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#dallossodimettiti

February 11th, 2016 by mattia | 11 Comments | Filed in ignoranza, politica

La scorsa settimana c’è stata questa polemica per Gasparri che, intervistato da Lucci al Family Day, si è mostrato sorpreso della sua presenza dicendo che quello non era l’Handicappato Day. E via di #gasparridimettti sul tuitter.

La reazione più dura quella del bepputato matteo dall’osso che dall’emiciclo di Montecitorio ha chiesto le dimissioni di Gasparri e l’ha mandato a fanculo (letteralmente).

Capiamoci, Gasparri è una persona che in un paese normale verrebbe confinata al bar o al campo di bocce, e su questo siamo tutti d’accordo.

Qualche riflessione invece sarebbe bello farla su matteo dall’osso. Questo qui:

matteo dall'osso

Quello a sinistra, mentre quello a destra è quello dei microchip.
Matteo dall’osso è ammalato di sclerosi multipla e un attivo divulgatore della bufala secondo cui la sclerosi multipla sarebbe causata da metalli pesanti introdotti nel corpo ad esempio tramite le vecchie otturazioni dentarie.

Ovviamente non c’è alcuna evidenza di questa teoria, nessun dato che la confermi. Rimane una fantasia di dall’osso e di quelli che gli credono.
Dall’osso si è fatto togliere dell’otturazioni, dopodiché ha avuto un periodo in cui stava meglio e ha fatto due più due mettendo gli eventi in rapporto di causalità.
Se prima del periodo in cui è migliorato si fosse fatto un bagno nella merda di cavallo adesso andrebbe in giro a dire che per guarire dalla sclerosi multipla si deve fare il bagno nella merda di cavallo.

La scienza non funziona così (o ovviamente dall’osso non lo capisce, visto che da buon militante del M5S non sa niente di come funziona la scienza). Un singolo caso non dice nulla (non poco, nulla). Per iniziare a dedurre qualcosa servono esperimenti con numeri sufficientemente alti. Come dire, da un punto passano infinite rette: se mi dài un solo punto non mi dici niente. Se mi dài due punti inizio a intravedere una retta, se me ne dài tra posso identificare un seno e così via… Tanto più è complessa la realtà, tante più sono le variabili che potrebbero influire sul risultato tanti più sono i dati che ti servono per trarre delle conclusioni.
Un solo caso di un solo paziente non dice nulla.
Bisogna fare ricerca, analizzare una moltitudine di casi. Questa teoria dei metalli pesanti che causerebbero la sclerosi multipla non ha avuto alcuna conferma dalla ricerca.

Dall’osso invece va alla Camera a dire che lui è il caso vivente che la sclerosi multipla si combatte senza necessità di fare ricerca scientifica (tramite la sperimentazione animale) ma semplicemente disintossicandosi dai metalli pesanti.

Non c’è bisogno di altre prove, basta lui. Macché ricerche, macché pubblicazioni scientifiche revisionate da pari, macché controllo scientifico indipendente. Basta solo la sua storia che dovrebbe trovare applicazione per tutti.
Tanto che secondo lui e il suo sodale non c’è nemmeno bisogno di fare ricerca, ti fornisce già lui la soluzione.

Ora capite che questi tizi sono mille volte più pericolosi di gasparri. Perché questo far lo sbruffone, insulta a destra e a manca, ma tolto questo è una persona innocua. Certo, fa dei danni all’immagine del paese avere un vicepresidente del Senato che si comporti così, ma basta considerarlo per quello che è e tutto passa.

Il deputato dall’osso invece è pericoloso sul serio. Provate a immaginare cosa succederebbe se i due tizi della foto andassero al governo. Il giorno dopo chiuderebbero lo stabulario di Modena e tutti gli altri laboratorio dove si fa sperimentazione animale vanificando lustri di ricerca scientifica (vera). Nel contempo applicherebbero teorie non verificate scientificamente ai malati solo perché ne sono convinti loro. L’italia, se dall’osso andasse al governo, diventerebbe un paese in cui in ospedale ti tolgono le otturazioni dei denti per curarti dalla sclerosi multipla perché dall’osso si è convinto che è quello a causarla. Poi fa niente se non funziona, basta che lo dice dall’osso, mica c’è bisogno di fare ricerca.
La ricerca sarebbe bloccata all’istante e invece delle pubblicazioni scientifiche la fonte scientifica di riferimento diventerebbe il sito di dall’osso.
Roba da far sprofondare l’italia nel medioevo.

