Archive for June, 2009

Michael Jackson alla Maldive con Elvis

June 30th, 2009 by mattia | 1 Comment | Filed in bufale, michal jackson, perle giornalistiche

michael-jacksonE figurati se ci mettevano più di tre giorni. Dal corriere leggo che sono già partite le teorie di complotto sulla morte di Michal Jackson.

Un articolo che non si capisce se è serio o se è stato scritto per far ridere.

Ecco alcune delle teorie proposte:

La finta morte: cioè, fa finta di morire per andare a fare la bella vita con Elvis alle Maldive

Il sosia: in reatà è già morto da anni e quello che andava in giro era un sosia

Ma soprattutto… tenetevi forte: IL COMPLOTTO INTERNAZIONALE -

lo avrebbe ucciso Mahmoud Ahmadinejad per distogliere l’attenzione dalle proteste a Teheran. Con successo: a favore dell’ipotesi c’è il fatto che “Michael Jackson RIP” ha sostituito “#iranelection” come discussione più frequentata del sito Twitter. Ma a smentire d’altra parte tale ipotesi ci è l’assoluta mancanza di indizi.

A caro articolista anonimo del corriere… MA CHE TI SEI FUMATO?

Adesso  Ahmadinejad manda i sicari in USA a far fuori Michal Jackson perché non gradisce che si parli dell’Iran su twitter? Ma non ti rendi conto di che stratosferica puttanata hai scritto?

No, a smentire non c’è la mancanza di indizi. C’è che abbiamo un cinquantenne ridotto col fisico di un novantenne con trenta malattie genetiche, un corpo devastato che fa orrore, e due o tre tumori su per il buco del culo.

E ti stupisci che muore?

Bernard Madoff condannato. 150 anni di gattabuia.

June 29th, 2009 by mattia | 2 Comments | Filed in giustizia, politica

200px-BernardMadoffBernard Madoff era un ragazzo intraprendente: partendo dal niente si mise, negli anni sessanta, a giocare in borsa diventando uno degli uomini più potenti della finanza Americana. Divenne addirittura il presidente del NASDAQ, uno con le spalle grosse. Ma soprattutto anche un farabutto: prometteva ai suoi investitori interessi del 10%, che ripagava col denaro dei nuovi investitori che coinvolgeva nel gioco. La classica truffa a piramide.

Questo grandissimo farabutto ha creato una truffa da 50 miliardi di dollari,   circa 35 miliardi di Euro.

Oggi è stato condannato a 150 anni di galera. Aveva collaborato alle indagini, si era dichiarato colpevole, aveva chiesto scusa, ma è stato condannato a un secolo e mezzo di carcere. Processo durato sei mesi. Non ci vuole tanto a capire se hai davanti un farabutto e a decidere il da farsi. Per inciso gli hanno portato via tutto, case comprese. Per inciso, quegli anni di galera, in USA li sconterà davvero.

E allora un pensa a quello che succede in italia. Dove Tanzi ha creato un buco da 14 miliardi di euro. Ci sono voluti  5 anni a fare il processo e si è beccato solo 10 anni, che peraltro non sta passando in gattabuia: anzi, sta ricominciando un’attività nel settore dolciario (si dice che si sia messo a produrre muffin).

Ora, in USA un tizio che produce un crac da 35 miliardi di euro, si vede processato in sei mesi e condannato a 150 anni di carcere,  da scontare veramente.

In italia, un tizio che produce un crac da 14 miliardi di euro, ci vogliono 5 anni per processarlo, e alla fine gli danno 10 anni di galera che manco sconta, ma anzi se ne va in giro libero.

Non vi sembra che ci sia qualcosa che non va?

Bufala dei brogli elettorali: 1-0 per me.

June 28th, 2009 by mattia | 7 Comments | Filed in bufale, elezioni, facebook, politica, praga

Aggiornamento succoso sulla bufala dei brogli elettorari alle elezioni europee.
Ne avevo parlato qui e qui.
C’è un gruppo su FB, capitanato da tre rappresentanti di lista, che ha lanciato l’allarme sulla regolarità delle elezioni europee per gli italiani che hanno votato in Rep. Ceca. Tutto nasce perché il Ministero dell’interno dichiara che ha votato il 103% degli aventi diritto.

