Archive for the ‘politica’ Category

Meno di Magalli

January 24th, 2015 by mattia | 4 Comments | Filed in ignoranza, politica, Uncategorized

giancarlo magalli presidente della repubblica

Si potrebbe semplicemente catalogarla come burla e via.
Né più né meno di quando la simpaticissima boldrini fece lo spoglio dei voti nel 2013 e le toccò leggere nomi come Rocco Siffredi, Raffaele Mascetti, Fiorello o Giovanni Trapattoni. Alla prossima la vedremo leggere più di una volta “Giancarlo Magalli” (secondo me almeno 5 voti li prende al primo scrutinio) sempre con la solita simpatia che ne faceva il fulcro di tutte le feste delle medie a cui andava.

Magalli, poverino, ha cercato di dare una lettura politica alla cosa dicendo che chi l’ha votato nel sondaggio del fatto quotidiano l’ha fatto come segno di protesta per l’insoddisfazione verso gli altri candidati.
Probabilmente sottovaluta il potenziale-burla della gente.

La si potrebbe anche considerare come una burla e chiudere nel cassetto la questione. Invece no.
Paradossalmente questi 21.785 voti che ad ora ha preso Giancarlo Magalli sono uno strumento utilissimo.

Strumento utilissimo? Sì, contro i cialtroni grillini.
Ve lo ricordate cosa dicevano due anni fa?
No?
Allora ve lo ricordo io.
Andavano in giro a dire che il parlamento doveva eleggere presidente della repubblica rodotà perché era il candidato del popolo, il candidato della rééééte.
Gli altri invece erano i candidati della casta, del palazzo.

Tra noi persone assennate si era cercato di farli ragionare coi numeri. Alle elezioni di due mesi prima per la Camera avevano votato 36.452.084 elettori. Di questi avevano votato M5S 8.799.982 persone.
Tra questi (presumibilmente) alle quirinarie avevano accesso 48.292 persone, lo 0,55% di chi aveva votato M5S, lo 0,13% di chi aveva votato alle elezioni politiche.
Tra questi solo 28.518 espresse un voto e – finalmente arriviamo alla fine – 4.677 votarono rodotà.
4.677 voti, ossia lo 0,013% di chi aveva votato per la Camera.

Rodotà candidato del popolo? Solo per della gente che fa il risotto con i funghi allucinogeni.

Tu cercavi di spiegarglielo coi numeri e loro niente, continuavano a belare in coro ro-do-tà! ro-do-tà!

Ecco, adesso abbiamo uno strumento fondamentale per questi cialtroni. Appena aprono la bocca e iniziano a belare gli rispondi dicendo “rodotà candidato del popolo? Ma se persino Magalli ha preso il quadruplo di rodotà! 22 mila voti contro neanche 5 mila voti! Allora il candidato del popolo adesso è Magalli? Il parlamento dovrebbe votare Magalli?“.

Ovviamente potrebbe dirti che al sondaggio del fatto avevano accesso tutti mentre alle quirinarie solo quei 48 mila iscritti al M5S, quindi quei 4.677 di rodotà in proporzione valgono più dei 21.785 voti di Magalli. E per carità, avrebbero anche ragione.
Però a questo punto sarebbero loro a passare alla difensiva. Per una volta sei tu ad avere lo slogan pronto “rodotà ha preso meno voti di Magalli! pappapero!” mentre loro cercando disperatamente di elaborare un concetto. E tu gli ripeti “rodotà ha preso meno voti di Magalli! pappapero!“.

Sì, lo so, non è così corretto da fare ché noi non beliamo ma usiamo argomenti razionali. Ma per una volta è godurioso contrastare i grillini con i loro stessi metodi.

 

In naftalina

January 19th, 2015 by mattia | 11 Comments | Filed in politica

Sia chiaro, lo facciamo solo come gioco di società, ché lo sappiamo tutti che prevedere l’elezione di un presidente della repubblica è più ardito che fare le previsioni meteo a un mese di distanza (e di farfalle che battono le ali a Montecitorio ce ne sono tante).

