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Quando ti operano di varicocele

June 6th, 2014 by mattia | 5 Comments | Filed in ignoranza, perle giornalistiche, politica

Qualcuno un giorno mi spiegherà perché va così di moda mostrarsi equidistanti, quasi come un simbolo di saggezza.
Anche davanti a una cappellata gigantesca c’è gente che pensa di apparire intelligente perché fa quello che sta nel mezzo.

Prendete l’ormai notissima storia del grano saraceno pentastellato. Ho sentito gente dire che sì, i deputati penstastellati non sono proprio espertissimi, però dall’altra parte fa bene avere un apprezzabile scambio di sangue tra società e palazzo.

Mi piacerebbe chiedere a questa gente se quando prende un volo auspica che un rimbambito si metta ai comandi dell’aereo. Dopotutto è un apprezzabile scambio di sangue tra società e cabina di pilotaggio.
Oppure mi piacerete chiedere loro se quando comprano un’abitazione auspicano che i calcoli del cemento armato siano stati affidati a un rincoglionito che pensa che scienza delle costruzioni sia una scatola del Lego. Non è forse un apprezzabile scambio di sangue tra ingegneria e società?
O magari quando va a farsi operare per – mettiamo – un varicocele: dite che si augura di essere operato dal macellaio sottocasa travestito da chirurgo? Eppure anche questo è un apprezzabile scambio di sangue tra società e sala operatoria.

Non so voi, ma io quando prendo un volo, quando acquisto un’abitazione, quando mi faccio operare ai coglioni e quando decido chi deve fare le leggi cerco di scegliere gente competente.
Dello scambio di sangue con la società non me ne fotte un cazzo.
Anzi, gli incompetenti più stanno lontani da responsabilità pubbliche e meglio è. L’avergli dato voce in capitolo è stata una puttanata galattica, altro che un apprezzabile scambio di sangue tra società e palazzo. Il palazzo non ha bisogno di incompetenti così come le sale operatorie non hanno bisogno di macellai (soprattutto quando stanno operando me di varicocele).

È così difficile dirlo? È proprio necessario trovare loro una scusa, cercare sempre di mettersi nel mezzo? Di solito guardare tutte le sfaccettature di una vicenda è bene, ti aiuta a non semplificare oltre misura.
Ma in alcuni casi è un inutile esercizio retorico che ti aiuta a fingere di avere un’opinione complessa.
Mentre in quei casi la situazione è semplice. Così semplice che non necessità di un’analisi complessa: sono degli incompetenti che non sanno guidare una panda a cui abbiamo affidato un jet. Punto.

Piesse: poi parleremo anche nel merito della questione, ché il razzismo culinario è una delle forme più deficienti di ipocrisia che conosca.

L’affluenza in Rep. Ceca

May 26th, 2014 by mattia | 6 Comments | Filed in politica, repubblica ceca

Giusto una riflessione veloce sull’affluenza in Rep. Ceca.
Anche qui, tutti a fare riflessioni di alta politica e considerazioni sociologiche sui nuovi paesi. Poi metti il fatto che sono ad Est e via coi collegamenti storici.

Secondo me la situazione è molto più semplice e banale.
Innanzitutto, già di suo in Rep. Ceca si vota poco. Alle ultime politiche del 2013 votò quasi il 60%. Alle europee l’interesse è sempre stato più basso, e nelle due precedenti votazioni l’affluenza è stata del 28%.
Questa volta siamo crollati al 18%.
È un crollo sì, ma partivamo dal precedente 28% non da un 70%.

Ma perché c’è così poco interesse? Perché questo crollo?
Non scomodatevi a tirare fuori teorie strambe. In Rep. Ceca non c’è più antieuropeismo di quello che c’è in italia. Semplicemente il voto viene ritenuto ininfluente.

Quando votano per il parlamento nazionale decidono chi governa, decidono in base al fatto che uno dice “se vado al governo tolgo il ticket di 30 corone sulle visite specialistiche e sui farmaci” oppure “se vado al governo blocco la restituzione dei beni alla Chiesa“. Chi vince va davvero al governo. Che poi mantenga o meno le promesse è un altro paio di maniche, ma tu decidi davvero chi va al governo e la gente sente l’importanza di fare una scelta di governo.
Alle elezioni europee la Rep. Ceca manda 21 deputati a non contare un cazzo al parlamento europeo. Certo, viene il partito X e mi dice che è contro la regolamentazione delle lampadine o delle aspirapolveri da parte dell’UE. Ma si sente a pelle che è solo una dichiarazione d’intenti, ben sapendo che al Parlamento Europeo non conterà un cazzo.
Si ha la percezione che il voto per il parlamento europeo sia inutile perché dopo la chiusura delle urne non si sente a pelle che chi ha vinto va a governare.
Quando voti per il parlamento nazionale invece sì, sono quelli che vincono le elezioni che poi decidono se aumentare o diminuire l’IVA sul pane o togliere le 30 corone dalle ricette mediche.
Poi potete dirmi quello che volete, potete dirmi che in realtà si decide più in Europa che a Praga. Ma la sensazione è che a casa tua, per il governo del tuo paese il tuo voto è determinante. Quando voti per 21 eurodeputati su 751 il tuo voto è irrilevante.

