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[feic nius] Le aperture dei negozi in Europa

April 20th, 2017 by mattia | 6 Comments | Filed in bufale, perle giornalistiche
L’Italia senza restrizioni, unico Paese in Europa
L’Italia è l’unico Paese europeo che non prevede alcuna restrizioni di orari (e di aperture) per festivi e superfestivi.

feic nius su corriere.it

Se c'è da fare qualcosa contro le feic nius è dare una martellata sui diti a tutti quei giornalisti che iniziano un periodo scrivendo "l'Italia è l'unico paese europeo che..."
Sì, perché il più delle volte  per questi signori (e per coloro che forniscono loro i dati farlocchi) l'Europa si limita a cinque o sei paesi scelti accuratamente per far risultare quello che vogliono.

In questo caso il corriere pubblica i dati di Confcommercio che paragona le leggi italiane sulle chiusure festive dei negozi con le leggi di Belgio, Francia, Germania, Olanda, Spagna e Regno Unito. Come se tutta l'Europa fosse lì.

La Finlandia non è in Europa dunque, e neanche la Polonia, La Svezia, il Portogallo o la Rep. Ceca. Perché io mica lo so com'è la legge sulle aperture festive dei negozi in Finlandia, ma so com'è in Rep. Ceca. E vi assicuro che non ci sono limitazioni nemmeno qua. Se vuoi tenere aperto un negozio 365 giorni all'anno (o 366 negli anni bisestili) lo puoi fare. Un mio studente lavora nella piccola bottega di alimentari dei genitori e mi ha detto che non chiudono mai, sono aperti tutto l'anno, anche a Natale e a Pasqua (anche perché sono atei di origine vietnamita, quindi non gliene frega molto delle festività cristiane).

Anche qui non c'è alcuna restrizione. Che l'italia sia l'unico paese europeo senza restrizioni è quindi una balla colossale. Una balla che hanno sostenuto scegliendo accuratamente i paesi a cui paragonare l'italia (e non ditemi che hanno scelto i paesi più grossi per semplicità, ché il Belgio ha quasi la stessa popolazione della Rep. Ceca).

La cosa bizzarra è che c'è questo documento della stessa Confcommercio in cui si legge che i paesi senza alcuna restrizione all'apertura il sabato e la domenica sono:

Bulgaria
Croazia
Rep. Ceca
Danimarca
Estonia (ad eccezione della vendita d’alcool)
Ungheria e Islanda (la chiusura è solo consuetudine)
Irlanda
Lettonia
Lituania
Norvegia
Polonia
Romania (la chiusura è solo consuetudine)
Slovacchia
Slovenia
Svezia.

In alcuni di questi paesi, come la Slovacchia, ci sono restrizioni solo per giorni come Natale e Pasqua. Per il resto liberi tutti.

Già, l'italia è l'unico paese senza restrizione alle aperture festive dei negozi. Proprio.

Ballisti fino al midollo.

Il metodo report

April 19th, 2017 by mattia | 9 Comments | Filed in bufale, ignoranza, perle giornalistiche
Sinceramente non capisco perché ci si meraviglia della puntata dello scorso lunedì su Report.

Sono anni che questa trasmissione trasmette baggianate in campo scientifico. Successe nel 2008, quando trasmisero un'inchiesta della BBC sui rischi per la salute del wi-fi.

Successe nel 2011 quando invece parlarono dei fantomatici rischi dei cellulari. Nello stesso anno pestarono qualche merda anche su Fukushima.

Ma non dimentichiamoci dell'ormai lontano 2000 quando diedero voce alle teorie secondo cui al CERN si sarebbe potuto creare un buco nero che si sarebbe mangiato tutta la Terra.

Nel 2013 invece si avventurarono nel mondo degli OGM, e anche lì - neanche a dirlo - merde pestate.

Sempre nel 2013 diedero voce invece alle baggianate contro il MUOS. Ma possiamo anche citare quella puntata del 2000 in cui parlando della sperimentazione del metodo Di Bella dissero che c'erano pazienti su cui aveva funzionato.

E non dimentichiamoci la perla del servizio su ighina.

Il problema di report non è quello di un campione che ogni tanto sbaglia un rigore. Il problema di report è un problema di metodo.
Report ha come obiettivo quello di intercettare uno spettatore incline a scandalizzarsi. Report funziona se alla fine della puntata lo spettatore ha il fegato marcio, se va a letto arrabbiato e non vede l'ora di arrivare al lavoro il giorno dopo a discuterne scandalizzato coi colleghi.

