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Il cugino di Teresa

September 22nd, 2017 by mattia | 20 Comments | Filed in ignoranza, politica
Correva l'anno 2000 e madonna trasmise il primo concerto in diretta su internet. Stiamo parlando di un periodo in cui chi aveva l'ADSL era privilegiato che viveva vicino a qualche centralina già servita, e che vendeva mezzo rene per pagare l'abbonamento. Ma esistevano, ed evidentemente chi aveva organizzato la trasmissione del concerto non aveva messo in conto un numero così alto di accessi. Il concerto veniva trasmesso su MSN e forse anche sul sito ufficiale di madonna. Be', il giorno dopo c'era un coro di pernacchie per gli organizzatori visto che l'esperimento fallì miseramente. Molti si lamentarono perché non si vedeva niente e anche quando compariva qualche immagine andava a scatti. Una merda insomma.

Ci furono molte critiche per questo flop ma gli organizzatori avevano dalla loro parte un argomento valido: era qualcosa mai fatto prima. Non potevano dunque avere delle stime per dimensionare la struttura necessaria a trasmettere immagini a milioni di persone. Qualsiasi stima sarebbe stata basata sulla sfera di cristallo, perché nessuno aveva mai fatto nulla del genere.

Facciamo un balzo avanti di 17 anni: il mondo è cambiato, abbiamo tutti connessioni veloci e possiamo pure fare le dirette su iutiub o feisbuc col cellulare, fa quasi ridere pensare ora a tutte le difficoltà di tre lustri fa nel trasmettere un concerto in diretta. Ecco, oggi abbiamo un partito che si propone di governare il paese e nemmeno sa dimensionare la struttura delle proprie votazioni su internet.
Parlo ovviamente del M5S che ieri ha scelto il "candidato" primo ministro votandolo su internet e che ha visto il sistema collassare per i troppi accessi.
Da perfetti paraculi hanno gigioneggiato dicendo che era per la troppa affluenza: oh, ciccio, guarda che dovevi - e potevi - prevederla l'affluenza.

Tutto in quel sistema era prevedibile.
Sanno qual è il numero di iscritti al portale e sanno normalmente quanti di solito votano a queste votazioni. Sanno anche - perché non è la prima volta che le fanno - qual è la fascia oraria in cui votano di più (in pausa pranzo?). Se non hanno registrato questi dati nel passato sono semplicemente dei fessi.
Ora, tu sai che avrai un picco massimo di tot accessi contemporanei: dimensioni il servizio per quel tot di accessi più un margine di sicurezza.

Non so quale sia la struttura del sistema ma, da persona totalmente ignorante del settore direi che se sai quanti accessi fai, sai qual è la banda necessaria per ogni operazione di voto, sai qual è il carico di CPU sul calcolatore su cui gira il sistema e salva i dati e così via... be', non è difficile dimensionare il sistema per reggere gli accessi richiesti. Se non hai abbastanza banda la compri, se il server gestisce X accessi contemporanei e a te ne servono X*10  ne compri un altro.
Insomma, è sempre il classico problema del dimensionamento. Penso che un qualsiasi sistemista in un paio di settimane (?) sa farti i calcoli della struttura che ti serve per reggere tutti gli accessi.
Aspetto i commenti di camicius e fgpx che sono del settore (ma anche gli altri): così a naso se non loro direttamente un qualsiasi loro collega/sottoposto sarebbe in grado di fare questi calcoli.
Magari dopo un po' di test: ti metti lì a provare una beta del sistema, fai accessi di test per vedere quanta banda serve in media per un voto e poi fai i tuoi calcoli.

Davvero non hanno scuse per questo fiasco. L'unica spiegazione è che invece di chiamare una ditta seria per costruire l'infrastruttura abbiano chiamato il cugino di Teresa che ci sa fare coi computer. O ditta equivalente.

E vogliono governare l'italia.

Alice nel paese dello ius soli (con il compagno Folagra)

September 21st, 2017 by mattia | 46 Comments | Filed in bufale, ignoranza, ius sola, ius soli, politica
A un certo punto ho avuto la sensazione di essere Alice nel paese delle meraviglie, con il bianconiglio che festeggiava in non-compleanno.
Il contesto logico-razionale di chi mi circondava era più o meno quello.

