Archive for the ‘viaggi’ Category

Il parcheggio per scozzesi

March 14th, 2017 by mattia | 22 Comments | Filed in riflessioni, viaggi


Germania, stazione di servizio sulla 99, a Est di Monaco.

C'è il parcheggio riservato agli handicappati e il parcheggio riservato a...

A cosa?
Alle donne? Non può essere! Sarebbe troppo sessista, come dire che le donne necessitano di un parcheggio riservato perché non sanno parcheggiare o che sono troppo deboli per fare 20 metri a piedi in più.

Alle donne gravide? E in Germania le donne gravide le disegnano così? Con la pancia a forma di gonna, dalla vita in giù? Hanno i peggiori grafici del mondo allora in Germania.

Agli scozzesi o alle persone di qualsiasi genere che indossando la gonna? Può darsi, ma a quel punto perché non un parcheggio a chi indossa un cappello o ha i baffi arricciati?

Chissà a chi è riservato quel posteggio. Resterà un mistero.

Mi faccio solo una domanda. Fosse davvero riservato a donne allora basta affermare di essere donna e si può parcheggiare lì, no. Poi fa niente se hai il pene, tanto adesso vale che il genere lo decidi tu in base a come ti svegli la mattina: che diritto hanno di dire che non sono una donna? Transfobici!
Poi vabbe', finita la colazione e ripartito dall'area di servizio decido che torno uomo. Chi mi può vietare di essere donna per 20 minuti?

Anche qualora fosse riservato alle donne gravide: chi può dire che non sono una donna gravida? Mi direte: ma figa, non lo sei, è nella realtà dei fatti.
Vero, ma se è per quello non sono nemmeno una donna. Anche quello è nella realtà dei fatti. Ma se posso inventarmi - contro ogni evidenza scientifica - di essere una donna perché non posso inventarmi di essere una donna gravida? Non sono né l'una né l'altra alla stessa maniera. È sempre una cosa che sta nella mia testa e basta.

Per questa volta è andata, ma la prossima volta io parcheggio lì. Spiegate meglio però cosa significa quel simbolo, così mi invento meglio cosa sono.

Dublino

February 20th, 2017 by mattia | 4 Comments | Filed in viaggi
Sarò a Dublino per una conferenza tra il 22 e il 28 aprile prossimi.
Come al solito, lo avrete già capito, sono qui a cercare consigli insolti di cose da visitare. Magari anche fuori dalla città (potrei affittare un'auto e fare una breve gita, sempre che mi ricordi come si guida dalla parte sbagliata della strada). Ma magari anche qualche bel posto da visitare facendo un tragitto in treno o in autobus.

Dublino di per sé l'ho già visitata nel 2006 quindi cose classiche da vedere no.

Grazie.

Viaggiare in auto in Florida

November 6th, 2016 by mattia | 4 Comments | Filed in america, viaggi
In questa settimana mi sono fatto circa mille e duecento km su e giù per la Florida (o meglio, giù e su). Chilometri fatti su strade "panoramiche" vicino al mare, chilometri fatti nel parco Everglades, e chilometri fatti sull'Interstate 95.
Una strada catalogabile come "autostrada" secondo i canoni italiani. Se non che in molti tratti era larga il doppio di un'autostrada italiana. Avete presente quelle foto delle autostrade americane con un numero sterminato di corsie? Ecco.

Quando vedevo quelle foto ero convinto che se mi fossi trovato a guidare in quelle strade sarei andato in panico. In realtà è capitato tutto l'opposto. Guidare sull'Interstate 95 è stato fin troppo rilassante.
Così mi sono messo a osservare meglio la strada per capire come mai l'esperienza non fosse stressante. Così sono arrivato a queste conclusioni.

1) Le corsie vengono occupate tutte uniformemente. Non è come in italia che la corsia di destra è lasciata vuota perché si ha quasi vergogna ad usarla.

2) La velocità tra le corsie è molto uniforme. Non c'è una grandissima differenza tra la velocità delle corsie a destra e a sinistra. È un serpentone unico che procede quasi parallelamente.

3) Dal punto numero 2 deriva il fatto che il numero dei sorpassi è decisamente inferiore. Perché non cambia molto la tua situazione da dove ti trovi, farai sempre parte del serpentone. Ci sono quelli che passano alternativamente da una corsia all'altra ma sono una rarità. Molti meno che in italia. Il risultato è che anche se ti trovi su di una strada con sei corsie non ti trovi pazzi che ti sorpassano ogni tre per due.