Per ottenere questo scopo devono proporre uno scandalo, grosso o piccolo. Una magagna, qualcuno che ti sta fregando. E se facendo l'inchiesta non lo trovano? Se lo inventano.
E se proprio non possono inventarselo perché sarebbe troppo sfacciato si affidano al "Mah, chissà... sarà pure tutto ok, però il dubbio rimane...". Paraculaggine per non affermare niente ma almeno instillare un dubbio nell'ascoltatore che poi viaggia con la sua mente e si crea da solo il complotto.

Come quella volta di Fukushima:
I dati ufficiali dicono che i livelli di radioattività sono in aumento, ma quando il pericolo non ha odore sapore e colore, gli effetti non sono immediati e non hai altri posti dove andare che fai?

Non ti dicono che i livelli di radioattività a cui è esposta la popolazione sono pericolosi (perché i dati dicono l'opposto). Però ti inducono al dubbio: il pericolo non ha odore, sapore e colore significa "tu non te ne accorgi se ti mentono! dubita! devi avere paura!". Senza dirlo esplicitamente.

Oppure prendete la puntata su ighina, in cui presenta una invenzione che comanda le nuvole (seriamente, hanno dato credito a un tizio del genere). Fanno una dimostrazione pratica e l'autore afferma:
Dopo appena mezzora il cielo sopra all'elica di Ighina è ormai completamene aperto, letteralmente spaccato in due. Sarà un caso? Chi lo sa? Sta di fatto che tutti quelli che sono venuti qui hanno sempre visto la stessa cosa: le nuvole che si aprono.

Sarà un caso? Chi lo sa?
Loro non si prendono la responsabilità che questo tizio ha ragione. Fanno i paraculi e ti dicono "sarà un caso?"

È il metodo di lavoro di report a essere sbagliato. Perché quando fanno un'inchiesta non cercano la verità ma cercano uno scandalo da dare in pasto agli spettatori. Poi siccome di scandali ce ne sono tanti, purtroppo, spesso le due cose coincidono. Ma quando non coincidono se tu cerchi lo scandalo e non la verità finisci per spetasciarti contro un muro.

Non mostratevi sorpresi dunque se report ogni tanto pesta qualche merda. È normale se usa questo metodo.

 

La legge sulle feic nius in Germania spiegata bene (spoiler, non c’entra nulla colle feic nius)

April 14th, 2017 by mattia | 4 Comments | Filed in bufale
Visto che ne abbiamo discusso qualche post fa segnalo l'analisi di Mauro della legge sulle feic nius in Germania.

Legge che in realtà, come spiega Mauro, non ha niente a che vedere con le feic nius ma tenta di trovare strumenti nuovi per punire espressioni d'odio (già vietate in Germania) sulle reti sociali. Un tentativo però molto maldestro che scaturisce in diverse contraddizioni.

Vi lascio alla lettura della sua analisi, interessante proprio perché si basa sul testo ufficiale della legge e non sui resoconti giornalistici scritti da chi evidentemente non si è preso la briga di andare alla fonte e leggere la legge.

Tiscali vale quanto la Fiat – dissero

April 12th, 2017 by mattia | 29 Comments | Filed in bufale, ignoranza, perle giornalistiche
La Tesla - azienda di automobili hi tech nata nel 2003 - con i suoi  30 mila dipendenti ha superato per valore di Borsa la General Motors, fondata nel 1908, che di dipendenti ne ha 215 mila: più di sette volte tanto.

Più le aziende sono innovative, tecnologiche, 4.0 eccetera eccetera, più ci sono soldi e meno ci sono addetti.

via piovono minc...rane

Qualcuno però dovrebbe prenderlo da parte e spiegargli la differenza tra fatturato e la capitalizzazione di un'azienda.

Perché è vero  che se metti tutte insieme le azioni di GM ottieni un valore totale simile a quello di tutte le azioni di Tesla messe insieme (51,1 miliardi di USD), ma i fatturati sono mostruosamente diversi: GM ha un fatturato di 166 miliardi di dollari mentre Tesla ha un fatturato di appena 7 miliardi.

La cosa non sorprende, GM vende 10 milioni di veicoli all'anno mentre Tesla nella seconda metà del 2016 ha venduto 40 mila auto. Facendo i super generosi sono 80 mila auto all'anno (in realtà sono in crescita, quindi nella prima parte dell'anno avranno venduto meno).

