Qualche giorno fa parlavo del fatto che la wifi comunale è stata soppiantata dalle offerte di navigazione da cellulare e dalla diffusione di smartphone.
Vi propongo un esempio pratico, vissuto ieri, di questa faccenda.
Antefatto: Venerdì, mentre andavo a lezione di giapponese ho notato un cartello sul palazzo del governo, mentre aspettavo l’8. Diceva che la villa di Benes sarebbe stata aperta al pubblico ogni ultimo fine settimana del mese, fino ad Ottobre. Bene, mi sono detto, allora domenica dopo la messa vado a fare una visita alla villa di Benes. Faccio una foto al cartello per ricordarmi il nome della via, e via.
Ieri mattina allora, mentre andavo a messa ho controllato la foto col cartello, e ho notato che – pirla io che non me ne sono accorto – la via era sì via Dr. Benes, ma la città non era Praga come avevo sottointeso io, bensì Sezimovo Usti, un paesino di sette mila abitanti dalle parti di Tabor, non proprio dietro l’angolo.
Allora sono andato su idos ho scritto “praha” e “sezimovo usti” e quello mi ha detto come raggiungere questo sperduto paese. Il tutto mentre ero sul tram che scendevo verso Mala Strana.
E niente, dopo messa sono andato a Florenc a prendere il bus che mi ha detto idos, sono arrivato a Tabor, e da lì ho preso un altro bus sempre indicatomi da idos per arrivare a sto paesino.
Sono uscito di casa che nemmeno sapevo esistesse Sezimovo Usti, e mi è bastato un telefonino con internet per avere tutte le coordinate ed orientarmi tra i mezzi pubblici di un posto sperduto.
Poi sono arrivato lì, col GPS ho trovato la posizione della villa, l’ho visitata (bella, e ricca di storia di questo paese, se volete visitarla avete ancora a disposizione 2 fine settimana 25-26 Settembre e 30-31 Ottobre, ingresso gratis con visita guidata di un’ora, info qui), e sono tornato a Praga sempre cercando un mezzo di ritorno da Tabor col cellulare su idos, mentre ero sul bus da Sezimovo Usti a Tabor.
E qui si vede tutto il vantaggio di avere internet sul cellulare invece di quell’accrocchio di hot spot. Mi sono organizzato un viaggio verso un paese ignoto, al volo. Mentre ero in tram all’andata, e mentre ero sul bus al ritorno. Non è che mi sono dovuto fermare, scendere dal tram, cercare un hotspot in piazza, non trovarlo, cercare in un caffè, fare la registrazione, attendere l’sms di conferma, loggarmi stando sempre fermo, ché altrimenti il segnale va via. E poi magari a Praga trovavo il wifi ma a Tabor?
No, ho avuto un importante accesso a internet in completa libertà ovunque mi trovassi, senza doverlo cercare, senza stare fermo, con un dispositivo che tengo in tasca.
L’internet mobile è questo, cercare informazioni pratiche in pochi secondi senza vincoli. Una cosa per la quale i 500 MB mensili di limite abbondano. E per questo le offerte dei gestori di telefonia sono più che adeguate.