Per questo dico che a me Gasparri dà pure fastidio, ma di lui non mi importa più di tanto. Di gente come dall’osso invece sì. Se c’è qualcuno che si deve dimettere, per l’insulto alla scienza e alla ricerca, questo è dall’osso.

 

Due euro

February 8th, 2016 by mattia | 3 Comments | Filed in politica, riflessioni

Facciamo i conti della serva.

Sala ha preso 25.600 voti, Balzani 2.0516. La differenza sono 5.084 voti.

Per votare alle primarie bisognava pagare due euro, che per 5.084 fa 10.168 euro.
Alla Balzani bastava investire circa 10 mila euro e in automatico era lei la candidata sindaco. Certo, poi bisogna anche trovarle quelle 5 mila persone.
Ma che vuoi, a Milano ci sono 248 mila stranieri, di cui 42 mila filippini, 32 mila egiziani, 28 mila cinesi, 21 mila periviani, 16 mila singalesi, 13 mila equadoregni e 13 mila romeni.
Tu vai dal capoccia degli egiziani o dei filippini e gli dici: ti do un euro per ogni persona che mi porti. Metti anche due euro da dare a chi ti controlla ai seggi che porti davvero le persone.

In totale fanno 10 mila euro per i soldi necessari a votare e altri 10 mila euro (a star larghi) il sistema di reclutamento e controllo. Fanno 20 mila euro. Vuoi allargarti e avere un po’ di margine di sicurezza? Fai 30 mila euro.

Una cifra più che abbordabile, anche perché poi devi affrontare una campagna elettorale per diventare sindaco di Milano dove dovrai spendere più di un milione e mezzo di Euro (Pisapia spese 1,7 milioni). Figurati se non riesci a stanziare 30 mila euro per le primarie.

Stupida la Balzani a non pensarci.

Io lo dico da secoli, le primarie aperte a tutti sono un meccanismo pericolosissimo. Vuoi fare quello democratico? Benissimo, fai votare tutti gli iscritti al partito, magari con limitazioni del tipo che devono essere iscritti da almeno due o tre anni, per evitare che si vendano blocchi di tessere due settimane prima delle primarie (tessere di certo non vendute a due euro, tra l’altro).

Ma far votare chiunque passi per strada si presta a manipolazioni che si fanno con pochissimi soldi. Pensate anche solo se un partito avverso volesse sabotarle: che ci vuole a mandare i propri militanti e sostenitori in incognito a votare? Pensate che a Milano si conosca la fede politica di quello che vive due isolati più in là?

Se ci fosse un centrodestra organizzato a Milano avrebbe potuto mandare i suoi militanti a votare in gruppo il candidato con meno possibilità di farcela poi alle elezioni vere.

Che controllo hanno su chi viene a votare? Nessuno.

E forse non vogliono neanche averlo, perché se da una parte primarie in cui vota chiunque sono a rischio manipolazione con poche migliaia di euro dall’altra… be’, è utile avere un meccanismo per poterle manipolare.
Da una parte fanno finta di fare i democratici, dall’altra si tengono in tasca il loro bel strumento per eventualmente manipolare la scelta dei candidati con poco sforzo.

 

La Madonna coi baffi e i peli sulla schiena

February 7th, 2016 by mattia | 5 Comments | Filed in ignoranza, politica

Prima di tutto vorrei ricordare a coloro che professandosi cattolici, divulgano una certa forma di cattolicesimo – magari non all’interno di quest’Aula, ma sicuramente al di fuori di essa – che forse non considerando il fatto che Gesù bambino stesso ha goduto di un padre che non era il suo padre naturale e non credo che questo sia mai stato concepito dal dettato del Vangelo come un elemento a discapito della serenità di questo bambino che per trent’anni è cresciuto con l’affetto di un padre consapevole di non essere il padre naturale.

la senatrice maria mussini via senato.it (evidenziazioni mie)

In molti si sono detti scandalizzati per questa affermazione della mussini in Senato durante la discussione della porcata cirinnà.

