Archive for the ‘maratona’ Category

Questione di civiltà

April 7th, 2013 by mattia | 7 Comments | Filed in maratona, milano, praga, repubblica ceca

Solo due parole sulla domenica a piedi di Milano. Due parole che però partono da Praga. Ieri, come raccontavo, sono andato ad assistere alla mezza maratona di Praga. All’uscita della metro ò trovato due volontari che distribuivano volantini con una mappa dove si spiegava come passare da una parte all’altra del percorso senza scontrarsi coi corridori. Sulla mappa vedevi le strade che facevano i corridori in rosso, le aree accessibili solo a loro, e in nero i percorsi per il pubblico.
Di questi volontari che distribuivano questi volantini ce n’erano ovunque, in tutti i punti strategici di accesso della gente alla partenza.
Preso un volantino l’ò messo in tasca.

A Praga ò corso tante volte, e benché la gente non sia così calorosa come in altre città, non ò mai avuto problemi. Mai trovati automobilisti incazzati che clacsonavano ininterrottamente o che ti bestemmiavano contro, nessuno che cercava di forzare il percorso con l’automobile, nessuno che prendeva a botte i volontari o faceva il leinonsachisonoio con il vigile urbano che cercava di far rispettare le regole.
A Milano sì, tanto che la città si è guadagnata tra i podisti la fama di città in cui è meglio non correre, se non vuoi farlo tra insulti e lanci di uova.

Certe scene le ò viste coi miei occhi, per cui posso dire che l’unico metodo per fare una maratona a Milano con un briciolo di civiltà è chiudere la città al traffico. L’unico modo per evitare mandrie di automobilisti inferociti che imprecano contro i corridori è quello di tenerli lontano dal percorso della gara. Molto lontano, con una domenica a piedi.

A Praga basta fare molta informazione, e funziona. Dall’informazione sulle vie chiuse (così che lo sai per tempo e sposti l’automobile prima della gara se programmi d’usarla) fino al volantino di cui parlavo all’inizio.
Già, perché mentre aspettavo il mio amico al traguardo mi era venuta voglia di andare dall’altra parte del percorso per comprarmi un panino, eppure non potevo perché le transenne me lo impedivano. Mi sono però ricordato del volantino che avevo in tasca, l’ò tirato fuori e ò seguito il percorso. Ci ò messo dieci minuti e mi sono fatto mezzo quartiere ebraico per recarmi dell’altra parte della strada, eppure l’ò fatto perché sapevo che così non davo fastidio a nessuno. La tentazione di fare il brigante e saltare le transenne c’era, però il volantino mi à indotto a fare il bravo e seguire il percorso per gli spettatori, anche se era più lungo. L’informazione à battuto la tentazione: senza il volantino che mi informava della via “giusta” non avrei cercato il percorso per gli spettatori a caso. Mi sarei incazzato perché non sapevo dove andare e alla fine avrei scavalcato le transenne.

L’informazione dunque funziona, ma solo se ài davanti qualcuno che capisce che rispettare le regole alla fine va bene per tutti.
A Milano purtroppo prevale l’arroganza e la maleducazione e anche facendo informazione ti scontri contro il bauscia che non accetta imposizioni, per principio. Non gli devi dire cosa deve o non deve fare, sarebbe un affronto! Lui fa quello che vuole e guai se glielo impedisci.
Per quello dicevo, chiudere la città al traffico è l’unico modo per avere una maratona degna di un paese civile.
Quando i milanesi impareranno a vivere in una società civile dove ogni tanto (non sempre, ogni tanto) dobbiamo sacrificare un pezzetto della nostra libertà e seguire le regole allora si potrà far convivere una maratona con il traffico in città.

Le prime due settimane di allenamento

November 3rd, 2009 by mattia | Comments Off | Filed in allenamenti, corsa, maratona, measure the run, mtr

Come avevo promesso, inizio a postare il resoconto della mia preparazione atletica. Dopo un’estate di sfascio completo e un inizio d’autunno di corsa a spizzichi e bocconi, mi sono rimesso a correre come si deve, registrando le mie attività per fare un controllo sui progressi.

E allora eccomi qui a parlare delle prime due settimane, aperte dal Conconi del 18 Ottobre e chiuse Domenica scorsa con un buon 15 km.

