Archive for October, 2010

Lo confesso

October 27th, 2010 by mattia | 12 Comments | Filed in riflessioni

A me piace tantissimo diventare amico su Facebook di personaggi semifamosi, che magari sonostati famosi una volta ma ora non se li fila nessuno, come Chiara Sani, Gianni Fantoni o Wilma Goich.

Fare i conti alla cazzo

October 27th, 2010 by mattia | Comments Off | Filed in bufale, ignoranza, politica

Da ieri circola sui blog dei benpensanti questa immagine, tratta dal Dossier Statistico Immigrazione Caritas/Migrantes.

Dicono: gli stranieri versano allo stato più di quanto prendono (10,827 contro 9,950 miliardi di euro), quindi conviene tenerli qui, gli stranieri sono una risorsa, e via discorrendo.

Due conti della serva, considerando che la fonte di questa tabella è… il Dossier Statistico Immigrazione Caritas/Migrantes, ossia se stessi. Perciò bisognerebbe acquistare il dossier e vedere come hanno fatto i conti.
Per esempio: come hanno calcolato le spese sociali dei comuni? hanno chiesto a ogni comune quanto spende nei servizi sociali per gli stranieri e gli italiani? oppure hanno fatto una stima dei costi totali per i servizi sociali e hanno calcolato la quota parte degli immigrati in ragione della loro percentuale sul totale di abitanti? No perché se fai così è facile che sottostimi, visto che gli immigrati hanno un tasso di accesso ai servizi sociali spesso maggiore. Per la sanità: hanno contato anche le spese per i cittadini stranieri non iscritti al SSN e assistiti ugualmente? Poi da metà tabella in giù c’è una strana sequenza di numeri arrotondati: 200, 200, 2.000, 500, 1000… che per l’amor di dio, nessuno vieta che sia così, ma mi viene il sospetto che siano dati un po’ tagliati giù col fulciotto.
Se qualcuno mi vuole regalare il rapporto sarò lieto di analizzarlo per vedere se i miei sospetti sulla metodologia sono fondati o meno. Ho contattato la Caritas ma mi hanno detto che la versione elettronica
non è disponibile. L’unico modo per accedere al Dossier è comprarlo, in formato cartaceo, pagando con un bonifico. Neanche pagando lo stesso prezzo te lo mandano in PDF. Geniale.

Ma al di là di questo,

c’è un errore di fondo nel comparare entrate e uscite.
Nelle entrate non puoi mettere i contributi previdenziali, perché quelli non sono soldi che una persona regala allo stato, come si fa con le tasse. Sono soldi che uno presta allo stato, e un giorno se li prenderà indietro. O sotto forma di trattamento pensionistico o riscattando i contributi qualora lo straniero se ne tornerà al suo paese.
Sono un prestito che il cittadino fa allo stato.
E uno mi dice: eh, ma hanno incluso le pensioni nelle uscite. Sì,  ma non siamo a regime. Le pensioni erogate agli stranieri sono poche perché in pochi sono andati in pensioni, aspetta vent’anni e vedrai. Poi magari molti nel frattempo si sono naturalizzati italiani e quelle pensioni non le conti.
Per capire se la presenza degli immigrati conviene o meno de fare una proiezioni e cercare di capire di quei 7,5 miliardi di euro che hanno versato nel 2008, quanti verranno erogati in futuro, cercando di prevedere quanti ritorneranno al loro paese, a quanti verrà erogata la pensione e di che ammontare, e quanto tireranno a campare. Calcoli difficili e delicati, ma si fa così. Mischiare entrate e uscite previdenziali in una situazione non a regime non a senso.
Dicono: sì, ma l’INPS adesso sarebbe in rosso, e con gli immigrati invece resta in piedi.
Oh, lo ripeto: è un prestito. E per capire se ti conviene o meno devi guardare che tasso hai nel restituirlo.
Quindi devi considerare le pensioni e i contributi riscattati da quei lavoratori stranieri come se fossero le rate di un finanziamento, restituite con gli interessi. Una volta calcolato quanto è l’interesse di questo prestito-contributi previdenziali lo confronti con l’interesse che pagherebbe l’INPS sul debito se non ci fossero gli immigrati. E allora puoi dire se conviene o meno.
Non mi sembra un concetto tanto difficile.

