Archive for the ‘papa’ Category

Scudo sacerdotale

October 21st, 2009 by mattia | No Comments | Filed in anglicani, benedetto XVI, card. Levada, costituzione apostolica, papa, preti sposati, scudo sacerdotale

Vediamo se ho capito bene la notizia.

Il Vaticano ha bisogno di preti, ma siccome non ne ha, va a recuperare quelli che sono stati esportati all’estero, per non pagare il dazio del celibato. E per invogliare a rientrare, gli fa dispensa e possono rimanere sposati. Così il Vaticano incassa nuovi preti, questi non devono pagare la tassa sulla patata, e sono tutti felici.
Mentre la prendono nel culo  i preti che sono rimasti a casa e la tassa sulla patata l’hanno sempre diligentemente pagata.

Cambiando poche parole, è lo stesso ragionamento dello scudo fiscale, applicato ai preti. Quando si dice la sintonia tra Vaticano e Palazzo Chigi.

scudo_sacerdotale

P.S.  Ma quindi un cattolico può farsi anglicano, sposarsi, diventare prete, e poi ridiventare cattolico e fare il prete sposato? Una roba, tipo … fatta la legge trovato l’inganno?

Esperimento giornalistico

October 5th, 2009 by mattia | 4 Comments | Filed in brno, chiesa, fotografi, giornalismo, papa, repubblica ceca

Lo scorso fine settimana ho seguito, per queste pagine, la visita dal papa in Repubblica Ceca. Avevo promesso che sarebbe stato un esperimento tecnico-giornalistico. Ed ora sono qua a raccontarvi dei risultati.

Le riflessioni da fare sono raggruppabili in due temi, uno tecnico e l’altro più espressamente giornalistico.

Riflessioni tecniche.
Ho provato a raccontare un grande evento con mezzi a portata di chiunque: un netbook, una macchina fotografica, una videocamera e un cellulare. Sicuramente una macchina fotografica di qualità migliore avrebbe dato risultati migliori. Ma la sostanza cambia di poco: Lunedì mi trovavo in un campo di Stara Boleslav, circondato dalla campagna e sono riuscito a trasmettere su internet in tempo reale immagini e commenti di quello che stava succedendo in quello sperduto paesino.
Immagini e contenuti che potevano essere visti su questo sito da tutto il mondo. Poi lascia perdere che il mio sito le guardano quattro gatti: tecnicamente non è niente di dissimile da quello che poteva fare un giornalista di Repubblica. Internet è uno strumento paurosamente potente che consente davvero la libertà di informare. A chiunque abbia poche decine di euro per aprirsi un sito.
Dal punto di vista tecnico mi sono reso conto di alcune regole base, che non conosci finché non vivi l’esperienza.

Prima regola:
Mai fidarsi della connessione internet che ti promettono gli uffici stampa, mai! Perché solitamente è scadente e talvolta nemmeno te la danno. Ho visto come molti giornalisti (tedeschi, francesi…) si fossero attrezzati con dispositivi di accesso UMTS, in modo da avere una  connessione internet  indipendente, ovunque ci sia una rete cellulare (quasi ovunque).

Seconda regola:
Avere sempre una soluzione di backup. Come quando mi sono trovato senza connessione a Brno: ho fatto il microblogging col cellulare. Non mi  è costato niente (ho una tariffa flat per internet sul cellulare), ed è stato tremendamente scomodo, ma ho potuto scrivere sul mio sito anche se non potevo accedere col pc.

Terza regola
Provare tutto prima. Perché se fossi stato più furbo avrei studiato come impostare il pc per connettersi a internet tramite il cellulare connesso via bluetooth. Si può fare, ma non lo puoi improvvisare dal nulla.

Quarta regola
Imposta il sistema per essere veloce sulle applicazioni che ti servono. Aspettare dei secondi preziosi perché il pc è lento nell’editing di un post o nel caricare le immagini è odioso. Immette nervosismo e complica terribilmente il lavoro. Sì, anche per pochi secondi..

