Archive for February, 2011

Segua la linea verde

February 28th, 2011 by mattia | 11 Comments | Filed in chicche, giappone

In Giappone capita anche questo, che tu chieda a un addetto delle ferrovie da che binario parte il treno e questo ti disponda di seguire la linea verde.
Linea che poi prosegue per tutta la stazione, salendo anche sulle scale gradino per gradino, come nei cartoni animati.

Piesse: comunque il sistema, per quanto bizzarro possa sembrare, funziona bene.

Non ruberesti una macchina…

February 27th, 2011 by mattia | 7 Comments | Filed in giappone

Poi vedi, c’è questa cosa che se non sai il giapponese ti sfuggono certi particolari. Ad esempio, prendiamo questo volantino: che cavolo significa?
Io l’ho letto come il famoso spot antipirateria: non ruberesti un’auto, non ruberesti una borsa, non ruberesti un libro… prendere in prestito la bici di qualcun’altro è rubare!
Il che mi fa venire il dubbio che in Giappone prendere la bici di un’altra persona non sia considerato poi così gravemente (anche se poi è illegale guidare le bici degli altri – e sì, il numero di telaio della bici è registrato a tuo nome).

Poi qualcuno mi ha suggerito un’altra interpretazione secondo la quale il cartello significa che se non rubi un libro non puoi rubare una bicicletta.
Ma secondo me la mia supposizione funziona meglio.

Piesse: comunque, per qui pochi che non l’hanno visto, segnalo questo spot antipirateria.

Foto di una persona che fotografa una persona che fotografa una persona che fotografa una persona che fa la foto a una persona davanti a qualcosa di bello

February 27th, 2011 by mattia | 2 Comments | Filed in chicche, giappone

Una delle mie passioni è fate foto a gente che fa foto.
Come quella volta che al Louvre tutti si facevano fare la foto davanti alla Gioconda, e io trovavo irresistibile fare la foro alla gente che fa la foto.
La cosa ancora più bella è quando fai la foto alla gente che fa la foto alla gente che fa la foto.

Ma uno scatto come questo non mi era mai riuscito. Ho fatto la foto a uno che faceva la foto a uno che faceva la foto a una che faceva la foto a una che faceva la foto a una davanti a qualcosa di bello.

Spassosissimo!

Se mi sono in garbugliato coi passaggi qui sotto c’è la spiegazione grafica.

Con una dovuta precisazione

February 27th, 2011 by mattia | 2 Comments | Filed in chicche, giappone

Ieri in treno ho notato questa bella idea: sul poggiatesta di fronte a te è cucita una piccola tasca della dimensione giusta per contenere il biglietto.
Così tu poi inserire lì il tuo biglietto e addormentarti. Quando arriva il controllore non ti devi svegliare per mostrargli il biglietto; sarà egli stesso a prenderlo dalla taschina e a controllarlo, senza distrubarti.
A me sembra davvero un’idea geniale.
Con una dovuta precisazione, anzi due. La prima è che le ferrovie emettono biglietti sempre con la stessa dimensione. La seconda è che qui non c’è il rischio che qualcuno ti ciuli il biglietto mentre dormi.

Una volta un amico di un mio amico…

February 27th, 2011 by mattia | 2 Comments | Filed in riflessioni

Stavo riflettendo sul fatto che spesso quando racconti una storia dicendo “Una volta un mio amico” oppure “un amico di un mio amico” la gente si insospettisce e pensa che l’amico o l’amico dell’amico sia tu.
Tanto più se la storia è pruriginosa.
Se poi ne racconti due di fila, di storie che inziano citando l’amico, è finita. Saranno convinti che dietro all’amico ci sei tu.

Mi chiedevo da dove proviene tale malfidenza: forse deriva dall’influenza dei telefima americani, nei quali la scenetta di uno che racconta una stua storia imbarazzante mascherandosi dietro “un mio amico” e un classico cliché (secondo solo all’episodio della festa di compleanno a sorpresa).

Davvero non capisco perché della gente non creda che delle storie stane possono capitare a degli amici. Perché dev’essere più semplice credere che uno stia mentendo?
Anche perché non capisco cosa ci sia di strano ad avere amici a cui capitano cose strane.
L’alternativa è
1) avere amici muti che non ti dicono quello che capita loro;
2) avere amici banali a cui non capita niente;
3) non avere amici;

Siccome non mi ritrovo in nessuno dei casi sopracitati, fidatevi quando parlo di un amico di un mio amico.
Ché io ne vado orgoglioso dei miei amici dalle storie bizzarre.

Gente che la sa lunga e te la conta su

February 24th, 2011 by mattia | 13 Comments | Filed in ignoranza, perle giornalistiche

Mercoledì sera, l’università ha ritirato il PhD conseguito dal ministro nel 2007, dopo che egli stesso aveva rinunciato a usare per sempre il titolo di dottore, qualcosa che in Germania è assegnato con molta più parsimonia che in Italia, solo a coloro che hanno sostenuto un dottorato di ricerca.

via corriere.it

Ma va? In realtà funziona così in tutto il mondo oltrei i sacri confini italici, mica solo in Germania.

Verbi

February 24th, 2011 by mattia | Comments Off | Filed in ignoranza, politica

Berlusconi denuncia: il governo fa e il parlamento cambia.
No, Silvio, la lezioncina di diritto in cui dormivi diceva un’altra cosa: il parlamento fa. Il governo applica.
Le leggi.

La cornacchia Fukuokensis

February 24th, 2011 by mattia | Comments Off | Filed in riflessioni

C’era un tempo, tanto tempo fa (non mi ricordo quanto, ma tanto), in cui la gente non sapeva che l’aria è un fluido.
Non la vedeva e pensava che non ci fosse.
E gente che inventava cavolate come la spirale qui sopra passava persino per genio. Perché aveva capito che l’aria era un fluido.
Forse la gente non lo capiva perché non andava in automobile quindi non metteva fuori la mano dal finestrino per sentire la resistenza dell’aria.

Oggi, mentre ero in bici, ho visto una cornacchia. Dovete sapere che le cornacchie di Fukuoka sono enormi, sono grandi il doppio di quelle europee. Tra l’altro essendo brutte fanno doppiamente schifo.
Comunque, al mio arrivo questa ha spiccato il volo distendendo le sue enormi ali. E sbat, sbat, sbat è salita in cielo.

Ora, gli uccelli ci sono sempre stati. Dico, mai possibile che nessuno si domandasse come facessero a volare? Cazzo, ovvio che l’aria è un fluido, altrimenti su cosa sbatterebbero le ali gli uccelli? Sul niente?
Ma quanto era scema la gente prima?

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