Archive for the ‘politica’ Category

Mercanteggiare il corpo di una donna

August 25th, 2017 by mattia | 7 Comments | Filed in ignoranza, politica, riflessioni
Questa mattina il lettore MP3 mi ha proposto questa canzone (solo in un arrangiamento un po' più vivace).

Canzone in cui si parla di mercanteggiare una donna in cambio di una motocicletta. Testo di dario fo, se non ricordo male.

Mi sono domandato perché i vari boldrinelli non hanno mai attaccato fo per questa canzone sessista. Oh, se si lamentano della pubblicità in cui sono tutti a tavola e la madre serve dovrebbero avere anche qualcosa da ridire di una canzone in cui si propone di scambiare una ragazza per una moto. Sessismo! Trattano il corpo della donna come una merce! Inducono al femminicidio!

Invece niente.
Dite che non l'hanno mai sentita oppure che a uno dei loro si perdona tutto?
Sì insomma, sessismo è solo quando lo fanno gli altri...

Ma anche senza rispetto per il papa, neh.

August 22nd, 2017 by mattia | 2 Comments | Filed in ignoranza, politica
Se c'è una cosa che non sopporto è l'ipocrisia. Da parte di chiunque. È proprio una cosa che mi dà ai nervi.

Prendete l'ennesima idiozia del dott. bergoglio che si è schierato dalla parte dello ius soli. Da una parte è pieno di persone che prima di contestarlo - con le piume - precisano "con il massimo rispetto per il Papa...".
Con il massimo rispetto un corno. Se dice una cazzata devi avere il coraggio di dirlo chiaramente. Il dott. bergoglio non ha - per il ruolo che ricopre - diritto a nessun rispetto in più di una serracchiani qualsiasi.
Domani bergoglio potrebbe uscirsene dicendo che il cielo è viola a strisce beige e questi invece di dire che è uscito di melone direbbero "con il massimo rispetto per il pontefice mi permetto di dire che secondo me il cielo è azzurro".
Possibile che non abbiano mezzo grammo di palle per dire la verità?

Lo stesso problema di ipocrisia però sta anche dall'altra parte. Sì, perché abbiamo anche quelli che appena il papa parla di aborto, gender ed eutanasia non aspettano due secondi a condannare l'ingerenza della Chiesa negli affari dello Stato reclamando la laicità dello Stato. Mentre adesso che il papa interferisce negli affari dello Stato dalla loro parte non solo si dimenticano della laicità dello Stato ma sono lì che alzano la gonna per far prendere aria alla bernarda incandescente di piacere. Magari gridando... sì, francesco, sìììì... interferiscimi.... viola la mia laicità... di più, di più...

Oh, non è difficile il concetto: se chiedi che il papa si faccia gli affari suoi lo devi chiedere sempre, non solo quando dice quello che non ti aggrada. Non è che il giorno che sta dalla tua parte ti metti a gongolare.

Per me uno può sostenere quello che vuole, non mi scandalizzo per nessuna idea (non sono uno di quelli che frigna per avere il seif speis). Ma l'ipocrisia no, questa ipocrisia davvero non la sopporto.

Il curriculum della boldrinova

August 21st, 2017 by mattia | 13 Comments | Filed in bufale, ignoranza, politica
Da qualche giorno gira sulle reti sociali questo messaggio a difesa della boldrinova
Ecco chi insultate!
A venti anni va a lavorare per tre mesi in Venezuela, in una piantagione di riso.
Subito dopo intraprende un viaggio per l'America Centrale passando per Panamà, Costa Rica, Nicaragua, Honduras, Guatemala, Messico e Stati Uniti fino a New York.
Decide quindi di dividere gli anni universitari in due: sei mesi di studio e sei di viaggio. Conosce quindi il Sud-est asiatico, l'Africa, l'India ed il Tibet.
Si laurea a 24 anni in Giurisprudenza, mentre già lavorava da due presso l'Agenzia Italiana Stampa e Emigrazione.
Fra i 26 ed i 27 anni lavora in RAI con contratti a tempo determinato nella produzione radiofonica.
A 27 anni vince (VINCE) un concorso come Junior Professional Officer e comincia quindi la sua carriera all'ONU, lavorando per quattro anni alla FAO come addetta stampa.
Dai 32 ai 37 anni lavora presso il Programma alimentare mondiale (WFP) come portavoce e addetta stampa per l'Italia e svolge ripetute missioni nella ex Jugoslavia, nel Caucaso in Afghanistan, Tagikistan, Mozambico e Iraq.
Dai 37 ai 51 anni è portavoce della Rappresentanza per il Sud Europa dell'Alto Commissariato per i Rifugiati dell'Organizzazione delle Nazioni Unite (UNHCR).
Contemporaneamente svolge missioni in diversi luoghi di crisi: Bosnia, Albania, Kosovo, Pakistan, Afghanistan, Sudan, Caucaso, Angola, Zambia, Iran, Giordania, Tanzania, Burundi, Ruanda, Sri Lanka, Siria, Malawi, Yemen.
Si chiama Laura Boldrini.
Ma adesso raccontatemi cosa stracazzo avete fatto nella vita voi che la insultate.

