Archive for the ‘disinformazione nucleare’ Category

Hiroshima e Fukushima

August 6th, 2012 by mattia | 10 Comments | Filed in disinformazione nucleare, ignoranza, perle giornalistiche

Hiroshima ha ricordato la tragedia della bomba atomica [...] il minuto di silenzio rispettato alle 8.15 in punto (1.15 in Italia), ora del lancio dell’ordigno, ha voluto collegare simbolicamente il passato e l’attualita’, la crisi nucleare di Fukushima

via ansa.it

Non so chi si è inventato il collegamento. Non so se è stato il redattore dell’ANSA o il sindaco di Hiroshima (aggiornamento: a quanto pare il secondo, visto che il collegamento è menzionato da tutti i giornali).
Chiunque sia stato, il paragone tra Hiroshima è Fukushima è una puttanata.

Lo è perché a Hiroshima la bomba atomica à ammazzato circa 80 mila persone (cifra che è poi cresciuta con quelli che sono morti nei mesi successivi). Ripeto: ottantamila persone.
A Fukushima per le radiazioni nucleari non è morto nessuno (è morta un sacco di gente per lo tsunami, ma di quelli non interessa niente a nessuno)
La popolazione è stata allontanata subito e anche i tecnici si stanno prendendo una dose che comunque innalza il pericolo di tumori talmente poco che da essere paragonabile ad altri fattori di rischio.
Quindi stiamo parlando di un avvenimento in cui sono morte decine di migliaia di persone collegato a un incidente per cui non è morto nessuno.

Ma è una puttanata anche perché a Hiroshima la gente innanzitutto non è morta per le radiazioni. Certo, ànno fatto anche esse la loro parte, ma le cause di morte all’istante sono state l’esplosione e il calore. In poche parole, le persone a Hiroshima sono state investite da un’onda d’urto e da un’onda di calore per cui sono morte bruciando; non ànno nemmeno fatto in tempo ad ammalarsi per la radiazioni, perché sono morte ustionate dal calore generato (solo nei giorni successivi i sopravvissuti al calore sono morti per le radiazioni).
Quindi non solo stiamo parlando di un avvenimento in cui è morta tanta gente collegato a uno in cui non è morto nessuno. Ma stiamo anche parlando di un avvenimento in cui la gente è morta principalmente per una causa che a Fukushima non esiste nemmeno, visto che a Fukushima non c’è stata un’onda di calore come quella di Hiroshima.

Inoltre a Hiroshima la bomba atomica, oltre a bruciare vive le persone, à distrutto tutta la città (se andate a Hiroshima fate una visita al memoriale dove c’è un museo con foto e plastico che sono un cazzotto nello stomaco). Complice il fatto che gli edifici erano tutti di legno l’onda d’urto prima e il fuoco poi ànno raso al suolo tutta la città.
Avete visto un incendio che si è mangiato tutte le case di Fukushima?

E ancora, il collegamento è una puttanata, non soltanto perché i due avvenimenti sono così diversi negli effetti, ma anche perché – banalmente – da una parte ài la precisa volontà di ammazzare, mentre dall’altra ài un incidente involontario. Perciò tutte le riflessioni sul perché è successo e sul cosa fare perché non si ripeta sono completamente diverse.

Allora, che cosa c’entra Fukushima con Hiroshima? Nulla.
C’è di mezzo “qualcosa di nucleare“, perciò si mette tutto nel calderone. E fa niente se da una parte ài una bomba e dall’altra una centrale.
Basta che sia nucleare.

Che più o meno è come collegare la ghigliottina usata durante la rivoluzione francese con la circoncisione. Tutto sommato c’è sempre di mezzo una lama. Poi fa niente se da una parte ài una testa e dall’altra un cazzo. Perché si sa, c’è gente che fa confusione tra testa e cazzo.

Ci tolgono la corrente

June 29th, 2012 by mattia | 21 Comments | Filed in disinformazione nucleare, giappone, ignoranza

Qualche tempo fa, quando fu spento l’ultimo reattore nucleare ancora in funzione in Giappone, mi sono dovuto sorbire i belati degli ambientalisti di mezzo mondo che dicevano “vedete, vedete, si può vivere anche senza il nucleare, altro che indispensabile” e “ah, il Giappone ha capito la lezione!”.