È normale che Tesla abbia meno dipendenti di GM; è normale perché - santiddio - produce meno veicoli. Tanti meno veicoli. Anzi, se proprio vogliamo guardare Tesla impiega tantissima gente: Tesla infatti ha un rapporto di 1 a 7 per i dipendenti, ma un rapporti di 1 a 24 per il fatturato. Ciò significa che per produrre quel fatturato Tesla impiega il triplo di dipendenti di GM.

Non che la cosa sorprenda: Tesla è una società fondamentalmente nuova, un'azienda in fase d'avvio, una fase in cui devi crearti tutto, R&D compreso, che porta via tanto personale. Non puoi nemmeno paragonarla a un'azienda già avviata. Quando Tesla sarà a regime e le vendite cresciute il rapporto dipendenti per fatturato sarà più simile a quello di GM. Anche perché una volta che hai sviluppato tutto i tuoi sistemi fighi per la guida assistita, cazzi e mazzi, poi installarli su 80 mila auto o su 200 mila auto è lo stesso. I dipendenti che hai impiegato per sviluppare quei sistemi sono gli stessi.

In questo caso guardare la capitalizzazione di un'azienda e dire "guarda, le aziende valgono uguale ma una impiega meno personale" non ha senso.
Devi guardare il fatturato, devi domandarti "quanti dipendenti mi servono per fare quel fatturato". Perché l'azienda può valere quello che vuoi, ma alla fine conta qual è il fatturato.

La capitalizzazione di un'azienda non è indicativa in questo caso perché due aziende possono anche avere la stessa capitalizzazione ma per motivi diversi.
GM perché è un'azienda grossa, che vende tanti veicoli e fa tanto fatturato. Tesla ha la stessa capitalizzazione ma per un motivo diverso. Il valore di Tesla è - ora - così alto nonostante un fatturato così piccolo perché si sta facendo una scommessa sul futuro.

Fra qualche lustro quando le auto elettriche saranno veramente diffuse si potranno verificare due scenari:

Scenario A)
Tesla sarà leader del settore. Alcune case automobilistiche che ora hanno larghe quote di mercato non riusciranno ad adattarsi in tempo al cambiamento verso le auto elettriche e scivoleranno fuori dal mercato. Quelle quote di mercato se le prenderà Tesla che invece sarà pronta a vendere ai clienti le auto elettriche che gli altri non hanno da vendere.

Scenario B)
Quando la tecnologia sarà matura tutte le grandi case automobilistiche si sapranno convertire velocemente e occuperanno rimpiazzeranno le quote di mercato che ora occupano con auto tradizionali con i nuovi modelli elettrici.

Chi compra azioni Tesla oggi a quel prezzo sta scommettendo sullo scenario A. Scommette cioè che in un futuro Tesla si mangerà fette di mercato ora in mano ad altri in quanto sarà già pronta per l'elettrico. Se così dovesse succedere allora il prezzo delle azioni di Tesla potrebbe avere un senso.

Se invece dovesse verificarsi lo scenario B saranno cazzi amari per i proprietari di azioni Tesla. Perché Tesla rimarrà con il cerino in mano: avrà investito l'ira di Dio in ricerca e sviluppo sperando di aumentare i volumi di vendita e invece resterà al palo con vendite di nicchia e un conseguente fatturato modesto.
A quel punto il valore delle azioni di Tesla crollerebbe, perché non avrebbe più senso un valore delle azioni così alto per un'azienda che produce un fatturato così modesto.

Tesla ha bisogno di aumentare il fatturato velocemente, perché per un po' questa scommessa regge ma non per sempre. Per un po' puoi dire agli investitori "abbiate pazienza, qui stiamo creando la rivoluzione, e quando avremo vinto saremo i leader del mondo e fare soldi a palate", ma se poi il giorno della vittoria non si vede all'orizzonte va a finire che gli investitori ti fanno ciao ciao con la manina e tu la prendi in saccoccia.
Per adesso Tesla sta, banalmente, perdendo soldi. O iniziano a guadagnarne alla svelta oppure le cose non si mettono bene.

Al momento molti stanno puntando sullo scenario A, ma questo è motivato, più che dagli indicatori economici, dal fatto che a capo di Tesla c'è musk. E musk è bravissimo a imbabolare la gente. Ricordate quel tizio che mi disse "io mi fiderei degli OGM ma solo se le facesse Musk"? Ecco.
Per adesso il gioco funziona. Fino a quanto durerà non si sa.
Ma un'azienda non puoi valutarla per il carisma del suo capo. Devi valutarla per la sua capacità di produrre soldini, ora o in futuro.