Ma facciamo un passo indietro.
Serata di dibattito sullo ius soli a Pinerolo. La situazione nella sala era questa: moderatore, due relatori a favore e uno contro (io). In realtà il primo relatore doveva fare un cappello storico quando in realtà ha fatto un discorso che per metà non c'entrava niente (tanto che ho smesso di prendere appunti) e per l'altra metà era solo un discorso ideologico a favore dello ius soli.
Quindi mi sono trovato da solo contro tutti.

Non solo contro due relatori ma anche contro (quasi) tutta la sala. Che era composta in piccola parte da amministratori comunali - che avevano sì una loro opinione ma erano onestamente aperti ad ascoltare - e in gran maggioranza da sinistrorsi che non erano lì per confrontarsi ma solo per dare contro al sottoscritto. Così, giusto per il piacere di. Loro volevano cantarsela e suonarsela da soli e il fatto che ci fosse anche una voce contro lo ius soli li ha fatti innervosire.
Per farvi capire, a un certo punto si è alzato un signore nel pubblico che sembrava il compagno Folagra che ha iniziato il suo onanismo intellettuale contro i "padroni". Mancava solo il pugno chiuso. Ovviamente nulla a che fare con lo ius soli.

Ma la cosa che più li ha mandati in bestia è che ho basato le mie argomentazioni contro lo ius soli su logica e razionalità.
Loro si aspettavano un buzzurro leghista che urlava "l'invasione, l'invasione!!!111!!! le donne gravide che vengono qui a partorire" e invece si sono trovati il sottoscritto che ha iniziato il discorso dicendo: giusto, non facciamoci guidare dalla paura come ha detto il relatore prima di me, facciamoci guidare dalla logica. Cerchiamo di capire se lo ius soli ha motivazione logica.

Stiamo parlando di dare la cittadinanza ai minorenni, che sia alla nascita, dopo il completamento di un ciclo di studi o quello che sia. Bene, ma un minorenne cosa se ne fa della cittadinanza italiana?
La cittadinanza serve per votare o candidarsi alle elezioni, ma un minorenne non vota né si può candidare. La cittadinanza è necessaria per fare un concorso in magistratura, ma un ragazzino a 12 anni difficilmente hai i requisiti per diventare magistrato... Alla fine un ragazzo minorenne deve studiare, e fortunatamente le scuole sono aperte a tutti, ha bisogno delle cure mediche e il SSN cura tutti, fa sport e una partita di pallone all'oratorio può farla anche da straniero.
Cosa gli cambia se ha o meno la cittadinanza da minorenne? A cosa gli serve?

Nessuna risposta.

Il brusio cresce in sala. Ho osato metterli di fronte alla realtà: la loro battaglia è inutile.
Non dovevo farlo. Dovevo lasciarli nella loro masturbazione reciproca in cui si raccontavano le favolette a vicenda e tutti ci credevano. Quando arrivo io a dire che Babbo Natale non esiste mi guardano rabbiosi. Gli ho rotto il giocattolino.

Nessuno ha la più pallida idea di cosa rispondermi e durante tutta la serata nessuno mi risponde.
Una insegnante poi mi dirà che per lei gli studenti sono tutti uguali e che non è giusto che qualcuno non abbia la cittadinanza. Io: ok, ma agli effetti pratici cosa cambia se on hanno la cittadinanza?
Nulla, non ha saputo rispondere. Continuava a ripetere slogan e non sapeva seguire un ragionamento.

Racconto che ora ha diritto alla cittadinanza chi è nato e cresciuto in italia, se fa rischiesta dai 18 ai 19 anni, ma molti se ne dimenticano perdendo questa opportunità. Perdendo questa finestra di un anno. Allora molte associazioni chiedevano di estendere il periodo fino ai 20 anni.
Chiedo: ma se in italia un ragazzo vive così male senza cittadinanza perché non la richiede quando compie 18 anni e un giorno? Perché ha fretta di iscriversi a scuola guida appena compie 18 anni ma si dimentica - per un intero anno! - di far domanda di cittadinanza? Forse che senza autovettura vive male mentre senza cittadinanza vive senza problemi?

Nessuna risposta.

Dico che voglio uno Stato in cui la burocrazia sia semplice, un sistema efficiente in cui un rinnovo del permesso di soggiorno arriva in 30 giorni e non in due anni.
Chiedo: se fornisco servizi burocratici degni di un paese civile in cui essere straniero non ti impone complicazioni burocratiche, pretendete ancora di dare la cittadinanza italiana a destra e manca? A che pro?

Nessuna risposta.

