Archive for the ‘elezioni’ Category

Alcune cose sparse sulle elezioni

May 29th, 2010 by mattia | 2 Comments | Filed in elezioni, politica, praga, repubblica ceca

Al di là del significato politico delle elezioni, non posso non notare alcune cose minori.

I voti validi sono stati 99,37 %. Tantissimi. Ciò si deve al sistema di voto a schede multiple. Ad ogni elettore vengono consegnati le schede di tutti i partiti, e in cabima ci si limita a mettere la scheda del partito prescelto nella busta che poi viene inserita nell’urna (gli altri fogli vengono messi in un cestino). Facile, non c’è la croce che esce o non esce dal riquadro, il voto da intepretare etc. Le schede vengono consegnate a casa nei giorni prima delle elezioni così la gente può preparare il voto con calma (si può dare una preferenza, e i nomi sono già stampati), e in cabina si limita a prendere la scheda dalla giacca e a metterla nella busta.
Così i rischi di errori si riducono (non avete idea dei vecchi che non ci vedono o che dimenticano gli occhiali e fanno casini in cabina).

Lo spoglio è estremamente veloce, proprio perché non ci si attacca al nome scritto con una L in meno o in più, o a una X che è di qua o di là. Apri la busta, e il foglio che trovi dentro quello è.
Le sezioni sono poi un’enormità, tanto che molte non sono nemmeno curate dalla poliza (nei paesini) perché non avrebbero poliziotti sufficienti in tutto il paese per darne uno ad ogni sezione.

I dati dello spoglio sono trasmetti su internet dall’ufficio statistico ceco che cura il processo elettorale, e sono quelli ufficiali non quelli senza valore del Viminale.
Dopo due ore già si era al 50% e in 4 ore si avevano i risultati definitivi. Preferenze comprese.

Le elezioni si chiudono alle 14, così non si devono fare le maratone notturne, ma i poltici parlano di giorno.

I politici non fanno le prime donne, ma escono subito a parlare.

Sapore di ottocento

March 14th, 2010 by mattia | No Comments | Filed in elezioni, www.formigoni.it

Mi è arrivata la cartolina elettorale. Quella dove mi chiamano Signoria Vostra. Quella che dovrei presentare alla biglietteria della stazione ferroviaria di Vipiteno per ottenere un biglietto scontato per il treno che mi porta a casa.

Mi sto immaginando alla stazione di Vipiteno con una valigia di cartone in mano, un tabarro che ripara dal freddo, i treni a carbone e un controllore coi baffi che quando entra nello scompartimento dice ai viaggiatori “I loro biglietti, prego”.

www.formigoni.it

March 11th, 2010 by mattia | 2 Comments | Filed in elezioni, formigoni, regionali 2010, www.formigoni.it

Sono in silenzio perché sto spostando il blog.

Quelli di aruba si sono offesi che sposto l’hosting da un’altra parte, e fanno i bambini dispettosi. Così sono tre giorni (cazzo, tre giorni!) che aspetto il codice EPP per spostare il dominio. Con varie telefonate dove devi aspettare per non perdere la priorità raggiunta (ma che priorità è se aspetti 8 minuti???), e nel frattempo continui ininterrottamente a sentirti le stesse 28 note di “I’ll be missing you”, che se ti passa Sting sotto le mani lo accoppi.
Tre giorni di tecnici che ti dicono di aprire un ticket (ma il ticket non è quello che si paga alla mutua?).

Ecco, non scrivo niente perché ho già ricaricato il database dall’altra parte e non ho voglia di continuare a fare le copie di backup e ricaricarlo.

Però questo post lo scrivo ugualmente perché c’è dietro un discorso che mi deve far salire in classifica di gugol, alle persone che cercano il sito www.formigoni.it.

Cioè il sito elettorale di quello che dice non aver mai assaggiato la pisella. Forse non sa nemmeno se è verticale o orizzontale, una pisella.
Quindi quando ci sono quelli come lui, cioè della gente che non ha mai assaggiato la pisella, oppure ne ha assaggiata solo una ma sempre per interposto pisello e senza metterci le dita sopra ché si rompe, dicevo … quando quella gente cerca su gugol www.formigoni.it trova questo sito, dove dico le cosacce di questi qui che esaltano l’uomo che non ha mai assaggiato la pisella.

La questione è c’è un altro tizio (che non linko per non dargli un link che lo aiuta su gugol), che sta cercando di salire nella classifica di gugol per la stessa ricerca. E mi sa che vincerò io. AH AH AH.

Update

Faccio notare che la gente ha già inziato a linkare www.formigoni.it facendolo puntare proprio qui. Come ha fatto questo qui:

http://andre86.altervista.org/probutta/index.html

Fatelo anche voi: aggiungere un link come questo www.formigoni.it al vostro sito.

Un po’ di notizie da Praga

September 24th, 2009 by mattia | 1 Comment | Filed in concerto, elezioni, politica, praga, repubblica ceca, tesco

Le elezioni non si fanno più.

Cioè, non per sempre, ché non è finita la democrazia. E’ che si dovevano fare a Ottobre, ma hanno fatto un casino nel convocare le elezioni (bravo Klaus, complimenti per la professionalità). Così Paroubek aveva paura che se avesse vinto le elezioni, qualcuno avrebbe chiesto di annullarle per irregolarità. Quindi meglio andare sul sicuro e votare a Maggio. E in metrò ci sono ancora le locandine elettorali con la data di Ottobre…

In tutto questo, tanti applausi alla Staropramen che prende sonoramente per il culo i politici con questo manifesto.
“Hlasovaci listek”, ossia “foglietto per votare”. E invece della scheda elettorale mostrano il biglietto che i camerieri usano per tenere il conto di quante birre bevi (ogni tratto è una birra, e pagi tutto insieme alla fine).
In fondo la frase “Quand’è l’ultima volta che hai votato diversamente?”

23092009

Tesco fa lo sconto

Sono stato a far la spesa da Tesco dieci giorni fa. E mi hanno dàto una cartolina per raccogliere i punti. Un punto ogni 500 corone di spesa. Ogni sei punti 300 corone di sconto. Che significa 300 corone su 3000 di spesa, 10% secco di sconto. Sputaci addosso!

14092009

Concerto di Goran Bregović

Due ore e mezzo di concerto Mercoledì scorso in Staromestke Namesti. Aggratis. Con un bordello di gente (anche perché il palco non può portare via mezza piazza!!!). Un po’ difficile sentire certa musica in una piazza così incasinata, soprattutto quando sei vicino alla gente che sgomita per passare. Ma tant’è.
Tutto sommato mi è piaciuto, anche se due ore e mezzo di quella musica… sono tante!!!

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La vera democrazia

July 1st, 2009 by mattia | 4 Comments | Filed in broglio, bufale, censura, elezioni, facebook

blog_fb_apertoNell’evoluzione della perfetta bufala mancava l’ultimo passo: la censura.

