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La libertà di essere straniero

June 10th, 2012 by mattia | 18 Comments | Filed in ignoranza, immigrati, ius sola, ius soli, la truffa dello ius soli, politica, stranieri, straniero a chi

Quando dico che i veri razzisti sono i promotori dello ius soli c’è chi mi guarda male.
E invece è proprio così, i razzisti sono loro.

Una dimostrazione? Queste sono le parole che Graziano Delrio ha pronunciato tre giorni fa in una conferenza sulla cittadinanza:

Noi diciamo sempre che vogliamo che nel nostro paese siano stranieri solo coloro che commettono il male.
Questa è la vera discriminante.

Queste parole mi fanno raggelare il sangue. Io, straniero, mi sento un brivido dentro a sentire un sindaco che, senza nessuna vergogna, dice che sono stranieri solo coloro che commettono il male.

L’avrà detto in buona fede, ci mancherebbe, e probabilmente non si è nemmeno reso conto di quello che ha detto. Ma il concetto rimane: tu, straniero, devi desiderare di diventare italiano. La cittadinanza italiana deve essere la tua ambizione primaria, perché in italia sono stranieri solo i cattivi.

No, non sta dicendo che gli stranieri sono il male. Sta dicendo che fosse per lui darebbe il passaporto italiano a chiunque, basta che non commetta reati.
Nel dirlo però non si accorge che dà per scontato che gli stranieri desiderino la cittadinanza italiana. Lo dà talmente per scontato che se uno rimane fuori è solo perché non gli è stata concessa la cittadinanza, non perché l’ha desiderato lui.

Quando dice “vogliamo che nel nostro paese siano stranieri solo coloro che commettono il male” Delrio afferma che uno straniero è obbligato a desiderare la cittadinanza italiana, perché chi non ce l’ha è solo perché non gli è stata data in quanto persona che commette il male.

Spiegalo tu a Delrio che così facendo insulta l’identità di coloro che pur vivendo in italia vogliono conservare la propria cittadinanza, per questioni culturali o perché prendendo la cittadinanza italiana perderebbero quella d’origine. Come i cittadini giapponesi che sposano cittadini italiani e che pur vivendo in italia non vogliono la cittadinanza italiana perché perderebbero quella giapponese. Vivono in italia da stranieri e rimangono tali per proprio desiderio: Delrio, hai il coraggio di ripetere di fronte a loro che in italia è straniero solo chi commette il male?

L’ho detto mille volte, e lo ripeterò fino all’infinito: il vero razzismo non è considerare qualcuno straniero ma considerare come negativo il concetto di straniero.
Perché dando per assodato che una persona voglia per forza essere italiana consideri l’essere italiani migliore dell’essere stranieri. E questo sì che è razzismo.

La grande conquista di civiltà non si fa considerando tutti italiani, ma quando uno straniero avrà la libertà di vivere da straniero. Senza essere considerato negativamente per il fatto di essere straniero e senza che nessuno gli imponga di diventare italiano.

 

 

 

Quando gli immigrati eravamo noi: bufala ?

May 15th, 2009 by mattia | 4 Comments | Filed in blog, bufale, immigrati, politica

In rete circola questo testo:

Generalmente sono di piccola statura e di pelle scura. Non amano l’acqua, molti di loro puzzano perchè tengono lo stesso vestito per molte settimane. Si costruiscono baracche di legno ed alluminio nelle periferie delle città dove vivono, vicini gli uni agli altri. Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti. Si presentano di solito in due e cercano una stanza con uso di cucina. Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci. Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi dialetti. Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l’elemosina ma sovente davanti alle chiese donne vestite di scuro e uomini quasi sempre anziani invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti. Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro. Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti. Le nostre donne li evitano non solo perchè poco attraenti e selvatici ma perchè si è diffusa la voce di alcuni stupri consumati dopo agguati in strade periferiche quando le donne tornano dal lavoro. I nostri governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel nostro paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, attività criminali.

Dalla relazione dell’Ispettorato per l’Immigrazione del Congresso americano sugli immigrati italiani negli Stati Uniti, Ottobre 1912.

A me puzza tanto di bufala, e vi spiego perché. Innanzitutto gli errori grammaticali fanno insospettire. Ma soprattutto è lo stile che non convince. Sembra che il testo sia creato apposta per creare l’effetto desiderato: il lettore, riga dopo riga, pensa che si stia parlando di zingari, di neri (o qualsiasi altra etnia), e solo alla fine – quando ormai crede di avere capito di chi si parla – gli viene svelato che si sta parlando di italiani, descritti dagli americani un secolo fa.
Così il lettore si sente un merda per quello che ha pensato. Il meccanismo psicologico funziona, ma fa pensare al fatto che il testo sia stato confezionato ad arte con questo scopo, e non che sia un testo originale.

Diverse argomentazioni sembrano messe apposta nel testo per ricalcare le frasi che gli italiani usano con gli stranieri (“Le nostre donne”, “Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l’elemosina”). Delle volte addirittura sembra che descrivano appositamente casi italiani: la frase  “alcuni stupri consumati dopo agguati in strade periferiche quando le donne tornano dal lavoro” sembra sia scritta apposta per descrivere il caso Reggiani.

Alcune accuse stonano nei confronti del contesto americano: Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili e ben sappiamo che negli USA non esiste una lingua ufficiale, essendo un paese che è un vero crogiuolo di lingue. 

Ma soprattutto, è verosimile che un testo ufficiale di una istituzione come il Congresso americano, si lasci andare con descrizioni del genere? Anche ammettendo che vogliano esprimere gli stessi concetti, vi sembra normale che scrivano frasi così chiaramente disprezzanti? Piuttosto che dire “molti di loro puzzano“, direbbero “queste comunità di immigrati rappresentano un pericolo per l’igiene pubblica a causa di una non adeguata disponibilità di servizi sanitari ed educazione igienica“. Il senso è lo stesso, ma da un testo ufficiale del congresso mi aspetterei la seconda frase, non la prima. 

Ho fatto una ricerca in internet, cercando la fonte di questo documento. Nessuna fonte. Non si riesce a capire da dove sia partito questo testo, che tutti si ricopiano di blog in blog. 
Soprattutto non c’è la fonte sul traduttore (perché sia ben chiaro, è probabile che alla base ci sia un fondo di verità – come solito per le bufale – ma la traduzione sia stata talmente libera da aver snaturato il senso del testo originale). 

Ho cercato una fonte in inglese, ma non ho trovato niente (pur cambiando le parole chiave per cercare di indovinare l’originale inglese).

In definitiva, a me puzza tanto di bufala. Vedremo se ci saranno aggiornamenti.

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