Archive for November, 2009

Mtr: a guardar le stelle.

November 29th, 2009 by mattia | Comments Off | Filed in corsa, measure the run, mtr

Settimana un po’ strana per gli allenamenti, quella appena trascorsa. Quasi tutto il lavoro è stato concentrato nella seconda parte della settimana visto che per un motivo o per l’altro fino a Mercoledì non sono riuscito a combinare niente. Un giorno piove, l’altro ti invitano a cena, l’altro ancora ti invitano a bere una birra, e tu non puoi dire di no.

Capita quindi che Mercoledì sera sono andato a correre dopo aver bevuto due birre, accompagnate da un hermelin con degli amici. Ho fatto 3,5 km, da casa mia al parco di Ladronka; il passo era buono, ma qualcosa non andava. Arrivato a metà del parco sono crollato come i coniglietti nella pubblicità della duracell (quelli che usavano le altre pile ovviamente). Inutile proseguire, le due birre con l’hermelin sono state fatali. Mi sono quindi sdraiato nel parco, buio e avvolto nel tepore di questo fine Novembre insolitamente caldo (un toccasana per gli allenamenti). Mi sono sdraiato a guardare le stelle. Bello.

Il giorno seguente, Giovedì, ci ho riprovato e ho fatto un buon 11,8 km a 5’41” (putroppo ho fatto un pasticcio coi file e ho perso i dati). La cosa notevole è che il passo è stato estremamente costante, un grafico piatto, che significa che era l’andatura adatta per quell’allenamento.
Sabato un altro allenamento all’obora Hvezda da 10,3 km a 5’39”, di cui fortunatamente ho il grafico:

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Un passo che quasi quasi cala. Ottimo.

E per concludere, oggi (Domenica) un 16,16 km  a 5’54”. Sono partito bene sui 5’40” circa, poi dopo 5 km ho un po’ rallentato per paura di non saper tenere il passo altri 10 km andando sui 6′ e rotti al km. Dopo il 10 km ho cercato di ritornare a un passo più spedito, cosa che mi è riuscita dino al 15esimo km. L’ultimo km era una bonus track che non avevo pronosticato. Diciamo che ho pagato un po’ la vicinanza dell’allenamento di sabato e un po’ di quello di giovedì. Con le gambe più rilassate avrei fatto di meglio.

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Ad ogni modo questa settimana i miei quasi 42 km li ho messi in cascina.

Posso dire che la soglia dei 15 km è andata. Ora si punta ai 20 km. Quando preparai la prima maratona (Praga 2007) arrivai ai 20 km a fine Dicembre. Quindi mi pongo come obiettivo di arrivare ai 20 km per Natale.

Per adesso sono contento. Inizio ad allungare le distanze con buoni tempi. Certo, corsi la mezza di Praga lo scorso Marzo al ritmo di 5’18”. Adesso non ce la farei, ma ci sono ancora 4 mesi per arrivarci. E dopo solo sei settimane di allenamenti i risultati mi sembrano ottimi. Con la corsa è così, non puoi allenarti in un giorno, serve costanza e pazienza.

I giornalisti non devono parlare di tecnologia

November 29th, 2009 by mattia | 10 Comments | Filed in ignoranza

Perché non ne capiscono una mazza. Oppure fanno finta di non capirla, a proprio tornaconto. Lo scorso Lunedì Travaglio ha dato un buon esempio in questo campo, durante la sua predica settimanale sul sito di Beppe Grillo (famoso per la sua attendibilità sulla tecnologia).