Si sono detti scandalizzati dicendo che era una blasfemia.
Sinceramente, chi se ne frega dell’eventuale blasfemia (che manco vedo). La blasfemia è solo negli occhi di chi la considera tale. Altrimenti se domani io dico che la carbonara mi fa schifo poi un gruppo di pastafariani può darmi del blasfemo. Cazzi loro se considerano un insulto alla pasta come balsfemia.

No, il problema di quella dichiarazione non sta nell’eventuale blasfemia, il problema è semplicemente che è una idiozia.
Una puttanata gigante.

Piccola nota: sarebbe bello capire cosa sa la senatrice mussini del rapporto di Gesù con San Giuseppe e come fa ad escludere che fosse conflittuale. Le notizie della fanciullezza di Gesù nei vangeli sono così scarne, Giuseppe non dice manco una parola. Anzi, se proprio vogliamo guardare Gesù aveva il suo bel modo di rispondere ai genitori, come quella volta che a dodici anni l’avevano perso e dopo averlo trovato nel tempio a parlare coi dottori quelli gli dissero “Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo” e Gesù rispose: “Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?” coi genitori che nemmeno capivano cosa volesse dire.
Posso solo immaginare come fosse serena l’atmosfera in casa con un bambino che ti risponde così.

Ma facciamo finta di niente, sorvoliamo su questo “dettaglio”. Poniamo pure che Gesù fosse cresciuto in un’atmosfera famigliare idilliaca.

Ecco, ha ragione la mussini quando dice che san Giuseppe non era il suo padre naturale. Ma… ma… ma era un maschio. E Maria una donna.
Donna+uomo, marito e moglie. Chiaro?
San Giuseppe che adotta il figlio di Maria non ha niente di diverso da migliaia di uomini che adottano il figlio della propria moglie. Cosa totalmente legale e che non mi risulta contestata da alcun cattolico.
Anzi, di cattolici eterosessuali che adottano figli, anche dei coniugi, sono piene le prime panche delle chiese.

Capisco che per una persona eletta col M5S capire un concetto, anche così banale, non è mai semplice. Ma Giuseppe che adotta Gesù non ha niente a che vedere con la porcata del ddl cirinnà, che invece prevede l’adozione del figlio del coniuge per coppie omosessuali.
Forse la mussini è un po’ distratta ma Giuseppe e Maria erano una coppia eterosessuale. Giuseppe non era il carpentiere dei Village people e la Madonna non era Mario, un geometra coi baffi e i peli sulla schiena.

 

Qualcuno glielo spieghi.

Ah, se i preti potessero sposarsi

January 30th, 2016 by mattia | 5 Comments | Filed in ignoranza, politica

I sostenitori del ddl cirinnà sono così disperati che sono finiti per attaccarsi a… sandro bondi.

Sì, lui. Quello che scriveva le odi a berlusconi. Quello che prima era comunista perché viveva in un paese dove per vincere dovevi essere comunista poi è diventato berlusconiano quando per arrivare al governo dovevi essere berlusconiano.
Ora si vede che gli conviene fare l’amico dei ghei e rinnega il suo passato in Forza Italia a prendere ordini dai vescovoni senza provare un briciolo di vergogna.

Il leccapiedi utile per ogni stagione.
Uno che in un paese normale non avrebbe nemmeno più la faccia da mettere in pubblico.
Ecco, sono arrivati a portare in palmo di mano questo tizio.

Avesse detto cose sensate almeno.

Se anche i sacerdoti potessero sposarsi, comprenderebbero meglio che cosa è una famiglia, nel bene e nel male

un concetto che puoi sentire in qualsiasi bar, non serve andare al Senato.

Caro il mio bondi, se anche lei fosse sacerdote… vede, la stessa argomentazione può essere ribaltata su di lei.
Pretende di sapere che i sacerdoti non sanno nulla di cos’è la famiglia perché non ne hanno una?
Bene, allora lei non sa niente di cosa significa essere sacerdote perché non lo è.

