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Il senso delle parole

March 15th, 2017 by mattia | 12 Comments | Filed in bufale, ignoranza
Quando feci il test d'ingresso per entrare al poli mi trovai di fronte domande di comprensione verbale. Un piccolo testo da leggere e delle domande in cui si chiedeva cosa diceva quel testo.
Seriamente? mi sono chiesto.
So leggere e so capire ciò che c'è scritto. So bene che ci sono ancora tanti analfabeti in italia - come l'anziana vicina di casa emigrata negli anni '50 dalla Sicilia. So bene che c'è molta gente che sa leggere ma non capisce il significato delle parole. Ma dannazione, sto facendo un test d'ingresso per un'università, si dà per scontato che sappia leggere e capire.

Poi sono passati gli anni e ho scoperto che non è così. Delle volte capita persino a persone in posizioni importanti di non capire quello che leggono.

Prendete pure i dibattiti in parlamento: dozzine di deputati che parlano di governo "tecnico" illegittimo perché l'art. 1 della costituzione dice che la sovranità appartiene al popolo.

Eh... sì. È vero. Ma la frase continua dicendo  "che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione". Per capire un testo non è che puoi leggerne solo una parte, devi leggerlo tutto.
La frase è " la sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzionenon che la esercita come cazzo gli pare. Non si tratta neanche di fare discussione politica, è solo una questione di comprensione verbale.

Lo stesso vale per quei deputati secondo cui l'italia non può fare la guerra perché la costituzione dice che "l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali". E magicamente si dimenticano che la costituzione dice anche "Le Camere deliberano lo stato di guerra e conferiscono al Governo i poteri necessari".
Tagli via una parte del testo e capisci una cosa diversa da quello che dice.

Oppure prendete il dibattito sul fine vita alla Camera di lunedì scorso. Sì, quello con solo 20 deputati. Una pena, il contenuto degli interventi intendo. Da una parte e dall'altra (se avete un po' di tempo da buttare ascoltatevi il discorso del rappresentante della Lega, imbarazzante).
In tanti hanno ricordato l'art. 32 della costituzione* "Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge". Eh, appunto... se non per disposizione di legge. Quindi sì, è del tutto lecito avere una legge che obbliga a un trattamento sanitario.
A un certo punto c'è stata una deputata che leggendo quell'articolo è arrivata al punto in cui dice se non per disposizione di legge e ha titubato un po'. Sembrava che si fosse resa conto che citare quella frase della costituzione era un argomento invalido.
Gli altri invece no, non l'hanno capito.

Eppure è lì scritto, si tratta solo di capire la lingua italiana. Ancora una volta, non è questione di politica ma solo di comprensione verbale. Se dice "se non per disposizione di legge" significa che puoi fare una disposizione di legge che lo consente. Fine della storia.

Possibile che ci siano così tante persone che hanno difficoltà di comprensione di un testo così semplice?

Sì, e succede anche di peggio.

Prendete questa notizia.
Silvana De Mari è indagata a dalla Procura di Torino per istigazione all’odio razziale

Anche qui, non entriamo nemmeno nella polemica, né nel lato scientifico della faccenda. Rimaniamo al livello della comprensione verbale.
La dott.ssa De Mari fa affermazioni che fanno infuriare i ghei e questi la denunciano per istigazione all'odio... razziale.

Razziale? Sì, razziale. Si parla della porcata che passa sotto il nome di legge mancino. Scrive il corriere (evidenziazione mia):
Le sue parole, pubblicamente divulgate, sono lesive della dignità della persona e della comunità Lgbt. Non solo, esorterebbero alla discriminazione di singoli soggetti o gruppi determinati. E all’odio. Questo il senso dell’esposto e di quanto sta valutando la procura di Torino. La legge Mancino - il riferimento normativo - condanna gesti, azioni e slogan aventi per scopo l’incitazione alla violenza e alla discriminazione per motivi razziali, etnici, religiosi o nazionali.

Ha ragione il corriere quando scrive che la porcata mancino punisce chi incita alla violenza e alla discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi.
Dice proprio così la legge:
[è punito]  con la reclusione sino a tre anni chi diffonde in qualsiasi modo idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico, ovvero incita a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi;

Solo che si dimentica di spiegare in quale categoria cadono i ghei.
I ghei non sono una razza, non sono un'etnia, non sono una nazione e non sono una religione. Che cazzo c'entra la legge mancino dunque?
Nulla.

O mi dimostri che i ghei sono una razza o un'etnia o una nazione o una religione (e auguri) oppure significa che hai grossi, enormi problemi di comprensione verbale (se già non siamo alla confusione mentale). Significa che citi leggi a caso che non c'entrano niente.
Poniamo che la maestra di seconda media ti dia come tema "Descrivi come dovrebbe essere la tua famiglia ideale" e tu scrivi un componimento sull'importanza del volontariato nella società moderna. Una cosa del genere: imbarazzante.

Ancora più imbarazzante che la procura abbia preso in considerazione l'esposto "dopo un'attenta valutazione" invece di buttarlo nel cestino suggerendo a chi l'aveva presentato di studiare il significato della parole razza, etnia, nazione e religione su di un dizionario qualsiasi.
Il fascicolo era arrivato, dopo l’esposto del comitato «Torino pride», direttamente sulla scrivania del procuratore Armando Spataro, che, dopo un’attenta valutazione, lo ha assegnato al gruppo di pm che si occupa dei reati previsti dalla legge Mancino.

Perché che qualche avvocato si inventi casi del genere contro l'evidenza del significato delle parole ci può anche stare, è il loro valore dimostrare che il bianco è nero per soddisfare il cliente. Ma la procura no, la procura si deve basare sulla legge. Quella scritta a caratteri neri sul foglio bianco.