Ogni tanto bisognerebbe guardare i dati e riflettere, prima di brandirli come strumento politico senza neanche  capire cosa dicono.

Quelli che scrivono della rete

October 27th, 2010 by mattia | 4 Comments | Filed in ignoranza, perle giornalistiche

Giuro, c’è in giro gente secondo cui la cache di Google non viene aggiornata in vent’anni.

Clamorosa e imperdonabile perché quei nomi restano – nelle cache di Google o di quello che verrà – e quindi fra vent’anni gli ex bambini rischiano di essere googlati e mal giudicati per provenienza familiare.

Capito, per questo qui la cache di google non viene aggiornata anche se il contenuto di un sito cambia. Per vent’anni.

Vi lascio tre minuti.

……

Ecco, questo è un tizio che ha appena pubblicato un libro su internet in cui acccusa i politici di non capire internet.

Ok, altri tre minuti.

………

Per intenderci, questa è gente a cui non è mai capitato di vedere una cache di Google aggiornata? Mai capitato di linkare una cache di Google che poi va in vacca quando la cache viene aggiornata?

Ora, il problema è proprio l’opposto, ossia che la cache di Google viene aggiornata.
Ed è un problema perché se da un lato può tornare utile ripulire ogni traccia di qualcosa pubblicato accidentalmente, dall’altra si perdono preziose informazioni quando chi gestisce un sito decide di chiuderlo.

Capita spesso ad esempio che un sito sia collegato a un evento che si esaurisce (come una manifestazione sportiva, una conferenza…) e quando l’evento è finito il sito viene chiuso, perché non ha più senso spendere dei soldi per tenerlo in piedi. Mi è successo poco tempo fa di cercare il sito di una conferenza a cui partecipai nel 2008, perché mi servivano dei dati, ed era stato (comprensibilmente) chiuso. In effetti, se la conferenza ha chiuso nel 2008, che te ne fai del sito nel 2010?

E questi sono tutti dati che spariscono dalla rete, anche se sarebbero utilissimi. Magari ci fosse una cache con cui potrei ritornare indietro a vedere un sito com’era anni fa.
In effetti c’è un sito che fornisce questo servizio http://www.archive.org/, ma di necessità registra pochissime pagine.

E non è come un quotidiano, che puoi andare in biblioteca e chiedere la copia di 58 anni fa. Niente, non c’è un archivio di internet. Teniamolo bene a mente, quando ci affidiamo a dati che potrebbero sparire nel tempo.

Come il vino

October 26th, 2010 by mattia | 1 Comment | Filed in ignoranza

A seguito della discussione sulla carta d’identità di Berlusconi stavo guardando la mia carta d’identità, visto che io e Berlusconi siamo alti uguale (sempre che egli non bari).

E mi sono reso conto che forse mi sto inacidendo col tempo. Cinque anni fa, quando ottenni questa carta d’identità, nemmeno me ne resi conto.
Oggi, a ricevere una carta d’identità con il punto dopo cm me ne tornerei a casa con una denuncia per oltraggio a pubblico ufficiale.

Da Fukuoka a Tokyo (o viceversa)

October 26th, 2010 by mattia | 3 Comments | Filed in giappone, riflessioni

Tra un paio di settimane devo andare per tre giorni a Tokyo, per lavoro.
E siccome mi passano il biglietto per il mezzo più economico sono andato in agenzia e ho detto “mi dia il biglietto più economico per Tokyo”.

Così ho scoperto che andare a Tokyo in aereo, con una compagnia di linea non con la giapporyan, costa meno che andarci con lo Shinkansen (il treno ad alta velocità giapponese).

Un po’ ci sono rimasto male, perché volevo davvero provare lo Shinkansen. Ma così è.

Poi però ci pensavo al fatto che l’aereo costa di meno del treno. Ché una volta non era così, l’aereo era un mezzo per ricchi. E vabbe’, poi ci sono state le low cost, ma questa non è una low cost.
Allora riflettevo sul fatto che l’aereo in effetti viaggia in aria: tu gli costruisci una struttura per partire e una per atterrare, ma in mezzo non gli devi costruire niente per farlo andare. Mentre il treno gli devi fare tutta una linea apposta.

