Archive for November, 2010

Pettegole da seconda media

November 30th, 2010 by mattia | 5 Comments | Filed in Uncategorized

Io questa cosa di wikileaks non la capisco.
Voglio dire, tolte le facili battute per cui non c’era bisogno delle rivelazioni di wikileaks per sapere che B fosse un sessuomane, e tolto il fatto che non hanno rivelato nulla di speciale, cosa resta?

L’unica cosa che rimane è che hanno fatto i pettegoli.
Metà del mestiere diplomatico consiste nel fare l’ipocrita: devi sorridere e fare tante riverenze anche a chi ti sta sul culo. Si fa così, niente di nuovo. Si fa così perché se un ambasciatore dice pubblicamente che un capo di stato straniero è un pirla va a finire che si fa la guerra. E allora si fa finta di fare quelli che ci si vuole bene.
Ipocrisia, certo. Ma in un sistema con molte variabili è un punto di equilibrio che consente di mantenere il mondo calmo e di non farlo degenerare, che consente di evitare conflitti tra gli stati e di continuare con i rapporti commerciali. Che poi è più o meno quello che fanno quasi tutte le persone nei loro rapporti di lavoro e famigliari. Tu pensi che la zia Cosimina sia una baldracca, però per il quieto vivere quell’unica volta all’anno che la incontri al pranzo di Natale fai finta di volerle tanto bene.
Poi sì, sarebbe un mondo migliore se tutti fossero sinceri. Ma se tu fai il sincero con zia Cosimina i danni sono limitati. Se fanno i sinceri gli ambasciatori salta fuori un rebelotto.

Ecco, a me il comportamento di ‘sto tizio qua di wikileaks ricorda tanto la ragazzina pettegola che va a dire all’amica che la compagna di classe parla male di lei. Così, per il gusto di veder litigare due persone.

Piesse: posso dire che non me ne frega niente della morte di Monicelli?

Domanda per esperti di grafica

November 30th, 2010 by mattia | 2 Comments | Filed in Uncategorized

Io non me ne intendo molto di fotoritocchi. Perciò lo chiedo a chi ha più esperienza di me.

Guardate questa foto pubblicata da Repubblica.it: non sembra anche a voi che le scritte di personalizzazione siano state messe con photoshop?
La scritta I8562, il “Città di Chiari”, la striscia verde orizzontale… mi sembra che siano rozzamente aggiunti dopo. Dite che è solo una mia impressione?

Aggiornamento: sul sito della polizia locale di Chiari ho trovato la stessa foto, ma senza la scritta I 8562…

Qui si vede una parte della striscia verde su cui si nota un rettangolo stranamente di colore più uniforme

Aggiornamento:

Ho trovato queste foto dell’inaugurazione qui: la livrea è completamente diversa (ed è marchiato I-A412). Quindi la foto di cui sopra è una patacca.

Uno strano silenzio

November 30th, 2010 by mattia | 20 Comments | Filed in editoriale, ignoranza, riflessioni

Ieri sera ho fatto passare tutti i blog che guardo di solito. E per essere completo anche qualcuno di quelli che leggo ogni tanto.
Sono blog che il Lunedì mattina fanno i diavoli a quattro per le dichiarazioni domenicali del Papa. Avete presente? Quando dice che l’omosessualità è moralmente inaccettabile. Quando dice che non bisogna usare il goldone, o che l’eutanasia è peccato…

Ti dicono che il Papa deve stare zitto, che lo stato è laico, che i cattolici non possono imporre la loro morale agli altri che la pensano diversamente. Ti dicono che c’è la laicità dello stato…
Ieri nessuno di questi blog parlava del suicidio del prete di Caravaggio. Nessuno.
Tutto sommato è andata anche bene. Mi aspettavo che qualcuno scrivesse un gli sta bene. Molti l’avranno anche pensato, ma non hanno avuto le palle per scriverlo.

Eppure la questione è la stessa. Perché, lo chiarisco ancora una volta (anche nei commenti qui si vede che non è chiaro), l’età del consenso per compiere atti sessuali in italia è 14 anni. Quando l’attore delle Iene si presenta al prete dicendo di avere 17 anni il prete aveva tutto il diritto legale di provarci, così come ognuno di noi ci provarci con una persona che ha più di 14 anni.
Sembra che nemmeno quelli delle Iene l’abbiano capito (vedi messaggio sotto, dove continuano a ricalcare questa storia del minorenne).
Se invece di essere stato un prete fosse stata una donna a provarci con il diciassettenne nessuno si sarebbe scandalizzato (onestamente, vedi una ragazza che spalpigna un diciassettenne e cosa fai? le dici che deve farsi curare? oppure dai il cinque alto al ragazzo dicendogli “evvai che finalmente puci il biscotto” ?).

