Archive for the ‘riflessioni’ Category

Boldrinova 1

August 14th, 2017 by mattia | 10 Comments | Filed in bufale, ignoranza, riflessioni


Post doppio su questa iniziativa della boldrinova. Mica perché meriti così tanto, ma perché le riflessioni sono molteplici e non voglio mischiarle.

Partiamo dal fatto che la boldrinova ha pubblicato questi commenti con nome e cognome (qui sopra li ho oscurati io). Ecco, è una cosa che non si fa.
Non si fa perché tu non puoi mai sapere se un profilo sul feisbuc è autentico o no. Chiunque domani mattina può aprire un profilo sul feisbuc dicendo di chiamarsi Mattia Butta, mettendo qualche mia foto di quelle che si trovano in rete e informazioni pubblicamente reperibili. Se poi quel tizio che si spaccia per me va sotto al profilo della boldrinova a dire le peggio cose questa non è che può pubblicare il commento. Non può perché non sa se dietro quel profilo c'è davvero Mattia Butta o se c'è Andrea Pirlotti, che ha creato un profilo falso per insultare la gente a mio nome.
Per esserne sicuro devi fare una denuncia e poi la polizia postale fa le indagini per risalire alla vera identità di quella persona (e no, non basta mica l'email con cui ci si è iscritti, servono dati un po' più solidi, tipo connessioni di quel profilo da IP il cui contratto è a nome di quella persona o di un parente).

Facendo così la boldrinova e il suo staff dimostrano di ignorare quello che si può fare e quello che non si può fare su internet, perché non capiscono come funziona.

Solo ignoranza? Magari.
In realtà dietro c'è anche di peggio. Quei nomi sono pubblicati lì per scatenare la shitstorm. La boldrinova e il suo staff sanno bene che un commento in mezzo a mille non attira nessuna attenzione. Ma prenderlo ed evidenziarlo puntando il dito (guardate chi mi insulta!) scatena la rabbia dei sostenitori. La boldrinova sa che tra le centinaia di migliaia di persone che la seguono sul feisbuc ci sarà qualche centinaio di esaltati che andranno a molestare i molestatori. Sa benissimo che quando la cosa arriva sui giornali poi il datore di lavoro pizzica il molestatore, il vicino di casa lo insulta e almeno una dozzina di giornalisti telefonano per un'intervista insistendo oltre il dovuto.
Sa bene che mettere quei nomi in evidenza significa rovinargli l'esistenza, almeno per qualche giorno.

Se ritiene che quei commenti siano inaccettabili si rivolga direttamente al tribunale, come ha giustamente detto di voler fare. Però la pena la decide il giudice dopo un processo. Non è che lei s'improvvisa giudice e decide che intanto gli diamo una bella lezione con una shitstorm come si deve.
Tanto meno se tu non sei il capo di una fazioncina su internet ma sei il presidente della Camera, quindi ad ogni tua parola ci sono milioni di persone che ascoltano. Hai un potere enorme, non puoi usarlo per scatenare le shitstorm.

Continua con l'altro post...

P&R: No, su hyperloop non vi verrà da vomitare

August 10th, 2017 by mattia | 8 Comments | Filed in riflessioni
È estate, fa bel tempo e finché dura mi piace fare passeggiate al parco. Perché non approfittarne per postare anche da lì mentre passeggio?
P&R, che non sta per park and ride ma per passeggiata e riflessione.

Oggi vi parlo di un concetto di una banalità assoluta che però sento sbagliare da un sacco di gente. No, su hyperloop (ammesso che riescano a farlo) non vi verrà da vomitare, né sentirete una forza che vi sbatte contro il sedile perché andate a 1 200 km/h.

No, non funziona così. Puoi anche viaggiare a mille milioni di km/h ma se la velocità è costante non sentirai nessuna forza. Sono le basi della dinamica.
La riflessione parte da lì ma poi si allarga a un discorso più generale.

Buon ascolto.

Il peso di un lau

July 24th, 2017 by mattia | 16 Comments | Filed in ignoranza, riflessioni
Avete presente quelli che scambiano la tensione per potenza? Di solito sono ragazzini che giocano a fare gli inventori, magari inventano un dispositivo per recuperare energia da qualche strano fenomeno e vedono una grande tensione elettrica ai morsetti del dispositivo. Guardate! Ho x volt! WOW!
Peccato però che la tensione elettrica da sola non dice niente. Puoi avere anche decine di migliaia di volt e avere praticamente nulla di energia. Ad esempio, ogni volta che tocco la porta del mio ufficio faccio "la scintilla". Lì ho migliaia di volt ma quasi niente di energia (infatti non crepo).

