
Io dico, la messa della veglia pasquale è già lunga, è proprio il caso di metterci dentro anche i battesimi?
Sì, lo so che è il momento più corretto, à tutto un suo senso… però sabato siamo arrivati a 2 ore e 55 minuti di gran varietà religioso. Roba che stavo crollando sulla vecchia davanti a me.
Poi, fossero uno o due bambini. No, quattordici erano. Li ò contati, 14 adulti che ànno ricevuto il battesimo, tra cui anche un tizio che sembrava Augusto Daolio (tra l’altro, fino a 3 minuti fa ero convinto che Daolio si scrivesse staccato) con un padrino anch’egli fotocopia di Augusto Daolio.
Così come in Giappone anche qui in Rep. Ceca sono molto numerosi i battesimi di adulti, che in italia non avvengono perché invece vengono (venivano) battezzati tutti da bambini. Forse più che i battesimi di adulti in italia sono diffusi gli sbattesimi.
E così come in Giappone anche in Rep. Ceca c’è l’usanza di aggiungersi al proprio nome un nome di un santo durante il battesimo. In Giappone, c’è da dire, à un suo senso: i nomi giapponesi sono praticamente tutti nomi pagani, perciò quando battezzi un bambino gli dài anche un nome cristiano.
Ma i nomi cechi sono già di loro nomi cristiani, perché aggiungere un altro nome?
Tipo, se uno si chiama Václav (Venceslao) che necessità à di aggiungere un “Pietro” o “Paolo” al battesimo? C’è già San Venceslao.
La cosa che però mi à più stupito è che spesso non aggiungevano i nomi dei santi, ma proprio tutta la denominazione.
Ad esempio, se uno voleva aggiungere il nome di San Giovanni Bosco non è che si limitava ad aggiungere “Jan” (Giovanni), ma aggiungeva anche “Bosko”.
Poniamo, un tizio che si chiama Pavel veniva chiamato dal prete “Pavel, Jan Bosko”.
Di Jan Bosko ne ò sentiti almeno tre (era una chiesa di salesiani). Poi ò sentito un paio di Teresine di Lisieux, una Caterina di Siena (Sienska, in ceco), un’Agnese ceca e qualche altro santo.
Una tizia ingorda à aggiunto ben tre Terese al proprio nome: Teresa di Lisieux, Teresa d’Avila e santa Teresa Benedetta.
Ma quella che mi à mandato in crisi linguistico religiosa è stata la tizia che si è aggiunta al proprio nome quello di San Francesco d’Assisi, declinato al femminile. Si è fatta chiamare “Francesca d’Assisi“. Lo dico con tutto il tatto possibile: che stronzata è?
Fatti chiamare Francesca se ci tieni, ma non “Francesca d’Assisi”, ché mica è mai esistita una “Francesca d’Assisi”.
Comunque al termine della cerimonia (per quanto abbiano allungato la messa i battesimi degli adulti mi piacciono sempre molto) mi sono ricordato di quando ò fatto da padrino al piccolo Pavel, che fu battezzato “Pavel Matej” in mio onore (Matej è il corrispettivo ceco di Mattia). Per un buon quarto d’ora mi sono chiesto perché – a questo punto – non l’avessero chiamato “Pavel Matej Butta”.
Poi mi sono ricordato che era stato battezzato in una chiesa protestante, e i protestanti non ànno i santi.