Archive for July, 2009

Impermeabile di Papera

July 31st, 2009 by mattia | 3 Comments | Filed in papera, praga, repubblica ceca

papera2Ieri stavo guardando le papere dalla riva della Moldava. E mi sono reso conto che l’acqua scivola via sulle piume senza bagnarle. Tipo che la goccia rimane goccia, non si spetascia giù (qualcuno tirerebbe in ballo il legame idrogeno, ma un po’ chissenefrega). Sembrava che le piume fossere di plastica, ma la papera era viva (non era di plastica.

Sono rimasto stupefatto da come le piume delle papere siano idrorepellenti. E allora mi è venuta un’idea: perché non facciamo gli impermeabili con le piume di papera. No, perché l’ultima volta che ho usato un k-way dopo mezz’ora era zuppo di acqua. Un k-way di papera secondo me funziona meglio.

Ciabatta apribottiglie

July 31st, 2009 by mattia | Comments Off | Filed in chicche

Ossia di quelle volte che tu chiedi un apribottiglia perché vuoi berti la tua birra, e ti passano una ciabatta. E non capisci se sei rimbabito tu, o quello che ti dà la ciabatta.

Poi scopri che sotto la ciabatta c’è un apribottiglie incastonato. Magnifico: chi vuole farmi un regalo sa già cosa mi farà contento.

ciabatta_apribottiglie

Slogan stucchevoli

July 31st, 2009 by mattia | Comments Off | Filed in cibo, italia, praga, slogan

Non so voi, ma io quando vedo che per vendere un prodotto italiano ci scrivono sotto frasi tipo “con amore”, mi scappa la voglia di comprarlo solo per quello.

con_amore

Semaforo nuovo

July 29th, 2009 by mattia | Comments Off | Filed in pedonale, praga, semaforo, stranezze

semaforo_nuovoOggi ho fatto la stessa strada che faccio di solito la mattina per adare al lavoro. Però ho incontrato un semaforo pedonale nuovo.

Potrei giurare che ieri non c’era. Però mi sembra anche strano che l’abbiano messo in un giorno solo, e non ci siano tracce di cemento sul marciapiede.

Domani controllo se il semaforo c’è ancora.

Marino, parte con la gamba sbagliata

July 29th, 2009 by mattia | 4 Comments | Filed in marino, note spese, politica

Uno può stare qui delle ore a parlare di laicità dello stato ed eutanasia. Ma poi capita che la gente lo faccia senza nemmeno sapere cosa significa laicità. È una parola che va di moda, e fa tanto figo usarla.

Però poi alla fine ognuno rimane con le sue idee. Allora vediamo se questo Marino per cui tutti vanno pazzi ha veramente la stoffa per essere l’Obama italiano. Uno dice: è nuovo della politica, è un ex-cervello in fuga (l’ “ex” si riferisce alla fuga, non al cervello… ci mancherebbe).  E via discorrendo.

Ma per potersi candidare a fare l’Obama italiano bisogna anche essere inattaccabili dal punto di vista etico. E questa storia dei rimborsi spese gonfiati, per cui Marino ha dovuto lasciare il centro medico dell’Università di Pittsburgh non aiuta.

Allora io che sono un cittadino 2.0 che faccio, vado sul sito di Marino e cerco la risposta a queste gravissime accuse. E la risposta non la trovo. In homepage trovo la proposta delle pagelle ai parlamentari date dai capigruppo e la proposta di chiudere le strutture psichiatriche del gruppo Villa Pini a Chieti. Per trovare la sua versione dei fatti sulle note spese gonfiate devo andare a scavare nei vecchi post, per trovare questo pezzo.

1) sembra che nello staff di Marino non ci sia nessuno capace di usare wordpress e mettere una cosa così importante in evidenza.