Io spero vivamente che da qui alla sentenza compaia una persona capace di quel minimo di comprensione verbale necessario per passare un test d'ingresso all'università che capisca che la legge mancino qui non c'entra niente.

Perché altrimenti capire dove stiamo andando? Verso a un punto in cui i tribunali si inventano leggi che non esistono cambiando il senso delle parole.
Auguri.

 

*Piesse: tra l'altro si fa pure finta di dimenticare che questo articolo intendeva opporsi alle brutture degli esperimenti fatti dai nazisti di cui c'era ancora fresca memoria, non si riferiva certo ai trattamenti sanitari che salvano la vita.

Eh, signora mia, gli antichi romani facevano i ponti così bene che sono ancora in piedi

March 13th, 2017 by mattia | 26 Comments | Filed in bufale, ignoranza
Leggete questo articolo su La Stampa. È firmato Mario Tozzi, ma spero sia un omonimo del noto primo ricercatore presso il CNR, perché una persona con un minimo di formazione tecnica o scientifica non potrebbe inanellare così tante corbellerie in così poche righe.

Partiamo con la prima. Un classico da mercato di paese mentre sei in fila per il pollo arrosto. Eh, signora mia, una volta i romani facevano i ponti che stavano su millenni ora invece...

Cito
Gli antichi romani costruivano per l’eternità, gli italiani per l’immediato futuro. E spesso neanche per quello.

[...]

Siamo il Paese in cui resistono egregiamente, e sono ancora percorribili, perfino con i camion, ponti fabbricati in pietra duemila anni fa e crollano quelli recenti in cemento armato, anche senza terremoti e frane, dalla Lombardia alla Sicilia, con una regolarità impressionante. Stessa osservazione può essere fatta per le strade (l’Appia Antica ha 2300 anni), per i palazzi e per i monumenti. Se la tecnologia e i materiali sono migliorati decisamente, perché siamo funestati da crolli?

Ottimo esempio di errore logico che passa sotto il nome di survival bias. I romani non costruivano meglio di noi, manco per il cazzo. Se hai questa impressione è perché osservi solo i sopravvissuti, quelle strutture cioè che sono rimaste in piedi nel tempo. Nel frattempo però non vedi tutte le altre strutture che sono crollate perché costruite col culo. Non le vedi semplicemente perché... sono crollate.
La valutazione positiva sulla costruzione dei romani è influenzata dal fatto che vedi solo le poche opere costruite bene (che sono rimaste) mentre non vedi tutte le opere fatte male (perché non ci sono più).
Vuoi fare un confronto alla pari? Prendi tutti i ponti, tutte le strade, tutti i palazzi costruiti dai romani e conta quanti sono ancora in piedi (in condizioni decenti): è una scoreggina di tutto quello che hanno costruito.
Guardare solo ai sopravvissuti e dedurre che una volta costruivano meglio è un errore logico imbarazzante.

Ma andiamo avanti:
Nel 1940 il Tacoma Bridge (stato di Washington in Usa), lungo oltre un chilometro e mezzo, crollò appena sette mesi dopo la sua apertura perché non riuscì a resistere alle sollecitazioni laterali indotte dai «forti» venti (67 km/h) della regione. Sembra incredibile, ma il vento può far crollare un ponte dopo averlo fatto ondeggiare paurosamente come una frusta manovrata da un domatore

Sembra incredibile a te magari. Cosa c'è di strano nel fatto che il vento possa far crollare un ponte?

Lo ammetto, ero anche io convinto che il ponte di Tacoma fosse crollato per una risonanza, poi sono andato a verificare e sembra che sia crollato per un effetto di aeroelasticità per cui la struttura entra in retroazione positiva.
Che sia per un motivo o per l'altro, perché mai dovrebbe sembrare incredibile? Ti sembra così strano che un sistema in retroazione positiva sia instabile? Bene, allora lascia una mela e preparati ad essere stupito quando la vedrai cadere.

Ma fate attenzione a quelle virgolette attorno all'aggettivo forti.
Perché il Ponte di Tacoma è crollato per «forti» venti (67 km/h) , poi Tozzi più in basso aggiunge:
E fa ancora più impressione pensare che proprio qui da noi qualcuno voglia realizzare il ponte a campata unica più lungo del mondo sullo stretto di Messina, utilizzando un acciaio che ancora non esiste, con venti in quota a oltre 100 km/h, nella zona più sismica dell’intero Mediterraneo.

Eh già, perché se il ponte è crollato con un venticello da 67 km/h chissà con venti da 100 km/m!

È imbarazzante da spiegare, ma non funziona così. Il ponte di Tacoma non è crollato perché il vento ha raggiunto i 67 km/h, ma perché era instabile (una caratteristica che è propria del sistema).
Il problema non era il vento ma il ponte.
Tanto che poi è stato ricostruito nel 1950 e alla facciazza di Tozzi è ancora lì da 66 anni, con i venti che soffiano ancora a 67 km/h senza crollare.
Usare una struttura crollata per un errore di progettazione che la rendeva instabile come esempio del fatto che non bisogna costruire ponti dove tirano venti di quella portata è ridicolo.
Tra l'altro è stato un errore fatto in un periodo in cui gli strumenti di calcolo non consentivano le verifiche che invece si possono fare con le capacità di calcolo che abbiamo oggi.
Nel progetto preliminare gli ingegneri ragionano su una durata del manufatto di appena duecento anni, dieci volte meno di quanto poi sono durati (e durano) i ponti dei romani antichi. Forse meglio lasciar perdere.