Considerazioni giornalistiche

Devo ammettere che è stata un’esperienza particolare, perché mi ha fatto vedere da vicino come (non) funziona il mondo giornalistico. Di giornalisti infatti se ne sono visti pochi durante questa visita. Certo, c’erano quelli della televisione o della radio, che dovevano fare il collegamento in diretta. Ma al di fuori di questa mezza dozzina di persone non c’era quasi nessuno. Pochissimi inviati dei giornali e dei siti di notizie. Eppure sui giornali potevi leggere gli articoli su questo evento: come facevano a scriverli, se non erano sul posto?
Mi sono reso conto che gran parte del giornalismo dal quale ci informiamo è fatto dietro la scrivania, e non sul campo. È fatto leggendo i dispacci di agenzie, i comunicati stampa, guardando le immagini dei circuiti iternazionali: tutte attività che puoi fare dalla tua scrivania nella redazione di Milano o di New York, senza necessità di andare a Brno. E in effetti all’inizio di questa visita papale in Rep. Ceca mi sono domandato: che senso ha essere qui, all’aeroporto, a sentire quello che dice il Papa o Klaus di persona, a 15 metri di distanza? Avrei potuto ascoltarlo alla televisione, su CT24, e l’informazione che avrei ottenuto sarebbe stata la stessa. Anzi, sarei stato anche più veloce a diffonderla su internet, avendo una connessione cablata anziché una traballante connessione mobile.
E che senso ha essere sul posto, se devi fare la cronaca di una Messa. Tutto sommato una messa è sempre una messa: ci sono le letture, l’offertorio, la comunione… Le uniche notizie potrebbero venire dalla predica, ma quella l’ufficio stampa te la fornisce alle sei del mattino.
E allora che senso ha essere presente come giornalista sul campo, se tutto quello che devi scrivere lo puoi ottenere comodamente in ufficio?

In realtà c’è un senso, ed è molto importante, anche per la libertà di informazione di cui si parla molto di questi tempi. Fare giornalismo dalla scrivania, significa raccontare gli eventi col filtro. Un filtro che ti viene dalle fonti primari da cui prendi le notizie.
Un esempio concreto: dopo la Messa a Brno, stavo scrivendo i miei articoli nel centro stampa, ed ero al fianco di alcuni fotografi di una importante agenzia internzionale. Stavano mandando le foto in redazione via internet. Durante questa operazione commentavano le foto e si chiedevano consigli sulle didascalie da inserire (mi è capitato pure di fargli lo spelling di suora, in inglese…). Ovviamente non caricavano tutte le foto, ma solo quelle più significative. Uno di questi fotografi si interrogava se fosse il caso di caricare o scartare una foto con uno striscione provocativo di alcuni tedeschi (che consideravano i sudeti come territorio germanico e non ceco). Dopo qualche minuti di discussione l’ha caricata: ma se non l’avesse fatto?
Se avesse scartato quella foto, nessuno, nelle redazioni dei giornali di tutto il mondo, avrebbe saputo della provocazione di questo gruppo tedesco alla messa del Papa a Brno. E la decisione di far passare questa notizia o meno, è demandata a un fotografo e a come si sente in quei cinque minuti. Assurdo.

Essere sul campo per un giornalista è fondamentale, perché consente di vedere la vera essenza dell’evento. Consente di vedere anche quelle cose che dai canali di informazione ufficiale non arrivano, e non necessariamente per censura, ma soltanto per necessità editoriale.

Alla TV faranno vedere il Papa che scende dalla scaletta e pronuncia il discorso. E questo è ciò che un giornalista può vedere da dietro la scrivania. Quello che però non può vedere sono i ragazzi con i cartelli contro il tradizionalismo del Papa che dimostravano fuori dal terminal.
Quelle sono immagini che non mostrano alla TV, sono foto che forse ti arrivano e forse no, a seconda di come gli gira al fotografo.
Ma sono dettagli importanti, sono il succo dell’evento, la cui fredda cronaca altrimenti, si potrebbe scrivere ancora prima che l’aereo decolli (tutti i discorsi sono preparati, tutto si svolge secondo il programma…).
Essere sul campo ti consente di vedere che anche i preti dormono alla predica del Papa. Probabilmente la regia televisiva ti mostra i bambini con le bandierine. Essere sul campo ti consente di vedere e riportare queste immagini irriverenti, che nascondono però un elemento importante: il Papa fa addormentare, non ha carisma.
Dalla scrivania non potrai mai accorgerti di quanto i sistemi organizzativi separino il personaggio dal popolo non raccomandato. Solo dalle strade puoi capire l’atmosfera del luogo e come la gente sente l’evento.

