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Il club del 44%

October 20th, 2017 by mattia | 5 Comments | Filed in bufale, ignoranza
Lo schema è sempre lo stesso:

  • evviva l'auto elettrica, zero emissioni!

  • zero emissioni? e con cosa l'alimenti? con la forza dello spirito santo?

  • ok... ok... inquina però meno dell'auto a dinosauri morti

  • e quanto meno?

  • dipende da dove sei... in italia ad esempio produciamo già il 44% dell'energia elettrica dalle rinnovabili!!11!!!


E lì io inizio a sbattere la testa contro il muro.

Siccome sono usciti freschi freschi i dati del 2016 cerchiamo di fare un po' di conti onesti sbufalando questa bufala del 44%.

Bufala n. 1
I conti fatti sulla produzione (si devono fare sui consumi)

Nel 2016 in italia sono stati prodotti 289.768 GWh. Se sommiamo:

- fotovoltaico 22.104 GWh
- geotermico 6.289 GWh
- bioenergia 19.509 GWh
- idro 44.257 GWh
- eolico 17.688 GWh

otteniamo 109.847 GWh, ossia il 38% della produzione (e non il 44%).
E in questo ho contato anche il termico da biogas prodotto da deiezioni animali o da rifiuti solidi urbani...

Ad ogni buon conto, questo 38% è già un dato falsato. Perché viene calcolato sull'energia prodotta in italia, non su quella usata.
Sì, perché in italia nel 2016 sono stati richiesti alla rete 314.261 GWh (tra consumi e perdite). La differenza la compriamo dall'estero.

Se allora  consideriamo 109.847 GWh di rinnovabili su 314.261 GWh otteniamo il 35%.

Qualcuno mi dirà: ma anche all'estero produrranno un po' di quell'energia che vendono all'italia da rinnovabili! Certo, ma non se la vendono a te non la possono usare loro.
Vi faccio questo esempio: volendo l'italia potrebbe comprare energia elettrica rinnovabile da tutti i paesi europei: 50 mila GWh dalla Francia, 60 mila GWh dalla Germania, 15 mila GWh dalla Polonia... fino ad arrivare a coprire il 100% del fabbisogno energetico.
Il giorno dopo che si fa? Andiamo in TV a dire che l'italia è un paese 100% griiin?

No, non è che se sposti un po' di energia rinnovabile prodotta altrove in italia allora l'italia diventa un paese griiin. Hai solo spostato un po' di energia da una parte all'altra.

 

Bufala n. 2
Considerare la percentuale di rinnovabili dimenticandosi che i fabbisogno aumenta

Questo è un errore da libretto che vola dalla finestra.

Abbiamo visto che in italia le rinnovabili producono il 35% del fabbisogno elettrico, e non il 44%. Ma poniamo pure che sia un qualsiasi altro valore.
Questo significa che se alimentiamo le auto con elettricità il 35% dei chilometri che facciamo è pulito? (sempre ammesso che le rinnovabili siano "pulite" - e non lo sono)

Manco per il cazzo.

Se ne alimenti una forse. Ma se alimenti tutto il parco veicoli a rinnovabili il fabbisogno aumenta. Di quanto? Di circa 126 mila GWh.
Il denominatore aumenta quindi da 314 mila a 440 mila GWh.
Quindi le rinnovabili passano dal 35% al 25%.

Pensare di alimentare le auto con l'elettricità e calcolare la percentuale di rinnovabili senza considerare che aumenta il fabbisogno è un errore mostruoso.

Bufala n. 3
Considerare tutte le rinnovabili espandibili

Lo stratagemma di chi ti dice (barando) che in italia le rinnovabili sono al 40% o addirittura al 44% sta nell'illuderti che manca poco al 100%, che siamo già quasi a metà strada.
Che invece siamo a un quarto di strada l'abbiamo già dimostrato. Ora però vediamo perché persino questo concetto è fuorviante.

Quel 25% di rinnovabili non è tutto estendibile. Ben il 40% delle rinnovabili è prodotto con l'idroelettrico, che non poi aumentare. Perché non è che puoi fare una diga dove cazzo ti pare. Ci sono dei limiti dettati dalla natura: una volta che hai finito i siti disponibili poi basta, non puoi aumentarlo. L'idroelettrico rimane lì al palo e non si muove.
Calcoliamo quindi quanto valgono le rinnovabili che puoi ancora espandere (fotovoltaico, eolico, geotermico e bioenergia... anche se ho qualche dubbio sulle ultime due, ma teniamole dentro): sono 66 GWh.
Ora li dividiamo per la il fabbisogno di energia con tutti i veicoli elettici (meno la parte già coperta dall'idroelettrico), ossia 356 mila GWh.
Otteniamo il 18,5%.

Ricapitoliamo, se escludiamo dal sistema elettrico l'idroelettrico (lo togliamo dalla produzione e dai consumi) che non si può espandere otteniamo che le rinnovabili che hanno una qualche speranza di espandersi sono solo il 18,5% dei consumi che avremmo con tutti i veicoli elettrici.

Non siamo quasi a metà strada, non siamo nemmeno arrivati a un quinto della strada.

E nemmeno considero i dinosauri morti che vengono usati per riscaldare i nostri edifici. Quel 18,5% l'ottieni se smetti di usare i dinosauri morti solo per le auto; se smetti di usarli anche nelle caldaie di case e uffici il denominatore si allarga ancora di più.

Bufala n. 4
Fare i conti nella condizione migliore (mente si devono fare nella condizione peggiore)

È un principio base di ogni progetto ingegneristico. Se tu devi garantire che un sistema stia in piedi sempre non puoi progettarlo in base alle condizioni più favorevoli; devi fare i conti considerando la peggiore delle eventualità (e poi aggiungere un margine di sicurezza...)