Però, avete notato che nessuno parla di Casini? Parlano di Mattarella, Amato, Pinotti (sul serio?) finanche di Veltroni… parlano di tutti tranne che di Casini.
Eppure ha il profilo tecnicamente perfetto per fare il presidente della repubblica. Ha fatto il presidente della Camera, carica che negli ultimi decenni sembra un antipasto del Quirinale: Napolitano, Scalfaro, Pertini e Leone sono stati presidenti della Camera, Cossiga del Senato e Saragat dell’Assemblea Costituente.
Tolto Ciampi è dal 1964 che il PdR viene da un’esperienza come presidente di un ramo del parlamento, e specialmente di Montecitorio.

Della sua presidenza della Camera non si ricordano particolari strappi, non è stato un presidente alla boldrini, che già si sono pentiti di averla eletta presidente della Camera vista la sua incompetenza, la sua incapacità e l’indisponibilità a studiare per rimediare (e lasciamo perdere l’immotivata boria).
Della presidenza Casini non si ricordano canguraggi osceni.

Casini è un vecchio democristiano e come tale si colloca nella posizione perfetta per prendere i voti di qua e di là. Ha rotto con berlusconi, ma non al punto da far volare gli stracci come successe con Fini o con Alfano, tanto che qualche tempo fa ci stava quasi tornando insieme. Al contempo dall’altra parte possono vederlo pur sempre come uno che ha avuto le palle per non piegarsi al ricatto di berlusconi (o entri nel PDL o sei fuori) e correre da solo alle elezioni. Da quel punto di vista è uno che può far sempre farti credere di essere non succube di berlusconi.

Nel contempo si è eclissato dalla scena pubblica ormai da un paio di anni. Per via della sua ininfluenza politica dopo le elezioni? Può darsi. Ma forse ha fiutato l’andazzo e dopo il discorso di rielezione di napolitano si è messo intenzionalmente in naftalina per tentare il colpaccio della vita. Dopo tutto uno che ha fatto il presidente della Camera può solo aspirare al Quirinale.
E allora gli conviene stare zitto per un paio di anni sapendo che napolitano si sarebbe dimesso a breve, così da pestare meno piedi possibili in giro. Avete sentito qualche polemica, qualche scontro con Casini negli ultimi due anni? Ma neppure dal punto di vista ideologico.
Casini, uno che dieci anni fa ti avrebbe parlato di famiglia ogni giorno sui giornali nel bel mezzo dello scontro dei mondi sui matrimoni ghei non dice una parola. Sembra lo faccia apposta per non inimicarsi quella fetta di parlamento che su quei temi è più sensibile che sulla disoccupazione. In più può sempre giocarsi la carta dell’essere divorziato-risposato che non può nemmeno fare la comunione. Sì, insomma si può vendere come un cattolico non estremista, non un paolotto alla Binetti per capirci.

Non sarebbe certamente un presidente che puoi definire taglia-nastri, lo puoi vendere come uno dall’alto profilo istituzionale. Ma al contempo è pur sempre un uomo di mondo che puoi cercare di addomesticare in cambio di agibilità politica per berlusconi o le elezioni quando più conviene a Renzi.

Ha 59 anni, quindi è nell’età perfetta per diventare PdR, abbastanza bassa per vendersi come giovane ma senza arrivare ad estremi che risulterebbero imbarazzanti, e nemmeno troppo vecchio da risultare inopportuno. Insomma, dopo un napolitano ormai al termine delle forze fisiche si sente l’esigenza di un PdR un po’ più vigoroso. Casini ci sta tutto.

Certo non ha una vagina, e questo per alcuni potrebbe essere un problema. Così come i cinque stelle non lo voterebbero mai col suocero che si trova (sarà il primo post di beppegrillo punto it quando salterà fuori il suo nome). Ma per il resto ha il profilo perfetto per accontentare un po’ tutti e non farsi odiare troppo da nessuno.
Sembra sia stato messo nell’armadio a diventare padre nobile della patria come si mette il vino ad invecchiare, pronto per essere stappato al momento giusto.

Riuscirà a fare il colpaccio?

