Archive for the ‘brno’ Category

Quiz moravo

January 2nd, 2013 by mattia | 9 Comments | Filed in brno, repubblica ceca

Entro nel rettorato di una università a Brno e sul pavimento dell’ingresso principale trovo scritto “SALVE”.

Perché?

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La soluzione

Come molti avevano intuito, quel salve è latino. Il rettorato dell’Università Tecnica di Brno infatti trova spazio in un ex convento.
Convento che al tempo del comunismo fu confiscato, come facevano spesso anche con le chiese (trasformate in depositi e granai).
Alla fine del comunismo poi lo volevano ridare ai monaci ma quelli ormai erano rimasti in pochi e ànno rinunciato visto che non gli serviva una struttura così grande.

La cosa interessante è che l’ànno trasformato creando una soluzione architettonica secondo me molto interessante: ànno creato una struttura in metallo e vetro tra gli edifici in modo che quello che una volta era il cortile del convento è diventato una sorta di piazzetta interna. Il vetro fa passare molta luce, e il pavimento – da interno – crea una sensazione che ti lascia sospeso tra lo spazio esterno e interno.

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Maneggiare con cura

October 15th, 2009 by mattia | 7 Comments | Filed in bottiglia, brno, burcak, esplosione, praga, repubblica ceca

ESPLOSIONEQui in Repubblica Ceca, quando arriva Settembre si beve il mosto, in ceco “burcak”.

Dalla sagra del vino, fino alla sciura col carrettino all’angolo della via, si trova ovunque il burcak. Distribuito in bicchieri o in bottiglie di plastica, come quelle per la minerale.

Così tu vai, ti compri la bottiglia di burcak, ne bevi un po’ con gli amici e poi magari te ne rimane un po’ da portare a casa.

E capita anche che poi te lo dimentichi sulla credenza. Ma lui non si dimentica di te, e continua a fermentare…

Non ho mai studiato bene come funziona il discorso della fermentazione, ma sembra che ci sia un aumento di volume. E bello forte, visto che ha fatto scoppiare la bottiglia di burcak che avevo sulla credenza (smedandomi mezza casa).

Però non è tutta colpa mia: potevano mettere un’etichetta sulla bottiglia con scritto “Pericolo di esplosione, maneggiare con cura”.

Secondo me c’è anche qualche legge che lo impone.

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Aggiornamento:

Sembra che non sia il solo a sperimentare questi effetti del burcak

Esperimento giornalistico

October 5th, 2009 by mattia | 4 Comments | Filed in brno, chiesa, fotografi, giornalismo, papa, repubblica ceca

Lo scorso fine settimana ho seguito, per queste pagine, la visita dal papa in Repubblica Ceca. Avevo promesso che sarebbe stato un esperimento tecnico-giornalistico. Ed ora sono qua a raccontarvi dei risultati.

Le riflessioni da fare sono raggruppabili in due temi, uno tecnico e l’altro più espressamente giornalistico.

Riflessioni tecniche.
Ho provato a raccontare un grande evento con mezzi a portata di chiunque: un netbook, una macchina fotografica, una videocamera e un cellulare. Sicuramente una macchina fotografica di qualità migliore avrebbe dato risultati migliori. Ma la sostanza cambia di poco: Lunedì mi trovavo in un campo di Stara Boleslav, circondato dalla campagna e sono riuscito a trasmettere su internet in tempo reale immagini e commenti di quello che stava succedendo in quello sperduto paesino.
Immagini e contenuti che potevano essere visti su questo sito da tutto il mondo. Poi lascia perdere che il mio sito le guardano quattro gatti: tecnicamente non è niente di dissimile da quello che poteva fare un giornalista di Repubblica. Internet è uno strumento paurosamente potente che consente davvero la libertà di informare. A chiunque abbia poche decine di euro per aprirsi un sito.
Dal punto di vista tecnico mi sono reso conto di alcune regole base, che non conosci finché non vivi l’esperienza.

Prima regola:
Mai fidarsi della connessione internet che ti promettono gli uffici stampa, mai! Perché solitamente è scadente e talvolta nemmeno te la danno. Ho visto come molti giornalisti (tedeschi, francesi…) si fossero attrezzati con dispositivi di accesso UMTS, in modo da avere una  connessione internet  indipendente, ovunque ci sia una rete cellulare (quasi ovunque).