E così via, tutta la serata.

Nessuno è stato capace di seguire un ragionamento logico. Nessuno ha osato rispondermi. Ripetevano in continuazione le solite bufale sullo ius soli. Fino ad arrivare a momenti di totale ilarità (dico adesso "ilarità" ma al momento mi veniva da sbattere la testa contro il muro).
L'ex-giudice da parte a me spiega i canali di accesso alla cittadinanza, dimenticandosi "casualmente" di raccontare che un ragazzo di 12 anni può diventare cittadino italiano se lo diventa un genitore per naturalizzazione.
E ripete la solita balla per cui un ragazzo "deve" aspettare i 18 anni. No, non "deve". Quella è la strada se vuole la cittadinanza da solo, ma può "anche" naturalizzarsi coi genitori.

Be', questo ex-giudice è stato capace di dire che la naturalizzazione è un canale secondario che viene usato da poche personalità della cultura.
A quel punto gli ho fatto notare che il padre di un mio amico si è naturalizzato italiano pur essendo un normale pasticciere. Gli ho fatto notare che nel 2010 i naturalizzati per residenza sono stati 21 630. Abbiamo un esercito di 21 mila esponenti della cultura naturalizzati italiani?
No ovviamente, e infatti la legge non prevede nessun requisito in questo senso. Anzi, la cittadinanza per naturalizzazione è un percorso *comunissimo* di gente *normalissima* che vive in in italia 10 anni e riceve la cittadinanza italiana.

Avevo da parte un tizio che si vantava di essere un fine giurista che aveva scritto relazioni su relazioni sul tema... e non aveva la più pallida idea di cosa stava parlando. Incredibile.

Ora mettetevi nei miei panni e domandatevi come ho fatto a non sbattere la testa contro il muro. C'è stato poi chi, tra il pubblico, mi ha detto privatamente che sono stato fin troppo gentile nel rispondere, anche quando mi sono scaldato.

Ma non è stato nemmeno solo quello. In molte occasioni ho avuto l'impressione che le persone attorno a me non capissero nemmeno quello che stavo dicendo.
Esempio: racconto che ora la cittadinanza *per naturalizzazione* viene concessa a discrezione dello Stato, che può negarla anche senza motivo.
Con lo ius soli introduciamo nuove strade che creano una nuova valanga di cittadini italiani di diritto solo perché vanno a scuola, senza che nessuno verifichi se sono davvero integrati. E lo Stato non ha la discrezione di dire no a loro. La cittadinanza è obbligato a dargliela.

Interviene l'ex-giudice a dire che non è vero, che i nati in italia a 18 anni ricevono la cittadinanza di diritto.
È vero, dico, infatti non parlavo di quelli: parlava di quelli che ricevono la cittadinanza per naturalizzazione, non di quelli nati in italia (e cresciuti in italia fino ai 18 anni).
La risposta normale sarebbe stata: ah, ok... non avevo capito, pensavo ti riferissi agli altri.
Oh, magari mi sono spiegato male io. Ci si chiarisce e amen.
No, quello continuava: non c'è discrezione dello Stato.
Ma io parlavo dell'art. 9. E quello continua a parlare dell'art. 4. Ripeto: PARLAVO DELL'ART. 9, dei naturalizzati che sono a discrezione dello Stato. E quello dice all'art. 4 non c'è discrezionalità.

Come se non mi ascoltasse.

ALLUCINANTE

Una persona che dimostra questa capacità logica nella mia facoltà non sopravvive più di sei mesi, per dire.
A una conferenza scientifica se mostri un atteggiamento del genere ti guardano sconvolti.
Mi spiace, ma non sono abituato ad avere a che fare con questa gente. È stata un'esperienza sconvolgente.

La cosa che più mi ha fatto riflettere però è stato l'atteggiamento di alcune persone che dicevano: oh, io per formazione e ideologia sono per lo ius soli, però riconosco che razionalmente... in effetti... però niente, io col cuore rimango dalla parte dello ius soli.
E a quel punto io mi sono chiesto cosa stavo lì a fare.

Perché se uno magari conviene pure sulle tue argomentazioni logiche ma poi rimane della sua idea non perché è supportata da motivazioni logiche ma perché l'appoggia "col cuore" allora io non so più cosa dire.
Più che darti argomentazioni logiche che posso fare?