Sì, infatti poco dopo si sono dati da fare per far ripartire almeno una centrale nucleare. Alla faccia degli ambientalisti.

Una sola però, perché il resto delle centrali nucleari non sono ancora state riavviate, compresa la nostra qui nel Kyushu.
Così oggi Kyuden, la società che fornisce elettricità nel Kyushu, à annunciato il piano che verrà seguito per tagliare l’elettricità nei mesi estivi. Sì, adesso ci tolgono la corrente per evitare che la rete collassi per i troppi consumi.
Il Kyushu è stato suddiviso in aree in cui toglieranno la corrente a turno per due ore.

Onestamente, riesco anche a sopportare due ore senza condizionatore, chi se ne frega.
Ma a me (e un po’ a tutti) la corrente serve per lavorare. Ci sono lavori che devo fare di continuo per ore (tipo la ricottura dei fili magnetici, in cui la fornace deve scaldare ininterrottamente per ore). Se so che a metà giornata mi tolgono la corrente non posso neanche far partire il processo: giornata buttata via. Ed è solo il mio modestissimo lavoro.
Mi chiedo come farà tutto il resto a funzionare. Gli ospedali ànno i gruppi di continuità (si spera che funzionino), ok. Ma gli altri servizi? Senza elettricità si ferma tutto, supermercati, negozi, semafori, treni… (non so, magari potrebbero alimentare le linee dei treni, ma poi li fanno andare se le stazioni non ànno corrente?).

Sarebbe interessante capire come riuscitanno a gestire la situazione alimentando selettivamente i servizi essenziali. Oh sì, sarebbe molto interessante.

Resta il fatto che i disagi saranno tanti, e gli effetti sull’economia non indifferenti (chi se ne fotte se non lavoro io, ma se si ferma l’industria è tutto PIL che non produci).

Quindi volevo dire grazie. Grazie a quelle checche isteriche contro il nucleare.
Grazie per aver fatto le vostre manifestazioni del cazzo. Grazie agli attivisti di grinpiis che facevano i loro appelli del cazzo contro il nucleare.
Bravi, bravi.
Brave teste di cazzo.

Ma tu guarda: i disegnini colorati e gli slogan non bastano più. Quando contano i numeri, e le cose si fanno sul serio, senza il nucleare siamo nella merda.

Ah sì, abbasso il nucleare, viva il pannello fotovoltaico, le pale eoliche e le centrali a biogas anale.
Vi metterei tubi innocenti nel culo, uno ad uno, per accumulare i vostri peti e produrre biogas.

Coglioni, voi e il vostro ambientalismo ignorante. Asini, studiate prima di parlare.
Vi auguro solo di essere qui nel Kyushu quando ci toglieranno la corrente, e aver bisogno di un servizio essenziale.

Spero che non succeda niente di brutto, ma se solo accade che una persona muore perché attaccata a un respiratore e non gli ridanno energia prima che si scarichino le batterie quel morto ve lo portate voi sulla coscienza.

Troie.

 

Ops scusate…

May 24th, 2012 by mattia | 8 Comments | Filed in bufale, disinformazione nucleare, fukushima, giappone, ignoranza

abbiamo sparato stronzate per un anno.

Ora possiamo rifare il referendum?

Piesse: giusto pochi giorni dopo l’11 Marzo parlai con un professore di ingegneria nucleare qui alla mia Università. E mi spiegava, appunto, che il rischio maggiore per la popolazione era dato dallo stress della situazione, non tanto dall’esposizione alle radiazioni.
Ora questa informaziona la trovo in fondo all’articolo del corriere. Ora.
Già un anno fa sapevo queste cose. Basta chiedere agli esperti e non ai cialtroni.

Colpa del fruttivendolo

April 27th, 2012 by mattia | 29 Comments | Filed in disinformazione nucleare, giappone, ignoranza

La decisione è stata presa per motivi elettorali, sostengono i verdi, e almeno nel breve periodo l’impreparazione del governo ha causato un peggioramento delle condizioni ambientali in Germania, con conseguenze in tutta Europa.

