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Il curriculum della boldrinova

August 21st, 2017 by mattia | 13 Comments | Filed in bufale, ignoranza, politica
Da qualche giorno gira sulle reti sociali questo messaggio a difesa della boldrinova
Ecco chi insultate!
A venti anni va a lavorare per tre mesi in Venezuela, in una piantagione di riso.
Subito dopo intraprende un viaggio per l'America Centrale passando per Panamà, Costa Rica, Nicaragua, Honduras, Guatemala, Messico e Stati Uniti fino a New York.
Decide quindi di dividere gli anni universitari in due: sei mesi di studio e sei di viaggio. Conosce quindi il Sud-est asiatico, l'Africa, l'India ed il Tibet.
Si laurea a 24 anni in Giurisprudenza, mentre già lavorava da due presso l'Agenzia Italiana Stampa e Emigrazione.
Fra i 26 ed i 27 anni lavora in RAI con contratti a tempo determinato nella produzione radiofonica.
A 27 anni vince (VINCE) un concorso come Junior Professional Officer e comincia quindi la sua carriera all'ONU, lavorando per quattro anni alla FAO come addetta stampa.
Dai 32 ai 37 anni lavora presso il Programma alimentare mondiale (WFP) come portavoce e addetta stampa per l'Italia e svolge ripetute missioni nella ex Jugoslavia, nel Caucaso in Afghanistan, Tagikistan, Mozambico e Iraq.
Dai 37 ai 51 anni è portavoce della Rappresentanza per il Sud Europa dell'Alto Commissariato per i Rifugiati dell'Organizzazione delle Nazioni Unite (UNHCR).
Contemporaneamente svolge missioni in diversi luoghi di crisi: Bosnia, Albania, Kosovo, Pakistan, Afghanistan, Sudan, Caucaso, Angola, Zambia, Iran, Giordania, Tanzania, Burundi, Ruanda, Sri Lanka, Siria, Malawi, Yemen.
Si chiama Laura Boldrini.
Ma adesso raccontatemi cosa stracazzo avete fatto nella vita voi che la insultate.

Io mi ricordo un'anziana signora del mio paese che diceva a tutti "oh, ma mia figlia lavora col computer, eh!" e si stimava. Uh... quanto si stimava.
E voi vi chiederete: che faceva? La programmatrice, la sysadmin? No, faceva l'impiegata e usava MS Word. Agli occhi della madre però era una semidivinità perché lavorava col computer.

Più o meno siamo allo stesso livello di coloro che pubblicano il CV della boldrinova pensando sia eccezionale.

Ehm... no, non c'è niente di speciale in quel CV. Basta leggerlo con calma.

Sicché, laurea in giurisprudenza a 24 anni. Capisco che in un paese di fuori corso può sembrare una cosa da primi della classe, ma laurearsi a 24 anni non è niente di speciale.
Mentre già lavorava! specificano. E sti cazzi. Quanti studenti lavorano pure?

Dopodiché, si laurea a 24 anni e il CV segue...
Fra i 26 ed i 27 anni lavora in RAI con contratti a tempo determinato nella produzione radiofonica.

Che ha fatto tra i 24 e i 26 anni? Boh.
Avrà fatto qualche viaggetto per il mondo con la poderosa, che ne so. Ma quelli li ha fatti anche di battista. E anche un tizio del mio paese che amava le sigarette farcite.

Ma torniamo alla boldrinova: fa qualche lavoretto per la RAI e a 27 anni si trova sostanzialmente a 3 anni della laurea senza uno straccio di esperienza professionale degna di nota. Si laurea in giurisprudenza ma la sua carriera nel campo è fondamentalmente nulla.

A quel punto però arriva il colpo di culo
A 27 anni vince (VINCE) un concorso come Junior Professional Officer e comincia quindi la sua carriera all'ONU, lavorando per quattro anni alla FAO come addetta stampa.