Ecco alcune frasi (grassetti miei) che Travaglio dice in merito al digitale terrestre:

Tenete presente che, se siete lì che tentate disperatamente di trafficare con questi aggeggi del digitale terrestre, lo dovete a Berlusconi e a Gasparri: bisognerebbe chiamarlo il digitale Berlusconi /Gasparri, non il digitale terrestre! Questa ciofeca, questa tecnologia medievale che non funziona, che vi si spegne davanti, che vi sgrana l’immagine e che ve la fa vedere a quadrettini come nelle parole crociate, quello si chiama digitale terrestre, ci è stato spacciato per la tecnologia del futuro e in realtà è molto peggio della tecnologia precedente e costa anche molto di più, per farvi vedere molto peggio, per cui pagate per vedere peggio di prima. Si chiama Gasparri /Berlusconi, stiamo pagando il conflitto d’interessi di Berlusconi e del suo valletto, del suo Cavalier servente Maurizio Gasparri, perché fu lui a raccontare a un Paese che si beve tutto e però anche a un capo dello Stato che avrebbe dovuto comportarsi diversamente, a mio avviso, che con la sua seconda versione della Legge Gasparri, seguita a quella prima che Ciampi aveva respinto al mittente, l’Italia avrebbe avuto entro il 2006 il digitale terrestre, siamo nel 2009 e ancora vediamo in che stato è ridotta quella tecnologia, entro il 2006 avremmo avuto il digitale terrestre, il quale ci avrebbe dato migliaia e migliaia di canali: avendo tutte quelle migliaia di canali, diceva questo signore, i tre di Berlusconi scompaiono e quindi non c’è più quella posizione dominante denunciata dalla Corte Costituzionale. Adesso andate a vedere di chi sono i canali, a parte quelli che trasmettono le vendite delle pentole o i porno shop notturni, per rendervi conto che molti di quei canali sono, ancora una volta, di Mediaset e conseguentemente questa truffa tecnologica del digitale terrestre è servita semplicemente per moltiplicare il monopolio privato di Mediaset e il duopolio Mediaset /RAI, che oggi sono praticamente la stessa cosa e in più non si vede più niente o si vede male e si paga (decoder, antennisti che devono continuamente venirti a casa a sintonizzare, conosco gente che per riuscire a vedere qualcosa deve sintonizzarsi su un sistema addirittura che porta un rimbalzo dalla Germania, perché tra Italia e Italia non si riesce a vedere nulla, è una cosa inaudita che stento anche a capire!), ma questo è il risultato di quella truffa che hanno dovuto mettere in piedi per bypassare, cioè per violare due sentenze della Corte Costituzionale [...]

Travaglio ripropone la tesi secondo cui il digitale terrestre è stato fatto per risolvere il conflitto di interessi di Berlusconi. Se non ci fosse Berlusconi con la sua Rete 4 abusiva, l’italia starebbe ancora bella comoda con il suo analogico, nei secoli dei secoli.

Già, allora mi spieghi Travaglio come mai in TUTTO IL MONDO si sta procedendo al passaggio verso il digitale terrestre.  Mi spieghi Travaglio, come mai in Finlandia l’analogico è già stato spento il 1 Settembre del 2007? Forse Berlusconi ha il conflitto di interessi anche in Finlandia? Mi spieghi caro Travaglio come mai nel Regno Unito si stra procedendo allo spegnimento dell’analogico e si prevede di finire prima delle olimpiadi del 2012? Mi spieghi caro Travaglio, perché io nella mia casetta di Praga vedo il digitale terrestre? Forse che c’era da regolarizzare Rete 4 anche da queste parti?

Non spariamo minchiate. Il digitale terrestre sta arrivando ovunque e Berlusconi con sul – innegabile – conflitto d’interessi non c’entra una beneamata mazza.

E se qualcuno avesse dubbi sulla tecnologia “medievale”, tenga presente che il DVB è la tecnologia usata in TUTTA EUROPA, in Russia, in India, Australia e alcuni paesi africani.

Quindi cari miei, quando vi sentite dire che il digitale terreste lo stanno facendo per fare un favore a Berlusconi, fatevi una grossa risata. Probabilmente questa gente non ha mai messo il culo fuori dall’italia per vedere che il digitale terrestre è una realtà ovunque.

P.S. Si paga? Usti, si paga! Antennisti! Decoder! Io ho un banalissimo decoder da 20 euro, che funziona da Dio con una banalissima antenna da campeggio vicino alla finestra. E vedo 10 canali contro i tre e mezzo di prima (il mezzo era Prima che si vedeva malissimo).
Ah, e il decoder ha pure ingresso per schede SD e ingresso USB così posso collegare i miei supporti di memoria e guardarmi pure i film. Ed è un decoder da 20 Euro.