Se lo fosse saprebbe che i sacerdoti conoscono molto meglio di lei la realtà della famiglia. Perché è vero che non ne hanno una, ma per il lavoro che fanno entrano in contatto con centinaia e centinaia di famiglie. Si va dalla confessione alle richieste di sostegno economico fino ai casi di assistenza morale.
Alla porta del prete bussano persone che si confidano e cercano un sostegno. Quante persone sono venute da lei a chiedere un consiglio su cosa fare? A quante ha fatto assistenza morale. A un paio di amici coi quali è in confidenza, forse. Il prete lo fa con centinaia di persone. È lo psicologo della mutua a cui molti si rivolgono.

Le assicuro che un sacerdote conosce tante di quelle storie, riceve tante di quelle confessioni che ha un quadro così ricco di che cos’è la famiglia che lei nemmeno può immaginare.
Anzi, può raccogliere quelle storie proprio perché non ha una famiglia, è una persona con cui la gente si apre più facilmente proprio perché “neutra”.

Magari può anche fare un giro in un convento di clausura, e per quanto le sembrerà controintuitivo scoprirà che persino chi sta in clausura conosce la realtà delle famiglie meglio di lei, ché sono persone con cui la gente si confida.

No, non ha bisogno di sposarsi un prete per sapere cos’è una famiglia.
Questa è una argomentazione stupidina, una frasettina che funziona solo coi decerebrati.

 

La rottamazione della rottamazione

January 30th, 2016 by mattia | Comments Off on La rottamazione della rottamazione | Filed in politica

L’altroieri ho letto sul tuitter i lanci del nuovo rimpasto di governo e mi sono messo a sorridere. Sembrava il rimpasto del governo Andreotti V. Tutte le poltrone meticolosamente distribuite col bilancino per tenere in sieme la baracca.
La poltrona all’ex-SEL passato al PD per ricompensarlo del cambio di rotta. Lo stesso che qualche tempo fa si ritirò dalle primarie per le regionali in Campania dove era era stato mandato allo sbaraglio dal governo con la promessa di fare il governatore e ne è uscito con le ossa rotte. Il giochino funziona così: il boss ti usa per i suoi giochi politici, a te non te ne viene in tasca niente, anzi ne esci con le ferite da leccarti, e come compensazione per tenerti buono ti dànno una carica pubblica.

Ci sono le poltrone date a partiti che ormai non sono nemmeno più rilevati dai sondaggi ma che sono presenti in parlamento, e il cui unico scopo è quello di spremere l’opportunità finché dura la legislatura, perché sanno che al prossimo giro scompaiono. Renzi potrebbe anche mandarli a cagare, tanto lo sa che non farebbero mai cadere il governo, visto che sono quelli che temono di più le elezioni. Ma perché rischiare? Gli dà qualche poltrona e stanno a cuccia. Dopo tutto non costa niente a renzi regalare qualche posto di viceministro o sottosegretario. Sono pezzi di Stato che può permettersi di usare come pedine di risiko. Poi chi se ne frega se al ministero mandano una persona incompetente.

C’è quello che diventa ministro perché si è immolato alle regionali. Secondo voi che voglia aveva di candidarsi presidente alle regionali del Piemonte sapendo in partenza che avrebbe preso una tranvata? Nessuna. Spreco di energia e risorse per niente da una parte (tanto il posto a Roma già lo aveva), e rischio di fare una figuraccia per i pochi voti presi dall’altra. Però qualcuno dovevano pur candidare. Allora gli dicono: tu ti candidi anche se sai di prendere una tranvata e poi io appena possibile ti do lo zuccherino della promozione a Roma.

Ah, poi c’è Dorina Bianchi. Dorina Bianchi!
Una che si è fatta CCD, UDC, La Margherita, PD, UdC, PdL, NCD.

A un certo punto aspettavo che facessero il nome di Renato Altissimo.

Poi guardo questo quadro d’insieme e mi metto a pensare a quel ragazzo che parlava di rottamazione.
Quante risate (amare).

Quando lo dicevo io…

January 28th, 2016 by mattia | 12 Comments | Filed in politica

No, perché poi mi dicono: cosa fai, ti metti a sparare sui barconi di clandestini?