Però poi non so quanto costa l’ammortamento di un aereo e uno shinkansen per unità di passeggero.

E niente, mi piacerebbe tantissimo fare questi conti. Ma non ho tempo. Peccato.

La lista dei paesi meno corrotti

October 26th, 2010 by mattia | 3 Comments | Filed in perle giornalistiche, riflessioni

Differenza tra un giornale per cui pagheri dei soldi e un giornale al quale non mi abbonerei.

Il secondo mi scrive una notizia secondo cui l’indice di corruzione in italia è aumentato. E mi constringe a cercare il rapporto originale su google, qualora volessi sapere qualcosa che non necessariamente coinvolga l’italia.

Il primo, insieme all’articolo, mi fornisce già tutti i dati pronti.

Tra l’altro noto che tra i paesi buoni, quelli con poca corruzione, ci sono Svizzera, Lussemburgo e Barbados.

Fatemi capire, non è che magari corruzione bassa può anche significare che le porcate finanziarie te le fanno fare liberamente senza chiederti la mazzetta?

Report e la carta d’identità di Berlusconi

October 26th, 2010 by mattia | 8 Comments | Filed in bufale

Antipasto di un post che seguirà sull’inchiestadi Report in merito alla villa di Berlusconi ad Antigua.

Nel servizio l’inviato di Report va al catasto per vedere chi è il proprietario del terreno, e mostrando il documento dice:

All’acquisto il premier presenta questa carta d’identità nella quale non risulta residente ad Arcore ma a Milano, in via San Giminiano, dove abitava la mamma. Chissà perché un uomo sposato da 20 anni e domiciliato ad Arcore, ha deciso la residenza qui, in una periferia di palazzoni a cui si arriva con la metropolitana dino alla stazione delle Bande Nere.

Giusto un paio di considerazioni:

- in italia la residenza falsa ce l’hanno miriadi di persone. Senza che ciò faccia sospettare ai giornalisti di Rai Tre che queste miriadi di persone abbiano le case ad Antigua.
Semplicemente il cambio di residenza molti non lo fanno perché è una palla dover andare in Comune e aspettare che arrivi il vigile a casa a controllare. Specialmente quando lavori tutto il giorno e i vigili staccano alle 17.00. E prendere non lavorare per star a casa ad aspettare il vigile non è bello.

- ad avere la residenza in un comune o in un altro cambia pochissimo. Può cambiare l’addizionale IRPEF, ma è una cosa che esiste da pochi anni. Per il resto puoi avere la convenienza ad avere la residenza in un comune piuttosto che in un altro per avere accesso facilitato ad alcuni servizi riservati ai residenti (asili, ospizi, cimitero…). Tendo ad escludere che Berlusconi abbia tenuto la residenza a Milano per poter portare i figli all’asilo pubblico.

Ma soprattutto, quelli di Report non hanno ben chiaro un concetto:

La carta d’identità NON certifica la residenza, ma (surprise!) l’identità.
La carta d’identità dice CHI SEI, non DOVE VIVI.

Tutti i dati presenti sulla carta d’identità che non siano la tua identità servono solo lì solo al fine di facilitare il riconoscimento.
Quindi se tu cambi di residenza non devi cambiare la carta d’identità, così come se non la cambi se la tua statura di modifica. Sulla carta d’identità rimane la residenza vecchia fintanto che la rinnovi.

Per dire, io ho una carta d’identità del 2005, prorogata qualche mese fa dall’ambasciata italiana a Praga, con su la residenza del 2005 già cambiata due volte.

Quindi dalla carta d’identità NON si può risalire alla residenza: può essere quella sulla C.I. ma non lo è necessariamente.

Free wi-fi

October 26th, 2010 by mattia | 11 Comments | Filed in ignoranza


Stavo pensando a quelli che inneggiano al frii uai fai.
E mi interrogavo su quanti, tra la gente comune, hanno capito che il frii si riferisce all’obbligo di identificazione e non significa gratuito.

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