 

Cinesi

January 12th, 2015 by mattia | 3 Comments | Filed in ignoranza, politica

Uno sta lì a costruirsi tutta un’immagine di partito amico degli immigrati, multiculturale, multirazziale, contro le discriminazioni, che apre le primarie anche a chi normalmente non può votare, ché… ehy, vogliamo dare il voto anche a dei non cittadini (un’idiozia giuridica, ma sorvoliamo) e te lo dimostro invitane tutti gli extra-comunitari alle primarie! … e poi arriva il primo ciuffolo a mandarti in vacca la reputazione parlando di masse di cinesi e nordafricani ai seggi delle primarie.
Neanche fosse un Borghezio qualsiasi.

Roba da mettersi le mani nei capelli non tanto per l’ipocrisia (alla quale ormai siamo abituati) ma per la cialtronaggine di gente che nemmeno capisce cosa può dire e cosa non può dire senza fare una figura di palta.
Dei dilettanti.
Che pretendono di governare.

 

Piesse: a quelli che… eh, ma non li attacca perché cinesi o marocchini ma perché hanno ammesso di votare alle primarie perché pagati, non c’entra il razzismo … io domando: e come fate a dire che tutti gli italiani che hanno votato alle primarie non l’hanno fatto allo stesso modo dietro compenso?
Non ce lo vedete un filino di pregiudizio?
Ah, vi sembra strano che così tanti cinesi e marocchini vadano a votare per le primarie? E allora perché volete farli votare alle elezioni vere?

La cazzata di Natale

December 26th, 2014 by mattia | 3 Comments | Filed in bufale, ignoranza, politica

Così il caro ministro dell’interno alfano non ha voluto farci mancare la cazzata del buon natale.
A un popolo che si abbevera di cazzate non si poteva fare un regalo migliore.

Secondo alfano in numero di omicidi di donne è diminuito del 9,45%.
Oh, 9,45% mica 9,46%,  e nemmeno 9,5% o 9,4%. Proprio 9,45%.

Classico errore da ragazzino che si appresta a fare la prima relazione di laboratorio (alla seconda non lo fa più perché gli devasto i fogli con delle grosse scritte rosse).
Le cifre decimali possono essere significative o no.
Vi faccio un esempio: poniamo di misurare una tensione di 5,3456 V su di una resistenza che misuriamo avere valore di 100,12 Ω. Quando calcoliamo la corrente facciamo la divisione di tensione e corrente  5,3456/100,12 e la calcolatrice ci dà 0,05339192968438 A. Io però mica posso scrivere tutte quelle cifre decimali. Sì, è vero che la calcolatrice ce le dà, ma non è detto che abbiano senso.

Cosa vuol dire? Io misuro la tensione con cinque cifre: 5,3456 V. Ciò significa che la tensione misurata può assumere i valori 5,3456 V piuttosto che 5,3457 V. Sullo strumento non uscirà mai 5,34562 V, perché non c’è lo spazio per quel 2. Il display si ferma prima.
Quindi (assumendo pure la resistenza immutata) con 5,3456 V ottengo

5,3456 /100,12 = 0,05339192968438 A

con 5,3457 V ottengo

5,3457 / 100,12 = 0,05339292848582 A

Le cifre in rosso posso anche buttarle via perché non mi dicono niente.
Anzi, posso anche arrotondare l’ultima cifra e dire che la corrente nel primo caso è:

53,392 mA

e nel secondo caso è

53,393 mA

Tutte le cifre decimali più piccole non sono significative perché tu non sei capace di apprezzarle. Sono solo frutto della matematica, ma la tua precisione si ferma alla quinta cifra significativa.
Dopo tutto, misuri la tensione con 5 cifre e pensi che una corrente che calcoli con quella misura arrivi a una precisione di 10 cifre? Da dove salta fuori ‘sta precisione? Dallo potenza dello Spirito Santo?
Se misuri con 5 cifre al massimo avrai una risoluzione di cinque cifre anche in tutto quello che calcoli dopo.