La Germania è uno dei paesi che fanno il maggior uso di energie rinnovabili, ma il nucleare contava comunque per il 22 per cento della produzione elettrica nazionale: la chiusura improvvisa ha causato l’aumento dell’uso delle centrali a carbon fossile (che oggi conta per il 25 per cento della produzione di elettricità, contro il 23 di un anno fa), un combustibile che è responsabile di grandi emissioni di anidride carbonica. Secondo l’Agenzia Internazionale per l’Energia, un’organizzazione europea, la decisione della Germania ha causato un aumento di queste emissioni a livello europeo di circa 25 milioni di tonnellate l’anno.

via il post

No, ecco, perché un anno fa i bimbiminkia-ambientalisti andavano in giro a dire “vedete persino la Germania rinuncia al nucleare“.
E qui si commentava così.
Adesso, guarda un po’, salta fuori che spegnendo le centrali nucleari non riesci a compensare la loro produzione con i pannelli fotovoltaici.
In Giappone la situazione è quanto meno disastrosa, visto che praticamente tutta l’energia non prodotta con il nucleare è stata rimpiazzata dal termoelettrico (purtroppo non abbiamo una Francia subito dopo il confine da cui farci mandare un po’ di energia).

Ma tu pensa.
I verdi ci saranno rimasti male. Mi spiace per loro.
Ma capita così quando si usa l’ideologia in campo tecnologico. I numeri e la termodinamica purtroppo non si cambiano con un referendum.

Quindi, miei cari amici, fidatevi pure – se vi garba – dei bimbiminkia del movimento cinque stronzi secondo cui si potrebbe alimentare l’italia intera con motori a peti (informati!… non lo sai che in Sud Tirolo c’è una casa eco-bio-friendly-sostenibile che sfrutta solo l’energia dei peti? ah, se tutti facessero così…).
Poi però quando scoprite che il CH4 nei vostri peti è troppo poco non date la colpa al fruttivendolo.
Prendetevela con voi stessi che vi siete fidati del bimbiminkia del movimento cinque stronzi.

Si accettano scommesse

February 14th, 2012 by mattia | 3 Comments | Filed in disinformazione nucleare, giappone, ignoranza, perle giornalistiche

Da un paio di settimane uno dei termometri del reattore 2 a Fukushima segnalava una temperatura in crescita.
Potete vedere i grafici qui.

Ciò ha fatto scattare l’allarme per capire cosa stesse succedendo.
La notizia è arrivata sui media, compresi quelli italiani. E la nostra cara amica Repubblica non ha mancato di fare il classico articolo spargi panico.
Ora si dice che il problema probabilmente è la termocoppia che pare funzionare male.
Un po’ di dettagli, anche se non completamente esaustivi li trovate su questo articolo in inglese del Japan Times.
Dicono che si pensa a un malfunzionamento della termocoppia perché le misure non hanno molto senso: mentre gli altri due sensore segnalano temperatura calante in corrispondenza dell’iniezione di un grosso flusso di acqua l’altro sensore non mostra alcun cambiamento in quel senso. Quindi – dicono – o quella zona non è raggiunta dall’acqua oppure è la termocoppia che è andata in vacca.
Propendono per la seconda possibilità perché hanno misurato la resistenza della termocoppia che risulta 1,7 volte più alta del normale, e per il fatto che dopo il test sulla resistenza la lettura è schizzata a 285,4 gradi.
Non sono ancora sicuri al 100% ma sembra proprio che la termocoppia sia andata in vacca.

Ora, ovviamente, Repubblica ci aggiornerà su questo fatto. Vero?
Secondo voi quanto ci metteranno? Un giorno, due giorni, una settimana, due settimane, oppure se ne sbatteranno le balle?
Si accettano scommesse.

Piesse: quanto meno ò scoperto che anche in Giappone, oltre che in italia, sembra ci sono persone insignite del nobel per la letteratura che si sono fumati il cervello. Forse li scelgono apposta.