2) se tu mi vuoi dare la tua versione dei fatti… me la scrivi sul tuo sito, spiegandomi per filo e per segno perché l’accusa di aver gonfiato le note spese è falsa. Non mi rimandi alle interviste rilasciate ai giornali (che tra l’altro i link ai pdf nemmeno mi funzionano).
Un blog/sito è la tua finestra, devi metterci dei contenuti tuoi. Non è solo una struttura tecnica, ma deve essere una struttura mentale. Se il blog è solo uno strumento per ripubblicare i contenuti dei giornali significa che non hanno capito niente di come funziona internet

Non a caso hanno appaltato la realizzazione del sito a una ditta esterna. Se nel proprio staff un aspirante segretario di partito non ha nemmeno una persona che sa installare, configurare e manutenere WordPress, e magari due cazzatine di PHP per modificare il tema… be’, allora altro che Obama italiano. Questo al massimo è il De Mita del duemila.

Poi uno, scavando e riscavando nelle “older entries”, trova questo.

Ieri ho presentato il mio programma per il congresso del PD con un discorso apprezzato in sala e da chi guardava e commentava sul web. Purtroppo alcuni giornali hanno preferito occuparsi di polemiche create ad arte.

Eh no, Marino. Non iniziare a fare anche tu la vittima dei complotti come Berlusconi. Sicuramente la questione è stata tirata fuori per segarti le gambe. Ma se davvero non hai scheletri nell’armadio, giustifichi tutto dalla A alla Z. Partire dicendo che è un attacco politico non è un buon inizio.

Chiariamo subito un primo aspetto: quella lettera è una normale corrispondenza di fine collaborazione di lavoro.

Ma anche no. Quando lasci un lavoro non è normale che il datore di lavoro ti scriva, in buona sostanza: siccome ti sei intascato dei soldi gonfiando le note spese, tira giù le zampe dall’ultimo stipendio e dalla liquidazione che iniziamo a sistemare la faccenda con quello.

Come restituzione dei rimborsi spese doppi da Lei ricevuti (lei, ndt) accetta di rinunciare a qualsiasi pagamento erogato dall’UPMC o dall’UPMC Italia ai quali avrebbe altrimenti diritto, compresi (a titolo esemplificativo ma non esaustivo) lo stipendio per il mese di settembre 2002 e il pagamento per qualsiasi giorno di vacanza, permesso o malattia accumulato. Accetta inoltre di rinunciare a ogni diritto contrattuale per il trattamento di fine rapporto …

E poi, c’è questa precisazione dell’Università, rilasciata dopo la versione di Marino (in cui dice di essersi accorto egli stesso dell’errore).

“La lettera firmata dal Dr. Ignazio Marino il 6 settembre 2002 è la lettera finale e ufficiale delle dimissioni e non rappresenta né una bozza né un tipo di lettera standard di conclusione di rapporto. Le irregolarità nella gestione finanziaria furono portate alla luce dal servizio di audit di UPMC – e non dal Dr. Marino. Esse furono poste in essere in modo intenzionale e deliberato da parte del Dr. Marino, e questo accadde in modo ripetuto nell’arco di molti mesi e non si è limitato ad un singolo evento. La corrispondenza successiva con il Dr. Marino e i suoi rappresentanti legali semplicemente specificava come sarebbero state attuate le condizioni di fine rapporto. Successiva corrispondenza e lettere di referenze non hanno avuto alcun effetto in quanto il Dr. Marino aveva rinunciato a ogni privilegio legato alla sua posizione, forfait, salari, benefits, liquidazione e ogni altro futuro pagamento come parte dell’accordo di restituzione, incluso qualsiasi tipo di collaborazione professionale con UPMC e con le proprie affiliate. Qualunque preoccupazione il Dr. Marino possa aver avuto in merito alla Sicilia e alle proprie scelte di carriera, ciò non ha avuto alcun rilievo nella negoziazione. Ad oggi, nessun fatto o informazione ha modificato o invalidato il contenuto della lettera del 6 settembre 2002”.
Paul Wood, Vice President, Public Relations,
University of Pittsburgh Medical Center

No, Marino. Se vuoi fare l’Obama italiano devi eserre pulito come il culo di un neonato dopo il bagnetto. Devi essere inattaccabile. Devi prenderre i faldoni dall’archivio e per ogni singola fattura devi darmi una giustificazione credibile del perché hai richiesto quei soldi. Così farebbe un candidato “nuovo”.

Ma se inizi a dire che è un attacco politico, allora dimostri di essere vecchio ancora prima di cominciare.

