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Stranezze alle Primarie PD

November 3rd, 2009 by mattia | 3 Comments | Filed in brogli, partito democratico, pd, primarie

Abbiamo già visto che alle primarie PD è stato semplicissimo imbrogliare (io stesso ho votato due volte).

Ma anche ora che ci sono i risultati definitivi (finalmente!) qualcosa non torna.

Bersani Franceschini Marino schede
bianche e nulle
regione seggi % assoluto % % % assoluto % assoluto %
ABRUZZO 278 88,00% 30.140 50,23% 22.145 36,91% 7.720 12,87% 696 1,10%
BASILICATA 188 100,00% 35.828 56,30% 22.664 35,62% 5.141 8,08% 2.543 3,80%
ALTO ADIGE 20 100,00% 3.000 52,57% 1.687 29,56% 1.020 17,87% 79 1,40%
CALABRIA 365 81,00% 69.903 72,70% 21.963 22,84% 4.291 4,46% 1.547 1,60%
CAMPANIA 840 100,00% 176.519 60,52% 95.148 32,62% 19.989 6,85% 9.205 3,10%
EMILIA-ROMAGNA 1.040 100,00% 206.909 53,44% 133.656 34,52% 46.582 12,03% 4.814 1,20%
FRIULI VENEZIA GIULIA 205 100,00% 23.346 45,42% 20.078 39,06% 7.979 15,52% 843 1,60%
LAZIO 655 88,00% 119.204 45,45% 97.093 37,02% 46.000 17,54% 3.333 1,30%
LIGURIA 314 100,00% 44.813 51,36% 28.345 32,49% 14.097 16,16% 979 1,10%
LOMBARDIA 1.025 73,00% 137.878 53,13% 78.216 30,14% 43.405 16,73% 2.989 1,10%
MARCHE 386 100,00% 43.085 50,74% 30.089 35,44% 11.731 13,82% 885 1,00%
MOLISE 93 90,00% 9.788 70,31% 4.134 29,69% 0 0,00% 1.011 6,80%
PIEMONTE 535 100,00% 83.628 53,61% 45.480 29,16% 26.871 17,23% 2.398 1,50%
PUGLIA 262 77,00% 47.832 55,92% 30.609 35,79% 7.093 8,29% 1.873 2,10%
SARDEGNA 451 100,00% 41.837 58,27% 20.475 28,52% 9.482 13,21% 1.521 2,10%
SICILIA 391 79,00% 70.223 46,73% 64.090 42,65% 15.965 10,62% 2.820 1,80%
TOSCANA 1.053 100,00% 131.842 46,71% 112.367 39,81% 38.043 13,48% 3.131 1,10%
TRENTINO 74 100,00% 11.003 55,04% 6.283 31,43% 2.704 13,53% 701 3,40%
UMBRIA 105 28,00% 11.240 51,74% 7.818 35,99% 2.667 12,28% 304 1,40%
VALLE
D’AOSTA
36 100,00% 1.140 48,99% 796 34,21% 391 16,80% 18 0,80%
VENETO 655 100,00% 90.523 52,92% 56.547 33,06% 23.984 14,02% 1.730 1,00%
ESTERO 100,00%

5.637

45,3%

4.870

39,14%

1.936

15,56%

0

0%

TOTALI 8.971 91,00% 1.395.318 52,95% 904.553 34,28% 337.091 12,77% 43.420 1,60%

Domande:

1) Quanti sono i seggi scrutinati all’estero? Perché non c’è scritto? E’ stato omesso perché quelli sono solo i voti su internet? Qualora fosse così, dove sono i voti espressi di persona?

2) Le schede nulle/bianche per i votanti all’estero sono state zero.  Su 12443 votanti. Davvero nessuno ha sbagliato a votare nei seggi allestiti all’estero? Davvero nessuno ha votato scheda bianche su internet (opzione disponibile anche nel voto tramite web)?

