Archive for the ‘chicche’ Category

Un uni

August 30th, 2010 by mattia | 5 Comments | Filed in chicche, praga, repubblica ceca

Tutto ok, siamo d’accordo. Quel 1/1 non ha niente di sbagliato. Io mi sarei aspettato un 2/2 visto che prima c’era 1/2, ma poi uno il 2/2 lo semplifica in 1/1, e non ha tutti i torti. Anche se ancora non capisco perché non semplifica del tutto e scrive 1.

E sì, scrivere 1 e 1/1 è la stessa cosa, ma allora poteva scegliere espressioni più divertenti, che ne so 273^0, sqrt(-9)/3i, cos(log(1)) …

Schiscia ul buton vön

August 25th, 2010 by mattia | 3 Comments | Filed in chicche

Quando oggi ho chiamato il Comune di Como mi sono trovato il famoso e graziossimo centralino automatico con le istruzioni in dialetto.
Allora l’ho scelto, ho schisciato un po’ di numeri, e alla fine sono arrivato all’operatore.
Solo che dopo questo graziosissimo menù in dialetto mi sono trovato un’operatrice che, come dire, proprio di Como non era; diciamo che veniva da un po’ più in basso. Un bel po’ più in basso.
Sul momento mi era venuta una mezza idea di chiederle come contattare l’ufficio ambiente parlando in dialetto per vedere la reazione. Tutto sommato dopo aver fatto tutto il menù in dialetto mi sembrava legittimo proseguire con l’operatrice, no?
Poi ho fatto il bravo. Però la tentazione di fare la prova e pubblicare qui il risultato mi rimane.
Solo che poi devo alterare la voce dell’operatrice altrimenti non posso pubblicarlo, e di fare editing audio non c’ho cazzi.

Telepatia di regalo

August 17th, 2010 by mattia | No Comments | Filed in chicche

Qualche mese fa parlavo di questo libro “geek d’epoca”.

Senza ricordarsene una persona ne ha trovata una copia a Londra in un negozio ubicato in un sottoscala e l’ha comprato per regalarmelo, supponendo mi piacesse. Prezzo: una sterlina.

Godo.

Museo della fognatura

August 15th, 2010 by mattia | 5 Comments | Filed in chicche, praga, repubblica ceca

Di solito la gente mi chiede cosa visitare a Praga. E la risposta che mi viene da dare è comprati una guida. Perché, cosa ti devo dire? di visitare il castello, la cattedrale di san Vito, il ponte Carlo…?
Tutte cose che trovi scritte su una guida, o su wikipedia, non hai certo bisogno dei miei consigli.

Oggi però ho visitato qualcosa di particolare, un po’ fuori dal giro delle visite turistiche classiche. È il museo della fognatura: si tratta del luogo dove convergevano le acque di Praga per essere depurate fino al 1967.
Se non vi ispira l’idea di visitare un posto che una volta era pieno di merda, tenete presente che è un’opportunità unica di vedere un ottimo esempio di architettura industriale. Il tour guidato porta sotto terra, tra scale e cunicoli circondati di mattoni rossi, si possono ammirare i motori del 1903 che azionavano le pompe tramite delle bestie di cinghie, tutti i meccanismi per la depurazione posti in una sala con una volta enorme.
La struttura fa riflettere anche sul fatto che una volta le industrie erano un’opportunità per costruire della bella architettura, mentre adesso si fa un prefabbricato  a parallelepipedo e morta lì.

Tutte le coordinate per raggiungere questo museo le trovate qui http://ekotechnickemuseum.cz/.

Sereno è

August 12th, 2010 by mattia | 1 Comment | Filed in chicche, repubblica ceca

Fare colazione il Lunedì mattina in una cottage nella foresta sentendo un vinile di Drupi in sottofondo.
E poi girare la custodia e scoprire che il tizio che gestiva il copyright di Drupi in Cecoslovacchia negli anni ’70 lo conosco.

Anche questo è vivere in Repubblica Ceca.


Non mi indurre in tentazione

August 10th, 2010 by mattia | No Comments | Filed in chicche

Se tu mi scrivi “ANTIMACCHIA” sul sedile del treno, non puoi non aspettarti che a me venga la tentazione di versarci sopra un bicchiere di vino per verificare sperimentalmente l’affermazione. Eh!

Cielo

August 10th, 2010 by mattia | 2 Comments | Filed in chicche

Domenica sera ero in un posto sperduto. Talmente sperduto che non prendeva neanche il cellulare (avete presente quando dicono che la copertura del territorio è del 99,9 %? Ecco, io stavo nel restante 0,1%).
Casa in mezzo alla foresta, talmente lontano da forme consistenti di urbanizzazione, che l’inquinamento luminoso era bassissimo. Così mi sono messo a guardare il cielo. Non avevo mai visto un cielo così limpido, nemmeno quella notte dello scorso inverno quando andai a un ballo sulle montagne e mentre andavo a dormire alla casa skaut, finito il ballo, mi sono messo a guardare il cielo. Era un bel cielo, ma quello di domenica mi ha impressionato.
Ho scoperto che il cielo non è tutto nero uguale, ci sono chiazze più chiare, probabilmente perché sullo sfondo ci sono delle galassie di cui non vedi la singola stella, ma danno una luminosità diversa sullo sfondo.
E questa cosa del cielo stellato a chiazze non l’avevo mai vista prima.

