Archive for March, 2011

Gente che batte le mani come può

March 31st, 2011 by mattia | 14 Comments | Filed in politica, riflessioni

Oh, sulla questione dell’on. Argentin c’è poco da dire.
Fuori luogo sia il deputato che intimava al suo assistente di non applaudire al posto suo (visto che ella è impossibilitata a farlo), sia quello che l’ha insultata dopo.
Forse più grave il primo, perché sottolinea l’handicap e lo usa come strumento per umiliare.

E mi sta bene che la gente si scandalizzi. Però mica è la prima volta che accade.
Proprio sul tema del battere le mani, basta tornare allo scorso Dicembre e al voto di sfiducia.
Un famoso giornalista italiano commentava in una diretta sul sito del suo giornale con una frase semi scherzosa che più o meno suonava così: Bossi, da vero barbaro applaude picchiano la mano sul banco. Peccato che Bossi abbia un braccio zifolo e l’altro messo non so quanto meglio. Che applauda picchiando la mano sul banco è una evidente necessità del suo handicap.
La cosa curiosa è che poi questo giornalista lo sapeva bene, visto che lo intervistò poco dopo il ritorno in seguito alla malattia.
Ma probabilmente non gli sembrava indelicato ironizzare sull’handicap di una persona. E nessuno se ne scandalizzò.

Per quanto mi riguarda l’ironia sugli handicap, e in generale sulle condizioni che uno non sceglie, non si fa mai. A prescindere.

Non so, forse fin quando non sei seduto su una sedia a rotelle la gente pensa che il tuo handicap non è grave abbastanza, e quindi ci si può scherzare sopra.
Oppure dipende dalla persona: se sei un handicappato di quelli buoni allora guai a scherzare sull’handicap, mentre se sei un handicappato di quelli cattivi, puoi farci tutta l’ironia che vuoi.

Sì, secondo me è questo il punto. Perché a ben pensarci sento molta gente che si scandalizza quando Berlusconi dice che la Bindi è brutta. Però poi non si scandalizzano quando sentono dire che Berlusconi è un nano. Anzi, magari sono proprio loro a chiamarlo nano.
E non so, magari nano è meno offensivo di brutta. O forse gli uomini si possono offendere mentre le donne no.
Quasi certamente il problema è che ci si scandalizza a giorni alterni, quando fa comodo.

Due ministri a confronto

March 31st, 2011 by mattia | 10 Comments | Filed in politica

Ci sono lavori che necessitano di alcune capacità di base.
Se vuoi fare il ragioniere devi conoscere la matematica. Poi vengono tutte le altre cose come la partita doppia etc. Ma prima c’è la matematica, altrimenti non vai da nessuna parte. Forse il concetto che volevo esprimere era quello di priorità.

Parlando di priorità, se vuoi fare il ministro degli esteri devi essere capace di parlare inglese, perché è la lingua richiesta da più stati nel mondo come lingua di comunicazione diplomatica.
E magari sapere anche il francese, che viene al secondo posto (a dire il vero per fare la carriera diplomatica devi proprio saperle entrambe).
Poi viene tutto il resto, tutte quelle qualità diplomatiche che deve avere un ministro degli esteri. Ma per prima cosa deve essere capace di tirare su un telefono alle tre di notte e parlare col presidente di salcazzo quale paese senza bisogno di chiamare l’interprete.

Ecco, Frattini nell’intervista qui sotto ha dimostrato di parlare inglese fluentemente (anche se qualche arcaismo di derivazione latina era davvero eccessivo); non so quanti altri politici italiani sarebbero in grado di rilasciare un’intervista alla BBC come questa.
Poi lascia perdere il fatto che si faccia incartare dopo due minuti come l’ultimo dei consiglieri comunali, e che messo all’angolo continui a sorridere per non mostrare il suo vero pensiero (“mi ha fottuto, cazzo”).
Almeno l’intervista in inglese è stato capace di farla. Pensate se avesse dovuto usare un interprete: imbarazzo puro, a prescindere da quello che avrebbe detto.