3) Siete davvero sicuri che in Molise nessuno (nessuno!) abbia votato Marino (zero voti!) ma ben 1011 persone abbiano dato scheda nulla o bianca (il 6,8% molto più dell’1 o 2 % delle altre regioni). Che controlli ci sono stati sui seggi allestiti in Molise?

Non sono banalità.
E’ sicuramente possibile che nessuno abbia votato Marino in Molise, ma è un tantino improbabile.
Tutto sommato, c’era gente che si stracciava le vesti per inesistenti brogli elettorali: mi piacerebbe sapere come commentano queste “anomalie” in casa propria.

Primarie PD: brogli alla luce del sole

October 25th, 2009 by mattia | 3 Comments | Filed in 2009, brogli, partito democratico, pd, primarie

Oggi si decide chi sarà il nuovo segretario del PD. Sono sempre stato convinto che una carica interna di un partito dovesse essere decisa dagli iscritti al partito. Perché il rischio è poi quello di trovarsi un Segretario votato da 3 milioni di persone che però nelle sedi non ci vanno. Un segretario con una base che la pensa all’opposto non funziona molto bene.

Ma hanno deciso di fare le primarie, e tant’è. E anche se la mia affinità col PD è simile a quella di una banana con una ruota di scorta, penso sia comunque importante verificare come si stanno svolgendo queste primarie. Perché tutto sommato decideranno sì una carica interna di un partito, ma decideranno – indirettamente – chi sarà il prossimo candidato premier della Sinistra. E che questo venga deciso con dei brogli, un po’ mi fa girare le scatole

Brogli, sì, perché imbrogliare in queste elezioni, e moltiplicare i voti come i pani e i pesci, è davvero semplice, se si è all’estero. È vero che anche le elezioni, quelle vere, hanno visto tanti brogli (ne avevo dato una dimostrazione qua), ma a queste primarie si rasenta il ridicolo.

Ricetta per imbrogliare alle primarie del PD

PASSO 1

Andare in un paese dove le carte SIM (quelle dei cellulari) si comprano liberamente. Esempio a caso? La Repubblica Ceca. Ecco un video, girato di nascosto, dove potete vedere quanto sia semplice comprare in un paio di minuti una scheda SIM senza presentare alcun documento d’identità.

Come vedete ho comprato una scheda SIM per 99 corone, circa 4 Euro. Il commesso specifica che non ha credito. In realtà, quando ho controllato la confezione, ho scoperto che ha un credito simbolico di 10 corone, che però non basta per fare la chiamata di conferma in italia. Le alternative sono, caricare con un taglio minimo la scheda, oppure comprare una SIM della vodafone (sempre ceca), che – anch’essa anonima – costa 200 corone, ma contiente 200 corone di traffico. Magari c’è anche qualche operatore più economico, ma alla peggio una SIM con credito viene a 8  Euro circa.

sim

PASSO 2

Andare sul sito del PD, e registrarsi come fantomatici italiani all’estero. Per votare via internet bisogna fornire i propri dati e il numero di cellulare.

brogli_primarie1

Ovviamente inserisco dei dati di pura fantasia. Vediamo, oggi sento di chiamarmi Marco Colombo, e di essere nato nel 1944. Abito a Usti nad Labem e mi identifico con una carta d’identità ceca (che tra l’altro non dànno nemmeno agli stranieri) il cui numero è uscito premendo a caso il tastierino numerico.

PASSO 3

Tramite email ci viente fornito un codice PIN che ci servirà per la votazione.

brogli_pd2

Ora è tutto pronto: abbiamo una SIM card straniera, anonima, e abbiamo un codice PIN che ci farà votare a nome di un inesistente Marco Colombo di Usti nad Labem.

PASSO 4

Domenica voto. Mi collego al sito del Partito Democratico e inserisco la mia email e il mio pin.

brogli_pd_autentificazione

Dopo mille tentativi (visto che il sito funzionava benissimo!) riesco ad accedere a questa pagina dove mi dicono di chiamare un numero telefonico italiano usando il mio telefonino. Il sistema vede che hai chiamato e riaggancia subito per non farti spendere soldi, ma intanto ha visto che il tuo numero di telefono esiste veramente.