Col beneficio del dubbio

November 29th, 2009 by mattia | 4 Comments | Filed in energia, perle giornalistiche, repubblica, rubbia, watt

rubbia

Questa è grossa. Talmente grossa che la pubblico col beneficio del dubbio. Spero cioè che sia stata la giornalista, Elena Dusi, ad aver riportato male le parole. È vero, sono virgolettate, quindi ci si aspetterebbe che siano le parole autentiche che ha pronunciato l’intervistato. Ma conoscendo le brutte abitudini dei giornalisti italiani, non escludo che la frase sia stata riportata in modo allegro.

Quello che rimane è che Rubbia ha dichiarato a Repubblica (evidenziazione mia):

Sì, ma non dimentichiamo che quella tecnologia, sviluppata quando ero alla guida dell’Enea, a Priolo sarà in grado di produrre 4 megawatt di energia, mentre la Spagna ha già in via di realizzazione impianti per 14mila megawatt…

Energia? ENERGIA? megawatt di ENERGIA???????

Prima che arrivi qualche simpaticone a dirmi non fare il precisino, vale la pena far notare che questo ORRORE detto (si presume… e continuo a sperare che non sia vero) da un fisico, nasconde un grosso nodo sulla divulgazione dei dati sulle energie alternative.
Parlano tutti di potenze installate. Certo, installi impianti con una potenza da 14 GW, ma poi dimmi… quanta energia produci? Dare un’indicazione della potenza installata senza citare l’energia prodotta è ingannevole e fuorviante.  E ovviamente la popolazione, grazie alla già citata ignoranza scientifica, si beve questi dati senza capire di essere presi in giro. Evviva.

Ddl Cassinelli: che gran sbadiglio

November 29th, 2009 by mattia | 3 Comments | Filed in antibufala, bufala, ddl cassinelli, decreto pisanu, sms, wi-fi

Già ci sono i lettori delle prime due righe che lo esaltano come il liberatore del wi-fi in italian. È l’on. Cassinelli, che ha presentato un ddl per rendere più libero il wi-fi in italia. Basta documento d’identità, perbacco!

Leggendo l’ articolo di punto informatico in realtà ci si rende conto che le cose stanno in modo molto diverso. Il sistema proposto dal ddl prevede l’identificazione tramite cellulare.
Probabilmente l’on. Cassinelli non è mai andato da McDonald. Altrimenti saprebbe che questo metodo, al limite del decreto Pisanu (e a mio parere più fuori che dentro) già esiste. Sarebbe solo un riconoscimento di una consuetudine, la legalizzazione di quello che già molti fanno senza un chiaro parere se rispetti il decreto Pisanu o meno. Ecco, questo ddl sarebbe nella sostanza un’interpretazione autentica del decreto Pisanu.

Già tempo fa sostenevo che il metodo di identificazione tramite sms fosse fallace. L’on. Cassinelli sostiene che

In questo modo, non c’è pregiudizio alla sicurezza pubblica perché l’utente è stato univocamente identificato (ogni utenza di telefonia mobile italiana, infatti, è abbinata all’identità di una persona rintracciabile)

Beato lui che ci crede. Ricapitoliamo i motivi per cui questo non è vero:

1) Tante carte SIM registrate anni fa hanno intestatri fittizzi, probabilmente per errori nell’archiviazioni dati (è successo anche a me, con una SIM della TIM registrata nel 2000; quando la persi scoprii che era intestata a una identità fittizia…e la commessa mi disse che era una cosa comune)

2) Il telefoni si perdono. Fino a quando non ti accorgi di averlo perso e non lo blocchi, chiunque lo trova può fare quello che vuole a nome tuo. Quindi il fatto che l’utente sia univocamente identificato non è vero.

3) Come già raccontato qui, basta andare a Stansed e vicino al deposito bagagli c’è un distributore di SIM stranienere, incluse delle SIM italiane. Acquistabili alla luce del sole (o meglio, del neon) senza documento.