 

Cartolina da Tokyo

December 5th, 2011 by mattia | 5 Comments | Filed in bufale, disinformazione nucleare, giappone, ignoranza, perle giornalistiche

Che poi uno se lo dimentica anche, ma qualche mese fa c’era addirittura chi descriveva un esodo biblico di persone che abbandonavano Tokyo per riparare a Sud.
Tokyo capitale in agonia, prossima al collasso, dicevano.

Erano balle ovviamente, scritte da chi vedeva la gente partire per il ponte lungo e pensava all’esodo di massa (più o meno è come mettersi sulla ss36 il venerdì sera e pensare che a Milano sia successo un disastro perché tutti i milanesi stanno scappando verso la Valtellina).

Conoscevo gente che al contrario proprio in quelle settimane si è trasferita a Tokyo per iniziare a lavorare dopo la laurea.

Poi uno ci ritorna dopo qualche mese a Tokyo e si aspetta strade deserte, ristoranti sbarrati, treni vuoti… Oh, se era prossima al collasso sarà pure collassata in questi mesi.
Invece sul treno vieni pressato come una sardina, e fai fatica a passare sui marciapiedi. Cercando di capire dove cambiare linea col naso all’insù mi sono trovato in mezzo alla folla che procedeva sicura verso i convogli. Roba che ti devi fare da parte per non farti travolgere.

No, ecco, queste cose i giornalisti italiani non te le raccontano.

Così ho preparato una video cartolina. Appositamente per loro.

zero cinque

November 3rd, 2011 by mattia | Comments Off | Filed in disinformazione nucleare, science, www.formigoni.it

Riprendendo il discorso del modello scimmia ammaestrata segnalo questo articolo scritto in modalità FAQ sul Japan Times.

Spiega, molto chiaramente, quali sono i rischi legati all’esposizione a basse quantità di radiazioni.
Si prende come riferimento 100 milli sievert come dose accumulata nel tempo come soglia.

Sui 100 milli sievert la probabilità di avere un tumore sale dello 0,5%.
Sotto i 100 milli sievert è ancora tutto un mistero: alcune ricerche dicono che non c’è aumento di tumore, altre che invece c’è.
Che era quello che mi aveva spiegato un professore della mia università con cui parlai a Marzo: sotto questo livello l’eventuale aumento di probabilità di avere un tumore è così piccolo che non si può determinare con facilità.
I dati sono così confusi che è difficile stabilite una correlazione con chiarezza.

Questo è infatti uno dei classici problemi per chi fa scienza: cercare di dare una interpretazione ai dati raccolti quando non sono ben chiari.
La parte più difficile, va da sé, è fermarsi e dire con onestà: ok, ragazzi, qui non si può dire un granché.

L’articolo spiega, ad esempio, che gli studi condotti sui lavoratori delle centrali nucleari giapponesi hanno evidenziato un incremento di tumori anche tra coloro esposti a meno di 100 milli sievert.
Il giornalista cazzaro e l’ambientalista si ferma qui e si strappa vesti e mutande.
Lo scienziato invece va avanti un passo e scopre che molti di questi lavoratori erano fumatori. E il fumo è un fattore di rischio cancerogeno decisamente maggiore.
Quindi diventa statisticamente difficile estrapolare l’aumento di rischio dovuto alle radiazioni quando ne hai un altro ben maggiore che lo sovrasta.
Per fare un paragone, è come cercare di capire quanto influisce l’attrito tra piede e pedale del freno in un’automobile sulla probabilità di schiantarsi contro un platano. Questo quando consideri nel tuo studio incidenti fatti da persone che viaggiavano a 150 km/h su stradine di campagna. Eh, magari un pedale liscio influisce, ma è difficile dirlo se hai una causa di rischio ben maggiore a confondere le acque.

Anche questo è un passo molto importante di quando si fa scienza. Prima di arrivare a conclusioni e dire “è così” bisogna andarci calmi, e analizzare tutti gli altri fattori che avrebbero potuto influenzare i dati che abbiamo raccolto. Cosa che tra l’altro è anche tra le più interessanti, perché ti porta spesso a sederti a parlare con i colleghi e discutere a base di “ma non è che invece….“, “ma sei sicuro che non è dovuto a….“. E via di logica e deduzione.