L’italia delle Università

July 25th, 2009 by mattia | 7 Comments | Filed in gelmini, italiane, ministero, qualità, università

Secondo il ministero.

italian_universities

Questione di competenze

July 24th, 2009 by mattia | Comments Off | Filed in ministri, politica

COMBO_popOggi il Sen. Stefano Pedica (italia dei valori) è intervenuto alla conferenza stampa della Gelmini e le ha chiesto perché il Consiglio dei Ministri non ha sciolto il comune di Fondi.

Già, e perché non interpellare il Ministro dell’Interno sui fondi alle Università? Oppure una bella domanda al Ministro dei Beni culturali in merito alla caccia. E perché non chiediamo al Ministro della Difesa perché i musei sono sempre chiusi?

Pedica, non è che il parlamentare si fa così, alla viva il Papa.

Antibufala: mozione di Gasparri “anti solare e pro nucleare “

July 24th, 2009 by mattia | 11 Comments | Filed in ambientalisti, bufale, nucleare, solare

Ricevo su FB la segnalazione di un articolo, che non posso evitare di commentare.

Ecco il testo della folle mozione anti solare e pro nucleare di Gasparri” è il titolo dell’articolo pubblicato da greenreport.it. Il testo completo si può leggere qua.

Viene riportato il testo della mozione presentata da Gasparri (che ne è cofirmatario, il primo firmatario è D’Alia) che può essere letta qui. Il commento di greenreport.it, già riassunto nel titolo è il seguente.

LIVORNO. Incredibile ma vero. L’Italia sta recuperando terreno sul versante delle energie rinnovabili, e quindi del raggiungimento degli obiettivi che a noi spettano su questo settore nella ripartizione degli obiettivi del pacchetto clima energia varato dall’Unione europea, e la maggioranza di governo cosa fa? Mette i freni.

Sarà infatti discussa oggi pomeriggio nell’aula del senato una mozione della maggioranza di cui sono primi firmatari Maurizio Gasparri e Gaetano Quagliarello, rispettivamente capogruppo e vice capogruppo Pdl , per chiudere i rubinetti dei fondi alla ricerca sul solare. Il motivo nasce da una comparazione spanno metrica che mette in relazione la tecnologia solare termodinamica con quella nucleare , ma per “apprezzare” sino in fondo l’assurda razio della mozione si invita a leggerla per intero.

A parte che mi dovrebbero spiegare dov’è che l’italia “ sta recuperando terreno sul versante delle energie rinnovabili“. Ma lasciamo perdere.

Il punto è che la mozione viene tacciata di essere “anti solare e pro nucleare”. Lo stesso articolista di greenreport invita a leggerla per intero. Ok, facciamolo (le evidenziazioni sono mie).

Il Senato,
premesso che:

il solare termodinamico si basa sull’impiego di due tecnologie, la prima delle quali serve a catturare l’energia solare attraverso specchi parabolici che la concentrano su contenitori puntuali o longitudinali entro cui scorre un fluido che si riscalda, raggiungendo temperature comprese tra 300 e 400 gradi centigradi, mentre la seconda tecnologia utilizza il fluido caldo così generato per produrre vapore ad alta temperatura da inviare in una turbina-alternatore di tipo tradizionale per la produzione dell’energia elettrica;

il solare termodinamico, inoltre, incontra difficoltà realizzative dovute al “siting”. Occorre, infatti, reperire spazi molto ampi (i moduli standard da 50 MW come si stanno sviluppando in Spagna richiedono 120 ettari, ovvero un rettangolo di 1.200 per 1.000 metri lineari) che devono avere anche le seguenti caratteristiche: a) devono essere in una zona soleggiata (sud Italia) e vicino ad una fonte di acqua (altrimenti c’è una forte penalizzazione per il raffreddamento ad aria); b) il terreno deve essere in piano o comunque avere una limitata pendenza; c) la distanza da un possibile punto di connessione alla rete non deve essere troppo elevata;

Vabbe’, poteva anche evitare di spiegare cos’è un ettaro, ma andiamo oltre.

al confronto due unità nucleari EPR (3.200 MW ma con 8.000 ore anno di funzionamento) occupano 65-70 ettari. Anche volendo considerare il terreno per il cantiere (50 ettari) si arriva a 120 ettari. Quindi le aree richieste dal solare sono 64 volte più ampie a parità di potenza ma 180 volte più ampie a parità di energia;

