Archive for the ‘ius soli’ Category

Caucasicofobia

May 21st, 2013 by mattia | 13 Comments | Filed in ignoranza, ius sola, ius soli, politica

Immaginiamoci se un ministro caucasico si fosse rifiutato di dare la mano a un consigliere comunale diversamente pigmentato.
La richiesta di dimissioni sarebbe arrivata da un coro unanime e sdegnato. E le dimissioni sarebbero state firmate entro sera.

A colori invertiti invece la cosa non vale (in quanti chiederanno le dimissioni – obiettivamente dovute – di Kyenge?).

Ma i sostenitori dello ius soli sono fatti così: se la cantano e se la suonano da soli nelle loro pantomime mielose in cui dànno le finte cittadinanze. Mai che accettino un confronto. Mai. Scappano.

 

Una piccola soddisfazione

May 17th, 2013 by mattia | No Comments | Filed in ius sola, ius soli, la truffa dello ius soli, praga, repubblica ceca

Esco dalla metropolitana. Sulla piazza i volontari dell’UNICEF mi si avvicinano parlandomi di una raccolta firme/fondi.

No, grazie, non vi aiuto. Sono contro l’UNICEF perché appoggia lo ius soli in italia. Quindi l’UNICEF per me può andare gentilmente a quel paese“.

Non avrà capito di che parlavo, però una soddisfazione me la sono tolta.

 

Piesse: sì, una piccola soddisfazione, mi accontento di poco. Però ogni tanto fa bene anche questo.

Quelli che scappano dal confronto sullo ius soli

May 5th, 2013 by mattia | 5 Comments | Filed in ignoranza, ius sola, ius soli, la truffa dello ius soli, politica

Sullo ius soli (o meglio, sullo iul sóla) abbiamo già parlato parecchio. Non è il caso quindi di tornare a spiegare per la kappesima volta perché è una stupidaggine: chi arriva qua solo adesso può leggersi direttamente questo.

Ora il nuovo ministro per l’integrazione (a quando un ministero per la soluzione di sistemi non lineari?) Kyenge ha ritirato fuori la proposta dello ius soli, nonostante sia stata sonoramente bocciata nelle urne.

Per anni infatti ci siamo dovuti sorbire la tiritera di alcuni politici del PD secondo cui sullo ius soli c’era un’ampia maggioranza nel precedente parlamento, persino nel centro-destra.

Ora, andiamo a vedere chi era chiaramente favore dello ius sóla nel centro-destra: tolto qualche raro elemento del PDL i più si concentravano nel FLI, con la gloriosa coppia Granata – Fini.
Entrambi sono rimasti fuori dal Parlamento: magari c’è stata una vicinanza dei parlamentari del centro-destra sullo ius sóla, ma di certo non ha pagato in termini elettorali: il centro-destra che vuole lo ius sóla vale lo 0,46% dei voti, per capirci.

Poi c’è il M5S, che non ha una posizione ufficiale (non avendo un programma). Grillo contrario allo  ius sóla, i suoi parlamentari a favore, gli elettori non pervenuti. A favore PD-SEL e Scelta Civica (che includo solo perché fondata da Riccardi), in totale il 40% dei voti presi alle ultime elezioni.

Ma non siamo qui a fare i conti della serva.
Il motivo per cui scrivo questo post è un altro. Quello che sta facendo ora il ministro Kyenge è cercare la forzatura, tipo come col caso Biancofiore. Lo sa che ogni punto del governo può essere motivo di rottura, quindi cerca di spingere sul tema dello ius sóla in modo che diventi un tema incontestabile, su cui costringere il PDL a fare marcia indietro.
Il PDL, da parte sua, risponde chelo ius sóla non è una priorità, quindi non se ne discute nemmeno.

Io invece penso che bisogna discuterne, perché le scelte migliori si fanno analizzando un problema, non tappandosi le orecchie da una parte o urlando dall’altra. Se ne discute, serenamente.

Dai sostenitori dello ius sóla invece questa voglia di confronto non è mai venuta. Sono anni che vanno avanti con slogan ma evitano ogni tipo di confronto (vero).

Lo racconto ora, visto che siamo in argomento. Lo scorso autunno, quando sono tornato in Europa, ho invitato Andrea Sarubbi a un confronto pubblico sullo ius sóla. La proposta era semplice: una serata in cui io e lui presentavamo le idee a favore e contro lo ius sóla col classico schema da dibattito, prima per mezz’ora un oratore poi mezz’ora per l’altro, dieci minuti a testa per le repliche e infine domande del pubblico. Proiettore per le slide e concessione dei diritti  da parte di entrambi per pubblicare i filmati dell’incontro su youtube.