E subito questi tre personaggi iniziano a parlare di voti fantasma, che per puro caso sono finiti al PDL.

In realtà le cose sono andate molto diversamente: come già spiegai, la legge prevede che anche alcune categorie di italiani residenti temporaneamente fuori UE (militari, dipendenti pubblici, professori universitari) possano votare alle elezioni europee, per corrispondenza. I loro voti non sono scrutinati individulamente ma insieme a quelli votati dagli italiani residenti nei paesi UE. E’ quindi successo che al seggio che scrutinava la Rep. Ceca hanno dato troppe schede votate per corrispondenza generando l’overflow di 103%.

La Risposta dell’ambasciata

Ora è arrivata la risposta dell’ambasciata:

Gentili Signori,

in esito alle istanze formulate dalle SS.LL. a questa Ambasciata, relative alla trasmissione delle richieste di chiarimenti alle competenti Autorita’ italiane, si rende noto che il Ministero degli Affari Esteri ha qui comunicato che una nota di chiarimento e’ stata inserita sul sito web del Ministero dell’Interno (http://www.elezioni.interno.it/europee/euro090607/EE0225.htm), che cosi’ legge:
I VOTI DEI RESIDENTI NELL’UNIONE EUROPEA SONO STATI SCRUTINATI INSIEME A QUELLI DEGLI ELETTORI TEMPORANEAMENTE ALL’ESTERO (ART.3,COMMA 4,DL N.3/09)

Detta nota richiama l’art. 3, comma 4, del DL 3/2009 che si riporta di seguito:

4. Ai fini dello scrutinio congiunto delle schede votate per corrispondenza dagli elettori di cui al comma 1, lettere a), b) e c), con le schede votate dagli elettori residenti all’estero, l’assegnazione dei relativi plichi e’ effettuata, a cura del presidente dell’ufficio centrale per la circoscrizione Estero, ai singoli seggi in modo proporzionale, in numero almeno pari a venti buste e, in ogni caso, con modalità tali da garantire la segretezza del voto, l’inserimento in una medesima urna e la verbalizzazione unica delle risultanze di tale scrutinio congiunto tra schede votate dagli elettori temporaneamente all’estero e schede votate da elettori residenti all’estero, anche provenienti da altro ufficio consolare o Stato della medesima ripartizione.

Si precisa che gli elettori di cui al comma 1, lettere a), b) e c) sono temporaneamente residenti nei Paesi extra – UE e precisamente:

a) appartenenti alle Forze armate e alle Forze di polizia temporaneamente all’estero in quanto impegnati nello svolgimento di missioni internazionali;
b) dipendenti di Amministrazioni dello Stato, di regioni o di province autonome, temporaneamente all’estero per motivi di servizio, qualora la durata prevista della loro permanenza all’estero, secondo quanto attestato dall’Amministrazione di appartenenza, sia superiore a tre mesi, nonche’, qualora non iscritti alle anagrafi dei cittadini italiani residenti all’estero, i loro familiari conviventi;
c) professori universitari, ordinari ed associati, ricercatori e professori aggregati, di cui all’articolo 1, comma 10, della legge 4 novembre 2005, n. 230, che si trovano in servizio presso istituti universitari e di ricerca all’estero per una durata complessiva di almeno sei mesi e che, alla data del decreto del Presidente della Repubblica di convocazione dei comizi, si trovano all’estero da almeno tre mesi, nonche’, qualora non iscritti alle anagrafi dei cittadini italiani residenti all’estero, i loro familiari conviventi.
Tanto si rende noto per debito di informazione.

Ma guarda, proprio quello che dicevo io!