E io rispondo: no, certo. Li soccorro, li faccio sbarcare e li rifocillo. Poi verifico se hanno i criteri per ottenere l’asilo.
Lo verifico velocemente e poi decido.
Chi riceve l’asilo rimane, chi no invece torna a casa. Lo metto su di un aereo e se ne torna al suo paese e se vuole entrare in italia lo fa con un regolare visto come fanno tutti gli altri. Nessuna scorciatoia. Altrimenti chi fa il visto chi è, il più pirla. Chi rimane a casa perché gli è stato rifiutato il visto ha scritto giocondo in testa?

A quel punto mi dicono: bravo, e chi paga per gli aerei?

Già, e quanto vuoi che costi portare una persona via aereo in classe economica in una qualsiasi parte del mondo? Due mila euro? Mi viene difficile pensare a un biglietto aereo che costi di più (sono andato con molto meno a Honolulu che sta dall’altra parte del mondo). Poi fai i contratti per migliaia e migliaia di biglietti, prenoti aerei interi, hai voglia se non strappi un prezzo migliore.
Adesso fai il conto di quanto ti costa mantenere ognuno di questi nelle strutture ricettive (spesso alberghi) per mesi o anni. Un paio di mesi in albergo a spese dello Stato vuoi che non ci paghi un biglietto aereo per rimandare il clandestino da dove viene?

Allo Stato conviene decisamente essere rapido nel vagliare le domande di asilo e rispedire velocemente a casa coloro a cui viene negato. Cosa meno un biglietto aereo che non mesi e anni in albergo.

Lo dico io e dicono “sì, ma…“. Adesso la Svezia, la civilissima Svezia decide di farlo in concreto. Vediamo cosa si inventeranno.

La bufala degli immigrati che ci (vi) pagano la pensione

January 27th, 2016 by mattia | 28 Comments | Filed in bufale, ignoranza, politica

C’è questa storia che sento periodicamente: gli immigrati sono una risorsa economica, pagano più di quello che ricevono, ci pagano le pensioni!

Diciamolo subito: è una balla.
Che poi lo dica la boldrini ci può anche stare (cazzata più, cazzata meno…), ormai è una battaglia persa. Tutti gli altri invece potrebbero capirlo, una buona volta, che non è così.

Gli immigrati non ci (o vi, io non abito in italia) pagano la pensione. Pagano la loro di pensione. I soldini che ogni mese versano all’INPS non sono soldi che ci regalano. Sono soldi che pagano oggi e che riceveranno indietro tra X anni quando andranno in pensione.

Gli immigrati, come d’altra parte qualsiasi altra categoria di lavoratori, non regalano niente: prestano i soldi. Li prestano sì, ma poi li vogliono indietro.

Quando l’INPS incassa i soldi degli immigrati, da una parte prende ma contemporaneamente si assume un debito che un giorno dovrà restituire.

Che vantaggio ne ha?
Se vuoi dimostrarmi che gli immigrati sono una risorsa economica non puoi guardare solo il momento in cui dànno i soldi all’INPS ma anche il momento, nel futuro, in cui incasseranno. Poi fai i tuoi calcoli e mi dici qual è stato il tasso di interesse.
Calcoli quanto hanno versato gli immigrati nella loro vita lavorativa in italia, calcoli quanto gli restituisci sotto forma di pensione e salta fuori che gli abbiamo restituito gli stessi soldi con un interesse del 2%, del 5%, del 20% … che ne so, magari del -5%.

Ecco, se mi dimostri che restituiamo agli immigrati i soldi versati con un interesse negativo allora sì che ne abbiamo un vantaggio. Altrimenti…

Altrimenti se le pensioni che pagheremo saranno superiori ai contributi versati allora significa che i soldi presi in prestito dagli immigrati sotto forma di contributi saranno restituiti con un tasso di interesse positivo.
A quel punto per capire se abbiamo un vantaggio dovremmo semplicemente comparare questo tasso di interesse con i tassi di interesse che potremmo ottenere altrove.

Perché uno potrebbe dirmi: sì, ok Mattia, tutto torna, ma sta di fatto che se non ci fossero gli immigrati non sapremmo come pagare le pensioni.