Avevo dato la mia disponibilità a fare questo incontro in una qualsiasi città italiana facilmente raggiungibile da Praga con un volo low cost (e mi sarei coperto da solo le mie spese di viaggio).
Avevo anche dato la mia disponibilità a fare l’incontro dove decideva Sarubbi, mi andava bene tutto, dalla sala conferenze della Comunità di Sant’Egidio alla sala dell’ARCI. Lasciavo a Sarubbi anche la scelta del moderatore.
Mi andava bene tutto, perché l’importante era confrontarsi.
Il fu deputato mi ha risposto picche dicendo che non poteva mettersi a fare dibattiti con chiunque aveva posizioni opposte alla sua (accusandomi poi di cercare visibilità…. accusa talmente fondata che non ne ho parlato fino ad ora). Ma vabbe’, egli era un deputato, io un signor nessuno: perché mai avrebbe dovuto sprecare il suo prezioso tempo per confrontarsi con un cittadino?

A febbraio è finita la legislatura e Sarubbi non è stato ricandidato. A quel punto è diventato un “cittadino semplice” come me. Non doveva nemmeno più correre da una seduta di una commissione a una seduta in aula, ché il parlamento si riuniva solo per le materie urgenti.
Di tempo libero a quel punto ne aveva in abbondanza ed era al mio stesso livello di cittadino qualsiasi.
Pertanto ho ripetuto la proposta di un incontro, specificando che se davvero gli interessava il tema dello ius sóla avrebbe dovuto continuare il confronto anche dopo l’esperienza da deputato (altrimenti uno potrebbe pensare che aveva proposto lo ius sóla solo come tema di bandiera per attrarre consenso).
Immaginate già la risposta: no.

Non ha fatto che scappare dal confronto, partendo dalle famose 14 domande fino alla proposta di un sereno dibattito pubblico.
Se parlava in pubblico dello  ius sóla lo faceva o da solo o con persone che giustificano l’esistenza di un paese perché nel nome di un formaggio, o che si limitano a ripetere che lo ius sóla non è una priorità anziché dire che è proprio sbagliato.

Ma io non mi arrendo. Io voglio il confronto. Questa gente prima di imporre lo ius sóla al paese deve confrontarsi. Deve. Non può scappare in eterno.
E allora ripropongo l’idea di un incontro pubblico.
Ministro Kyenge, le propongo di fare un incontro pubblico sullo ius sóla. Le condizioni sono le stesse che ho proposto a Sarubbi.
Vuole confrontarsi prima di imporre la sua proposta di legge o preferisce scappare dal confronto come Sarubbi?

Ah, voi tutti peones che vi state esercitando in questi giorni ad esternare sullo ius sóla, vi avverto che se il ministor risponde picche poi a scalare la proposta arriva a voi. E su queste pagine ci sarà la lista completa di tutti i politici che si sono sottratti al dialogo sullo ius sóla.

 

Diversamente residenti

April 13th, 2013 by mattia | 10 Comments | Filed in ignoranza, ius sola, ius soli, la truffa dello ius soli

Un ottimo esempio del perché il politicamente corretto deve essere bandito dalle scelte linguistiche.

Altrimenti fai figure di palta come questa.

Piesse: tra l’altro è anche un ottimo esempio di chi sono i sostenitori dello ius sola.

storify litaliasonoanchio

Il giuramento e la cittadinanza

February 13th, 2013 by mattia | 4 Comments | Filed in bufale, cittadinanza, ignoranza, ius sola, ius soli, la truffa dello ius soli

Qualche giorno fa è uscita sui giornali la storia di un ragazzo nato a Roma da una cittadina straniera che non può ricevere la cittadinanza italiana perché affetto da trisomia 21.
Il problema è che lo si considera non capace di intendere e volere e quindi non può giurare (passaggio fondamentale per rendere effettivo il decreto di cittadinanza).

Le Iene ànno fatto un servizio la scorsa settimana, nel quale è ovviamente stata riproposta la classica bulafa del “solo a 18 anni“.