L’altro lato della medaglia di questo discorso è dalla parte dei partiti.
Chi vince le elezioni in Rep. Ceca va al governo e prende pezzi di potere vero. Ci sono le nomine da fare, aziende parastatali da controllare, i fondi da distribuire… Insomma, quando vai al governo prendi pezzi di potere vero, potere dove girano i soldi e che puoi controllare, non solo potere istituzionale.
Prendere la maggioranza in parlamento significa andare poi andare ad occupare fette di potere effettivo.
Per questo i partiti investono dei soldi. È un investimento come un altro dove butti dentro delle risorse e ne hai un ritorno.
Nel caso delle elezioni europee non c’è nulla di tutto questi. Se anche un partito prende la maggioranza dei 21 eurodeputati cechi, non guadagna nessuna fetta di potere effettivo. Non potrà nominare gente nei CdA di aziende, non potrà gestire fondi, non può infilare i suoi scagnozzi nei ruoli chiave.
Sì, avrà qualche eurodeputato in più, ma cosa cambia per il partito? Già dal punto di vista politico vuol dire poco. Con solo 21 eurodeputati prendere il 16% o il 10% è quasi la stessa cosa. Chi ha preso il 16% ha ottenuto 4 eurodeputati, chi ha preso il 10% ha ricevuto 3 eurodeputati. Ti cambia la vita avere un eurodeputato in più o in meno? Vale la pena investire milioni e milioni di corone per prendere qualche punto percentuale in più e magari, forse un eurodeputato in più?
Se già dal punto di vista politico non hai convenienza a lottare per qualche punto percentuale in più figurati dal punto di vista economico. Non investi milioni e milioni di corone se questo non ti dà il potere di controllare una beata mazza. Non ne hai un ritorno.

Così è andata a finire che i partiti in pratica non hanno fatto campagna elettorale. Hanno investito pochissimo nella campagna elettorale. Gli unici che hanno fatto un po’ di campagna elettorale sono stati i candidati in sé, quelli che avevano l’ambizione di essere eletti e cercavano le preferenze. Ma per il resto i partiti ci hanno buttato dentro pochissimo, non ne avevano interesse.
Ho fatto scorrere i conti delle campagne elettorali e i contributi delle aziende, per esempio, sono praticamente assenti. Non ci sono state aziende che hanno investito nei partiti perché non ne avrebbero avuto un ritorno. Hanno fatto campagna elettorale solo con qualche piccolo fondo interno ai partiti.
E anche solo andando in giro per la città lo sentivi che non avevano investito. Non si sentiva nemmeno che c’era in corso una campagna elettorale.

Se i partiti non investono in propaganda non si sente nemmeno la tensione di una battaglia. La gente non viene stimolata nell’interesse e banalmente se ne frega e non va a votare.

Votato. Amò.

May 25th, 2014 by mattia | 1 Comment | Filed in politica

voto comune

E così ho votato di nuovo. Non per le europee, per quelle avevo già votato a Praga.
Infatti sulla lista accanto al mio nome c’era un bel timbro “VOTA SOLO PER LE AMMINISTRATIVE”.
Tutto senza problemi ne intoppi. A parte al personale del seggio che mi ha detto “Ciao”.

Ah, la salvietta sulle spalle è per celebrare il Towel Day.

Io la penso così

May 24th, 2014 by mattia | 7 Comments | Filed in ignoranza, politica, riflessioni

Silenzio elettorale. E finalmente.
Ho sentito tante urla sguaiate, un po’ di silenzio non fa male.

Urla che mi hanno generato un moto di ripulsione. Farò bene a tenerlo a mente quando mi verrà voglia di gridare: l’urlo allontana, indispone. La gente è stanca di sentire beghe di condominio dai politici (o almeno, io). Sembra che siano bimbi dell’asilo che litigano su chi ha iniziato per primo.
L’altro giorno Kyenge, mentre parlava dei fondi del dipartimento di cui era ministro, si è rivolta a Salvini dicendo “veda che lei non ha nemmeno finito l’Università e viene qui a parlare“.
Ma che argomentazione del cazzo è? Uno non può parlare perché non è laureato? Eh?
A questo punto manca solo pretendere che l’altro abbia torto perché ha le mutande sporche.
Siamo al livello di bambini che litigano usando argomentazioni che già ad otto anni risultano ridicole.