Per concludere, l’articolo segnala che uno stile di vita salutare può largamente ridurre il rischio di avere un tumore. E questo effetto è largamente superiore a quello 0,5% determinato dai 100 milli sievert.
Due dati? Ad esempio qui si segnala come cinquanta studi scientifici abbiano evidenzato una riduzione tra il 30% e il 40% della probabilità di avere un tumore al colon tra coloro che fanno attività fisica, rispetto a coloro che sono sedentari. Analoghe riduzioni a doppia cifra per altri tipi di cancro (mentre per altri purtroppo no).

Che tradotto significa: smettetela di menarla con la paura del nucleare, smettete di fumare, e soprattutto… muovete il culo.

 

 

Modello scimmia ammaestrata

November 2nd, 2011 by mattia | 2 Comments | Filed in bufale, disinformazione nucleare, ignoranza, perle giornalistiche

La prima cosa che insegno agli studenti di misure, persino prima di pronunciare la parola incertezza, è che un misurista non è una scimmia ammaestrata.
Fare le misure infatti è qualcosa di più complesso di accendere uno strumento e leggere il numero. Quello lo sa fare anche una scimmia: basta istruirla opportunamente e quella è capace di accendere lo strumento e annotare quello che c’è scritto sul display. Non serve certo una gran perizia.

Il misurista non solo sa come usare lo strumento, ma capisce se il numero che legge ha senso o no. Perché mica è scontanto che la misura abbia senso. Questo per molti motivi: ci può essere un errore sistematico per come stai usando lo strumento, e devi cercare di correggerlo, così come il modo che usi per fare misure può lasciare il tempo che trova nel contesto di quello che misuri.

Quando allora fai una relazione delle tue misure devi non solo dare i numeri ma spiegare quanto siano affidabili.

Perché questo discorso sulla metrologia? Perché questo articolo di Andrea Bertaglio è una cosa che fa accopponare la pelle.

La verità su Fukushima, il governo latita
I giapponesi fanno da soli e partono dal web

Una piccola nota, non metrologica. Il governo non latita, anzi è il primo a usare il web.
Il MEXT (Ministero dell’Istruzione, Cultura, Sport, Scienza e Tecnologia) ha pubblicato e continua a pubblica giornalmente sul web i valori di radioattività misurati.
E lo fa anche in inglese (oltre che in Cinese e Coreano). Ti dà i valori misurati per Prefettura lungo tutto il paese, la radioattività misurata vicino a Fukushima dentro e fuori i 20 km, i valori di radioattività nell’acqua potabile, i valori misurati nelle scuole della prefettura di Fukushima e molto altro. Tutto aggiornato periodicamente, alcuni di questi valori tutti i giorni, fin da Marzo.
Chi sta in Giappone poi sa che avere tutte queste informazioni in inglese è assolutamente un caso eccezionale: il più delle volte i siti (istituzionali e non) giapponesi danno le informazioni solo in giapponese. E se non lo sai attaccati al tram. Il fatto che pubblichino tutto anche in inglese conferma, ancora di più, che hanno adottato la massima trasparenza.

E’ una massa di dati enorme (aprite pure un po’ di pdf e rendetevene conto). Una marea di numeri, pubblicati tutti i giorni.
Dire che il governo latita è semplicemente una balla.
Mi piacerebbe sapere se Andrea Bertaglio ha mai dato una letta a quelle pagine.
A questo punto non puoi dire che il govenro latita: le misure le pubblica tutti i giorni.
Potresti dire, al massimo, che pubblica misure false, ma non che non pubblica le misure.
Dovresti dare del falsario al governo (con tutte le conseguenze, anche legali del caso). Meglio inventarsi una balla.

Ma veniamo alla parte metrologica.
Dicevamo, chi fa le misure deve sapere cosa fa. Quale valore scientifico possiamo dare al cittadino che vuole scoprire la verità e va in giro per il quartiere a misurare la radioattività? Basso, molto basso.
Perché, molto probabilmente, non sa quello che sta facendo. Un po’ come quel tizio che pretendeva di misurare le radiazioni con uno strumento saturato. Modello scimmia ammaestrata: accendono lo strumento, vedono qualche numero che esce e sono contenti.