E questo rivela il mostruoso problema del dibattito sullo ius soli.
La gente sta dalla parte del sì o del no solo per ideologia, perché quelli della loro parte stanno dalla parte del sì o del no, non perché indagano sulle motivazioni razionali a sostegno di una proposta di legge.

Spesso quando parlo di W la Fisica mi dicono: eh, ma la scienza non è tutto, non puoi decidere tutto con la scienza. Oppure: devi però dire su quale ideologia si basa.
E invece no: perché quando basi la politica sull'ideologia arrivi a questi assurdi per cui sostieni una proposta di legge non perché hai motivi razionali, ma "col cuore", perché "quelli della mia ideologia la pensano così".
Il concetto alla base di W la Fisica invece è esattamente l'opposto: c'è una proposta di legge? Analizziamo se ha un fondamento logico e razionale, e poi decidiamo se ha senso o no. Perché è così che si fa nella scienza.

Usando questo modo di lavorare si tagliano fiumi di discussioni inutili perché basate "sul cuore", si arriva a provvedimenti migliori non perché basati su ideologie ma su fatti, su argomentazioni razionali.

In conclusione, devo ammettere un mio errore (che mi è stato fatto giustamente fatto notare durante una birretta dopo il dibattito): mi sono presentato male.
Perché spesso la gente giudica non in base ai contenuti, ma in base alla persona e a come li espone e io sono risultato probabilmente un po' troppo arrogante.
Forse, e anche questo mi è stato spiegato poi, perché mi trovavo in un paesotto dove la gente spesso è molto provinciale. Quando sentono un che racconta della sua vita da straniero in Giappone o in Rep. Ceca scatta in automatico il provincialismo di chi non si è mai mosso del suo paese e pensa che chi ha davanti sia un "signor so tutto io" perché vive all'estero.
Posso migliorare nell'esposizione, lo ammetto. Ma vi assicuro che tenere i nervi quando davanti hai una platea di compagni Folagra è dura.

Poi vabbe', appena ho un attimo di tempo pubblicherò il video ma vi avviso, è lungo, molto lungo. Ma ci sono alcune chicche, come quella signora che mi contestava che il mio essere straniero da professore universitario era diverso che essere straniero da operaio. E lì l'ho messa a tacere raccontando gli episodi di discriminazione che ho subito quando vivevo in Giappone. Non più in verso fece.
Oppure l'intervento dell'assessore ai servizi sociali che quando si parlava di diritti faceva notare che uno straniero ha tutti i diritti ai servizi sociali come un italiano. Che non c'è alcuna discriminazione.
Ma ovviamente gli altri relatori non stavano a sentire.
Ah, c'è anche l'imperdibile intervento del compagno Folagra.

Piesse: tra il pubblico c'era un lettore di questo blog. Quando qualcuno ripeteva le solite bufale che avevo già smontato mi capitava di incrociare il suo sguardo e leggere nel suo volo qualcosa del tipo "ma non la capisce proprio allora". Almeno ho avuto il conforto del fatto che qualcuno mi ha capito.
Quindi boh, magari non mi sono spiegato bene io, ma se qualcuno ha capito significa che gli altri non hanno capito perché erano incrostati di ideologia.

 

 

 

 

Feticismo privato

September 20th, 2017 by mattia | 9 Comments | Filed in ignoranza, politica
Un po' come tutti ho visto anche io le foto di di maio che bacia la reliquia di san gennaro.
A parte la pochezza del personaggio (crede davvero che gli porti più voti di quelli che gli fa perdere?) la riflessione più importante è sulla reazione rabbiosa di quelli che dicono "vergogna! è il vice presidente della Camera di uno Stato laico".

Curiosamente sono le stesse persone che non si stanno lamentando - ma proprio neanche con un filo di voce - per l'interferenza del Vaticano sullo ius soli.
Si vede che la laicità dello Stato non è così importante quando fa comodo a te.

Mettiamo in chiaro un principio: non è che una persona, solo perché eletta a una carica pubblica non può partecipare a un rito religioso. Sono, banalmente, cazzi suoi di ciò che fa nel suo tempo libero. Può baciare reliquie o leccare gli stivali col tacco della sua portinaia.
La laicità dello Stato non c'entra nulla.

La laicità è un'altra cosa: è quel principio per cui un potere religioso non può costringere un eletto a votare come dice lui.
Ci sarebbe una questione di laicità dello Stato se l'arcivescovo di Napoli avesse detto: a Giggino, io ti faccio fare la foto mentre baci la reliquia, poi però tu quando diventi presidente del consiglio fai quello che dico io.
Ma di questo non c'è notizia. Tolta questa eventualità il bacio della reliquia non attacca minimamente la laicità dello Stato.