Non so voi, ma a me queste scaramucce fanno venire la nausea. Vedere questi litigi da pianerottolo è così umiliante, così basso, così mediocre. Sì, a uno gireranno anche le balle se viene attaccato. Ma costa così tanto fare i superiori e non farsi trascinare nell’equivalente di una lotta tra comari che si tirano i capelli?

Mah.

Ad ogni modo, l’altro giorno ho visto l’intervista – pardon, lo spettacolo – di grillo da Vespa.
Devo dire che Vespa è stato più bravo dei soliti giornalisti e più volte ha fatto notare che diceva scemenze. Non è andato fino in fondo. Avrebbe potuto distruggerlo ma si è fermato un metro prima.
Avremo mai un giornalista che lo devasterà fino in fondo?
Vi faccio un esempio: grillo tira fuori la questione del fiscal compact e dice che costerà all’italia 50 miliardi all’anno. Vespa gli dice che non è vero, ma va’ là, al massimo sono 15. E Grillo ribatte che sono 50. Vespa gli fa notare che sono 15 e grillo risponde: e vabbe’, io la penso così.
La penso così? Ma che cazzo di risposta è?
I miliardi o sono 15 o sono 50. Non è che puoi avere un’opinione. Non c’è opinione, ci sono numeri.
Se il tuo padrone di casa ti chiede 450 euro di affitto mica puoi andare in giro a dire che te ne chiede 1.300 dicendo che tu la pensi così.
A questo punto diciamo pure che l’area del triangolo è 7 perché io la penso così.

Un giornalista vero l’avrebbe bloccato. Gli avrebbe detto: no, non è che puoi dire che sono 50 miliardi perché tu pensi così. O mi dimostri che sono 50 miliardi oppure ammetti di aver detto una scemata. Non ci si sposta da qua.
Invece Vespa gli ha consentito di dire vabbe’, io la penso così e di tirare avanti.

A voler fare il debunking delle scemenze che ha detto grillo in quell’ora di intervista si starebbe qua tutta notte.
E parlo delle scemenze dimostrabili tali oggettivamente.
Poi c’è stata tutta la tristezza delle battute di repertorio ripetute mille volte, tipo quella in cui dice che è stato a vedere una strada da quindici corsie e l’hanno chiamato da Los Angeles per chiedergli “ma cosa state facendo? nemmeno noi ce l’abbiamo un’autostrada a 15 corsie“. E il comico che ripete sempre le stesse battute è dannatamente triste.

A un certo punto mi era venuto in mente di fare un debunking di tutta l’intervista ma sarebbe stata fatica sprecata.
Se uno non si accorge da solo delle scemenze che ha detto…

Ieri però sento in suo discorso in piazza per la chiusura della campagna elettorale.
L’ho sentito con le mie orecchie dire

le banche stampano soldi dal nulla

Ora, se le scemate signoraggiste le dice un deputato qualsiasi dici, vabbe’. Sì, in un paese normale gli dovrebbero dare un calcio nel culo e noi certa gente la teniamo in parlamento, ma più o meno ovunque ti trovi la scheggia impazzita.
Qui invece è il capo del partito che tira fuori queste storie. Non ti tocca nemmeno andare più a riprendere i vecchi video su youtube di quando faceva gli spettacoli e parlava di queste bufale signoraggiste. Le ha tirate fuori ieri, ieri! In piazza, davanti a tutti.

Ma come si fa a votarlo?

Mi è venuto in mente quello sketch di Luttazzi a mai dire gol in cui diceva che i soldi non si possono stampare allegramente, ché se girano troppi soldi poi sale l’inflazione e i soldi stessi perdono valore. Ma la soluzione c’è: basta stampare tanti soldi… e non dirlo a nessuno.

Siamo a questi livelli.
E questa gente domani farà il pieno di voti.
Qui siamo ancora peggio degli anni in cui berlusconi faceva incetta di voti. Stiamo degenerando.
Aiuto.

 

Il pantheon dei cialtroni

May 21st, 2014 by mattia | 1 Comment | Filed in ignoranza, politica

L’avevo letta come dichiarazione sui giornali. Però io sono malfidente e finché non la sento con le mie orecchie…

Ieri l’ha ripetuta, e questa volta l’ho sentita in diretta. Quindi sì, l’ha detta sul serio.
La cosa del dare il daspo ai politici che prendono le tangenti.

Che cazzo significa che gli dai il daspo? Che porca di una troia inculata vuol dire?

La legge già stabilisce tutti i casi in cui si dà l’interdizione dai pubblici uffici.  Nel 2012 è stata fatta la famosa legge Severino che sancisce l’incandidabilità (e la decadenza se eletti) dei condannati.
Vuoi cambiare queste norme? Dimmelo.
Spiegami cosa vuoi fare di preciso.

