Sia chiaro, un ciellino a capo della mia diocesi (visto che io sono ambrosiano in qualsiasi luogo del mondo abiti) non è proprio una cosa che mi aggrada.
Brutta gente, i ciellini. Brutta cosa, cielle.
Però poi trovo dei commenti su Scola che definire deliranti è fare un complimento. Ma di quelli generosi.
Non linko la pagina, certe persone non si meritano link. Ma non sarà difficile trovare in rete il sito di un famoso prete brianzolo che parla come un indemoniato, e a cui ormai è evidente che qualche rotella è partita. Un po’ tante di rotelle, probabilmente.
No, perché che cielle è una cosa brutta ok. Però non è che le deduzioni le puoi fare a cuor leggero.
Mi spiego, non è che siccome Scola è di cielle allora per forza è un reazionario.
Ricordo quando lo intervistarono qualche anno fa insieme a Bertinotti, ai tempi in cui era presidente della Camera (Bertinotti, non Scola, neh).
Ecco, però Bertinotti era in studio, sui Rai 3, mentre Scola aveva risposto alle domande in un contributo filmato.
A un certo punto la giornalista fa una domanda – non mi ricordo di cosa -, mandano la risposta di Scola registrata e poi tornano in studio.
Bertinotti imbarazzatissimo, perché in pratica Scola gli aveva rubato la risposta. Aveva detto quello che sarebbe spettato dire a lui.
E quindi si è impappinato dentro, ha praticamente ripetuto lo stesso concetto, e quando si è accorto di aver detto proprio la stessa cosa ha sentito il bisogno di marcare la differenza dicendo qualcosa del tipo “eh, però noi siamo i rossi, siamo diversi dai prevostoni“. Per dire, mica che adesso salta fuori che dico le stesse cose di un prete, dopo tanti anni di onorata carriera da comunista.
Una scena indimenticabile, che però fa pensare. Perché di riflesso, significa che Scola diceva le cose che ti saresti aspettato da Bertinotti. Mi viene in mente, poi, la sua posizione di quando si schierò dalla parte degli operai di Marghera.
Così come fa sorridere sentire i politici che criticavano il Tetta per l’apertura agli immigrati che ora tirano un sospiro di sollievo per Scola. Oh bella, ma l’avete mai sentito Scola parlare di immigrazione? Mi sa di no, perché Scola è uno fortemente aperto verso l’immigrazione. Poi magari non lo dice con fare bonaccione tipo curato di campagna come il Tetta, lo dice col classico stile filosofo che usa dieci parole (inutilmente roboanti) quando ne basterebbero due. Forse fa meno effetto, ma i concetti sono quelli. Basterebbe ascoltare quello che dice. Che scoperta.
Invece si finisce sempre col catalogare le persone per appartenenza. Se sei di qua sei per forza così, se sei di là sei per forza cosà. Il fatto che una persona possa avere una sua individualità al di là dello schieramento è un concetto troppo complicato.
Non so, ma ho l’impressione che Scola si rivelerà molto diverso da come è temuto. Vedremo…
Piesse: Piuttosto, se c’è una cosa da evidenziare con rammarico è che si è giocati al riciclo. Hanno dovuto prendere il patriarca di Venezia per trovare uno adatto a fare l’arcivescovo di Milano. Mi chiedo: non c’erano nessuno nelle seconde file adatto a quest’incarico? C’è forse una scarsità di risorse umane anche al livello di vescovi?