Lasciamo perdere il survival bias (no, testoro, non "dieci volte meno di quanto poi sono durati (e durano) i ponti dei romani antichi" bensì "dieci volte meno dei ponti dei romani antichi che sono rimasti in piedi").

Il fatto è che oggi costruiamo meglio dei romani. Un bel tocco meglio.

I romani hanno fatto sì strutture che - in alcuni casi - sono ancora in piedi. Ma sono strutture mastodontiche. Guardate i ponti romani; sì, quelli che sono ancora in piedi e bla bla bla. Hanno campate cortissime, tantissimi piloni che sono spessi da fare schifo. Ora noi facciamo ponti con campate così larghe e con così pochi piloni che gli antichi romani di sto cazzo ci fanno una sega.
Sì, anche una volta facevano le cattedrali che stavano (e stanno ancora) in piedi - quando non viene un terremoto che le sbriciola - senza avere il calcestruzzo armato. Ma quanto erano spesse le strutture portanti?

Senza contare che ora facciamo strutture che una volta nemmeno si sognavano. Perché abbiamo materiali migliori, tecniche costruttive migliori ma anche sistemi di calcolo migliori.
Non solo, ma siamo in grado di costruire tutto questo per coprire esigenze mostruosamente superiori a quelle che avevano le società di secoli fa.

Secondo questo sig. Tozzi l'Appia antica dovrebbe essere un esempio della durevolezza delle strutture degli antichi romani. Bravo, ma quanta gente si spostava ai tempi degli antichi romani?
Io questo fine settimana mi sono fatto in 49 ore 2000 km, gran parte dei quali su autostrade sfrecciando a 130 - 150 km/h. E con me tanti altri veicoli di tonnellate che correvano su quelle autostrade.
Oggi ci muoviamo tutti, ci muoviamo in macchina, ci muoviamo in treno, ci muoviamo in aereo. E siamo capaci di costruire autostrade, ferrovie e aeroporti che fanno muovere tutti. Due millenni fa no. Due millenni fa non si muoveva nessuno, tanto meno alle velocità con cui ci muoviamo oggi. Se duemila anni avessero dovuto costruire infrastrutture di queste proporzioni non gli sarebbe bastato schiavizzare tutta la popolazione mondiale per avere mano d'opera sufficiente. Per dirne una.

Che dobbiamo fare? Tornare a fare i ponti di pietra come ai tempi dei romani? Se siete disposti a non muovervi più di casa...

 

Poi vabbe', questo Tozzi ci mette dentro sempre la storia del calcestruzzo fatto con la sabbia di mare e risparmiando sul ferro perché così si mette dalla parte di quello che svela le magagne...
Ma anche questo è un argomento non valido: a lavorare col culo viene giù qualsiasi cosa, fatta con qualsiasi tecnologia. Probabilmente anche ai tempi degli antichi romani qualche ponte è venuto giù perché il capocantiere ha risparmiato sulla pietra, che ne sai.
Se per opporti al calcestruzzo armato trovi qualche caso in cui uno ha lavorato col culo allora preparati perché qualsiasi cosa proponi posso trovarti un caso in cui qualcuno ha lavorato col culo con quella tecnologia creando un disastro.

Io non so che cosa ha questo Tozzi contro il calcestruzzo armato. Forse è uno di questi pseudo ecologisti che si oppone alle opere per partito preso e poi cerca disperatamente una giustificazione a questa sua posizione. Perché non puoi andare in giro a dire "non voglio quella struttura perché non mi garba", non ci fai una gran bella figura. Anche se non c'è devi inventarti qualche motivazione tecnica.
Solo che nel farlo così rischi di prendere cantonate come questa, dove ricorri a errori logici come il survival bias, ti inventi che i romani meglio o li lanci in paragoni che non c'entrano nulla come quello del ponte di Tacoma.

Tozzi, se sei contrario a qualche struttura per i cazzi tuoi dillo. Ma non inventarti motivazioni che non stanno in piedi. Dicci pure che non vuoi quella struttura perché non ti piace e siamo a posto così.
Ci fai una migliore figura, ti assicuro.

Quelli che “su internet non si è mai veramenti anonimi”

March 6th, 2017 by mattia | 22 Comments | Filed in bufale, ignoranza
Mi spiace tornare sull’argomento, ma siccome ci sono sedicenti esperti di informatica che vanno in giro a ripetere questa storia mi tocca ripetermi.

L’idea è sempre la stessa: l’anonimato su internet non esiste davvero, è una “illusione”, dicono. La polizia postale se vuole ti trova… quindi occhio.

Lo ripeto: la polizia ti becca se ha elementi per risalire alla tua identità. Altrimenti nisba.
Come fare a non lasciare tracce? Domani uscite di casa, entrate in un negozio di elettronica e comprate un telefono cellulare di quelli che navigano in internet (in pratica ogni modello sopra i, facciamo, 100 euro). Alla cassa non ti chiedono la carta d’identità. Paghi in contanti, e non con carta di credito - altrimenti potrebbero risalire al tuo nome, ed esci dal negozio. Ora hai in mano un dispositivo con cui fare tutto quello che vuoi su internet, insultare, minacciare…
Ti serve una carta SIM però, ma questa la puoi comprare in modo anonimo - e del tutto legale - nei paesi in cui una SIM la compri mettendola sul rullo della cassa al supermercato. La Rep. Ceca è uno di questi paesi, la Germania mi dicono pure - almeno un po’ di tempo fa, non so se è cambiato nel frattempo.

Lo stesso per le ricariche: puoi comprare le ricariche dal tabaccaio senza dare alcun documento d’identità.

Anche per la SIM e per le ricariche paghi in contanti (e ovviamente non dài la carta fedeltà se le compri al supermercato).