Innanzitutto una considerazione: l’ambasciata rende nota una precisazione del Ministero degli Esteri (dal quale prende ordini) che a sua volta ha ricevuto l’informazione dal Ministero degli Interni. Come già spiegato più volte, il Viminale non ha alcuna competenza sul procedimento elettorale, che è invece di competenza della magistratura. In sostanza il Ministero dell’interno non è andato in cantina ad aprire gli scatoloni con i verbali dello spoglio, perché non stanno nelle sue cantine, ma nelle cantine del Tribunale. E’ evidente che la parola fine a questa vicenda potrà essere scritta solo quando chi ha accesso a tali verbali ci dirà che sono state aggiunte N schede alla Repubblica Ceca, votate per corrispondenza. Solo per questo ho elegantemente scritto “1-0 per me” e non “prendetela in quel posto, ah ah ah”.
Il Ministero dell’Interno ha fatto semplicemente notare questo dettaglio della legge che spiega il “miracolo” (come lo chiamano i tre personaggi) della lievitazione dei voti. Spiegazione che avrebbe potuto dare chiunque, sprecando dieci minuti in meno a scrivere comunicati stampa deliranti, e dieci minuti in più a leggere la normativa elettorale.

La Reazione dei tre personaggi

L’ambasciata mi dà ragione, la spiegazione alla moltiplicazione dei pani e dei voti è quella che avevo dato io. Credete che i tre personaggi abbiano fatto il “mea cupla”. Sì, ciao…

Avrebbero fatto una gran bella figura se avessero detto “Signori, ci dispiace di aver sollevato questo polverone per niente. In effetti non ci sono state irregolarità, la prossima volta ci informeremo meglio prima di scrivere certe scemenze”.
Invece, in perfetto stile bambinesco, pestano i piedi e pretendono di aver ragione a tutti i costi, anche contro l’evidenza. Come ogni buon bufalaro spostano i paletti della questione per non ammettere di aver sbagliato.

Riepiloghiamo la vicenda:

1) Il comunicato iniziale denuncia due “stranezze” : l’aumento delle sezioni ( da due a dieci) e l’aumento dei voti.

Nel comunicato non si menziona la parola brogli (eh già, poi è difficile grattarsi una denuncia, meglio “far intendere certe cose”, senza avere il coraggio di dirle!), ma butta giù alcune frasi magnifiche, come questa:

L’errore dovrebbe quindi, per esclusione, essere avvenuto dopo, e cioe’ in fase di inserimento dei dati ? Ma, se e’ cosi’, per QUANTE SEZIONI si puo’ aver sbagliato ? La risposta potrebbe essere davvero inquietante.

Inquietante?

2) Faccio presente che in realtà i dati che arrivano dal Ministero degli interni non sono ufficiali. Gli eletti non sono sominati dal Viminale ma dalla Corte di Cassazione, che non si basa sui dati del Viminale. I dati dello spoglio arrivano in modo indipendente al Viminale e alla Cassazione. I conti che fa il Viminale sono solo indicativi e servono alla stampa, ma non hanno alcun valore legale. Quindi non c’è niente che inquieti.

Dura farla capire, specialmente a chi IGNORA completamente il processo elettorale:

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3) Allora si sposta il paletto. Vogliono che i dati del Viminale siano corretti, anche se ufficiosi.
Analizziamo i fatti e salta fuori che le sezioni sono DUE come era proprio nella realtà. In sito del Viminale, cita DIECI “comunicazioni”, ossia 2 sezioni per 5 circoscrizioni. Tutto torna.

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Ovviamente si guardano bene di farlo sapere al Gruppo di FB. Devo arrivare io, farlo notare… e solo allora – presi in castagna – ammettono che era già stato spiegato dall’ambasciata (e premurarsi di farlo sapere a tutte le persone a cui avete raccontato questa frottola? no, vero… facciamo finta di niente).

4) Sistemata la questione delle sezioni, si sposta il paletto. Le sezioni non sono importanti, anzi non c’entrano niente (e allora perché le avete citate nel vostro comunicato???). L’importante sono i voti, passati da 355 a 678.