Mica vero. Basta farsi prestare i soldi da qualcun altro.
Ed è una cosa che lo Stato già fa.

L’INPS nel 2014 ha pagato 410,3 miliardi in pensioni & C., mentre ha incassato 296,7 miliardi di contributi. La differenza? 113,6 miliardi di euro che arrivano dritti dritti dallo Stato.

Anche contando i contributi degli immigrati l’INPS non sta in piedi, ma ha bisogno che lo Stato ci metta una pezza. Una bella pezza di 113,6 miliardi di euro.
Se davvero gli immigrati ci pagassero la pensione significherebbe che darebbero contributi per coprire la differenza tra 296,7 e 410,3 miliardi. Col piffero, quei 113,6 miliardi ce li mette lo Stato, non gli immigrati.

E lo Stato dove va a prenderli quei soldi? Dalla fiscalità generale, innanzitutto. Poi siccome le uscite (compresi i trasferimenti INPS) sono superiori alle entrare lo Stato se li fa prestare.

Poniamo ora che tutti gli immigrati spariscano dall’italia. Qualcuno ha calcolato che i contributi previdenziali degli immigrati ammontano a 10 miliardi. Prendiamo questo valore per buono. Il buco dell’INPS passerebbe da 113 a 123 miliardi che lo Stato dovrebbe versare all’INPS.

Lo Stato dunque dovrebbe ricorrere al mercato per farsi prestare 10 miliardi aggiuntivi in titoli di Stato. Una cifra che lo Stato non avrebbe alcun problema a piazzare. A seconda degli anni (e delle relative scadenze dei debiti passati da rimborsare) infatti lo Stato ricorre al mercato per centinaia di miliardi di euro (nel 2015 circa 303 miliardi, nel 2016 saranno 256 miliardi e nel 2017  280 miliardi ). Dieci miliardi in più è persino minore della fluttuazione di anno in anno.

Non hai gli immigrati che versano 10 miliardi di contributi? Te li fai prestare dal mercato. Perché sempre un prestito è. I 10 miliardi che mi dànno oggi gli immigrati sono un prestito che io restituisco loro quando sono vecchi. Così come 10 miliardi che piazzerei in BTP trentennali sono ugualmente un prestito che restituirò a chi me li ha comprati tra 30 anni.

Nel 2014 lo Stato si è fatto prestare 280 miliardi con un tasso medio dell’1,35%. E si è fatto prestare 10 miliardi dagli immigrati a un tasso dello …? Boh.
Ho provato a chiedere all’esperta previdenziale di fiducia che però mi ha risposto che è un calcolo molto difficile (e ci credo, bisogna prevedere il futuro per sapere quanto vivranno – e quindi quanto a lungo riscuoteranno la pensione – questi signori che oggi ci prestano 10 miliardi, tra le altre cose).
Ma tant’è. O mi dimostri che i 10 miliardi che gli immigrati prestano all’INPS li restituiamo con un interesse inferiore allo 1,35% oppure tanto valeva che l’INPS si facesse prestare dallo Stato 123 miliardi anziché 113 miliardi e lo Stato a sua volta piazzasse 10 miliardi in più di titoli di Stato.

Sempre prestito è. Non basta dire che gli immigrati pagano 10 miliardi di euro,  devi dimostrare che il prestito fattoci dagli immigrati è più conveniente del prestito che lo Stato potrebbe contrarre piazzando quei 10 miliardi sul mercato.

Se anche fosse così, il vantaggio economico dovuto agli immigrati sarebbe la differenza dell’interesse. Se per esempio (faccio numeri a caso) sei in grado di dimostrarmi che quei 10 miliardi di euro dovranno essere rimborsati sotto forma di pensioni con un interesse dello 0,5% mentre quei 10 miliardi li vendo sul mercato dei titoli di Stato all’1,35%, allora il vantaggio di avere gli immigrati che pagano i contributi sarebbe l’1,35%-0,5%. Non tutti i 10 miliardi! Caspita.

Dire che gli immigrati sono una risorsa perché danno 10 miliardi in contributi senza pensare che un giorno dovremo ridare quei soldi in pensioni è come dire che una banca fa beneficienza perché presta i soldi ai cittadini che vogliono comprare la casa o aprire un’impresa.
Solo un asino patentato penserebbe una cosa del genere.