Potrei continuare a lungo con gli esempi, ma la sostanza è questa: il giornalismo di qualità si fa uscendo dalle redazioni e andando sul campo. Perché fare la parafrasi dei discorsi ufficiali, citando qualche dato sulle presenze, rilasciato dagli uffici stampa non  giornalismo, ma esercizio di riscrittura.

Putroppo mi sono accorto che per questo evento, la copertura dei media è stata fatta da dietro la scrivania, e non sul campo (essendo quasi totalmente circondato da fotografi piuttosto che da giornalisti).

E questo la dice lunga sulla qualità dell’informazione a cui abbiamo accesso: un’informazione che spesso deriva da comunicati stampa riscritti o informazioni di seconda mano raccolte dai circuiti internazionali, a cui è demandata la pesantissima responsabilità del filtro iniziale.

Certo, mandare una persona sul campo è più complicato che tenerla in redazione, soprattutto in questi tempi in cui la gente pretende le notizie gratuite dai giornali on line, mentre nessuno si spreca a pagare un euro di giornale.

Ma se si vuole fare informazione di qualità, temo non ci sia alternativa: il giornalista deve andare sul campo.

Bertone, i deboli e la Chiesa

October 5th, 2009 by mattia | No Comments | Filed in bertone, chiesa, cl, compagnia delle opere, deboli, ipocrisia, papa, poveri, video

Me l’aveva detto mia mamma, di dirglielo al Papa. E al Papa l’ho anche detto, ma non so se ha sentito. Così l’ho detto anche al card. Bertone (che tra l’altro ho scoperto che sotto lo zucchetto è pelato).

Di difendere i deboli, anche (o soprattutto) dai cristiani (finti) che li sfruttano.

E questa è stata la sua reazione.

L’italiano di Klaus

September 29th, 2009 by mattia | No Comments | Filed in klaus, papa, praga, repubblica ceca

discorsoklausL’avevo scritto ieri sera, subito dopo il discorso. La pronuncia italiana di Klaus è formidabile. Ha pronunciato il discorso di commiato dal Papa con un’eccellente pronuncia.
Personalmente mi sta anche antipatico, e non condivido molto del suo modo di essere Presidente. Ma sulle opinioni, mai si troverà qualcosa su cui sono tutti d’accordo.
Quello che però su cui non si transige, è la statura della persona, il modo con cui si presenta. Un uomo di Stato deve essere una persona che spicca, anche per doti linguistiche. E ieri Klaus ha fatto un’ottima figura, su cui concordavano tutti coloro con cui ho parlato, oltre le transenne.

Ecco qui il discorso di Klaus

ed ora cercate le dieci piccole differenze con questo

Na sheldanou, Pepo

September 28th, 2009 by mattia | 4 Comments | Filed in papa, praga, repubblica ceca

15.15 E sono arrivato in tempo di record all’aeroporto di Praga, dove fra poco riparte il Papa. Tutto pressoché come all’arrivo: la “piccola folla” organizzata in gruppi. Quello che distribuisce le bandierine, la solita gente.

Speriamo almeno il Papa dica qualcosa di originale!

IMG_2185 IMG_2189 IMG_2190

15.55 Passati i controlli di sicurezza. In pista. Il pubblico è pronto, l’aereo pure. Aereo, che non è di Alitalia come all’andata ma è un aereo di stato ceco. Forse, essendo una visita di Stato (il Papa è stato invitato da Klaus) gli devono il favore di mandarlo a casa col proprio aereo.

IMG_2191

16. 26 Alle 16.03 si è chiuso il portellone dell’aereo, e il Papa è partito alla volta di Roma.