È ovvio che capitare  l'anno in cui quella percentuale di rinnovabili sul fabbisogno (quella vera) cresce un filo perché i consumi sono bassi (magari perché c'è la crisi, quindi c'è poco da esser felici), perché è stato un anno molto piovoso e gli invasi sono pieni, perché d'estate il Sole ha battuto forte, perché il vento ha soffiato molto...
Ma tu non puoi alimentare il paese solo l'anno fortunato. Il paese devi alimentarlo sempre. Non è che l'anno in cui va male decidi di mandare in black-out il paese, come se nulla fosse.
Quindi non puoi sbandierare i dati dell'anno migliore come se fosse qualcosa di sostenibile.

È lo stesso motivo per cui i classici articoli del tipo "in Germania l'altro giorno hanno alimentato tutto il paese con le rinnovabili" non dicono nulla di significativo. Davvero, dal punto di vista ingegneristico l'informazione è zero. Perché farlo un giorno per una botta di culo dovuta a una congiuntura astrale di eventi favorevoli non significa che lo puoi fare sempre.

In conclusione

Non fidatevi di coloro che sbandierano percentuali che non capiscono. E se qualcuno tira fuori ancora la storia del 44% di rinnovabili in italia rispondetegli con il 18,5%.

 

Alice nel paese dello ius soli (con il compagno Folagra)

September 21st, 2017 by mattia | 46 Comments | Filed in bufale, ignoranza, ius sola, ius soli, politica
A un certo punto ho avuto la sensazione di essere Alice nel paese delle meraviglie, con il bianconiglio che festeggiava in non-compleanno.
Il contesto logico-razionale di chi mi circondava era più o meno quello.

Ma facciamo un passo indietro.
Serata di dibattito sullo ius soli a Pinerolo. La situazione nella sala era questa: moderatore, due relatori a favore e uno contro (io). In realtà il primo relatore doveva fare un cappello storico quando in realtà ha fatto un discorso che per metà non c'entrava niente (tanto che ho smesso di prendere appunti) e per l'altra metà era solo un discorso ideologico a favore dello ius soli.
Quindi mi sono trovato da solo contro tutti.

Non solo contro due relatori ma anche contro (quasi) tutta la sala. Che era composta in piccola parte da amministratori comunali - che avevano sì una loro opinione ma erano onestamente aperti ad ascoltare - e in gran maggioranza da sinistrorsi che non erano lì per confrontarsi ma solo per dare contro al sottoscritto. Così, giusto per il piacere di. Loro volevano cantarsela e suonarsela da soli e il fatto che ci fosse anche una voce contro lo ius soli li ha fatti innervosire.
Per farvi capire, a un certo punto si è alzato un signore nel pubblico che sembrava il compagno Folagra che ha iniziato il suo onanismo intellettuale contro i "padroni". Mancava solo il pugno chiuso. Ovviamente nulla a che fare con lo ius soli.

Ma la cosa che più li ha mandati in bestia è che ho basato le mie argomentazioni contro lo ius soli su logica e razionalità.
Loro si aspettavano un buzzurro leghista che urlava "l'invasione, l'invasione!!!111!!! le donne gravide che vengono qui a partorire" e invece si sono trovati il sottoscritto che ha iniziato il discorso dicendo: giusto, non facciamoci guidare dalla paura come ha detto il relatore prima di me, facciamoci guidare dalla logica. Cerchiamo di capire se lo ius soli ha motivazione logica.

Stiamo parlando di dare la cittadinanza ai minorenni, che sia alla nascita, dopo il completamento di un ciclo di studi o quello che sia. Bene, ma un minorenne cosa se ne fa della cittadinanza italiana?
La cittadinanza serve per votare o candidarsi alle elezioni, ma un minorenne non vota né si può candidare. La cittadinanza è necessaria per fare un concorso in magistratura, ma un ragazzino a 12 anni difficilmente hai i requisiti per diventare magistrato... Alla fine un ragazzo minorenne deve studiare, e fortunatamente le scuole sono aperte a tutti, ha bisogno delle cure mediche e il SSN cura tutti, fa sport e una partita di pallone all'oratorio può farla anche da straniero.
Cosa gli cambia se ha o meno la cittadinanza da minorenne? A cosa gli serve?

Nessuna risposta.

Il brusio cresce in sala. Ho osato metterli di fronte alla realtà: la loro battaglia è inutile.
Non dovevo farlo. Dovevo lasciarli nella loro masturbazione reciproca in cui si raccontavano le favolette a vicenda e tutti ci credevano. Quando arrivo io a dire che Babbo Natale non esiste mi guardano rabbiosi. Gli ho rotto il giocattolino.

Nessuno ha la più pallida idea di cosa rispondermi e durante tutta la serata nessuno mi risponde.
Una insegnante poi mi dirà che per lei gli studenti sono tutti uguali e che non è giusto che qualcuno non abbia la cittadinanza. Io: ok, ma agli effetti pratici cosa cambia se on hanno la cittadinanza?
Nulla, non ha saputo rispondere. Continuava a ripetere slogan e non sapeva seguire un ragionamento.

Racconto che ora ha diritto alla cittadinanza chi è nato e cresciuto in italia, se fa rischiesta dai 18 ai 19 anni, ma molti se ne dimenticano perdendo questa opportunità. Perdendo questa finestra di un anno. Allora molte associazioni chiedevano di estendere il periodo fino ai 20 anni.
Chiedo: ma se in italia un ragazzo vive così male senza cittadinanza perché non la richiede quando compie 18 anni e un giorno? Perché ha fretta di iscriversi a scuola guida appena compie 18 anni ma si dimentica - per un intero anno! - di far domanda di cittadinanza? Forse che senza autovettura vive male mentre senza cittadinanza vive senza problemi?

Nessuna risposta.

Dico che voglio uno Stato in cui la burocrazia sia semplice, un sistema efficiente in cui un rinnovo del permesso di soggiorno arriva in 30 giorni e non in due anni.
Chiedo: se fornisco servizi burocratici degni di un paese civile in cui essere straniero non ti impone complicazioni burocratiche, pretendete ancora di dare la cittadinanza italiana a destra e manca? A che pro?

Nessuna risposta.