La capitalizzazione di Tesla è dunque ora una cosa che non ha niente a che vedere con il numero di dipendenti. È una scommessa nel futuro. Potrebbe essere una scommessa vincente (e quel punto aumentando le vendite aumenterà anche il numero di operai), oppure potrebbe rivelarsi una bolla di sapone e il valore delle azioni potrebbe svanire in un fiat.

Confondere la capitalizzazione di un'azienda già avviata con la capitalizzazione-scommessa di una nuova azienda in fase d'avvio per dire "guarda, più c'è tecnologia e meno ci sono dipendenti" è una idiozia colossale.
I dipendenti non sono di meno perché c'è la tecnologia, ma perché producono meno auto. Cazzo.

Eppure ogni persona che ha più di 35 anni dovrebbe ricordarsi il caso di Tiscali. Quando fu quotata in borsa l'euforia generale portò la capitalizzazione di Tiscali a raggiungere quella della Fiat. Solo che alle spalle non c'era un'azienda vera che produceva fatturato, c'era solo una scommessa: quella che Tiscali diventasse un nuovo operatore leader nel settore delle telecomunicazioni. Così non è stato e il valore dell'azienda è crollato.
Sarebbe bello andare a riprendere quelli che dicevano che Tiscali vale quanto la Fiat.
Più o meno siamo a quel livello.

Il fallimento di Basta Bufale

April 12th, 2017 by mattia | 2 Comments | Filed in bufale, ignoranza, politica
Boldrini ha poi ricordato la campagna-appello `Basta bufale´ lanciata nei mesi scorsi: «Le firme raccolte sono il doppio di quelle che avevamo preventivato, sono 20mila e non siamo ancora al termine”.

via la stampa

Questo articolo è di pochi giorni fa, del 4 aprile per essere precisi. E la boldrinova stessa dice che ha raccolto 20 mila firme adesioni attorno al suo appello "BastaBufale" (che in realtà dovrebbe chiamarsi "basta idee degli altri, perché le bufale che dico io vanno invece benissimo").

Gongola, perché dice che ha raccolto il doppio delle firme adesioni previste. Sarà...
Ma 20 mila firme adesioni, guardiamoci in faccia, sono una scoreggina. Tanto più che:

- "firmare" non costa niente, non devi andare in comune a farti autenticare la firma da un pubblico ufficiale (e infatti non sono firme). Lo sforzo necessario a "firmare" una petizione su internet è di pochissimo superiore a quello necessario a mettere un laic sul feisbuc e a commentare con "amen";

- la petizione ha avuto tanta pubblicità gratuita dai mezzi di comunicazione di massa. Perché quando sei presidente della Camera hai tutti i microfoni che vuoi sotto il tuo naso con uno schiocco delle dita. Le è bastato pochissimo per far parlare di questa petizione ovunque;

- la petizione è stata supportata da personaggi del mondo dello spettacolo molto famosi.

Nonostante tutto questo raggiunge solo 20 mila adesioni? Comprese quelle di Pepito Sbazzeguti ed Erminio Ottone, magari.

Roba da nascondersi sotto il tavolo, altro che cantare vittoria.
Già di per sé queste adesioni su internet non hanno alcun valore, visto che non puoi provarne l'autenticità. Se poi sono anche così poche... Capiamoci, qui si parla di 20 mila firme su milioni e milioni di italiani che vanno su internet ogni giorno. È il nulla.

Persino SEL aveva (nel 2013) più tesserati - 34 mila - delle firme raccolte dalla boldrinova. Manco i suoi l'hanno firmata questa petizione.

Su internet poi sono numeri bassissimi. Un post qualsiasi di salvini che pubblica una foto con la signora che fa le orecchiette fa 9 mila laic.



20 mila firme adesioni dopo averci menato il torrone così tanto sono il nulla.

Sia chiaro, non è certo dal numero di adesioni che si giudica la bontà di un'idea. Ma le adesioni le ha chieste lei. È stata lei che ha chiesto il consenso popolare tramite una petizione per dimostrare che dietro le sue mire censorie di quelli che non la pensano come lei ci sta il popolo compatto che la segue. Per me poteva fare il suo appello anche come singola persona. È stata lei a tentare la prova di forza della folla e ha fallito.