Di contro trovate più sotto il video di un altro tizio che ha fatto il ministro degli esteri, e che si scusa per il suo terribile inglese (almeno lo riconosce).
Oh, peste e corna su Frattini, bon. Ma che figura ci faceva l’italia quando mandava in giro uno del genere a reppresentarla?

Se vedete rallentamenti

March 31st, 2011 by mattia | 23 Comments | Filed in riflessioni

Piccola nota di servizio: se in questi ultimi due giorni avete notato rallentamenti, è normale.
Sto ricevendo un boom di visite, e questo comporta dei rallentamenti al sito. Penso sia dovuto al fatto che l’accesso ai db non sia dei più veloci; forse potrei velocizzare il tutto disabilitando alcune funzioni di logging, ma tutto sommato chi se ne frega. Fra un paio di giorni la bolla sarà terminata e tutto tornerà a posto.
Dopo tutto non si può pretendere l’ira di Dio da un hosting base come il mio (cara grazia quello che mi danno per il costo che pago).

Ad ogni modo, questo evento mi dà l’occasione di riflettere ancora una volta sulle potenzialità di blogghettini di campagna come questo. Ieri ho fatto quasi 25 mila contatti; che non sono niente rispetto ai siti di quelli fighi, va da sé. Ma è pur sempre la tiratura di un giornale di provincia. Ecco, magari uno non se ne rende conto, ma quando pubblica qualcosa su internet, se i link si diffondono bene riesce ad attrarre visite ai livelli di un giornale di provincia senza troppa fatica.
Questo dovrebbe far riflettere coloro che si stracciavano le vesti quando si parlava di obbligo di rettifica per i blog: se raggiungi la stessa mole di persone di una testata giornalistica, hai il dovere di assumerti la responsabilità di quello che scrivi e di rettificarlo se necessario. E prima ancora di scrivere qualcosa devi pensare che con internet quello che scrivi potrà arrivare potenzialmente a chiunque; hai un bacino di potenziali lettori enorme che puoi raggiungere dall’oggi al domani, cosa che non può fare un giornale, visto che per incrementare la propria visibilità dovrà stampare più copie, ampliare la distribuzione etc.
Teniamo presente queste potenzialità della rete ed usiamola bene.

Fotosciop smell

March 31st, 2011 by mattia | 10 Comments | Filed in politica

Sbaglio o qui c’è fetore di fotosciop?

Torre vuota

March 30th, 2011 by mattia | 10 Comments | Filed in giappone

Domenica sono andato alla Fukuoka Tower, che le brosciur dichiarano essere il simbolo di Fukuoka. Sarà…
Il posto è anche bello, uno dei pochi quartieri di Fukuoka messo bene, coi suoi marciapiedi eleganti, le aiuole curate… non quella merda di strade coi cavi elettrici aggrovigliati per aria.
C’è anche la spiaggia (finta) e ho fatto una bella passeggiata sul bagnasciuga.
Sono anche salito sulla torre ed ho scoperto una cosa che non sospettavo: dentro è vuota.

Potevo anche arrivarci da solo: tolto lo spazio per l’ascensore non è che ne rimanesse molto per farci dentro degli uffici.
Però la sensazione è strana; hai una struttura così alta, che è costata un sacco di soldi… e non usi nemmeno un metro quadro ad uso commerciale.
Ovvio, non l’hanno mica costruita per farci l’osservatorio per i turisti. Lo scopo della torre è quello di ospitare le antenne, e vi confesso che vedere i cavi delle comunicazioni nelle canaline che gloriosamente salivano verso le antenne durante la salita coll’ascensore è stata un’emozione. Pensare a tutti le immagini, i suoni, le sbalettate che correvano in bit dentro a quei cavi…

Però poi ho riflettuto: una struttura così imponente e così costosa solo per le comunicazioni? Quanto cazzo vale il mercato delle comunicazioni per potersi permettere una roba del genere?

