Archive for the ‘riflessioni’ Category

La spoletta

January 13th, 2017 by mattia | 22 Comments | Filed in repubblica ceca, riflessioni
Oggi pomeriggio sono andato in merceria per comprare delle spolette di filo per la macchina da cucire. Arrivato il mio turno mi sono accorto... che non sapevo come si dice "spoletta" in ceco!
Così ho indicato col dito l'espositore con le varie spolette e ho detto "buongiorno, mi servirebbero dei fili bianchi e neri". Fili, l'unico modo per chiamarli che mi è venuto al momento era quello.

La commessa mi ha guardato un po' perplessa e mi ha detto "fili? intende dire forse..." e lì ha detto la parola ceca per spoletta che però io non mi ricordo. Il dizionario dice cívka nití però mica mi ricordo che ha detto quello.
Vabbe', alla fine me le ha vendute, le ho già provate e vanno bene; 29 corone l'una (100 metri di filo, 1,10 euro... un po' care?)

Io parlo ceco, me la cavo in tutte le situazioni. Anche in questa: alla fine mi ha chiesto se mi servivano per stoffa regolare, io le ho risposto di sì... e tutte quelle altre cose lì le ho capite. Ma c'è sempre la parolina magica su cui cadi. E sarà sempre così: non saprò mai parlare ceco a livello tale per cui saprò tutte le parole (che mi servono). Mi capiterà sempre di entrare in un negozio e restare senza parole davanti alla commessa.

Vivere all'estero significa anche questo (specialmente in un paese con una lingua così diversa come il ceco). Ti troverai sempre in queste situazioni, anche se ti dài da fare per parlare la lingua del posto. Non parlerai mai la lingua locale come un madrelingua e - più o meno frequentemente - finirai per fare queste figure alla bingo bongo.

Che poi a me non me ne frega più di tanto. Però siatene consapevoli se volete trasferirvi all'estero.

 

Piesse: sì, poi ci saranno i genii che parlano una lingua come un madrelingua dopo solo due anni. Ok, va bene.

Una data storica

January 5th, 2017 by mattia | No Comments | Filed in riflessioni
Oggi ho ricevuto un'email da DHL che mi avvisava di un pacco in giacenza alla dogana e che dovevo cliccare su di un indirizzo per completare le informazioni mancanti.

Be', era un messaggio autentico.

Perché scienza è la risposta

January 5th, 2017 by mattia | 12 Comments | Filed in riflessioni, w la fisica
C'è una cosa che non ho ancora sentito citare in questa faccenda delle feic nius. Tutti a parlare di metodi di censura addomesticamento di internet o della stampa, tutti a discutere su quali siano le forme migliori, se un'autorità (bleah) o un filtro tipo antivirus (sì, sì... perché il grullino s'installa l'estensione dis is feic sul programma di navigazione vero?).

Nessuno invece parla della cosa più importante: l'istruzione.

Tante bufale e informazioni false si diffondono semplicemente perché hanno un terreno fertile sul quale crescere: l'ignoranza.

Proprio l'altro giorno un mio compagno d'allenamenti ha pubblicato sul feisbuc la gran panzana del uai-fai "killer silenzioso". Ovviamente è una persona che non ha alcuna formazione per capire che è una sciocchezza.
Uno degli scopi della scuola dovrebbe essere questo: formare le persone affinché siano resistenti alle bufale.

Per farlo sono necessarie due cose: innanzitutto una forte componente di istruzione scientifica. Mi spiace per gli amici delle lingue morte o delle seghe mentali sotto forma di versi, ma molto spesso le bufale sono basate su argomenti tecnici. Per capire che sono bufale serve una formazione scientifica, che oggi è diventata il nuovo saper leggere e scrivere. Una volta il popolo ignorante veniva inculato dai ricchi istruiti perché non sapeva leggere e scrivere. Oggi per difenderti dalle inculate servono competenze scientifiche.