Ci sono delle leggi in uno stato: ognuno è tenuto a rispettare solo quelle. Tutto il resto – la buona educazione, il politicamente corretto, il fair play, la morale – non sei obbligato a rispettarlo. E così come non vuoi che il Papa ti dia lezioni sull’aborto, non devi neanche tollerare che un programma televisivo giudichi le scelte sessuali di una persona. Perché quando Viviani dice al prete testuale “penso che indurre un ragazzino ad avere la prima esperienza omosessuale con un prete come lei non sia la cosa giusta” non fa altro che applicare la sua morale al comportamento degli altri (la stessa frase non l’avrebbe detta se al posto del prete ci fosse stata una MILF o una ventenne). Né più né meno di quello che fa il Papa quando fa le sue dichiarazioni contro gli omosessuali.

Solo che se il Papa dice che gli omosessuali si devono far curare si trova i sit-in di protesta in piazza San Pietro e mezza blogosfera in rivolta. Le Iene fanno praticamente la stessa cosa applicando la loro morale agli altri e non succede niente.

Oh, magari è sfuggita la notizia. In effetti suicidarsi lo stesso giorno in cui escono le dichiarazioni di wikileaks non è una mossa mediaticamente intelligente. E ovviamente non è che uno è obbligato a parlare degli argomenti che dico io, ci mancherebbe. Però è un silenzio che pesa. Sono due pesi e due misure nel valutare i fatti di cronaca che non posso dimenticare. No, lo dico così, perché per quanto mi riguarda ogni volta che adesso leggerò su questi blog la classica invettiva con il Papa cattivo che impone la sua morale agli altri, la credibilità degli autori che ieri sono stati zitti sarà meno di zero.

Per la cronaca

November 29th, 2010 by mattia | 6 Comments | Filed in ignoranza, riflessioni

Come si dice in questi casi? Ah, sì… per la cronaca, perché nei vari articoli che ho letto sulla vicenda non lo dice nessuno.

Questo signore, messo alla gogna mediatica con uno davanti che gli diceva “ma è minorenne!” non aveva commesso alcun reato. Codice penale, art. 609 quater, alla mano.

Cazzo!

November 28th, 2010 by mattia | 9 Comments | Filed in chicche

Oggi ero lì a messa e vedevo questo vecchio prete che faceva una fatica boia a tenere il messale sollevato. E ci credo, visto che fa anche fatica a respirare.

Allora ho pensato che sarebbe stato utile fare un’app per iPad con dentro il messale: molto più leggero da maneggiare, e soprattutto configurabile per darti il testo della messa continuo, così non diventi scemo a pirlare da una parte all’altra del messale per cercare la preghiera eucaristica di quel giorno.

Anche dal punto di vista economico conviene, visto che i messali costano un bordello (praticamente sono comparabili al costo dell’iPad, col quale fai anche altre cose però).

Poi ho scoperto che – ovviamente – qualcuno ci aveva già pensato e ho perso la mia idea di business. Cazzo!

Mi dà un metro di pane?

November 28th, 2010 by mattia | 6 Comments | Filed in Uncategorized

Nel cazzeggiare su internet per il post precendente, ho trovato questa perla che mi era sfuggita.

La Regione Puglia ha approvato lo scorso anno una legge regionale per incentivare le energie rinnovabili: è la legge 9 marzo 2009, n. 3.
Il testo lo trovate sul sito della Regione Puglia; per sicurezza l’ho anche freezato (perché questa è proprio grossa). Firma di Vendola in fondo.

Ripoto, testuale, il comma 3 dell’art. 1

3. A decorrere dal 1° gennaio 2009, il regolamento edilizio deve prevedere, ai fini del rilascio del permesso di costruire per gli edifici di nuova costruzione, l’installazione di impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, in modo tale da garantire una produzione energetica non inferiore a 1 chilowatt (KW) per ciascuna unità abitativa, compatibilmente con la realizzabilità tecnica dell’intervento. Per i fabbricati industriali, di estensione superficiale non inferiore a 100 metri quadrati, la produzione energetica minima è di 5 KW.

Produzione energetica di 1 kW?
Ma certo, io la mattina compro sempre un metro di pane. Poi faccio 200 kelvin di benzina al motorino, e per finire in 10 kg di tempo raggiungo l’ufficio.