Il concorso. Il mitologico concorso. Poteva finire la sua vita a fare lavoretti qua e là (perché ormai la carriera legale era andata) e invece si sistema.
Vince (anzi VINCE, come scrivono loro) un concorso. Alle poste? In comune? Nel corpo forestale dello Stato? No, all'ONU.
Posticino dove gli stipendi sono giusto un filino superiori rispetto a quelli delle poste o del catasto. Sì, insomma, se vincere un concorso è fare bingo, vincerlo all'ONU è come fare 6 al superenalotto. Ti sei sistemato per la vita. E infatti dall'ONU la boldrinova non muove le chiappe finché non viene eletta alla Camera.

La cosa curiosa è che si loda il fatto che abbia vinto (VINTO) un concorso. Mi spiego, se il concorso lo vince chi ti sta sul culo dici che l'ha vinto perché è un raccomandato, è tutto un magna magna, vincono sempre si soliti... Se lo vince la tua amichetta l'ha vinto perché è brava e meritevole. Patetici.

Dopodiché, questa entra all'ONU a 27 e rimane lì. Quattro anni come addetta stampa, cinque anni come portavoce e addetta stampa, e infine 14 anni come portavoce.
Ho evidenziato i ruoli perché voglio sia ben chiaro: la boldrinova non ha mai creato alcun contributo originale nel suo lavoro.
L'addetto stampa è di solito uno scribacchino che scrive i comunicati stampa in modo che poi le redazioni possano copiarli con pochi cambiamenti così da ottenere un articolo già fatto. Crea video e audio pronti per essere riutilizzati dalle emittenti.

Il portavoce è fondamentalmente uno che sa scrivere bene, che è capace di infiocchettare le idee del capo e di renderle presentabili per il pubblico e la stampa.

C'è di sicuro della professionalità in tutto questo: devi saper rispondere nel modo giusto alla domanda  di un giornalista, devi essere diplomatico, devi portare al pubblico il pensiero di un altro anche quando non lo condividi, e devi farlo usando bene le parole. Ma alla fine il tuo lavoro è sempre portare la voce di un altro, non la tua.

Ha lavorato per l'ONU, ma il suo contributo personale in queste importanti agenzie è stato nullo. Non è che quando lavorava alla FAO ha creato un piano migliorare la produzione di cibo in Africa. No, scriveva comunicati stampa per raccontare il lavoro degli altri che facevano ciò.

Eh, ma faceva le missioni in giro per il mondo! E sti cazzi.
Girava il mondo per missioni sempre come portavoce e addetto stampa. Non è che andava a guidare il trattore in Africa per seminare i campi.
Ho conosciuto diplomatici che sono andati ugualmente in Iraq e te lo dicevano candidamente: avevano tutte le comodità, quando uscivano avevano la scorta armata, e in più lo stipendio era maggiore per l'indennità di missione in luogo pericoloso e avevano scatti di carriera aggiuntivi.
Questi funzionari mica vanno in quelle zone a fare i missionari, ci vanno sempre da strapagati e privilegiati.

Sì, perché prima di entrare alla Camera lo stipendio della boldrinova era questo:



121 mila dollari statunitensi. Una enormità per un portavoce. Ripeto, per un portavoce, uno che non crea nulla di originale ma che infiocchetta le idee altrui.

Poi lo capisci perché la boldrinova si convinca di essere una super-donna. È stata abituata a prendere stipendi da favola, è normale che pensi di valere tanto. Quello che nessuno le ha spiegato è che non prendeva quello stipendio perché valeva tanto, ma perché faceva parte di una casta di privilegiati parastatali.

E il CV finisce qua. Entra a 27 anni all'ONU e ci rimane fino all'elezione a Montecitorio come membro di una casta di privilegiati facendo lavori strapagati in cui non crea niente di originale ma porta la voce agli altri.