Il secondo strumento è il metodo. Perché ovviamente nessuno potrà mai essere pienamente competente di qualsiasi argomento, però può fare una scrematura delle panzane usando semplici strumenti metodologici.
Sono attendibili i dati che mi presentano? Come sono stati presi? Hanno fatto una raccolta di ciliegie? Hanno senso statistico? Hanno forse scambiato una correlazione per un nesso di causalità?

Spesso basta usare queste basi di buon senso per capire che sei di fronte a una bufala.
Questi strumenti fatti di logica, matematica e statistica, devono essere insegnati a scuola.

Prendete quei politici o quei giornalisti che gridano sguaiati che nella provincia X il tasso di tumori è del 30% superiore alla media per colpa dell'azienda Y. E giù di scandalo.
Un cittadino, uscito dalla scuola anche solo con la maturità in tasca dovrebbe essere in grado di rispondergli: 30% superiore alla media, ok, ma la varianza?
Non ha bisogno di essere un medico per fare una prima scrematura delle sciocchezze che gli propongono da credere.

Lo stesso per stamina. Ve lo siete già scordati? Non serviva essere esperti di staminali per scoprire che non c'erano basi scientifiche. Bastava ascoltare quello che dicevano. O meglio, quello che non dicevano. Non avevano mai rivelato i dettagli del metodo dicendo che avevano paura che se fosse pubblico qualcuno di big pharma l'avrebbe brevettato e tolto dalla circolazione. Quando invece è vero il contrario: se qualcosa è pubblico non può più essere brevettato, per definizione.
Non serviva una laurea in medicina per scoprire che avevano riciclato immagini da un altro articolo. Non serviva essere primari di ospedali per capire che un foglio di dimissioni non è una cartella clinica.
Bastava avere quel minimo di strumenti di base di cui parlavo prima per capire che alla domanda dell'idiota pelato "ma perché non volete ascoltare i genitori?" la risposta doveva solo essere "perché la loro opinione, scientificamente parlando non conta nulla. Mica per altro, ma proprio perché genitori il loro giudizio è influenzato" (ossia vedono miglioramenti nel figlio che vogliono vedere).

Queste basi di logica sono quelle che ci difendono dalle bufale. E a questo deve allenare la scuola.

Mi direte: la fai facile. Magari iniziamo a insegnare queste cose adesso e fra vent'anni vedremo i risultati.
Forse.

Però prendete proprio il caso stamina. Non è certo stato sconfitto dal bollino "bufala" messo dall'autorità statale o dal ministro della verità.  Se la battaglia è stata vinta è perché da una parte c'erano i cialtroni e dall'altra chi ha ripetuto incessantemente le ragioni della scienza e della logica. Senza stancarsi. Le ha ripetute talmente tanto che s'è riusciti a spostare l'opinione pubblica (e della stampa, e della politica) dall'appoggiare stamina a considerarla una bufala.
È stato difficile perché - appunto - la gente non era stata educata come ho spiegato prima. Ma lo si è fatto. Senza nessuna censura, solo dicendo la verità.

Certo, ci sono poi casi di conclamata pericolosità sociale, come per i vaccini. In quel caso, di fronte al pericolo di epidemie perché le mamme non vaccinano i figli non c'è tanto da andare per il sottile, quindi sta bene ricorrere alle misure forti con chi diffonde informazioni pericolose.
Ma negli altri casi in cui non c'è questo pericolo imminente la cosa migliore da fare è puntare sull'istruzione.

Che poi è anche quello che si fa nella scienza.
Non si censura nessuno. Ci sono cretini che se ne escono con panzane idiote. Non li si censura. C'è la revisione tra pari, ok, ma anche quella non è definitiva (di merda ne arriva in abbondanza sulle riviste).
Ci sono persone che pubblicano merda ma poi alla lunga la verità prevale e a quelli non crede più nessuno. Ma non perché viene loro vietato di pubblicare, bensì perché gli argomenti della verità sono più convincenti.

