

September 27th, 2011 by mattia | 17 Comments | Filed in bufale, ignoranza, perle giornalistiche

Sì, che palle. Ancora con questa storia della norma censura blog. Così i soliti soloni da quattro soldi con la foto patinata sfondo blue e la mano sulla bocca in stile riflessivo ritornano a sparare le solite balle.

Con la classica frasetta “non è che i blog non devono rispondere delle loro azioni, non siamo per il far west, anzi… solo che non si può paragonare un blog a un giornale…

La malafede di questa gente la puoi rilevare facendo una semplice domanda: se invece di dare 48 ore per una rettifica ne diamo 120, e se invece di dare una multa di 12 mila euro ne diamo 500, sareste disposti ad accettare l’obbligo di rettifica per i blog?
Ti diranno di no. E infatti non chiedono di alzare il numero di ore e abbassare la multa. Chiedono di non approvare l’obbligo di rettifica e basta. Quindi sì, sono contrari all’obbligo di rettifica per i blog e sono a favore del far west su internet.
Su, avvocatucci e web guru da quattro soldi, vi sfido: dite che volete l’obbligo di rettifica… facciamo a 150 ore.
Vediamo se avete il coraggio di dire che volete una regolamentazione a misura di blog o se invece vi nascondere dietro il dito delle 48 ore troppo poche per un blogger per non dire che non volete nessuna regola.
Lancio la sfida, vediamo chi la accoglie.

Nel frattempo, qualche piccola riflessione.
(Ah, faccio una precisazione: il ddl lo lessi tempo fa, non ho tempo per rileggere e approfondire al momento. Se  nel frattempo hanno cambiato il ddl segnalatemelo)

PUNTO NUMERO UNO

Non è che uno si alza la mattina, gli girano le corna e decide di farti pubblicare una rettifica sul tuo blog, così a caso.
Il ddl in questione dice:

29.
All’articolo 8 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) dopo il terzo comma e` inserito il seguente:
«Per le trasmissioni radiofoniche o televisive, le dichiarazioni o le rettifiche sono effettuate ai sensi dell’articolo 32 del testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici, di cui al decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177. Per i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilita` della notizia cui si riferiscono.»;

L’articolo 8 della legge 47/48 che si va a modificare inizia così

Il direttore o, comunque, il responsabile è tenuto a fare inserire gratuitamente nel quotidiano o nel periodico o nell’agenzia di stampa le dichiarazioni o le rettifiche dei soggetti di cui siano state pubblicate immagini od ai quali siano stati attribuiti atti o pensieri o affermazioni da essi ritenuti lesivi della loro dignità o contrari a verità, purché le dichiarazioni o le rettifiche non abbiano contenuto suscettibile di incriminazione penale.

Quindi sono solo coloro che vengono tirati in ballo direttamente che possono chiederti la rettifica.
Togliamoci dalla testa gli scenari apocalittici in cui il primo pirla che passa ti obbliga a pubblicare quello che gli garba sul tuo blog.

PUNTO NUMERO DUE

E attenzione, devi aver pubblicato una sua immagine o avergli attribuito un atto, un pensiero o una affermazione.
Se non attribuisci un atto, un pensiero o una affermazione ad alcuno non hai nessun obbligo di rettifica.
Per capirci, se dici che l’on. Spingifondi è andato a letto con un trans allora ti può chiedere la rettifica e sei obbligato a pubblicarla. Ma se ti limiti a dire che l’on. Spingifondi è un pirla non devi rettificare nulla. Perché essere pirla non è un atto, e tanto meno un pensiero o una affermazione. E’ uno stato, una condizione.
Di fatto la rettifica è qualcosa che serve per correggere un dato di fatto, ossia se una persona ha veramente fatto o detto qualcosa. Non funziona sulle opinioni. Quindi il bavaglio si sgonfia di parecchio.

PUNTO TRE

Un giornale ha una redazione, con un indirizzo fisico a cui mandare una raccomandata con avviso di ricevimento. Un blog no.
Non sei nemmento tenuto a pubblicare la tua email sul sito, tanto meno una email certificata.
Qualora ti mandino una richiesta di rettifica via email tu la cestini e vai a farti un panino con la cotoletta.
Perché non hanno alcun modo per dimostrare legalmente di averti mandato una richiesta di rettifica. Quindi se ti contestano qualcosa puoi sempre dire: ah, ma io non ho ricevuto una niente. Per me stai dicendo una cazzata, non mi hai spedito nessuna richiesta di rettifica, dimostrami il contrario! E quelli ti fanno un pompino.