Quindi il sistema della identificazione tramite SIM, se lo metta nella testa l’on. Cassinelli, fa acqua da tutte le parti.

Poi qualcuno gli ha fatto notare che questo metodo taglierebbe fuori gli stranieri, visto che spesso all’estero le SIM si vendono senza documento.
E il Cassinelli ci tiene a specificare che:

Il testo della proposta di legge non parla dell’identificazione tramite carta SIM o SMS. [...]lo ripeto, non si tratta di un contenuto della proposta di legge, ma solo di un esempio di largo consumo che ho voluto fare per far capire quale potesse essere un metodo di “identificazione indiretta che prescinde dall’identificazione fisica”.Sarà ancora una volta il Ministro dell’interno a dover stabilire nel dettaglio quali modalità di identificazione indiretta adottare. Il testo della proposta di legge, volutamente, non scende nello specifico. In questo modo potenzialmente si consente un numero di possibilità di identificazioni infinite e sempre aggiornate alla tecnica.

Ottimo. Il Cassinelli propone di effettuare l’identificazione senza documento d’identità e senza presenza fisica. Però poi scarica sul Ministero dell’Interno la patata bollente di dire con quale metodo si dovrà fare l’identificazione.
Cioè, il Cassinelli fa quello che va in giro a dire che lui vuole il wi-fi libero per prendersi gli applausi, però poi il lavoro sporco, quello studiare un metodo per realizzare l’idea, lo fa fare agli altri.
Troppa fatica studiare, ricercare, parlare coi tecnici. Più facile buttare lì la proposta senza preoccuparsi di verificare la sua attuabilità.

Ah, un’ultima cosa Cassinelli. È vero che la proposta di legge non menziona il metodo dell’SMS, ma il preambolo al ddl sì.

Ad esempio, il decreto del Ministro dell’interno potrà stabilire che sia consentita l’identificazione tramite carta SIM: in questo caso, per collegarsi ad internet sarà necessario inserire in una apposita schermata il proprio numero di cellulare, al quale verrà inviato automaticamente un codice da digitare perl’accesso in rete.

Tutto ufficiale, tutto agli atti della Camera dei Deputati. Magari sarebbe più onesto dire che la proposta non stava in piedi, piuttosto che nascondersi dietro il dito di “ma era solo un esempio”. Se era un esempio del menga non andava nemmeno scritto nel preambolo al ddl, su carta intestata della Camera.
Forza Cassinelli, ci faccia un esempio di un sistema che funziona, sono qui che aspetto. Perché se non me ne trova nemmeno uno allora poteva fare a meno di presentare il ddl.

Fa’ la cosa giusta

November 27th, 2009 by mattia | 1 Comment | Filed in fallimento, rimborso, skyeurope

Qualche tempo fa parlai del fallimento di SkyEurope, la mia compagnia aerea preferita. Avevo comprato un biglietto aereo Praga-Bergamo con la SkyEurope e non l’avevo potuto utilizzare a causa del fallimento.

Feci allora reclamo in banca, visto che l’avevo acquistato con carta di credito. Dopo pochi giorni rividi comparire la cifra spesa, spese di trasazione comprese, sul mio conto corrente.

Quello che non avevo ancora raccontato è che poi ricevetti una lettera dalla banca, dove mi dicevano “Senti, i soldi adesso te li diamo indietro, però stiamo ancora in ballo con il curatore fallimentare, quindi se questo risponde picche ce li riprendiamo”. Insomma, il rimborso me lo avevano solo anticipato.

La lieta conclusione della vicenda è arrivata due giorni fa, con un’altra lettera della banca: “Caro cliente, le confermiamo che la richiesta di rimborso è stata accettata, quindi i soldi sono definitivamente suoi.”

E grazie, rispondo io.

A questo punto, bisogna fare i complimente alla Komerční banka, per avermi servito bene.