Pensate forse di incantare la gente con questo CV?
Mi vengono in mente almeno due dozzine di conoscenti (ma anche di più se mi ci metto) che hanno fatto molto di più. Credete davvero che sia un CV eccezionale?
Oh, io ve lo dico: vi state rendendo ridicoli. Sì, perché dicendo che il CV della boldrinova è eccezionale vi mettete allo stesso livello della casalinga che va in giro a vantarsi che la figlia lavora col computer.

[bufala] Non esiste alcuna impunità per la diffamazione su internet

August 18th, 2017 by mattia | 11 Comments | Filed in bufale, ignoranza, perle giornalistiche
Siamo a questo punto: se si diffama/s’insulta/si minaccia una persona su un bollettino da mille copie, si finisce in tribunale (giustamente); se si diffama/s’insulta/si minaccia quella stessa persona su Facebook, con effetti potenzialmente illimitati, non succede niente. Tutt’al più, dopo infinite discussioni e negoziati, la piattaforma accetta di rimuovere il commento molesto. Il molestatore si fa una risata, e ne scrive uno peggiore.

servergnini sul corriere

E pensate che questi tizio è pure laureato in giurisprudenza. Se si diffama una persona su Facebook non succede niente? Eh?

Cioè, mi sta dicendo che non ha mai sentito di un processo per diffamazione su internet? Già, caro mio, la diffamazione può essere punita anche se avviene su internet. Ci sono tantissimi casi di persone che sono state denunciate per una diffamazione su internet, ci sono stati casi di sequestri preventivi di interi siti per una diffamazione su internet.

Poi possiamo discutere se sia giusto punirla come diffamazione a mezzo stampa o diffamazione liscia (io sostengo da anni la prima ipotesi, come sapete, e già ora un insulto sulla bacheca feisbuc dell'offeso è considerato a mezzo stampa, per esempio). Ma anche quando non è punita come la diffamazione a mezzo stampa è già punita. Non è vero che "non succede niente". Non succede niente se uno passa il pomeriggio a contarsi i peli dello scroto. Succede qualcosa se alza il culo e va a querelare il diffamatore.

O cosa pensa il severgnini? Che ci voglia la procedibilità d'ufficio per la diffamazione?

Qualcuno mi dirà: eh, però quelli che querelano un diffamatore per un pirla detto su internet sono pochi rispetto alla montagna d'insulti. Vero, ma voi avete querelato ogni persona che nella vita ha offeso la vostra reputazione? No. Così come non querelate ogni persona che vi offende su feisbuc. La montagna d'insulti c'è anche nella vita reale, eh.
Se chiunque può diffamare, insultare, minacciare e mentire senza conseguenze, ogni discussione civile diventa impossibile. Se l’impunità è la regola, non ci sono più regole.

No, non c'è nessuna impunità. C'è un codice penale che punisce quel comportamento. Se uno non alza il culo e denuncia chi lo offende cosa si aspetta? Che scenda giù la madonna addolorata a fare la denuncia al posto suo? Oppure nuove regole che...

Ecco, forse ci siamo. Questa gente racconta balle quando parla di impunità, racconta balle quando dice che non succede niente perché vuole creare il pretesto per nuove regole. Nuove regole più snelle con cui fare piazza pulita non tanto degli insulti (che sono già puniti dal codice penale italiano) bensì di ciò che non vogliono sentire (seif speis! seif speis!), delle opinioni degli altri.

Non ci credete? Rileggete quei verbi:
Se chiunque può diffamare, insultare, minacciare e mentire...

Mentire? Oh bella, e che c'entra mentire? Che cosa significa mentire? Lo decide severgnini chi mente? Vedete, parte dalla diffamazione e arriva al mentire, scatolone nel quale metti tutte le opinioni degli altri che non condividi.
La cosa fa venire i brividi quando poi leggi i periodi successivi:
Ci aspetta una campagna elettorale incandescente e un voto decisivo, all’inizio del 2018. Non dimentichiamo cos’è successo negli Usa, in autunno. E ricordiamoci: in Italia e in Europa potrebbe finire peggio.

