Archive for October, 2010

La terza pagina del Sun

October 30th, 2010 by mattia | 3 Comments | Filed in ignoranza, perle giornalistiche

La prima volta che andai a Londra era il 2003. E da buon ragazzotto di campagna che arriva nella grande città vista sui libri, non mi sono fatto mancare nulla di quello che ai miei occhi poteva sembrare tipicamente inglese.
Mangiare fish&chips ad esempio, ché nei libri di inglese delle medie si legge sempre di ragazzi che mangiano fish&chips in Inghilterra.
Oppure fare una telefonata nel telefono rosso, o salire sul bus a due piani.
Tra le cose che ho fatto per sentirmi dentro la realtà locale, c’è stanto anche ad andare a comprare un giornale. Così poi lo porto a casa dopo la vacanza… e me lo leggo… e miglioro l’inglese…

Solo che sui miei libri di inglese delle medie non c’erano nomi di giornali. Allora quale scelgo? Boh. Sentivo parlare del Sun in televisione… c’ha prendiamo questo Sun. E già mi vedevo a Hyde Park con l’ombrella e la bombetta a darmi le arie da inglese, leggendo il Sun.

Uscito dal negozio apro questo quotidiano e… epperò, complimenti alla mamma! Una bella figliuola ci regalava la suo opinione sul fatto politico del giorno, accompagnando la frasettina con una graziosa foto nella quale faceva vedere una gran bel paio di tette.
Così ho scoperto che il Sun era in realtà una versione quotidiana di Novella 2000. E ricordo che la cosa mi rincuorò: almeno in italia ci mettono una settimana a riempire un giornale di scemenze condite con foto di tette e culi. In Inghilterra lo fanno ogni giorno!

Poi a Praga ho scoperto che c’è Blesk che è lo stesso. Ed Emiliano in Germania ha trovato la Bild che è la versione tedesca del Sun. Tette, culi, notizie sceme e via discorrendo (che poi significa allargare il colonnino di repubblica.it a tutto il quotidiano).

Ecco, quindi miei cari amici di Repubblica, passi il giornale semisconosciuto o la free press spagnola, ma la prossima volta evitate di mettere la Bild tra il giornali che parlano dell’ultimo scandalo di Berlusconi. Perché l’effetto che si ottiene non è mica di far pensare alla gente “hai visto, ne parlano anche all’estero, visto che figuraccia facciamo!”. Proprio no.
E’ solo una gran figura di merda di chi seleziona i giornali stranieri senza capire che sono giornali da parrucchiera.

Il vero portaborsa

October 29th, 2010 by mattia | 24 Comments | Filed in politica

Anni fa incontrai un ministro a Orio al Serio. Era un lunedì mattina, io tornavo a Praga ed egli prendeva l’aereo per Roma.
Il ministro entrò nel percorso per arrivare al metal detector, ma non fece la corsia normale. Passo da una corsia laterale (all’epoca la struttura dei controlli sicurezza a Orio era diversa), ed è arrivato direttamente al metal detector saltando la fila.
Il personale di sicurezza stava controllando una ragazza quando il ministro le arrivò alle spalle. E voi penserete: avranno finito il controllo alla ragazza e dopo avranno fatto il ministro, che così sorpassa il secondo in fila e il terzo (io). Magari. Hanno piantato lì a metà il controllo della ragazza, l’hanno fatta spostare di lato (e lei che mica aveva riconosciuto il ministro non capiva che stava succedendo) e hanno controllato il ministro. Non solo, hanno controllato anche il suo assistente. Perché non era solo, insieme a lui c’era una signore di mezz’età (abbontante, quasi tre quarti di età) che gli portava la borsa.

E dici: vabbe’, saltare la coda perché sei ministro non è mica bello. Ma se sta partendo l’aereo e lo stai perdendo ci sta anche. Cioè, dovresti comunque arrivare in tempo, però una scusa ce l’hai.
Invece no. Passato il ministro e il suo assistente, è passata la ragazza, quello che mi precedeva, ed io. E all’interno dell’area partenze cosa vedo? Il ministro che si legge il giornale.
E allora ti attacchi al tram. Non è che salti la fila per star seduto dieci minuti a leggere il giornale.