La madre colombiana del ragazzo dice:

Andavo sempre all’anagrafe e l’anagrafe me rispondeva sempre “Signora, guardi che i ragazzi nati in italia di stranieri solo a 18 anni se ànno tutta una serie de requisiti che lo dice la legge potrà chiedere all’epoca la cittadinanza per suo figlio”.

In realtà non è così. Il ragazzo poteva ottenere la cittadinanza italiana ben prima dei 18 anni. Bastava che la madre facesse richiesta ella stessa di cittadinanza per naturalizzazione, dopo 10 anni di residenza in italia (e se il bambino è nato in italia significa che aveva ben 8 anni di tempo per richiederla).
Quando la madre diventava italiana la madre anche il figlio diventava italiano in quanto minore convivente.

Soluzione pratica e indolore che tagliava la testa al toro sull’esigenza di far giurare una persona supposta incapace di intendere e volere (visto che il giuramento lo fa la madre, non il bambino di 12 anni, e trasmette la sua cittadinanza italiana al figlio).

Mi si potrebbe obiettare che la signora vuole la cittadinanza italiana per il figlio e non per sé, quindi non voleva prendere la cittadinanza italiana per trasmetterla al figlio.
Ora, a parte al fatto che se monti un rebelotto su giornali e TV magari dovresti spiegare tutta la storia, dicendo perché non ài chiesto tu la cittadinanza italiana prima che il figlio diventasse maggiorenne, e non raccontare la bufala del “solo a 18 anni“.
Ma per quanto possa schifarti l’idea di prendere la cittadinanza italiana per trasmetterla al figlio, non ài mai pensato a fare questo enorme sacrificio per il “bene” del figlio?

Di sottofondo rimane l’ignoranza (voluta o meno) di chi continua a proporre queste storie sui giornali ripetendo sonore bufale, presentando situazioni senza via d’uscita e assurdi della burocrazia quando invece la via d’uscita c’è (ma chissà perché non viene mai raccontata).

 

 

Lapsus di Granata

December 23rd, 2012 by mattia | 9 Comments | Filed in cittadinanza, ius sola, ius soli, l'italia sono anch'io, la truffa dello ius soli, politica

Gustoso siparietto a Omnibus Notte l’altra sera tra Sarubbi e Granata.

Piccolo passo indietro: lo scorso aprile Sarubbi andò all’Università di Padova a parlare di ius soli. Era un comizio un incontro in cui parla un solo politico senza contraddittorio facendo propaganda esponendo le proprie idee sullo ius soli.

Tramite gli organizzatori proposi una domanda in cui chiedevo che ne sarebbe stato dello ius sanguinis. No, perché Sarubbi ad ogni occasione dice peste e corna dello ius sanguinis (nel suo discorso standard che ripete in automatico c’è sempre l’esempio del figlio di emigrati italiani in Australia, che deve stargli particolarmente antipatico).
Allora gli ò chiesto se avevano intenzione di togliere il (mio, per esempio) diritto di dare la cittadinanza italiana ai propri figli.

Sarubbi disse che fosse per lui andrebbe regolamentato (come? boh), ma la proposta di legge non lo prevedeva.

Ah.

Ovvio, perché se tu dici che vuoi togliere agli italiani all’estero il diritto a trasmettere la cittadinanza ai figli , stai certo che  il tuo partito perde le elezioni nella circoscrizione estero. Dei deputati e senatori eletti dagli italiani all’estero non ne prendi neanche uno. Cosa c’è di più semplice di dire “Ragazzi, questi vogliono togliere il diritto ai vostri figli di essere italiani!!! Votate me e vi difenderò!!!“?

Ecco qui la grande ipocrisia: dicono tutto il male possibile dello ius sanguinis però per convenienza elettorale non lo toccano di una virgola.

Ma allora, scusate, non è che magari ciò vale pure per lo ius soli? Non è che lo ius soli lo fanno per incamerare vagonate di voti dei nuovi italiani?
E nemmeno necessariamente sul lungo periodo: nella pdl c’è anche l’accorciamento a 5 anni del periodo di residenza per diventare italiani per naturalizzazione (e senza discrezionalità da parte dello Stato di dire sì o no, dopo 5 anni diventi italiano di diritto).
Se approvata questa legge tramuterebbe in italiani una marea di stranieri.
Sono io che penso male o è davvero così?