Questo usa la diffamazione della boldrinova per chiedere mezzi veloci per tappare la bocca a chi non la pensa come lui.
Terrificante.

 

Un “procedimento particolare” per riprodurre il magnetismo (urca!)

August 16th, 2017 by mattia | 13 Comments | Filed in bufale
Quanta pazienza che ci vuole. Quanta pazienza.

È uscita la notizia dell'estate: girano monete da due euro false. Basta una calamita per riconoscerle.
Se vengono attratte sono autentiche, altrimenti sono false. Il motivo ce lo spiega il rappresentante delle forze dell'ordine:
I falsari non riescono infatti a riprodurre il magnetismo, che la Zecca ottiene con un procedimento particolare e che serve a far riconoscere le monete dalle macchinette. In commercio ci sono dei piccoli bastoni con una calamita ad una estremità, li usiamo anche noi.

via repubblica.it

Capito? I falsari non riescono a riprodurre il magnetismo. Ci vuole un procedimento particolare!

Ehm... no.
Non serve nessun procedimento particolare. Ma proprio no.

Partiamo dall'inizio. Le monete da 2 Euro hanno all'interno del nickel, un materiale ferromagnetico. La monete può dunque essere magnetizzata esponendola a un campo magnetico: dopo di ciò conserva "memoria" di questa magnetizzazione. Quindi se andare a misurare la densità di flusso magnetico nelle sue vicinanze vedrete che è significativamente superiore a quella dell'aria. Questo meccanismo può essere usato dalle macchinette che accettano monete per riconoscere le monete autentiche per riconoscere quelle magnetizzate.

Ma ricreare lo stesso fenomeno non è per niente difficile. Io l'ho fatto questo pomeriggio.

Prima di tutto ho preso un po' di monete da 2 Euro e ho osservato la densità di flusso magnetico sulla loro superficie. Presto mi sono reso conto che non erano magnetizzate uniformemente. Sia per direzione che per intensità. Sono passato da una moneta italiana che a stento raggiungeva 0,2 mT nel suo punto maggiore a una moneta olandese che superava i 2 mT. Anche per la direzione non sembra esserci una direzione particolare (anche se ho il sospetto che vengano magnetizzate orizzontalmente).

È difficile ottenere queste "magnetismo" nelle monete? No. Basta esporre un dischetto di nickel a un banale magnete al NdFeB e ottenere lo stesso effetto.
Non avendo un dischetto di nickel a portata di mano ho provato a magnetizzare una moneta da due euro. Ma come - direte voi - la moneta è già magnetizzata!
Sì, però puoi sempre cancellare la sua magnetizzazione. E infatti è quello che ho fatto.
Ho preso una moneta da 2 Euro, l'ho scaldata con un cannello al butano fino a superare la temperature di Curie così da farle perdere la magnetizzazione: era tornata "vergine".

Per essere sicuro ho misurato ancora la densità di flusso magnetico attorno alla moneta ed era diventata praticamente nulla.
Dopodiché ho esposto la moneta a un banale magnete al NdFeB e si è rimagnetizzata senza alcun problema con valori anche superiori a 2 mT, e in ogni direzione che volevo nel piano.

Non serve nessun "procedimento particolare", non serve neanche un giogo particolare. Basta un normale magnete da pochi spicci su ebay.
La non uniformità della magnetizzazione da moneta a moneta mi induce a pensare che il metodo per riconoscerne l'autenticità sia meno sofisticato di quello che pensavo. Più che leggere una particolare magnetizzazione la macchinetta o rileva qualsiasi cosa vagamente magnetica oppure magnetizza la moneta in una direzione esponendola a un campo magnetico e poi misura se è rimasta magnetizzata in quella direzione.