Seconda regola:
Avere sempre una soluzione di backup. Come quando mi sono trovato senza connessione a Brno: ho fatto il microblogging col cellulare. Non mi  è costato niente (ho una tariffa flat per internet sul cellulare), ed è stato tremendamente scomodo, ma ho potuto scrivere sul mio sito anche se non potevo accedere col pc.

Terza regola
Provare tutto prima. Perché se fossi stato più furbo avrei studiato come impostare il pc per connettersi a internet tramite il cellulare connesso via bluetooth. Si può fare, ma non lo puoi improvvisare dal nulla.

Quarta regola
Imposta il sistema per essere veloce sulle applicazioni che ti servono. Aspettare dei secondi preziosi perché il pc è lento nell’editing di un post o nel caricare le immagini è odioso. Immette nervosismo e complica terribilmente il lavoro. Sì, anche per pochi secondi..

Considerazioni giornalistiche

Devo ammettere che è stata un’esperienza particolare, perché mi ha fatto vedere da vicino come (non) funziona il mondo giornalistico. Di giornalisti infatti se ne sono visti pochi durante questa visita. Certo, c’erano quelli della televisione o della radio, che dovevano fare il collegamento in diretta. Ma al di fuori di questa mezza dozzina di persone non c’era quasi nessuno. Pochissimi inviati dei giornali e dei siti di notizie. Eppure sui giornali potevi leggere gli articoli su questo evento: come facevano a scriverli, se non erano sul posto?
Mi sono reso conto che gran parte del giornalismo dal quale ci informiamo è fatto dietro la scrivania, e non sul campo. È fatto leggendo i dispacci di agenzie, i comunicati stampa, guardando le immagini dei circuiti iternazionali: tutte attività che puoi fare dalla tua scrivania nella redazione di Milano o di New York, senza necessità di andare a Brno. E in effetti all’inizio di questa visita papale in Rep. Ceca mi sono domandato: che senso ha essere qui, all’aeroporto, a sentire quello che dice il Papa o Klaus di persona, a 15 metri di distanza? Avrei potuto ascoltarlo alla televisione, su CT24, e l’informazione che avrei ottenuto sarebbe stata la stessa. Anzi, sarei stato anche più veloce a diffonderla su internet, avendo una connessione cablata anziché una traballante connessione mobile.
E che senso ha essere sul posto, se devi fare la cronaca di una Messa. Tutto sommato una messa è sempre una messa: ci sono le letture, l’offertorio, la comunione… Le uniche notizie potrebbero venire dalla predica, ma quella l’ufficio stampa te la fornisce alle sei del mattino.
E allora che senso ha essere presente come giornalista sul campo, se tutto quello che devi scrivere lo puoi ottenere comodamente in ufficio?

In realtà c’è un senso, ed è molto importante, anche per la libertà di informazione di cui si parla molto di questi tempi. Fare giornalismo dalla scrivania, significa raccontare gli eventi col filtro. Un filtro che ti viene dalle fonti primari da cui prendi le notizie.
Un esempio concreto: dopo la Messa a Brno, stavo scrivendo i miei articoli nel centro stampa, ed ero al fianco di alcuni fotografi di una importante agenzia internzionale. Stavano mandando le foto in redazione via internet. Durante questa operazione commentavano le foto e si chiedevano consigli sulle didascalie da inserire (mi è capitato pure di fargli lo spelling di suora, in inglese…). Ovviamente non caricavano tutte le foto, ma solo quelle più significative. Uno di questi fotografi si interrogava se fosse il caso di caricare o scartare una foto con uno striscione provocativo di alcuni tedeschi (che consideravano i sudeti come territorio germanico e non ceco). Dopo qualche minuti di discussione l’ha caricata: ma se non l’avesse fatto?
Se avesse scartato quella foto, nessuno, nelle redazioni dei giornali di tutto il mondo, avrebbe saputo della provocazione di questo gruppo tedesco alla messa del Papa a Brno. E la decisione di far passare questa notizia o meno, è demandata a un fotografo e a come si sente in quei cinque minuti. Assurdo.

Essere sul campo per un giornalista è fondamentale, perché consente di vedere la vera essenza dell’evento. Consente di vedere anche quelle cose che dai canali di informazione ufficiale non arrivano, e non necessariamente per censura, ma soltanto per necessità editoriale.