Chiamo, sento che suona e mette giù, e in due secondi mi appare la scheda elettorale delle primarie.

Voto Marino, giusto per far felice il mio amico antonio (che mi ha rotto i maroni per mesi con ‘sto Marino).

brogli_pd_voto

Procedo e il sito mi chiede di confermare il voto. Confermo, e il mio voto è registrato. Marino +1.

brogli_pd_confermato

IL BROGLIO

Come abbiamo visto, la discriminante per poter votare non consiste nell’averne diritto, ma nel possedere un indirizzo email e un numero di cellulare.
Nulla ci vieta quindi di votare più volte, basta avere più indirizzi email e più numeri di cellulare (ad ogni cellulare può corrispondere un solo voto). Di indirizzi email possiamo farcene quanti ne vogliamo gratuitamente, mentre di schede SIM ne possiamo comprare a mazzi, in modo del tutto anonimo, al prezzo – alla peggio -  di 8 euro circa l’una.

E tutto è esattamente ai vecchi tempi della DC, quando si compravano i pacchetti di tessere, iscrivendo al partito anche i morti. Bastava investire un po’ di soldi in tessere per avere abbastanza delegati al congresso per condizionarlo.
Nell’anno di grazia 2009, non si tesserano più i morti, basta andare all’estero e comprare un mazzo di schede SIM. Come diventare segretari di un partito nell’era del 2.0.

Poi  qualcuno può chiedersi: ma quanto verrebbe a costare un’operazione simile. Be’, fate voi i conti. Poniamo che la differenza tra il primo e il secondo classificato sarà mezzo milione di voti. Considerando schede SIM da 8 euro, sono quattro milioni di Euro. Per prendere il possesso di un grosso partito non sono nemmeno tanti.

IL BROGLIO – PARTE II

Dopo aver votato su internet sono pure andato a votare di persona al seggio di Praga, per non farmi mancare niente. Ovviamente non c’era alcun controllo se mi fossi registrato tra i votanti on-line, quindi ho votato una seconda volta.
E sempre per far contento Antonio, ho votato ancora Marino.
Ecco il filmato che ho girato di nascosto

voto_doppio_marino

CONTROLLI?

Chi diventerà segretario del PD sarà pure affar loro, ma  se tutta questa faccenda ha un senso sarebbe auspicabile ci si sia un qualche minimo accenno di controllo. Nel caso, iniziate a togliere questi due voti a Marino.

Una nuova proposta

October 22nd, 2009 by mattia | 2 Comments | Filed in capre, grammatica, marino, pd

Più grammatica per i medici (o chi gestisce i loro siti).

Potrebbe aggiungerla al volo alla mozione.

marino

Ci voleva tanto a chiamarla assemblea?

October 11th, 2009 by mattia | 4 Comments | Filed in 2009, assemblea, convention, delegati, pd, perle giornalistiche, repubblica

Non ho capito che convenzione ha chiuso il PD? Convenzione con la bocciofila, o con il CAF delle ACLI. Oppure la convenzione con le piscine comunali?

Se esistono le parole italiane, usiamole pure, ché usare sempre la parola inglese non fa figo.

Ma che almeno si sia capaci di selezionare la parola italiana da usare.

repubblica_convenzione

Debora Serracchiani: evoluzione mediatica della politica

April 24th, 2009 by mattia | No Comments | Filed in Debora Serracchiani, pd, politica


Ho sentito parlare di questa Debora Serracchiani . Il volto nuovo del PD. Quella che ha avuto il coraggio di dire quello che tutti pensano. Un discorso che le ha cambiato la vita.
Debora Serracini è un’avvocata Udinese,  che alla riunione dei ciircoli PD è salita sul palco e ne ha dette a tutti. Suscitando una cascata di applausi.
Sento parlare di fenomeno mediatico, con il video del suo discorso “cliccatissimo” (oddio, quanto odio questo termine…).
Allora sono andato a vederlo questo video (qui e qui), dopo aver visto l’intervista alla Bignardi.