Poi ho visto anche un satellite che transitava, ma quello probabilmente lo vedi anche se il cielo è inquinato luminosamente.

Qualcuno qua si è bevuto la testa

August 6th, 2010 by mattia | No Comments | Filed in chicche

Nel cesso che c’è vicino alla Feltrinelli in Duomo, hanno messo un quaderno sul quale scrivere i messaggi che di solito si scrivono sulla porta dei cessi. Così la gente invece di scarabocchiare la porte scrivendo “La Gianfrida fa le cosacce con l’Ambrogio“, lo scrivono educatamente sul quaderno avvitato al muro.

Devo ancora decidere la posizione, ma di sicuro si guadagna un posto sul podio delle idee più cretine che abbia mai sentito.

Dubbio

August 2nd, 2010 by mattia | 10 Comments | Filed in chicche

Lecco, via Bovara. Perché, nell’anno di grazia 2010, c’è gente che inneggia a dittatori, spagnoli e sotto terra da decenni?

Io, se fossi un rompimaroni

July 31st, 2010 by mattia | 1 Comment | Filed in chicche, riflessioni

Nella mia quotidiana lettura dei quotidiani d’epoca, mi sono imbattuto in questo articono del 1946, in cui si racconta di come la categoria lusso dei ristoranti sia stata abolita per legge. Forse funzionava, all’epoca, che i ristoranti avevano la categoria come le stelle degli alberghi.

Ma soprattutto il decreto obbligava tutti i ristoranti a somministrare il “pranzo del giorno”, a prezzo fisso, composto di una minestra, di una pietanza con contorno, e di frutta o formaggio. Il prezzo del “pranzo del giorno” – continua l’articolo – dovrà essere chiaramente  indicato sulla lista.

Ora, se io fossi un rompiballe e avessi un po’ di tempo da sprecare, andrei a cercarmi il decreto e verificherei se mai sia stato abrogato da un rogo di leggi inutili.

Perché se fosse ancora in vigore, non vi nascondo che mi piacerebbe andare in McDonald e chiedere il pranzo del giorno, comprensivo di minestra.

Barzelletta cambiata

July 30th, 2010 by mattia | 1 Comment | Filed in chicche

Ieri la mia genitrice mi ha raccontato una barzelletta. Però aveva un finale banale e scontato. Allora le ho cambiato il finale. E così a me fa molto ridere. Sto ridendo ancora adesso. Però bisogna essere in grado di recitarla bene.

C’è una mamma con tre figli, e il più grande le chiede:

- mamma, mamma, come sono nato io?

- Caro Franchino, un giorno ero in giardino, è arrivata una cicogna con un fagotto e me l’ha deposto ai piedi. Ho guardato dento e… sopresa, c’era un bel bambino. Ed eri tu!

- oooohhhh!

La seconda, Giuditta, allora chiede alla mamma

- mamma mamma mamma, e io, dimmi, e io como sono nata?

- Mia cara Giuditta, ero in terrazza a meditare quando una colomba è arrivata con una cesta. E pensa, c’era una bella copertina rosa. Dev’essere una bambina, ho pensato. E infatti eri tu!

- OOOOOhhhh!

E allora in terzo figlio, Ubaldo chiede

- mamma mamma, e io come sono nato?

- Io e tu papà abbiamo scopato.

Come in un film di ic-cock

July 29th, 2010 by mattia | 1 Comment | Filed in chicche

Prima ho chiamato la TIM perché non riuscivo a madare SMS. Innanzitutto mi sono dovuto sorbire tutte le voci e sottovoci del menù raccontate da una tizia che parlava come se avesse un dildo tra le gambe, e alla fine sono arrivato all’opzione parla con un operatore.

Nel frattempo ho scoperto tutte le promozioni che la TIM ha creato da quando sono andato all’estero. Tutte con nomi improponibili tipo “carta cip fast”, promozione “frik n frostin”. Ma una marea sono.
Una volta c’era la promozione per mandare i messaggi gratis a Natale e d’estate e basta.

Poi finalmente mi ha risposto un operatore.
Gli spiego che non riesco a mandare SMS. E lui ansima. Proprio così, si sentiva il rumore del respiro, come quando hai il microfono senza antivento e ci respire a due cm dal volto. Non diceva niente, ansimava. Allora gli faccio “Pronto?”  e lui “Sì, mi dica”. Io: “Non riesco a mandare SMS, mi fallisce l’invio”. “Ah, non riesce a mandare SMS? Aspetti”.