IMG_2331 IMG_2343 IMG_2350

La cerimonia  si è svolta seguendo il cerimoniale. Il presidente Klaus ha ringraziato il Papa della sua visita in Repubblica Ceca.

IMG_2306 IMG_2314

Ha sottolineato che il messaggio di tolleranza e di pace, l’importanza della ragione fede e dei principi etici è stato compreso e sarà ricordato a lungo. Il presidente Klaus ha poi apprezzato nel  Papa il coraggio ad esprimere opinioni che non sono politicamente corrette. Il presidente ceco ha poi confermato che la visita ha avuto successo e avrà un effetto duraturo. Infine Klaus ha dichiarato che questa visita abbia rafforzato i rapporti con lo stato vaticano, confermando come questi siano molto buoni.

Va bene, frasi di rito, forse qualche mezza frase sui valori della civiltà che sarebbe da interpretare. Ma la cosa che colpisce, e tanto, è che Klaus ha fatto questo discorso in italiano. Sì, in italiano. Con un’ottima pronuncia. E a questo punto, anche se non mi piace molto dal punto di vista politico, tanti complimenti. Questa è la statura di un uomo di stato. Non come quel pirla che ripete battute sconvenienti sull’abbronzatura…

Il Papa ha parlato invece in inglese (con introduzione e conclusione in ceco). Onestamente, il suo inglese non lo capisco. Pazienza.

Da Stara Boleslav a Praga

September 28th, 2009 by mattia | No Comments | Filed in papa, praga, repubblica ceca

Come avevo già scritto nella diretta è stata una veloce e intensa giornata mondiale della gioverntù. O almeno, lo stile era quello.
I canti, l’animazione, le persone… tutto ricordava quell’ambiente.

E allora è difficile fare la cronaca di una messa, perché tutto sommato la messa è sempre la messa (non è che è una novità che c’è la consacrazione). E’ vero, puoi dare in numeri: 50.000 persone, di cui tremila stranieri. Tantissimi slovacchi: probabilmente non li hanno inclusi nel computo degli stranieri, perché quando il Papa ha fatto il saluto in slovacco si è levata un’onda d’urto generata dagli applausi.

Puoi menzionare le parole del Papa, che poi ha detto sempre le  stesse cose. Il riassunto è che essere santi oggi, come fece Venceslao a suo tempo – consiste in vivere in funzione di Dio, e non dei beni materiali.

Ma quello che rimane della Messa non è questo. Ciò che colpisce è la compostezza di questi giovani, che accolgono il Papa in modo discreto e ordinato, senza scene di isterismo. Senza  venerazione, ma non perché non lo apprezzino: forse è solo questione di freddezza (tipica di queste terre) o forse è che considerano il Papa solo un uomo come tutti gli altri.

Mi ha colpito un padre domenicano (che conosco, ma di cui mi sfugge il nome): mentre andava in processione portando la comunione, fissava il nugolo di fotografi in cerca di una foto simbolica. Li guardava e pensava: cosa fate? E’ più importante la vostra foto o quello che ho in mano?

E adesso un po’ di foto dalla messa, inclusi il rastone e il tamarro.

Il Papa a Stara Boleslav – Giorno III

September 28th, 2009 by mattia | No Comments | Filed in papa, repubblica ceca, stara boleslav

Partenza di buon mattino (le 6.00) da Praga per Stara Boleslav, piccola cittadina che per quel che ho visto è davvero bella.

28092009

Arrivo a Stara Boleslav. Un’umidità indecente, l’Elba descrive un paesaggio uscito da film fantasy.

IMG_1777

Incontro i primi gruppi di giovani schitarranti sul cammino.

IMG_1779

Mi avvio dal centro città alla spianata dove ci sarà la messa per i giovani. Il percorso è surreale: è la strada che percorrerà il Papa, perciò è tutta transennata, e presidiata da militari. Ma tanti, davvero tanti (e discretamente volgari nel parlare). Ogni tanto passa un gruppo di fedeli con un prete. E l’accostamente prete-militari mi suona agli occhi come un ossimoro.