Quello che sospetto è che i falsari usino dei materiali non-ferromagnetici al posto del nickel (per motivi di risparmio?). Ma il problema a questo punto è che usano un altro tipo di materiale, non che serve un "procedimento particolare". Se hai un dischetto di nichel lo magnetizzi senza problemi esponendolo a un campo magnetico. Non serve niente di speciale.

 

Non serve alcun "procedimento particolare" per creare il "magnetismo". Basta usare gli stessi materiali  che si usano per le monete.

A questo punto mi piacerebbe fare due esperimenti:

  • demagnetizzare una moneta portandola sopra la temperatura di Curie e poi prova a inserirla in una macchinetta per vedere se l'accetta o meno. Poi rimagnetizzarla (se non la magnetizza la macchinetta) e vedere se l'accetta.
    Non avendo macchinette che accettano euro nelle vicinanze dovrò aspettare la prossima volta che vado in un paese dell'area Euro.

  • reperire dei dischetti di nickel delle stesse dimensioni delle monete da due euro e magnetizzarli per vedere se ottengo gli stessi risultati (anziché partire da una moneta demagnetizzata).
    Cerco su ebay se trovo un po' di nickel in quelle dimensioni.
    [no, poi non posso provarla nella macchinetta perché comunque ci sono altri controlli oltre al magnetismo]


E fin qui sono stato ultra generoso. Perché il sistema che suggeriscono per distinguere una moneta vera da una falsa (vedere se viene attratta da una calamita) si può gabbare con pochissimo.
Per creare il "magnetismo" sufficiente a far attrarre una moneta da una calamita non serve nient'altro che usare materiali ferromagnetici. Nessuno "procedimento particolare": basta comprare del nickel o del ferro e metterlo nella moneta.

Ciò che tu puoi rilevare esponendo la moneta a una calamita infatti è solo la natura ferromagnetica del materiale. Che sia nickel o ferro o cobalto non lo distingui, né se è una lega con una rimanenza particolare. Perché non fai alcuna misura, ti limiti a vedere se la moneta viene attratta. I falsari potrebbero usare altri materiali ferromagnetici al posto del nickel e tu con la tua calamita vedresti la moneta attirata comunque.
In commercio ci sono dei piccoli bastoni con una calamita ad una estremità, li usiamo anche noi

Fossi un falsario metterei un qualsiasi materiale ferromagnetico nelle monete, tanto poi arriva il colonnello dei carabinieri con il suo bastone calamitato, vede che le monete vengono attirate e dice che sono autentiche.

Cosa pensa, che solo la Zecca sia in grado di comprare materiali ferromagnetici?

Identificazioni

August 16th, 2017 by mattia | No Comments | Filed in bufale, ignoranza
Come mi segnalano qui sotto, questo è ciò che succede quando si usa internet per scatenare la gogna mediatica.

Un tizio viene fotografato a una manifestazione di suprematisti bianchi e scatta la mobilitazione on-line per identificarlo. Qualcuno pensa di riconoscerlo in un professore universitario e parte il linciaccio mediatico. Lo insultano, chiedono alla sua università di licenziarlo, pubblicano il suo indirizzo... fino a quando si scopre che non era lui, che se ne stava a 1.600 km di distanza.

Pensate a cosa sarebbe successo se qualche scalmanato (tipo quelli di BLM che uccidono i poliziotti) l'avesse raggiunto a casa e gli avesse tirato un colpo in testa.

Si accusa pubblicamente una persona solo dopo che è stata confermata la sua identità dalle autorità dopo una denuncia. Non tramite internet, non da un profilo feisbuc dove chiunque può fingere di essere una qualsiasi identità tramite un profilo falso.

Capito boldrinova?

 

Boldrinova 2 – a morte il Re!