Ora torniamo agli omicidi femminili; alfano purtroppo non cita (neanche in conferenza stampa) i valori assoluti del 2013 e del 2014.
Facciamo i conti riferendoci al 2012 i cui dati sono sul sito dell’istat. Nel 2012 ci sono stati 131 omicidi di donne. Da fonti giornalistiche i numeri per il 2013 sembrano un filo diversi (157 omicidi femminili nel 2012 e 179 nel 2013). L’ordine di grandezza è quello.
Facciamo 150 omicidi. Cosa significa 9,45% in meno? È un calo di 14 omicidi.
Magari non è chiaro ad alfano, ma gli omicidi sono quantizzati. Possono essere 14 o 15 non possono essere 14,32.

Facciamo due conti.

13 omicidi su 150 sono l’8,666666666667 %

14 omicidi su 150 sono il 9,33333333%

15 omicidi su 150 sono il 10%

Il gradino tra caso e l’altro è di 1/150 ossia lo 0,67 %.

Ad essere generoso puoi quindi dire che puoi discriminare tra il 9,5% e il 10%, ma devi specificare che quel virgola cinque non indica che puoi scrivere 9,6 ma che il numero successivo è 10 (ossia, la scala è 8,5 – 9 – 9,5 – 10 …), altrimenti devi scegliere tra la cifra significativa che puoi sempre assicurare, in questo caso l’unità (ossia devi dire se è il 9% o il 10%).

Di sicuro non puoi scrivere 9,45% perché nemmeno nei tuoi sogni più bagnati puoi discriminare una differenza dello 0,01% e nemmeno dello 0,05% visto che entrambi sono ben minori del minimo gradino che è 0,67%.

E questo vale per quanto riguarda le cifre decimali senza senso.

Poi c’è un’altra questione, probabilmente molto più sostanziale: che senso hanno quei dati?

Ne parlavo qua mostrando i valori degli omicidi femminili in italia e in altri paesi europei. Questi sono i tassi di omicidi femminili nel tempo:

femminicidio ita-ue

Il numero di omicidi femminili in italia è molto basso, attorno a 0,4 ÷ 0,5 omicidi per 100 mila abitanti.
La natura stessa del fenomeno non implica però che il valore di omicidi vari monotonicamente.
Dal grafico si vede bene che gli omicidi femminili nel decenni mostrato sono costanti. Non puoi vedere una tendenza di alcun tipo. Poi certo, di anno in anno ci può essere un cambiamento: nel 2001 ci sono stati poco omicidi femminili, mentre nel 2003 sono stati molti di più. Ma questo accade per una normale variazione di anno in anno.
La tendenza generale è quella di un valore constante, infatti la linea blu è in media orizzontale.
Una persona sana di mente non si metterebbe mai a guardare solo i dati dal 2001 al 2003 per uscirsene a dire “o mio Dio! gli omicidi femminili stanno aumentando vertiginosamente!“.
Quando hai queste oscillazioni di anno in anno per capire la tendenza devi valutare più anni in modo da vedere se c’è veramente un cambiamento oppure se era un’illusione dovuta a una variazione di breve periodo.
Se non consideri un tempo sufficientemente maggiore di quello in cui hai queste piccole variazioni non ha alcun senso dire che c’è una tendenza.

Ecco, alfano ha fatto proprio questo. Ha preso i valori di omicidi in due anni, questi mostrano quattordici omicidi in meno e ne conclude che una legge approvata l’anno prima ha invertito la tendenza.
Poi magari l’anno prossimo gli omicidi femminili aumenteranno, e cosa dirà?

Oh, magari veramente si è invertita la tendenza. O magari questa diminuzione è solo momentanea.
Noi per adesso non possiamo dire nulla se non abbiamo i dati dei prossimi anni.
L’errore di alfano invece è che ci si butta dentro coi piedi nel piatto facendo una deduzione senza fondamento da quei dati.
Se poi l’anno prossimo gli omicidi femminili, con la stessa legge vigente, aumenteranno nessuno gli chiederà conto di quello che ha detto oggi.