4) Le corsie di accelerazione sono lunghe. Ma lunghe tanto. Così quelli che si devono immettere non sono costretti a fare manovre azzardate per entrare sulla corsia prima che sia troppo tardi.

5) Lo stesso vale quando devi uscire, la segnaletica è mostruosamente chiara e ti avvisa con molto anticipo dicendoti quale corsia si trasforma in una uscita.

6) I limiti son più bassi. In generale il limite è 113 km/h. Non so se questo è un fatto positivo o negativo: a tutti piace la libertà di poter andare più veloce se ci sono le condizioni, ma forse questo contribuisce a tenere a freno le teste calde.

Ovviamente ci sono anche i lati negativi.

7) Ci sono pochissime aree di servizio. Le cose vanno meglio nella parte Nord della I-95 ma nella parte Sud (verso Miami) è una tragedia, non si trova un buco per fermarsi a sgranchire le gambe.
C'è da dire però che le aree di servizio dove mi sono fermato erano a dir poco fantastiche. Guardia armata di notte per evitare disordini, bagni pulitissimi e numerosissimi, niente negozi ma distributori automatici sotto una grande struttura coperta pulitissima.

8) Non ci sono i cartelli che ti dicono quanto manca alla tal città (se non nelle dirette vicinanze). Per capirci, non esistono cartelli "Orlando 200 miglia", "Orlando 150 miglia"... "Orlando 100 miglia".
Ma forse questa assenza contribuisce a diminuire lo stress. Non continui a osservare la distanza che scende lentamente. Guidi e basta, la destinazione prima o poi arriverà.

Sussulto di coscienza

November 6th, 2016 by mattia | 1 Comment | Filed in america, viaggi
Ore 4 del mattino (o notte) circa. Arrivo nei pressi dell'aeroporto di Orlando. Sulle mappe del telefono intelligente ho memorizzato qualche benzinaio vicino all'aeroporto, così che posso fare il pieno e restituire la vettura senza problemi.

Evito il distributore più vicino, che secondo gugol applica un prezzo mostruoso: 4 dollari - contro gli usuali 2,25 - per 3,785 litri. Vado a quello un zic più là, mi fermo ed entro nel negozio a dare i soldi (qui si dànno i soldi prima, poi fai benzina). Trovo una signorina al banco e le porgo la banconota:

  • Cinque dollari alla pompa undici

  • Vuoi fare benzina qui?

  • Eh, sì.

  • Ma guarda che qui cosa 5,69 per 3,785 litri. Ti conviene proseguire... lo vedi quello lì... fa prezzi normali, 2,20 dollari.

  • Quello lì dall'altra parte della strada?

  • Sì, sì. Va' lì. Non fare benzina qua.


Giuro, mi ha dissuaso dal far benzina da loro e mi ha mandato dalla concorrenza perché era consapevole di fare prezzi mostruosi (approfittandosene di quelli che prendono l'automobile a noleggio e devono fare il pieno nei pressi dell'aeroporto prima di restituirla).
Non so quante altre volte mi capiterà nella vita.

L’avvocato aggressivo

November 4th, 2016 by mattia | 4 Comments | Filed in america, viaggi
Comunque le pubblicità sono uno specchio della società, specialmente se di quella società non fai parte.
Ad esempio, sono giorni che alla radio sento pubblicità di agenzie che si propongono di aiutarti in caso di incidente stradale: per scannare l'avversario.

Hai avuto un incidente? Dopo il 911 chiama il XXX (telefono dell'agenzia) e vi spiegheremo a quanti soldi potreste avere diritto.
Traduzione: voi sciocchini non sapete che magari potete tirare giù la pelle dalla faccia a quello che vi ha tamponato. Vi fate rimborsare il paraurti e amici come prima. Invece no! Noi abbiamo uno stuolo di avvocati che si inventano improbabili danni esistenziali prodotti dal tamponamento e ci fate la grana.

In autostrada ho anche visto un manifesto 6 m per 3 m: call the aggressive lawyer!
L'aggettivo aggressive era sottolineato.

Qui non fanno finta che gli avvocati siano al servizio della giustizia. Non dicono che difendono tizio perché tutti hanno diritto a una difesa in uno stato civile. Qui lo dicono chiaramente che fanno gli stronzi. Sembra che non sia un problema.

Dopodiché ho sentito alla radio anche pubblicità consoltanti, come quella di un consulente che si proponeva di controllare il tuo testamento per verificare che fosse fatto bene. Diceva più o meno così "Per esperienza so che molti di voi sono convinti di aver fatto correttamente il testamento ma per esperienza so anche che molti di voi sono in errore. Venite da me e vi aiuterò a sistemare le vostre proprietà in modo da rendere tutto più semplice ai vostri cari quando non ci sarete più"
A occhio e croce in italia una pubblicità del genere avrebbe provocato una toccata generale di coglioni. Evidentemente qui non è un tabù parlare del momento in cui crepiamo (almeno, quando si parla di beni materiali, che probabilmente hanno la precedenza).