A meno che tu non sia così pirla da scrivere sul sito “per ogni comunicazione legale scrivere a nome@sito.it” dove l’email è una email certificata (quindi con valore di raccomandata).

Quindi lo scenario del blogger che non legge la posta per due giorni perché va a Milano Marittima all’incontro nazionale dei coltivatori di prugne e si trova una multa di 12 mila euro è del tutto inverosimile.

PUNTO QUATTRO

L’articolo parla di rettifica. Che nel gergo giornalistico significa che devi aggiungere sul numero successivo la dichiarazione della persona in questione.
Ovvio, la carta già stampata non la puoi modificare. Il web sì. Ma per estensione si può ben pensare che per rettifica si intenda la pubblicazione di un testo su richiesta dell’interessato, non la rimozione del testo pubblicato (altrimenti non la chiamerebbero rettifica anche per i giornali di carta).
Senza che l’articolo citato prima dia i dettagli operativi, possiamo pensare che per obbligo di rettifica non si intenda cancellare quello che si è scritto, ma aggiungere la dichiarazione dell’interessato.
Una cosa diversa dallo spauracchio del cancellino forzato.

Se uno chiedesse una rettifica su un blog sarebbe sufficiente pubblicare un nuovo post con il testo della rettifica. Essendo un post come il precedente sei a posto, perché ha le stesse dimensioni grafiche, la stessa accessibilità e visibilità.Mi viene quasi il dubbio che non sia nemmeno necessario modificare il post originale, visto che un nuovo post è accessibile e visibile quanto il primo (rimane nel corso cronologico dei post e nell’eventuale calendario dei post come tutti gli altri post).
Quindi l’efficacia della repressione tramite la rettifica obbligatoria va a farsi benedire.

PUNTO CINQUE

Gran parte delle piattaforme per blog sono hostate all’estero. Quindi suca.

PUNTO SEI

Le notizie su internet corrono veloci, più veloci che sui giornali.
Ricordate la bufala del TG1 che aveva manipolato la dichiarazione di un guerrigliero in Libia facendogli dire “grazie berlusconi”, e poi si è scoperto che l’aveva detto sul serio?
Quanto tempo ci ha messo la bufala a rimbalzare da un blog all’altro? Qualche ora.
In quarantotto ore una balla, soprattutto se stuzzica i pregiudizi politici, religiosi, sportivi … si diffonde a macchia d’olio.
Il limite può essere duro, ma è commisurato allo strumento internet.

PUNTO SETTE

Non esistono blog di campagna. Ogni sito, per la natura di internet, può essere letto ovunque, e raggiungere una “tiratura” enorme in poche ore col passaparola.
Se apri un blog, per piccolo e insignificante che sia, devi sapere che è potenzialmente visibile da tutto il mondo, quindi è uno strumento potentissimo.
Lo apri e ti prendi le tue responsabilità, compresa quella di essere disposto a pubblicare le rettifiche tempestivamente.
Non ti puoi nascondere dietro il dito di “ma io sono solo un blogger amatoriale letto da 200 persone al giorno“, perché non puoi determinare tu quanti ti leggono. E’ la gente che decide quanti ti leggono.
Se non sei disposto a prenderti queste responsabilità non apri un blog. Punto.

PUNTO OTTO

Un po’ come nella parabola del figliol prodigo, dove tutti si identificano col figlio che sta a casa ad aiutare il padre e si incazzano perché quando arriva il figlio che ha speso tutto con le puttane il  padre ammazza il vitello grasso. Mai nessuno che pensa di essere l’altro di figlio.
Ecco, tutti che pensano di essere i censurati, mai nessuno che pensa di stare dall’altra parte e avere uno strumento per obbligare alla rettifica i numerosi imbecilli che pubblicano su internet molteplici falsità. Pensateci, potrebbe essere utile avere questo strumento.

 

 

 

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