Immaginatevi quando andrà a portare le firme adesioni ai responsabili delle reti sociali. Se le aprono la porta è solo per cortesia. Che se vai da Zuc con 20 mila firme adesioni nemmeno ti offrono il caffè nella sala d'aspetto.

 

 

Lo strano concetto di rendimento

April 11th, 2017 by mattia | 6 Comments | Filed in bufale, ignoranza, perle giornalistiche
Non so se ringraziare Andrea per la segnalazione o arrabbiarmi con lui perché mi ha fatto bestemmiare giusto all'inizio della settimana santa.

L'articolo che mi ha segnalato è questo, e pensa un po' dove è stato pubblicato? Esatto, su repubblica. Alla sezione "scienze" poi, nemmeno alla sezione idiozie.



La storia in breve. Questi tizi hanno detto propongono di produrre idrogeno non con la classica elettrolisi, poiché è un processo con un basso rendimento. La loro idea è scaldare l'acqua a temperature di 3 mila gradi in modo che l'idrogeno si dissoci spontaneamente. E come fare a raggiungere queste temperature? Usando dei grossi, grossi fari.

Ora, non stiamo qui a discutere se questa idea abbia un senso o no. Nell'articolo, fondamentalmente, non ci sono numeri che permettono di valutare. Per capire se la cosa ha senso si dovrebbe, innanzitutto valutare il rendimento di questo sistema: per produrre la stessa quantità di idrogeno impiega più o meno energia dell'elettrolisi?
Dopodiché ci sono molti altri problemi di tipo tecnico: gestire temperature così alte implica impianti complessi, anche per la sicurezza. Sono tutte cose che bisogna tenere in considerazione per capire se una tecnologia ha senso o no.
Ma non discutiamo di quello, visto che repubblica non si degna di darci elementi per giudicare.

Piuttosto commentiamo quello che dice repubblica (evidenziazione mia):
Tuttavia, l'idrogeno non esiste in natura e deve essere prodotto separandolo dagli atomi di ossigeno nelle molecole d'acqua: un processo che richiede una grande quantità di energia. A temperature superiori a 2000 gradi questo processo avviene però spontaneamente: per questo motivo, le temperature raggiunte con Synlight consentirebbero di produrre idrogeno senza spendere energia elettrica.

Eh già,  produci idrogeno senza spendere energia elettrica. E i fari che scaldano l'acqua a 3 mila gradi con cosa li alimenti? Con un motore a gatto imburrato?
Ovviamente consumi energia elettrica. Al massimo puoi dirmi che ne impieghi meno per produrre la stessa quantità di idrogeno (se così fosse) non puoi dirmi che produce idrogeno senza spendere energia elettrica.

Lo so, intendevano dire che non applichi l'energia elettrica direttamente all'acqua tramite una cella per elettrolisi ma che la applichi a dei fari che scaldano l'acqua: ma visto che il problema è il rendimento chi se ne frega dove la applichi. Mi devi dimostrare che te ne serve meno.

La cosa curiosa è che questo concetto del rendimento non lo capiscono proprio. Sotto infatti spiegano come - ovviamente - i fari necessitano di energia elettrica. Ma scrivono:
La tecnica ha i suoi limiti. Per esempio, se è vero che non richiede l'impiego di energia elettrica per produrre idrogeno, il mantenimento di Synlight ha comunque costi ingenti: per funzionare, la struttura necessita in quattro ore della stessa quantità di elettricità che una famiglia di quattro persone usa in media in un anno.

E un bel chi se ne frega. Può anche consumare la stessa quantità di energia elettrica che consuma tutta la città di Milano in un anno. Di per sé questo dato non vuol dire niente.
Mi devi dire qual è la quantità di idrogeno che produci con quell'energia, e poi fare la divisione per trovare quanta energia serve per unità di idrogeno.

È come dire: questa autovettura ha dei limiti. Pensa, in quattro ore consuma 20 litri di gasolio. Eh, ok... ma quanti chilometri ha fatto in quelle quattro ore? Perché io voglio sapere quanti km fa con quei 20 litri.
Infatti nessuno ti dice mai: quest'automobile consuma 20 litri, ma ti dice piuttosto che consuma 5 litri per fare 100 km.