Io mi ricordo un'anziana signora del mio paese che diceva a tutti "oh, ma mia figlia lavora col computer, eh!" e si stimava. Uh... quanto si stimava.
E voi vi chiederete: che faceva? La programmatrice, la sysadmin? No, faceva l'impiegata e usava MS Word. Agli occhi della madre però era una semidivinità perché lavorava col computer.

Più o meno siamo allo stesso livello di coloro che pubblicano il CV della boldrinova pensando sia eccezionale.

Ehm... no, non c'è niente di speciale in quel CV. Basta leggerlo con calma.

Sicché, laurea in giurisprudenza a 24 anni. Capisco che in un paese di fuori corso può sembrare una cosa da primi della classe, ma laurearsi a 24 anni non è niente di speciale.
Mentre già lavorava! specificano. E sti cazzi. Quanti studenti lavorano pure?

Dopodiché, si laurea a 24 anni e il CV segue...
Fra i 26 ed i 27 anni lavora in RAI con contratti a tempo determinato nella produzione radiofonica.

Che ha fatto tra i 24 e i 26 anni? Boh.
Avrà fatto qualche viaggetto per il mondo con la poderosa, che ne so. Ma quelli li ha fatti anche di battista. E anche un tizio del mio paese che amava le sigarette farcite.

Ma torniamo alla boldrinova: fa qualche lavoretto per la RAI e a 27 anni si trova sostanzialmente a 3 anni della laurea senza uno straccio di esperienza professionale degna di nota. Si laurea in giurisprudenza ma la sua carriera nel campo è fondamentalmente nulla.

A quel punto però arriva il colpo di culo
A 27 anni vince (VINCE) un concorso come Junior Professional Officer e comincia quindi la sua carriera all'ONU, lavorando per quattro anni alla FAO come addetta stampa.

Il concorso. Il mitologico concorso. Poteva finire la sua vita a fare lavoretti qua e là (perché ormai la carriera legale era andata) e invece si sistema.
Vince (anzi VINCE, come scrivono loro) un concorso. Alle poste? In comune? Nel corpo forestale dello Stato? No, all'ONU.
Posticino dove gli stipendi sono giusto un filino superiori rispetto a quelli delle poste o del catasto. Sì, insomma, se vincere un concorso è fare bingo, vincerlo all'ONU è come fare 6 al superenalotto. Ti sei sistemato per la vita. E infatti dall'ONU la boldrinova non muove le chiappe finché non viene eletta alla Camera.

La cosa curiosa è che si loda il fatto che abbia vinto (VINTO) un concorso. Mi spiego, se il concorso lo vince chi ti sta sul culo dici che l'ha vinto perché è un raccomandato, è tutto un magna magna, vincono sempre si soliti... Se lo vince la tua amichetta l'ha vinto perché è brava e meritevole. Patetici.

Dopodiché, questa entra all'ONU a 27 e rimane lì. Quattro anni come addetta stampa, cinque anni come portavoce e addetta stampa, e infine 14 anni come portavoce.
Ho evidenziato i ruoli perché voglio sia ben chiaro: la boldrinova non ha mai creato alcun contributo originale nel suo lavoro.
L'addetto stampa è di solito uno scribacchino che scrive i comunicati stampa in modo che poi le redazioni possano copiarli con pochi cambiamenti così da ottenere un articolo già fatto. Crea video e audio pronti per essere riutilizzati dalle emittenti.

Il portavoce è fondamentalmente uno che sa scrivere bene, che è capace di infiocchettare le idee del capo e di renderle presentabili per il pubblico e la stampa.