IMG_1795 IMG_1794 IMG_1792

IMG_1796 IMG_1797

Nel frattempo i primi gruppi di fedeli arrivano. Un lungo fiume di persone che ordinatamente cammina verso la spianata (anche oggi ottima organizzazione). L’atmosfera è del tipo “giornata modiale della gioventù”.

IMG_1810 IMG_1812 IMG_1808

7.55 Arrivo al centro stampa. Mi riferisco che fino ad ora sono arrivate 15.000 persone.
Mi dànno anche la predica. Ora mi metto a leggerla per vedere se – essendo un raduno di giovani  - sarà un po’ meglio di quella di ieri

8.57 Ho fatto un giro tra i settori del pubblico che si stanno riempendo velocemente.
In fondo, oltre le transenne, i paria, quelli che non hanno il biglietto. Perché serve un biglietto col settore dove andare, e se non ce l’hai, col cavolo che entri.
Così in fondo sono rimasti – ad esempio – questo gruppo misto tedesco-messicano in arrivo dalla Germania

IMG_1833

o questo gruppo di studentesse americane

IMG_1835

9.00 Il Papa è arrivato a Stara Boleslav ed è andata alla Basilica di San Venceslao (che per inciso si festeggia oggi) a venerarne le reliquie.

Nel frattempo il gruppo di cattolici vietnamini in repubblica ceca, fa la sua processione tra i fedeli. Mi dicevano che sono 500 i vietnamini cattolici in questo paese, ma sono riusciti ad ottenere slo 60 biglietti. Sembra che il Papa sia più richiesto di Madonna.

IMG_1839

9.18 La predica parlerà della figura di San Venceslao, e sul suo siignificato al giorno d’oggi. Che vuol dire essere santi oggi? Il Papa richiamerà i numerosi potenti che nei millenni sembravano inattaccabili e che uno dopo l’altro sono caduti. Invita perciò i giovani a puntare non sulle cose di questa terra, ma – come fece San Veceslao – a ciò che verrà dopo.

Nel frattempo si provano i canti (selezione musicale una spanna meglio di ieri, musicisti compresi).

9.41 Il Papa è arrivato alla spianata dove ci sarà la messa. Ha fatto un giro della madonna tra la gente. Che a un certo punto è anche passato ai bordi del campo, là dove ci sono i cessi chimici. E la regia non è che sia stata un gran che… vedere sul maxischermo il papa con lo sfondo di cessi chimici, non è proprio il massimo.

Ora il Papa si sta parando e fra poco parte la messa.

9.56 Il Papa è arrivato sull’altare e la messa comincia. Cioè, c’ha messo un quarto d’ora per vestirsi, peggio di una donna

10.06 Inizia la Messa. Il Card Vlk saluta il Papa. Tra l’altro scopro che l’inno ceco una volta era l’inno di San Venceslao.

IMG_1875 IMG_1876

10.24 Il primo svenimento. L’ho detto che il Papa tira più di Madonna

IMG_1913 IMG_1914

10.28 E’ iniziata la predica. Mentre la messa è in latino (comprensibilmente), la predica è in italiano. Anche se suppongo  che oggi rai 1 non sia collegata in diretta. E allora, perché proprio in italiano? Be’ comunque c’è la traduzione ceca.

12.05 La messa è finita. Il Papa è scomparso, nel senso che è sceso dall’altare è salito in papamobile senza spararsi…. però poi mica hanno fatto vedere dove è andato (o forse è andato a sparasi)? Dicevano che sarebbe ripassato tra la gente, ma ormai la gente se ne sta andando… e quindi che fa, passa tra il nulla?

Quantomento, alla fine della messa ha fatto un discorsetto ai giovani, un po’ meno teologico della – tipica – predica.

Ripartenza per Praga

September 27th, 2009 by mattia | No Comments | Filed in brno, papa

Riparto fra poco per Praga. Prima di mettermi in viaggio però vi regalo anche qualche foto. E due chicche:

- ho parlato col Presidente della Repubblica Ceca Klaus, mi ha detto che gli è piaciuta la predica del Papa e ha confermato che condivide il suo pensiero. Sembra che almeno uno ha ascoltato la predica e l’ha capita.

