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Taiwan esiste

December 4th, 2016 by mattia | 6 Comments | Filed in politica, riflessioni
Guardiamo in faccia la realtà: Taiwan esiste.

Ha dei confini e quando ci arrivi c'è un poliziotto di frontiera di Taiwan, messo lì dal governo di Taiwan, che ti mette un timbro sul passaporto con scritto R.O.C.
A Taiwan ha corso legale il nuovo dollaro taiwanese.
Sul territorio taiwanese viene fatta rispettare la legge taiwanese dalla polizia taiwanese. Non ci sono altre leggi né altre forze di polizia. A Taiwan c'è un esercito di Taiwan che ha il controllo armato dell'intero territorio.
A Taiwan sventola la bandiera Taiwanese senza che nessuno la rimuova.
taiwan

Francamente, non capisco cosa serva in più per definirlo uno Stato sovrano.

Taiwan è nei fatti uno Stato sovrano perché non ha niente di diverso da tutti gli altri Stati sovrani nel mondo. Se la repubblica popolare cinese è convinta che Taiwan faccia parte del suo stato mandi l'esercito a conquistarlo, ci faccia piantare la sua barriera, applichi le sue leggi su quel territorio, renda lo yuan unica valuta accettata e via di questo passo. Fin quando non lo fa deve accettare la realtà: non è parte del suo territorio.

Può anche crederci intensamente, può anche gridare al mondo intero che Taiwan non è uno Stato ma fa parte della repubblica popolare cinese, ma questo non diventa più vero, neanche se tutti fanno finta di crederci. È un po' come un malato mentale convinto che una donna la ami e sia la loro fidanzata quando invece questa nemmeno sa che esiste. Grida "è mia! è mia! mi ama!" e quando tu gli dici "guarda in faccia la realtà, quella si scopa un altro, non ti caga di striscio" quello si tappa le orecchie e strilla "è mia! è mia!". E tu cosa fai? Davanti a uno così gli metti una mano sulla spalla e acconsenti alle sue turbe mentali dicendogli: ok, ok, è tua... ora però rilassati.

Il governo della repubblica popolare cinese si comporta esattamente così: la realtà dei fatti è che Taiwan è uno Stato sovrano, siccome però loro non vogliono crederci si tappano le orecchie e sbraitano "Taiwan è nostra!!!22!!"
E tutto il mondo arriva a mettere una mano sulla spalla delle repubblica popolare cinese facendo finta che Taiwan non esista per evitare che il bambinone dia fuori di matto.

La cosa è talmente ridicola che gli Stati del mondo non riconoscono Taiwan ma si comportano con esso esattamente come con qualsiasi altro Stato. Bisogna solo far finta che non sia uno Stato: quindi Taiwan non apre "ambasciate" ma "uffici di rappresentanza". Così come gli Stati del mondo a Taipei non aprono ambasciate ma uffici di promozione economica, commerciale e culturale, o uffici culturali ed economici. Poi fa niente se questi uffici culturali ed economici rilasciano visti richiedendo documenti verificati dal Ministero degli Affari Esteri di Taiwan. Non puoi chiamarla ambasciata altrimenti quello là inizia a sbattere i piedi e a picchiare la testa contro il muro. Bisogna tenere in piedi la commedia e poi comportarsi normalmente  sottobanco.

Tu puoi richiedere documenti rilasciati dal governo taiwanese, riconosci il passaporto taiwanese per entrare nel tuo Stato però devi far finta di non riconoscere Taiwan come Stato altrimenti quelli là dànno fuori di matto.

Oh, ragazzi miei, se c'è qualcuno che si deve dare una regolata e guardare in faccia alla realtà, questo è il governo di pechino il quale potrebbe anche smetterla di obbligare tutto il mondo a fingere una realtà che esiste solo nei loro sogni umidi.

 

Scommessa (con proposta di penitenza)

December 3rd, 2016 by mattia | 18 Comments | Filed in politica, riflessioni
Io non so chi ha detto a renzi di fare affidamento sul voto degli italiani all'estero. Non so chi ha messo in giro questa voce per cui il sì potrebbe vincere grazie ai voti decisivi espressi all'estero, ma temo che qualcuno abbia detto gatto prima di aver fatto i conti con l'oste che era rimasto nel sacco.

Un po' come quando fece l'italicum a sua immagine e somiglianza per fare l'asso pigliatutto tramite il premio di maggioranza salvo poi scoprire dopo un po' che con quella legge avrebbe consegnato il governo ai grillini. Ecco, io temo che si stia preparando a una spanata di orifizi del genere.

Io non sono mica così sicuro che i voti all'estero siano in maggioranza per il sì, anzi sono portato a credere che siano piuttosto per il no, anche in misura maggiore di quanto avverrà in italia. Almeno per quanto riguarda l'Europa.