Allora, faccio presente che ci sono i voti per corrispondenza, scrutinati insieme a quelli votati al consolato. Non sono “voti fantasma”, ma sono voti di persone che hanno il diritto di voto come tutti (piaccia o meno). Si può discutere se sia elegante scrutinarli insieme a quelli votati dai residenti in Rep. Ceca, ma fintanto che la legge così dice di fare, non c’è alcuna irregolarità.

Il Ministero degli Interni tramite il Ministero degli Esteri e l’ambasciata, conferma la mia ipotesi: tutto regolare.

Ovviamente, la risposta dell’Ambasciata la rendono nota solo quando “qualcuno” lo chiede:

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5) Chiarito che non ci sono brogli, si sposta ancora il paletto.

Visto che il problema non sono più le sezioni, e nemmeno il numero di voti… si attaccano al 103%. Dato che sembra sbagliato solo a loro, che IGNORANDO completamente il processo elettorale, non capiscono come sia giustificabile.

Come avevo già scritto nel precedente articolo: quanti “aventi-diritto” avrebbero dovuto aggiungere, per il fatto che hanno aggiunto le schede votate per corrispondenza? Se le schede fossero state date tutte al seggio che ha scrutinato la Rep. Ceca, era facile: aggiungevi tutti gli aventi diritto a votare per corrispondenza. Ma siccome le schede sono state distribuite tra più seggi (secondo la legge), come fai a dire quanti aventi diritto devi aggiungere.

Esempio: per corrispondenza hanno diritto a votare 1000 persone. Votano 300 elettori. 100 schede le dai a Cipro, 100 alla Lettonia e 100 le fai scrutinare alla Rep. Ceca, un terzo ciascuno. Che fai, aggiungi a ogni seggio un terzo degli aventi diritto? Ossia aggiungi 333, 3 elettori? Che bello inventiamo l’elettore decimale!

E’ evidente che non ha senso. E non serve nemmeno, visto che la percentuale di affluenza è assulatemente trascurabile agli effetti degli eletti. Viene data solo per conoscenza, ma sui conti finali non influisce: è un dato sostanzialmente inutile (i conti si fanno sui voti utili).

Ho provato quindi a chiedere, quanti – secondo loro – sarebbero stati gli elettori da aggiungere agli aventi diritto, per farli contenti (se dicono che così non va bene, devono pur dirmi come  avrebbero dovuto fare).

La risposta? Nulla.oggian_2 Svicolano… perché non sanno che rispondere. Sono dei professionisti nel creare scandali dal nulla, sono specializzati nel proporre domande dalle “risposte inquietanti”. Ma quando gli chiedi TECNICAMENTE cosa avrebbero dovuto fare, non sanno rispondere. E questo la dice lunga.

E poi, tutto sommato, non ho problemi a pensare che eventi dalla probabilità =0 si verifichino di continuo. Non ho problemi a pensare che una scimmia scriva l’amleto. Perché mai mi dovrebbe far paura un 103%. Fa paura solo a quelli che non vogliono ragionare e vogliono solo far polemica politica.

6) Sistemato anche quello, si sposta il paletto.

Ora il problema è il dovere di trasparenza del sito del Ministero dell’Interno. Cioè, il Ministero dovrebbe scrivere: signori cittadini, siccome sappiamo che siete ignoranti e non leggete le leggi che i vostri governanti fanno, vi spiegiamo il perché di questi dati.

7) Fine

Delle iniziali stranezze denunciate (punto 1) non è rimasto nulla. L’unica questione ormai aperta è il dovere di trasparenza del Viminale.

Mi chiedo se questo dovere di trasparenza (preteso dalla P.A.) non lo sentano anche i tre personaggi che hanno scritto quel comunicato. Mi chiedo se non si sentano in dovere di essere un briciolo trasparenti e corretti e scrivere un messaggio a tutti gli aderenti al gruppo FB, specificando i risultati TECNICI della faccenda.

Facile predicate trasparenza. Un po’ meno praticarla, vero?

Nota a Margine

Ovviamente c’è anche chi, arrivato alla frutta, invece di rispondere a domande TECNICHE, si lancia in attacchi personali:

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Vedi, carissimo, io il secchioncello lo faccio, perché se non conosco un argomento, mi informo, lo studio e poi parlo a ragion veduta.