Ah, poi c'erano gli spot elettorali, ma di quelli parlo in un altro post.

La svegliona dell’autonoleggio

November 2nd, 2016 by mattia | 8 Comments | Filed in america, viaggi
Mi ero dimenticato di citare la rincoglionitaggine degli addetti al noleggio auto dell'aeroporto di Orlando.

Arrivo con la mia bella prenotazione stampata, la do all'addetta che mi chiede carta di credito e patente:

  • mmmmm....

  • che c'è?

  • la patente è scaduta

  • ma anche no, guardi

  • qui c'è scritto 2012

  • ma se la gira vedrà che c'è il tagliando di rinnovo al 2022.
    [guarda il retro della patente con fare dubitativo]

  • vede, quando ho rinnovato la patente hanno aggiunto il tagliando...

  • questo?
    [e punta una penna al tagliano con la punta terribilmente vicina]

  • tenga quella penna lontana dalla patente, dannazione!
    [facile che ci faceva sopra qualche marchio sul tagliando, che già è scritto in piccolo se poi ci aggiungi un marchio di penna non si legge più]

  • aspetti che chiedo al collega
    [il collega dice di guardare nel librone, quello con tutte le patenti del mondo, ma quella non lo fa e torna da me]

  • per me è scaduta, però l'ultima parola ce l'ha il tizio del parcheggio quando va a ritirare la macchina.


Il tizio del parcheggio non ha fatto storie. Per fortuna (mi ha anche salutato in italiano).

Ma io dico, non ti presento una patente della repubblica di Salcazzistan. Ti presento una patente italiana. Possibile che sia la prima volta che vedi una patente italiana conseguita più di dieci anni prima? Possibile che non hai mai visto il tagliando di rinnovo?

Boh...

 

Cecoslovacchia, provincia di Puerto Rico

October 30th, 2016 by mattia | 2 Comments | Filed in ignoranza, viaggi
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Per quelli ancora convinti che Praga stia in Cecoslovacchia.
Illusi!
Ora Praga è a Puerto Rico.
Praga, PRaga, PR, Puerto Rico, ovvi no?

Piesse: nella foto la ricevuta dell'albergo che mi hanno dato questa notte.

La situazione è un po’ più complessa

October 30th, 2016 by mattia | 6 Comments | Filed in america, viaggi
Ieri pomeriggio ero al terminale 2 di JFK aspettando di prendere il volo per la Florida. Mentre ero lì che gibilavo vedo un diversamente pigmentato che si aggira per il terminale con un adesivo sul bavero della giacca: "VOTA TRUMP".
Già, un negro che non solo vota Trump ma va in giro a dichiararlo al mondo.
Perché la situazione, anche qui, è un po' più complessa.

Ah, bel volo di merda con Delta. Mi hanno messo da parte a un obeso. E quando sei in classe economica non è bello se il tuo vicino di posto non riesce a stare nel suo di posto ma occupa parte del tuo.
Mi sono fatto otto ore di volo facendo il contorsionista per non entrare in contatto con lui (le ho sperimentate tutte, mi sono inclinato, sono traslato...).
Sia chiaro, a me non me ne frega nulla se quello è obeso, non sono qua io a dirgli di fare la dieta (anche perché non che io possa parlare...). Se muore a 52 anni di infarto perché si è mangiato troppi panini con la svizzera in ristoranti di cibo veloce non me ne frega niente. Fatti suoi. Non pretendo mica di fare come quelli che ti obbligano a mangiare sano (e poi si portano dietro un culo grande come un baule, tipo una certa signora che fa l'orto genuino alla casa bianca). Liberissimo di fare quello che vuole, a me non crea danno.
Se però prende un aereo deve rendersi conto che non può prendere un posto di classe economica se il suo corpo non rientra nel volume assegnato a quel posto. Libero di restare obeso, ci mancherebbe, però si compra un posto da obeso in prima classe. Non mi spetascia per otto ore di viaggio.
Sarebbe anche ora che le compagnie aeree controllassero pure questo fattore. Perché se - giustamente - ci misurano il bagaglio a mano affinché non sia troppo grande e stia nella cappelliera allo stesso modo dovrebbero misurare i corpi delle persone e verificare che stiano nel loro posto.
Mi sembra di una banale logicità.