Avevo trattato nel dettaglio l’evoluzione della bufala sui brogli elettorali, coi i paletti che continuavano a spostarsi. Avevo concluso pensando che l’ultimo passo sarebbe stato l’attacco personale: quando non hanno motivazioni per sostenere le tue tesi, attaccano la persona.

Mi ero dimenticato però l’ultimo passo: la censura. Ieri sono stato bannato dal famoso gruppo di FB, e i miei ultimi messaggi sono stati cancellati. La gente deve arrivare sul gruppo, ascoltare la voce di chi grida “al lupo, al lupo”, ma non deve sentire la spiegazione TECNICA di come sono andate le cose. La gente deve vedere il link a questo divertente articolo dove  il Sig. Massimo Recchioni, scrive

Non solo non ci sarebbe piu’ controllo su voti e percentuali dei militari cooptati, ma viene annacquato, o nei Paesi con meno votanti, completamente stravolto il quadro dei risultati.
Nella stessa Repubblica Ceca come si fa – infatti – a fare un’analisi del voto, se, ad esempio, la lista comunista risulta aver avuto meno del 4% e senza ospiti indesiderati avrebbe l’8?

Ma la gente non deve vedere il mio messaggio, dove mi scandalizzo, per il fatto che si dichiarano i militari “cooptati”, e “ospiti indesiderati”. Ma il diritto di voto non era universale? Oppure il Sig. Recchioni si arroga il diritto di decidere chi può votare liberamente e chi no. Che facciamo, Sig. Recchioni, scrutiniamo a parte i voti degli ingegneri, degli avvocati e dei panettieri perché magari a lei non piace che il suo voto sia confuso con quello espresso da queste categorie?  Forse che il suo voto è più bello di quello di un panettiere o di un militare?

Evviva la democrazia!

Bufala dei brogli elettorali: 1-0 per me.

June 28th, 2009 by mattia | 7 Comments | Filed in bufale, elezioni, facebook, politica, praga

Aggiornamento succoso sulla bufala dei brogli elettorari alle elezioni europee.
Ne avevo parlato qui e qui.
C’è un gruppo su FB, capitanato da tre rappresentanti di lista, che ha lanciato l’allarme sulla regolarità delle elezioni europee per gli italiani che hanno votato in Rep. Ceca. Tutto nasce perché il Ministero dell’interno dichiara che ha votato il 103% degli aventi diritto.

E subito questi tre personaggi iniziano a parlare di voti fantasma, che per puro caso sono finiti al PDL.

In realtà le cose sono andate molto diversamente: come già spiegai, la legge prevede che anche alcune categorie di italiani residenti temporaneamente fuori UE (militari, dipendenti pubblici, professori universitari) possano votare alle elezioni europee, per corrispondenza. I loro voti non sono scrutinati individulamente ma insieme a quelli votati dagli italiani residenti nei paesi UE. E’ quindi successo che al seggio che scrutinava la Rep. Ceca hanno dato troppe schede votate per corrispondenza generando l’overflow di 103%.

La Risposta dell’ambasciata

Ora è arrivata la risposta dell’ambasciata:

Gentili Signori,

in esito alle istanze formulate dalle SS.LL. a questa Ambasciata, relative alla trasmissione delle richieste di chiarimenti alle competenti Autorita’ italiane, si rende noto che il Ministero degli Affari Esteri ha qui comunicato che una nota di chiarimento e’ stata inserita sul sito web del Ministero dell’Interno (http://www.elezioni.interno.it/europee/euro090607/EE0225.htm), che cosi’ legge:
I VOTI DEI RESIDENTI NELL’UNIONE EUROPEA SONO STATI SCRUTINATI INSIEME A QUELLI DEGLI ELETTORI TEMPORANEAMENTE ALL’ESTERO (ART.3,COMMA 4,DL N.3/09)

Detta nota richiama l’art. 3, comma 4, del DL 3/2009 che si riporta di seguito:

4. Ai fini dello scrutinio congiunto delle schede votate per corrispondenza dagli elettori di cui al comma 1, lettere a), b) e c), con le schede votate dagli elettori residenti all’estero, l’assegnazione dei relativi plichi e’ effettuata, a cura del presidente dell’ufficio centrale per la circoscrizione Estero, ai singoli seggi in modo proporzionale, in numero almeno pari a venti buste e, in ogni caso, con modalità tali da garantire la segretezza del voto, l’inserimento in una medesima urna e la verbalizzazione unica delle risultanze di tale scrutinio congiunto tra schede votate dagli elettori temporaneamente all’estero e schede votate da elettori residenti all’estero, anche provenienti da altro ufficio consolare o Stato della medesima ripartizione.

Si precisa che gli elettori di cui al comma 1, lettere a), b) e c) sono temporaneamente residenti nei Paesi extra – UE e precisamente:

a) appartenenti alle Forze armate e alle Forze di polizia temporaneamente all’estero in quanto impegnati nello svolgimento di missioni internazionali;
b) dipendenti di Amministrazioni dello Stato, di regioni o di province autonome, temporaneamente all’estero per motivi di servizio, qualora la durata prevista della loro permanenza all’estero, secondo quanto attestato dall’Amministrazione di appartenenza, sia superiore a tre mesi, nonche’, qualora non iscritti alle anagrafi dei cittadini italiani residenti all’estero, i loro familiari conviventi;
c) professori universitari, ordinari ed associati, ricercatori e professori aggregati, di cui all’articolo 1, comma 10, della legge 4 novembre 2005, n. 230, che si trovano in servizio presso istituti universitari e di ricerca all’estero per una durata complessiva di almeno sei mesi e che, alla data del decreto del Presidente della Repubblica di convocazione dei comizi, si trovano all’estero da almeno tre mesi, nonche’, qualora non iscritti alle anagrafi dei cittadini italiani residenti all’estero, i loro familiari conviventi.
Tanto si rende noto per debito di informazione.

Ma guarda, proprio quello che dicevo io!

Innanzitutto una considerazione: l’ambasciata rende nota una precisazione del Ministero degli Esteri (dal quale prende ordini) che a sua volta ha ricevuto l’informazione dal Ministero degli Interni. Come già spiegato più volte, il Viminale non ha alcuna competenza sul procedimento elettorale, che è invece di competenza della magistratura. In sostanza il Ministero dell’interno non è andato in cantina ad aprire gli scatoloni con i verbali dello spoglio, perché non stanno nelle sue cantine, ma nelle cantine del Tribunale. E’ evidente che la parola fine a questa vicenda potrà essere scritta solo quando chi ha accesso a tali verbali ci dirà che sono state aggiunte N schede alla Repubblica Ceca, votate per corrispondenza. Solo per questo ho elegantemente scritto “1-0 per me” e non “prendetela in quel posto, ah ah ah”.
Il Ministero dell’Interno ha fatto semplicemente notare questo dettaglio della legge che spiega il “miracolo” (come lo chiamano i tre personaggi) della lievitazione dei voti. Spiegazione che avrebbe potuto dare chiunque, sprecando dieci minuti in meno a scrivere comunicati stampa deliranti, e dieci minuti in più a leggere la normativa elettorale.