Alla TV faranno vedere il Papa che scende dalla scaletta e pronuncia il discorso. E questo è ciò che un giornalista può vedere da dietro la scrivania. Quello che però non può vedere sono i ragazzi con i cartelli contro il tradizionalismo del Papa che dimostravano fuori dal terminal.
Quelle sono immagini che non mostrano alla TV, sono foto che forse ti arrivano e forse no, a seconda di come gli gira al fotografo.
Ma sono dettagli importanti, sono il succo dell’evento, la cui fredda cronaca altrimenti, si potrebbe scrivere ancora prima che l’aereo decolli (tutti i discorsi sono preparati, tutto si svolge secondo il programma…).
Essere sul campo ti consente di vedere che anche i preti dormono alla predica del Papa. Probabilmente la regia televisiva ti mostra i bambini con le bandierine. Essere sul campo ti consente di vedere e riportare queste immagini irriverenti, che nascondono però un elemento importante: il Papa fa addormentare, non ha carisma.
Dalla scrivania non potrai mai accorgerti di quanto i sistemi organizzativi separino il personaggio dal popolo non raccomandato. Solo dalle strade puoi capire l’atmosfera del luogo e come la gente sente l’evento.

Potrei continuare a lungo con gli esempi, ma la sostanza è questa: il giornalismo di qualità si fa uscendo dalle redazioni e andando sul campo. Perché fare la parafrasi dei discorsi ufficiali, citando qualche dato sulle presenze, rilasciato dagli uffici stampa non  giornalismo, ma esercizio di riscrittura.

Putroppo mi sono accorto che per questo evento, la copertura dei media è stata fatta da dietro la scrivania, e non sul campo (essendo quasi totalmente circondato da fotografi piuttosto che da giornalisti).

E questo la dice lunga sulla qualità dell’informazione a cui abbiamo accesso: un’informazione che spesso deriva da comunicati stampa riscritti o informazioni di seconda mano raccolte dai circuiti internazionali, a cui è demandata la pesantissima responsabilità del filtro iniziale.

Certo, mandare una persona sul campo è più complicato che tenerla in redazione, soprattutto in questi tempi in cui la gente pretende le notizie gratuite dai giornali on line, mentre nessuno si spreca a pagare un euro di giornale.

Ma se si vuole fare informazione di qualità, temo non ci sia alternativa: il giornalista deve andare sul campo.

Ripartenza per Praga

September 27th, 2009 by mattia | Comments Off | Filed in brno, papa

Riparto fra poco per Praga. Prima di mettermi in viaggio però vi regalo anche qualche foto. E due chicche:

- ho parlato col Presidente della Repubblica Ceca Klaus, mi ha detto che gli è piaciuta la predica del Papa e ha confermato che condivide il suo pensiero. Sembra che almeno uno ha ascoltato la predica e l’ha capita.

(seguirà video)

- ho parlato col Card. Tarcisio Bertone. Ma questa è un’altra storia di cui parlerò più tardi.

Ma adesso qualche foto…

I seminaristi fanno gioppino sull’altare

September 27th, 2009 by mattia | Comments Off | Filed in brno, gioppino, seminaristi

Detto così sembra la rampogna di una vecchia perpetua che corre petulante dal curato a lamentarsi. Invece è quello che è successo alla fine della Messa. Partito il Papa, i seminaristi sono saliti sull’altare a fare le foto ricordo, con un comprensibilissimo attacco di feticismo (sembra che la più gettonata sia la foto vicino alla sedia del Papa. Non con il pollice alzato come Fonzie, ma poco ci manca.

il papa a brno – giorno 2

September 27th, 2009 by mattia | 1 Comment | Filed in brno, papa, repubblica ceca

Sono arrivato all’aeroporto dove ci sarà la messa alle 10.

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Organizzazione finora perfetta: una marea di pullman che dal centro portano qui alla messa.

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Tanti addetti a dare informazioni ovunque. Ad ogni fermata c’erano due volontari con pettorina gialla che dirigevano la gente.

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8.21 niente immagini purtroppo. Ho un problema di connessione internet. Quindi posto col telefono. Subito dopo la messa torno al centro stampa e posto tutte le foto.

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8.26 tanta gente. Lo spiazzo è già quasi pieno. Tante bandiere slovacche, meno ceche. Si ha la sensazione di essere in una terra di transizione. Qualche bandiera polacca. E una australiana.

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8.45 la messa sarà in latino. Stanno insegnando ora alla gente come rispondere in latino (latino con pronuncia ceca, tipo christus vinzit!).