Due settimane in cui avrei dovuto e voluto fare di più. Purtroppo però c’è stata una simil influenza (che forse è meglio definire un  rincoglionimento con tosse e catarro) nella prima settimana, e un sovraccarico di lavoro nella secondo che mi hanno un po’ limitato. Ma forse è meglio anche così, visto che è meglio ripartire graduali.

Ecco la tabella delle attività svolte in queste prime due settimane:

settimane1-2

Tre sedute di nuoto, cinque di corsa, e cinque mattine in cui sono andato al lavoro a piedi anziché in tram.

Sul nuoto poco da dire, visto che lo faccio solo per rafforzare la parte superiore del corpo e perdere peso (così come le camminate mattutine). Mentre sulla corsa posso iniziare a fare qualche discorsetto.

Si inizia a ingranare?

I primi tre allenamenti sono stati da 10 km. Quei dieci km per riprendere la marcia e abituarsi alla corsa. Poi sono passato a 12.5, un allenamento che mi è piaciuto perché ho iniziato a passare quella soglia in cui corri tirato, e inizi a correre con gusto, ho iniziato a provare quella sensazione in cui ti viene da pensare che sì, un altro chilometrino ce lo metto e me lo gusto. Allora Domenica sono passato ai 15 km, che davvero mi sono gustato.  Allenamento fatto il 1h 33′, e sinceramente fatto male, visto che ho caricato troppo all’inizio. Ma l’ho fatto, e mi è servito dal punto di vista psicologico per ritornare in carreggiata. Quando inizi a correre 15 km il fattore psicologico inizia a diventare importante, perché significa stare un’ora e mezza sul campo a correre.
Un allenamento che mi è piaciuto perché ho passato quel limite per cui non hai paura di passare tanto tempo sulle gambe. Sono ritornato nella condizione mentale in cui non mi fa più paura, all’inizio di un allenamento, la prospettiva di dover correre per due ore.

E i dati?

Avevo promesso i dati, e arriveranno. Ho passato qualche ora a cercare un software decente che girasse su linux, per estrarre ed elaborare i dati dal mio Garmin Forerunner 305, e alla fine mi sono convinto a estrarre in dati rozzi per poi elaborarli con un mio script su Octave.
Sto ancora sistemando gli ultimi dettagli, poi analizzerò pubblicamente i miei allenamenti, esponendomi a tutti i vostri insulti.

Consolidare

Se queste due settimane mi sono servite a ritornare in pista, sia fisicamente che mentalmente, il programma delle prossime due settimane sarà consolidare. Voglio arrivare a una situazione in cui i 15 saranno la banale normalità, un allenamento da fare senza il minimo problema, come se fosse routine.

Se l’obiettivo sarà centrato potrò poi iniziare a puntare ai venti, per poi consolidare anche quelli. E a quel punto dovremmo essere verso la fine dell’anno, quando inizierò a vedere su quale maratona puntare…

La massa

Nota dolente: la massa. Non riesco a perdere massa, nonostante abbia abbinato nuoto e camminate mattutine alla corsa. E nonostante sia stato attento all’alimentazione. Queste settimane intensifico anche queste due attività e se non perdo massa, mi resta solo il taglio totale alla birra. Noooooo!!!!!

Il ricomincio

October 18th, 2009 by mattia | 2 Comments | Filed in conconi, corsa, garmin, maratona, measure the run, mtr, podismo, praga, test di conconi