(seguirà video)

- ho parlato col Card. Tarcisio Bertone. Ma questa è un’altra storia di cui parlerò più tardi.

Ma adesso qualche foto…

Preti e seminaristi in attento ascolto del Papa

September 27th, 2009 by mattia | 2 Comments | Filed in papa, preti, seminaristi

Come scrivevo nella diretta e nel commento, la predica del Papa è stata di una noia mortale. E voi mi dite: opinione tua.
Non solo. Durante la predica mi sono accorto che tanti preti e seminaristi se la dormiva alla grande.
E’ vero che alcuni giovani si erano fatti la notte in veglia. E’ vero che molti sono partiti la notte col pullman da ogni angolo della Repubblica Ceca e della Slovacchia per arrivare a Brno in tempo. Ma anche io stanotte ho dormito tre ore e mezza, ed ero lì pimpante.

Il punto è: se nemmeno preti e seminaristi ascoltano le parole del Papa, chi altro dovrebbe mai ascoltarle? Se non sono loro i primi ad essere euforici della presenza del Papa, perché dovrebbero esserlo gli altri?

Preciso che le immagini sono state fatte tutte durante la predica del Papa. Ho dei filmati (che posterò più tardi) che testimoniano come queste persone dormivano durante la predica!

Per penitenza, dieci ave  maria e soprattuto un’opera di carità a scelta, da effettuarsi tra le 23.00 e le 6.00.

La messa è finita, andate in pace

September 27th, 2009 by mattia | No Comments | Filed in papa, repubblica ceca

La messa è finita. I seminaristi non mi hanno picchiato, tranquilli. Sono tornato al centro stampa dove ho accesso a internet. Nella diretta (fatta col cellulare sul campo) ho aggiunto un po’ di foto.

E io mi immagino cosa sia rimasto a un non cristiano ceco di questa messa. Un sacco di persone vestite con strani vestiti che fanno delle cose.

Ma è utile alla chiesa ceca una cosa così? Certo, è utile alla Chiesa nel suo interno, perché frotte di preti, suore e seminaristi si ritrovano intorno al Papa, frotte di cattolici si riuniscono in massa e si sentono, una volta ogni tanto, un gruppo numeroso.

Ma ho dei forti dubbi che serva ad attirare nuova gente nella Chiesa. Perché tutto quello che è stato fatto oggi, tutti i gesti, le parole… tutto ha avuto una sua funzione per chi conosce il significato di quei gesti e di quelle parole. Per un non cristiano, tutto sarà probabilmente sembrato strano.

Probabilmente è utile vedere che tante persone, tutte assieme, credono in quelle cose che dice l’omino bianco, e se sono così tanti significa che non necessariamente sono malati mentali.

Ma se dovessi condensare in un messaggio il messaggio del Papa, non ne sarei capace. Nonostante abbia ricevuto il testo dell’omelia alle 6.30 del mattino. Nonostante l’abbia letta più volte. Sì, va bene, dice che la speranza è Dio, butta giù un po’ di citazioni bibliche, ma niente che arrivi e che resti al non cristiano distratto che guarda la TV. Sembra brutto dirlo così, ma non c’è nessuno slogan: è una pubblicità che non funziona.

Non mi piace accodarmi a quelli che per posizione standard criticano questo Papa, e dicono che il precedente era migliore. Ma è un dato di fatto che Benedetto XVI non buchi. I discorsi non arrivano. Giovanni Paolo II usava gli slogan, sceglieva parole semplici, messaggi chiari. Benedetto XVI gioca a fare l’ermetista.

Quando lo ascolto mi sembra di guarda i vecchi dibattiti politici degli anni 70 quando i politici parlavano aulico. E la gente non capiva. Poi negli anni 90 i politici hanno iniziato a parlare come la gente, e la gente ha iniziato a capirli (che poi continuino a fare cazzate è un altro paio di maniche).