Al contrario l'azione che sta facendo il vaticano per indurre alcuni senatori a votare a favore dello ius soli è sì un attacco alla laicità dello Stato.
O meglio, lo è nel momento in cui i senatori non votano secondo quello che ritengono giusto ma votano lo ius soli seguendo l'ordine del vaticano, pur non condividendolo. Perché significa che il potere non appartiene ai rappresentanti del popolo ma a un potere religioso esterno al parlamento che ricatta i parlamentari.

Quello che non possono fare i parlamentari è votare contro le proprie convinzioni solo perché ricattati da una masnada di ignoranti capitanati dal caprone capo.
Poi il feticismo di quello che leccano nel loro tempo libero sono fatti loro.

La bolla di sapone

September 20th, 2017 by mattia | 6 Comments | Filed in ignoranza, politica
Qualche giorno fa è arrivato un nuovo provvedimento di annullamento delle primarie del M5S per la regione Sicilia, e i giornali tutti a titolare "M5S nel caos".

Chiariamo alcune cose. Questi provvedimenti hanno un valore limitatissimo. In pratica si sta parlando del nulla.
Era successo anche a Genova, ricordate? All'epoca spiegai un concetto molto semplice: per presentarsi alle elezioni serve una dichiarazione del segretario del partito che conferma che quella lista è presentata veramente in nome di quel partito. Altrimenti si presenta Ciccio Formaggio con il simbolo del PD senza nessuna autorizzazione del PD.
Il tribunale può dire quello che vuole ma non può obbligare grillo a firmare una dichiarazione che non gli garba.
E la Cassimatis con quale documento si presentava per depositare la lista con il simbolo del M5S? Con l'ordinanza del tribunale? La legge non prevede questo caso.
Infatti la Cassimatis alla fine si è arresa e si è presentata con una sua lista civica con il suo nome, non con il M5S.

Ora, la Sicilia ha delle regole sempre un po' bizzarre dovute alla sua autonomia, ma non mi stupirei se finisse allo stesso modo.
Il tribunale può annullare tutto quello che vuole, ma alla fine è grillo che firma la concessione del simbolo, quindi gli altri possono allegramente continuare a sucare.

Vale la pena di ricordare che i partiti politici non hanno alcun dovere di democrazia interna. In italia non c'è nessuna legge che regola i partiti e il loro funzionamento, come invece avviene in altri paesi.
Non stiamo qua a discutere dei motivi storici e politici che hanno portato a questa situazione, limitiamoci a osservare un dato di fatto: in italia i partiti sono associazioni non riconosciute che si dànno le regole che vogliono.
gli unici paletti messi dalla legge ai partiti sono per quei movimenti che vogliono accedere al finanziamento pubblico del 2 per 1000. Ma visto che il M5S non vi accede non deve rispettare quella legge.

Nessuna legge obbliga un partito a scegliere i candidati in modo democratico. Ma manco per il cazzo.
Anzi, di norma i candidati li sceglie il segretario del partito e amen. I candidati di Forza Italia li sceglie berlusconi, i candidati della Lega li sceglie salvini etc. E li possono scegliere come vogliono: con delle votazioni dei militanti, con il lancio dei dadi, con la pesca a sorte...

Allo Stato non interessa come sono stati scelti, lo Stato vuole solo essere sicuro che siano "autentici" ossia che siano candidati veramente in nome di quel partito e non siano dei millantatori. Per quello vuole la dichiarazione del segretario del partito che li certifichi veramente come candidati di quel partito. Il potere di firma è suo.

Una firma, precisiamo, che deve essere autenticata sì dal notaio, ma il notaio non verifica niente di come sono stati scelti i candidati. Il notaio certifica semplicemente che la firma in fondo al documento sia veramente la firma del Sig. Matteo Salvini nato a.... o del Sig. Silvio Berlusconi nato a....

Qualcuno mi dice: ok, ma il M5S ha deciso di fare le primarie, è obbligato a rispettare le regole che si è dato. Se non lo fa il tribunale può intervenire.
Certo, solo che il tribunale non può obbligare un partito a candidare Tizio o Caio. Il tribunale annulla le primarie? Bene, il giorno dopo l'associazione MoVimente 5 stelle riunisce l'assemblea dei soci, modifica qualsiasi regola interna che stabilisce le primarie e introduce nello Statuto che i candidati li sceglie il presidente. Dopo due giorni il presidente (grillo) nomina chi gli garba come candidato e la storia è finita qui.