E così via, tutta la serata.

Nessuno è stato capace di seguire un ragionamento logico. Nessuno ha osato rispondermi. Ripetevano in continuazione le solite bufale sullo ius soli. Fino ad arrivare a momenti di totale ilarità (dico adesso "ilarità" ma al momento mi veniva da sbattere la testa contro il muro).
L'ex-giudice da parte a me spiega i canali di accesso alla cittadinanza, dimenticandosi "casualmente" di raccontare che un ragazzo di 12 anni può diventare cittadino italiano se lo diventa un genitore per naturalizzazione.
E ripete la solita balla per cui un ragazzo "deve" aspettare i 18 anni. No, non "deve". Quella è la strada se vuole la cittadinanza da solo, ma può "anche" naturalizzarsi coi genitori.

Be', questo ex-giudice è stato capace di dire che la naturalizzazione è un canale secondario che viene usato da poche personalità della cultura.
A quel punto gli ho fatto notare che il padre di un mio amico si è naturalizzato italiano pur essendo un normale pasticciere. Gli ho fatto notare che nel 2010 i naturalizzati per residenza sono stati 21 630. Abbiamo un esercito di 21 mila esponenti della cultura naturalizzati italiani?
No ovviamente, e infatti la legge non prevede nessun requisito in questo senso. Anzi, la cittadinanza per naturalizzazione è un percorso *comunissimo* di gente *normalissima* che vive in in italia 10 anni e riceve la cittadinanza italiana.

Avevo da parte un tizio che si vantava di essere un fine giurista che aveva scritto relazioni su relazioni sul tema... e non aveva la più pallida idea di cosa stava parlando. Incredibile.

Ora mettetevi nei miei panni e domandatevi come ho fatto a non sbattere la testa contro il muro. C'è stato poi chi, tra il pubblico, mi ha detto privatamente che sono stato fin troppo gentile nel rispondere, anche quando mi sono scaldato.

Ma non è stato nemmeno solo quello. In molte occasioni ho avuto l'impressione che le persone attorno a me non capissero nemmeno quello che stavo dicendo.
Esempio: racconto che ora la cittadinanza *per naturalizzazione* viene concessa a discrezione dello Stato, che può negarla anche senza motivo.
Con lo ius soli introduciamo nuove strade che creano una nuova valanga di cittadini italiani di diritto solo perché vanno a scuola, senza che nessuno verifichi se sono davvero integrati. E lo Stato non ha la discrezione di dire no a loro. La cittadinanza è obbligato a dargliela.

Interviene l'ex-giudice a dire che non è vero, che i nati in italia a 18 anni ricevono la cittadinanza di diritto.
È vero, dico, infatti non parlavo di quelli: parlava di quelli che ricevono la cittadinanza per naturalizzazione, non di quelli nati in italia (e cresciuti in italia fino ai 18 anni).
La risposta normale sarebbe stata: ah, ok... non avevo capito, pensavo ti riferissi agli altri.
Oh, magari mi sono spiegato male io. Ci si chiarisce e amen.
No, quello continuava: non c'è discrezione dello Stato.
Ma io parlavo dell'art. 9. E quello continua a parlare dell'art. 4. Ripeto: PARLAVO DELL'ART. 9, dei naturalizzati che sono a discrezione dello Stato. E quello dice all'art. 4 non c'è discrezionalità.

Come se non mi ascoltasse.

ALLUCINANTE

Una persona che dimostra questa capacità logica nella mia facoltà non sopravvive più di sei mesi, per dire.
A una conferenza scientifica se mostri un atteggiamento del genere ti guardano sconvolti.
Mi spiace, ma non sono abituato ad avere a che fare con questa gente. È stata un'esperienza sconvolgente.

La cosa che più mi ha fatto riflettere però è stato l'atteggiamento di alcune persone che dicevano: oh, io per formazione e ideologia sono per lo ius soli, però riconosco che razionalmente... in effetti... però niente, io col cuore rimango dalla parte dello ius soli.
E a quel punto io mi sono chiesto cosa stavo lì a fare.

Perché se uno magari conviene pure sulle tue argomentazioni logiche ma poi rimane della sua idea non perché è supportata da motivazioni logiche ma perché l'appoggia "col cuore" allora io non so più cosa dire.
Più che darti argomentazioni logiche che posso fare?

E questo rivela il mostruoso problema del dibattito sullo ius soli.
La gente sta dalla parte del sì o del no solo per ideologia, perché quelli della loro parte stanno dalla parte del sì o del no, non perché indagano sulle motivazioni razionali a sostegno di una proposta di legge.

Spesso quando parlo di W la Fisica mi dicono: eh, ma la scienza non è tutto, non puoi decidere tutto con la scienza. Oppure: devi però dire su quale ideologia si basa.
E invece no: perché quando basi la politica sull'ideologia arrivi a questi assurdi per cui sostieni una proposta di legge non perché hai motivi razionali, ma "col cuore", perché "quelli della mia ideologia la pensano così".
Il concetto alla base di W la Fisica invece è esattamente l'opposto: c'è una proposta di legge? Analizziamo se ha un fondamento logico e razionale, e poi decidiamo se ha senso o no. Perché è così che si fa nella scienza.

Usando questo modo di lavorare si tagliano fiumi di discussioni inutili perché basate "sul cuore", si arriva a provvedimenti migliori non perché basati su ideologie ma su fatti, su argomentazioni razionali.

In conclusione, devo ammettere un mio errore (che mi è stato fatto giustamente fatto notare durante una birretta dopo il dibattito): mi sono presentato male.
Perché spesso la gente giudica non in base ai contenuti, ma in base alla persona e a come li espone e io sono risultato probabilmente un po' troppo arrogante.
Forse, e anche questo mi è stato spiegato poi, perché mi trovavo in un paesotto dove la gente spesso è molto provinciale. Quando sentono un che racconta della sua vita da straniero in Giappone o in Rep. Ceca scatta in automatico il provincialismo di chi non si è mai mosso del suo paese e pensa che chi ha davanti sia un "signor so tutto io" perché vive all'estero.
Posso migliorare nell'esposizione, lo ammetto. Ma vi assicuro che tenere i nervi quando davanti hai una platea di compagni Folagra è dura.