Benedetto è carente, non si fa capire, non scegli messaggi chiari.
Temo quindi che non ci sarà un solo ateo che si convertirà per la sua venuta da queste parti.

il papa a brno – giorno 2

September 27th, 2009 by mattia | 1 Comment | Filed in brno, papa, repubblica ceca

Sono arrivato all’aeroporto dove ci sarà la messa alle 10.

IMG_1517 IMG_1521

Organizzazione finora perfetta: una marea di pullman che dal centro portano qui alla messa.

IMG_1503 IMG_1501

IMG_1511

Tanti addetti a dare informazioni ovunque. Ad ogni fermata c’erano due volontari con pettorina gialla che dirigevano la gente.

IMG_1515

8.21 niente immagini purtroppo. Ho un problema di connessione internet. Quindi posto col telefono. Subito dopo la messa torno al centro stampa e posto tutte le foto.

IMG_1529 IMG_1534

IMG_1536

8.26 tanta gente. Lo spiazzo è già quasi pieno. Tante bandiere slovacche, meno ceche. Si ha la sensazione di essere in una terra di transizione. Qualche bandiera polacca. E una australiana.

IMG_1537 IMG_1543

IMG_1545 IMG_1554

8.45 la messa sarà in latino. Stanno insegnando ora alla gente come rispondere in latino (latino con pronuncia ceca, tipo christus vinzit!).

8.50 la predica parlerà della speranza. Che dice il papa è dio. Posso dire che sarà una predica discretamente pallosa e sicuramente non adatta a una messa di massa

8.54 è arrivato l’aereo col presidente della repubblica Klaus.

IMG_1553

9.23 è arrivato l’aereo col papa. Areo di stato ceco.

IMG_1589 IMG_1598

Sono vicino al percoso papale. Scatta l’operazione ‘Papa, sorry 4 papi’. Aguzzate le orecchie!

10.03 ritardo. Il papa sta uscendo ora.

IMG_1630 IMG_1625

IMG_1623

10.14 Inizia la messa. Il papa da vicino mi è sembrato estremamente affaticato.

IMG_1632 IMG_1640

IMG_1639 IMG_1634

10.24 almeno la predica sarà in italiano.

10.54 come previsto: la predica è talmente pallosa che preti e seminaristi se la dormono alla grande.

11.01 i seminaristi si sono accorti che li riprendevo mentre dormivano. Mi guardano male… Temo per la mia incolumità. Mi assaliranno a colpi di turibolo?

Da Brno… resoconto prima giornata

September 27th, 2009 by mattia | No Comments | Filed in brno, burcak, papa, repubblica ceca, tancovat, zabava

E sono arrivato a Brno. Oddio, ci sono arrivato alle sette e mezza. Ma ho passato la serata in una festa paesana, a ballare la polka, e bere il vino novello.

IMG_1475 IMG_1482

Il viaggio è filato liscio come l’olio, nessun problema in autostrada. Autostrada che però domani sarà chiusa: ho sentito dire che la useranno come posteggio per i pullman, visto più di duemila autobus.

Ma Brno come accoglie il Papa?

Passeggiando per il centro ho visto solo due finestre con le bandierine papali, per il resto sembra che la visita del Papa non cambi minimamente le abitudini di un tranquillo sabato sera a Brno.
Un po’ di freddezza? Forse, e non so quanto sia immeritata.

IMG_1471IMG_1496

Infatti io avevo programmato di arrivare a Brno verso le nove e mezza. Se sono arrivato molto prima è perché non ho potuto assistere ai vespri nella cattedrale di san Vito a Praga. Sono arrivato al castello (all’interno del quale c’è la cattedrale), ma era tutto sbarrato. Impossibile entrare.

IMG_1468 IMG_1470

Nel pomeriggio c’erano diversi incontri con politici, diplomatici … ma i vespri erano un momento religioso che da programma era per “sacerdoti, religiosi, religiose, seminaristi e movimenti laicali”. E io pensavo che un laico potesse entrare in cattedrale e pregare col Papa. No, bisognava essere raccomandati.