La Reazione dei tre personaggi

L’ambasciata mi dà ragione, la spiegazione alla moltiplicazione dei pani e dei voti è quella che avevo dato io. Credete che i tre personaggi abbiano fatto il “mea cupla”. Sì, ciao…

Avrebbero fatto una gran bella figura se avessero detto “Signori, ci dispiace di aver sollevato questo polverone per niente. In effetti non ci sono state irregolarità, la prossima volta ci informeremo meglio prima di scrivere certe scemenze”.
Invece, in perfetto stile bambinesco, pestano i piedi e pretendono di aver ragione a tutti i costi, anche contro l’evidenza. Come ogni buon bufalaro spostano i paletti della questione per non ammettere di aver sbagliato.

Riepiloghiamo la vicenda:

1) Il comunicato iniziale denuncia due “stranezze” : l’aumento delle sezioni ( da due a dieci) e l’aumento dei voti.

Nel comunicato non si menziona la parola brogli (eh già, poi è difficile grattarsi una denuncia, meglio “far intendere certe cose”, senza avere il coraggio di dirle!), ma butta giù alcune frasi magnifiche, come questa:

L’errore dovrebbe quindi, per esclusione, essere avvenuto dopo, e cioe’ in fase di inserimento dei dati ? Ma, se e’ cosi’, per QUANTE SEZIONI si puo’ aver sbagliato ? La risposta potrebbe essere davvero inquietante.

Inquietante?

2) Faccio presente che in realtà i dati che arrivano dal Ministero degli interni non sono ufficiali. Gli eletti non sono sominati dal Viminale ma dalla Corte di Cassazione, che non si basa sui dati del Viminale. I dati dello spoglio arrivano in modo indipendente al Viminale e alla Cassazione. I conti che fa il Viminale sono solo indicativi e servono alla stampa, ma non hanno alcun valore legale. Quindi non c’è niente che inquieti.

Dura farla capire, specialmente a chi IGNORA completamente il processo elettorale:

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3) Allora si sposta il paletto. Vogliono che i dati del Viminale siano corretti, anche se ufficiosi.
Analizziamo i fatti e salta fuori che le sezioni sono DUE come era proprio nella realtà. In sito del Viminale, cita DIECI “comunicazioni”, ossia 2 sezioni per 5 circoscrizioni. Tutto torna.

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Ovviamente si guardano bene di farlo sapere al Gruppo di FB. Devo arrivare io, farlo notare… e solo allora – presi in castagna – ammettono che era già stato spiegato dall’ambasciata (e premurarsi di farlo sapere a tutte le persone a cui avete raccontato questa frottola? no, vero… facciamo finta di niente).

4) Sistemata la questione delle sezioni, si sposta il paletto. Le sezioni non sono importanti, anzi non c’entrano niente (e allora perché le avete citate nel vostro comunicato???). L’importante sono i voti, passati da 355 a 678.

Allora, faccio presente che ci sono i voti per corrispondenza, scrutinati insieme a quelli votati al consolato. Non sono “voti fantasma”, ma sono voti di persone che hanno il diritto di voto come tutti (piaccia o meno). Si può discutere se sia elegante scrutinarli insieme a quelli votati dai residenti in Rep. Ceca, ma fintanto che la legge così dice di fare, non c’è alcuna irregolarità.

Il Ministero degli Interni tramite il Ministero degli Esteri e l’ambasciata, conferma la mia ipotesi: tutto regolare.

Ovviamente, la risposta dell’Ambasciata la rendono nota solo quando “qualcuno” lo chiede:

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5) Chiarito che non ci sono brogli, si sposta ancora il paletto.

Visto che il problema non sono più le sezioni, e nemmeno il numero di voti… si attaccano al 103%. Dato che sembra sbagliato solo a loro, che IGNORANDO completamente il processo elettorale, non capiscono come sia giustificabile.

Come avevo già scritto nel precedente articolo: quanti “aventi-diritto” avrebbero dovuto aggiungere, per il fatto che hanno aggiunto le schede votate per corrispondenza? Se le schede fossero state date tutte al seggio che ha scrutinato la Rep. Ceca, era facile: aggiungevi tutti gli aventi diritto a votare per corrispondenza. Ma siccome le schede sono state distribuite tra più seggi (secondo la legge), come fai a dire quanti aventi diritto devi aggiungere.

Esempio: per corrispondenza hanno diritto a votare 1000 persone. Votano 300 elettori. 100 schede le dai a Cipro, 100 alla Lettonia e 100 le fai scrutinare alla Rep. Ceca, un terzo ciascuno. Che fai, aggiungi a ogni seggio un terzo degli aventi diritto? Ossia aggiungi 333, 3 elettori? Che bello inventiamo l’elettore decimale!

E’ evidente che non ha senso. E non serve nemmeno, visto che la percentuale di affluenza è assulatemente trascurabile agli effetti degli eletti. Viene data solo per conoscenza, ma sui conti finali non influisce: è un dato sostanzialmente inutile (i conti si fanno sui voti utili).

Ho provato quindi a chiedere, quanti – secondo loro – sarebbero stati gli elettori da aggiungere agli aventi diritto, per farli contenti (se dicono che così non va bene, devono pur dirmi come  avrebbero dovuto fare).

La risposta? Nulla.oggian_2 Svicolano… perché non sanno che rispondere. Sono dei professionisti nel creare scandali dal nulla, sono specializzati nel proporre domande dalle “risposte inquietanti”. Ma quando gli chiedi TECNICAMENTE cosa avrebbero dovuto fare, non sanno rispondere. E questo la dice lunga.

E poi, tutto sommato, non ho problemi a pensare che eventi dalla probabilità =0 si verifichino di continuo. Non ho problemi a pensare che una scimmia scriva l’amleto. Perché mai mi dovrebbe far paura un 103%. Fa paura solo a quelli che non vogliono ragionare e vogliono solo far polemica politica.

6) Sistemato anche quello, si sposta il paletto.

Ora il problema è il dovere di trasparenza del sito del Ministero dell’Interno. Cioè, il Ministero dovrebbe scrivere: signori cittadini, siccome sappiamo che siete ignoranti e non leggete le leggi che i vostri governanti fanno, vi spiegiamo il perché di questi dati.

7) Fine

Delle iniziali stranezze denunciate (punto 1) non è rimasto nulla. L’unica questione ormai aperta è il dovere di trasparenza del Viminale.

