Archive for the ‘chicche’ Category

Come fare un Cron Job che lancia un processo se non è già attivo

July 28th, 2017 by mattia | 5 Comments | Filed in chicche
Per qualche tempo ho tribolato per trovare una soluzione a un problema apparentemente semplice. Sul mio serverino ho un programma python che deve andare in continuazione. Volevo dunque fare un Cron Job che periodicamente controllasse se il processo era attivo e nel caso contrario lo lanciasse.

Finalmente ho trovato la soluzione. Ho fatto un file di shell (reso poi eseguibile) fatto così
#!/bin/bash

if ! pgrep -f 'nomedelprogramma.py'
then
nohup python /usr/lib/blablabla/nomedelprogramma.py
fi

Poi ho creato un Cron Job che lancia proprio questo file di shell ogni minuto.

La cosa funziona. Ho provato più volte a interrompere il processo a mano e dopo lo scoccare del minuto ripartiva. Parimenti non avvia lo script python più volte, se è già attivo non fa niente.

Ok, funziona, ma mi sembra troppo semplice.
C'è qualcuno tra di voi che è esperto di queste cose (io sono proprio fuori dal mio ambito) che mi spiega se c'è qualche trappola che non vedo.

Ah, già che ci siete, mi spiegate come faccio per evitare che ad ogni Cron Job mi faccia il log del risultato? [altrimenti dopo qualche giorno il log diventa enorme]

Grazie

Mischiare ceco e spagnolo

May 31st, 2017 by mattia | 4 Comments | Filed in chicche
Il problema di mischiare le lingue. A chi non è capitato? Con conseguenza delle volte imbarazzanti.

Oggi ad esempio ho mischiato ceco e spagnolo (che non parlo). Ah, scusate, forse dovevo precisare che sono a Madrid in questi giorni, mica che mi metto a parlare spagnolo per i cazzi miei a Praga.

Mensa universitaria, ordino il pranzo. Tra il menù scelgo l'ensalada de pollo.

Per qualche motivo ho usato la parola pollo come se fosse una parola neutra ceca per via della finale in -o, un po' come město. E siccome l'insalata era di pollo dovevo usare il genitivo. No, non in spagnolo, ma ormai stavo mischiando tutto nella mia mente.
Ora, come si fa il genitivo di un nome neutro in ceco? La -o finale diventa -a. Come město, města.

Così ho chiesto una ensalada de polla. Quando il cameriere mi ha guardato male mi sono ricordato del significato della parola polla in spagnolo.

Roba da sprofondare.

Pillole di basso moravo

April 2nd, 2017 by mattia | 8 Comments | Filed in chicche, repubblica ceca
L'altro giorno ho scoperto che in basso moravo il mais si chiama turkyn.
L'ho scoperto perché ho messo giù qualche pianta di mais per farmi una polenta con farina macinata al volo (da quanto leggo in giro viene molto meglio).

E raccontandolo al vicino ho usato la parola kukurice, mais in ceco appunto. Egli mi ha corretto dicendo che lì di dice turkyn. Grano turco, anche qua.

Per una volta non farò fatica a ricordarmi una parola

Il flop dell’USB 2.0

March 30th, 2017 by mattia | 10 Comments | Filed in chicche
Riordinando le mie vecchie cose che ho portato a Praga ho trovato diversi numeri di vecchie riviste di informatica. Facendoli passare velocemente mi è caduto l'occhio sul numero di Settembre 2001 di PC WORLD. In copertina il titolo: Da RAMBUS a USB 2: le tecnologie che hanno fatto flop.

USB 2.0, un flop. Talmente flop che se compri un disco fisso esterno oggi ti trovi su l'USB 3.0

Nell'articolo dicono che dopo ben due anni dall'introduzione dell'USB 2.0 le periferiche che la supportano si contano sulle dita di una mano. Perché costa troppo, e a quel punto meglio tenersi l'USB1.1 e magari aggiungere un Ilink (che suppongo sia il nome dell'epoca del FireWire).
Infatti lo vedete no? che tutti i nostri calcolatori ora si connettono alle periferiche via FireWire.
Comunque, nel 2002, prima o poi USB 2.0 comincerà a diffondersi, anche se non riuscirà più a diventare l'interfaccia universale a cui Intel puntava.

A questo punto mi viene da pensare che fare previsioni tecnologiche sia persino più difficile di prevedere come voteranno gli italiani a un referendum costituzionale.

Molteno sudafricano

July 24th, 2016 by mattia | 15 Comments | Filed in chicche
Qualche tempo fa gugol ha iniziato a fornire questo servizio per cui quando digiti qualcosa di semplice ti dà direttamente una scheda coi risultati principali, così non devi cliccare su nessun link.