Forse la seconda…

Di tutto

December 1st, 2012 by mattia | 2 Comments | Filed in cittadinanza, ignoranza, ius sola, ius soli, la truffa dello ius soli, politica

Bersani l’altro giorno a Ballarò:

La prima cosa è dire a una ragazza, a un ragazzo, colorati, che studiano nelle nostre scuole, che parlano l’italiano, che sono figli di immigrati, voglio dirgli: “sai cosa c’è? sei un italiano

C’è dentro di tutto in questa frase.

1) C’è l’idea che il colore di una persona possa farti dedurre la sua cittadinanza.
Un mio ex-studente messicano ad esempio è bianco come il latte, più bianco almeno della metà degli italiani, ma non sarebbe preso in considerazione da Bersani in quanto non colorato.
E in direzione opposta conosco persone colorate che se gli dici “tu sei un italiano” ti rispondono “lo so“.

2) C’è l’intima convinzione che lo straniero voglia essere per forza italiano.
Non dice “sai che c’è? Se vuoi, ora puoi diventare italiano“. No, gli dice “sei italiano“, più o meno come i battesimi forzati che facevano ai bimbi ebrei.
Poi magari quel ragazzo colorato di scuro non è un immigrato della Sierra Leone ma il figlio, altrettanto colorato di scuro, di un importante dirigente d’azienda statunitense di stanza a Roma.
E io me la immagino la scena: Bersani circondato di telecamere che va dal ragazzo colorato e gli dice
- Tu sei italiano!
- In realtà no.

- Te lo dico io, sei italiano, ti do la cittadinaza italiana. Contento? Non sei più straniero!
- Guarda, io della cittadinanza italiana non me ne faccio una mazza visto che ò il passaporto statunitense in tasca.
- Ah, scusa, è che ti ò visto colorato…
- Eh, sono colorato ma vengo dal Colorado. Ma tu guarda che gente c’è in giro. Oh, ma chi è questo qui?


3) C’è l’idea della cittadinanza come carità.
Arriva Babbo Natale Bersani e regala la cittadinanza a un bambino colorato per strada così come dà la moneta al mendicante.
E dentro c’è la boriosità di considerare la cittadinanza italiana come più preziosa delle altre e quindi oggetto prezioso da regalare al mendicante.
Il tutto basato sull’assioma per cui essere italiano è meglio che essere cittadino di uno Stato di pezzenti.

 

Ecco, quando io dico che i sostenitori dello ius sóla sono razzisti intendo proprio questo. Sono razzisti senza rendersene conto, anzi intimamente sono convinti di essere antirazzisti, ma basano le loro idee su una mentalità talmente provinciale da risultare più razzisti dei razzisti dichiarati.

Citrulli

November 21st, 2012 by mattia | 16 Comments | Filed in cittadinanza, ignoranza, ius sola, ius soli, la truffa dello ius soli, politica

ritaglio dell’immagine dell’Unicef: “Razza di citrulli”

Stamattina apro il sito del Corsera e ci trovo questo “articolo”. Il titolo la dice tutta: “Razza di citrulli: i ragazzi sono tutti uguali, perché i loro diritti no?“.

In realtà non è nemmeno un articolo, visto che è poco più di un collage di dichiarazioni. Anche il titolo è copiato pari pari da una locandina dell’UNICEF. Che oltre a questo titolo recita

Ragazzi uguali però diseguali. Con gli stessi dovero, ma non con gli stessi diritti: sono 500 mila i nati in Italia da genitori stranieri.
L’UNICEF Italia richiede la riforma dell’attuale legge sull’acquisizione della cittadinanza italiana.
Tutti uguali davanti alla vita, tutti uguali di fronte alle leggi.

Siamo dunque di fronte a un appello di tipo politico a favore dello ius sóla.
Non è una novità, lo si sa da tempo che UNICEF Italia rema in quella direzione. Solo che oggi cambia le parole.
Citrulli, dice proprio citrulli.
O la si pensa come loro oppure si è dei citrulli.

Non sono il tipo che si scandalizza per le parolacce. Usiamole pure quando necessarie: se uno dice una stronzata possiamo dichiararlo senza problemi. Solo che dobbiamo spiegare il motivo per cui ciò che à detto è una stronzata. Altrimenti rimane lì la parolaccia sospesa nel vuoto. Così come in questo caso. Oh, continuo a non scandalizzarmi però le cose cambiano.