Non ho parlato per un po’ di corsa perché… non correvo. Ho passato alcuni mesi, dopo la maratona di Stoccolma, in completo blackout. Per la prima volta mi era venuta la notte dei maratoneti, quando arrivi cioè al traguardo e dici “mai più”. Ma poi passa, quasi sempre, per tutti. Perché è difficile accettare di aver corso più volte una maratona e non essere più capaci di farlo. La notte è passata, ora è momento di ricomincio. Ma questa volta voglio fare le cose un po’ diversamente, anche perché altrimente non ci sarebbe gusto a fare gli stessi errori. Farò una preparazione di tipo scientifico. No, non mi farò guidare da un personal trainer, il mio corpo lo conosco già bene e so come si comporta nella corsa. E so anche cosa dovrei fare, anche se faccio fatica a farlo (maledette ripetute!). Cercherò piuttosto di dare un taglio misuristico alla mia preparazione. Mi allenerò col mio fidato Garmin Forerunner 305 (un orologio con GPS e cardiofrequenzimetro) e terrò accurata analisi di tempi e prestazioni, per verificare i miglioramenti. Cercherò innanzitutto di perdere qualche chiletto, che sono una zavorra importante sulle lunghe distanze. E anche per questo affiancherò la preparazione podistica con tanta piscina nei primi mesi (poi si vedrà). Riempirò queste pagine con dati e grafici, miglioramenti e peggioramenti. Farò a intervalli regolari un test di Conconi per verificare come sta andando la preparazione. Insomma, mi terrò sotto costante monitoraggio e farò un’attenta analisi dei dati. Lo scopo è ovviamente auto-motivante (mettere sul sito che si peggiora non è bello, e spinge a migliorarsi) e ovviamente molto edonistico. Ma ha anche uno scopo scientifico, perché mostrerà l’evoluzione di un normale corpo umano di fronte a una preparazione atletica e i suoi miglioramenti, il tutto fornito di dati e misure. E si comincia proprio con un Conconi Il test di Conconi, per chi non lo sapesse, consiste nel correre tratti consecutivi di 200 metri aumentando progressivamente la velocità. All’aumentare della velocità aumenta anche il battito cardiaco, in proporzione alla velocità. Ma fino a un certo punto, laddove raggiunge la saturazione. Lo scopo del test è verificare la propria funzione di trasferimento “velocità-battito cardiaco” e capire il proprio battito di soglia (laddove si perde linearità) che diventa un parametro importante in allenamento (tagliata giù col fulciotto: meglio restare sotto quella soglia, a meno di lavori come le ripetute). Ho Fatto questo pomeriggio sulla pista di atletica vicino a casa, preceduto da due km di riscaldamento. È venuto bene per quanto riguarda la progressione, con tanti punti e ben spaziati (c’è sempre il rischio di accelerare troppo, e ottenere pochi punti). Ho presi in verità le misure ogni cento metri, ma i risultati così elaborati erano troppo rumorosi, perciò ho usato solo i valori sui 200 metri.  Ho preso in considerazione sia i valori medi di battito cardiaco nel tratto, sia il valore massimo. Mi sarei aspettato un risultato più linear coi valori medi (se non altro perché non prendo solo un valore ma tengo contro di tutti i valori nel giro, quindi avrò un po’ di offset ma il calcolo della media pulisce via un po’ di rumore, anche di quantizzazione). Al contrario invece, sembra più lineare il grafico dei valori massimi. Pazienza. cocnoni 1 -a La cose che stupisce è che la perdita di linerità è bassissima. Solo nell’ultimo tratto si può osservare un accenno di saturazione. Ma è solo un punto ed essendo così basso, vuol dire tutto e niente. cocnoni 1 -b Perché sono così lineare? L’ultimo giro ero davvero allo spasmo, con la milza che gridava vendetta al cospetto di Dio (ergo, non ditemi che avrei dovuto continuare, se proprio non volete la mia morte). Eppure il cuore continuava a lavorare in linearità. Forse non potevo continuare, nemmeno per un altro giro, a causa di qualche altro motivo che non fosse il cuore. Chissà. Per adesso teniamo questo grafico da parte, e vediamo fra un paio di mesi come sarà.

Stoccolma, il racconto

May 31st, 2009 by mattia | 2 Comments | Filed in corsa, maratona, stoccolma

Qui sotto trovate il racconto della gara in sintesi decalogagica.
Ora invece mi dilungo nella mia nota digirrea, sul racconto di questa gara. Una maratona che non è andata come doveva: 4.53.57.
È andata male perché potevo fare meglio, molto meglio. Due mesi fa ho fatto il mio record personale sulla mezza maratona, con 1.51.30. Stavo quindi in condizioni migliori del 2006, il mio precedente tempo sulla mezza (1.52.15), quando feci un 4.26 sulla maratona.
Mi aspettavo quindi di fare un 4.30, che poteva starci, considerando che ho chiuso la prima metà della gara a 2.11. E invece sono crollato con un sacco di patate e ho chiuso in 4.53.57: ancora una volta sono riuscito a evitare l’onta delle 5 ore, ma qui c’è qualcosa che non va.