Ma dire che vuoi dare il daspo ai politici corrotti non vuol dire un cazzo.
Anzi, prendendolo alla lettere vorrebbe dire solo una cosa. Il daspo è un provvedimento che ti dànno ancora prima di essere condannato. Se a un questore girano le balle ti dà un daspo e tu te lo metti in saccoccia senza poterci fare niente. Poi dopo qualche anno arriverà magari la sentenza che ti assolve ma intanto il daspo te lo sei fatto. È una misura da stato di polizia, non da stato di diritto.
Il fatto che lo si voglia estendere alla politica è da far rizzare i capelli. Vogliamo dare a un dirigente di polizia il potere di rimuovere un cittadino da una carica pubblica così, perché gli garba? Stiamo scherzando? Significherebbe consegnare il potere politico alla polizia. Siete scemi?

No, io non credo che renzi sia scemo. Penso piuttosto che la storia del daspo ai politici corrotti sia solo uno slogan. “daspo ai politici corrotti” suona bene, lo puoi leggere nei titoli del TG, finisce in un titolo di giornale, in un tuitt.
La gente concepisce il daspo come il pugno di ferro (ah ah) dei buoni contro i cattivi.  Quando renzi dice “daspo ai politici corrotti” vuol dire “saremo intransigenti coi politici corrotti”.
Ma se lo dici così non funziona. Se dici “vogliamo rivedere la legge Severino per estendere l’esclusione dalle cariche pubbliche per i condannati per reati XYZ in questi termini:….” funziona ancora meno.
Se invece dici  “daspo ai politici corrotti” scatta l’applauso.

Ma io da un presidente del consiglio (e da un politico in generale) non mi aspetto slogan. Mi aspetto correttezza, precisione. Per me quello che dice è un contratto: deve dirmi chiaramente quello che vuota fare, non buttarmi giù slogan che non vogliono dire un cazzo.

Per me con questa sparata renzi entra nel pantheon dei cialtroni.

Il voto

May 20th, 2014 by mattia | 10 Comments | Filed in politica, repubblica ceca

Si avvicinano le elezioni europee e da bravo cittadino mi informo in anticipo su chi votare, andando a spulciare i siti dei partiti e specialmente leggendo le biografie dei candidati.

Alla fine avevo un dubbio e così ho scritto un’email a un candidato che avevo una mezza idea di votare.
Ho scritto l’email in inglese – anche se parlo ceco – per vedere se un candidato è capace di comunicare in inglese: stiamo pur sempre parlando di gente che si candida al parlamento europeo, non al comune di Salcazzo.

Mi ha risposto dopo 19 minuti.
Scrivendo in inglese e rispondendomi punto su punto alle mie domande (senza girarci attorno).

Ho deciso chi votare.

Segnali preoccupanti

May 19th, 2014 by mattia | Comments Off | Filed in politica

A distanza ravvicinata abbiamo avuto Renzi che dice di votare chi pare ma non i buffoni, e berlusconi secondo cui coloro che votano grillo sono disperati.
Vedo troppo nervosismo in giro. Mi sa che i numeri che girano sul probabile risultato pentastellato alle elezioni europee stanno mandando in allarme un po’ di gente.
Iniziamo a temere il peggio.

Le schede!

May 17th, 2014 by mattia | 10 Comments | Filed in politica, repubblica ceca

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E finalmente mi sono arrivate le schede elettorali.
Ché in Rep. Ceca funziona così: qualche giorno prima delle elezioni ti recapitano una busta contenente tutte le schede elettorali, una per ogni partito.
Tu scegli la lista del partito che vuoi votare, marchi la preferenza se la vuoi dare, e poi il giorno delle elezioni ti metti la scheda in tasca e vai al seggio.

Una volta identificato la commissione ti dà una busta, tu entri in cabina e nel segreto della cabina inserisci la scheda che ti eri già preparato a casa e la inserisci nella busta. Esci dalla cabina e inserisci la busta con dentro la scheda votata nell’urna.

Pro:
– puoi prepararti il voto a casa con calma, senza paura di sbagliare, utilissimo per le vecchiette che vanno in paranoia.

Contro:
– se per caso sporchi la scheda del partito che vuoi votare col formaggio devi chiedere un altro pacchetto di schede al seggio (ogni riferimento al sottoscritto è puramente casuale);
– per quanto ci si sforzi di fare schede di carta velina e si riciclino le schede che poi si buttano al seggio è comunque uno spreco di carta non indifferente;
– diminuisce la segretezza del voto (ma sembra che qui non sia un gran problema, nei piccoli paesi i seggi sono persino senza polizia).

Non oso immaginare cosa succederebbe se un sistema del genere fosse usato anche in italia.

 

 

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