Poi vabbe', appena ho un attimo di tempo pubblicherò il video ma vi avviso, è lungo, molto lungo. Ma ci sono alcune chicche, come quella signora che mi contestava che il mio essere straniero da professore universitario era diverso che essere straniero da operaio. E lì l'ho messa a tacere raccontando gli episodi di discriminazione che ho subito quando vivevo in Giappone. Non più in verso fece.
Oppure l'intervento dell'assessore ai servizi sociali che quando si parlava di diritti faceva notare che uno straniero ha tutti i diritti ai servizi sociali come un italiano. Che non c'è alcuna discriminazione.
Ma ovviamente gli altri relatori non stavano a sentire.
Ah, c'è anche l'imperdibile intervento del compagno Folagra.

Piesse: tra il pubblico c'era un lettore di questo blog. Quando qualcuno ripeteva le solite bufale che avevo già smontato mi capitava di incrociare il suo sguardo e leggere nel suo volo qualcosa del tipo "ma non la capisce proprio allora". Almeno ho avuto il conforto del fatto che qualcuno mi ha capito.
Quindi boh, magari non mi sono spiegato bene io, ma se qualcuno ha capito significa che gli altri non hanno capito perché erano incrostati di ideologia.

 

 

 

 

Tipo Stanley Kubrick e l’allunaggio

August 29th, 2017 by mattia | 14 Comments | Filed in bufale


Io questo video l'avrò visto almeno una dozzina di volte. Perché all'inizio pensavo fosse una burla, tipo Stanley Kubrick che finge di confessare la farsa dell'allunaggio fatto in studio.
Poi mi sono arreso, sembra che rubbia l'abbia detto davvero. Riporto le sue parole:
Vorrei ricordare, e chiedo al ministro conferma di questa cosa, che dal 2000 al 2014 la temperatura della Terra non è aumentata, è diminuita.
È diminuita di -0,2 gradi e noi non abbiamo osservato negli ultimi 15 anni nessun cambiamento climatico di dimensioni... E questo è un fatto di cui tutti vostri (sic) dovete rendervi conto, perché non siamo di fronte ad un’esplosione esplosiva della temperatura: la temperatura è montata fino al 2000 [...] da quel momento siamo rimasti costanti, anzi siamo scesi di 0,2 °C.

Non è certo il primo a raccontare questa storia del riscaldamento globale che si è fermato al 2000 (più spesso dicono al 1998). Di solito lo accompagnano con una immagine di questo tipo:



Ti dicono: vedi, è dal 1998 che la temperatura non sale! Il riscaldamento della Terra si è fermato.
[Ah, per la cronaca la linea verde l'ho tracciata a mano, perché un interpolazione lineare sarebbe in crescita, leggera ma in crescita]

E questi dati sono veri, eh. Ho creato io l'immagine coi dati della NASA. Si è davvero fermato il riscaldamento globale della Terra?
Be', guardiamo questi puntini rossi in un arco di tempo giusto un filino maggiore. Allarghiamo lo zoom:



Sono gli stessi dati, eh! Pari pari. Li ho solo disegnati sopra la serie storica. Avete ancora il coraggio di dire che il riscaldamento della Terra si è fermato? No, ovviamente.
Semplicemente c'è un rumore aggiunto alla tendenza di base. Per cui se guardi un numeri di anni troppo breve l'andamento non è significativo.

Ora, non serve essere fisici dell'atmosfera, è banale interpretazione dei dati. Possibile che rubbia non ci arrivi? Avrà interpretato dati ben più difficili da valutare nella sua vita professionale...

Questa cosa mi lascia sconvolto: dov'è il problema?
Qualcuno sul tuitter mi ha detto che quando diventano vecchi spesso rincoglioniscono. E sta bene, non è il primo titolato che parte per la tangente. Eppure faccio ancora fatica a credere che faccia un errore così pacchiano.
Cosa può averlo indotto a questa erronea interpretazione dei dati?
Davvero non me lo spiego.

Così come non mi spiego come mai ciò non abbia intaccato la sua reputazione. Non so, uno come Montagnier viene sbertucciato per il suo appoggio all'omeopatia. Quando un politico, ad esempio il presidente degli U.S. of A. racconta che una cosa del genere ci si straccia le vesti. Ok, rubbia fa solo il senatore, non ha i codici delle testate nucleari, eppure non ho mai sentito mezza virgola che mettesse in dubbio la sua autorevolezza. Perché lo so che è brutto da dire, ma non c'è tantissima differenza con le panzane di senatori come giarrusso, eh.
Perché c'è dunque questa resistenza a criticarlo per un'affermazione del genere?

Quando la matematica può salvare una vita (o tante vite)

August 25th, 2017 by mattia | 34 Comments | Filed in bufale, ignoranza, riflessioni
L'accuratezza del test. Un fattore determinante dietro questa decisione è probabilmente l'accuratezza del test prenatale effettuato nell'isola islandese: lo screening ha un'alta probabilità di successo (l'accuratezza è dell'85%), come specifica l'ospedale dell'università Landspitali di Reykjavik.

via repubblica.it

Articolo interessante. Repubblica racconta una cosa in realtà ben nota: alcuni paesi come l'islanda hanno deciso di eliminare la sindrome di Down eliminando di fatto tutti i bambini concepiti con tale sindrome.

Ormai quasi tutte le donne decidono infatti di buttare il via il bambino quando scoprono dal test prenatale che ha la sindrome di Down. L'articolo è interessante perché riporta questa informazione: il test ha un'alta accuratezza, ben l'85%!

La mia prima reazione è stata: eh? 85% alta accuratezza? Mi sembra un po' pochino...

Ma il problema non è neanche quello. Il vero problema è il fatto che questo dato è fuorviante.

