Archive for the ‘itaglia’ Category

Confusione di significati

September 25th, 2011 by mattia | 4 Comments | Filed in ignoranza, itaglia

Sistema di consegna brevettato.
La tua card (sic) non sarà addebitata fino a quando non avrai ritirato il prodotto.

Forse sono stato fuori dall’italia troppo tempo.
Quando ci vivevo io la parola “brevettato” significava qualcosa tipo “l’invenzione è protetta e non me la puoi copiare”.
Adesso invece sembra che significhi “funzionante”.
Perché è ovvio, se una macchina ha un brevetto non si inceppa mai.

Controlli di sicurezza a Malpensa

September 25th, 2011 by mattia | 8 Comments | Filed in ignoranza, itaglia

Ieri mattina sono tornato a Praga. Volo da Malpensa, T2, quello dove ci sta tutta la isiget.
Vado ai controlli di sicurezza, passo senza problemi e aspetto lo zaino dalla macchina a raggi ics.
Da dietro lo schermo sento una flebile voce scazzata che brontola “tirare fuori il compiuter dalla borsa“. Senza cercare il proprietario, senza dire “mi scusi signore“, senza aggiungere un “per cortesia” e un finto sorriso d’ordinanza. Ma sorvoliamo.

Torno indietro, estraggo il mecbuc dallo zaino e lo metto in una vaschetta. E poi ripasso dal detettore di metallo che però questa volta suona. Strano, venti secondi prima non ha suonato e ora sì?
Sarà che ho qualche oggetto metallico addosso al limite della risoluzione del detettore (per capirci, delle volte si hanno con sé oggetti metallici anche senza rendersene conto… una volta il detettore di metallo mi ha rilevato la bustina metallica dei goldoni, che uno non ci pensa al metallo nei goldoni).
Allora mi fermo aspettando di essere ispezionato o di essere mandato indietro per un ulteriore controllo col detettore di metallo. Il tizio della sicurezza (una persona con la raffinatezza di un ubriacone al non-stop, roba che mancava solo si infilasse la mano nei calzoni per grattarsi il culo e poi annusare le dita) mi fa tuttavia andare “avanti, avanti, tanto è già passato prima!”. Già, ma sono uscito, anche se per pochi secondi. Quei pochi secondi bastano per ricevere da un compare dietro di me un’arma, ad esempio un coltello. Me lo poteva mettere n tasca mentre estraevo il mecbuc dallo zaino.
In pratica sono entrato nell’area sicura benché il detettore di metallo abbia suonato e senza essere stato controllato.
Roba da bloccare mezzo aeroporto.
Ecco, questo è il livello di sicurezza a Malpensa. Sapevatelo.

Nel frattempo, quando sentite parlare di super mega detettori, scanner 3D che ti scovano tutto e magari scoprono anche se hai il prepuzio o no, sappiate che se l’operatore è un imbecille sono tutti soldi buttati via. E inutili fastidi per i viaggiatori. Inizino, prima, a usare le misure di sicurezza esistenti con un po’ di sale in zucca.

Alla posta

September 25th, 2011 by mattia | 2 Comments | Filed in itaglia

Ore 10.15, l’aereo parte alle 11.35 e la gente è già in coda per l’imbarco.
Qualcuno dovrebbe mettere un cartello che spiega un concetto abbastanza banale ma forse non comunemente afferrato: puoi anche saltar su per primo, ma non arrivi a destinazione prima. Ci arrivi come tutti gli altri.
L’unica spiegazione che riesco a darmi è che si vogliono accaparrare il posto che desiderano loro: corridoio, finestrino, lontano ala, sopra ala…
E per questo si fanno tre quarti d’ora di fila in allegria. Se dicessi loro di fare tre quarti d’ora di fila, in piedi, alle poste  ti manderebbero a cagare.

Secondo me è stata la degenerazione delle low cost, col discorso che non assegnano il posto a sedere e ci si siede dove capita. Agli albori delle low cost, quando la gente vedeva questa stranezza del siediti dove ti capita come una downgrade del servizio, te la giustificavano dicendo che così ci voleva meno tempo per essere pronti al volo. Il concetto era: se io non ti assegno il posto tu stai lì in coda un’ora prima, per accaparrati il posto. Così la gente è invogliata a non tardare, e l’aereo si riempe subito.
Poi si è visto che è una cazzata. Non ho mai osservato alcuna differenza tra velocità di riempimento di aereo normale e low cost.
Se si fa ritardo per aspettare qualcuno è perché c’è qualche ritardatario (e capita su voli di qualsiasi tipo), a cui evidentemente importa poco di star seduto vicino al finestrino o al corridoio.
E per un ritardatario, uno solo, va in vacca tutto il trepidio di quelli che hanno fatto la corsa per salire sull’aereo per primi.
Ma la gente se l’è bevuta.

E ora considera normale fare tre quarti d’ora di fila. Ne gode anche, forse.

Ciumbia

September 25th, 2011 by mattia | 4 Comments | Filed in ignoranza, itaglia, riflessioni

Oh, stiamo parlando di un ex tenente di polizia locale.
Mica pizza e fichi.

Radio lette

September 10th, 2011 by mattia | Comments Off | Filed in itaglia

Stamattina ho acceso l’autoradio per sentire qualcosa. Cioè, stavo andando in macchina, non è che ho acceso l’autoradio da fermo solo per sentire qualcosa.

Comunque, l’autoradio era sintonizzata su una stazione di quelle che trasmettono le canzoni di Zarrillo. E già lì dici: se una emittente trasmette le canzoni di Zarrillo ti puoi aspettare di tutto.

E niente, ho continuato ad ascoltarla: in pratica c’era una tizia che leggeva delle cose. Prima diceva che in Francia hanno eletto il panettiere più sexy, poi diceva che un’indagine ha rivelato che gli italiani trovano lavoro con le conoscenze e racomandazioni, poi ha detto delle cose su Putin che si fa vedere in giro a torso nudo… cose così.
La cosa imbarazzante era però che queste cose le leggeva, e sembrava addirittura per la prima volta perché ogni tanto inciampava.
Le cose che leggeva non erano scritte per essere dette a voce, avevano lo stile di un articolo di giornale. Provate a immaginare una persona che legge in radio gli articole del corriere on line.
Squallore allo stato puro.

Ma davvero in tutta l’emittente nessuno provava quel sentimento di vergogna che ti prende quando vedi qualcuno fare una cosa imbarazzante?

Papa Giovanni

September 10th, 2011 by mattia | Comments Off | Filed in itaglia

Ieri, tornando a casa da Orio al Serio, ho visto una macchina che sulla targa aveva un adesivo di Papa Giovanni.
Appiccicato là, sulla banda blu, nel circolino dove dovrebbe starci la sigla della provincia.
E se ha fatto tristezza a me…

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