Quando io dico che bisogna portare la scienza in politica intendo anche questa cosa qui. Scienza in politica non significa solo portare nelle istituzioni gente competente e non cazzari complottisti. Scienza in politica è un modo di pensare: significa che quando la politica si pone davanti a un problema e non sa come comportarsi si chiede "come si comporta la scienza in questo caso?" e trova la risposta.

 

Basterebbe una cosa sola

January 3rd, 2017 by mattia | 3 Comments | Filed in riflessioni
Si potrebbero fare grasse risate sulla svolta garantista del M5S. Fino all'altro giorno a sputare merda su chiunque avesse ricevuto un avviso di garanzia, ora invece usano le stesse frasi dei democristiani nel 1992: eh, ma non significa necessariamente colpevolezza!
Ora che hanno gli eletti e i procedimenti arrivano a toccare pure loro guarda caso si scoprono garantisti.
Che tenerezza che fanno.

E noi qui a discutere se sia giusto o meno dimettersi per un avviso di garanzia o una condanna di primo grado, per il reato X sì, per il reato Y no.

In realtà non c'è niente da discutere. Non esistono garantismo né giustizialismo. Esiste una sola cosa: la legge.
La legge stabilisce quando una persona viene interdetta ai pubblici uffici. Non c'è bisogno di inventarsi niente, esiste già la giustizia che al termine di un processo decide se tu puoi ricoprire una carica pubblica o no. Non ti piace questa legge? La cambi. Ma fintanto che esiste non puoi contestare niente a nessuno. Ti sembra troppo lento il processo? Sono d'accordo. Lo so anche io che delle volte l'interdizione ai pubblici uffici arriva quando la persona ormai è a casa a fare la calza. Ma allora acceleri il processo in modo che sia rapido ed efficiente e stabilisca subito se quella persona puoi ricoprire una carica pubblica o no.

Qualcuno mi  dirà: che male c'è se un partito decide di adottare regole più severe al suo interno?
C'è che se quelle regole le decide un buffone a capo del partito valgono solo per chi vuole lui e poi alla bisogna si cambiano. La legge dello Stato invece è universale e vale per tutti.
Che peppe crillo diventi fonte di diritto è una cosa che dovrebbe far venire i brividi a chiunque.

Chi di TULPS ferisce…

December 28th, 2016 by mattia | No Comments | Filed in riflessioni
La faccenda della messa per il boss mafioso sarebbe di suo abbastanza grottesca. O meglio, lo è il divieto della questura di celebrare la messa solenne il pomeriggio con l'obbligo di celebrarla al mattino alle 6.00 in forma strettamente privata.

Che già di suo vorrei capire come fanno a determinare se la messa è solenne o meno. Il rito della messa è sempre quello. Che fai, misuri quante strofe delle canzoni si cantano per determinare la solennità? Vecchina che intona i canti nel microfono gracchiante sì, organo no? Un prete non è solenne, mentre tre preti e un diacono è solenne? Arriva la polizia a controllare che la casula sia quella dei giorni normali e non quella di lusso?

Ma vabbe', facciamo pur finta che la polizia sia capace di determinare oggettivamente se una messa è solenne o meno. Quello che più mi lascia perplesso è il motivo di ordine pubblico con cui si è giustificato il divieto di celebrazione.
Perché è per quello che il questore emette l'ordinanza in cui vieta un rito religioso e impone che venga svolto secondo certe modalità: motivi di ordine pubblico. Basta dire "motivi di ordine pubblico" e poi il TULPS ti consente di ordinare tutto quello che vuoi. Rimane fuori solo il diritto della prima notte, toh.

Quali sarebbero questi motivi di ordine pubblico? Il mafioso è morto e stecchito, che può fare? I vivi sono vivi, ma se hai ragione di pensare che siano colpevoli di qualche reato li arresti. Anzi, hai l'occasione di trovarli tutti assieme senza nemmeno dover andare a cercarli. Che vuoi di più dalla vita?