C'è di sicuro della professionalità in tutto questo: devi saper rispondere nel modo giusto alla domanda  di un giornalista, devi essere diplomatico, devi portare al pubblico il pensiero di un altro anche quando non lo condividi, e devi farlo usando bene le parole. Ma alla fine il tuo lavoro è sempre portare la voce di un altro, non la tua.

Ha lavorato per l'ONU, ma il suo contributo personale in queste importanti agenzie è stato nullo. Non è che quando lavorava alla FAO ha creato un piano migliorare la produzione di cibo in Africa. No, scriveva comunicati stampa per raccontare il lavoro degli altri che facevano ciò.

Eh, ma faceva le missioni in giro per il mondo! E sti cazzi.
Girava il mondo per missioni sempre come portavoce e addetto stampa. Non è che andava a guidare il trattore in Africa per seminare i campi.
Ho conosciuto diplomatici che sono andati ugualmente in Iraq e te lo dicevano candidamente: avevano tutte le comodità, quando uscivano avevano la scorta armata, e in più lo stipendio era maggiore per l'indennità di missione in luogo pericoloso e avevano scatti di carriera aggiuntivi.
Questi funzionari mica vanno in quelle zone a fare i missionari, ci vanno sempre da strapagati e privilegiati.

Sì, perché prima di entrare alla Camera lo stipendio della boldrinova era questo:



121 mila dollari statunitensi. Una enormità per un portavoce. Ripeto, per un portavoce, uno che non crea nulla di originale ma che infiocchetta le idee altrui.

Poi lo capisci perché la boldrinova si convinca di essere una super-donna. È stata abituata a prendere stipendi da favola, è normale che pensi di valere tanto. Quello che nessuno le ha spiegato è che non prendeva quello stipendio perché valeva tanto, ma perché faceva parte di una casta di privilegiati parastatali.

E il CV finisce qua. Entra a 27 anni all'ONU e ci rimane fino all'elezione a Montecitorio come membro di una casta di privilegiati facendo lavori strapagati in cui non crea niente di originale ma porta la voce agli altri.

Pensate forse di incantare la gente con questo CV?
Mi vengono in mente almeno due dozzine di conoscenti (ma anche di più se mi ci metto) che hanno fatto molto di più. Credete davvero che sia un CV eccezionale?
Oh, io ve lo dico: vi state rendendo ridicoli. Sì, perché dicendo che il CV della boldrinova è eccezionale vi mettete allo stesso livello della casalinga che va in giro a vantarsi che la figlia lavora col computer.

Boldrinova 2 – a morte il Re!

August 15th, 2017 by mattia | 10 Comments | Filed in bufale, ignoranza, politica
La boldrinova manifesta i sintomi del potente chiuso nel suo cerchio di collaboratori che dicono solo ciò che vuol sentirsi dire. Fondamentalmente la boldrinova è convinta che gli insulti che riceve siano dettati dal fatto che è donna e che porta avanti battaglie per le donne. È convinta che sia insultata perché è una donna che ricopre un ruolo di potere, una che ce l'ha fatta.
In realtà non è questo il motivo.

Di donne che hanno ricoperto quel ruolo ce ne sono già state, ma nessuna è stata insultata quanto lei. Di donne che hanno fatto battaglie femministe ce ne sono già state ma parimenti nessuna è stata attaccata quanto lei.
La boldrinova viene attaccata perché è inadeguata al suo ruolo. È una persona che al massimo può presiedere il circolo delle bocce, non la Camera dei Deputati. Una persona che si rende conto di ricoprire un incarico sopra le proprie capacità di solito si dimette con un po' di vergogna. La boldrinova no, la boldrinova s'indispettisce se qualcuno cerca anche solo di farle capire con le buone che sbaglia. Si ritiene infallibile, e nessuno deve permettersi di dire l'opposto.

Prendete questo esempio. Persino Giachetti (non proprio un grullino) cerca di far capire alla boldrinova che non può chiudere gli interventi in dichiarazione di voto a coloro che non si sono prenotati, perché il regolamento non lo prevede. E questo per un motivo molto semplice: un deputato può decidere di intervenire durante il dibattito per rispondere all'intervento di un altro deputato. Come diavolo fa a programmare un intervento di risposta?
A quel punto la boldrinova poteva rispondere una cosa del tipo "senza dubbio, on. Giachetti. Io lo facevo per organizzare meglio i lavori ma se il regolamento consente di iscriversi a parlare per dichiarazione di voto fino all'apertura della votazione io sono qui ad assicurare questo diritto a ogni deputato. Ci mancherebbe altro"
Invece no, la prende sul personale perché non ammette che qualcuno le dica che sta sbagliando. Quindi tira fuori fantomatiche questioni di "correttezza" che con il regolamento non c'entrano una beata fava (e qui mi tocca - amaramente - dare ragione a toninelli).