 

Un besaš

December 18th, 2014 by mattia | Comments Off | Filed in chicche, politica, praga, repubblica ceca

pantaloni corti vaclav havel

Oggi in Rep. Ceca si ricorda la morte di Vaclav Havel, nel terzo anniversario della sua morte.
E come lo si ricorda? Coi pantaloni corti. Non nel senso di braghe corte, bermuda o pinocchietti, ma con pantaloni normali solo troppo corti per la persona che li veste.

Anche l’ambasciatore statunitense in Rep. Ceca ha partecipato pubblicando sul tuitter la sua foto coi pantaloni corti.

 

Per una volta sono lieto di poter andare in giro così intenzionalmente. Perché a me capita spesso di uscire di casa con i pantaloni rimaste dentro le calze per sbaglio e di accorgermene dopo qualche ora che sono in giro. Oggi l’ho potuto fare di mia spontanea volontà, non per sbadatezza.

Se vi state chiedendo perché Havel viene ricordato così, è perché l’ex presidente della Repubblica era uno che… come dire… non badava troppo alla forma, quindi in più di una occasione ufficiale (anche durante la sua prima visita di stato in U.S. of A.) si è presentato con pantaloni dall’orlo troppo alto. Ad esempio, in questa immagine mentre passa in rassegna l’esercito. Forse qui si vede meglio.
Dalle mie parti si direbbe che era “un besaš“.

No, così per dire. Uno può fare il presidente della Repubblica anche se l’è mia bon de tiras insem.

Piesse: questa se la gioca alla pari con il giorno della salvietta per il miglior modo di ricordare una persona morta.

La grana della nostrificazione. Ancora.

December 18th, 2014 by mattia | 3 Comments | Filed in ignoranza, politica, praga, repubblica ceca, riflessioni

Sarà un caso, ma è un po’ di tempo che continuo a sentire storie di miei studenti che hanno problemi con la nostrificazione.
Ossia quel processo per cui la Rep. Ceca riconosce i loro diplomi di scuola superiore e consente così loro di accedere all’università.

È un processo lungo, quindi alla nostra università si fa così: noi li ammettiamo, poi con calma (delle volte un anno o due) arriva la convalida del diploma.
In alcuni casi le autorità ceche fanno problemi e lo studente poi è nei guai, ché mica può laurearsi prima che arrivi la convalida del diploma.
E non sto parlando di diplomi presi nella sperduta Repubblica di Salcazzo. C’è gente che ha problemi a farsi riconoscere un diploma di scuola superiore conseguito in Irlanda, piena U.E.

Ora, va bene romperci il cazzo sui tostapane a due feritoie, sulle lampadine o sugli aspirapolvere troppo potenti. Ma l’UE non potrebbe fare qualcosa anche per garantire la libertà di circolazione degli studenti?
Perché forse non si è capito ma il futuro è questo. Tu nasci a Torino, ti diplomi a Venezia, ti laurei a Parigi, e vai a lavorare a Cracovia. Una volta questa circolazione accadeva su scala locale ora avviene su scala europea, e in alcuni casi anche extra europea (questo semestre ho studenti da Israele, Pakistan, Vietnam, Russia, Cina… studenti regolari della facoltà, non studenti qui con un programma di scambio).
Così come uno si diploma a Termoli e va a Perugia a fare l’università, così all’interno dell U.E. dovrebbe potersi diplomare in uno stato membro e iscriversi in una università di un altro stato membro con la stessa semplicità con cui lo fa all’interno di un singolo stato.

Lo so, facciamo fatica a riformare la nostra di scuola figuriamoci armonizzare tutte le scuole europee su di un unico standard che poi venga riconosciuto in automatico da tutti. Di solito mi dicono che si sta lavorando al problema, che ci sono commissioni, gruppi di lavoro, proposte… bla bla bla…
Io so solo che otto anni fa ho dovuto fare la nostrificazione della mia laurea italiana per iscrivermi al dottorato in Rep. Ceca. Passati otto anni ci sono ancora studenti diplomati in paesi europei che hanno problemi a ottenere la nostrificazione in un paese membro U.E.
Ci staranno anche lavorando, ma qui passa il tempo e i problemi restano. Le lampadine a incandescenza invece – quei cornuti – me le hanno tolte dagli scaffali subito.