8.50 la predica parlerà della speranza. Che dice il papa è dio. Posso dire che sarà una predica discretamente pallosa e sicuramente non adatta a una messa di massa

8.54 è arrivato l’aereo col presidente della repubblica Klaus.

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9.23 è arrivato l’aereo col papa. Areo di stato ceco.

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Sono vicino al percoso papale. Scatta l’operazione ‘Papa, sorry 4 papi’. Aguzzate le orecchie!

10.03 ritardo. Il papa sta uscendo ora.

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10.14 Inizia la messa. Il papa da vicino mi è sembrato estremamente affaticato.

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10.24 almeno la predica sarà in italiano.

10.54 come previsto: la predica è talmente pallosa che preti e seminaristi se la dormono alla grande.

11.01 i seminaristi si sono accorti che li riprendevo mentre dormivano. Mi guardano male… Temo per la mia incolumità. Mi assaliranno a colpi di turibolo?

Da Brno… resoconto prima giornata

September 27th, 2009 by mattia | Comments Off | Filed in brno, burcak, papa, repubblica ceca, tancovat, zabava

E sono arrivato a Brno. Oddio, ci sono arrivato alle sette e mezza. Ma ho passato la serata in una festa paesana, a ballare la polka, e bere il vino novello.

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Il viaggio è filato liscio come l’olio, nessun problema in autostrada. Autostrada che però domani sarà chiusa: ho sentito dire che la useranno come posteggio per i pullman, visto più di duemila autobus.

Ma Brno come accoglie il Papa?

Passeggiando per il centro ho visto solo due finestre con le bandierine papali, per il resto sembra che la visita del Papa non cambi minimamente le abitudini di un tranquillo sabato sera a Brno.
Un po’ di freddezza? Forse, e non so quanto sia immeritata.

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Infatti io avevo programmato di arrivare a Brno verso le nove e mezza. Se sono arrivato molto prima è perché non ho potuto assistere ai vespri nella cattedrale di san Vito a Praga. Sono arrivato al castello (all’interno del quale c’è la cattedrale), ma era tutto sbarrato. Impossibile entrare.

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Nel pomeriggio c’erano diversi incontri con politici, diplomatici … ma i vespri erano un momento religioso che da programma era per “sacerdoti, religiosi, religiose, seminaristi e movimenti laicali”. E io pensavo che un laico potesse entrare in cattedrale e pregare col Papa. No, bisognava essere raccomandati.

Poco male, il problema è che se guardi bene il programma ti chiedi: un praghese qualunque, quando avrebbe potutto incontrare oggi il Papa? Mai. All’aeroporto c’era la “piccola folla” (come è stata definita dai giornali) opportunamente selezionata, e controllata – nome per nome – all’ingresso. Il praghese comune col cavolo che  incontrava il Papa in aeroporto.
Dall’aeroporto è poi andato al Bambin Gesù di Praga: scende dalla macchina, entra in chiesa, esce di chiesa, rientra in macchina e sale al castello.
Al massimo potevi vederlo di sfuggita mentre saltava in macchina.
E poi si è barricato al castello con gli ospiti selezionati.

Fisicamente sarebbe stato impossibile per un praghese non raccomandato incontrare, o soltanto vedere di sfuggita il Papa.

E allora mi viene da pensare che questa freddezza sia giustificata, perché tutto sommato il Papa di suo non ha fatto nulla per avvicinarsi alla gente: e allora perché la gente dovrebbe avvicinarsi a lui?

P.S.: la sicurezza non c’entra una mazza. Per Obama i sistemi di sicurezza erano 100 volte più altri. Quindi presumo i pericoli legati alla sicurezza siano davvero piccoli

Domani Messa qui a Brno….. buona notte!

Il Papa viene a Praga

September 24th, 2009 by mattia | Comments Off | Filed in brno, papa, praga, repubblica ceca, stara boleslav

PopeHitlerYouthv1Mi sono dimenticato di segnalare che il Papa viene in Repubblica Ceca questo week end. Week end lungo, perché si fa Sabato, Domenica e pure Lunedì (che qui è festa nazionale perché è san Venceslao).
In Realtà a Praga fa poco, il più sarà a Brno e Stara Bloeslav.

Il programma è qui .

Io ci sarò, con telecamera alla mano, è cercherò qualcuno con uno striscione “Papi, sorry Berluporcellone”.

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