Perché a questo punto cambia l’impostazione del dibattito. Avete notato infatti che UNICEF Italia non spiega quali sono i diritti che mancano ai bambini nati in italia figli di stranieri. Di fatto non manca loro alcun diritto come salute e istruzione (tutto è spiegato qui). Sono talmente uguali agli altri bambini che quando “l’italia sono anch’io” à provato a scrivere un documento di denuncia, tolta la burocrazia, l’unico diritto che mancava a un bambino straniero in italia era la possibilità di fare sport agonistico. E vabbe’, gran problemone. Ma dobbiamo fare tutto ‘sto rebelotto per consentire al bimbo di fare sport agonistico a 12 anni?

La teoria per cui a questi bambini mancano diritti non sta in piedi. Ma non è quello che interessa a UNICEF.
A loro basta usare la parola “citrulli”. Mica lo fanno casualmente, è una tecnica.
In “La truffa dello ius soli” parlavo della politica per assiomi. Consiste nel dire molte volte “è assurdo che (un bambino nato in italia non sia italiano)”  e a furia di ripetere “è assurdo che…” la gente finisce davvero per pensare che è davvero assurdo. A quel punto non sei più tenuto a dimostrare niente, perché parti dall’assioma che ormai la gente considera valido.
Qui però siamo passati a un piano decisamente superiore, siamo alla “politica per denigrazione“. Non solo ripeto all’infinito “è assurdo che” per farlo diventare assioma, ma do del citrullo a chi la pensa diversamente. Così dall’idea si passa alle persone. Se sostieni che lo ius soli è una sóla non solo sei uno che pretende di dimostrare qualcosa di assurdo ma sei anche un citrullo. Sei un po’ uno stupidotto, uno poco intelligente.
Si bolla negativamente la persona (oltre che l’idea) perché così la gente à paura. Sì, à paura di essere identificata come “citrullo” e per evitare di essere marchiato aderisce all’idea “sana”.
Più o meno è la stessa tecnica usata dai ragazzi delle medie, in cui il ragazzino più carismatico dice “chi non la pensa così è scemo!” e  tutti gli vanno dietro per paura di essere bollati come scemi.
Ecco, UNICEF Italia si comporta come un ragazzino di seconda media.

E la tecnica funziona. Ieri infatti alla Camera, in occasione della giornata dell’infanzia, è stata approvata una mozione che impegna il governo a promuovere ogni iniziativa per cambiare la legge sulla cittadinanza (piccola parentesi, la cosa è già ridicola di suo: è il Parlamento che deve fare la legge, e diverse pdl sono in commissione. Se la vuole fare la faccia direttamente; che senso à per il Parlamento dire al governo di attivarsi per fare pressione su sé stesso?).
Ebbene, tale mozione è stata approvata a larghissima maggioranza, anche da coloro che in passato ànno votato contro lo ius sóla.
Cos’è cambiato? Forse che ormai sta passando questa idea, strisciante e silenziosa: se non sei a favore dello ius sóla sei un citrullo. E tanti parlamentari, che prima discutevano serenamente degli argomenti contro lo ius sóla, ora ànno vergogna a votare contro una mozione su questo tema. Perché lentamente si sta imponendo questa bollatura sulla persona e ànno paura (anche solo elettoralmente parlando) di essere bollati per citrulli.

Mica mi aspetto che a UNICEF Italia qualcuno si renda conto della caduta di stile e presenti le proprie scuse. Ci mettiamo un bel chissenefrega alle scuse di UNICEF Italia.
Questo post era solo per descrivere quello che sta accadendo. Ormai la battaglia è persa. I sostenitori dello ius sóla ànno sistematicamente deciso di sottrarsi al confronto sui contenuti, consapevoli di soccombere. Piuttosto ànno preferito puntare tutto sulla politica per assiomi e alla politica per denigrazione: così sono riusciti, grazie a un apparato mediatico mostruosamente potente, a far passare l’idea per cui lo ius sóla è cosa buona e giusta e non puoi dire di no. La battaglia, dicevo, è persa perché di fronte a uno che ragiona per assiomi e per denigrazione non puoi fare niente. Non ài modo di combattere portando dei contenuti. Se tu porti contenuti e l’altro risponde dicendoti “citrullo” ài perso in partenza, perché la gente non è abituata a ragionare sui contenuti.
L’alternativa sarebbe rispondere a denigrazione con altra denigrazione. Se loro ti dicono “citrullo” tu gli rispondi “zuccone”. Poi loro proseguono con “cretino” e tu ribatti con “scema”. No grazie, non ci tengo.

 

 

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