Cosa credi, che dei mafiosi aspettino di trovarsi tutti insieme a messa per poi andare a compiere reati? Non sono mica come i tifosi di calcio che se si trovano assieme poi si scaldano e iniziano a menare le mani. I mafiosi i reati li commettono tutto il giorno e tutti i giorni, in modo organizzato, non hanno mica bisogno di fare gruppo.
Sul serio il questore crede che questi vadano a messa e poi usciti dalla chiesa creino disordini?

No, ovviamente. Il questore sa benissimo che i parenti del mafioso sarebbero andati alla messa con il vestito bello a stimarsi e poi sarebbero tornati a casa a delinquere con calma, esattamente come qualsiasi altro giorno, messa o non messa.

I motivi di ordine pubblico qui sono esclusivamente di ordine ideologico.

Non si vuole che ci sia il sigillo della Chiesa (come istituzione) ad una famiglia mafiosa, perché questo incrementa il potere della famiglia mafiosa sulla gente.
E sta bene, se tu pensi davvero che il popolo abbia più paura di una famiglia mafiosa non perché viene a chiederti il pizzo con la pistola ma perché si fa fare un rito da un signore con uno strano vestito che invoca un essere invisibile va bene. Se pensi che la gente abbia più timore dell'essere invisibile che delle pistole va bene.

Però ditelo chiaramente: problemi di ordine pubblico non ce ne sono. Vietiamo un rito religioso perché ideologicamente fa un piacere alla mafia, in modo molto indiretto e senza nessun risultato pratico diretto.

E va bene così, perché se vale con la messa allora vale con tutte le religioni e tutti gli esseri invisibili.

Sulla base delle stesse norme potresti vietare il culto islamico in tutta italia senza nemmeno bisogno di mezzo comma di mezza legge. Usi il TULPS e vieti ogni rito islamico in italia. Metti i catenacci alle moschee e se qualcuno prova a protestare lo arresti per inosservanza degli ordini dell'autorità.

Puoi benissimo dire che i riti islamici fomentano il terrorismo islamico. Puoi dire che lasciare crescere i ragazzi pregando quell'essere invisibile li porta a non accettare i valori occidentali e poi alla fine a diventare terroristi di seconda generazione.
Hai voglia a dire: eh, ma in moschea si prega e basta, non si incita mica all'odio. Potresti dire esattamente lo stesso della messa per il mafioso. Cosa credete, che il prete si sarebbe messo a dire "uh, quanto è bella la mafia, andiamo a sparare a tutti"? No, anche in quel caso si sarebbe limitato a pregare per il defunto. Se hanno vietato la messa perché "simbolicamente" vicina alla mafia, possono vietare qualsiasi rito islamico perché "simbolicamente" vicino al terrorismo islamico.
E ancora, hai voglia a dire "eh, ma quelli che vanno in moschea non hanno fatto niente! che c'entrano loro coi terroristi?" La stessa cosa puoi dirla di quelli che sarebbero andati alla messa per il mafioso morto. Se hanno fatto qualcosa li arresti (come è ovvio che sia) altrimenti "che c'entrano loro coi mafiosi?" (tra l'altro in italia è reato anche solo far parte della mafia, quindi hai mano libera per arrestare qualsiasi mafioso).

Tutti i motivi che hanno portato il questore a vietare la messa possono essere ribaltati, cambiando nomi e aggettivi, sull'islam.
Volete vietare una messa per un mafioso usando il TULPS. Va bene, ve lo concedo.
Ma siate consapevoli che state dando uno strumento magnifico per rendere illegali i culti islamici in italia.

Contenti voi.

A proposito di voli di Stato

December 24th, 2016 by mattia | 6 Comments | Filed in riflessioni
Oggi al TG ho visto che la salma di Fabrizia Di Lorenzo è tornata in italia con un volo di Stato. Un Airbus A319 su cui viaggiavano anche i suoi parenti.