Un errore simile, passatemi il paragone, lo vedo fare quando si parla di titoli di studio. Solitamente vengono a dirci che abbiamo pochi laureati, che siamo un paese di ignoranti e ce lo dimostrano con tanto di statistiche.

Avere tanti laureati non significa avere la gente molto istruita. Puoi avere tanti laureati vuoti, come puoi avere decine di kV senza l'energia alle spalle.
I laureati vuoti sono facilissimi da creare. Fai corsi in scienze delle supercazzole, abbassi il livello degli esami così passano tutti e boom, hai un sacco di laureati.
Non ci vuole molto, sapete. Delle volte è anche più comodo. Perché dare un 18 è facile, ti liberi dello studente, non ti devi più prendere cura di lui e nessuno ti rompe le scatole perché bocci troppo.

Consideriamo il laureato come una unità di misura, il lau. Sarebbe un'unità di misura senza senso. Un lau in fisica nucleare non avrebbe lo stesso peso di un lau in tecniche di manicure e pedicure. Un lau in una università dove devi sputare sangue non ha lo stesso peso di un lau sfornato da un'università in cui il 18 non si nega a nessuno.
Ciò nonostante continuano a usare il lau come unità di misura.
Poi vai a vedere quei paesi dove hanno il 40% di persone laureate e ti accorgi che sono ignoranti come capre. Ché un loro lau al massimo vale quanto un nostro dip, o al massimo 1,5 dip.

Sono lau poveri, come i kV senza energia alle spalle.

L'unico modo per testare il grado d'istruzione di un paese è prendere un gruppo statisticamente significativo di persone laureate in un paese e amministrare loro un test omogeneo, così da vedere cosa sanno e cosa sanno fare. I lau vuoti così li pesiamo e li contiamo con il loro peso.

Se nella media non conti i lau con il loro peso quei lau  non contano nulla. Non dicono niente. Sono una informazione monca.
Difficile capirlo?

La psicosi

July 14th, 2017 by mattia | 12 Comments | Filed in repubblica ceca, riflessioni
Oggi ho fatto la visita medica annuale di prevenzione. Erano settimane che il sistema automatico del medico mi mandava l'invito via email a farla e ieri mi sono finalmente deciso a prenotarla.

La visita di prevenzione è quella cosa in cui devo ricordarmi se mia mamma ha la pressione bassa o alta (ho detto bassa, spero di averci preso) perché vogliono sempre sapere tutta la storia medica della famiglia. Contestualmente in mancanza di patologie (tue, non dei tuoi parenti) si preoccupano di ogni singola cagatina. La dottoressa di oggi per esempio mi ha mandato dal dermatologo per i nei. Oltre al fatto che mi ha prescritto esercizi per i piedi piatti.
Questo per dire di quanto fosse un filino troppo premurosa.

La visita di prevenzione è anche quel momento in cui ti fanno l'interrogatorio sui tuoi stili di vita, e io a parte il fatto che bevo alcolici (con moderazione) e mangio come un porcello sono perfetto.
Stupefacenti?
Niente.
Neanche mai provati?
No.
Ma neanche una cannetta?
E che cazzo, c'ho dentro la faccia da drogato?

No, perché io ho avuto pazienti che a causa della cannabis sono finiti per avere psicosi perenni. Cioè, c'è gente su cui non fa alcun effetto, su altri genera solo un po' di rilassatezza momentanea ma su altri ancora li manda in uno stato di psicosi da cui non escono più, mi ha detto.

Ci fosse stato lì Giovanardi avrebbe fatto a lingua in bocca con quella dottoressa.
Arrivato a casa ho controllato se è vero. Come al solito trovo delle fonti in cui si spiega che le canne provocano in alcuni soggetti psicosi e poi la carrellata di negazionisti, quelli che accorrono a dire che non è vero. Non sia mai che gli portano via le canne.