Tipo, digiti "Lucio Battisti" e ti esce questa scheda:

Screen Shot 2016-07-24 at 22.14.03

Se vi chiedete perché è in tedesco la risposta è semplice: sono connesso dal treno, e per quanto il treno sia delle ferrovie ceche e siamo in territorio ceco risulto connesso alla rete tedesca (è un treno che fa la tratta Praga-Vienna).
Quindi tutto mi viene proposto in tedesco in automatico.

Non so quindi se funziona anche con le altre versioni di gugol, ma secondo il gugol tedesco Battisti è seppellito al cimitero civico di Molteno, in Sudafrica.

In Sudafrica?

No, Battisti non è seppellito in Sudafrica, ma a Molteno in Brianza. Scopro però che esiste un Molteno che davvero sta in Sudafrica. Io ho sempre pensato che gugol creasse queste schede scandagliano uichipidia e copiando alla grande, ma evidentemente non è così. Ha un algoritmo che cerca informazioni e le collega tra loro, facendo degli strafalcioni come questo.
Se si fossero limitati a "scopiazzare" uichipidia avrebbero trovato il luogo di sepoltura nella versione inglese della pagina di Battisti, che alla voce "Molteno" linka il Molteno giusto.
Invece, è probabile che gugol abbia trovato che il luogo di sepoltura è Molteno e poi abbia guglato Molteno dentro di sé trovando come primo risultato il Molteno sbagliato. Magari perché la macchina che fa queste operazioni si trova in Sudafrica :)

Ad ogni buon conto, sono andato a indagare sul motivo perché in Sudafrica c'è un comune che si chiama Molteno (che effettivamente non è che abbia dato al mondo molto, oltre a qualche mio antenato).
Ho scoperto così che fu chiamato Molteno da tale John Charles Molteno, un tizio inglese che ha fatto il primo ministro della colonia del Capo dal 1872 al 1878.
A sua volta si chiamava Molteno per la sua famiglia era emigrata a Londra due generazioni prima da Milano. A sua volta sembra che il cognome Molteno derivi proprio dal fatto che questa famiglia milanese era originaria di Molteno, quello in Brianza.

E niente, in una botta sola ho scoperto un baco di gugol e una storia fantastica di come la Brianza domina il mondo.

Ora resta da capire: se guglate "Molteno" dalla vostra versione di gugol quale Molteno dei due esce?
(esclusi quelli in italia, ovviamente, a cui presumo esca il Molteno brianzolo)

 

Come lo chiamiamo?

July 21st, 2016 by mattia | 13 Comments | Filed in chicche, giappone, riflessioni
Ogni tanto mi viene da riflettere su quanto sia discriminatorio il mondo dei domini internet.

Per paesi come l'italia non c'è problema, è .it e amen. Per paesi come la Finlandia però è .fi; ma Finlandia in finlandese si dice Suomi. Perché allora non hanno fatto il dominio .su? Forse perché è il dominio dell'ex Unione Sovietica (.su= soviet union). Ma siamo sempre lì, se invece di darle un dominio dal nome inglese le avessere dato il dominio .ss (da SSSR) .su sarebbe stato disponibile per la Finlandia.
Lo stesso per la Grecia che è .gr e non .el, o per l'Ungheria che è .hu anziché .ma o .mg. Ungheria la chiamiamo noi, ma loro si chiamano magiari.

Non è per tutti così, non sempre si prende il nome inglese. La Germania non ha il dominio .ge, ma .de. Perché loro sì e i finlandesi, i greci e i magiari no? Solo perché la Germania è più forte? Mica vero, anche la Crozia ha il dominio .hr (dal nome locale Hrvatska) e non .cr (dall'inglese Croatia). Anche la Svizzera ha il dominio secondo il nome locale .ch e non .sw dall'inglese.
Ma il giappone no, benché sia un paese un po' più grande della Croazia ha il dominio .jp e non il dominio .ni o .nh (dal nome locale nihon).
E sta bene, .ni è già stato dato al Nicaragua, ma allora perché non dare al giappone .nh?

Spiegatemi, uno è tenuto a sapere che in tedesco Germania si dice Deutschland ma non che giappone in giapponese si dice nihon?

Ho provato a chiedere a qualche contatto giapponese se questa cosa li disturbasse ma sembra che non ci badino. Almeno, quelli a cui ho chiesto.
Ho però scoperto che il nome nihon sarà (molto probabilmente) usato per qualcosa di più importante.