A questo punto hai un dispositivo pienamente funzionante con accesso a internet.
Se insulti qualcuno o fai una minaccia come fanno a risalire alla tua identità?

Potrebbero verificare da quale cella ti connetti e fare la lista di tutti i cellulari connessi alla stessa cella. A quel punto con una botta di culo non indifferente dopo un po’ di connessioni salta fuori che la SIM da cui fai minacce è connessa a una cella in cui - guarda caso - è connesso anche un altro cellulare che è intestato a te.

Ma tu puoi sempre prevenire la cosa lasciando il cellulare a te intestato a casa (o togliendogli la batteria) e facendo le connessioni per le minacce sempre da posti diversi. A quel punto come fanno a risalire a te?
Ovviamente il dispositivo con cui fai minacce o ingiurie lo usi solo per quello, non è che prima ti logghi con il profilo con cui fai minacce, poi ti slogghi e ti logghi con il tuo profilo dal nome vero. Né lo usi per fare alcun altra attività, leggere posta dalla tua casella email, fare ricerche su gugolo. È un dispositivo dedicato solo a quello, che non vede altri profili che quelli usati per fare minacce. Parimenti non lo usi per fare chiamate.

Certo, se io per esempio sono così scemo da fare connessioni sempre da celle relative a tre posti (dove lavoro, dove abito e dove mi alleno) e magari sono l’unico che parla italiano che frequenta quei tre posti e le minacce sono in italiano ci vuole poco a fare 2+2 e a trovarmi. Ma sarei un pirla.
Se uso uno dispositivo anonimo e mi connetto da celle che non possono essere ricondotte a me come mi trovano?

Ah, e non vale rispondere “sarebbe meglio non parlare pubblicamente di tecniche d’indagine” perché altrimenti quelli si fanno furbi e prendono precauzioni. Questa è una risposta alla “mio cugggino che lavora alla postale sa tutto” che tira fuori il classico cialtrone da tastiera quando non sa cosa dire.

Chi afferma che l’anonimato su internet è una “illusione” ha il dovere di dimostrarlo senza ricorrere ai cugggini della postale.
Sono qui che aspetto.

Ovviamente non vale dire “eh, ma s’intende che si possono identificare gli sprovveduti che si connettono con una SIM intestata a loro nome”, perché se i segretissimi metodi d’indagine consistono andare da Vodafone e chiedere l’intestatario della scheda allora vaffanculo.

Allo stesso modo non vale dire che si identificano coloro che non hanno accortezza di usare uno dispositivo dedicato esclusivamente a questo scopo.
Perché questa sarebbe la smentita diretta dell’affermazione secondo cui l’anonimato è una “illusione”. Infatti si ammette che puoi risalire all’identità di qualcuno ma solo se è così sciocco da fare gli errori descritti sopra.
Altrimenti non lo trovi.

Io sono qui, se c'è qualche vero esperto di informatica che mi dice come mi beccano se uso le precauzioni di cui sopra sono lieto di ascoltarlo.

 

Piesse: ovviamente non ditemi neanche che le tecniche descritte richiedono uno impegno di risorse eccessivo. Ché parliamo sempre di 100 - 150 euro. 

Il fallimento di obama sull’energia

February 25th, 2017 by mattia | 11 Comments | Filed in bufale, energia
Sette anni fa, quando feci il documentario sul Kitegen mi trovai di fronte persone che mi dissero più o meno così: a noi servirebbero dei fondi per fare il prototipo. Dopodiché, quando il prototipo sarà pronto avremo tutto il mondo che accorrerà a vederlo e crederà in questa tecnologia. Purtroppo però le banche non ci finanziano.

E da quel ragionamento partiva tutta l'idea para-complottista per cui le banche erano esposte in finanziamenti di altri progetti nel tema energia e se il kitegen avesse preso piede quei progetti sarebbero falliti.
Ovviamente il ragionamento non stava in piedi: questi promettevano di dare energia pulita e rinnovabile continuamente e per tutta l'italia. Altro che mix energetico: era una fonte di energia che copriva tutti i bisogni energetici nazionali. Una roba del genere è una gallina dalle uova d'oro. Se ce l'hai tra le mani puoi anche perdere qualche centinaio di milioni che hai investito sul petrolio o sul fotovoltaico con una mano perché con l'altra mano hai un reddito enorme e perenne.
La realtà è che non volevano investire perché quelli non volevano smollare i brevetti. Ma questa è un'altra storia.

La mia obiezione, più che naturale, è stata: perché non andate dall'illuminata amministrazione Obama a farvi finanziare il progetto? Che saranno mai un paio di milioni di euro per il governo statunitense.

La cosa bella è che citai anche l'illuminata giunta pugliese vendola, che il quel periodo si spacciava come l'obama italiano. A dirlo adesso fa ridere, ma davvero c'è stato un periodo in cui vendola stava per diventare la guida del centro-sinistra italiano.

In entrambi i casi la questione era semplice: ci sono delle amministrazioni politiche che fanno dell'ecologia una bandiera, andate da loro e fatevi finanziare da loro.

Negli anni che sono seguiti poi questo tema si è un po' affievolito. Di obama abbiamo sentito parlare per tanti temi e quello delle energie rinnovabili è finito in sottofondo. Otto anni fa invece era uno dei suoi temi principali. Si pensava davvero che Obama avrebbe aperto una nuova via alla produzione di energia pulita. Proprio per quello lo citai.

Sono passati otto anni, vediamo cosa ha concluso. Perché otto anni sono tanti, dopo otto anni non puoi più dare la colpa alla pesante eredità dei precedenti governi.

Vediamo allora com'è cambiata la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili in questi otto anni negli U.S. of A.