Adesso cercherò di studiare l'argomento con calma, però io mi domando: è ancora lecito dire queste cose? Perché io conosco gente che se il medico dice mi raccomando non farti le canne che rischi di avere le psicosi si scandalizzano, denunciano il dottore all'ordine dei medici e fanno scrivere un articolo sul giornale denunciando come nel 2017 sia intollerabile che un medico non dica che la cannabis fa bene, che è un toccasana e che di certo è meno dannosa dell'alcohol. Il tutto condito da vergoniaaa e tanti punti esclamativi.

Mi chiedo, c'è ancora spazio per confrontarsi in termini scientifici con serenità prima che arrivi qualche civatello con l'ideologia a imporre quello che si può dire e quello che no?

 

Più fake di fake taxi

July 10th, 2017 by mattia | 1 Comment | Filed in repubblica ceca, riflessioni


Arriverà un giorno, io lo so, in cui il detto è più fake di fake taxi diventerà parlare comune, senza che più alcuno si ricorderà della sua origine.
Un po' come quei quindicenni che se ne escono dicendo "sì, e cicciolina è vergine" senza avere la più pallida idea di chi sia cicciolina.

So anche che quel giorno ci sarà sempre in giro un rompicazzo che ti dirà che non si può dire "più fake", ché fake è assoluto e non soggetto a gradazioni.
Quel giorno la paletta con su scritto fake taxi tornerà utile.

Senza dover aspettare chissà quale tecnologia

July 9th, 2017 by mattia | 3 Comments | Filed in repubblica ceca, riflessioni
Domenica scorsa ho usato per la prima volta blablacar per tornare a Praga dalla cantina. Viaggio di 255 km che di solito faccio in treno, ma in questo periodo ci sono lavori sulla tratta e cercavo alternative.

Per quei pochi che ancora non lo conoscono, blablacar è un servizio di condivisione di passaggi. Un tizio ha scritto che andava da quel paese a Praga proprio quando serviva a me e aveva due posti liberi in auto. Io l'ho contattato, ci siamo messi d'accordo e abbiamo viaggiato insieme. Io gli ho dato 220 corone per la benzina e ci abbiamo guadagnato tutti. Lui perché così ha ridotto i costi della benzina, io perché ho pagato anche meno di quanto avrei pagato coi mezzi pubblici.

Ma soprattutto abbiamo emesso meno CO2. Il viaggio, secondo blablacar ha emesso 55 kg di CO2.  A me sembra un po' tanto, ché fa 216 g/km e dalle ricerche che ho fatto quell'auto ne emette meno. Ma prendiamo pure per buono questo valore.

Siccome in auto eravamo in tre (c'era un altro ospite che si è aggiunto a Brno), quei 55 kg di CO2 ce li siamo spartiti a testa 18 kg ciascuno.
Ora, nel mio caso non c'è stato un vero guadagno perché da un'altra parte un treno o un autobus ha comunque viaggiato usando la stessa energia ma senza me a bordo. Ma se invece di usare un mezzo pubblico avessi usato un'auto personale avrei emesso 55 kg di CO2 anche io. E altri 55 kg li avrebbe emessi il terzo passeggero (ok, un po' meno, facciamo 40, ché è salito a Brno).

Invece ci siamo messi d'accordo e abbiamo trasformato un'automobile da 216 g/km in un'auto da 72 grammi di CO2 al km, che è un valore corrispondente a un'auto elettrica alimentata da un mix energetico tipico di molti paesi industrializzati.

Per rispettare l'ambiente e fare gli ecologici non è mica necessario aspettare le auto elettriche super fighe e super costose. Lo possiamo fare già oggi e senza nessuna particolare tecnologia: basta usare mezzi di trasporto condivisi. Che siano mezzi di trasporto pubblico (che dovrebbero viaggiare quanto più possibile pieni) o mezzi privati condivisi come con il servizio di blablacar descritto sopra.
Semplicemente dovremmo smetterla di usare le automobili con dentro solo una persona.

Basta adattarsi quel pochino che serve, ma vi assicuro che ci vuole poco. Potete fare gli ecologici anche oggi, anche partendo domani mattina. Non avete scuse.

Tutto normale

July 5th, 2017 by mattia | 6 Comments | Filed in riflessioni
Sapete qual è l'unica cosa che mi ha colpito della vicenda di Charlie Gard?
Queste frasi
A sette mesi i bambini cominciano a sorridere, mangiano le prime pappine, gattonano, hanno il loro giochino preferito.
Charlie non era nulla di tutto questo.