Ironia a parte, l’energia si misura in joule, al massimo in Wh (o suoi multipli come kWh, MWh, GWh…).  La grandezza fisica che si misura in W (o suoi multipli come il kW) è la potenza, non l’energia. ASINI quelli che hanno scritto la legge e quelli che l’hanno votata.

E si badi bene, non è solo una questione di errore nell’indicare le unità di misure (che già è una cosa mostruosa), c’è anche una questione sostanziale.
La legge impone di installare impianti con una potenza nominale di 1 kW: quale che sarà poi l’energia che produrranno… un bel chisenefrega!
Per esempio, io posso anche installare un generatore elettrico con potenza da 1kW, connettere al rotore pale da dieci centrimenti, e metterlo in un angolo del balcone dietro i gerani. Ovvio che non produrrà niente, ma tu hai soddisfatto la legge: mica è colpa tua se il vento che scorre sul tuo balcone, dietro i gerani, non è abbastanza forte da farlo girare.

Al di là dell’assurdo, sappiamo bene che diverse fonti di energia rinnovabile hanno diversi capacity factor: a parità di potenza nominale, alcuni producono più energia di altri perché “funzionano più ore al giorno”. Se vuoi dare un vincolo serio devi dare un limite di potenza per ogni diversa tipologia di impianto. Sperando poi che l’utente lo metta davvero in funzione o lo metta dove produce qualcosa, è ovvio.

Il sospetto che viene nel leggere la legge ([...] in modo tale da garantire una produzione energetica non inferiore a [...]) è che quelli che l’hanno scritta intendessero veramente porre un vincolo alla produzione di energia, e non di potenza. Perché usano termini come garantire e produzione che fanno pensare proprio al concetto di energia e non di potenza.
Magari hanno proprio misurato l’energia in kW: insomma, se il contatore domestico è da 3kW allora 1 kW è un terzo dei consumi domestici.
Se riesco a trovare i verbali del consiglio regionale dove hanno votato questa legge provo a controllare come hanno partorito questa mostruosità.

Cercherò di tenere il pippone breve, ma porca troia! Come cazzo è possibile che una legge regionale venga scritta, letta, discussa, votata, stampata senza che nessuno, dico nessuno, si alzi e dica che “signori, ma guardate che l’energia non si misura in kW”. Nessuno che se ne è accorto?
Allora mettiamo nei testi delle leggi regionali delle parole a caso qua e là (tipo “nell’ambito del programma quadro per lo sviluppo pisella urbanistico della Regione, è obbligatorio…“) e vediamo chi se ne accorge.
Caro il mio Vendola, smettila di fare il figo andando in tv a dire che tu parli sofisticato a causa dei tuoi studi di letteratura ispanica. Me ne fotte una sega se vai in USA a incontrare Schwarzenegger e fare quello che salva il mondo dal riscaldamento globale. Piuttosto studia un po’ di fisica. STUDIA, STUDIA, STUDIA.
Perché sa uno che non sa distinguere tra energia e potenza, tra kW e kWh, non mi aspetto che salvi neanche il suo giardino, altro che alfiere dell’ecologia. Parla di meno e STUDIA! Che a uno che firma una legge così non fare amministrare nemmeno il mio condominio.

E per finire: ricordiamoci che il sistema internazionale di misura non è uno sfizio dei metrologi. Il SI è imposto in italia per legge (DPR 802 del 12 agosto 1982), compreso il fatto che il prefisso chilo si scrive k (minuscolo) e non K (maiuscolo), punto 1.3 dell’allegato al citato DPR.

L’inesistente rivoluzione energetica in Puglia

November 28th, 2010 by mattia | 25 Comments | Filed in bufale

Spesso mi capita di sentire questi qui che dicono sì, bisogna fare come in Puglia che lì c’è Vendola e fanno il fotovoltaico e l’eolico – ah, se tutti facessero così.

Mi sembra che ci sia in giro questa opinione che la Puglia di Vendola sia diventata l’avanguardia della rivoluzione per l’energia verde.
Quasi che se uno non sta attento gli piazzano un pannello fotovoltaico sul tetto senza che nemmeno lo chieda.

Perché poi dicono che no, non bisogna fare il nucleare ma fare come in Puglia dove fanno l’eolico e il fotovoltaico, che quella è la soluzione e così via.