Mi chiedo se questo dovere di trasparenza (preteso dalla P.A.) non lo sentano anche i tre personaggi che hanno scritto quel comunicato. Mi chiedo se non si sentano in dovere di essere un briciolo trasparenti e corretti e scrivere un messaggio a tutti gli aderenti al gruppo FB, specificando i risultati TECNICI della faccenda.

Facile predicate trasparenza. Un po’ meno praticarla, vero?

Nota a Margine

Ovviamente c’è anche chi, arrivato alla frutta, invece di rispondere a domande TECNICHE, si lancia in attacchi personali:

red_2

Vedi, carissimo, io il secchioncello lo faccio, perché se non conosco un argomento, mi informo, lo studio e poi parlo a ragion veduta.

Io, il secchioncello, lo faccio … perché me lo posso permettere.

L’evoluzione delle bufale

June 16th, 2009 by mattia | 1 Comment | Filed in ambasciata, antibufala, brogli, bufale, elezioni, europee, facebook, praga, scrutini, voto

Ho avuto l’occasione di assistere in diretta alla nascita di una semi bufala: parlo della vicenda delle irregolarità nel voto degli italiani in Repubblica Ceca, per l’elezione del Parlamento Europeo. Ne avevo già parlato qui e qui.

La chiamo, per il momento, semi bufala perché di sicuro una metà è una bufala. La parte relativa alla moltiplicazione dei seggi è già stata chiarità. Nel riepilogo si contano due seggi per cinque circoscrizioni, ossia dieci comunicazioni: tutto torna. L’altra parte della faccenda, quella che riguarda il numero di voti, è ancora sotto indagine. Si potrà risolvere solo quando si avrà la versione ufficiale.

C’è stato chi mi ha detto qualcosa del tipo: sì, vabbe’, noi facciamo delle domande… poi se le istituzioni ci spiegano come sono saltati fuori questi dati, faremo marcia indietro. Che problema c’è.

Voglio spiegare allora qual è il problema. Su internet le bufale si diffondono molto rapidamente, specialmente quando fanno presa su temi a cui la gente è sensibile: scandali, maltrattamenti di animali, e ovviamente politica. Una volta sparata la bufala, si estende a macchia d’olio sulla rete, e diventa quasi impossibile rettificarla. Vediamo che questa semi-bufala ha già fatto i suoi danni.

Qui riporto una serie di link ad articoli dove la bufala dei seggi che si moltiplicano magicamente viene riportata, delle volte con gustosa ironia:

http://bru64.altervista.org/forum/viewtopic.php?t=12315&sid=dcecf9cbfae896fd64bb0e0c196a431d

http://www.politicamentecorretto.com/index.php?news=13609

http://hovistocosechevoiumani.wordpress.com/2009/06/11/politicamentecorretto-com-voti-raddoppiati-a-praga-altre-anomalie-in-europa-e-in-italia/

http://senzanome.leonardo.it/blog/miracolo_a_praga_i_voti_sono_il_doppio_dei_votanti_vogliamo_una_risposta_2.html

http://italianimbecilli.blogspot.com/2009/06/brogli-elettorali-imbrogli.html

Ma la perla più bella la trovate in questo articolo di Massimo Recchioni.

Il Sig. Recchioni, si premura di correggere la stupidaggine dei dieci seggi. Il comunicato stampa ufficiale, riportava infatti:

Poi, essendo stati alcuni dei firmatari rappresentanti delle stesse nei 2 (DUE) seggi costituiti in Repubblica Ceca (dove tra Praga e Brno hanno votato 355 aventi-dirittto), nella mattinata di ieri lunedi’ 8 giugno ci si e’ accorti di qualcosa di quanto meno strano. Sembrava che i seggi in tale Paese fossero in realta’ diventati 10.

e nell’articolo che ho linkato viene modificato così:

Poi, essendo stati alcuni dei firmatari rappresentanti delle stesse nei 2 (DUE) seggi costituiti in Repubblica Ceca (dove tra Praga e Brno hanno votato 355 aventi-dirittto), nella mattinata di ieri lunedì 8 giugno ci si è accorti di qualcosa di quanto meno strano. Sembrava che i seggi in tale Paese fossero in realtà diventati 10 (questa cosa si è poi spiegata col fatto che le comunicazioni di cui parla il sito sono le diverse Circoscrizioni, e quindi questo dato è l’unico a quadrare, perché 2 seggi x 5 Circoscrizioni fa 10 comunicazioni).

Tuttavia il Sig. Recchioni non ha riletto, e la maestra diceva sempre di rileggere. Infatti gli è sfuggito che ancora adesso, poche righe più sotto, l’articolo riporta questa frase:

Nel sito del Ministero dell’Interno, piano piano venivano inseriti voti e votanti. I dati relativi agli italiani che hanno votato in Repubblica Ceca davano circa 600 voti validi con un elevato numero di voti per il PdL.
Alla fine, il Viminale indicava il dato finale (10 sezioni, in realtà ce n’erano solo 2).

Ed eccola qui ancora questa storia delle dieci sezioni che in realtà erano due. 
E qui sta il punto, nemmeno l’autore delle bufala è capace di correggere il proprio articolo (ah, su FB si sono ben guardati dal correggerlo). Come pensate che gli autori degli articoli che sono derivati da questa bufala, possano poi correggerla? Il fenomeno è proprio questo: le bufale nascono, si diffondono, ma poi è difficilissimo farle rientrare. A meno che chi le ha generate non si prenda la briga di cercare tutti quelli che l’hanno ripubblicata, per comunicare loro l’errore.

Per questo dico che PRIMA di pubblicare su internet una qualsivoglia teoria complottistica, bisogna andare coi piedi di piombo. PRIMA si cercano e ottengono certezze e DOPO si diffondono le notizie. Altrimenti si contribuisce alla diffusione di notizie false, senza la possibilità concreta di farle rientrare. Vogliamo imparare una volta per tutte ad essere un po’ seri sulla rete?

Se davvero i tre rappresentanti di lista che hanno redatto quel comunicato stampa non vogliono perdere la loro credibilità, sarebbe opportuno che – almeno – mandassero un messaggio a tutti gli iscritti a quel gruppo FB, per comunicare il proprio errore e scusarsi di ciò.

Aggiornamento sull’antibufa del voto a Praga

June 14th, 2009 by mattia | 11 Comments | Filed in ambasciata, antibufala, brogli, bufale, elezioni, europee, facebook, praga, scrutini, voto

Aggiorno qua il mio precedente articolo in cui parlavo dell’allarmatissimo gruppo su Facebook, in cui si denunciano “stranezze” nei risultati elettorali, relativi alle europee della scorsa settimana.

Nell’ultimo aggiornamento ipotizzavo che la lievitazione di elettori, potesse essere dovuta al fatto che in alcuni paesi i votanti per la circoscrizione III sono stati troppo pochi, pertanto quelle schede sono state scrutinate insieme a quelle della Repubblica Ceca. 