Poco male, il problema è che se guardi bene il programma ti chiedi: un praghese qualunque, quando avrebbe potutto incontrare oggi il Papa? Mai. All’aeroporto c’era la “piccola folla” (come è stata definita dai giornali) opportunamente selezionata, e controllata – nome per nome – all’ingresso. Il praghese comune col cavolo che  incontrava il Papa in aeroporto.
Dall’aeroporto è poi andato al Bambin Gesù di Praga: scende dalla macchina, entra in chiesa, esce di chiesa, rientra in macchina e sale al castello.
Al massimo potevi vederlo di sfuggita mentre saltava in macchina.
E poi si è barricato al castello con gli ospiti selezionati.

Fisicamente sarebbe stato impossibile per un praghese non raccomandato incontrare, o soltanto vedere di sfuggita il Papa.

E allora mi viene da pensare che questa freddezza sia giustificata, perché tutto sommato il Papa di suo non ha fatto nulla per avvicinarsi alla gente: e allora perché la gente dovrebbe avvicinarsi a lui?

P.S.: la sicurezza non c’entra una mazza. Per Obama i sistemi di sicurezza erano 100 volte più altri. Quindi presumo i pericoli legati alla sicurezza siano davvero piccoli

Domani Messa qui a Brno….. buona notte!

I protestanti

September 26th, 2009 by mattia | 1 Comment | Filed in papa, repubblica ceca

Non nel senso religioso, ma nel senso che potestavano, fuori dall’aeroporto.
In realtà non protestavano neanche, erano solo un gruppo di allegri giovani, appartenenti a diverse chiese (cattolici, evangelici…) che distribuivano un libricino su Gesù a coloro che uscivano dall’aeroporto dopo l’incontro col Papa (lo davano a tutti, sia i partecipanti che ai giornalisti).

Il vero protestante, era uno solo (e sempre molto discreto). Era un cattolico che chiedeva al Papa di non essere troppo tradizionalista: “Non vogliamo che si torni a prima del concilio”.

E in fatti riportava questa frase su un lato del suo cartello. Sull’altro c’era scritto “Non solo i lefevriani devo essere riconciliati”.
Nessun urlo o schiamazzo: un cartello scritto a pennarello e un sorriso sulle labbra.

IMG_1436 IMG_1437 IMG_1438

IMG_1433 IMG_1440 IMG_1431

Discorso del Papa e di Klaus

September 26th, 2009 by mattia | No Comments | Filed in klaus, papa, politica, praga, repubblica ceca

Ecco il discorso del Papa

Scaricabile qui.

Ecco il discorso di Klaus:

Scaricabile qui.

Le scarpe del papa

September 26th, 2009 by mattia | 2 Comments | Filed in klaus, papa, praga, repubblica ceca

Il papa è arrivato. Klaus ha fatto il suo discorso in un buon inglese.

Anche il papa ha fatto il suo discorso, anche lui in inglese… ma con un’orribile pronuncia.

E poi ho visto le scarpe del Papa, che onestamente più di 50 euro non li spenderei per quelle scarpe, altro che Prada.

IMG_1399 IMG_1420

Ora scappo al bambin Gesù, a dopo!

Aggiornamento:

Ecco le scarpe del Papa. Che poi mi hanno detto che non sono nemmeno di Prada, ma è un artigiano brianzolo che fa le scarpe al Papa (no, non che vuole destituirlo e fare lui il Papa). Però a guardarle così mi sembrano davvero roba da poco. Mah…

papa1

Altre Foto in ordine sparso:

I poliziotti cechi che vigilano sulla nostra sicurezza dalla tettoia dell’aeroporto. Si vede come vigilano… fanno le foto ricordo!!!

IMG_1383 IMG_1378

I Vestiti tipici, una delle cose di cui non ho mai capito il senso. Perché sono uguali ovunque, e perché – diciamocelo – un ceco mica va in giro conciato così.

IMG_1363 IMG_1362 IMG_1397

Il Logo del Papa sull’aereo Alitalia

IMG_1396

Le suorine eccitate….

IMG_1424

Eccolo!

IMG_1403

La flotta alitalia

IMG_1406

IMG_1419 IMG_1418 IMG_1415 IMG_1414