Allora mi sono divertito a guardare un po’ questi numeri della rivoluzione energetica della Puglia vendoliana.
Di solito ti fanno vedere come è cresciuta l’energia annua prodotta dal fotovoltaico in Puglia, ossia questo grafico

E ti dicono: visto che figo che è Vendola? Visto come sta crescendo esponenzialmente il fotovoltaico in Puglia?

Un po’ meno spesso ti fanno vedere il grafico dell’eolico perché cresce solo linearmente e fa meno effetto. Al massimo ti dicono che in quattro anni ha quasi triplicato la produzione di energia dall’eolico (fa più presa del grafico) e ti dicono, vedi… se tutti mettessero le pale eoliche come in Puglia.

Quello che però non ti fanno mai vedere è il seguente grafico. Proviamo a vedere quanto è l’energia l’eolica e fotovoltaica prodotta annualmente in Puglia, insieme all’energia termoelettrica (quella brutta che brucia le cose brutte che inquinano).


O poffarbacco! Che fine ha fatto l’eolico che cresce esponenzialmente?
Eccolo lì, è quella linea blu spetasciata in basso. Quando lo si compara con l’energia totale prodotta in Puglia non lo si vede nemmeno crescere.
Sostanzialmente è come se non esistesse, è un o piccolo.
L’eolico lo si scorge un po’ di più, ma siamo sempre lì, anche lui spetasciato in basso.

Ecco allora che la grande rivoluzione energetica della Puglia si rivela un bluff. Basta guardare la quantità di energia prodotta da eolico e fotovoltaico nell’ottica dell’energia totale prodotta.

Perché io posso anche raddoppiare in un anno la produzione di poco. Ma il doppio di poco è ancora poco.

E già qui ce ne sarebbe per chiudere la faccenda e dire che la rivoluzione green dell’energia in Puglia è una pia illusione.
Poi però facciamo un passo in più, e verifichiamo cosa è successo nell’italia tutta in questi ultimi anni. Vediamo come è cresciuta la produzione di energia da fotovoltaico in tutta italia:

Notate niente di strano? Anche nell’italia intera il fotovoltaico è cresciuto esponenzialmente negli ultimi anni.
Tanto che la percentuale di energia fotovoltaica pugliese oscilla tra il 10 e il 14 %, ma è sempre lì. In sostanza la Puglia non sta crescendo meglio di altre regioni sul fronte dell’energia fotovoltaica: sta crescendo come l’italia nel suo complesso.

Stessa cosa per l’eolico. Questa è l’energia eolica prodotta in italia, e anche qui notiamo che cresce linearmente come in Puglia:

Se infine calcoliamo quanta di questa energia eolica è prodotta in Puglia scopriamo che siamo sempre lì tra il 25 e il 27 percento.

Qualcuno più esperto di me in materie economiche potrà spiegarmi i motivi di questi andamenti (tipo l’incentivo dato dall’abbassamento dei prezzi dei pannelli fotovoltaici o l’incentivo dato dal fatto che l’energia fotovoltaica te la pagano un botto, tutte cose che valgono in italia nel suo complesso, non solo in Puglia).
Io mi limito ad osservare i fatti:
1) la produzione di energia eolica e fotovoltaica in Puglia è sì cresciuta, ma è ancora uno sputo nel mare
2) la Puglia di fatto si comporta come l’italia nel suo complesso, alla faccia dei santificatori di Vendola.

Fonte dati

Meglio abbondare

November 27th, 2010 by mattia | 2 Comments | Filed in repubblica ceca

C’è un mio amico in Repubblica Ceca a cui è nata una figlia. Guardando le foto sul suo sito mi sono accorto che non solo mettono il braccialetto col nome (per non confonderli, ché si sa i neonati hanno l’abitudine di saltare da una culla all’altra per far dispetto), ma addirittura pitturano con una vernice viola un numero identificativo su una gamba.
E lo stesso numero lo pitturano sulla gamba della mamma.
Poi sull’altra gamba del neonato pitturano nome e cognome.

Fuor d’ironia, il braccialetto ci sta: perché capita che sbaglino a mettere il neonato nella culla sbagliata. Ma non è sufficiente? Come fai a perdere un braccialetto di quelli così stretti? A quel punto usate i braccialetti dei concerti che per toglierli devi per forza usare la forbice, ché a mano non si strappano (avete presente, come quando è finito il concerto e volete toglierlo rischiano di lesionarvi un polso a furia di tirarlo).

Veramente tre metodi di identificazione mi sembrano oltremodo eccessivi. Qualcuno ha avuto esperienze analoghe? (perché poi scopro che magari è una cosa normale).

Piesse: dimenticavo… tanti auguri piccola cechina.

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