Io, il secchioncello, lo faccio … perché me lo posso permettere.

Le schifezze di Narodni Trida

June 26th, 2009 by mattia | Comments Off | Filed in praga, storia

25062009_006Narodni Trida è un posto particolare di Praga. Un po’ perché vi è iniziata la rivoluzione di velluto, e un po’ perché è un luogo consueto per prendere un tram notturno. Uno di quei posti che non dorme mai, dove puoi sempre trovare qualcuno che anche alle 3 di notte ti vende un trancio di pizza, dove sembra sempre sera anche se è notte.

Mentre molti miei amici sono affezionati alle “schifezze di Mustek”, ossia i panini con la salsiccia super-calorici venduti in Piazza Venceslao, io sono affezionato alle schifezze di Nardoni Trida, quelle vendute da uno sgabbiotto, vicino alla fermata del tram. A dire il vero le avrò assaggiate solo due volte per disperazione, ma vedere quello sgabbiotto con una signora sdentata che ti dà il panino, e tre barboni ubriachi seduti lì attorno, era una consuetudine. Ci ero abituato.

Ieri mi sono accorto che hanno distrutto tutto. Hanno transennato. Chissà che ci faranno. Probabilmente qualcosa di “fashion”. Mah… forse facevano più atmosfera i barboni ubriachi.

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La storia della Capra

June 25th, 2009 by mattia | Comments Off | Filed in animazione, cinema, praga

blog capraNon vado quasi mai al cinema, forse perché il più delle volte sono noiosi (sarà che li scelgo male io, che volete che vi dica). Oggi invece mi è capitato di vedere un gran bel film di animazione 3D.

Appuntamento con Linda e Zuzka al Rock Cafe in Narodni. Ingresso ridicolo (59 corone, 2 euro e 50) per una proiezione quasi privata in una saletta trasformata in cinema, all’interno del club.

Titolo quasi impossibile da pronunciare Kozí příběh – pověsti staré Prahy, La storia della capra – Leggenda della vecchia Praga.

Bellissimo lavoro di animazione 3D, ambientato nella Praga medievale. Di quando si costruiva l’orologio astronomico, e della sua leggenda (il costruttore fu accecato per proibirgli di farne un’altro). Un racconto che ti porta nel cantiere del ponte Carlo (che figata vedere quando lo stavano costruendo!), tra i notabili e preti dalla pancia piena, passando dagli angoli più cupi della Praga medievale, con gente che vende l’anima al demonio.

E in una città che riconosci ad ogni angolo (bella la sensazione di rivedere sullo schermo la piazza dove eri mezz’ora prima, raffigurata 400 anni fa…) si aggira un ragazzo con una capra. Un’esilarante capra, demenziale come piace a me.

Forse il carattere della capra ricorda troppo quello del tipico personaggio del film di animazione americano. Ma questa mi sembra davvero l’unica pecca.

Un bel film, di cui non svelo il finale, ma che vale davvero la pena guardare, anche a livello “educational”: può essere lo spunto per parlare della storia del paese.

Ora mi tocca solo trovare il DVD per riguardarlo coi titoli in inglese per capire quello che ho perso ascoltandolo in ceco.

Tema su Facebook???

June 25th, 2009 by mattia | 9 Comments | Filed in ignoranza, italia

fb_blogApro il sito di Repubblica in pausa pranzo e mi cadono le braccia. Finalmente svelati i temi della maturità: come ogni anni si scioglie la suspance del mistero di Fatima. Per la tipologia “saggio breve o articolo di giornale”, in tema “tecnico- scientifico” hanno avuto il coraggio di proporre  “Social Network, Internet, New Media”.  Un tema della maturità su Facebook? Ma vaffanculo. Sembra che sia il tipico tema per consentire a tutti, anche quelli che non si interessano di niente, di scrivere due righe su qualcosa. Anche ci passa i pomeriggi a cazzeggiare su FB ha potuto fare il suo tema.