Nel 2004 un gruppo di ricerca del RIKEN (istituto di ricerca giapponese) ha scoperto l'elemento chimico dal numero atomico 113. Per un po' la scoperta è stata contesa con un gruppo di ricerca russo che diceva di averlo scoperto per primo ma alla fine l'Unione internazionale di chimica pura e applicata (IUPAC) lo scorso dicembre ha deciso di dare la priorità della scoperta ai giapponesi che hanno dato prove più concrete di averlo scoperto sperimentalmente.
Per adesso l'hanno chiamato Ununtrium, però i giapponesi hanno voluto mettere il loro nome all'elemento e hanno chiesto che venga chiamato nihonium, da nihon ossia giappone in giapponese, a cui hanno aggiunto il classico suffisso -ium degli elementi chimici.
Più o meno come il Francio (Francium) è stato chiamato così dalla Francia, il Dubnio (Dubnium) dalla città di Dubna o il Californio (Californium) dalla California. Ma anche il Germanium, il Gallium, il Polonium, lo Scandium...

La decisione sul nome verrà presa il prossimo novembre; a quel punto sapremo se si chiamerà davvero Nihonium.
Se così fosse si aprirà una nuova domanda: come lo chiameremo in italiano? Nihonio (come abbiamo fatto per il Francium diventato Francio) oppure Giapponio?

A naso Giapponio mi suona meglio di Nihonio. Ma se loro vogliono che prenda il nome da nihon...
Ad ogni buon conto, il simbolo sarebbe Nh.
Senza il punto davanti però.

Voi cosa preferite?

Ma non preoccupatevi, difficilmente comprerete un chilo di Nihonio (o Giapponio) dal droghiere. È più probabile che vi troviate a scrivere .ni in un url del Nicaragua.

 

 

Il tempo

July 12th, 2016 by mattia | 3 Comments | Filed in chicche
Sono arrivato a Torino.
Ieri sono stato in visita all'INRIM dove sono stati così gentili da mostrare a me e alcuni colleghi i loro strumenti per fare MOKE e MFM. Un'ora e mezza molto istruttiva.

L'ingresso è stato però un po' complicato, abbiamo dovuto lasciare i documenti d'identità... poi eravamo più del previsto è il guardiano è andato in paranoia e ha preteso un altro modulo.
Entrando ho chiesto se queste procedure erano dovute al fatto che avevano apparecchiature di interesse nazionale. Non dico reattori nucleari o apparecchiature per gestire missili automatici che farebbero partire una guerra mondiale... però....

  • aspetta, qui mica avete il riferimento del tempo per tutta italia?

  • sì, è in quella palazzina là.


mi sono tremate le mani.
Il tempo campione d'italia, l'orologio atomico a cui tutta italia fa riferimento. Quel tempo che viene mandato tramite linee telefoniche o segnale RAI tramite il segnale orario per la sincronizzazione in tutto il paese.

Era lì, a pochi metri da me.

Emozione pura.

 

Modi per risparmiare

June 20th, 2016 by mattia | Comments Off on Modi per risparmiare | Filed in chicche, praga, repubblica ceca
Uno dei modi più efficienti per risparmiare denari su arredamento ed elettrodomestici è aspettare la fine dell'anno accademico in una città con delle università dotate di dormitori.

Quando finisce il semestre gli studenti che lasciano la città si sbarazzano di molte cose a prezzi molto concorrenziali.
Una su tutte, i frigoriferi. Ma anche pezzi di arredamento, utensili da cucina...

Io ad esempio ho comprato un frigorifero zanussi di taglia media (50 cm x 50 cm x 84 cm) con cella frigorifera a 800 corone (30 euro) da due studentesse coreane che erano state qua un semestre e ora se ne tornavano a Seoul. Frigorifero usato ma in ottimo stato che va benissimo per la cantina, dove non ho molte esigenze.
L'alternativa era comprare un frigo nuovo ma sarebbe costato minimo 2800 corone (per quei frigo minuscoli). Un frigo come quello che ho comprato io nuovo costa circa 3500 corone. Capite dunque che usato a 800 corone è davvero poco.
Dovesse anche durarmi poco è comunque un prezzo conveniente.

Ma non è solo una questione di frigoriferi. Ci sono anche stoviglie, elettrodomestici, ferri da stiro, stendibiancheria, scrivanie...
Se uno appena appena può aspettare e rimandare una spesa fa ottimi affari.
Quindi il consiglio è di intrufolarsi in questi gruppi di studenti (specialmente gli erasmus che non possono portarsi niente in aereo) e fare man bassa di tutto quello che sono obbligati a vendere prima di partire.