Sono state pronunciate da un personaggio pubblico, una persona che supera il milione di seguaci sul feisbuc, che va in televisione. Una persona dunque che dovrebbe misurare le parole, capire il loro peso. Invece se ne esce con questi macigni, senza nemmeno rendersi conto che sono tali.

E forse ha ragione proprio lei, perché per frasi del genere uno dovrebbe essere espulso a vita da qualsiasi mezzo di comunicazione di massa (altro che i gatti di Bigazzi). Ad oggi invece non risulta nessuno scandalo, tutto normale.

Voi mi potrete dare tutte le motivazioni mediche di questo mondo per giustificare la morte di Charlie Gard, e sta bene. Ma questa no.
Il fatto che un bambino a sette mesi non sia come gli altri bambini di sette mesi non è una motivazione. Non va dunque nemmeno citata, nemmeno come contorno.
Ne conosco di bambini che a sette mesi non si comportavano come bambini di sette mesi. Ne ho conosciuti anche qualcuno di 18 o 43 anni che sono rimasti fallati per tutta la vita: forse questo li rende meno degni del diritto alla vita?

Alla fine tutto si riduce a quello che stiamo a fare qui. Non è mica per fare chissà quale scoperta, ricevere chissà quale onorificenza o raggiungere chissà quale fama. In tre generazioni veniamo tutti dimenticati, anche quelli che ora si sentono importantissimi. Se siamo qui a fare qualcosa è volere del bene. Un genitore può trasmettersi amore col figlio anche se è uscito fallato, anche se è ignorante come una capra o ritardato mentale. Può trasmettersi amore col figlio anche se è autistico, anche se è paralizzato o attaccato a una macchina per respirare. Finché c'è questo amore quella vita ha un senso. Ha un senso se dura tanto o se dura poco. Ha senso se dura 18 anni o se dura 7 mesi. Ha senso se dura 8 mesi anziché 7 perché quel mese in più è stato un mese di amore per i genitori. Un mese in cui il bambino magari non gattonava, non sorrideva e non sapeva risolvere sistemi di equazioni non lineari col metodo di Newton. Ma c'era l'amore che è il motivo per cui siamo qua, e tanto basta.

Se invece il criterio diventa quello di non essere come gli altri, di non essere senza difetti allora addio. Oggi è il bambino che a sette mesi ancora non gattona, domani il ragazzo ritardato che a 8 anni ancora non sa scrivere e dopodomani la quarantaduenne che a quella età ancora non sa calcolare una 3x3 di complessi! Suvvia, che senso ha la vita di una quarantaduenne così indietro nello sviluppo?

 

W la Fica

June 27th, 2017 by mattia | 29 Comments | Filed in riflessioni
Ho aspettato qualche giorno perché a me sembrava palesemente una bufala, una di quelle "notizie" in stile Lercio. Ma niente, nonostante l'attesa non è arrivata alcuna smentita, quindi suppongo la notizia sia autentica.
Mi riferisco, ovviamente, al caso del tizio che ha esposto lo striscione "W la Fica" per salutare il ghei praid e si è trovato i carabinieri a casa.

Ci sarebbero molte cose da raccontare. Tipo che in una società dove la gente è un minimo istruita non esisterebbe un caso del genere anche solo perché non esisterebbe il ghei praid. Non ha infatti senso logico essere orgogliosi di una caratteristica fisica che ti è capitata. Puoi essere orgoglioso della tua laurea o di aver vinto una gara sportive perché sono obiettivi che raggiungi con impegno, ma non ha senso logico essere orgogliosi di avere i capelli ricci, per esempio. Che hai fatto per meritarli?

Si potrebbe fare tutto un discorso sul mondo che va alla rovescia, sul fatto che si possa andare in giro mezzi biotti in pieno giorno ma guai a dire che ti piace la fica. Come se l'idea che ci sia ancora qualcuno a cui piace la sia offensiva verso qualcuno. E allora chi è l'intollerante?

Ma queste cose le avrete sentite tipo mille volte in questi giorni, quindi che senso ha ripetersele?

