Archive for the ‘politica’ Category

Segnalibro

March 8th, 2016 by mattia | 4 Comments | Filed in politica

Così l’altro giorno matteo renzi è andato in TV da barbara d’urso (la trasmissione che vanta il record mondiale nell’uso del filtro flou) a raccontarci che è contrario all’utero in affitto.
Ci diamo tempo 8 anni e vedrete che avrà cambiato opinione.
Mettete pure questo post tra i segnalibri e ne riparliamo tra 8 anni.

 

Nicoletta Orsomando senatrice a vita!

February 22nd, 2016 by mattia | 13 Comments | Filed in ignoranza, politica, riflessioni

Quindi abbiamo scoperto che 400 cittadini italiani chiedono al parlamento di approvare il ddl cirinnà.
Questi 400 cittadini si guadagnano la prima pagina di repubblica.

Considerato che in italia ci sono 60 679 836 persone circa, significa che quei 400 sono lo 0,00066%. Mi sembra lecito domandarsi perché mai dovrebbero meritarsi tanta attenzione.

Voglio dire, di petizioni ne vengono firmate tutti i giorni in quantità: vuoi tirare su 400 firme? Hai voglia. Dall’apertura di una multisala alla difesa dei platani lungo viale Ungheria fino all’estensione degli orari della biblioteca pubblica, dobbiamo fare l’elenco delle petizioni che superano 400 adesioni?

Cos’hanno di importante quelle 400 persone per finire sulla prima pagina di repubblica?
Sono a favore del ddl cirinnà (senza averlo mai letto, visto le cretinate contenute nell’appello). Bene, pensate che si faccia fatica a trovare 400 cittadini italiani che invece sono contrari?
Perché non finiscono in prima pagina?

Forse perché sono “esponenti di cultura, spettacolo, editoria“.

Guardiamo l’elenco dei firmatari: ci troviamo criminali come adriano sofri. Forse che il parlamento deve farsi dire dal mandante di un omicidio quello che deve fare? C’è Jovanotti. Oh bella, se lo dice Jovanotti allora! Evidentemente cantare sei come la mia moto ti conferisce un’autorità sul parlamento. Dio mio, dove andremo a finire se il parlamento non ascolta gli appelli di uno che canta vai così, che è una figata.
A questo punto mi aspetto che il parlamento penda dalle parole di Francesco Salvi per la sua statura morale che gli deriva per aver cantato c’è da spostare una macchina.

C’è moni ovadia, c’è lella costa due protagonisti di zero, il famoso documentario accozzaglia di bufale sull’undici settembre. E certo, il parlamento deve stare ad ascoltare gente che manco si accorge che sta recitando in un film di bufale.

C’è Paolo Hendel, che simpaticissimo, per carità. Mi fa sempre morire dalle risate. Ma anche il mio salumiere è molto spiritoso, forse anche più di Paolo Hendel. Non per questo però i suoi appelli finiscono in prima pagina.

C’è Justine Mattera, e allora qui io mi arrendo. Se il parlamento non ascolta la sosia di Marilyn Monroe allora siamo davvero un paese incivile.

C’è “Carla Sozzani – Fondatrice Galleria Carla Sozzani Corso Como 10“. Perché se invece la Galleria fosse stata in via Caduti di Marcinelle 32 anziché in corso Como 10 allora il parlamento non l’avrebbe dovuta ascoltare.

C’è Massimiliano Rosolino, un nuotatore. Bravo a muovere braccia e gambe, ma ciò per cui è famoso (nuotare) non richiede nemmeno l’uso della parola. Perché mai saper muovere velocemente braccia e gambe gli dovrebbe dare qualche autorità morale?

C’è Eva Robin’s, e a questo punto ti domandi come faccia il parlamento a non dare ascolto alle petizioni della donna barbuta e dell’uomo elefante.

C’è Emanuele Filiberto di Savoia, uno che per quanto ci riguarda potrebbe essere un impiegato di banca come migliaia e che è noto solo per aver avuto un bisnonno coglione. Mi sembra una motivazione più che sufficiente affinché il parlamento penda dalle sue labbra.

