Cerchiamo di fare un po’ di conti. Ci sono quelli che vorrebbero che si insegnasse educazione civica a scuola (intesa come materia). E allora dici, giusto! si insegni più educazione civica, che i giovani del giorno d’oggi non conoscono neanche la costituzione (come se i vecchi la conoscessero).
Poi c’è quello della CRI che chiede che sia introdotta l’ora di insegnamento di pronto soccorso, che negli altri paesi europei sì che la fanno. E ti sembra sbagliato? No, allora è giusto che si insegni il pronto soccorso.
Poi arriva quello che dice: nelle scuole si deve insegnare l’educazione sessuale, che i giovani del giorno d’oggi (sempre loro!) non sanno nemmeno come srotolare un goldone. Ottima motivazione, quindi introduciamo l’ora obbligatoria di educazione sessuale.
Poi c’è il famoso direttore d’orchestra che protesta perché i giovani del giorno d’oggi (che ormai abbiamo capito essere dei disgraziati) non hanno una cultura musicale, e che è inammissibile in un paese che ha sfornato Verdi, Puccini… Giusto, allora si faccia più educazione musicale.
E poi arriva quello che….
… e che palle!
Se diamo retta a tutti qui si finisce che gli studenti stanno a scuola il giorno e poi pure la notte.
Siamo tutti d’accordo sulle motivazioni, siamo tutti d’accordo che i giovani del giorno d’oggi debbano essere eruditi di educazione civica, pronto soccorso, goldoni e musica. Però un giorno ha 24 ore, e quelle che puoi passare a scuola sono ancora meno. A qualcosa bisogna pur rinunciare.
Qualcuno ha deciso che si studierà meno geografia. E tutti a stracciarsi le vesti. Ragazzi miei, decidetevi: se volete introdurre l’ora di educazione civica e quella di educazione sessuale, da qualche parte dovete pur tagliare.
Io non so se è cosa buona tagliare la geografia. Sicuramente darei una sistemata ai programmi di storia, ché i romani e i greci li ho studiati 4 volte mentre non ho mai (mai!) studiato la guerra di secessione americana. Come se la storia che conta fosse solo la nostra.
Però certe argomentazioni a supporto della geografiasono ridicole:
I geografi scuotono la testa: “Senza un Gps le nuove generazioni non sapranno più nemmeno trovare la strada di casa…”
Ora, a parte che quando si studia la geografia mica ti dànno in mano lo stradario della città ma la cartina dell’Africa (e conoscere dove nasce lo Zambesi non mi aiuta a trovare la ferramenta che cerco).
Ma poi, cos’è questa avversione per le tecnologie? Voglio dire, mio nonno era capace di usare un aratro mentre io no, e allora?
“Senza geografia siamo tutti più poveri – spiega Gino De Vecchis, presidente dell’Aiig, l’associazione italiana insegnanti di geografia – perché la formazione di un cittadino passa anche attraverso questa materia, che è la scienza dell’umanizzazione del pianeta Terra…”
Sì, e poi? Magari ti fa anche durare di più, la geografia. Cala trinchetta!
Eppure la geografia conta migliaia di appassionati, nostante Google Earth o i TomTom
Qui in Repubblica Ceca c’è un grande gruppo di appassionati di scalate ai camini delle industrie, però non è che questo nobiliti in sé questa attività.
E poi, perché mai Google Earth dovrebbe essere all’antitesi della geografia? A me sembra che, al contrario, esso sia uno degli strumenti più utili per chi è interessato alla geografia.
E allora mettiamo le cose in chiaro: se per geografia intendete quella che si deve fare per forza sugli atlanti, quelli di carta con la Germania divisa, e l’Ucraina dipendente, allora ditelo subito: io voto per abolirla.