Questo è solo un esempio, ma ce ne sono mille mila. La boldrinova semplicemente non ha alcuna autorevolezza. Questo la porta ad essere attaccata dai scalmanati del M5S e non difesa dai suoi.

Autorevolezza. Che non è umiltà, né simpatia. Uno può essere anche antipatico, ma se è competente, se prende le decisioni giuste e se è corretto nel prendere quello decisioni (senza farsi guidare da simpatie o antipatie) allora la gente lo rispetta.

I molestatori della base che le scrivono insulti sul feisbuc sono ovviamente i più scalmanati. Sono coloro che sentono i deputati attaccare la boldrinova per la sua palese incompetenza. I deputati dicono X e la base si spinge oltre dicendo X^10, arrivando così all'insulto.
Se però quei deputati dicessero "la boldrini ha idee assurde, però riconosco che è un ottimo presidente della Camera che rispetta i diritti di tutti i deputati" la base non arriverebbe mai a insultarla.

Lo specifico affinché sia chiaro: non sto giustificando gli insulti alla boldrinova. Anche perché basta evidenziarne l'incapacità al ruolo, non serve passare agli insulti.
Io qui spiego da dove nascono quegli insulti. Non nascono dal sessismo come pensa la boldrinova, ma come risposta alla sua boria. Risposta esagerata e da denuncia? Certo, ma sempre da lì nascono.

Nascono come risposta alla sua boria e alla sua incapacità di dialogare. L'insulto arriva per palese disparità di potenza di comunicazione. Da una parte hai una persona che appena apre bocca si trova legioni di giornalisti adoranti a riportare ogni sua frase, un presidente della Camera che sfrutta il suo ruolo per fare propaganda politica.
Dall'altra parte c'è un cittadino impotente, senza voce. Una persona che per farsi sentire deve gridare. Gridare fino all'insulto.

Ancora una volta: non sto difendendo l'insulto (chiaro, caproni?), sto solo spiegando da dove arriva.
Quando il Re non era autorevole la gente ha sempre gridato a morte il Re.
E il libri di storia ti spiegano come mai la gente non amava il Re. E di come il Re fosse sufficientemente sciocco da non capirlo.

Colpa d’o štato

August 14th, 2017 by mattia | 9 Comments | Filed in ignoranza, politica


Le affermazioni di di maio sull'abusivismo edilizio di necessità sono inquietanti, anche perché questo tra qualche mese rischia di andare al governo.

Sono inquietanti per due motivi.

Il primo è che questa è una tipica mentalità che trovi quando vai nelle periferie campane e chiedi alla gente cosa ne pensa della camorra. Alcuni ti risponderanno che non esiste, gli altri diranno che... è colpa dello štato.
Sempre colpa d'o štato. Vanno a fare la bassa manovalanza della camorra? Colpa d'o štato che non gli dà il lavoro. Costruiscono la casa abusiva? Colpa d'o štato che non costruisce per tutti una villa a 12 vani con piscina e sauna.
Non lo tolleri, ma lo capisci, se certe cose te le dice un posteggiatore abusivo messo lì dalla camorra. Se le dice il vice presidente della Camera no, non accetti che dica certe cose.

Il secondo motivo è che il M5S, alla vigilia della prima occasione in cui può andare al governo di qualcosa di grosso, come la regione Sicilia, già inizia a fare quello che non vuole scontentare nessuno. Perché lo sa benissimo che se promette di tagliare i vitalizi dei consiglieri regionali lo votano in molti, ma se promette di fare una pulizia totale di tutte le illegalità commesse nella regione prende sì e no il 10%.
E allora mica puoi dire che abbatti tutte le case abusive. Poverini... è colpa d'o štato.
Ecco, per me chi non ha il coraggio di dire quello che pensa perché ha paura di perdere voti è bene che stia lontano dalla politica.

A parti rovesciate

July 26th, 2017 by mattia | Comments Off on A parti rovesciate | Filed in politica, repubblica ceca
Domenica scorsa si parlava di politica davanti a un bicchiere di vino con i vicini di cantina.

Ci ho messo un bel po' a spiegare che in italia la sinistra è a favore degli immigrati clandestini.