Ci sono illustri sconosciuti come una tale Marta Pierobon, che fino a cinque minuti fa non sapevo nemmeno chi fosse. Poi ho cercato su gugol e ho scoperto essere una tizia che crede di fare arte cagando giù cose che il mio falegname con 20 mila lire le faceva meglio.

C’è  Gabriella Golia. Signori, parliamo di lei,  Gabriella Golia. Ma dico, come si fa a non ascoltare una persona il cui lavoro richiede come unica abilità l’essere capaci di leggere un foglio? Sì, certo, con perfetta dizione, ma sempre di leggere si tratta. Non serve nemmeno saper pensare. “Gentile pubblico di Italia 1, va ora in onda un episodio di Lupin III. A seguire Dejay television. Buona visione!” … e boom, hai l’autorità per dire al parlamento italiano cosa deve fare.

Potrei continuare per ore, ma ho già abusato abbastanza della vostra pazienza.

Nell’elenco dei firmatari ci sono – ovviamente – anche persone di valore. Cantanti veri, per esempio.
Ma cosa li rende più degni del mio salumiere di dire al parlamento cosa deve fare?

Perché mai una patente di intellettuale data a queste persone dovrebbe rendere la loro voce più autorevole di quella di mia mamma?
Una patente che come avete letto sopra spesso manco esiste, ma anche se esistesse. Poniamo pure che quell’elenco invece che essere un’accozzaglia di semisconosciuti e gente nota per leggere gli annunci in TV o cantare canzonette.
Poniamo che quell’elenco sia pieno zeppo di premi nobel, di medaglie fields, di premi wolf…
Perché mai dovrebbero avere una qualsivoglia autorità morale sul parlamento?

Ecco, io vorrei capire questo, vorrei che qualcuno rispondesse a questa domanda.

Sia chiaro, tutti hanno il diritto di fare tutti gli appelli che vogliono. Possono firmare appelli Gabriella Golia, lella costa, Angelo Bagnasco, io, tu, mia zia Genoeffa, il parcheggiatore davanti al teatro, Cino Tortorella…

Perché però l’appello dovrebbe guadagnare la prima pagina solo se lo fa Gabriella Golia e Angelo Bagnasco (anche se nel primo caso guadagna la prima pagina come appello di civiltà, nel secondo come intollerabile ingerenza). Cos’hanno loro più degli altri? Cosa rende la loro opinione più rilevante?

Al primo che mi dà una risposta convincente offro una birra.

Inopportuno

February 17th, 2016 by mattia | 16 Comments | Filed in politica, riflessioni

Negli ultimi giorni ho assistito a due episodi molto diversi che però avevano un elemento in comune.

Il primo.
Nel 2012 un tabaccaio si difende da un rapinatore sparandogli e questo muore. Recentemente si arriva a sentenza e il tabaccaio viene condannato a 2 anni e 8 mesi e a un risarcimento di 325 mila euro.

Il vescovo di Chioggia Adriano Tessarollo commenta duramente la sentenza, evidenziando che quei 325 mila euro sono un bel vitalizio per il parenti del ladro. Insomma, dove non è arrivato il ladro è arrivata la giustizia.

In effetti se ci pensi a questo punto l’alternativa è tra farti portare via i tuoi beni subito dal ladro oppure farteli portare via dopo coi risarcimenti. In ogni caso sei fottuto. Giustizia?

A stretto giro di posta il giudice lorenzo miazzi, rappresentante dell’ANM, annuncia che valuterà se denunciare il vescovo dicendo che le sue parole sono state inopportune.

L’altro caso è quello di Matteo Salvini che definisce schifezza la magistratura italiana (che indaga sulla rimborsopoli ligure in cui erano caduti alcuni dei suoi). Per aver definito schifezza la magristratura  viene aperta un’inchiesta per vilipendio all’ordine giudiziario.

I due casi sono molto diversi, siamo d’accordo. Ma hanno una cosa in comune: non azzardarti a parlare male dei giudici. Che sia con le parole tenui del vescovo o con il carro armato di Salvini, non puoi permetterti di dire nulla contro i giudici.