August 15th, 2017 by mattia | 10 Comments | Filed in bufale, ignoranza, politica
La boldrinova manifesta i sintomi del potente chiuso nel suo cerchio di collaboratori che dicono solo ciò che vuol sentirsi dire. Fondamentalmente la boldrinova è convinta che gli insulti che riceve siano dettati dal fatto che è donna e che porta avanti battaglie per le donne. È convinta che sia insultata perché è una donna che ricopre un ruolo di potere, una che ce l'ha fatta.
In realtà non è questo il motivo.

Di donne che hanno ricoperto quel ruolo ce ne sono già state, ma nessuna è stata insultata quanto lei. Di donne che hanno fatto battaglie femministe ce ne sono già state ma parimenti nessuna è stata attaccata quanto lei.
La boldrinova viene attaccata perché è inadeguata al suo ruolo. È una persona che al massimo può presiedere il circolo delle bocce, non la Camera dei Deputati. Una persona che si rende conto di ricoprire un incarico sopra le proprie capacità di solito si dimette con un po' di vergogna. La boldrinova no, la boldrinova s'indispettisce se qualcuno cerca anche solo di farle capire con le buone che sbaglia. Si ritiene infallibile, e nessuno deve permettersi di dire l'opposto.

Prendete questo esempio. Persino Giachetti (non proprio un grullino) cerca di far capire alla boldrinova che non può chiudere gli interventi in dichiarazione di voto a coloro che non si sono prenotati, perché il regolamento non lo prevede. E questo per un motivo molto semplice: un deputato può decidere di intervenire durante il dibattito per rispondere all'intervento di un altro deputato. Come diavolo fa a programmare un intervento di risposta?
A quel punto la boldrinova poteva rispondere una cosa del tipo "senza dubbio, on. Giachetti. Io lo facevo per organizzare meglio i lavori ma se il regolamento consente di iscriversi a parlare per dichiarazione di voto fino all'apertura della votazione io sono qui ad assicurare questo diritto a ogni deputato. Ci mancherebbe altro"
Invece no, la prende sul personale perché non ammette che qualcuno le dica che sta sbagliando. Quindi tira fuori fantomatiche questioni di "correttezza" che con il regolamento non c'entrano una beata fava (e qui mi tocca - amaramente - dare ragione a toninelli).

Questo è solo un esempio, ma ce ne sono mille mila. La boldrinova semplicemente non ha alcuna autorevolezza. Questo la porta ad essere attaccata dai scalmanati del M5S e non difesa dai suoi.

Autorevolezza. Che non è umiltà, né simpatia. Uno può essere anche antipatico, ma se è competente, se prende le decisioni giuste e se è corretto nel prendere quello decisioni (senza farsi guidare da simpatie o antipatie) allora la gente lo rispetta.

I molestatori della base che le scrivono insulti sul feisbuc sono ovviamente i più scalmanati. Sono coloro che sentono i deputati attaccare la boldrinova per la sua palese incompetenza. I deputati dicono X e la base si spinge oltre dicendo X^10, arrivando così all'insulto.
Se però quei deputati dicessero "la boldrini ha idee assurde, però riconosco che è un ottimo presidente della Camera che rispetta i diritti di tutti i deputati" la base non arriverebbe mai a insultarla.

Lo specifico affinché sia chiaro: non sto giustificando gli insulti alla boldrinova. Anche perché basta evidenziarne l'incapacità al ruolo, non serve passare agli insulti.
Io qui spiego da dove nascono quegli insulti. Non nascono dal sessismo come pensa la boldrinova, ma come risposta alla sua boria. Risposta esagerata e da denuncia? Certo, ma sempre da lì nascono.

Nascono come risposta alla sua boria e alla sua incapacità di dialogare. L'insulto arriva per palese disparità di potenza di comunicazione. Da una parte hai una persona che appena apre bocca si trova legioni di giornalisti adoranti a riportare ogni sua frase, un presidente della Camera che sfrutta il suo ruolo per fare propaganda politica.
Dall'altra parte c'è un cittadino impotente, senza voce. Una persona che per farsi sentire deve gridare. Gridare fino all'insulto.