Io mi immagino già quelli che dicono: e quei poveri 15 bambini su 100 che vengono buttati via anche se sanissimi?

Problema etico? No, problema matematico. Sì, perché non sono 15 bambini su 100 che vengono buttati via.

Prendiamo un test per cui se il bimbo è Down all'85% ti darà un valore positivo, se invece il bimbo è sano ti darà un falso positivo nel 15% dei casi. Sei una donna in gravidanza, vai a fare questo test per la sindrome di Down e ti dicono che il tuo bambino è risultato positivo.
Qual è la probabilità (o meglio, la confidenza) che abbia davvero la sindrome di Down?
Probabilmente pensi che sia l'85%.

No, è il 2,2% :)

Il calcolo non è immediato ma seguitemi e vedrete che non è così difficile.

Innanzitutto dobbiamo prendere la probabilità con cui si manifesta la sindrome di Down.  Diciamo che sei una donna un po' stagionata, tra i 35 e i 39 anni: la probabilità di concepire un bambino con sindrome di Down è di circa 40 su 10.000 nati vivi.

Quindi, su 10.000 bambini abbiamo 40 con la sindrome di Down e 9.960 sani.

Facciamo il test:

  • dei 40 bambini con la sindrome di Down 34 risultano positivi (ossia l'85% di quei 40 bambini)

  • dei 9.960 bambini sani 1.494 risultano positivi (ossia il 15% dei 9.960 bambini sani che danno falsi positivi)


In totale abbiamo:

34 veri positivi  + 1.494 falsi positivi = 1.528 positivi

Tu sei uno di quei 1.528 positivi: qual è la probabilità di essere un vero positivo?

Facile, bisogna calcolare:

34 veri positivi /1.528 positivi totali = 2,2%

Se quindi decidi di abortire dopo un test che ha diagnosticato la sindrome di Down con il 15% di probabilità di avere un falso positivo di fatto hai la probabilità del 97,8% di abortire un bambino sano.

Ritorniamo dunque alla frase di prima
e quei poveri 15 bambini su 100 che vengono buttati via anche se sanissimi?

Sembrava intuitiva, ma ora capite che è sbagliata. Sono quasi 98 su 100 i bambini che vengono buttati via anche se sani.

Poniamo invece che la probabilità di risultare positivo se sei veramente Down sia del 99% mentre la probabilità di risultare falso positivo se sei sano sia solo dell'1%. Poniamo di avere una donna con meno di 30 anni, quindi con 10 bambini su 10 mila che nascono Down. Se sei positivo hai la probabilità del 9% di essere Down.

Ma poniamo pure di abbassare i falsi positivi allo 0,2%. La probabilità di essere Down sale solo al 33,1%.
Tu tu trovi davanti due numeri che sembrano sputare verità (99% e 0,2%) ma la realtà è che la probabilità di avere un figlio Down è solo del 33%.

Questo è un classico esempio del Teorema di Bayes.

Lo so, può sembrare controintuitivo. Ma se vi aiuta pensatela così.
La sindrome di Down è così poco probabile che gran parte dei positivi al test saranno falsi positivi.
Anche se la probabilità di avere un falso positivo è "bassa" i sani così tanti che alla fine i falsi positivi sono tanti.

Quindi è molto più probabile che il vostro bambino diagnosticato come positivo sia uno di quei tanti falsi positivi.

Eppure non è un concetto difficile.
Quante donne ne erano a conoscenza quando hanno deciso di abortire? Servirebbe l'obbligo di spiegare questo concetto dopo il test? No, servirebbe l'obbligo di spiegarlo a scuola.

Quando dico che c'è bisogno di più educazione scientifica e matematica a scuola intendo dire proprio questo. Stiamo parlando di un concetto semplice, roba che può imparare un ragazzo di terza media. Magari prima o seconda superiore.  Un concetto semplice che però può portare a decisioni importanti come quella di abortire o meno.
Non è roba astratta alla lavagna: è vita reale.
Quando vi chiedono a cosa serve la matematica, la risposta è questa: a salvare vite umane.

Ah, la prossima volta che il medico vi prescrive un test accuratissimo (al 99%!) e risulta positivo non spaventatevi: prima chiedete quanto è probabile la malattia. Se è una malattia rara ricordatevi che molto facilmente sarete uno dei tanti sani che risultano falsi positivi.

 

Nota: è anche probabile che repubblica riporti quell'85% come valore finale ossia quello che si ottiene dopo il calcolo illustrato qua. Cioè, che il test sia del 99,97% e che applicato su di una donna di 35 anni con probabilità di concepire un bambino Down di 1 su 1000 dia come probabilità finale l'85% di essere un vero positivo. Oppure che si
Ma anche messa così non è corretta: non ha senso dare un valore (l'85%) se non mi dici con che probabilità di avere la sindrome di Down l'hai calcolato, e questo è un valore che varia tantissimo con l'età della madre.

Il curriculum della boldrinova

August 21st, 2017 by mattia | 13 Comments | Filed in bufale, ignoranza, politica
Da qualche giorno gira sulle reti sociali questo messaggio a difesa della boldrinova
Ecco chi insultate!
A venti anni va a lavorare per tre mesi in Venezuela, in una piantagione di riso.
Subito dopo intraprende un viaggio per l'America Centrale passando per Panamà, Costa Rica, Nicaragua, Honduras, Guatemala, Messico e Stati Uniti fino a New York.
Decide quindi di dividere gli anni universitari in due: sei mesi di studio e sei di viaggio. Conosce quindi il Sud-est asiatico, l'Africa, l'India ed il Tibet.
Si laurea a 24 anni in Giurisprudenza, mentre già lavorava da due presso l'Agenzia Italiana Stampa e Emigrazione.
Fra i 26 ed i 27 anni lavora in RAI con contratti a tempo determinato nella produzione radiofonica.
A 27 anni vince (VINCE) un concorso come Junior Professional Officer e comincia quindi la sua carriera all'ONU, lavorando per quattro anni alla FAO come addetta stampa.
Dai 32 ai 37 anni lavora presso il Programma alimentare mondiale (WFP) come portavoce e addetta stampa per l'Italia e svolge ripetute missioni nella ex Jugoslavia, nel Caucaso in Afghanistan, Tagikistan, Mozambico e Iraq.
Dai 37 ai 51 anni è portavoce della Rappresentanza per il Sud Europa dell'Alto Commissariato per i Rifugiati dell'Organizzazione delle Nazioni Unite (UNHCR).
Contemporaneamente svolge missioni in diversi luoghi di crisi: Bosnia, Albania, Kosovo, Pakistan, Afghanistan, Sudan, Caucaso, Angola, Zambia, Iran, Giordania, Tanzania, Burundi, Ruanda, Sri Lanka, Siria, Malawi, Yemen.
Si chiama Laura Boldrini.
Ma adesso raccontatemi cosa stracazzo avete fatto nella vita voi che la insultate.