Poi senti quel signore che dal suo palazzo dorato parla di “una rapida e preoccupante crescita di movimenti e partiti euroscettici o apertamente antieuropei“. A parte al fatto che chi ricopre una carica di garanzia non può permettersi di definire come preoccupante il fatto che dei partiti prendano molti voti. Non quando questi partiti sono pienamente legittimi e per il fatto che perseguono uno scopo (l’anti-europeismo) pienamente legittimo. L’Europa non è un dogma come la democrazia, si può essere contro l’Europa, e un presidente della Repubblica non si può permettere di criticare la legittima espressione popolare di elettori che votano i partiti anti Europa. Ma per fortuna questo signore smetterà di fare danni alla democrazia fra poco (per dimissioni, o perché il Signore se lo porta via).

Ma a parte a questo, il problema dell’anti europeismo è che si nutre di problemi come quello che ho evidenziato. L’U.E. sembra un carro armato quando si tratta di divieti, mentre è il fiore di ogni burocrazia quando si tratta di diritti.
L’U.E. è quel posto dove ti dicono a belle parole che c’è la libertà di circolazione delle persone, poi però quando si arriva all’applicazione pratica non ti risolve problemi come quello del riconoscimento dei titoli di studio che ostacolano l’applicazione del diritto di circolazione degli studenti (perché tu puoi sì dire che puoi circolare per tutta E.U. senza necessità di visto, ma se poi non mi riconoscono il diploma non posso fare l’università in un altro paese… posso andarci in quel paese, ma non a studiare).
Se solo mostrasse di essere un carro armato anche nell’abbattimento di questi ostacoli e non solo quando si tratta di vietare qualcosa, allora l’antieuropeismo scemerebbe, poiché la gente vedrebbe l’U.E. come un’istituzione che tutela i diritti in Europa non come una istituzione che li ostacola.

Il signore nel suo palazzo dorato invece di preoccuparsi dei voti che prendono i partiti euroscettici, quasi come se fossero una bestemmia, si preoccupi di un’Europa che va veloce sui divieti ma lenta sui diritti.

Cosa è rimasto?

November 29th, 2014 by mattia | 4 Comments | Filed in bufale, politica

Dalla lista, quindi, dobbiamo depennare anche questo.

Avevamo già tolto le webcam nelle assemblee elettive (ricordate quando grillo diceva che gli eletti del M5S dovevano andare con le “telecamerine” a riprendere tutto? sembra roba di secoli fa).

Poi avevamo depennato lo streaming. Ogni tanto se ne ricordano ancora, quando incontrano qualcun altro però. Per il resto le assemblee interne dei parlamentari M5S si tengono al segreto. Li capisco, le poche volte che hanno provato a trasmetterle il segnale casualmente andava via nei momenti più sconvenienti. Meglio evitare che si sappia degli stracci che volano nei gruppi parlamentari. O meglio, sulla stampa finisce tutto ugualmente, ma per i “media di regime” quando il Papa muore l’osservatorio romano scrive che ha un grosso raffreddore.

Poi avevamo tolto dalla lista dalla trasparenza. I soldi! Dicevano che avrebbero rendicontato. Ci hanno pure aperto un sito apposta. Eppure non hanno mai rendicontato nulla. Hanno scritto delle cifre, ma al pubblico non viene mostrata nemmeno una pezza giustificativa.
Ad esempio a luglio 2013 la deputata portavoce cittadina Grande  ha “rendicontato” 835 euro di vitto (sta a dieta la cittadina!)
Di come si sia arrivati a 835 euro non è dato alcun riscontro. Non abbiamo nessun documento, nessuno scontrino, nessuna fattura. Per quanto ci riguarda poteva scrivere anche 1200 euro o 260 euro, avremmo dovuto crederle sulla parola. È trasparenza questa?