 

Iniziamo dalle shitstorm

January 17th, 2016 by mattia | 20 Comments | Filed in politica, riflessioni

In questi giorni ha fatto discutere la lista di senatori PD malpancisti compilata da un sito di pederasti.

Da una parte si gridava allo scandalo per i metodi da liste di proscrizione dall’altra di diceva che le opinioni dei rappresentanti del popolo dovrebbero essere sempre pubbliche.

Tutto il problema, secondo me deriva da un fatto molto chiaro: in italia c’è una confusione di metodo.
Il sistema di rappresentanza e di rapporto cittadini-eletti è così compromesso che tutto può essere strumentalizzato.

Un sistema sano funziona così:

  • i politici usano i nomi corretti per chiamare le cose che votano.
    Le unioni civili non sono unioni civili, sono matrimoni ghei. La stepchild adoption è l’adozione per i ghei, e la legalizzazione di fatto dell’utero in affitto (ossia acquisto di bambini come se fossero una merce).
  • i parlamentari dicono pubblicamente qual è la loro posizione, tirando fuori quel briciolo di palle per sostenere la proprio posizione. Quel bricio di palle che se non hanno è meglio non facciano politica.
  • le associazioni di cittadini chiedono legittimamente ai propri simpatizzanti di approvare o non approvare un provvedimento che condividono o meno, ma la gente si limita a scrivere lettere educate ai propri rappresentanti.

In italia mancano tutti e tre gli elementi. Iniziano a raccontarla sporca i politici che cercano di confondere le acqua cambiando i nomi di ciò che approvano. Continuano i parlamentari a non hanno vergogna di dire in pubblico cosa pensano e infine la gente invece di fare pressione educatamente scatena, passatemi il termine tecnico, delle shitstorm.

Il sistema è così incancrenito che non si capisce più di chi è la colpa. Voglio dire, questi elementi si influenzano tra loro. Se un parlamentare ha paura di dire pubblicamente qual è la sua opinione è perché teme una shistorm, ma questo atteggiamento ipocrita del parlamentare mina il rapporto di fiducia e rispetto nei confronti dell’elettore che così si sente autorizzato a scatenare una shitstorm al posto di mandare un civile messaggio al proprio rappresentante.
E così via, all’infinito…

Come ogni sistema in feedback positivo ovviamente non raggiunge mai una posizione di stabilità, quindi per tornare a un sistema sano di rapporto tra eletti e cittadini serve qualcosa che inverta il segno della retroazione.

Ad esempio potremmo smetterla di scatenare shitstorm. Ecco, sì, partiamo noi cittadini.
C’è un parlamentare che ha una opinione diversa dalla nostra?
Gli si scrive un messaggio educato, gli si dimostra che ha torto (ho detto “si dimostra”, eh!), si instaura un dialogo civile.
Non gli si grida X-fobo! X-fobo! (alla posto della X mettete quello che volete). Non lo si insulta, non lo si minaccia, ma gli si riconosce sempre la legittimità della sua opinione, anche quando la consideriamo totalmente sbagliata.
Lo scopo di una comunicazione col parlamentare deve essere quella di instaurare in dialogo civile. Se scriviamo a un deputato o a un senatore la nostra meta dev’essere cercare di convincerlo che sta sbagliano.
Il nostro scopo non deve essere intimidirlo per indurlo a votare contro le proprie convinzioni per paura.

Ecco, io direi di iniziare da qui. Iniziamo noi a evitare di scatenare le shitstorm e ad avere un dialogo sereno coi rappresentanti.
Poi potremo pretendere che siano aperti e ci dicano tutto.

 

Piesse: dopodiché i partiti cerchino di selezionare nel frattempo della gente con le spalle sufficientemente larghe da gestire una shitstorm.

PiPiesse: poi ovviamente ricordiamoci di questa vicenda quando i movimenti di pressione arrivano dalla parte opposta. Mica che se la la conferenza episcopale pastafariana invita i fedeli a mandare un messaggio al proprio deputato allora guai! Intesi?