A questo mondo puoi criticare tutti, ma proprio tutti, ma non i giudici.

Ad esempio, prendiamo l’art. 290 del codice penale, quello che vorrebbero usare contro Salvini:

Chiunque pubblicamente vilipende la Repubblica, le Assemblee legislative o una di queste, ovvero il Governo, o la Corte costituzionale o l’ordine giudiziario, è punito con la multa da euro 1.000 a euro 5.000.

Si applica anche a chi vilipende il Parlamento o il governo. Basterebbe un giro sul tuitter o sul feisbuc per far partire centinaia di migliaia di procedimenti contro gente che scrive “parlamento di merda“, “governo di ladri!!11!!“. Eppure non accade.
Tu puoi vilipendere quanto vuoi il Parlamento, puoi dire ogni nefandezza sul governo e non ti succede niente (anzi, capita pure che ci crei un partito politico).

Va un pochino peggio se provi a parlare male del presidente della repubblica, ma anche lì ormai c’è gente come grillo che se dovesse essere condannato per ogni oltraggio al capo dello stato finirebbe i suoi giorni in galera. Anche su questo ormai ci si passa sopra in cavalleria.

Se però provi a criticare i giudici…

E non solo insultando la magistratura come fa Salvini, ma anche solo muovendo una critica pacata come fa il vescovo.
No, quello non puoi farlo. Come osi?

Prima ho evidenziato l’aggettivo inopportune (le parole del vescovo).
Questa è una parola chiave. Quando il potere usa l’aggettivo inopportuno significa che è incazzato, che ha fatto qualcosa che non dovevi fare e cerca di farti capire che devi stare a cuccia.

A me capitò qualche anno fa: scrissi una lettera all’allora ambasciatore italiano a Praga per protestare per una celebrazione del 25 aprile fatta all’istituto italiano di cultura (zona extraterritoriale) alla presenza di un rappresentante dell’ambasciata che il rappresentante dell’ANPI trasformò in un comizio politico (del tipo che si mise persino a parlare dell’acqua pubblica, che con la liberazione, capite bene, non c’entra molto).
Dissi che se il tizio voleva fare un comizio politico era libero di farlo, ma non con un rappresentante dell’ambasciata.
L’ambasciatore mi rispose piccato dicendo che la mia lettera era stata inopportuna. Come ho osato permettermi di scrivere una protesta a sua eccellenza reverendissima l’ambasciatore? Con un ambasciatore ci si incina, si baciano le mani, si ha un piccolo fremito orgasmico quando si è ammessi alla sua presenza. Se non avete presente di cosa parlo potete osservare a un evento qualsiasi tutti i cagnolini che scodinzolano felici appena vedono l’ambasciatore (senza rendersi nemmeno conto di quanto si rendono ridicoli).
Io ho osato scrivere a un ambasciatore come un qualsiasi cittadino scrive a un qualsiasi altro dirigente dello Stato esponendo un problema. E invece no, non puoi. Tu cittadino davanti a un ambasciatore devi limitarti a scondinzolare e a chiamarlo sua eccellenza. Non permetterti di fare un passo in più. Non permetterti di comportarti da uomo, con la libertà di esprimere le proprie idee. Sei inopportuno.

Lo stesso meccanismo vale coi giudici. Non so perché questo accade. Forse è frutto del mantra ripetuto da decenni per cui le sentenze si rispettano.
Una delle più grandi puttanate mai sentite. Se una sentenza è idiota (e di esempi non ne mancano) io non la rispetto per niente: ho tutto il diritto di dire che è una sentenza idiota.
Ma questo mantra del le sentenze si rispettano ha portato i giudici a convincersi che nessuno possa permettersi di criticarli, col risultato che se un cittadino qualsiasi si permette di muovere una critica (coi rutti o con parole eleganti) questi partono in tromba con il come osa lei!

Quando un potente ti guarda inalberato e ti dice che sei stato inopportuno (leggi: come osiiiiii!?!) significa che sei sulla strada giusta: ti sei comportato da uomo e non da cagnolino scodinzolante.