E continua ad ansimare. Non si sente nemmeno il ticchettio sulla tastiera. Si sente solo il suo respiro. Dopo un minuto abbondante “Mi ripete il problema che non la sentivo bene in cuffia?”. E  che? mi prendi per il culo?  Se non hai capito cosa hai passato a fare un minuto ansimando? E poi avevi capito il problema, l’hai anche ripetuto. Niente, ripeto che non posso mandare gli SMS. Lui continua ad ansimare. Poi riusciamo a sbloccare la situazione.

Ma questa cosa mi ha inquietato. Sentire la voce ansimante di quell’operatore mi faceva sentire in un film di ic-cock. O forse in un altro genere di film.
Magari si stava solo facendo una sega.

Trasmettere immagini nel 1939

July 29th, 2010 by mattia | 6 Comments | Filed in chicche

Nel leggere il faldone di Marzo 1939 del Corriere della Sera mi sono imbattuto in questa immagine. I “carri armati” nazisti sostano nella piazza davanti al castello di Praga, dopo l’invasione della Boemia.

Quello che mi ha incuriosito è che la foto è stata pubblicata il giorno seguente l’avvenimento.
Mi ha incuriosito perché mi sono chiesto come fosse possibile trasmettere immagini a distanza in un così breve tempo nel 1939.

Non  è banale. Molti anni fa dovetti trasmettere un foto a una redazione romana e siccome non c’era internet all’epoca (ok, c’era ma la sua diffusione era ridicola, sarebbe partita circa un anno dopo l’epoca dei cd io IOL con 10 ore di collegamento internet allegati ai mensili di informatica) la foto viaggiò da Lecco a Roma con un corriere espresso (si vede che era un loro metodo standard perché avevano un contratto per cui mandavano a ritirare il materiale con pagamento del destinatario grazie a un accordo con quel corriere). All’epoca le immagini si mandavano col fax, ma il fax a colori non c’era, e allora l’unico modo per mandare un’immagine a colori da Lecco a Roma era usare un corriere. Negli anni ’90.

Allora uno si pone anche legittimamente dei dubbi su come potessero trasmettere foto con alta qualità da Praga a Milano in poche ore (considerando il tempo per sviluppare le foto e il fatto che le rotative chiudevano presto).

L’unica possibilità che mi  è venuta in mente è una specie di antenato del fax, magari trasmesso via radio, con qualità superiore al fax commerciale che conosciamo oggi. Un trasmettitore di immagini estremamente professionale insomma, e non commerciale. Però se qualcuno ha i dettagli tecnici su come fosse possibile trasmettere immagini negli anni 30, me lo faccia sapere.

I giornali sono sempre gli stessi

July 28th, 2010 by mattia | 5 Comments | Filed in chicche, perle giornalistiche

In questi giorni sto assiduamente frequentando la Biblioteca civica di Lecco, in quanto mi sto documentando per un progetto. Così passo delle ore a fotografare articoli di giornale vecchi (Dio benedica le fotocamere, quanto avrei speso altrimenti in fotocopie?).

Ad ogni modo, ogni tanto mi cade l’occhio su articolo OT rispetto al progetto, e mi sono reso conto che in effetti i giornali hanno sempre avuto i problemi che hanno ora. Proprio gli stessi identici problemi di oggi. Non è che sono degenerati col tempo, sono sempre stati così.

Ad esempio, nel faldone del Corriere della Sera – Marzo 1939 segnalo queste perle:

1) Unità di misura usate alla cazzo

2) Sensazionalismo da extraterrestri

3) L’ultima moda del momento dall’America

4) Viale Padova che dà sempre problemi


5) L’articolo sulla primavera/estate stile studio aperto e il caldo killer

6) La  leccata di culo verso chi comanda in quel momento

7) E per finire l’articolo stile colonnina di destra di repubblica.it

Che tra l’altro si usa dire  che se un cane morde un uomo non è una notizia ma se l’uomo morde lo è. Forse che tutto è nato da questo trafiletto?

Il gioco delle non connessioni

July 27th, 2010 by mattia | 9 Comments | Filed in chicche

Questa sera a tavola ho inventato un gioco.
Si gioca in gruppo. Una persona inizia e dice una parola, poniamo staccionata. Il secondo giocatore allora deve dire una parola che non c’entra niente. Ad esempio non può dire parco, ché il parco è incluso in una staccionata. Però può dire intingolo che con staccionata non c’entra niente. Allora quello dopo dice ippopotamo e di seguito linea bianca di demarcazione tra le corsie di una carregiata. Quello dopo non può dire capodoglio perché un animale era già stato nominato un paio di passi prima. Le cose debbono essere totalmente scorrelate. Valgono anche concetti astratti, azioni non solo oggetti.

Per esempio presepe napoletano, vasellina, attaccamento materno, assessore, dislessia, cestino per i rifiuti differenziati.

E i tuoi avversari devono trovare le connessioni per fregarti.
Ah, non vale nemmeno citare cose che puoi vedere: se stai mangiando non puoi dire forchetta che grazie al cazzo che ti viene in mente.

Vi assicuro che questo gioco è divertentissimo.

Se non l’ha inventato ancora nessuno lo battezzo io, in questo istante il gioco delle non connessioni.