Prendiamo il solare. Dal 2009 al 2015 (i dati del 2016 sono ancora provvisori ma non cambiano molto) è cresciuto così:



[ci sono due serie, una per il solare nelle centrali fotovoltaiche e una *stima* del fotovoltaico distribuito]

Uno dice: fischia! Guarda come è cresciuto! Grande obama!

Guardiamo l'eolico:



Non è cresciuto quasi esponenzialmente come il solare, vero, è cresciuto solo linearmente. Però anche lui è cresciuto mica male negli anni dell'amministrazione obama.

Ottimo, figherrimo questo obama.

Ora però facciamo un piccolo confronto. Guardiamo questi valori paragonati al totale dell'energia elettrica prodotta negli U.S. of A in questo periodo:



Sì, il solare e l'eolico sono quelle righe in basso.
Per quanto siano aumentati in questi anni sono sempre una scoreggina nel mare dell'energia elettrica di cui necessitano gli U.S. of A.

Gran parte dell'energia continua ad essere prodotta da carbone, nucleare e gas:



Quello che manca è dato, oltre che dalla scoreggina solare ed eolica, dall'idroelettrico (che negli ultimi anni è un po' calato per via di stagioni secche, ma fondamentalmente è stabile), un po' di petrolio, legno e un po' di altre fonti minori.

Certo, in questi anni è diminuita l'energia prodotta dal carbone ma è stata rimpiazzata dal gas, sempre dinosauri morti sono.

Hai voglia a fare articoli su riviste moderne in cui si esalta l'ultima enorme centrale fotovoltaica costruita nel deserto dell'Arizona. Quelli sono articoli per gonzi che si esaltano in quanto non sanno guardare i numeri in prospettiva.
Sul totale dell'energia prodotta negli U.S. of A. le rinnovabili pulite sono rimaste al palo negli anni dell'amministrazione obama.

Per cortesia, non venite a dirmi che ci vuole tempo, che è un primo passo, che da qualche parte bisogna pure cominciare...
Otto anni sono tanti, soprattutto per tecnologie come il fotovoltaico o il solare che sono già pronte. Non parliamo di una centrale nucleare che richiede lustri per essere progettata e costruita. Non devi fare opere ingegneristiche enormi, non devi scavare per fare fondamenta e costruire edifici. Una centrale di pannelli fotovoltaici la installi in un fiat. Lo spazio ce l'hai, al massimo ti concedo un po' di tempo per costruire le linee di trasmissione, ma per il resto basta mettere giù una squadra di operai e i pannelli fotovoltaici te li installano a macchinetta. Hai voglia quanti ne installi in otto anni.  Eppure sono rimasti lì al palo.

Mi direte: ok, ma avrà investito per nuove forme di energia rinnovabile e pulita che riusciranno là dove solare e eolico hanno fallito.

In effetti obama ha fondato un'agenzia, l'Advanced Research Projects Agency-Energy, il cui scopo è proprio quello di finanziare progetti di ricerca e sviluppo nel campo energetico.
Se guardate sul loro sito però vi accorgete che molti progetti finanziati non hanno nulla a che vedere con la ricerca di nuove fonti di energia pulita. Ad ogni buon conto i finanziamenti a questa agenzia sono miseri: 400 milioni di dollari per partire poi circa 280 milioni all'anno.

Nel frattempo l'amministrazione obama ha versato fiumi di denaro sul solare - che ha fallito. Il caso più famoso è quello di Solyndra, azienda di pannelli solari finanziata da obama con 535 milioni di dollari e poi miseramente fallita. Ma ce ne sono altre: Abound solar, per esempio, con 400 milioni dal governo obama e poi finita in bancarotta. Oppure possiamo parlare dei quasi 529 milioni stanziati nel 2009 per Fisker Automotive, azienda di veicoli ibridi elettrici, la quale ha fatto richiesta di bancarotta nel 2013. E parliamo di una tecnologia che non avrebbe aggiunto un joule di energia pulita nel bilancio energetico.
E potremmo continuare con altri casi più o meno noti, più o meno sostanziosi, di fiumi di denaro pubblico investito in aziende che non portano nuove tecnologie per produrre finalmente l'energia pulita nelle quantità e nelle modalità che ci serve, e che per giunta sono capitolate. Tutti casi in cui i soldi dei contribuenti sono finiti nel gabinetto.

Prendete anche solo quei tre casi: parliamo di circa 1,4 miliardi di dollari. Quanti progetti di ricerca (per trovare energie rinnovabili veramente utili) finanziavi con quei soldi?
Ohilà, parliamo di cifre simili al budget annuale dell'ERC. Sono una montagna di soldi. Ci avviciniamo a cifre per cui per statistica qualche risultato concreto lo ottieni per forza.

Poi vedete, è facile lamentarsi per oleodotto, ma cosa ha fatto obama per consentire al suo paese di avere tutta l'energia rinnovabile e pulita di cui necessita quando i dinosauri morti saranno finiti? Quali sono stati i suoi risultati in questo campo?
Un fallimento totale, quando si guardano i numeri e non la propaganda travestita da stampa.

Sentirò mai tante anime belle fare un riflessione su questo fallimento?

The feis of tolla

February 16th, 2017 by mattia | 6 Comments | Filed in bufale, faccia di tolla, ignoranza
ovon mi ricordo nemmeno dove l'ho letto, eppure ho pensato che nella sua assurdità aveva senso: dicevano che la chiave del successo di Trump era stata non aver vergogna di nulla.
Un politico normale davanti a una propria contraddizione avrebbe cercato di giustificarsi con una supercazzola qualsiasi; quelli bravi come obama riuscivano a infinocchiare un po' tutti (come colla storia del soul searching), quelli meno bravi invece balbettano qualcosa e perdono la faccia.