#dallossodimettiti

February 11th, 2016 by mattia | 11 Comments | Filed in ignoranza, politica

La scorsa settimana c’è stata questa polemica per Gasparri che, intervistato da Lucci al Family Day, si è mostrato sorpreso della sua presenza dicendo che quello non era l’Handicappato Day. E via di #gasparridimettti sul tuitter.

La reazione più dura quella del bepputato matteo dall’osso che dall’emiciclo di Montecitorio ha chiesto le dimissioni di Gasparri e l’ha mandato a fanculo (letteralmente).

Capiamoci, Gasparri è una persona che in un paese normale verrebbe confinata al bar o al campo di bocce, e su questo siamo tutti d’accordo.

Qualche riflessione invece sarebbe bello farla su matteo dall’osso. Questo qui:

matteo dall'osso

Quello a sinistra, mentre quello a destra è quello dei microchip.
Matteo dall’osso è ammalato di sclerosi multipla e un attivo divulgatore della bufala secondo cui la sclerosi multipla sarebbe causata da metalli pesanti introdotti nel corpo ad esempio tramite le vecchie otturazioni dentarie.

Ovviamente non c’è alcuna evidenza di questa teoria, nessun dato che la confermi. Rimane una fantasia di dall’osso e di quelli che gli credono.
Dall’osso si è fatto togliere dell’otturazioni, dopodiché ha avuto un periodo in cui stava meglio e ha fatto due più due mettendo gli eventi in rapporto di causalità.
Se prima del periodo in cui è migliorato si fosse fatto un bagno nella merda di cavallo adesso andrebbe in giro a dire che per guarire dalla sclerosi multipla si deve fare il bagno nella merda di cavallo.

La scienza non funziona così (o ovviamente dall’osso non lo capisce, visto che da buon militante del M5S non sa niente di come funziona la scienza). Un singolo caso non dice nulla (non poco, nulla). Per iniziare a dedurre qualcosa servono esperimenti con numeri sufficientemente alti. Come dire, da un punto passano infinite rette: se mi dài un solo punto non mi dici niente. Se mi dài due punti inizio a intravedere una retta, se me ne dài tra posso identificare un seno e così via… Tanto più è complessa la realtà, tante più sono le variabili che potrebbero influire sul risultato tanti più sono i dati che ti servono per trarre delle conclusioni.
Un solo caso di un solo paziente non dice nulla.
Bisogna fare ricerca, analizzare una moltitudine di casi. Questa teoria dei metalli pesanti che causerebbero la sclerosi multipla non ha avuto alcuna conferma dalla ricerca.

Dall’osso invece va alla Camera a dire che lui è il caso vivente che la sclerosi multipla si combatte senza necessità di fare ricerca scientifica (tramite la sperimentazione animale) ma semplicemente disintossicandosi dai metalli pesanti.

Non c’è bisogno di altre prove, basta lui. Macché ricerche, macché pubblicazioni scientifiche revisionate da pari, macché controllo scientifico indipendente. Basta solo la sua storia che dovrebbe trovare applicazione per tutti.
Tanto che secondo lui e il suo sodale non c’è nemmeno bisogno di fare ricerca, ti fornisce già lui la soluzione.

Ora capite che questi tizi sono mille volte più pericolosi di gasparri. Perché questo far lo sbruffone, insulta a destra e a manca, ma tolto questo è una persona innocua. Certo, fa dei danni all’immagine del paese avere un vicepresidente del Senato che si comporti così, ma basta considerarlo per quello che è e tutto passa.

Il deputato dall’osso invece è pericoloso sul serio. Provate a immaginare cosa succederebbe se i due tizi della foto andassero al governo. Il giorno dopo chiuderebbero lo stabulario di Modena e tutti gli altri laboratorio dove si fa sperimentazione animale vanificando lustri di ricerca scientifica (vera). Nel contempo applicherebbero teorie non verificate scientificamente ai malati solo perché ne sono convinti loro. L’italia, se dall’osso andasse al governo, diventerebbe un paese in cui in ospedale ti tolgono le otturazioni dei denti per curarti dalla sclerosi multipla perché dall’osso si è convinto che è quello a causarla. Poi fa niente se non funziona, basta che lo dice dall’osso, mica c’è bisogno di fare ricerca.
La ricerca sarebbe bloccata all’istante e invece delle pubblicazioni scientifiche la fonte scientifica di riferimento diventerebbe il sito di dall’osso.
Roba da far sprofondare l’italia nel medioevo.