Io mi ricordo un'anziana signora del mio paese che diceva a tutti "oh, ma mia figlia lavora col computer, eh!" e si stimava. Uh... quanto si stimava.
E voi vi chiederete: che faceva? La programmatrice, la sysadmin? No, faceva l'impiegata e usava MS Word. Agli occhi della madre però era una semidivinità perché lavorava col computer.

Più o meno siamo allo stesso livello di coloro che pubblicano il CV della boldrinova pensando sia eccezionale.

Ehm... no, non c'è niente di speciale in quel CV. Basta leggerlo con calma.

Sicché, laurea in giurisprudenza a 24 anni. Capisco che in un paese di fuori corso può sembrare una cosa da primi della classe, ma laurearsi a 24 anni non è niente di speciale.
Mentre già lavorava! specificano. E sti cazzi. Quanti studenti lavorano pure?

Dopodiché, si laurea a 24 anni e il CV segue...
Fra i 26 ed i 27 anni lavora in RAI con contratti a tempo determinato nella produzione radiofonica.

Che ha fatto tra i 24 e i 26 anni? Boh.
Avrà fatto qualche viaggetto per il mondo con la poderosa, che ne so. Ma quelli li ha fatti anche di battista. E anche un tizio del mio paese che amava le sigarette farcite.

Ma torniamo alla boldrinova: fa qualche lavoretto per la RAI e a 27 anni si trova sostanzialmente a 3 anni della laurea senza uno straccio di esperienza professionale degna di nota. Si laurea in giurisprudenza ma la sua carriera nel campo è fondamentalmente nulla.

A quel punto però arriva il colpo di culo
A 27 anni vince (VINCE) un concorso come Junior Professional Officer e comincia quindi la sua carriera all'ONU, lavorando per quattro anni alla FAO come addetta stampa.

Il concorso. Il mitologico concorso. Poteva finire la sua vita a fare lavoretti qua e là (perché ormai la carriera legale era andata) e invece si sistema.
Vince (anzi VINCE, come scrivono loro) un concorso. Alle poste? In comune? Nel corpo forestale dello Stato? No, all'ONU.
Posticino dove gli stipendi sono giusto un filino superiori rispetto a quelli delle poste o del catasto. Sì, insomma, se vincere un concorso è fare bingo, vincerlo all'ONU è come fare 6 al superenalotto. Ti sei sistemato per la vita. E infatti dall'ONU la boldrinova non muove le chiappe finché non viene eletta alla Camera.

La cosa curiosa è che si loda il fatto che abbia vinto (VINTO) un concorso. Mi spiego, se il concorso lo vince chi ti sta sul culo dici che l'ha vinto perché è un raccomandato, è tutto un magna magna, vincono sempre si soliti... Se lo vince la tua amichetta l'ha vinto perché è brava e meritevole. Patetici.

Dopodiché, questa entra all'ONU a 27 e rimane lì. Quattro anni come addetta stampa, cinque anni come portavoce e addetta stampa, e infine 14 anni come portavoce.
Ho evidenziato i ruoli perché voglio sia ben chiaro: la boldrinova non ha mai creato alcun contributo originale nel suo lavoro.
L'addetto stampa è di solito uno scribacchino che scrive i comunicati stampa in modo che poi le redazioni possano copiarli con pochi cambiamenti così da ottenere un articolo già fatto. Crea video e audio pronti per essere riutilizzati dalle emittenti.

Il portavoce è fondamentalmente uno che sa scrivere bene, che è capace di infiocchettare le idee del capo e di renderle presentabili per il pubblico e la stampa.

C'è di sicuro della professionalità in tutto questo: devi saper rispondere nel modo giusto alla domanda  di un giornalista, devi essere diplomatico, devi portare al pubblico il pensiero di un altro anche quando non lo condividi, e devi farlo usando bene le parole. Ma alla fine il tuo lavoro è sempre portare la voce di un altro, non la tua.

Ha lavorato per l'ONU, ma il suo contributo personale in queste importanti agenzie è stato nullo. Non è che quando lavorava alla FAO ha creato un piano migliorare la produzione di cibo in Africa. No, scriveva comunicati stampa per raccontare il lavoro degli altri che facevano ciò.

Eh, ma faceva le missioni in giro per il mondo! E sti cazzi.
Girava il mondo per missioni sempre come portavoce e addetto stampa. Non è che andava a guidare il trattore in Africa per seminare i campi.
Ho conosciuto diplomatici che sono andati ugualmente in Iraq e te lo dicevano candidamente: avevano tutte le comodità, quando uscivano avevano la scorta armata, e in più lo stipendio era maggiore per l'indennità di missione in luogo pericoloso e avevano scatti di carriera aggiuntivi.
Questi funzionari mica vanno in quelle zone a fare i missionari, ci vanno sempre da strapagati e privilegiati.

Sì, perché prima di entrare alla Camera lo stipendio della boldrinova era questo:



121 mila dollari statunitensi. Una enormità per un portavoce. Ripeto, per un portavoce, uno che non crea nulla di originale ma che infiocchetta le idee altrui.