In effetti nelle pagine di Lettonia, Lituania, Malta e Polonia sul sito del Viminale si può leggere

“SONO PERVENUTE MENO DI VENTI SCHEDE E, QUINDI SONO STATE SCRUTINATE INSIEME A QUELLE DI ALTRA NAZIONE
I VOTI DEI RESIDENTI NELL’UNIONE EUROPEA SONO STATI SCRUTINATI INSIEME A QUELLI DEGLI ELETTORI TEMPORANEAMENTE ALL’ESTERO (ART.3,COMMA 4,DL N.3/09)”

Può darsi quindi che quelle schede siano andate alla Repubblica Ceca insieme ad altre nazioni (come Cipro che ha avuto il 100% in circoscrizione III). 

Ma sarebbero comunque solo 76 schede al massimo (meno di venti per quattro stati). E allora da dove saltano fuori gli altri voti? Ci viene in aiuto la nota del Viminale che ci ricorda come, per queste elezioni abbiano votato all’estero, per corrispondenza, alcune categorie particolari di persone:

 decreto-legge 27 gennaio 2009, n. 3

Art. 2. 
Voto dei cittadini temporaneamente fuori dal territorio dell’Unione europea per motivi di servizio o missioni internazionali in occasione delle elezioni dei membri del Parlamento europeo spettanti all’Italia dell’anno 2009

1. In occasione delle elezioni dei membri del Parlamento europeo spettanti all’Italia dell’anno 2009, esercitano il diritto di voto per corrispondenza all’estero per le circoscrizioni del territorio nazionale, secondo le modalità indicate nel presente articolo, i seguenti elettori: 
a) appartenenti alle Forze armate e alle Forze di polizia temporaneamente fuori dal territorio dell’Unione europea in quanto impegnati nello svolgimento di missioni internazionali; 
b) dipendenti di Amministrazioni dello Stato, di regioni o di province autonome, temporaneamente fuori dal territorio dell’Unione europea per motivi di servizio, qualora la durata prevista della loro permanenza all’estero, secondo quanto attestato dall’Amministrazione di appartenenza, sia superiore a tre mesi, nonchè, qualora non iscritti alle anagrafi dei cittadini italiani residenti all’estero, i loro familiari conviventi; 
c) professori universitari, ordinari ed associati, ricercatori e professori aggregati, di cui all’articolo 1, comma 10, della legge 4 novembre 2005, n. 230, che si trovano in servizio fuori dal territorio dell’Unione europea presso istituti universitari e di ricerca per una durata complessiva all’estero di almeno sei mesi e che, alla data del decreto del Presidente della Repubblica di convocazione dei comizi, si trovano all’estero da almeno tre mesi, nonchè, qualora non iscritti nelle anagrafi dei cittadini italiani all’estero, i loro familiari conviventi.

Significa che ci sono state anche persone che, essendo fuori UE, non hanno potuto votare ai seggi dei consolati. Per le persone fuori UE temporaneamente (e i loro famigliari se iscritti AIRE) hanno votato per corrispondenza.

Peccato però che nelle pagine del Ministero dell’Interno, non si trovi una pagina con il riepilogo dei voti ricevuti per corrispondenza. E questo perché, nello stesso articolo 2 del dl 3/09 si legge:

13. L’assegnazione dei plichi, contenenti le buste con le schede votate dagli elettori di cui al comma 1, lettere a), b) e c), è effettuata, a cura dei presidenti dei rispettivi uffici elettorali circoscrizionali, ai singoli seggi in modo proporzionale, in numero almeno pari a venti buste e, in ogni caso, con modalità tali da garantire la segretezza del voto, l’inserimento in una medesima urna, lo scrutinio congiunto e la verbalizzazione unica previsti dai commi 15, lettera d), e 16.

Avrebbero quindi dovuto prendere i voti espressi per corrispondenza e darne un po’ a ciascun seggio per lo scrutinio (ma almeno venti per questioni di segretezza del voto).  Siccome però la cosa deve essere verbalizzata, e non avevano voglia di complicare la vita a troppe persone, è verosimile che abbiano distribuito i voti per corrispondenza tra poche nazioni, tra le quali la Rep. Ceca, che si è trovata con l’assurdo di più votanti che elettori.

La cosa sembra verosimile, soprattutto alla luce del risultato estremamente favorevole per il PDL, ottenuto dallo scrutinio. In quei voti espressi per corrispondenza ci sono i voti delle Forze Armate in missione, tipicamente schierate a destra (vi immaginate un soldato in Afghanistan che vota PD?). 

Ora verrebbe da chiedersi: hanno fatto bene a non aumentare il numero di aventi diritto (generando l’equivoco del 103%)? Probabilmente sì, perché in effetti il numero di aventi diritto non cambia, per il fatto che insieme alle schede votate sono state aggiunte altre schede votate per corrispondenza. E non si sarebbe potuto aggiungere nemmeno il numero di elettori aventi diritto votanti per corrispondenza, visto che queste schede sono state divise tra più seggi.

Vedremo cosa ci diranno quando risponderanno alle interrogazioni parlamentari. Per ora questa mi sembra la spiegazione più logica e compatibile dal punto di vista della legge.

Nel frattempo sul gruppo di FB seguitano i messaggi di persone che gridano al complotto (stile Deaglio 2006), senza che alcuno dei cinque amministratori si premuri di fare le dovute precisazioni. Ad ora (10.22 del 14/6), la stupidaggine dei 10 seggi campeggi ancora in bella mostra nella presentazione del gruppo. Strani questi amministratori: velocissimo a fare le pulci alla mia matematica (sto ancora ridendo), ma lentissimi a correggere i LORO errori.

Antibufala: voto truccato in Rep. Ceca

June 12th, 2009 by mattia | 1 Comment | Filed in ambasciata, brogli, bufale, elezioni, europee, facebook, praga, scrutini

Avete mai sentito che ha votato il 103% degli aventi diritto? Be’, in effetti suona strano. Ma qualcuno dice sia così. Su Facebook, è nato un gruppo che chiede chiarezza sui risultati delle recenti elezioni europee, da parte degli italiani che hanno votato in Rep. Ceca.  I rappresentanti di alcune liste dicono che durante le operazioni di voto al consolato di Prage e Brno avevano votato 355 italiani. Peccato però che sul sito del Ministero degli interni risultano 678 votanti. Al momento in cui scrivo sul sito vengono riportati 383 votanti su 370 aventi diritto.