Chi se ne frega dunque se "la struttura necessita in quattro ore della stessa quantità di elettricità che una famiglia di quattro persone usa in media in un anno". Se quella energia mi dà in uscita tanto idrogeno sta bene. Non è mica il consumo in sé che bisogna guardare, bensì il rendimento.
Come fanno a non capire questo semplice concetto?

 

 

Legge anti bufale: esempio pratico di applicazione

April 6th, 2017 by mattia | 19 Comments | Filed in bufale
Sicché, la Germania dunque ha approvato la legge contro le feic nius (o meglio, è solo un primo passo, la legge non è approvata in via definitiva a quanto ho capito, confermate tedescofoni?).

In realtà è una legge su feic nius e reati d'odio, due cose che c'entrano l'una con l'altra come la nutella con la merda, ma vengono confuse appositamente per scopi politici (ma ne parleremo un'altra volta). Per adesso restiamo solo all'aspetto delle feic nius.

Quando qualcuno prova timidamente a obiettare che una legge del genere si presta all'istituzione di un tribunale della verità i soliti cagnolini della boldrinova ribattono parlando di informazioni palesemente false.
Allora vi propongo un po' di informazioni palesemente false che vengono diffuse su internet. Quelle informazioni che secondo queste proposte dovrebbero essere cancellate di gran lena se non vuoi vederti arrivare i quattro sceriffi della boldrinova (o della Merkel) a casa ad arrestarti.

  • Gli immigrati ci pagano le pensioni.
    È una bufala, e anche parecchio grossa. Quando paghi i contributi acquisisci automaticamente un credito che puoi incassare in futuro, non regali i soldi a nessuno: li presti allo Stato, poi però lo Stato deve ridarteli (sotto forma di pensione). Dire che gli immigrati ci pagano le pensioni è come dire che la banca ti regala la casa perché ti ha prestato i soldi per comprarla. Una idiozia che direbbe solo un asino ragliante.La prossima volta che uno sul feisbuc scrive "gli immigrati ci pagano le pensioni" dovrebbero intervenire gli sceriffi a cancellargli il post perché palesemente falso.

  • Le donne sono pagate meno degli uomini
    Bufala che in inglese passa sotto il nome di gender pay gap. È una balla: quando mostrano che le donne sono pagate il 23% in meno degli uomini fanno una media di tutti gli uomini e di tutte le donne. Non prendono in considerazione le paghe a parità di mansione (come dovrebbero). In media le donne vengono pagate di meno perché fanno lavori che sono pagati meno.
    Non perché il datore di lavoro le guarda in faccia e dice "a te do meno perché sei donna".
    Molte donne fanno - liberamente! - scelte di vita che le porta a fare lavori pagati meno, non è che sono pagate meno per il medesimo lavoro.Quindi la prossima volta che qualcuno parla di questa differenza di paghe tra uomini e donne senza considerare le paghe a parità di mansione deve scattare l'allarme rosso: arriva la boldrinova a cavallo fa irruzione in casa tua e ti cancella il post.

  • Esiste un'emergenza femminicidio
    No, non esiste. È una bufala. L'italia ha uno dei tassi più bassi di omicidi femminili del mondo. Ed è stabile da anni (è un fondo statistico). È un'emergenza inventata, sono i numeri a dirlo.
    La prossima volta che qualcuno parla di emergenza femminicidio, track... scattano le manette e il multone.

  • Gli immigrati sono una risorsa per il fisco italiano.
    Bufala. Gli immigrati pagano meno tasse a persona degli italiani, e gli esborsi per fornire loro i servizi sono ben maggiori delle tasse che pagano. Risultato? Per il fisco gli immigrati sono un peso, non una risorsa.
    Ti azzardi a scrivere sul tuitter che gli immigrati sono una risorsa perché pagano tante tasse? Ti cancellano il profilo tuitter perché hai detto una cosa palesemente falsa. FEIC NIUS!

  • Le auto elettriche hanno emissioni zero
    No, idiota che non sei altro. Non hanno emissioni zero, spostano solo le emissioni dal tubo di scappamento a dove viene prodotta l'energia elettrica. E visto che nel mondo non hai modo di produrre tutta l'energia elettrica per tutti i veicoli da fonti pulite dire che le auto elettriche hanno emissioni zero è una FEIC NIUS.
    Lo scrivi sul feisbuc? Arriva l'FBI ad arrestarti e viene ordinato a Zuc di cancellarti il post.