Allora sono stato lì ad osservarlo, a vedere come le assistenti dell’aeroporto andavano dall’illustre viaggiatore a chiedere se potevano fare qualcosa per lui…
Dopo dieci minuti si alza, va con l’accompagnatore al gate e… l’accompagnatore dà il trolley al ministro e se va via. Cioè, l’assistente del ministro non era entrato nell’area partenze per imbarcarsi, ma solo per poter portare il trolley fino al gate. Chissà mai che al ministro venga un’ernia a portare una borsa dai controlli sicurezza fino al gate!

Probabilmente non c’è niente di penalmente rilevante nel saltare una fila, farsi portare la borsa come una principessina, e far entrare una persona nell’area partenze senza carta d’imbarco (magari quest’ultima cosa proprio regolarissima non è, ma non credo sia penale, qualcuno ne sa di più?).
E oltre a non essere penalmente rilevante l’atteggiamento non è nemmeno da osteria.
Però almeno evita di andare in TV a fare finta di fare quello umile, l’amico del popolo. Ed evita di fare il moralista con gli altri.
Perché se fossimo in un paese dove un ministro si dimette per non aver pagato il canone televisivo, probabilmente quello che ho visto quella mattina sarebbe bastato per far perdere la faccia anche a lui.

I am an anti-Christ

October 29th, 2010 by mattia | 4 Comments | Filed in giappone

Ieri sera avevo le balle girate.
Ho perso il treno delle 11 e dovuto aspettare quello delle 11.20.
Poi a metà strada si è messo in testa di invertire la direzione. Allora alle 11.50 ho dovuto cercare il treno per rimettermi nella direzione giusta, e sperare di non perdere l’ultimo treno (00.04) nella stazione dove ho scoperto al volo che dovevo cambiare.
E dopo una giornata stressante uno gli possono anche girare le balle, se per arrivare a casa deve subire tutto questo trambusto.

Fatto sta che arrivo alla stazione di destinazione, scendo le scale per uscire e mi sento urtato. Mi giro e gli dico “oh, che cazzo mi tocchi?”. Sì, in italiano.
Mi spiego meglio: non è che normalmente sono così irascibile di mio. Però quando ho coglioni che girano divento intrattabile. Oltre al fatto che odio essere toccato dentro.

Ora, secondo voi che ha fatto il tizio in questione?
Si sarà scusato? Si sarà incazzato rivolgendomi qualche imprecazione in giapponese? Mi avrà ignorato?

No: è scappato.

Mi ha guardato scioccato ed è scappato via tra la folla, come se avesse visto l’antiCristo.

Adesso, è vero che i giapponesi hanno tutte le loro ritualità, non gridano, sorridono sempre… quindi capisco che il mio atteggiamento l’abbia urtato. Ma non scappi via come un bambino impaurito. Ti ho gridato una frase in italiano, non ti ho mica puntato una spada laser contro.

Su, dai, non c’è da prendersela così.
Piesse: citazione in materia di antricristo

- Se l’è dréé a cantà chel lé?
- El dés che l’è l’anticristo
- L’anticristo? Ma l’è mia ul bagaj della Fernanda?

Che pazienza

October 29th, 2010 by mattia | 2 Comments | Filed in giappone

Sono due giorni che mi chiedo perché una persona sente l’esigenza di riempire due bottiglie di plastica con le linguette delle lattine.

Una cosa che mi fa impazzire (nel senso buono)

October 29th, 2010 by mattia | 5 Comments | Filed in giappone

Purtroppo non posso pubblicare alcuna foto, per ovvi motivi.

Ma una delle cose più belle da vedere in Giappone sono i bambini con pochi mesi di vita.

E sapere perché? Perché quando sono così piccoli i bambini giapponesi hanno i capelli che sparano radialmente, come se avessero preso la scossa. Vedi illustrazione sotto.
Sono simpaticissimi: mi piacerebbe provare a tirarli giù per vedere come schizzano su di nuovo.

Su misura

October 28th, 2010 by mattia | 20 Comments | Filed in editoriale


Cerchiamo di capirci: la legge italiana dice che sopra i 14 anni (o 16 in taluni casi) puoi scopare con chi vuoi. Se tu hai 17 anni e vuoi scopare con uno di 75 hai tutto il diritto di farlo.

E siccome è un tuo diritto farlo, nessuno può gridare allo scandalo.
Uno ha il dovere di rispettare la legge, non di comportarsi secondo le regole morali degli altri.

Lo faccio presente, perché dire che il 75enne è bavoso e la 17enne è una troietta non ha nulla di diverso dal dire che essere gay è come non pagare le tasse.