Per questo dico che a me Gasparri dà pure fastidio, ma di lui non mi importa più di tanto. Di gente come dall’osso invece sì. Se c’è qualcuno che si deve dimettere, per l’insulto alla scienza e alla ricerca, questo è dall’osso.

 

Due euro

February 8th, 2016 by mattia | 3 Comments | Filed in politica, riflessioni

Facciamo i conti della serva.

Sala ha preso 25.600 voti, Balzani 2.0516. La differenza sono 5.084 voti.

Per votare alle primarie bisognava pagare due euro, che per 5.084 fa 10.168 euro.
Alla Balzani bastava investire circa 10 mila euro e in automatico era lei la candidata sindaco. Certo, poi bisogna anche trovarle quelle 5 mila persone.
Ma che vuoi, a Milano ci sono 248 mila stranieri, di cui 42 mila filippini, 32 mila egiziani, 28 mila cinesi, 21 mila periviani, 16 mila singalesi, 13 mila equadoregni e 13 mila romeni.
Tu vai dal capoccia degli egiziani o dei filippini e gli dici: ti do un euro per ogni persona che mi porti. Metti anche due euro da dare a chi ti controlla ai seggi che porti davvero le persone.

In totale fanno 10 mila euro per i soldi necessari a votare e altri 10 mila euro (a star larghi) il sistema di reclutamento e controllo. Fanno 20 mila euro. Vuoi allargarti e avere un po’ di margine di sicurezza? Fai 30 mila euro.

Una cifra più che abbordabile, anche perché poi devi affrontare una campagna elettorale per diventare sindaco di Milano dove dovrai spendere più di un milione e mezzo di Euro (Pisapia spese 1,7 milioni). Figurati se non riesci a stanziare 30 mila euro per le primarie.

Stupida la Balzani a non pensarci.

Io lo dico da secoli, le primarie aperte a tutti sono un meccanismo pericolosissimo. Vuoi fare quello democratico? Benissimo, fai votare tutti gli iscritti al partito, magari con limitazioni del tipo che devono essere iscritti da almeno due o tre anni, per evitare che si vendano blocchi di tessere due settimane prima delle primarie (tessere di certo non vendute a due euro, tra l’altro).

Ma far votare chiunque passi per strada si presta a manipolazioni che si fanno con pochissimi soldi. Pensate anche solo se un partito avverso volesse sabotarle: che ci vuole a mandare i propri militanti e sostenitori in incognito a votare? Pensate che a Milano si conosca la fede politica di quello che vive due isolati più in là?

Se ci fosse un centrodestra organizzato a Milano avrebbe potuto mandare i suoi militanti a votare in gruppo il candidato con meno possibilità di farcela poi alle elezioni vere.

Che controllo hanno su chi viene a votare? Nessuno.

E forse non vogliono neanche averlo, perché se da una parte primarie in cui vota chiunque sono a rischio manipolazione con poche migliaia di euro dall’altra… be’, è utile avere un meccanismo per poterle manipolare.
Da una parte fanno finta di fare i democratici, dall’altra si tengono in tasca il loro bel strumento per eventualmente manipolare la scelta dei candidati con poco sforzo.

 

La Madonna coi baffi e i peli sulla schiena

February 7th, 2016 by mattia | 5 Comments | Filed in ignoranza, politica

Prima di tutto vorrei ricordare a coloro che professandosi cattolici, divulgano una certa forma di cattolicesimo – magari non all’interno di quest’Aula, ma sicuramente al di fuori di essa – che forse non considerando il fatto che Gesù bambino stesso ha goduto di un padre che non era il suo padre naturale e non credo che questo sia mai stato concepito dal dettato del Vangelo come un elemento a discapito della serenità di questo bambino che per trent’anni è cresciuto con l’affetto di un padre consapevole di non essere il padre naturale.

la senatrice maria mussini via senato.it (evidenziazioni mie)

In molti si sono detti scandalizzati per questa affermazione della mussini in Senato durante la discussione della porcata cirinnà.