Sì, perché al di là dei minuti e dei secondi, sono i dolori provati che mi fanno dire che questa è stata una pessima gara. Nemmeno a Berlino, ero stato così male. Sono arrivato, verso i 36 km, a fermarmi, togliermi le scarpe per far rilassare il piede (no, non era colpa delle scarpe, che sono ottime per i miei piedi). Dolori alle gambe, che mi sembravano dure come il marmo: anche camminare mi provocava dolore, anche camminare! Addirittura tensione muscolare che non mi faceva fare le minzioni: avevo lo stimolo ma non usciva niente, da tanto ero teso. Mai successo.

Quindi il tempo è solo un dato. La conduzione tecnica di questa maratona è stata molto peggio. E mi chiedo il perché.
Ci sono dei motivi “colpa mia”, e dei motivi “non colpa mia”. Iniziamo da questi ultimi. Una temperatura assurda, da 25 a 29 gradi. Ero a disagio ad aspettare – fermo – prima della partenza, figuratevi a correre.
Partenza alle due del pomeriggio, che sfasa tutto con l’alimentazione. Con queste temperature era meglio partire alle sei del mattino.

Un sacco di salite, sia nella parte “di campagna” che in quella cittadina. Salite, sottopassi, e un ponte di 30 metri, da ripetere due volte, con una rampa d’accesso terribile. Il problema è che non riuscivo a recuperare in discesa, perché i muscoli si indurivano e “picchiavano” se cercavo di accelerare in discesa.

Poi ci sono le colpe mie. L’aver prediletto gli allenamenti per accelerare, rispetto alla distanza. Così magari faccio il personale sulla mezza, ma crollo sulla maratona.
La colpa di non aver ancora perso tutti i kg che dovrei perdere.

Penso che sia stato un mix di tutto ciò. Soprattutto penso abbia influito il caldo, perché alla mezza sono arrivato a 2.11 e già stavo un tocco perggio di quando ho fatto il personale, due mesi fa. Quindi al di là della distanza, già qualcosa non andava di suo.
Penso il caldo abbia fatto molto. Non sono molto esperto, ma quello che posso dire è che il cuore funzionava a dovere (cardiofrequenzimetro alla mano). Il problema era essenzialmente muscolare. Gambe dure, tutto qui.

E allora traggo le conclusioni. Stop. Ieri pensavo per sempre, perché tutto quel dolore non aveva davvero senso. Ora dico, stop per un po’. Per qualche mese mi metto a dimagrire (nuoto e camminate). Magari corsetta domenicale, per non perdere il ritmo. Poi, persi quie 6-7 kg, mi rimetto sotto e ci riprovo. Magari con una maratona “fredda”.

Oggi il morale sta un po’ meglio, ma ieri era sotto i piedi. Volevo onestamente ritirarmi, e se non l’ho fatto era perché mi ero dato appuntamento sul traguardo con Niko (il mio amico finlandese), entro le cinque ore (poi putroppo non ci siamo visti comunque, perché è dovuto andare di corsa al porto a prendere la nave di ritorno). Ma alla fine, arrivi sempre al traguardo. Con un ultimo km a 6.04 trascinato da un monzese che mi ha identificato dalla mia maglietta lombarda. Ed è stato bello entrare allo stadio, lo stadio olimpico di Stoccolma. Una costruzione meravigliosa che gronda storia. Entro nel tunnel ed alzo la braccia, arrivo sulla pista e mi sento un campione; giro d’onore sulla pista rossa gridando al cielo, felice come una pasqua. La maratona è anche questo: è bastarda, la maledici fino al 42esimo km. Poi gli ultimi 195 metri, anche se prima bestemmiavi in bulgaro, sei sempre felice. È sempre una festa.

Stoccolma

May 29th, 2009 by mattia | Comments Off | Filed in corsa, maratona, stoccolma

Stoccolma, Sabato, massima temperatura 19°C,  42% di umidità, e buona visibilità.

Lo dice la BBC, e sinceramente non so nemmeno se queste condizioni sono buone o cattive per correre una maratona. 

Mancano tre ore e vado in aeroporto. Il volo per Stoccolma è pronto!

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