Stavo pensando: da quanto tempo si parla di primarie?
Sicuramente da Prodi scelto candidato premier per le elezioni del 2006, poi Veltroni segretario PD contro la Bindi, poi Bersani contro Franceschini (già, tutta gente che le primarie le à già stravinte). Però forse ànno incominciato a farle da prima. Vendola mi sembra sia stato scelto come candidato alla regione già nel 2005 con le primarie. Insomma, all’incirca è un lustro e mezzo che si parla di primarie.
Non pensate sia giunto il momento di dire che sono una cazzata?
Mica perché con il metodo delle primarie è stata eletta gente che poi à preso delle tranvate storiche. Su questo puoi trovare esempi e contro-esempio fino alla morte (partendo da Milano con Ferrante e Pisapia). Non mi interessa se le primarie funzionano o non funzionano (per vincere le elezioni).
Le primarie sono una cazzata per un altro motivo.
I partiti (o movimenti, o chiamateli come volete) ànno tre funzioni fondamentali: devono elaborare soluzioni ai problemi e fornire ricette per governare, devono mediare con altri partiti per trovare i compromessi sui programmi, e devono selezionale la classe dirigente da mettere nei posti di potere per governare e realizzare il programma.
Sono tre compiti importanti, tutti e tre. Con le primarie invece i partiti abdicano al terzo compito: selezionare la classe dirigente.
Sì, te le dipingono come la festa della democrazia, e invece sono una sconfitta. Sono l’implicita ammissione del fatto che i dirigenti del partito non sono in grado di assolvere al loro compito di selezionare la classe dirigente.
Poi arrivano quelli del movimento cinque stronzi e quando sentono parlare di “selezionare la classe dirigente” starnazzano di “raccomandati! pompinare! leccaculo del capo!“. Spiegaglielo tu che “selezionare la classe dirigente” non è una cosa negativa, anzi. Essere in grado di decidere chi deve assumere un ruolo di responsabilità e comando è una caratteristica tipica del lider.
Il lider è tanto più in gamba quanto è capace di creare una squadra che lo affianca con le persone giuste al posto giusto. Il lider è quello che è capace di valutare le persone, capirne i pregi e i difetti, prevedere come si comporterà in quella posizione e sulla base di queste considerazioni fa la selezione.
Il lider che invece sceglierà solo dei brocchi per le posizioni di potere (per evitare di trovarsi concorrenti pericolosi che ambiscono alla sua cadrega) magari conserverà il suo potere per un po’, ma alla lunga ci perde perché trovandosi circondato da brocchi la macchina che dirige smetterà di funzionare.
Il lider che se ne lava le mani e dice “fate voi, decidete voi democraticamente la classe dirigente” è un lider che non à più ragione d’essere. Ed è proprio quello che accade con le primarie: se un partito non è capace di selezionare dei candidati di qualità, a che serve?
La stessa cosa vale per i partiti, sia quando si deve esprimere il candidato premier sia per i candidati al parlamento (o alle altre assemblee elettive). Se un partito vuole essere lider deve essere capace di trovare i nomi. Il partito, non io.
Io da un partito mi aspetto una proposta, sia in termini di programmi sia in termini di persone che li attueranno. Se un partito si candida a guidare il paese deve fornirmi questi due elementi: io giudicherò quale pacchetto è migliore e lo voterò.
Quando vado dal salumiere io compro il prosciutto migliore a seconda dell’offerta, ma i dirigenti della fabbrica di prosciutti mica mi chiedono di decidere come affumicare il prosciutto.
A questo punto arriva quello che fa il purista e ti dice che i partiti non sono come i prosciutti, la politica è una cosa alta, che dobbiamo dare il nostro contributo attivo, che dobbiamo partecipare…
Ma anche no.
Il mio controbuto lo do quando voto: mi informo e faccio la mia scelta. Il mio dovere civico si ferma qui. Non sono tenuto a dare il mio contributo per creare il pacchetto di un partito.
Anche perché questo presuppone che tu abbia già scelto quale partito votare, e vuoi farlo convergere verso quello che vuoi tu.
Io sono un cittadino con libera scelta, valuto ogni pacchetto che i partiti mi propongono: che dovrei fare, votare alle primarie di ogni partito?
Poi uno mi può dire: ma a te che fastidio dà se un partito rinuncia al suo ruolo di lider e lascia decidere i candidati alla gente tramite le primarie?
Ecco, io ò poca fiducia nella gente. È una questione statistica: se prendi un numero abbastanza alto di persone l’intelligenza che esprimeranno sarà la media delle intelligenze di quelle persone. Non è proprio un gran bel metodo per fare una scelta.
Lo dico più chiaramente: la gente è mediamente stupida. Ok, abbiamo deciso che la democrazia è il male minore, ché tutti gli altri metodi funzionano peggio. Lo accetto.
Però almeno puoi usare dei metodi compensativi per evitare l’asintotica deriva verso la stupidità a cui ti porterebbe la gente. I partiti servono a questo.
I partiti sono lì per fare da filtro, servono a selezionare chi può ricoprire un incarico e chi no. Conoscendo la persona, valutandone le capacità…
Servono per evitare che una persona stupida si alzi la mattina, dica due stronzate e venga (facilmente) eletta. Col risultato che poi quando si trova a dover governare non è capace di farlo.
Oh, non c’è niente da scandalizzarsi: ognuno à delle capacità limitate, e ci sono cose che oggettivamente non sarebbe capace di fare. Non so, prendete venti persone a caso tra quelle che incontrate tutti i giorni: la portinaia, la maestra, il salumiere, il barbiere, il tizio sempre seduto al bar a farsi un bianchino anche alle 9 del mattino (quello che i giorni dispari dice “eh, è colpa del governo” e i giorni pari dice che “una volta qui era tutta campagna“). Poi ditemi se questi sarebbero in grado di fare, che ne so, il sindaco del vostro Comune.
Probabile che per qualcuno risponderete di no, aggiungendoci un “per l’amor di Dio“. Non è questione di spocchia, ma di sano realismo. C’è gente che proprio non ci arriva.
Di solito non aspirano neanche a posti di comando, ma quando succede è utile che ci sia il filtro di un partito che li ferma.
Il partito è lì per fare da filtro di qualità. Dopo ci sarà la democrazia a votare, ma almeno prima i partiti fanno un po’ di scrematura e garantiscono che non arrivino al potere quelli che proprio sarebbero un disastro.
Le primarie sono la sconfitta di questo filtro, abbattono questo ruolo di meccanismo compensativo affidato ai partiti. Per questo sono una cazzata.
E in questa deriva si arriva all’apice del lavaggio di mani. Si arriva a un partito in cui il capo decide i candidati né facendo da filtro ragionato né con le primarie ma scegliendo “i primi che mi han portato la lista con tutti i crismi“. Siamo al punto che diventano candidati quelli più veloci a mettere insieme le scartoffie.
Almeno loro lo dichiarano apertamente, basta avere la fedina penale pulita e non aver tessere di partito e poi può candidarsi chiunque. Anche il tizio sempre seduto al bar a farsi un bianchino anche alle 9 di mattina.


