Trump invece non fa niente di tutto questo, non giustifica le sue contraddizioni: se ne fotte. Alla gente poi non dà nemmeno molto fastidio anzi, eviti di stare sulla difensiva. Dicevano che il successo di Trump sta proprio nell'avere la faccia di tolla di contraddirsi senza alcuna vergogna.

Pensavo a questo mentre vedevo il servizio delle Iene sulle "bufale". Sicché, accusano un tizio di inventarsi bufale che

  1. sono rischiose perché creano allarme sociale;

  2. gli fanno guadagnare dei soldi.


La cosa spassosa è sono proprio loro a criticare questi due punti. Sì, la stessa trasmissione che ha retto l'ombrello a stamina, per dirne una. Un caso in cui

  1. hanno creato oltre che allarme sociale... hanno indotto persino il parlamento a deliberare una sperimentazione folle;

  2. hanno trasmesso i servizi in una trasmissione in cui gli spot pubblicitari rendono un filino in più di qualche bannerino su internet.


Una persona anche solo con un minimo di buon senso quando prepara un servizio del genere pensa: aspetta, non è che poi mi attaccano per quella volta di stamina? Magari è meglio che sto un po' schiscio.

Invece no, fanno come Trump e se ne fottono dell'incoerenza. Che è mostruosa, visto che ho parlato di stamina, ma potrei parlare anche dei servizi di escozul (che non avevano destato nessun allarme sociale, no, c'era solo la gente che prendeva l'aereo per andare a Cuba a procurarselo), oppure potrei parlare della dieta vegana per curare i tumori (nessun allarme sociale, no... ci fosse stato anche solo uno che ha smesso le terapie per mangiare i frullati di carote sono da impalamento).
E potrei continuare con quella volta che fecero un servizio accusando un tizio di averci provato con un 17enne gridandogli in faccia "ma è minorenne!", ignorando evidentemente che un 70enne può scopare con un 17enne senza commettere nulla di illegale (ah, quel tizio poi si suicidò ma figuratevi, mica sono qui a dirvi che è colpa loro).

Sono anni che sono i primi propagatori di bufale e non su di un sito burletta da qualche migliaio di euro ma su una TV nazionale. Eppure hanno la sfacciataggine di fare i moralizzatori sulle bufale.

Forse ho sbagliato tutto io, la chiave per avere successo è davvero quella: avere la faccia tosta di fregarsene della propria incoerenza.

 

Piesse: ovviamente una discreta faccia tosta appartiene anche agli intervistati. Quelli che raccontano con dovizia di particolari la pericolosità sociale delle bufale davanti al microfono della prima trasmissione bufalara della TV senza però accennare nemmeno di striscio a quei casi che raccontavo prima.
Certo, se tu tra gli esempi di bufale dannose gli fai presente anche il caso di stamina questi poi non ti mandano in onda l'intervista, ti salutano e se ne vanno. Ma l'onestà intellettuale si costruisce anche così.

Al confine possono anche mettervi un dito nel culo, figuratevi se non vi possono perquisire il telefono

February 15th, 2017 by mattia | 15 Comments | Filed in bufale, ignoranza
Oggi ho letto questo post di I fucking love science. Raccontano di un impiegato del JPL che al ritorno negli U.S. of A. viene perquisito. Gli vengono anche controllati i dispositivi elettronici. Il tutto nonostante fosse cittadino statunitense.

Scandalo!
Lurido Trump!
Razzismo!

Allora, da dove cominciamo?
I compiti della polizia di frontiera sono due:

  1. Verificare che chi si presenta al confine abbia i titoli per entrare

  2. Verificare che non introduca nel paese niente di illegale


Per il primo punto è ovvio che c'è una differenza tra uno straniero e un cittadino. A uno straniero puoi sempre vietare l'ingresso nel paese (sì, anche se ha un visto); se è un diplomatico puoi sempre dichiararlo persona non grata e non farlo entrare. A un cittadino invece non puoi negare l'ingresso: quello è il suo paese e ha il diritto di entrare.

Sul secondo punto invece non ci sono differenze. E basta anche solo usare la logica (che evidentemente quelli di IFLS spengono prima di scrivere i post): se una pesona non fosse soggetta a perquisizione solo perché è cittadino di quello Stato allora basterebbe dare un oggetto illegale a un cittadino per importarlo nel paese. Vuoi portare un kg di cocaina negli Stati Uniti? Dallo a un cittadino statunitense e alla frontiera non possono perquisirlo! Oh, è un natural born citizen! Come si permettono di perquisirlo?

Ovviamente questo vale per tutto quello che può portare pericolo nel Paese: droga, certo, ma anche semi (di piante che potrebbero stravolgere l'equilibrio biologico della flora del paese), così come oggetti non fisici ma virtuali. Pensate ad esempio al materiale coperto da diritto d'autore o alla pornografia minorile. Se leggete le condizioni di ogni visto che vi hanno dato (perché le avete lette, vero?) troverete che è illegale importare materiale piratato o pornografia minorile (delle volte importare su di un dispositivo fisico lascia meno tracce che non trasmetterlo tramite internet).
Secondo voi come credete che la polizia possa far rispettare questo divieto senza controllare i vostri dispositivi elettronici?

- Buongiorno, ha per caso dei filmati di pornografia minorile sul calcolatore o nel telefono intelligente?
- No, proprio no.
- Ah bene, allora può andare.
- Ma come, si fida? Non mi controlla i dispositivi?
- Non posso! Altrimenti gli anti-Trump iniziano a scheccare.
- Buono a sapersi.
- In che senso?
- Niente, niente...