Poi lo capisci perché la boldrinova si convinca di essere una super-donna. È stata abituata a prendere stipendi da favola, è normale che pensi di valere tanto. Quello che nessuno le ha spiegato è che non prendeva quello stipendio perché valeva tanto, ma perché faceva parte di una casta di privilegiati parastatali.

E il CV finisce qua. Entra a 27 anni all'ONU e ci rimane fino all'elezione a Montecitorio come membro di una casta di privilegiati facendo lavori strapagati in cui non crea niente di originale ma porta la voce agli altri.

Pensate forse di incantare la gente con questo CV?
Mi vengono in mente almeno due dozzine di conoscenti (ma anche di più se mi ci metto) che hanno fatto molto di più. Credete davvero che sia un CV eccezionale?
Oh, io ve lo dico: vi state rendendo ridicoli. Sì, perché dicendo che il CV della boldrinova è eccezionale vi mettete allo stesso livello della casalinga che va in giro a vantarsi che la figlia lavora col computer.

[bufala] Non esiste alcuna impunità per la diffamazione su internet

August 18th, 2017 by mattia | 11 Comments | Filed in bufale, ignoranza, perle giornalistiche
Siamo a questo punto: se si diffama/s’insulta/si minaccia una persona su un bollettino da mille copie, si finisce in tribunale (giustamente); se si diffama/s’insulta/si minaccia quella stessa persona su Facebook, con effetti potenzialmente illimitati, non succede niente. Tutt’al più, dopo infinite discussioni e negoziati, la piattaforma accetta di rimuovere il commento molesto. Il molestatore si fa una risata, e ne scrive uno peggiore.

servergnini sul corriere

E pensate che questi tizio è pure laureato in giurisprudenza. Se si diffama una persona su Facebook non succede niente? Eh?

Cioè, mi sta dicendo che non ha mai sentito di un processo per diffamazione su internet? Già, caro mio, la diffamazione può essere punita anche se avviene su internet. Ci sono tantissimi casi di persone che sono state denunciate per una diffamazione su internet, ci sono stati casi di sequestri preventivi di interi siti per una diffamazione su internet.

Poi possiamo discutere se sia giusto punirla come diffamazione a mezzo stampa o diffamazione liscia (io sostengo da anni la prima ipotesi, come sapete, e già ora un insulto sulla bacheca feisbuc dell'offeso è considerato a mezzo stampa, per esempio). Ma anche quando non è punita come la diffamazione a mezzo stampa è già punita. Non è vero che "non succede niente". Non succede niente se uno passa il pomeriggio a contarsi i peli dello scroto. Succede qualcosa se alza il culo e va a querelare il diffamatore.

O cosa pensa il severgnini? Che ci voglia la procedibilità d'ufficio per la diffamazione?

Qualcuno mi dirà: eh, però quelli che querelano un diffamatore per un pirla detto su internet sono pochi rispetto alla montagna d'insulti. Vero, ma voi avete querelato ogni persona che nella vita ha offeso la vostra reputazione? No. Così come non querelate ogni persona che vi offende su feisbuc. La montagna d'insulti c'è anche nella vita reale, eh.
Se chiunque può diffamare, insultare, minacciare e mentire senza conseguenze, ogni discussione civile diventa impossibile. Se l’impunità è la regola, non ci sono più regole.

No, non c'è nessuna impunità. C'è un codice penale che punisce quel comportamento. Se uno non alza il culo e denuncia chi lo offende cosa si aspetta? Che scenda giù la madonna addolorata a fare la denuncia al posto suo? Oppure nuove regole che...

Ecco, forse ci siamo. Questa gente racconta balle quando parla di impunità, racconta balle quando dice che non succede niente perché vuole creare il pretesto per nuove regole. Nuove regole più snelle con cui fare piazza pulita non tanto degli insulti (che sono già puniti dal codice penale italiano) bensì di ciò che non vogliono sentire (seif speis! seif speis!), delle opinioni degli altri.

Non ci credete? Rileggete quei verbi:
Se chiunque può diffamare, insultare, minacciare e mentire...

Mentire? Oh bella, e che c'entra mentire? Che cosa significa mentire? Lo decide severgnini chi mente? Vedete, parte dalla diffamazione e arriva al mentire, scatolone nel quale metti tutte le opinioni degli altri che non condividi.
La cosa fa venire i brividi quando poi leggi i periodi successivi:
Ci aspetta una campagna elettorale incandescente e un voto decisivo, all’inizio del 2018. Non dimentichiamo cos’è successo negli Usa, in autunno. E ricordiamoci: in Italia e in Europa potrebbe finire peggio.

Questo usa la diffamazione della boldrinova per chiedere mezzi veloci per tappare la bocca a chi non la pensa come lui.
Terrificante.

 

Un “procedimento particolare” per riprodurre il magnetismo (urca!)

August 16th, 2017 by mattia | 13 Comments | Filed in bufale
Quanta pazienza che ci vuole. Quanta pazienza.

È uscita la notizia dell'estate: girano monete da due euro false. Basta una calamita per riconoscerle.
Se vengono attratte sono autentiche, altrimenti sono false. Il motivo ce lo spiega il rappresentante delle forze dell'ordine:
I falsari non riescono infatti a riprodurre il magnetismo, che la Zecca ottiene con un procedimento particolare e che serve a far riconoscere le monete dalle macchinette. In commercio ci sono dei piccoli bastoni con una calamita ad una estremità, li usiamo anche noi.

via repubblica.it

Capito? I falsari non riescono a riprodurre il magnetismo. Ci vuole un procedimento particolare!

Ehm... no.
Non serve nessun procedimento particolare. Ma proprio no.

Partiamo dall'inizio. Le monete da 2 Euro hanno all'interno del nickel, un materiale ferromagnetico. La monete può dunque essere magnetizzata esponendola a un campo magnetico: dopo di ciò conserva "memoria" di questa magnetizzazione. Quindi se andare a misurare la densità di flusso magnetico nelle sue vicinanze vedrete che è significativamente superiore a quella dell'aria. Questo meccanismo può essere usato dalle macchinette che accettano monete per riconoscere le monete autentiche per riconoscere quelle magnetizzate.