Strano… molto strano… E allora si inzia a mettere la pulce nell’orecchio. Riporto dal gruppo FB (evidenziazioni mie):

Le sottoscritte liste pensavano di aver partecipato – e vogliono continuare a pensarlo ancora – ad una leale competizione elettorale.

e ancora

Facendo un’analisi piu’ attenta, ci siamo accorti che nella Circoscrizione III (votanti per l’Italia centrale) della Repubblica Ceca, il senso civico dell’elettorato raggiungeva punte invidiabili, avendo li’ votato il 103% degli aventi-diritto. Per chi aveva votato la parte “fantasma” ? Pdl.

per concludere con:

Probabilmente neanche a Castlnuovo di Porto, dove i voti sono stati scrutinati, perche’ li’ erano presenti anche i rappresentanti di lista. L’errore dovrebbe quindi, per esclusione, essere avvenuto dopo, e cioe’ in fase di inserimento dei dati ? Ma, se e’ cosi’, per QUANTE SEZIONI si puo’ aver sbagliato ? La risposta potrebbe essere davvero inquietante.

E allora via con il caso politico. Potrebbero esserci dei brogli!!! C’è dietro Mr. B!!!

Allora: calma!

Innanzitutto: la faccenda è messa in modo molto differente. Vediamo di spiegarla in modo chiaro:

Chi nomina gli eletti?

Il Ministero degli Interni non ha alcun potere sulla nomina degli eletti. Quando un presidente di seggio chiude le operazioni di scrutino compila sia il verbale che l’estratto di verbale, che riassume solo i risultati numerici dello spoglio.

A questo punto l’estratto di verbale va alla Prefettura e di qui al Viminale, che pubblica i risultati sul sito. Mentre il verbale va all’Ufficio elettorale centrale presso la Corte d’Appello che con santa pazienza prende tutti i verbali, somma i voti e calcola i risultati di quella circoscrizione.

Benissimo, ora sappiamo cosa ha preso ogni lista in quella circoscrizione. E gli eletti? Calma! L’Ufficio elettorale centrale, manda questi bei numeretti all’Ufficio elettorale centrale nazionale presso la Corte di Cassazione. E loro che fanno? Per ogni lista sommano i voti ricevuti in ogni circoscrizione d’italia, verificano chi ha superato il 4%, e fanno i calcoli per suddividere i seggi e nominare gli eletti. E infatti se ci pensate, come fa la Corte d’Appello di Milano a nominare degli eletti se non sa quali liste su base nazionale hanno superato il 4%?
In definitiva, chi tira le somme totali e nomina il Sig. XY deputato europeo è l’Ufficio elettorale centrale nazionale presso la Corte di Cassazione. Da precisare che i membri di questi uffici elettorali sono magistrati, proprio per avere un processo senza influenze politiche.

E il Ministero degli interni? L’avevamo lasciato che aveva ricevuto gli estratti di verbale tramite le Prefetture, e pubblicato sul sito i dati totali. Ecco, quei dati totali, detto brutalmente – non valgono niente. Servono solo a dare in un tempo decente (qualche ora) un’informazione al pubblico, ma non hanno alcun valore legale. Gli eletti, come abbiamo visto, li nomina la Corte di Cassazione, sulla base dei dati forniti dalla Corte d’Appello, che li ricava dai verbali dei seggi. La Corte di Cassazione quindi, non si basa sui dati del Viminale. Il percorso che fanno i numeri dal seggio alla Cassazione passa eslusivamente tramite istituzioni giudiziarie, senza mischiarsi con Prefetture e Ministero degli Interni.

Protestare quindi contro i risultati riportati sul sito è inutile e senza senso. Se un errore c’è stato, dev’essere nei dati ufficiali, che vengono usati per calcolare gli eletti. Un errore nei dati del Viminale, non ha alcun effetto pratico.

Possible spiegazione

Il 103% di elettori era presente solo nella circoscrizione III (centro). Per le altre circoscrizioni c’erano percentuali bassissime (mentre scrivo questa pagina il ministero ha cancellato tutti i dati). Dite che i laziali e i toscani che vivono a Praga hanno più senso civico dei Veneti o del Lombardi, che invece disertano le urne? Magari – e qui azzardo un’ipotesi – hanno fatto un bel casino e hanno fatto votare gli elettori per la circoscrizione sbagliata: magari a un Lombardo o un siciliano hanno dato la scheda della circoscrizione Centro. Quindi ti trovi con più votanti che non aventi diritto al centro e meno al Nord Ovest o al Sud.

La politica

Ovviamente poi tutto si strumentalizza in senso politico. Così, invece di capire come funzionano le cose, e provare a pensare a una spiegazione, si cerca la teoria di complotto. Tutto fa brodo per fare battaglia politica, l’importante è essere imprecisi nel raccontare le storie. In quel gruppo FB infatti lo scopo non era capire come erano andate le cose, ma solo creare lo scandalo politico.

Se si voleva avere la verità, si facevano le verifiche tecniche presso le istutizioni competenti (e non presso l’ambasciata e il Viminale che non hanno alcuna competenza né dovere a rispondere).

Solo quando si appurava che l’errore nei dati ufficiali c’era, si gridava allo scandalo.

Mi rimane da segnalare questa chicca: sembra che la storia sia stata riferita a Massimo Donadi, capogruppo Italia dei Valori, che sta pensando a un’interrogazione. Aspetto ansioso di leggerla: visti i precedenti del suo capo, ci sarà di che sbellicarsi dalle risate.

Aggiornamento

I dati sono tornati sul sito
Circ.    votanti      elettori       %

I              106           463       22.89%

II             129          590        21.86%

III           383          370       103.51%

IV             60           215         27.90%

V                 0             91           0.00%

—————————————–

TOT         678        1729        39.21%

Aggiornamento 21.00

La saga continua: dal commento che trovate qua sotto possiamo dedurre che i 355 voti sono riferiti dal rappresentante di lista si riferiscono al totale delle cinque circoscrizioni e non alla III circoscrizione, dove si contesta, in vero, in 103%.

Benissimo, allora proviamo a far un’altra ipotesi: può essere successo con con circoscrizione III della Repubblica Ceca siano state scritinate le schede votate per la medesima circoscrizione, in altri paesi (o in seggi speciali?). Se infatti le schede sono poche non possono scrutinarle da sole, per garantire la segretezza del voto. Si aggiungerebbero voti che farebbero lievitare il numero di elettori. E senza aggiornare il numero di aventi diritto si combina il pasticcio. Come capire se è stato questo il problema? Andando a vedere i verbali di scrutinio! (ma guarda un po’…).