A questa assemblea dei soci, vale la pena di ricordarlo, partecipano solo tre persone: grillo, l'avvocato suo cugino e un altro tizio. Sono gli unici membri dell'associazione, che quindi possono decidere tutto quello che vogliono. Nessun altro ha potere di intervenire su questa scelta: tutti i candidati sono ospiti, non hanno alcun diritto di voto nel M5S. Tutta la pantomima delle primarie è una gentile concessione di quei tre tizi che compongono l'assemblea dei soci dell'associazione MoVimento 5 stelle. Una concessione che possono rimuovere in qualsiasi momento e senza che la legge li obblighi diversamente.

In definitiva: si sta parlando del niente. Le decisioni prese dai giudici in questi casi sono basate sul nulla, perché sanno benissimo che grillo può aggirarle come vuole (anche se non è mai sembrato molto sveglio da questo punto di vista, avrebbe potuto benissimo ammettere chiunque e poi truccare le votazioni on-line e nessuno avrebbe potuto contestare nulla).

Poi possiamo parlare fino a domani mattina sul fatto politico, ossia sul fatto che chi predica la democrazia diretta poi nemmeno la sa applicare a casa propria. Ma questo già lo sappiamo, non è una novità.
Potremmo anche discutere del fatto che in italia servirebbe una vera disciplina dei partiti: discorso lunghissimo.
Ma sono altri argomenti. Qui siamo di fronte a decisioni strombazzate sulla stampa come notizie da prima pagina  e che in realtà sono delle bolle di sapone.

Poi nella vita non si può escludere niente, ma se davvero un giudice ordinasse a un partito di candidare Tizio contro il volere del segretario politico sarebbe una mostruosità giuridica. Sarebbe un precedente enorme, che in confronto la sentenza del giudice di Rimini su vaccini e autismo sarebbe una barzelletta.
Spero che non osino un'oscenità simile.

La sagra dei coglioni

September 14th, 2017 by mattia | 15 Comments | Filed in ignoranza, politica, riflessioni
In questi giorni sto leggendo, divertito e sconsolato, le reazioni dei genitori anti-vaccini al rifiuto delle scuole materne di fare entrare i figli non vaccinati.

Divertito perché è la sagra dei coglioni. Quelli che poi chiamano i carabinieri sono i più coglioni di tutti: i carabinieri di lavoro fanno rispettare la legge, non le idiozie che rimbombano nella tua scatola cranica.
La stupidità di queste persone, lo ammetto, mi diverte.

Sono però anche sconsolato perché ho la consapevolezza che questi bambini poi tornano a casa e vengono educati da genitori così imbecilli.
Il problema va ben oltre il discorso vaccini, quella è solo una spia: se si comportano così coi vaccini significa che sono idioti, e non voglio sapere come si comportano in altre mille aspetti che riguardano l'educazione di un bambino.
Gente così non dovrebbe essere autorizzata a figliare. Più realisticamente, gli vanno tolti i figli e dati in affidamento o adozione a gente normale.

Noi qui invece facciamo finta che la questione riguardi solo la salute pubblica, quando in ballo c'è anche l'interesse del minore ad avere genitori normali. Noi li rimandiamo a casa e poi se questo bambino cresce con un genitore idiota nel chiuso di casa sua nessuno se ne cura.
Serve un po' di coerenza: hai il coraggio di imporre le vaccinazioni? Bene, allora devi avere anche il coraggio di dire che chi non vaccina il figlio è un idiota e gli va tolta la potestà genitoriale.
Perché non hanno questo briciolo di coraggio per dire la verità?

Quelli che credono alla marcia su Roma

September 9th, 2017 by mattia | 13 Comments | Filed in ignoranza, politica
La data non è casuale, è l'atto di nascita del regime fascista. Il 28 ottobre del 1922, infatti, 25mila camicie nere del Partito nazionale fascista entrarono nella capitale permettendo a Benito Mussolini di prendere il potere con la forza. Da 'marcia su Roma' il nome è stato cambiato in 'marcia dei patrioti', ma il richiamo è palese.

via repubblica.it

Uno potrebbe anche passare sopra i diritti costituzionali sospesi in qualche data dell'anno (visto che la costituzione non vale mica 365 o 366 giorni all'anno, no).