E questo è solo qualche esempio di bufale, di feic nius, di informazioni palesemente false che dovrebbero essere sanzionate da un legge che sanziona le bufale.
Nel frattempo però non pensate nemmeno di sanzionare con una legge del genere quelle che voi ritenete bufale e che non lo sono. Spesso infatti esiste il curioso fenomeno della bufala uomo di paglia.
Ossia, si smonta una bufala che non ha mai sostenuto nessuno. Classico esempio.

  • Non è vero che i migranti prendono 35 euro al giorno! Quei soldi servono per pagare vitto, alloggio...agli immigrati restano in mani pochi spiccioli! BUFALA, BUFALA, BUFALA!

  • Ma guarda che mica ho detto che i migranti prendono 35 euro al giorno. Ho detto che ci costano 35 euro al giorno. E questo è innegabile.

  • BUFALA! Non diamo 35 euro ai migranti! BUFALA! Feic nius! Ti faccio arrestare.

  • Ma io non ho mai detto che diamo 35 euro ai migranti. Ho detto che allo Stato italiano costano quella cifra. Che poi vadano alle cooperative che forniscono vitto e alloggio a me importa poco, dalle tasche dello Stato quei 35 euro escono comunque.

  • [turandosi le orecchie] BUFALA! BUFALA! BUFALA!


Lo scopo di questo teatrino è semplice: sbufalare qualcosa che - sostanzialmente - nessuno sostiene per poter appiccicare l'etichetta BUFALA a qualsiasi argomento è vagamente simile. La gente sente "35 euro" e lo associa così alla parola bufala anche se di bufala non c'è niente.
Il problema è che questo meccanismo può funzionare a livello mediatico, ma non a livello legale. Se anche sanzioni delle affermazioni palesemente false pubblicate su internet non potrai mai punire chi dice un'affermazione corretta come questa. Perché davanti alla legge non puoi usare una bufala uomo di paglia. Funziona a livello mediatico, ma a livello legale no. Perché, riprendendo l'esempio qui sopra, dovresti dimostrare che l'affermazione "i clandestini costano allo Stato 35 euro al giorno" è falsa. E non puoi dimostrarlo perché invece è vera.

Morale della favola: pensateci bene prima di approvare una legge del genere, perché se applicata veramente punirebbe i cazzari. Non punirebbe i vostri nemici, come vorreste voi. Non punirebbe chi dice cose che non vi garbano. Punirebbe chi dice cazzate. E siccome ne dite tante vi si ritorcerebbe contro.
Siete sicuri che vi convenga? Lo dico per voi...

Il senso delle parole

March 15th, 2017 by mattia | 12 Comments | Filed in bufale, ignoranza
Quando feci il test d'ingresso per entrare al poli mi trovai di fronte domande di comprensione verbale. Un piccolo testo da leggere e delle domande in cui si chiedeva cosa diceva quel testo.
Seriamente? mi sono chiesto.
So leggere e so capire ciò che c'è scritto. So bene che ci sono ancora tanti analfabeti in italia - come l'anziana vicina di casa emigrata negli anni '50 dalla Sicilia. So bene che c'è molta gente che sa leggere ma non capisce il significato delle parole. Ma dannazione, sto facendo un test d'ingresso per un'università, si dà per scontato che sappia leggere e capire.

Poi sono passati gli anni e ho scoperto che non è così. Delle volte capita persino a persone in posizioni importanti di non capire quello che leggono.

Prendete pure i dibattiti in parlamento: dozzine di deputati che parlano di governo "tecnico" illegittimo perché l'art. 1 della costituzione dice che la sovranità appartiene al popolo.

Eh... sì. È vero. Ma la frase continua dicendo  "che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione". Per capire un testo non è che puoi leggerne solo una parte, devi leggerlo tutto.
La frase è " la sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzionenon che la esercita come cazzo gli pare. Non si tratta neanche di fare discussione politica, è solo una questione di comprensione verbale.

Lo stesso vale per quei deputati secondo cui l'italia non può fare la guerra perché la costituzione dice che "l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali". E magicamente si dimenticano che la costituzione dice anche "Le Camere deliberano lo stato di guerra e conferiscono al Governo i poteri necessari".
Tagli via una parte del testo e capisci una cosa diversa da quello che dice.