Piesse: comunque essere sulla torre e sentirla muovere per il vento non è una bella sensazione.

Analfabetismo di ritorno

March 29th, 2011 by mattia | 7 Comments | Filed in riflessioni

Oggi ho scritto un’email tecnica, di lavoro, in italiano.
Mi capita raremente, visto che nel mio campo conosco pochissimi italiani.
Uno di questi è un tizio che sa un sacco di cose su un argomento in cui io vacillo, e così gli ho chiesto dei consigli.

Paradossalmente ho trovato molta più difficoltà a scrivere l’email in italiano che non in inglese.
Molti termini tecnici in italiano mi fanno semplicemente schifo. Ad esempio, magnetostrizione mi sembra una goffa italianizzazione di magnetostriction sullo stile di quelle fatte al tempo del duce (quando le parole straniere erano bandite).
Oppure, come dici in italiano Barkhausen noise? Il rumore di Barkhausen? Bah… mi sembra davvero ridicolo.

La cosa curiosa è che probabilmente cinque o sei anni fa non avrei avuto alcun problema a dire magnetostrizione o rumore di Barkhausen. Ora sì, non mi suonano giuste, mi sembrano espressioni goffe, probabilmente perché non le ho sentite pronunciare così per molto tempo.
Pezzi di lingua che perdo per strada…

Ufelee fa ‘l tò mestee

March 29th, 2011 by mattia | 25 Comments | Filed in disinformazione nucleare, ignoranza

In questi giorni continuo a sentire interviste a quel famoso fisico che ha la fissa di giocare all’ingegnere.
La stessa persona che un po’ di tempo fa andava in giro a dire che bisognava ricoprire gli stati del Nord Africa di pannelli solari per produrre energia elettrica per tutta Europa.
Adesso non gliela sento più ripetere questa storia, forse si rende conto della figura di merda che farebbe a raccontarla in queste settimane.
Ma tant’è, a questo tizio sembrava normale produrre energia elettrica per l’Europa nel Nord Africa.

Che ovviamente è il posto più sicuro al mondo per fare impianti di produzione di energia elettrica. Tanto non succede mai niente da quelle parti, è una zona così tranquilla!
Se gli avessimo dato retta ora ci troveremmo una bella fetta d’Europa in black out da una settimana.

Per dire, anche tra i pluripremiati si nascondono molti rincoglioniti.

Piesse: è vero che l’Europa dipende dal gas e dal petrolio di quelle zone, ma gas e petrolio li puoi accumulare, superando crisi di settimane. L’energia elettrica no.

Dubbio

March 28th, 2011 by mattia | 20 Comments | Filed in riflessioni

Di solito io non mi firmo mai coi titoli.
Cioè, non nella firma scritta, quella che scrivi con la mano, la firma intesa proprio come firma, insomma. Ché nella firma i titoli vanno evitati come peste nera.
Ma quando scrivi il tuo nome in una email, o comunque quando lo dattiloscrivi in fondo a una lettera.
Ecco, in quei casi non li scrivo quasi mai i titoli, a meno che non sia corrispondenza professionale di tipo non personale.

Ogni tanto però mi capita. E ho notato una cosa: quando scrivo a qualcuno in italia e mi firmo Mattia Butta, PhD (solo quello, senza niente davanti), la risposta è sempre “Egr. Sig. Butta…” o “Gent.mo Sig. Butta…” (orrore, gentile si usa per le donne!).

Se invece mi firmo “Dott. Mattia Butta” mi rispondono “Egr. Dott. Butta…”.

Ho come l’impressione che in italia se scrivi virgola PhD dopo il nome la gente non ha nemmeno la più pallida idea di che cosa voglia dire. Confermate?

Piesse: finalmente  sembra che il MIUR abbia emesso il decreto di equipollenza del mio PhD. E non ho in casa nemmeno una birra per festeggiare, cazzo.

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