Che senso avrebbero i divieti di importare droga se non possono farti una perquisizione corporale? Che senso avrebbero i divieti di importare materiale informatico pericoloso se non possono fare una perquisizione ai dispositivi elettronici?

Dopodiché, non volete usare la logica? Bene, basatevi sui fatti: possono. E non solo negli U.S. of A., ma ovunque. Così come potevano negli U.S. of A. anche prima che Trump venisse eletto.

C'è un unico caso in cui la polizia di frontiera non può procedere alla perquisizione: è la valigia diplomatica. Che non è il trolley con dentro le mutande dell'ambasciatore ma un qualsiasi contenitore con opportuni identificativi che gli dànno immunità diplomatica. Si usa per trasferire documenti importati (come le schede elettorali degli italiani all'estero) per evitare che chicchessia possa perquisirli e modificarli.
Delle volte questo stratagemma è stato usato pure per trasferire droga e persino persone. A quel punto sono sorte questioni sulla limitazione della valigia diplomatica ma non mi ricordo come è andata a finire.

Escludendo però che voi viaggiate con una valigia diplomatica, state pure sicuri: tutto quello che portate al confine possono controllarvelo.

La bufala delle maggioranze omogenee

February 10th, 2017 by mattia | 21 Comments | Filed in bufale, ignoranza
Il ruolo della corte costituzionale, in un paese normale, è di decidere se una norma è conforme alla costituzione o no. Non devono decidere se la legge è ragionevole o no, se è buona o cattiva, se è moderna o retrograda, né tantomeno se a loro garba oppure no. Devono solo decidere se non rispetta la costituzione.
Purtroppo però spesso avviene l'opposto.

Ieri è successo ancora. Nelle motivazioni della sentenza sull'italicum la corte costituzionale ha ribadito questa storia delle maggioranze omogenee tra Camera e Senato.
La Costituzione «non impone al legislatore di introdurre, per i due rami del Parlamento, sistemi elettorali identici» ma «esige che, al fine di non compromettere il corretto funzionamento della forma di governo parlamentare, i sistemi adottati, pur se differenti, non devono ostacolare, all’esito delle elezioni, la formazione di maggioranze parlamentari omogenee».

via

Stesso concetto espresso da mattarella nel discorso di fine anno.

UNA CAZZATA ENORME.

La costituzione non prevede, neanche di striscio, che le maggioranze che escono dalle urne per Camera e Senato siano uguali. La costituzione richiede che il governo abbia la fiducia delle due camere, che è una cosa mostruosamente diversa.

La costituzione prevede - espressamente! - che le elezioni possano dare maggioranze diverse tra Camera e Senato. Lo prevede in almeno tre punti.

  1. Quando prevede un corpo elettorale diverso tra Camera e Senato: alle ultime elezioni erano 4 milioni di elettori di differenza. Nel momento in cui la costituzione dice che per la Camera e per il Senato votano persone diversi ammette esplicitamente che le maggioranze che ne escono possono essere diverse.

  2. Quando dice che il Senato è eletto a base regionale, quindi prevede un meccanismo diverso di elezione per il Senato.Ma soprattutto:

  3. All'art. 88 quando dice:
    Il Presidente della Repubblica può, sentiti i loro Presidenti, sciogliere le Camere o anche una sola di esse.
    Ripetete insieme dopo di me: o anche una sola di esse.
    Non è mai capitato, è vero. Ma così è scritto nella costituzione, e a questo si deve attenere la corte costituzione, a quello che è scritto nella costituzione.La costituzione prevede espressamente che le elezioni della Camera e del Senato avvengano in momenti diversi. Una norma pasticciata considerato che abbiamo un bicameralismo perfetto e pari durata (ora) delle camere? Può darsi. Ma così è.

    Nel 2013 napolitano avrebbe potuto sciogliere solo il Senato rimandandolo al voto dopo sei mesi. Cosa avrebbe dovuto prevedere la legge elettorale per andare bene alla corte? Che gli elettori del Senato votassero per forza come fecero sei mesi prima quelli della Camera per dare maggioranze omogenee? E se non lo facevano? Si scioglieva il Senato a ripetizione finché, stremati, gli elettori votavano la stessa maggioranza della Camera?


In questi articoli la costituzione dice chiaramente che le maggioranza possono essere diverse tra Camera e Senato, specialmente perché si possono eleggere questi due organi in momenti diversi. E non c'è nessun problema se le maggioranze sono diverse: la costituzione dice che si può, e che poi sono cazzi dei parlamentari trovare maggioranze in entrambe le camere.
Potrà sembrarvi insensato, ma la costituzione è questa.

Se il parlamento ha maggioranze diverse allora tocca ai parlamentari accordarsi per convergere su di un governo che abbia la fiducia (cosa che si può fare anche se i risultati delle elezioni hanno dato maggioranze diverse). Non c'è scritto da nessuna parte che, affinché il governo abbia la fiducia, la legge elettorale deve dare maggioranze omogenee. Anzi, è proprio previsto l'opposto!

Ed è previsto come meccanismo di precauzione. La costituzione dice: per fare un governo non basta la maggioranza della Camera, non basta la maggioranza del Senato, non basta nemmeno la maggioranza di Camera e Senato eletti in modo che sia facile avere maggioranze omogenee. Per fare un governo serve la maggioranza di Camera e Senato eletti con sistemi diversi e in momenti diversi (vedi i tre punti sopra).
Solo così, solo se superi tutte queste difficoltà puoi prenderti il governo e comandare.