Oppure prendete il dibattito sul fine vita alla Camera di lunedì scorso. Sì, quello con solo 20 deputati. Una pena, il contenuto degli interventi intendo. Da una parte e dall'altra (se avete un po' di tempo da buttare ascoltatevi il discorso del rappresentante della Lega, imbarazzante).
In tanti hanno ricordato l'art. 32 della costituzione* "Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge". Eh, appunto... se non per disposizione di legge. Quindi sì, è del tutto lecito avere una legge che obbliga a un trattamento sanitario.
A un certo punto c'è stata una deputata che leggendo quell'articolo è arrivata al punto in cui dice se non per disposizione di legge e ha titubato un po'. Sembrava che si fosse resa conto che citare quella frase della costituzione era un argomento invalido.
Gli altri invece no, non l'hanno capito.

Eppure è lì scritto, si tratta solo di capire la lingua italiana. Ancora una volta, non è questione di politica ma solo di comprensione verbale. Se dice "se non per disposizione di legge" significa che puoi fare una disposizione di legge che lo consente. Fine della storia.

Possibile che ci siano così tante persone che hanno difficoltà di comprensione di un testo così semplice?

Sì, e succede anche di peggio.

Prendete questa notizia.
Silvana De Mari è indagata a dalla Procura di Torino per istigazione all’odio razziale

Anche qui, non entriamo nemmeno nella polemica, né nel lato scientifico della faccenda. Rimaniamo al livello della comprensione verbale.
La dott.ssa De Mari fa affermazioni che fanno infuriare i ghei e questi la denunciano per istigazione all'odio... razziale.

Razziale? Sì, razziale. Si parla della porcata che passa sotto il nome di legge mancino. Scrive il corriere (evidenziazione mia):
Le sue parole, pubblicamente divulgate, sono lesive della dignità della persona e della comunità Lgbt. Non solo, esorterebbero alla discriminazione di singoli soggetti o gruppi determinati. E all’odio. Questo il senso dell’esposto e di quanto sta valutando la procura di Torino. La legge Mancino - il riferimento normativo - condanna gesti, azioni e slogan aventi per scopo l’incitazione alla violenza e alla discriminazione per motivi razziali, etnici, religiosi o nazionali.

Ha ragione il corriere quando scrive che la porcata mancino punisce chi incita alla violenza e alla discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi.
Dice proprio così la legge:
[è punito]  con la reclusione sino a tre anni chi diffonde in qualsiasi modo idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico, ovvero incita a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi;

Solo che si dimentica di spiegare in quale categoria cadono i ghei.
I ghei non sono una razza, non sono un'etnia, non sono una nazione e non sono una religione. Che cazzo c'entra la legge mancino dunque?
Nulla.

O mi dimostri che i ghei sono una razza o un'etnia o una nazione o una religione (e auguri) oppure significa che hai grossi, enormi problemi di comprensione verbale (se già non siamo alla confusione mentale). Significa che citi leggi a caso che non c'entrano niente.
Poniamo che la maestra di seconda media ti dia come tema "Descrivi come dovrebbe essere la tua famiglia ideale" e tu scrivi un componimento sull'importanza del volontariato nella società moderna. Una cosa del genere: imbarazzante.

Ancora più imbarazzante che la procura abbia preso in considerazione l'esposto "dopo un'attenta valutazione" invece di buttarlo nel cestino suggerendo a chi l'aveva presentato di studiare il significato della parole razza, etnia, nazione e religione su di un dizionario qualsiasi.
Il fascicolo era arrivato, dopo l’esposto del comitato «Torino pride», direttamente sulla scrivania del procuratore Armando Spataro, che, dopo un’attenta valutazione, lo ha assegnato al gruppo di pm che si occupa dei reati previsti dalla legge Mancino.

Perché che qualche avvocato si inventi casi del genere contro l'evidenza del significato delle parole ci può anche stare, è il loro valore dimostrare che il bianco è nero per soddisfare il cliente. Ma la procura no, la procura si deve basare sulla legge. Quella scritta a caratteri neri sul foglio bianco.

Io spero vivamente che da qui alla sentenza compaia una persona capace di quel minimo di comprensione verbale necessario per passare un test d'ingresso all'università che capisca che la legge mancino qui non c'entra niente.

Perché altrimenti capire dove stiamo andando? Verso a un punto in cui i tribunali si inventano leggi che non esistono cambiando il senso delle parole.
Auguri.

 

*Piesse: tra l'altro si fa pure finta di dimenticare che questo articolo intendeva opporsi alle brutture degli esperimenti fatti dai nazisti di cui c'era ancora fresca memoria, non si riferiva certo ai trattamenti sanitari che salvano la vita.