Dopodiché c’è l’onesta metrologica: le misure vanno presentate tutte, e vanno presentate cercando di dare loro un senso. Come faccio a fidarmi di un cittadino che va in giro alla cieca a misurare? Quali misure mi presenta? Tutte o solo quelle che confermano la sua tesi?
Dubbio più che lecito, visto che una mole enorme di misure è già fornita (dal governo). Queste persone non ci credono (o non le hanno mai lette), e non ci credono perché non dicono quello che vogliono sentirsi dire.
Hanno tutta l’aria di essere le classiche persone che anche di fronte a un’evidenza sperimentale che rassicura ti dicono e comunque io ci ho paura allo stesso. Basata su cosa? Niente, sensazioni, sesto senso. Loro ci hanno la paura, anche se le radiazioni non si vedono. E fanculo alla scienza e al metodo sperimentale.
Gente così facile va in giro a misurare finché lo strumento non fa BIP BIP BIP e la lancetta schizza in alto. Ti chiamano e ti dicono vedi, vedi, vedi, c’è la radioattività! cosa ti dicevo? eh, eh eh…
E se gli dici 
sì, ma non c’era là, là, là, là…..

ti rispondono
e vabbe’, ma qui c’è, guarda guarda… è Fukushima….
La selezione dei valori che fanno comodo (e lo scarto di quelli che non confermano la sua tesi) è un errore molto comune tra gli indiana gions delle verità alternative.
In questi casi si fanno domande, si chiedono precisazioni sui metodi di misura, si pretende che chi ha fatto la misura di fornisca informazioni su come l’ha fatta, se ha selezionato tutti i dati o quelli che fanno comodo.
I giornalisti invece preferiscono usare lo stesso metodo, quello del guarda, guarda… cosa ti dicevo.

C’è un terzo motivo per cui queste campagne di misura indipendente sono il più delle volte delle cialtronate.
Dopo aver fatto le misure, ed essersi assicurati che siano metrologicamente corrette, bisogna inquadrarle nella realtà. Perché la misura in sé è solo un numero. Ma che senso ha?
Faccio un esempio: la mattina misuri la tua massa con una bilancia. Il primo giorno misura 70 kg, il giorno dopo misura 69,5 kg. Sono due misure, e sono entrambe effettuare correttamente, nulla di cui dubitare.
Ma adesso viene il bello: cosa significano quelle misure?
La prima deduzione che fai è: sono dimagrito di 0,5 kg. Fico!
A quel punto arriva l’amico stronzo che ti dice: ehy, Johnny, ma quando hai espulso dal tuo corpo urina e feci? Prima o dopo la misura? Quando hai fatto colazione?
Be’, fammi pensare ….in effetti il primo giorno mi sono alzato, ho fatto colazione, ho misurato la mia massa e poi sono andato al gabinetto. Il secondo giorno mi sono alzato, sono andato al gabinetto, ho misurato la massa e poi ho fatto colazione.
Ecco allora spiegato il mezzo kg: mica era dimagrito, il tizio. Era solo la massa di feci, urina e colazione che faceva la differenza.
La misura può anche essere corretta, ma bisogna capire cosa significa.
Per questo quando, dopo le misure, si traggono delle conclusioni bisogna usare il cervello, e – per quanto possibile – evitare di prendere lucciole per lanterne.
Delle volte usando anche della normale logica. Esempio: misuri in un solo punto un alto valore di radioattività, mentre attorno nisba. Che probabilità c’è che, dopo un incidente nucleare ci sia un’alta radioattività in un cortile di una città mentre nel resto della città tutto è regolare? Poca, più probabile che ci sia una fonte di radioattività in quel punto. Al contrario, se misuri in un solo punto una bassa radioattività in un punto della città, che probabilità c’è che tutta la città sia esposta a valori altissimi di radioattività mentre quel punto e solo quello no. Bassa, perché le radioattività dovrebbe selettivamente evitare quell’abitazione?
Ecco allora che una singola misura in un punto può dirti qualcosa in un senso ma può dirti niente nel senso opposto. Quindi oltre alla misura in sé bisogna conoscere cosa stai misurando.