Le verginelle che gridano allo scandalo per l’80enne che si scopa la 20enne pretendono di imporre le proprie regole morali agli altri. Proprio come fanno gli estremisti religiosi.

Scandalo è quando uno non rispetta la legge, non quando viola le regole morali della maggioranza. Oh, signori, la laicità che va tanto di moda è anche questo. È che tu non ti impicci delle faccende degli altri, tanto quanto la Chiesa non si deve impicciare nelle tue.

Non è che quando la Chiesa spara sentenze, sulla base delle sue regole morali, allora si alza la bandiera della laicità, mentre quando le sentenze le spari tu, basandoti sulla tua morale, allora tutte quellle storie del “devi lasciare la gente libera di fare quello che vuole” ce le dimentichiamo all’improvviso.

Signori, abbiamo una legge, e quella va rispettata.
Puoi lottare per cambiarla, ma fintanto che ti consente di fare una cosa, nel momento che la rispetti non hai da render conto a nessuno.

A me sembra che la gente la laicità la modelli attorno alla propria morale. Secondo te non c’è niente di male ad abortire, essere gay, distruggere embrioni … allora chi dice che fai male a fare queste cose lo guardi come un negatore delle libertà e gli gridi “non impormi la tua morale!“.
Se però, sempre per te, è sbagliato che una ventenne si scopi un ottantenne, allora ti senti in diritti di stracciarti le vesti.
In sostanza il fattore discriminante per capire dove si può accusare gli altri e dove non si può, passa attraverso quello che tu giudichi corretto o sbagliato.

Le poche volte che ho fatto la cacca a scuola

October 28th, 2010 by mattia | 9 Comments | Filed in politica, riflessioni

Questa cosa che adesso le scuole non hanno i soldi per la carta igienica l’ho sentita spesso. Dicono anche che chiedono i soldi ai genitori, altrimenti i cessi sarebbero senza carta igienica.
Per l’amor di Dio, non lo metto in dubbio.

Però.
Sono a Fukuoka da un mese, e qualche giorno. Nel posto dove vivo ho installato un rotolo di carta igienica il primo giorno che sono arrivato, e non l’ho ancora finito (e  penso che ci metterò ancora tanto a finirlo).
Aggiungo il fatto che la cacca in altri posti l’ho fatta raramente. Forse un paio di volte al lavoro.
Poi sì, il rotolo è di quelli con la carta fine (ma resistente!) quindi è molto lungo e dura tanto.

Però questo dà un’idea approssimativa del fatto che la quantità di carta igienica pro culo non è poi tantissima.
Pensavo a quante volte ho defecato a scuola: poche, pochissime, se non costretto da impellente necessità.

Un bambino (medio, non un cagone) quanti rotoli farà fuori in nove mesi contando la carta igienica che consula a scuola? Un rotolo? Due rotoli?
Chiedo aiuto alle esperte massaie: quanto costano due rotoli di carta igienica? Cinquanta centesimi di Euro (a stare abbondante)?

Penso che il contributo che chiedono sia un po’ più di mezz’euro. Allora mi sa che il contributo serve per altro, e solo in piccola parte per la carta igienica.
Probabilmente però fanno sempre mezione della carta igienica perché fa scena. Perché se dici che mancano i soldi per i videoregistratori è un conto, ma se dici che manca la carta igienica fa più effetto (in effetti trovarsi in un cesso senza carta igienica dopo aver cagato non è bello).

Così, sarebbe bello se mi dicessero a cosa servono davvero questi contributi che chiedono ai genitori (non è polemica, magari mancano altre cose che costano di più e servono comunque, ma parlano sempre di carta igienica).
Qualcuno lo sa?

Povero Hitler

October 28th, 2010 by mattia | 6 Comments | Filed in ignoranza

Premetto che, fosse stato per me, non si sarebbe ammazzato nemmeno Saddam Hussein. Per compassione umana, certo. Ma anche perchè, qualunque crimine avesse commesso, si era in fondo riscattato, vestendo romanticamente i panni di Davide contro Golia, e resistendo inutilmente all’invasione e alla conquista del proprio paese da parte del Grande Satana e dei suoi alleati.

Prima date un aggettivo a quello che ha scritto questa scemenza.
Poi guardate chi è.

Piesse: lo so, Godwinizzare un post dal titolo non si fa, però la stessa cosa (limitatamente al giudizio storico silla persona, visto che poi si è ammazzato da solo) si potrebbe dire di Hitler. Pari pari, togli Hussein e metti Hitler e la frase regge ancora.

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