  • ma quindi anche il partito comunista è per i "migranti"?

  • be', diciamo la mezza dozzina di partiti comunisti, ché a sinistra del PD ce ne sono forse anche di più. Comunque sì, sono a favore dell'invasione.

  • E la destra?

  • La destra è contro.

  • Aspetta, mi stai dicendo che in italia la destra è contro gli immigrati clandestini e la sinistra è a favore

  • Ehm... sì.

  • Che paese bizzarro l'italia.


Perché in Rep. Ceca è l'opposto, se non l'avevate capito.

Quando vi parlano di valori di destra e sinistra come se fossero valori assoluti ricordatevi che basta fare qualche centinaia di chilometri e i valori s'invertono e che non c'è niente di più relativo.

Bastava leggerci dentro

July 13th, 2017 by mattia | 7 Comments | Filed in ignoranza, politica
Tante parole spese in questi giorni sulla proposta di legge fiano quando in realtà bastava leggere la relazione introduttiva alla legge stessa. Quell'introduzione che chi propone la legge deve scrivere per illustrare ai colleghi l'importanza e la necessità di approvare quella legge.
La trovate qui (evidenziazione mia):



Nonostante, infatti, vi siano numerose sentenze della Corte di cassazione (da ultimo la sentenza n. 37577 emessa dalla prima sezione penale il 12 settembre 2014) che hanno confermato che il saluto romano è un gesto perseguibile sulla base della legislazione vigente, bisogna anche tenere conto che ad esempio di recente, nel marzo 2015, il tribunale di Livorno ha assolto quattro tifosi scaligeri ripresi dalle telecamere nell’atto di compiere il saluto romano durante la partita di calcio Livorno-Hellas Verona del 3 dicembre 2011, valida per il campionato di serie B. Il giudice livornese, infatti, dopo aver ricostruito il quadro storico in cui sono state approvate la legge Mancino e la legge Scelba, cui la prima fa riferimento, ha ritenuto che il fatto non costituisca reato in quanto ai fini della sussistenza dello stesso è imprescindibile che il comportamento censurato determini un pericolo concreto e attuale di riproposizione quei movimenti in tutte le sue forme e che il saluto romano non costituisce reato poiché «non è punibile il gesto in sé».

In pratica, che cosa è successo? Ci sono state persone che hanno fatto il saluto romano ma sono state assolte perché il giudice ha detto che fare il saluto romano non fa tornare il fascismo (ma va?)
Affinché ci sia reato il gesto deve causare un concreto pericolo di cadere in un regime non democratico. Cosa che ovviamente non esiste in tutti questi casi in cui quattro gatti invasati si trovano in un cimitero o in un agriturismo a rimembrare i bei tempi andati (ché normalmente li guardi e ti fanno pena, più o meno come i vegani).
C'è reato se quelle persone vanno coi bastoni a fare azioni violente, se fanno un colpo di Stato, se si propongono di sovvertire le regole della democrazia. Ma finché fanno i nostalgici non c'è reato perché non c'è nemmeno pericolo per la democrazia.

E questa dovrebbe essere una regola di buon senso: la libertà di pensiero si ferma solo là dove crea pericolo per la collettività.

Ecco, il PD vuole intervenire proprio lì. Non gli basta punire chi mette a rischio la democrazia. Vuole punire un'ideologia anche quando non crea nessun pericolo.
Una cosa che oltre a essere incostituzionale è un filino fascista. Ops...



Barare

June 30th, 2017 by mattia | 26 Comments | Filed in politica, repubblica ceca


Cerchiamo di mettere le cose in chiaro una volta per tutte.

Quando un paese aderisce all'U.E. accetta certe regole. Quando si parla di immigrazione, ad esempio, quel paese s'impegna ad accettare tutti i cittadini dell'Unione Europea sul proprio suolo. A certe condizioni tra l'altro: devono dimostrare di avere un alloggio, un lavoro o altri fondi per mantenersi e un'assicurazione sanitaria. Mica che uno ha diritto ad abitare in un altro paese dell'UE facendosi mantenere dai servizi sociali di quel paese.
Se hai quei requisiti puoi abitare dove vuoi e uno Stato UE non può vietartelo (ma può sempre espellerti se violi la legge di quel paese).

Questi sono gli impegni in tema di emigrazione che un paese, ogni paese, che è entrato nell'UE si è preso: accettare i tutti i cittadini UE, sotto alcune condizioni.
Per i cittadini non UE ogni paese si riserva il diritto di rilasciare visti d'ingresso secondo i propri criteri.