Ancora una volta: non sto difendendo l'insulto (chiaro, caproni?), sto solo spiegando da dove arriva.
Quando il Re non era autorevole la gente ha sempre gridato a morte il Re.
E il libri di storia ti spiegano come mai la gente non amava il Re. E di come il Re fosse sufficientemente sciocco da non capirlo.

Boldrinova 1

August 14th, 2017 by mattia | 10 Comments | Filed in bufale, ignoranza, riflessioni


Post doppio su questa iniziativa della boldrinova. Mica perché meriti così tanto, ma perché le riflessioni sono molteplici e non voglio mischiarle.

Partiamo dal fatto che la boldrinova ha pubblicato questi commenti con nome e cognome (qui sopra li ho oscurati io). Ecco, è una cosa che non si fa.
Non si fa perché tu non puoi mai sapere se un profilo sul feisbuc è autentico o no. Chiunque domani mattina può aprire un profilo sul feisbuc dicendo di chiamarsi Mattia Butta, mettendo qualche mia foto di quelle che si trovano in rete e informazioni pubblicamente reperibili. Se poi quel tizio che si spaccia per me va sotto al profilo della boldrinova a dire le peggio cose questa non è che può pubblicare il commento. Non può perché non sa se dietro quel profilo c'è davvero Mattia Butta o se c'è Andrea Pirlotti, che ha creato un profilo falso per insultare la gente a mio nome.
Per esserne sicuro devi fare una denuncia e poi la polizia postale fa le indagini per risalire alla vera identità di quella persona (e no, non basta mica l'email con cui ci si è iscritti, servono dati un po' più solidi, tipo connessioni di quel profilo da IP il cui contratto è a nome di quella persona o di un parente).

Facendo così la boldrinova e il suo staff dimostrano di ignorare quello che si può fare e quello che non si può fare su internet, perché non capiscono come funziona.

Solo ignoranza? Magari.
In realtà dietro c'è anche di peggio. Quei nomi sono pubblicati lì per scatenare la shitstorm. La boldrinova e il suo staff sanno bene che un commento in mezzo a mille non attira nessuna attenzione. Ma prenderlo ed evidenziarlo puntando il dito (guardate chi mi insulta!) scatena la rabbia dei sostenitori. La boldrinova sa che tra le centinaia di migliaia di persone che la seguono sul feisbuc ci sarà qualche centinaio di esaltati che andranno a molestare i molestatori. Sa benissimo che quando la cosa arriva sui giornali poi il datore di lavoro pizzica il molestatore, il vicino di casa lo insulta e almeno una dozzina di giornalisti telefonano per un'intervista insistendo oltre il dovuto.
Sa bene che mettere quei nomi in evidenza significa rovinargli l'esistenza, almeno per qualche giorno.

Se ritiene che quei commenti siano inaccettabili si rivolga direttamente al tribunale, come ha giustamente detto di voler fare. Però la pena la decide il giudice dopo un processo. Non è che lei s'improvvisa giudice e decide che intanto gli diamo una bella lezione con una shitstorm come si deve.
Tanto meno se tu non sei il capo di una fazioncina su internet ma sei il presidente della Camera, quindi ad ogni tua parola ci sono milioni di persone che ascoltano. Hai un potere enorme, non puoi usarlo per scatenare le shitstorm.

Continua con l'altro post...

Sì, se non c’è contatto non c’è violenza sessuale. È la legge.

August 2nd, 2017 by mattia | 21 Comments | Filed in bufale, ignoranza
Siccome ieri sono già partite le polemiche dei Salvini di turno cerchiamo di mettere le cose in chiaro.

La decisione del giudice di Torino per cui non c'è violenza sessuale se non c'è contatto  è ovviamente corretta.

La vicenda è quella di un 27enne marocchino che si masturba sull'autobus vicino a una donna. Per quanto nel sentire comune quest'atto è riprovevole non ha niente  a che vedere con la violenza sessuale, dal punto di vista della legge.