Quegli ostacoli sono messi lì apposta per evitare che fosse troppo semplice prendersi il governo per un partito solo. Non dimenticatevi che si veniva dal fascismo, quindi è comprensibile che i costituenti fossero spaventati dall'idea che qualcuno prendesse troppo facilmente il governo. Oggi magari ci sembrano ostacoli eccessivi, ma la costituzione quella è: anche se sembra obsoleta è ancora valida.
La corte costituzionale non ha alcun diritto di infischiarsene di quegli ostacoli al raggiungimenti della maggioranza di entrambe le camere che i costituenti hanno messo nella costituzione.

La corte costituzionale deve smetterla di sostituirsi al legislatore, deve smetterla di decidere in base a ciò che vogliono i suoi componenti e non in base alla costituzione.
Qui c'è un problema grosso come una casa con questa corte costituzionale di cui nessuno osa parlare.

 

Perché questa gente mi fa venire il prurito

February 5th, 2017 by mattia | 10 Comments | Filed in bufale, ignoranza
Qualche giorno fa ho visto un filmato di un noto divulgatore in tema cibo che faceva una presentazione TEDx.
Una di quelle presentazioni che nelle intenzioni del formato deve essere accattivante ma se fatta da chi non è capace risulta piacevole come una tirata di unghie sulla lavagna.

Ma chi se ne frega. La presentazione era una delle solite melasse sul cibo di una volta, sulla filiera corta e il chilometro zero, la genuinità della salsa di pomodoro che fa la mamma e quanto fa schifo quella del supermercato (e la risposta a quel punto è: chi cazzo ti obbliga a comprarla? Fattela mandare da mammà e non rompere i coglioni).

A un certo punto questo tizio dice che la legge vieta ai contadini di scambiarsi le sementi. Il tutto condito da definizioni come "scambio di intelligenze" riferito allo scambio dei semi. "Ti tolgo l'intelligenza, non ti permetto di pensare".

Già, ma davvero è vietato scambiarsi i semi?
Qui ci sarebbe da spiegare a questo tizio che i contadini (quelli veri) i semi industriali li comprano sempre, semplicemente per averli sempre di ottima qualità. Senza che glielo imponga nessuno. Ma passi.
Questo tizio fa un'affermazione importante, dice che la legge vieta di scambiarsi i semi.

A me sembra strano ma oh, magari esiste davvero una legge che lo vieta. Allora vado sulla sua pagina feisbuc e sotto quel video gli chiedo quale legge vieterebbe lo scambio di sementi tra contadini.

Ebbene, passa qualche tempo e quello mi risponde con l'URL di un articolo di disinformazione punto it a firma di maurizio blondet.
Giuro.
Già questo basterebbe per mettersi a fare una grassa risata.

Ma mi trattengo e continuo il gioco. Il quell'articolo infatti non c'è alcun numero di legge, nessun numero di sentenza. È un articolo fondamentalmente impossibile da sbufalare perché ti se non ti dànno i riferimenti precisi non puoi leggere il testo originario e vedere se dice veramente quello che sostengono. Proprio per quello rimangono generici e dicono "una legge", "una sentenza", "una direttiva"...

Quindi gli rispondo su feisbuc che quell'articolo non contiene alcun riferimento normativo. Perciò gli ripeto la domanda: quale legge in vigore in italia vieterebbe lo scambio di sementi?
Passano giorni e tace. Ripeto la domanda, ma quello tace. Sollecito una terza volta e finalmente risponde:
allora mettiamola così.. io non so chi tu sia.. le persone pedanti su Facebook diventano ossessive.. ma tant'è .. se insisti... il tema non è la legge nazionale e se te ne intendi di queste cose come vedo dovresti saperlo.. il tema è che una regolamentazione europea esista, figlia di un lavoro di lobbying terrificante che mostra una tendenza in atto.. la regolmamtazione die semi e la conseguente concentrazioni degli stessi... il mio ruolo è di mostrare le tendenze inequivocabili.. non di lavorare sulla legislazione in fieri... che non è il mio ruolo, non è il mio mestiere.. che è quello di mostrare paradossi...

Notate:

  1. prima inizia a buttarla sul personale dicendo che sono pedante.
    Cioè, secondo la sua logica egli può fare un'affermazione pubblica di questo tipo e siccome uno gli chiede di provarla quello è pedante.
    Chiedere le prove significa essere pedanti, sappiatelo.

  2. Prima dice che la legge proibisce lo scambio di sementi tra contadini, poi quando gli chiedi "quale legge?" quello ti risponde "il mio ruolo è di mostrare le tendenze inequivocabili.. non di lavorare sulla legislazione in fieri".
    Eh no, se tu parli di una legge mi dimostri che quella legge esiste, non è che svicoli dicendo che parli di tendenze inequivocabili (inequivocabili da chi poi? altro dogma cagato giù senza essere dimostrato).
    Se vuoi puoi parlare di queste "tendenze" ma allora non citi le leggi se poi non sai spiegare quali sono.

  3. Cambiando discorso dice che "il tema è che una regolamentazione europea esista, figlia di un lavoro di lobbying terrificante che mostra una tendenza in atto.."
    ma che essa esista me lo devi ancora dimostrare. Dammi un numero di una direttiva.
    Se dici che esiste ci sarà un numero di riferimento che mi consente di trovarla. È quello che ti sto chiedendo.
    Invece no. Dice che la regolamentazione europea esiste e lo dà per vero senza dimostrarlo. Poi cambia il discorso e parla di lobby costruendo tutto sulla base di una cosa che non ha dimostrato sperando che si parli dell'altro e ci si dimentichi che è partito da una cosa non dimostrata.


Vedete perché mi viene il prurito quando sento parlare questa gente? Perché basta fargli una domandina semplice, basta chiedere loro di dimostrare quello che dicono e il massimo che riescono a dirti è che il tema è un altro.

Ciao carissimo, salutami tanto la passata di pomodoro di mammà.