Si sono detti scandalizzati dicendo che era una blasfemia.
Sinceramente, chi se ne frega dell’eventuale blasfemia (che manco vedo). La blasfemia è solo negli occhi di chi la considera tale. Altrimenti se domani io dico che la carbonara mi fa schifo poi un gruppo di pastafariani può darmi del blasfemo. Cazzi loro se considerano un insulto alla pasta come balsfemia.

No, il problema di quella dichiarazione non sta nell’eventuale blasfemia, il problema è semplicemente che è una idiozia.
Una puttanata gigante.

Piccola nota: sarebbe bello capire cosa sa la senatrice mussini del rapporto di Gesù con San Giuseppe e come fa ad escludere che fosse conflittuale. Le notizie della fanciullezza di Gesù nei vangeli sono così scarne, Giuseppe non dice manco una parola. Anzi, se proprio vogliamo guardare Gesù aveva il suo bel modo di rispondere ai genitori, come quella volta che a dodici anni l’avevano perso e dopo averlo trovato nel tempio a parlare coi dottori quelli gli dissero “Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo” e Gesù rispose: “Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?” coi genitori che nemmeno capivano cosa volesse dire.
Posso solo immaginare come fosse serena l’atmosfera in casa con un bambino che ti risponde così.

Ma facciamo finta di niente, sorvoliamo su questo “dettaglio”. Poniamo pure che Gesù fosse cresciuto in un’atmosfera famigliare idilliaca.

Ecco, ha ragione la mussini quando dice che san Giuseppe non era il suo padre naturale. Ma… ma… ma era un maschio. E Maria una donna.
Donna+uomo, marito e moglie. Chiaro?
San Giuseppe che adotta il figlio di Maria non ha niente di diverso da migliaia di uomini che adottano il figlio della propria moglie. Cosa totalmente legale e che non mi risulta contestata da alcun cattolico.
Anzi, di cattolici eterosessuali che adottano figli, anche dei coniugi, sono piene le prime panche delle chiese.

Capisco che per una persona eletta col M5S capire un concetto, anche così banale, non è mai semplice. Ma Giuseppe che adotta Gesù non ha niente a che vedere con la porcata del ddl cirinnà, che invece prevede l’adozione del figlio del coniuge per coppie omosessuali.
Forse la mussini è un po’ distratta ma Giuseppe e Maria erano una coppia eterosessuale. Giuseppe non era il carpentiere dei Village people e la Madonna non era Mario, un geometra coi baffi e i peli sulla schiena.

 

Qualcuno glielo spieghi.

Ah, se i preti potessero sposarsi

January 30th, 2016 by mattia | 5 Comments | Filed in ignoranza, politica

I sostenitori del ddl cirinnà sono così disperati che sono finiti per attaccarsi a… sandro bondi.

Sì, lui. Quello che scriveva le odi a berlusconi. Quello che prima era comunista perché viveva in un paese dove per vincere dovevi essere comunista poi è diventato berlusconiano quando per arrivare al governo dovevi essere berlusconiano.
Ora si vede che gli conviene fare l’amico dei ghei e rinnega il suo passato in Forza Italia a prendere ordini dai vescovoni senza provare un briciolo di vergogna.

Il leccapiedi utile per ogni stagione.
Uno che in un paese normale non avrebbe nemmeno più la faccia da mettere in pubblico.
Ecco, sono arrivati a portare in palmo di mano questo tizio.

Avesse detto cose sensate almeno.

Se anche i sacerdoti potessero sposarsi, comprenderebbero meglio che cosa è una famiglia, nel bene e nel male

un concetto che puoi sentire in qualsiasi bar, non serve andare al Senato.

Caro il mio bondi, se anche lei fosse sacerdote… vede, la stessa argomentazione può essere ribaltata su di lei.
Pretende di sapere che i sacerdoti non sanno nulla di cos’è la famiglia perché non ne hanno una?
Bene, allora lei non sa niente di cosa significa essere sacerdote perché non lo è.