Ovviamente vale per lei quello che già dissi di Valeria Solesin. Non ha alcun merito. È morta solo perché si trovava  al posto sbagliato nel momento sbagliato. Andare a visitare i mercatini di Natale non è un atto di coraggio: non ti stai buttando sotto un edificio terremotato per salvare qualcuno rimasto dentro (col pericolo che ti crolli tutto addotto), visitare un mercatino di Natale è a pericolo (quasi) nullo.
Le è andata di sfiga, punto.

C'era proprio bisogno di portare a casa la salma con un volo di Stato?
Se lo Stato voleva aiutare la famiglia in un momento di difficoltà (cosa nobilissima e condivisibile) poteva benissimo pagare il trasporto con un normale volo Alitalia. Se il Ministero degli esteri chiama Alitalia volete che non gli procurino cinque posti per i parenti all'ultimo minuto e un posto in stiva per la bara? Poteva pagare direttamente il ministero se il problema per la famiglia era il costo. Sarebbe costato di sicuro meno che non  mandare l'aereo di Stato. Un servizio di sicuro non necessario per una persona che non ha alcun merito (né necessario per motivi di urgenza).

Quante persone dovranno morire senza alcun merito ma solo perché si trovavano nel posto sbagliato al momento sbagliato prima che questo banale concetto venga capito?

Piccolo commento delicatissimo

December 24th, 2016 by mattia | 2 Comments | Filed in riflessioni
Per tutti quelli che si sono dati da fare a spulciare nei profili feisbuc dei poliziotti che hanno ucciso un terrorista musulmano a Sesto San Giovanni;

per tutti quelli che siccome le loro simpatie politiche sono un tantino troppo a destra (ma va? io pensavo fossero tutti comunisti in questura) allora dicono che quei poliziotti non hanno fatto niente di speciale (e cara grazia che non ne parlano male);

per tutti quelli che poi, per lo stesso motivo, cercano di sminuire l'azione catalogandola come normale amministrazione (perché trovarsi in un conflitto a fuoco e portare a casa la pelle in due è una cosa che loro fanno tutti i giorni in pausa pranzo, cosa vuoi che sia);

la prossima volta quando c'è un tizio sospetto da controllare alle tre di notte mandiamo voi a fare il controllo, ok?
Armati di soli gessetti, chitarre e "Imagine".

Come? Cosa dite? Non avete le palle di uscire alle tre di notte a fare un controllo a un sospetto?
Ecco, allora per cortesia fate un po' meno gli schizzinosi su chi invece ha il coraggio di farlo.

Quattro mesi

December 11th, 2016 by mattia | 5 Comments | Filed in riflessioni
Sapete cosa sarebbe un bel segnale secondo me? L'abolizione del CNEL.
Ora, subito. O come prima cosa da fare la prossima legislatura.

Una legge costituzionale di un sola frase "L'art. 99 della costituzione è abrogato".
Punto.

Una legge costituzionale così l'approvi in quattro mesi. Due settimane per le due letture di Camera e Senato. Tre mesi di pausa. Altre due settimane per le seconde letture di Camera e Senato.
Non è mica impossibile. Il pareggio di bilancio in costituzione fu approvato la prima volta dalla Camera il 30 novembre 2011 e al Senato il 15 dicembre. Cosa c'è da discutere? Nulla, sono tutti d'accordo sull'abolizione del CNEL. È una cosa approvi in un pomeriggio con maggioranza bulgara.
Stringendo all'osso i tempi il minimo tecnico è quello, quattro mesi. Per questo potrebbero farlo anche prima che il parlamento venga sciolto.

Perché dico che sarebbe un bel segnale? Perché poi così la prossima volta che qualcuno vuole cambiare la costituzione non può più tirare fuori l'argomento del CNEL. Quello è andato, non puoi più chiedere alla gente di approvarti qualsiasi porcata nascondendola sotto la coperta del "aboliamo il CNEL!".

Il CNEL lo aboliamo a parte. Così poi quando fai un'altra legge costituzionale parliamo solo di quella e la smettiamo di usare questa storia del CNEL.

Ma ovviamente non conviene a nessuno. Meglio lasciarlo lì pronto ad essere infilato nella prossima riforma mostro.