Ma soprattutto bisogna fare la cosa giusta. Perché io ho sentito che i lavoratori della SkyEurope sono rimasti a bocca asciutta, senza gli stipendi di diversi mesi. E questo non è giusto. Mi hanno detto si sono riuniti in associazione per rivendicare i loro stipendi. Ecco, se qualcuno sa come posso mettermi in contatto con questi lavoratori me lo faccia sapere (all’email mattia@butta.org). Mi piacerebbe dare metà di questo rimborso a quei lavoratori della SkyEurope.

Non è molto, ma non mi piace che i clienti ricevano i rimborsi mentre i lavoratori ci rimettano gli stipendi. Un po’ per uno.
Anche perché io non divento povero per un biglietto da 50 euro perso, ma un lavoratore che perde tre mesi di stipendio forse ha qualche problema in più.

Pubblicità di google

November 26th, 2009 by mattia | 4 Comments | Filed in google, praga, pubblicità

Non ho ben capito: che senso ha fare la pubblicità a Google? Forse che la gente non sa come usarlo? Forse è per invogliare la gente a chiedere all’amico se gli dà una copia di Google?

Eppure le strade di Praga sono invase da questi cartelloni. Mah…

google

Teetolo

November 26th, 2009 by mattia | Comments Off | Filed in ceco, praga, repubblica ceca

Conosco un tizio che scrive tutte le parole inglesi come le scriverebbe in italiano.
Sono sicuro che a Praga si troverebbe benissimo.

Ecco come scrivono “pagliaccio” in ceco.

un_clown

Esempio di articolo brutto

November 24th, 2009 by mattia | 1 Comment | Filed in perle giornalistiche

Ci sono cose che non sopporto quando leggo un giornale. Come quando scrivono la parola centauro al posto di motociclista. Fosse per me, vieterei del tutto il vocabolo centauro.

Una volta mi era passato per la mente di raccogliere tutti gli articoli squallidi apparsi su “La Provincia di Lecco”, e scrivere un vademecum su come non si scrive un articolo. Tipo quell’articolo dove si raccontava del concerto di Al Bano, in un paesino brianzolo di 4000 persone, con numerosi fan accorsi per un evento che entrerà negli annali del paese. Che a leggerla così pensi a resse di 60enni ai cancelli, e vecchie che pogano su “Felicità”. Mentre la foto ritraeva quattro gatti seduti sulle sedie di plastica bianca del comune, ad ascoltare ‘sto qui giusto perché era gratis e non davano niente di meglio in TV quel giorno d’estate.

Però quella era La Provincia, e devono pur trasformare un noioso concerto di provincia in un articolo, anche correndo il rischio di rendersi ridicoli nell’enfatizzatlo. Oggi però leggevo un articolo di Repubblica, che potrei indicare come esempio di brutto articolo.

L’articolo è questo.

Una prosopopea inutile e banale nel paragonare la protagonista a Robin Hood.

Come Robin Hood, rubava ai ricchi per aiutare i poveri. Ma è una donna e non un aitante cavaliere; non ha colpito nella mitica foresta di Sherwood bensì nei pressi della placida Bonn, l’ex capitale provvisoria della Repubblica federale. E il suo nemico non era lo spietato sceriffo di Nottingham ma invece la legge della democrazia tedesca.

Se proprio voleva ricorrere a questo scontato paragone, poteva limitarsi a dire “Sembrerebbe la storia di Robin Hood“. Stop.  Non che vai avanti tutto l’articolo a chiamarla la Robin Hood del Reno o Erika-Robin Hood e  inventandoti una operazione Sherwood.

Ma non basta. L’autore (un tal Andrea Tarquini) ci tiene a precisare che il giudice è “giovane, bionda“, mentre della tizia condannata ci ricorda “62enne, taglie forti, vestita di scuro“. Standing ovation, i miei complimenti. I grassi vecchi sono scemi mentre le giovani strafighe sono sagge. Complimenti.

Per non parlare della magnifica abilità di riempire le righe, che porta l’autore a specificare che www.bild.de è l’edizione online della Bild. Cazzo, non ci sarei mai arrivato.

Ecco, se volete un esempio di come non fare un articolo, stampate questo pezzo pregiato e appendetelo davanti alla vostra scrivania.

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