Quello che però non si può ignorare è la storia.
Perché una frase come quella dell'articolo di repubblica è una idiozia colossale. Chi ha scritto una scemenza del genere o non ha mai aperto un libro di storia oppure è in malafede.

La marcia su Roma non ha "permesso a mussolini di prendere il potere con la forza". Ma manco per il cazzo.
L'esercito italiano avrebbe potuto fermare i fascisti in cinque minuti. E questo per un semplice motivo: l'esercito era organizzato e armato, le camicie nere no. Erano una banda di sbandati raccattati qua e là, gente non armata se non con qualche bastone e due scoppietti, disorganizzati e senza nemmeno un rancio decente.
È vero che nel percorso verso Roma hanno devastato qualche sede di sindacato o partito, ma una cosa è incendiare una sede di un partito, un'altra è trovarsi di fronte un esercito.
Volendo l'esercito italiano li avrebbe dispersi senza problemi.  Il problema sta in quel volendo.

L'ordine di disperderli infatti non arrivò, anzi. L'esercito ricevette l'ordine di farli passare consentendo loro di entrare in Roma.
Il tutto perché quella mezza sega del re pensava di sfruttare questa pantomima della marcia su Roma per dare il governo a mussolini ed fermare sul nascere il pericolo rosso.
Così invece di un regime se ne è beccato un altro. Un genio.
[ok, c'è da dire che mussolini lo lasciò al Quirinale, i rossi probabilmente gli avrebbero fatto rotolare la testa, ma la caduta della monarchia fu rimandata solo di un paio di decenni]

Fatto sta che la marcia su Roma non fu niente di violento. I fascisti non presero il potere con la forza.
Il re spalancò le porte e li fece entrare. Non solo non si presero il potere con la forza, ma non se lo presero proprio. Il potere gli fu dato di buon grado da re.

Poi vabbe', nella retorica fascista la marcia su Roma invece di essere una pagliacciata fu dipinta come un'azione eroica. Ma era la propaganda fascista.
Che però anche gli antifascisti facciano finta di credere a queste favolette è ridicolo. O forse no, forse gli fa comodo. Agitare il bau-bau del pericolo violento è utile per tappare la bocca agli altri.
Riconoscendo invece la verità storia - ossia che mussolini non prese il potere con la violenza ma perché ci fu una debolezza delle istituzioni che glielo diedero - sarebbero obbligati a riconoscere che in mancanza di una tale condizione di debolezza da parte del Quirinale (e del sistema istituzionale) oggi questa nuova marcia si ridurrebbe in una manifestazione come tante altre. Che ovviamente non puoi vietare.

S'inventano un nemico (falsificando la storia) e se lo combattono.
Lerciume intellettuale.

Gli spot cechi (poi lamentatevi della mia maglietta)

August 25th, 2017 by mattia | 2 Comments | Filed in politica, repubblica ceca

Poi voi lamentatevi dei filmati che sto preparando per W la Fisica, ma questo è ciò che gira in Rep. Ceca.

Per le elezioni del parlamento europeo del 2014. E mica su iutiub ma sulla TV nazionale ceca.
La sagra dell'horror.
Mi spiace solo non capiate cosa dicono (per quei pochi che non parlano ceco) ma anche senza capire il significato delle parole l'effetto è devastante.
Il mio preferito è quello che inizia a 10:48.

Il vostro?

Mercanteggiare il corpo di una donna

August 25th, 2017 by mattia | 7 Comments | Filed in ignoranza, politica, riflessioni
Questa mattina il lettore MP3 mi ha proposto questa canzone (solo in un arrangiamento un po' più vivace).

Canzone in cui si parla di mercanteggiare una donna in cambio di una motocicletta. Testo di dario fo, se non ricordo male.

Mi sono domandato perché i vari boldrinelli non hanno mai attaccato fo per questa canzone sessista. Oh, se si lamentano della pubblicità in cui sono tutti a tavola e la madre serve dovrebbero avere anche qualcosa da ridire di una canzone in cui si propone di scambiare una ragazza per una moto. Sessismo! Trattano il corpo della donna come una merce! Inducono al femminicidio!

Invece niente.
Dite che non l'hanno mai sentita oppure che a uno dei loro si perdona tutto?
Sì insomma, sessismo è solo quando lo fanno gli altri...