La trasparenza è stata eliminata anche dalla lista delle promesse dello staff. Ricordate la festa di partito al circo massimo finanziata colle donazioni dei sostenitori?
Bene, ancora non c’è uno straccio di informazione su come abbiano speso i soldi. Voi donate i soldi e poi loro non vi fanno sapere come li spendono. Trasparenza, internet, tutto rendicontato… vero?

Nel frattempo avevamo anche depennato dalla lista il concetto di “portavoce”. Vi ricordate quando dicevano che i parlamentari sarebbero stati solo dei portavoce dei cittadini? Non dovevano nemmeno avere mente pensante, dovevano votare in parlamento come comandava la rete. Avete visto qualcosa? Le uniche consultazioni con la rete le hanno fatte per l’abolizione dei reato di immigrazione clandestina e per un altro caso che non ricordo (oltre che per le quirinarie). Per il resto hanno fatto migliaia di votazioni come garbava a loro, altro che portavoce. Hanno presentato progetti di legge ed emendamenti pensati da loro, non dai cittadini.
Ricordate il codice di comportamento dei parlamentari m5s?

Le richieste di proposte di legge originate dal portale del MoVimento 5 Stelle attraverso gli iscritti dovranno obbligatoriamente essere portate in aula se votate da almeno il 20% dei partecipanti. I gruppi parlamentari potranno comunque valutare ogni singola proposta anche se sotto la soglia del 20%

Avete visto qualcosa?

E poi siamo arrivati al culmine. Ieri grillo ha depennato anche il concetto dell’unovaleuno. In realtà è sempre stata una finta. Anche quando facevano le votazioni sul “sistema operativo” (lol) nessuno poteva verificare se davvero i risultati erano quelli. Casaleggio dice che il 92% ha votato sì e tu ci devi credere.
Da ieri però è finita anche quella illusione. Dopo averti detto per anni che il M5S non aveva leader, ché c’era l’unovaleuno scopriamo che ora c’è l’unovaleuno ma cinquevalgonodipiù.
Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni animali sono più uguali degli altri.

Depennato tutto questo, cosa rimane del M5S?

Faccio questa domanda a chi l’ha votato. Quindi lo preciso, può commentare questo post solo chi ha votato M5S, gli altri commenti non saranno approvati.

Voglio sapere da chi ha votato M5S cosa è rimasto dei motivi per cui l’aveva votato.

Mille mila!

November 7th, 2014 by mattia | 2 Comments | Filed in politica, riflessioni

Sapete qual è la cosa che mi fa più riflettere della cena del PD a 1.000 euro a cranio?
Non tanto i 1.000 euro, che per una cena di finanziamento non sono neanche tanti.
Non è neanche il fatto che un partito si finanzi chiedendo soldi a gente che può spendere 1.000 euro per una cena. O meglio, questo non mi piace molto, perché un politico dovrebbe essere indipendente da interessi privati ed è certamente meglio ricevere 25 euro da quaranta persone comuni che ricevere 1.000 euro da un amministratore delegato di un’azienda.
Ad ogni modo, le grandi aziende che si aspettano riguardo dalle istituzioni hanno sempre dispensato donazioni ai partiti e per importi ben superiori a 1.000 euro, quindi…

No, la cosa che mi fa più riflettere sono i 600 (o 800, non ho capito) partecipanti.
Avete mai partecipato a cene da 800 persone? Io sì, e vi posso assicurare che non hai la percezione di quello che succede due tavoli più in là. Hai voglia a dire “sono stato a cena con Renzi“. Se alla cena c’erano 800 persone probabilmente Renzi o la Boschi li hai visti col binocolo.

La gente che è andata a quella cena non è andata quindi per incontrare o parlare con Renzi. Per quanto li riguarda potevano essere a una cena qualsiasi.
Ci sono andati perché l’elemento importante era esserci, anche se il presidente del consiglio lo vedevano a distanza.
L’importante era andare a quella cena per dichiarare un’affiliazione; andare a quella cena significava dire io sono dei vostri. Sono quasi convinto che qualcuno ci è andato pur non condividendo le idee del PD. Ma oh, quelli sono i potenti e noi non possiamo non andarci. Cosa pensa poi la gente?

Ecco, è questa la cosa che mi fa riflettere.

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