Per la legge italiana la violenza sessuale consiste nell'obbligare qualcuno a subire o a compiere atti sessuali. E gli atti sessuali sono tutti quegli atti che coinvolgono le zone erogene. Attenzione, non solo i genitali, ma tutte le zone erogene, come le labbra. Anche un bacio per la legge è dunque un atto sessuale, quindi se forzi un bacio è una violenza sessuale.
Il concetto è semplice: affinché ci sia una violenza sessuale ci deve essere un atto sessuale (forzato), e affinché ci sia un atto sessuale deve esserci una stimolazione di una zona erogena.

Una persona che si masturba vicino a un'altra senza toccare alcuna sua zona erogena non compie alcun atto sessuale, quindi non può nemmeno esserci una violenza sessuale.

Di una semplicità incredibile. Ciò che dovrebbe stupire in questa vicenda è che ci sia qualcuno che imbastisce un processo ben sapendo che la legge italiana funziona così. Perché il salvini di turno magari non lo sa, ma chi la mattina va a lavorare in un tribunale dovrebbe saperlo.

Piesse: per tutti quelli che sbraitano cose del tipo non è giusto! Vergonia!!11!! ... e allora gliela fai passare liscia? ricordo che la legge questo prevede. Se non vi garba chiedete ai vostri rappresentanti in parlamento di cambiarla.

Alternative

July 28th, 2017 by mattia | 25 Comments | Filed in bufale
L'altro giorno ho scoperto un fatto interessante. Nella scuola elementare del mio paese d'origine in questi anni hanno fatto un potenziamento della lingua inglese. Bene, direte voi. E lo dico anche io, anzi è il minimo.

Il progetto scade però, e non verrà più rinnovato. Perché, vi domanderete? Sono mancati i fondi per continuare il potenziamento della lingua inglese? No, è che al posto del potenziamento della lingua inglese si farà il potenziamento della lingua... italiana. In italia.

Il problema è che ci sono ormai così tanti bambini immigrati che si rende necessario insegnare loro l'italiano. La famosa storiella per cui basta inserirli nella classe e imparano per osmosi la lingua ormai non vale più. Non con questi numeri di immigrati, non per tutti.

Sia chiaro, sta bene che un dirigente scolastico corra ai ripari e s'impegni in un progetto aggiuntivo per risolvere un problema. Giusto che i bambini che non parlano italiano siano presi da parte e istruiti con ore aggiuntive. Il problema è a monte: questo progetto la scuola non può permetterselo. Ci sono troppi stranieri e il livello di assistenza che i loro figli richiedono è qualcosa che la scuola italiana non si può permettere. Per farlo deve tagliare altri pezzi di scuola, in questo caso l'insegnamento della lingua inglese.

Da questo derivano due conclusioni.

La prima: siamo arrivati oltre al punto in cui possiamo fornire servizi decenti agli immigrati. Un paese civile accoglie gli stranieri fino al punto in cui si può permettere di dare loro servizi decenti. Accoglierne di più significa essere ipocriti.

La seconda: quando vi dicono che le cose non sono alternative ricordatevi di questo episodio. Il bilancio consolidato dello Stato è uno e i soldi non si moltiplicano come i pani e i pesci. Puoi anche fare finta che siano poste diverse ma alla fine tiri la riga e le uscite si sommano tutte, che siano in una posta o nell'altra alla fine si sommano nello stesso modo. O spendi di qua o spendi di là.
Se spendi per il corso aggiuntivo di lingua italiana non puoi spendere gli stessi soldi per il corso d'inglese.
Se spendi 4 miliardi per l'accoglienza dei clandestini non puoi usare gli stessi soldi per mandare in pensione metà della gente inculata dalla fornero.
Quindi sì, le cose sono alternative, e questo ne è un esempio perfetto.