Che tristezza. Soprattutto perché passa sotto l’argomento “tecnico-scientifico”. Amici miei del ministero, tecnica e scienza sono due cose diverse. Se vogliamo celebrare la tecnica e la scienza possiamo proporre il 40° anniversario dell’allunaggio, per celebrare le centinaia di persone con le contropalle che hanno sviluppato il progetto tecnologico più importante del secolo. Con tutte le ripercussioni sulla tecnologia che usiamo oggi. Ecco, questo era solo il primo esempio che mi è venuto. Pensando due minuti. Se penso che giorni di brainstorming al ministero ha generato un tema su Facebook…

E poi cos’è questa mania dell’articolo di giornale. Se uno vuole fare un articolo di giornale oggi, deve farlo sgrammaticato, con uno stile orrendo, e senza consultare alcuna fonte (anzi più stupidaggini si scrivono meglio è).  Vogliamo questo dai nostri maturandi? Probabilmente sì.

Migrazione su WordPress

June 24th, 2009 by mattia | Comments Off | Filed in blogging

blog titleHo migrato, a casa mia. Da anni ho ormai questo sito (butta.org) ma nel tempo era diventato inadatto alla struttura del web 2.0. L’avevo costruito io, a manina, codice per codice. Bello, sì, ma non funzionale a fare qualcosa di aggiornabile facilmente, nonostante la struttura ci fosse.  Il Blog c’era, ma non era nemmeno comparabile ad un qualsiasi blog di provincia, per facilità di editing.
Putroppo non ho il tempo di impegnare qualche giorno a digitare milioni di righe di php per costruirmi il sito nuovo, in modo fare una struttura decente per il mio sito, e ho deciso di adottare WordPress.

L’ho installato ieri, e ancora devo capire come funzionano certi accrocchi. Sicuramente cambierò il template; anzi me ne farò uno su misura perché non ho trovato nessun template che mi consenta di avere un sito che solo per metà è blog. Mi metterò con santa pazienza a crearmi il mio template scrivendo a manina il codicillo, così che almeno la mia coscienza di programmatore sarà a posto.

Sicuramente la cosa bella di WordPress, è che ho potuto importare i miei 100 articoli circa che avevo scritto sul blogger in pochi secondi e con una procedura del tutto automatica. L’unico difetto è che le immagini sono ancora in hosting su blogger. Quando ho tempo le sposto sul mio sito.

Perché in effetti anche questo è il motivo per cui ho migrato: essere padrone a casa mia. Siamo abituati ormai a ricevere tutti i servizi da aziende esterne in modo gratuito, e proprio per questo motivo tali aziende possono svegliarsi una mattina e chiudere il servizio. Si sentono tanti che tremano se dovessero chiudere FB (che economicamente parlano perde badilate di soldi), ma non pensano che lo stesso potrebbe fare Google con la loro casella gmail, ma anche yahoo, hotmail o qualsiasi altra azienda. Domani blogger . com si sveglia e smette di fornirvi il servizio di blogging: vi chiude l’account e spegne i server sui cui sono in hosting i tuoi blog. No, non parlo di censura (altrimenti non sarei in hosting su un provider italiano!), parlo di servizi. Se tu non paghi niente, non puoi nemmeno pretendere che ti offrano un servizio gratuito in eterno.

Io mi sono cautelato: ho il mio sito, il mio hosting e la mia email (e l’email per i famigliari) che pago annualmente. Non è tanto (con aruba sono 35 Euro l’anno, uno degli hosting più economici al mondo), e mi consento di essere padrone dei miei servizi, e avere la sicurezza dei miei dai. Non è poco.

La prossima volta che vi lamentate come donne isteriche perché temete che vi “spengano Facebook”, perché “altrimenti dove le metto le foto?”, pensate che FB spende tra i 20 e i 25 milioni di dollari per hostarvele. Non fate gli spilorci, apritevi un sito con 35 Euro, e mettete tutte lo foto che volete senza temere che qualcuno ve le cancelli.

Credono di essere spiritosi? Mah…

June 22nd, 2009 by mattia | Comments Off | Filed in praga, pubblicità, repubblica ceca

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