Se lo fosse saprebbe che i sacerdoti conoscono molto meglio di lei la realtà della famiglia. Perché è vero che non ne hanno una, ma per il lavoro che fanno entrano in contatto con centinaia e centinaia di famiglie. Si va dalla confessione alle richieste di sostegno economico fino ai casi di assistenza morale.
Alla porta del prete bussano persone che si confidano e cercano un sostegno. Quante persone sono venute da lei a chiedere un consiglio su cosa fare? A quante ha fatto assistenza morale. A un paio di amici coi quali è in confidenza, forse. Il prete lo fa con centinaia di persone. È lo psicologo della mutua a cui molti si rivolgono.

Le assicuro che un sacerdote conosce tante di quelle storie, riceve tante di quelle confessioni che ha un quadro così ricco di che cos’è la famiglia che lei nemmeno può immaginare.
Anzi, può raccogliere quelle storie proprio perché non ha una famiglia, è una persona con cui la gente si apre più facilmente proprio perché “neutra”.

Magari può anche fare un giro in un convento di clausura, e per quanto le sembrerà controintuitivo scoprirà che persino chi sta in clausura conosce la realtà delle famiglie meglio di lei, ché sono persone con cui la gente si confida.

No, non ha bisogno di sposarsi un prete per sapere cos’è una famiglia.
Questa è una argomentazione stupidina, una frasettina che funziona solo coi decerebrati.

 

La rottamazione della rottamazione

January 30th, 2016 by mattia | Comments Off on La rottamazione della rottamazione | Filed in politica

L’altroieri ho letto sul tuitter i lanci del nuovo rimpasto di governo e mi sono messo a sorridere. Sembrava il rimpasto del governo Andreotti V. Tutte le poltrone meticolosamente distribuite col bilancino per tenere in sieme la baracca.
La poltrona all’ex-SEL passato al PD per ricompensarlo del cambio di rotta. Lo stesso che qualche tempo fa si ritirò dalle primarie per le regionali in Campania dove era era stato mandato allo sbaraglio dal governo con la promessa di fare il governatore e ne è uscito con le ossa rotte. Il giochino funziona così: il boss ti usa per i suoi giochi politici, a te non te ne viene in tasca niente, anzi ne esci con le ferite da leccarti, e come compensazione per tenerti buono ti dànno una carica pubblica.

Ci sono le poltrone date a partiti che ormai non sono nemmeno più rilevati dai sondaggi ma che sono presenti in parlamento, e il cui unico scopo è quello di spremere l’opportunità finché dura la legislatura, perché sanno che al prossimo giro scompaiono. Renzi potrebbe anche mandarli a cagare, tanto lo sa che non farebbero mai cadere il governo, visto che sono quelli che temono di più le elezioni. Ma perché rischiare? Gli dà qualche poltrona e stanno a cuccia. Dopo tutto non costa niente a renzi regalare qualche posto di viceministro o sottosegretario. Sono pezzi di Stato che può permettersi di usare come pedine di risiko. Poi chi se ne frega se al ministero mandano una persona incompetente.

C’è quello che diventa ministro perché si è immolato alle regionali. Secondo voi che voglia aveva di candidarsi presidente alle regionali del Piemonte sapendo in partenza che avrebbe preso una tranvata? Nessuna. Spreco di energia e risorse per niente da una parte (tanto il posto a Roma già lo aveva), e rischio di fare una figuraccia per i pochi voti presi dall’altra. Però qualcuno dovevano pur candidare. Allora gli dicono: tu ti candidi anche se sai di prendere una tranvata e poi io appena possibile ti do lo zuccherino della promozione a Roma.

Ah, poi c’è Dorina Bianchi. Dorina Bianchi!
Una che si è fatta CCD, UDC, La Margherita, PD, UdC, PdL, NCD.

A un certo punto aspettavo che facessero il nome di Renato Altissimo.

Poi guardo questo quadro d’insieme e mi metto a pensare a quel ragazzo che parlava di rottamazione.
Quante risate (amare).