Vedremo come andrà a finire. Mi diverte vedere il livello di certa gente, in quel gruppo di FB. Hanno già preso un granchio grosso come una casa (come ho fatto notare) sul numero dei seggi. Si meravigliavano che  seggi fossero diventati magicamente dieci quando erano solo due (Sembrava che i seggi in tale Paese fossero in realta’ diventati 10,  Alla fine, il Viminale indicava il dato finale (10 sezioni, in realta’ ce n’erano solo 2)). Quando poi gli ho fatto notare che in realtà erano 2 sezioni moltiplicato per 5 circoscrizioni, mi hanno detto che sì, lo sapevano. Peccato però che si guardino bene dal modificare queste informazioni nell’intestazione del gruppo (che correttezza! che trasparenza!). Peccato che si guardino bene dal correggere i loro adepti facendo notare loro che in realtà era un granchio. No, vengono qui a controllare le mie nozioni di matematica (non disprezzabili, amico), e continuano ad caricare foto ironiche nello spazio del gruppo (perché ti senti simpatico e irriverente…). Fanno le pulci a me, quando hanno dimostrato di non essere all’altezza di svolgere il compito di rappresentante di seggio. Tanto che ancora oggi continuano a sbraitare che vogliono risposte dal Ministero dell’Interno, nonostante gli sia stato detto che non è quello il luogo dove cercare l’inghippo. Cari amici, continuate pure a fare i discorsetti maliziosi su FB, senza dedicarvi a una corretta ricerca tecnica dei problemi. Probabilmente pensate di essere quelli intelligenti, che ne capiscono di politica, ma da questa scarsa conoscenza delle procedure dimostrare solo di essere pesci fuor d’acqua in questo ambiente.

Se questa è la preparazione dell’apparato anti Berlusconi, siamo destinati a sorbirci Mr. B ancora per molto. Sigh!

La scelta del candidato

June 7th, 2009 by mattia | No Comments | Filed in elezioni, politica, repubblica ceca

E’ dura ma va fatta. Ho passato almeno un mese a chiedere consigli e pareri a tutti i conoscenti. Il massimo che mi dicevano è di scegliere tra i quattro partiti che di sicuro riusciranno ad avere qualche eletto. Mai nessuno però mi dava un nome. Un fottutissimo nome a cui dare la preferenza.

Mi sono ridotto venerdì sera a passare al setaccio le liste di candidati. E ho scoperto una cosa bella. Tutti i siti dei partiti ti danno una visione chiara e completa di chi sono i loro candidati. Per ognuno viene chiaramente riportato il curriculum professionale.

Professionale, appunto. Non ti raccontano la loro storia politica, che prima erano segretari di sezione, poi consigliere comunale, poi portaborse del tal ministro, e infine sindaco del paesello. No, ti dicono che istruzione hanno, che mestiere fanno, le esperienze internazionali, e soprattutto quante lingue parlano.

E così ho scelto: ragazza di 27 anni, diplomata al conservatorio, musicista che ha girato mezzo mondo e che parla quattro lingue straniere, tra cui l’italiano. Dice che ha anche studiato all’Università di Siena. Ecco.

Internet per la politica deve essere questo. Non una vetrina di animazioni flash per far vedere quanto sei bello con lo sguardo pensieroso e la mano sul mento. Internet deve veicolare informazioni, che consentano all’elettore di fare una scelta consapevole.

Io la sera prima di votare, nella mia camera, ho passato in rassegna i candidati e ho scelto chi mi soddisfaceva. Senza dover scandagliare i blog, ma semplicemente dai siti ufficiali. E questo mi piace.

Ho votato. A Praga.

June 7th, 2009 by mattia | 3 Comments | Filed in cechi, elezioni, politca, repubblica ceca, voto

Sveglia alle 7.20. Doccia ripulente: al seggio si va puliti.
Esco di casa alle 8.20, prendo la macchina e vado a Strahov, a prendere un mio amico che mi farà le foto delle grandi occasioni. 8.35 arriviamo alla scuola elementare vicino a casa mia. Un edificio che vedo tutti i giorni, e nel quale non sono mai entrato. E’ una stranissima sensazione vedere dal di dentro, qualcosa che conosci come le tue tasche solo dal di fuori.
E’ il mio primo voto in Repubblica Ceca, per i candidati cechi, e sono un po’ nervoso.
Entro al seggio e mi trovo davanti un plotone di sei scrutatori dei quali la più giovane era una ottantenne canuta.
“Good morning”.
“Dobry den” mi hanno risposto in coro.
“No, guardate che ho detto Good morning”.
“e sti cazzi” mi rispondono col viso.

Mi sa che qui sanno parlare inglese quanto io parli napoletano.
Mi giro e toh! una trentenne. Sì, è lei la presidente di seggio. Dai, dai… che tu ce la puoi fare, dai che puoi dirmi cosa devo fare in inglese. Sì, tua sorella.
Consegno il passaporto alla sciura ottantenne che trova il mio nome nell’elenco. L’unico straniero votante. Perfetto, tutto torna, posso votare ma….
C’è un problema: sulla scheda del partito che voglio votare c’è una macchia di unto fatta col formaggio il giorno prima.
“Could you be so kind to give me another copy of the ballots?”
Non volevo che il mio voto potesse essere riconoscibile.
E voi credete che la presidente di seggio mi capisse? Appunto.

Riesco a farmi capire, mi danno un altro set di schede e vado in cabina. Cabina da cui in realtà sbuca la testa. Mi metto a votare, con il consueto panico che mi induce a ricontrollare almeno cinque volte prima di uscire dalla cabina.

“Oh, ma come cazzo è che sto tizio vota qui?” chiede uno scrutatore sottovoce.
Alzo la testa, dalla cabina “Cos’è non ci crede che posso votare?” gli rispondo io, IN CECO.

Esco, chiamo il mio amico che mi fa la foto che vedete qui.

Salutiamo e usciamo.

Bello votare. E’ vero che la democrazia non mi piace, perché mischia il mio voto con quello di una trentenne che non sa dire due parole in inglese. Ma votare mi piace lo stesso. Anche se ti trovi lo scrutatore che invece di dire “che bello, agli stranieri interessa la vita pubblica del paese in cui vivono”, si scandalizza perché uno straniero che fa finta di non saper parlar ceco, possa votare.
Sarebbe bello che i cechi si aprissero un po’ di più. Non sono la razza eletta da preservare pura contro l’invasione degli stranieri.

Pazzie italiane, si ristampano le schede

June 5th, 2009 by mattia | No Comments | Filed in dc, deficenteria, elezioni, pizza, politica, schede elettorali


Allora, facciamo chiarezza. Il sistema di voto ceco non è il mio preferito. Funziona che ti mandano a casa una busta con una scheda per ogni lista, con i nomi di tutti i candidati prestampati. Tu quando vai a votare porti con te la scheda del partito che voi votare, al seggio ti danno una busta, e tu in cabina ci infili la scheda che ti sei portato da casa.
Quindi non c’è possibilità di errore per i vecchi, che arrivano già a colpo sicuro con la loro scheda compilata.
Il problema è che però i arriva a casa una busta con una marea di fogli, 33 per queste elezioni. Moltiplica per tutti gli elettori cechi e vedi quanta carta sprecata. Perché poi ne usi solo una e le altre 32 le getti.
Ed è per questo che il sistema non mi piace.

Tuttavia, anche il sistema italiano ha dei problemi. Soprattutto quando si tratta di follie tipicamente italiane. Guardo per esempio Repubblica e scopro che a UN giorno dalle elezioni devono BUTTARE VIA tutte le schede delle provinciali a Milano perché il Consiglio di Stato ha deciso che non va bene il simbolo della DC di Pizza.
Sì, il mitico Pizza, che già tanti bei momenti ci ha regalato su questo blog.