Ma ricreare lo stesso fenomeno non è per niente difficile. Io l'ho fatto questo pomeriggio.

Prima di tutto ho preso un po' di monete da 2 Euro e ho osservato la densità di flusso magnetico sulla loro superficie. Presto mi sono reso conto che non erano magnetizzate uniformemente. Sia per direzione che per intensità. Sono passato da una moneta italiana che a stento raggiungeva 0,2 mT nel suo punto maggiore a una moneta olandese che superava i 2 mT. Anche per la direzione non sembra esserci una direzione particolare (anche se ho il sospetto che vengano magnetizzate orizzontalmente).

È difficile ottenere queste "magnetismo" nelle monete? No. Basta esporre un dischetto di nickel a un banale magnete al NdFeB e ottenere lo stesso effetto.
Non avendo un dischetto di nickel a portata di mano ho provato a magnetizzare una moneta da due euro. Ma come - direte voi - la moneta è già magnetizzata!
Sì, però puoi sempre cancellare la sua magnetizzazione. E infatti è quello che ho fatto.
Ho preso una moneta da 2 Euro, l'ho scaldata con un cannello al butano fino a superare la temperature di Curie così da farle perdere la magnetizzazione: era tornata "vergine".

Per essere sicuro ho misurato ancora la densità di flusso magnetico attorno alla moneta ed era diventata praticamente nulla.
Dopodiché ho esposto la moneta a un banale magnete al NdFeB e si è rimagnetizzata senza alcun problema con valori anche superiori a 2 mT, e in ogni direzione che volevo nel piano.

Non serve nessun "procedimento particolare", non serve neanche un giogo particolare. Basta un normale magnete da pochi spicci su ebay.
La non uniformità della magnetizzazione da moneta a moneta mi induce a pensare che il metodo per riconoscerne l'autenticità sia meno sofisticato di quello che pensavo. Più che leggere una particolare magnetizzazione la macchinetta o rileva qualsiasi cosa vagamente magnetica oppure magnetizza la moneta in una direzione esponendola a un campo magnetico e poi misura se è rimasta magnetizzata in quella direzione.

Quello che sospetto è che i falsari usino dei materiali non-ferromagnetici al posto del nickel (per motivi di risparmio?). Ma il problema a questo punto è che usano un altro tipo di materiale, non che serve un "procedimento particolare". Se hai un dischetto di nichel lo magnetizzi senza problemi esponendolo a un campo magnetico. Non serve niente di speciale.

 

Non serve alcun "procedimento particolare" per creare il "magnetismo". Basta usare gli stessi materiali  che si usano per le monete.

A questo punto mi piacerebbe fare due esperimenti:

  • demagnetizzare una moneta portandola sopra la temperatura di Curie e poi prova a inserirla in una macchinetta per vedere se l'accetta o meno. Poi rimagnetizzarla (se non la magnetizza la macchinetta) e vedere se l'accetta.
    Non avendo macchinette che accettano euro nelle vicinanze dovrò aspettare la prossima volta che vado in un paese dell'area Euro.

  • reperire dei dischetti di nickel delle stesse dimensioni delle monete da due euro e magnetizzarli per vedere se ottengo gli stessi risultati (anziché partire da una moneta demagnetizzata).
    Cerco su ebay se trovo un po' di nickel in quelle dimensioni.
    [no, poi non posso provarla nella macchinetta perché comunque ci sono altri controlli oltre al magnetismo]


E fin qui sono stato ultra generoso. Perché il sistema che suggeriscono per distinguere una moneta vera da una falsa (vedere se viene attratta da una calamita) si può gabbare con pochissimo.
Per creare il "magnetismo" sufficiente a far attrarre una moneta da una calamita non serve nient'altro che usare materiali ferromagnetici. Nessuno "procedimento particolare": basta comprare del nickel o del ferro e metterlo nella moneta.

Ciò che tu puoi rilevare esponendo la moneta a una calamita infatti è solo la natura ferromagnetica del materiale. Che sia nickel o ferro o cobalto non lo distingui, né se è una lega con una rimanenza particolare. Perché non fai alcuna misura, ti limiti a vedere se la moneta viene attratta. I falsari potrebbero usare altri materiali ferromagnetici al posto del nickel e tu con la tua calamita vedresti la moneta attirata comunque.
In commercio ci sono dei piccoli bastoni con una calamita ad una estremità, li usiamo anche noi

Fossi un falsario metterei un qualsiasi materiale ferromagnetico nelle monete, tanto poi arriva il colonnello dei carabinieri con il suo bastone calamitato, vede che le monete vengono attirate e dice che sono autentiche.

Cosa pensa, che solo la Zecca sia in grado di comprare materiali ferromagnetici?

Identificazioni

August 16th, 2017 by mattia | Comments Off on Identificazioni | Filed in bufale, ignoranza
Come mi segnalano qui sotto, questo è ciò che succede quando si usa internet per scatenare la gogna mediatica.

Un tizio viene fotografato a una manifestazione di suprematisti bianchi e scatta la mobilitazione on-line per identificarlo. Qualcuno pensa di riconoscerlo in un professore universitario e parte il linciaccio mediatico. Lo insultano, chiedono alla sua università di licenziarlo, pubblicano il suo indirizzo... fino a quando si scopre che non era lui, che se ne stava a 1.600 km di distanza.

Pensate a cosa sarebbe successo se qualche scalmanato (tipo quelli di BLM che uccidono i poliziotti) l'avesse raggiunto a casa e gli avesse tirato un colpo in testa.

Si accusa pubblicamente una persona solo dopo che è stata confermata la sua identità dalle autorità dopo una denuncia. Non tramite internet, non da un profilo feisbuc dove chiunque può fingere di essere una qualsiasi identità tramite un profilo falso.

Capito boldrinova?