Nessuno ha mai detto ai paesi entrati nel 2004, giusto per non andar lontano, che avrebbero dovuto accettare persone che non sono cittadini UE, che non hanno mezzi per sostenersi e che non c'entrano un tubo con la cultura europea.
Mai.
Quella regola è venuta dopo l'ingresso nell'UE.

Questo si chiama barare. Barare legalmente, barare con tutti i trattati e i codicilli, ma pur sempre barare.
Certe cose vanno dette prima. Nel 2003 l'UE avrebbe dovuto dire ai cechi: aderendo all'UE mica vi impegnate ad accettare solo immigrati dall'UE. Gli immigrati dall'UE li dovete accettare ad alcune condizioni, vero. Ma poi dovrete accettare anche migliaia di clandestini che non sappiamo dove mettere. Ah, mi raccomando, non permettetevi di dargli da mangiare un vepřové koleno che vi sputano in faccia. E voi dovete accettare gli sputi in faccia sorridendo pure.
Sì, insomma, con l'adesione all'UE noi ci prendiamo il diritto di riempirvi il paese di persone che non c'entrano niente con la vostra cultura e voi non potete farci niente.


Secondo voi cosa avrebbero votato al referendum del 2003? Sì o no?

Oh, si tratta di essere onesti. Non è che prima puoi dire che se entri nell'UE puoi tenerti il diritto di rilasciare o meno, a tua discrezione, visti ai cittadini non-UE e poi invece scavalchi questo principio e obblighi un paese ad accettare cittadini non-UE. Anche perché a quel punto uno si chiede: ok, ma allora le mie ambasciate nel mondo perché cavolo esaminano domande per ottenere visti?

Bastava dirlo, e magari si sarebbe fatta un'altra scelta. Non l'avete fatto, avete barato e ora accusate gli altri di non stare ai patti?

Seconda riflessione.
Dietro tutto questo discorso c'è una errata convinzione: paesi come la Rep. Ceca sono palle al piede dell'Europa che teniamo dentro solo per far loro un piacere. Sono paesi di serie B che possiamo cacciare dall'UE con un calcio nel culo rimandandoli nella miseria da cui li abbiamo tirati fuori.
Tornino pure a fare la coda per le banane!

Ehm... non è così.

Guardiamo pure i dati dell'immigrazione.
In italia ci sono 5.717 cittadini cechi. In Rep. Ceca ci sono 4.550 italiani.
Più ovviamente tutti quelli che non si registrano (e sono tanti, tanti).
I numeri sono simili, ma considerando che l'italia ha una popolazione 6 volte superiore le proporzioni sono presto fatte: in proporzione ci sono 5-6 volte più immigrati italiani in Rep. Ceca che l'opposto.
I cechi che abitano in italia sono quasi sempre donne che sposano uomini italiani, mentre in Rep. Ceca gli italiani vengono a lavorare. La freccia dell'emigrazione punta verso di qua non verso di là.

La disoccupazione in Rep. Ceca è al 3,7% e quella giovanile al 10,5%. In Sicilia siamo al 22% e 56% rispettivamente. Se c'è una palla al piede in Europa è la Sicilia, non la Rep. Ceca.

Questo è l'andamento del debito pubblico ceco sul PIL



Significa che non solo è stato costruito un paese moderno, ma si è anche usciti dalla crisi senza fare esplodere il debito. Ché è facile uscire dalla crisi facendo debito, sono capaci tutti; poi però se il debito ti rimane non hai risolto niente.
Qui invece si è usciti dalla crisi e il debito pubblico sul PIL è già calato dal 44-45% degli anni 2012-2013 al 37%.

Nello stesso periodo il debito pubblico su PIL dell'italia è stato questo:



Era già alto, è arrivata la crisi e l'ha aumentato ed è rimasto alto. Non fa nemmeno finta di ritornare a livelli pre-crisi.

La Rep. Ceca è un paese che non solo si è sviluppato e ha un'economia che corre, ma ha anche i conti a posto. Il che consente di avere tasse basse che attraggono investimenti anche adesso che non siamo più un paese appena uscito dal comunismo. Negli ultimi 28 anni la Sicilia come si è sviluppata?

Un paese così l'UE ha interesse a tenerlo dentro, non a buttarlo fuori.
Poi se volete continuare a credere che qui si faccia la coda per le banane fate pure.