I casi di gente che si allarma perché misura nel giardinetto un alto valore di radioattività sono numerosi. Poi vai a investigare, chiedendoti come è possibile che la radioattività sia così alta solo lì  e non tutt’attorno, e scopri che la colpa era di alcune bottiglie nella cantina di una abitazione.
Svelato l’arcano.
E lo hai fatto perché, invece di scheccare aiuto la radioattività!, ti fermi, ragioni, deduci e scopri.
Ma questo non si addice ai ricercatori indipendenti di verità nascoste.

Per tutti questi motivi queste iniziative di cittadini indipendenti lasciano il tempo che trovano. Le misure, e le deduzioni, fatele fare a chi è capace di farle. E soprattutto a chi le fa con onestà metrologica e non cercando quello che vuole trovare.

Volete un esempio? Quando capitò il patatrak a Fukushima chiamai un amico ceco che lavora a Tokyo. Guardacaso è un esperto di misure di radioattività. Eppure, mi ha detto, lui è esperto di misure di radioattività nello spazio, non sulla Terra. Allora ha chiamato i suoi colleghi specializzati in misure sulla Terra e si è fatto dare le informazioni sulla radioattività a Tokyo: tutto ok.
Egli, benché lavori nel settore, ha preferito far parlare chi è proprio esperto di quello specifico argomento.
Ed è l’umiltà tipica dello scienziato che non vuole farla fuori dal vaso.
Ecco, lui ha avuto l’umiltà di far parlare chi ne sapeva di più di lui. Perché dovrei credere a dei cittadini che usano gli strumenti con il modello scimmia ammaestrata?

Dopodiché, per concludere, un commento a questo passaggio dell’articolo:

Il problema è che, come rivela il New York Times, “le fonti ufficiali sono state ripetutamente smentite da esperti indipendenti e da gruppi di cittadini che hanno condotto rilevazioni per proprio conto”.

Ora, i cittadini li abbiamo sistemati. Ma gli esperti? Chi sono questi esperti? Nessun riferimento ovvio (copiano le notizie dal NYT, figuriamoci se ti danno delle fonti).
In realtà, caro il mio Bertaglio, gli esperti dicono l’esatto opposto.
Ma non solo gli esperti giapponesi, al soldo del governo nipponico (ovvio, gli esperti delle Università giapponesi non sono dei venduti che non oserebbero mai dire la verità; l’unico esperto è sicuramente Kiyoshi Toda, talmente esperto che il suo settore è Environmental Sociology, History of Science, Peace Studies. Per capirci, un po’ come cercare un architetto alla Facoltà di agraria).
No, non parliamo degli esperti giapponesi corrorri. Parliamo di esperti internazionali.
Dopo l’incidente di Fukushima sono arrivate le squadre prima della Protezione Civile-Vigili del fuoco italiani e poi il team NBC (Nucleare, Batteriologico e Chimico) dell’Esercito Italiano. Hanno fatto sia misure a Tokyo che una campagna di misure verso Fukushima. E hanno sempre confermato le misure fornite dalle autorità giapponesi.
E allora Bertaglio, che facciamo? Il governo giapponese è una falsario che dà misure taroccate, ok. E poi? Mettiamo nel gran complotto per non rivelare la verità anche la Protezione civile italiana? Anche l’esercito italiano parte del complotto?
Ah, e poi le stesse misure sono state confermate dalle altre squadre di Protezione Civile mandate a Tokyo da Austria, Danimarca e dalla delegazione UE. Anche loro coinvolti nel cover up?
E cosa dire dell’ARPA dell’Emilia Romagna mandata a Montegi per rassicurare quegli sciroppati dei corridori di motociclette che avevano paura d’andare in Giappone? Anche loro hanno falsificato i dati? Anche loro collusi con il governo giapponese per nascondere la verità ai Giapponesi?
Dai, ci divertiamo un po’, facciamo la lista di tutti i soggetti coinvolti nel complotto.

Perché ovvio, ce lo dice il Fatto Quotidiano: la verità  su Fukushima te la raccontano i cittadini che si improvvisano misuristi. E fanculo ai tecnici che le misure le fanno di professione.

Scienza puttana. Ecco.

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