Allora, L’EPR che stanno costruendo in Francia ha effettivamente potenza di 1.6GW (fonte 1, fonte 2). Quindi due unità EPR fanno 3.200 MW, tutto a posto. Sull’area, possiamo notare qui che una unità EPR occupa circa 60 ettari. Quindi due unità fanno 120 ettari: la mozione calcola 120 ettari per vie diverse, ma alla fine si fa il conto di 120 ettari comunque. Facciamo i conti: 3.200 MW per 8000 ore annue fanno 25.600.000 MWh annui, che divisi per 120 ettari significa: 213.333 MWh annui a ettaro.

Per il solare che i bravi spagnoli stanno sviluppando, possiamo vedere qui che un impianto solare da 50MW occupa 150 ettari, e fornisce 100.000 MWh all’anno. Significa 667 MWh all’anno per ettaro.

Quindi: solare 667  vs. nucleare 213.333  MWh annui per ettaro. Significa 320 volte di più, anche meglio di quanto dischiarato da Gasparri.

sotto il profilo dell’efficienza energetica, è stato stimato che l’impianto che impiega la prima tecnologia può lavorare con un’efficienza termodinamica del 70 per cento, mentre il secondo impianto è in grado di sviluppare un’efficienza del 37 per cento; l’efficienza complessiva di conversione dell’energia solare in energia elettrica, attraverso la tecnologia solare termodinamica, si può ragionevolmente considerare tra il 22 ed il 25 per cento, limite questo difficilmente superabile;

inoltre, la turbina a vapore dell’impianto termodinamico deve funzionare senza soluzione di continuità ed è necessario un generatore di vapore a combustibile per le ore di mancanza di insolazione; tale aspetto non permette quindi di poter definire compiutamente ecologica questa tecnologia;

i costi sono significativi e certamente riducibili nel tempo per la prima parte dell’impianto, mentre non sono ulteriormente comprimibili per la seconda parte dell’impianto che impiega tecnologie mature per le quali la curva di apprendimento è già vicina ai valori di costo minimo;

i costi di produzione di energia per tale tipo di impianti sono nell’ordine dei 6 euro a watt, e quindi si tratta di un sistema che necessita di sostegno economico;

i costi del solare termodinamico sono comunque molto elevati sia poiché gli impianti sono piccoli e non beneficiano di fattori di scala, sia perché non si è ancora sviluppato un sistema industriale, specialmente in Italia, che consenta di sostenere la tecnologia;

il costo degli impianti che adottano la tecnologia del solare termodinamico può essere ammortizzato nell’arco di più di 20 anni, sempre che gli impianti siano inseriti in formule di cogenerazione con cicli combinati o impianti a carbone;

nonostante l’incentivazione introdotta dal Governo italiano 15 mesi fa non risulta che ad oggi ci siano domande di erogazione dell’incentivo;

la tipologia di impianto è piuttosto complessa e quindi non è alla portata di piccoli imprenditori privati (al contrario del fotovoltaico), poiché richiede dimensioni rilevanti per godere dei fattori di scala (e quindi difficoltà nel reperimento dei terreni);

l’incentivo potrebbe non essere sufficiente a superare tutte le barriere tecnologiche e amministrative per garantire lo stesso ritorno sull’investimento di altre forme di energia rinnovabile concorrenti;

considerato che:

i primi tentativi di realizzare impianti di solare termodinamico anche di consistenti dimensioni, risalenti a più di 30 anni or sono, non sono stati persuasivi nei risultati e quindi abbandonati e attualmente è inoltre difficile prevedere quali potranno essere i costi di installazione e gestione di tale tecnologia in futuro, e pertanto appaiono molto incerte le potenzialità;

pertanto, appare economicamente più vantaggioso puntare sulle tecnologie per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili per le quali i costi connessi alla curva di apprendimento risultano prossimi alla combinazione ottimale di efficacia ed efficienza quali, in particolare, le tecnologie del solare fotovoltaico, del consumo di biomasse e dell’eolico,

Vabbe’, un po’ di considerazioni varie sui cui potremmo discutere anni, ma sui conti ci siamo. Ora viene il bello.

impegna il Governo:

a persistere nell’attuazione del piano energetico nazionale, come di recente approvato dal Parlamento nella legge contenente “Disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia”, al fine di diminuire l’elevato tasso di dipendenza da fonti energetiche tradizionali ed esterne;

Cioè: non si può andare avanti con il termodinamico da idrocarburi come si fa oggi perché il petrolio sta finendo e dobbiamo trovare altre fonti. Che c’è di sbagliato?