No, non è questo ciò di cui volevo parlare. Io piuttosto faccio un'altra riflessione: fossi stato in quel tizio di Latina io avrei tenuto lo striscione esposto nonostante l'irruzione dei carabinieri a casa anche solo per un motivo: vedere per quale norma mi avrebbero denunciato.

Perché a quanto leggevo lo striscione è stato rimosso senza troppa resistenza (ormai lo scopo l'aveva ottenuto), ma in caso non l'avesse tolto per cosa l'avrebbero denunciato?
La cosa che m'interessa è questa. Avrebbero trovato un regio decreto del 1933 che vieta di pronunciare la parola FICA in pubblico? Avrebbero usato una norma del regolamento di polizia urbana che vieta di stendere le lenzuola sulle facciate dei palazzi che dànno sulla pubblica via?
Lo avrebbero denunciato per modifiche alla facciata del palazzo senza concessione edilizia?

Questa è la cosa più inquietante. Perché in questi casi trovano sempre una norma da interpretare nella maniera più fantasiosa possibile per imporre una visione del mondo che sia politicamente corretta.
Insomma, tu fa' il bravino, non ti scostare da quello che devi pensare per essere allineato con la mentalità dominante altrimenti una qualche norma da attorcigliare a dovere per essere usata contro di te sta' sicuro che la troviamo.

Prendete ad esempio il caso dell'edicolante che è stato punito qualche settimana fa perché vendeva una maglietta simile a questa:



Personalmente odio queste magliette. Odio tutte queste magliette che pensano di essere "spiritose" e invece sono solo battute riciclate ventimila volte, vignette che vedi talmente tante volte da farti pensare "basta, cazzo, basta... credi di essere originale?"

Ma il mio disprezzo finisce qui. È un disprezzo estetico, un disprezzo per qualcuno che crede di essere spiritoso ma non lo è. Lo stesso disprezzo che puoi provare per Colorado Cafè o per quel tizio che crede di essere un comico perché scimmiotta Dante e dice pulzella anziché ragazza (uh che ridere).

Non avrei mai associato una vignetta del genere al femminicidio. Perché non c'è nulla che inciti al femminicidio lì dentro. Se uno ci vede il femminicidio è allo stesso livello di chi chiede la chiusura dei cartoni animati di bip bip e willy il coyote perché i tentativi del secondo di sopprimere il primo sono una chiara propaganda alla violenza sugli animali.
Bisogna aver le rotelle fuori posto per sostenere una cosa del genere. Sono dei cartoni animati, santiddio.

Una persona che vede propaganda al femminicidio o all'animalicidio in cose del genere è talmente invasato da questi temi da aver perso la razionalità, cosa che gli porta a vedere il "nemico" ovunque. Probabilmente la cosa è anche catalogata da qualche parte come disturbo ossessivo-compulsivo.

Ecco, in quel caso come hanno punito l'edicolante?

È stato multato in base all'articolo 30 del regolamento di polizia urbana che vieta la vendita di "oggetti che offendano il pubblico decoro".
Pubblico decoro, capite? Uno dice, ha esposto un culo? Vendeva falli di gomma? No, ha solo urtato l'iper-sensibilità ideologica di chi vede il femminicidio ovunque per una qualche forma di ossessione maniacale.

Ovviamente poi in questi casi non fai nemmeno ricorso, perché per 160 euro di multa ti conviene pagare rispetto a chiamare un avvocato. Perché in uno Stato normale un qualsiasi giudice avrebbe considerato pretestuoso parlare di "pubblico decoro" per una maglietta del genere. Ma poi ti ricordi che anche tra i giudici ci sono persone affette da ossessioni maniacali che portano ad allinearsi alla mentalità dominante quindi non è nemmeno scontato vedersi riconoscere l'ovvietà dei fatti.

Quindi va a finire così, se non ti allinei all'ideologia corrente trovano una norma da storpiare alla bisogna per bastonarti.
Il problema sta qui. Non è il fatto che chi detta l'ideologia dominante provi a imporre le sue idee agli altri vietando idee opposte. Quello è naturale, tenteranno sempre di farlo.
Il problema è che il sistema consenta di attorcigliare a proprio uso e consumo per consentire questi abusi.

Per quello avrei avuto piacere conoscere cosa si sarebbero inventati per vietare lo striscione "W la FICA". Mi sarebbe piaciuto vedere cosa si sarebbero inventati questa volta.