Vuoto pneumatico. Vuoto politico.

Mi aspettavo di sentire chissà  che cosa, un genio della politica.
Un discorso privo di succo, e politicamente zoppo. Un signore al bar dopo due bianchini avrebbe saputo dire di meglio. Questa signorina, di politica capisce pochino.
Fondamentalmente il suo discorso è: il PD perde perché non è unitario, perché non fa sintesi. Vero. Ma per lei fare sintesi significa che la maggioranza rossa del PD decide e la minoranza cattolica subisce. Oppure bisogna metterla alla porta. E questo anche sui temi etici. E lo dice chiaramente quando parla di testamento biologico, quando apre il discorso parlando di Eluana Englaro.
Insomma, per lei il PD vuol dire inglobare i cattolici, ma poi trattarli come i figli della serva.
E giù applausi.
Ma questa gente cosa capisce di politica? Fare un grande partito che ingloba più partiti non è molto diverso da fare una coalizione degli stessi partiti.
Fa il paragone con l’IdV, che parla a voce unica, mentre i dirigenti del PD vanno in ordine sparso.
Ma che cavolo di paragone è? Un partito dell’8% può parlare a voce unica. Un partito del 33% di necessità  ha diverse voci. Non puoi inglobare tutta quella gente e pensare che la pensi su tutto, allo stesso modo.
Il suo pugno duro che segue la tesi “si fa sintesi, noi decidiamo, e la minoranza del partito sta zitta o la mettiamo alla porta” ha come unico risultato la scissione. Significa che il PD perde la parte cattolica e si trova al 18%. Dopo aver perso la fetta a sinistra, dispersa in mille partiti comunisti. 

La teoria del “o dentro/o fuori” funziona solo con le dittature, cara Serracchiani.
Un segretario di un grosso partito non è bravo se fa la voce grossa e impone l’idea della maggioranza interna anche a chi la pensa diversamente. E’ facile sai fare così, è solo questione di alzare la voce.
Il vero leader è quello che riesce a tenere insieme le persone, non quello che le mette alla porta.

Oltre alla demenzialità  politica del nucleo del discorso, si vede la pochezza di contenuti in tante altre cose. 
Attacca Di Pietro, (capo di un partito fai da te, personale e personalista, che con il centro sinistra non ha nulla a che vedere), e poi dice che il PD avrebbe dovuto fare come lui ( il problema [...] è stato quello di avergli fatto fare da solo l’opposizione su temi che ci appartengono, come il conflitto di interessi e la questione morale).

Dà del vecchio democristiano a Franceschini, e poi lo loda (Tu hai un compito difficile perché non sei un volto nuovo. Però hai il compito di dare una credibilità nuova a questo partito e ci stai riuscendo alla grande!!!).

E poi, non si lascia scappare i soliti temi (Noi non possiamo riconoscerci in un Paese che non investe nella scuola nell’università e nella ricerca): più o meno come il presidente della Repubblica che a fine anno dice che bisogna investire nella famiglia, nella ricerca, nelle energie alternative…
E mai una volta che dicano qualcosa di concreto. Solo slogan, solo parole di cartone.

Davero non capisco perché tutte quelle persone si sbucciavano le mani dagli applausi. Sono tutti ignoranti di politica come la Serracini?

No, è la generazioen YouTube. La generazione mediatica. Una persona sale su un palco fa un discorso attaccando il segretario del suo partito, e viene esaltata. Fa niente, se il suo discorso è politicamente demenziale. Basta la parlantina sciolta, e il sembrare contro la dirigenza. E si diventa mito.

In questo processo mediatico ha la sua colpa anche la dirigenza del PD, che ha scelto di candidarla alle Europee. Per far vedere che non sono in una torre di avorio. Ha colpa lo stesso Franceschini che applaudiva anche quando le accuse venivano a lui. Colpo mediatico. Finta umiltà  a favore di telecamera.

E ci si aspettano volti nuovi per i parti. Chissà perché nessuno cerca teste nuove.