Dobbiamo ridurre la dipendenza da fonti straniere: energia significa indipendenza del paese (guardate come abbiamo dovuto dare il deretano al quel signore libico per non restare a secco…). Che c’è di male nel diventare energeticamente indipendenti?

ad assicurare un giusto equilibrio degli investimenti per la produzione di nuova energia che privilegino le fonti rinnovabili i cui costi siano sostenibili in rapporto all’accertamento dei benefici prodotti in termini di efficienza energetica e di compatibilità ambientale;

Significa: privilegiamo le fonti rinnovabili (avete aperto le orecchie, miei ambientalisti da quattro soldi? ha detto fonti rinnovabili) che però devono essere economicamente compatibili. Cioè, prendi gli ambientalisti sognatori che parlano di cifre a caso e li metti in un angolo. Poi prendi gli ingegneri che fanno i progetti e gli chiedi quanto ti viene a costare, se è sostenibile dal punto di vista di aree occupate etc. Esattamente quello che chi governa dovrebbe fare: ascoltare gli ingegneri.

ad adottare nell’ambito della promozione delle energie rinnovabili ogni iniziativa utile allo sviluppo della ricerca per il perfezionamento ed il miglioramento dell’efficienza energetica nel settore dell’energia solare fotovoltaica, di quella eolica, di quella proveniente dalle biomasse, di altre forme di energia rinnovabile in fase di sperimentazione, tra cui anche quella connessa allo sfruttamento del mare;

Chiedono al  Governo di potenziare la ricerca per migliorare l’efficienza del solare (visto che oggi ancora arranca). Ambientalisti da quatto soldi, lavatevi le orecchie: c’è scritto che impegna il governo a PROMUOVERE E SVILUPPARE LA RICERCA SUL SOLARE. Mi spiegate dov’è che c’è scritto che è “anti solare”?

a considerare l’inderogabile necessità di sviluppare processi virtuosi di risparmio energetico principalmente nel settore dell’edilizia ed in quello dei trasporti che tuttora costituiscono i settori a maggiore dispersione energetica del Paese;

Ambientalisti della domenicaaaaaa. Leggere bene, si parla di risparmio energetico!!! Mi spiegate che male c’è a risparmiare energia (soprattutto nella dispersione termica delle case)?

a destinare ai suddetti obiettivi tutte le possibili risorse, ivi comprese quelle dei fondi non attivati per l’incentivazione di energie non ritenute proficue;

Cioè… se nessuno chiede i fondi per l’eolico, io investo quei soldi per isolare termicamente gli edifici. Che male c’è?

a privilegiare lo strumento degli accordi di programma sui progetti in ricerca e tecnologia indirizzati allo sviluppo di attività per la produzione di impianti e apparecchi per le fonti rinnovabili utili a sostenere l’efficienza del mondo produttivo e l’economicità dei consumi dei privati cittadini.

E certo, perché cari miei, mentre voi parlate di impiantini per fa funzionare due fornelletti, l’industria deve andare avanti e i vostri sogni ambientalisti fanno il solletico alle necessità energetiche del paese.

Conclusione

Odio dover difendere Gasparri, ma la mozione mi sembra decisamente di buon senso. Non è contro il solare: realisticamente constata che il solare, allo stato dell’arte non ha l’efficienza per sostenere le necessità energetiche del paese. Pertanto ne finanzia la ricerca per migliorarlo. Mi devono spiegare certi ambientalisti dov’è che la mozione è “anti-solare”. Io aspetto…

Comparazione spannometrica

Mi piacerebbe vedere quali sono i numeri di greenreport secondo i quali la compazarione fatta nella mozione tra solare e nucleare viene considerata spannometrica. Che numeri avete?

Switch to our mobile site