Ecco, sembra che il nostro mitico Pizza, non possa usare lo scudo crociato, che invece appartiene a Casini.
Quindi devono gettare NEL CESSO tonnellate di schede elettorali, e stampare NELLA NOTTE le nuove schede, affinché siano pronte per le elezioni che cominciano domani.

Una gara contro il tempo, uno spreco di soldi… e per cosa? Per il nostro mitico Pizza.

Ora, io sarò scemo, ma qualche idea semplice semplice io ce l’avrei:

1) Qualcuno (la cassazione, Napolitano, il Papa… qualcuno) decida UNA VOLTA PER TUTTE a chi va sto scudo crociato. Con divieto di ricorsi ogni seconda settimana.

2) Si stampine le schede 15 giorni prima del voto. Una volta stampate le schede, nessun ricorso ha effetto. I tribunali rigettino qualsiasi ricorso, ormai le schede sono stampate, e si vota con quelle. Stop.

3) Pizza, se provi a fare annullare le elezioni per questa storia, giuro che ti faccio un’altra intervista. E no, non è una cosa bella.

Urne aperte

June 5th, 2009 by mattia | No Comments | Filed in elezioni, politica, praga

Sono iniziate questa mattina le elezioni europee in Repubblica Ceca.
Sono passato davanti alla scuola dove domani vado a votare. Deserto assoluto.
Che vadano tutti domani a votare?
Ieri ho parlato con il capolista dell’ODS. Non mi ha convinto del tutto, ma quantomeno parla bene inglese (oltre che a russo, francese e polacco). Buono a sapersi.

Referendum elettorali: il perché del mio NO

April 16th, 2009 by mattia | 3 Comments | Filed in beppe grillo, elezioni, politica, referendum

E’ dal 1999 che nutro fortissimi dubbi sulla democrazia. Quantomeno ho dei fondati sospetti che la gente voti a casaccio, non sapendo chi e cosa vota.

Ci sono materie poi, su cui la gente non dovrebbe essere chiamata a votare. Perché, qualsiasi cosa si dica, di certi argomenti la gente non ne capisce una mazza.
Uno di questi temi è proprio la legge elettorale. Scendete per strada e chiedete a 10 persone come funziona il sistema maggioritario e il proporzionale: se ne trovate due con le idee chiare siete fortunati.

La gente vuole abolire la porcellum, non capendo nemmeno come funziona, così come non capendo come funzionava il mattarellum. 
Hanno abolito le preferenze” – “Parlamento di nominati, e non eletti” – “Il parlamento lo decidono sei segretari di partito“.

Queste puttanate le ha iniziate a dire Beppe Grillo, e tutti se le sono bevute.
Puttanate? Sì, puttanate.

Vediamo come funzionava il mattarellum.
Camera dei deputati:
- 25% dei seggi eletti col proporzionale. L’elettore votava il partito, che presentava una lista bloccata, senza possibilità di dare preferenza. Venivano eletti i candidati in ordine di lista. Esattamente come il porcellum.
-75% dei seggi eletti col maggioritatrio uninominale. L’elettore si trovava un nome per ogni coalizione. Niente possibilità di dare preferenze. Ma anche peggio, non potevi votare il tuo partito, ma solo la coalizione. Se eri elettore dei Comunisti Italiani e l’Ulivo nel tuo collegio candidava la Binetti, ti toccava votare la Binetti. Che poi alla camera non votava come eletto dell’Ulivio, ma come teodem. Se eri elettore nazionalista di AN e al tuo collegio candidavano un secessionista Leghista, te lo dovevi votare. Anche se poi lui alla camera rispondeva a  Bossi.
Non solo non potevi scegliere la persona (uninominale=un nome!), ma nemmeno il partito.
Risultato, non solo i segretati dei partiti sceglievano i nomi, ma anche la composizione partitica del parlamento: al partito A diamo il 20% dei collegi sicuri, al partito B il 50% e al partito C il 30%. 
Non a caso nei seggi sicuri c’erano sempre i paracadutati: esempio, il Modenese Giovanardi candidato al collegio di Lecco.

Senato: 25% proporzionale e 75% maggioritario. Solo che tu votavi solo per il maggioritario (con le stesse modalità della camera, ossia no preferenza né di uomini né di partito), e i 25% dei seggi proporzionali era assegnati ai migliori perdenti tra il maggioritario.
In questo caso nemmeno la possibilità di scegliere il partito per quel misero 25%.

Quante persone, di quelle persone che sguaiatamente gridano al parlamento illegale, perché nominato, sanno di queste cose? Quanti mi sanno spiegare dove cavolo avevamo la preferenza prima?

No, secondo me la gente non ha diritto a esprimersi su queste materie, semplicemente perché non ci capisce niente, e voterà seguendo la mentalità comune del “vogliamo le preferenze”.
Senza capire che in realtà l’effetto dei tre referendum sarà:

1) Premio di maggioranza alla lista e non alla coalizione. Ossia, si darà a Mr. B la maggioranza assoluta del parlamento, senza nemmeno un alleato di turno a tenerlo a bada.

2) Abolizione delle candidature multiple. Cioè il segretario di partito non può candidarsi come capolista ovunque. Capita che poi sceglie in quale collegio essere eletto, con il risultato che tutti i primi dei non eletti, tranne in quel collegio, vengono eletti.
Certo, con questo referendum si toglie la possibilità al segretario di partito di scegliere chi lasciare a casa. Ma bisogna spendere tutti sti soldi per una modifichina del genere? Tra l’altro anche poco sensata… visto che è lo stesso segretatio di partito a scegliere i candidati, no?

Ritorno delle preferenze? Macché! Quello è solo lo specchietto per le allodole.

E allora io spero che questi referendum falliscano. E spero perciò che non si faccia l’election day.
Si sprecano 400 milioni di Euro? Bene, rivolgetevi a quelli che hanno chiesto il referendum.
Perché sia ben chiaro, qui non è lo stato che mi chiama a votare. Qui sono dei privati cittadini (mezzo milione) che propone a tutto il paese di votare su questi argomenti.
Se uno si deve scandalizzare, si scandalizzi per il fatto che mezzo milione di persone possa imporre allo stato di spendere 400 milioni di euro.

E se non siete sicuri del fatto che sia illegale fare i referendum con le europee pensate a questo fatto: io, che vivo all’estero in un paese UE, voterò per i candidati locali alle elezioni politiche. E’ una opzione che si può adottare: invece di votare per i canditati italiani voterò per i candidati cechi, visto che risiedo in Rep. Ceca. Ora, come faccio ad essere in Repubblica Ceca  (per le europee) e in Lombardia (per il referendum), lo stesso giorno?