Mi sto avventurando in un campo minato, ma corro questo rischio. Le ragioni per cui presumo che nel voto degli italiani all'estero prevalga il no è basato sull'osservazione di come si è comportato l'elettorato estero in passato.
Il voto estero è sempre stato più "ragionato".

Gli elettori italiani all'estero possono essere suddivisi, bene o male, in due categorie. La prima è quella degli emigrati nella notte dei tempi per povertà colle seconde generazioni. Mi riferisco agli italiani emigrati per andare a fare i minatori di carbone in Belgio o i pizzaioli in Germania, insieme ai loro figli cresciuti sul posto. Queste erano persone generalmente poco istruite. Negli ultimi tempi però l'emigrazione è fatta di gente estremamente istruita che emigra per poter trovare lavoro all'estero. Non fatemi usare l'espressione "fuga di cervelli" ma ci siamo capiti. Sono persone con un titolo di studio normalmente elevato o che comunque sono meno rincoglioniti della media.

Questa parte di elettorato si occupa più spesso dell'italia visto che se ne è andata da relativamente poco, quindi è più portata a votare di chi invece è all'estero da 50 anni e ormai dell'italia non gliene frega più niente.
Questi elettori sono persone che ragionano di più. Vuoi per il fatto che siano più istruiti, ma normalmente non si fanno abbindolare da uno slogan, bensì sono capaci di seguire un ragionamento.

Qualche giorno fa sul feisbuc mi è comparsa questa pubblicità:

basta-un-si
Con il sì bollette più leggere

All'inizio pensavo fosse una burla, e invece era vero.
Se voti sì la bolletta diventa più leggera, ti raddoppiano gli 80 euro in busta paga, ti diamo un set di pentole, una bici col cambio scimano e anche un po' di figa, mi voglio rovinare!

Di mio se vedo una pubblicità del genere penso che stanno scherzando. E penso che nessuno ci caschi. Dio mio, possibile che qualcuno sia coglione da farsi abbindolare da una promessa in stile Cetto LaQualunque?
Eppure chi si fa prendere il naso da questa propaganda esiste. Ricordate quando berlusconi mandò le buste agli elettori prima delle politiche 2013 con scritto sopra "AVVISTO IMPORTANTE - Restituzione IMU 2012"? In realtà nella lettera c'era scritto: se mi eleggete prometto che restituisco l'IMU, ma ci fu gente che andò al patronato con la lettera credendo davvero che aveva diritto alla restituzione dell'IMU.
Quella gente quando legge che votando sì si abbassa la bolletta della luce ci crede davvero. E vota.

Ecco, io penso che la percentuale di persone così tra gli elettori all'estero sia minore. Perché questa è gente generalmente poco scolarizzata che non si muove dal suo paesino, figuratevi trasferirsi all'estero.

Per molti italiani la politica è fatta di slogan e non ragionamenti. Se provi a farli ragionare non ti seguono: rimangono incollati al loro slogan e ciao.
Mi è capitato di parlare con gente che mi diceva "non sarà molto ma si riducono i parlamentari". E io a dire che i risparmi sono minimi, perché comunque devi pagare la diaria e le spese. Poi gran parte del bilancio del Senato è fatto dai vitalizi e dalle pensioni degli ex-dipendenti. Quindi alla fine si risparmia pochissimo, quanto un caffè all'anno per italiano. Ma in compenso perdi il diritto di eleggere chi vuoi.
E quello mi ha risposto: intanto è qualcosa. E niente, non la capiva.

Il problema era proprio quello: la ragione per il sì è uno slogan semplice e accattivante "tagliamo il numero dei politici!", mentre la sbufalata era complessa e noiosa. Questo vale per tutti gli argomenti del sì: "basta con il parlamento più numeroso del mondo!" è un argomento facile. Spiegare che non è vero (il Regno Unito per esempio ha più parlamentari) è noioso. Spiegare l'idiozia per cui con solo 100 senatori la Liguria (1,5 milioni di abitanti) avrà due senatori esattamente come il Molise che di abitanti ne ha solo 310 mila invece è terribilmente noioso. Vedete, in una frase ho messo ben tre numeri, è troppo. Il pubblico medio non digerisce più di due numeri per frase. E non chiedete di fare una proporzione: pretendereste troppo.

Le ragioni del sì sono bufale vere e proprie, ma smontarle richiede un ragionamento mentre la bufala è uno slogan che fa presa. La cosa è stata ben capita da gente come salvini che non va in giro a smontare le bufale del sì, ma usa anch'egli slogan, che in questo caso non c'entrano niente con il referendum: mandiamo a casa renzi, banca etruria, fornero...

Per votare no a questo referendum bisogna riflettere. Fermarsi un attimo, informarsi e ragionare. Se riesci a superare la noiosità della sbufalatura allora diventa più semplice votare no.

Ebbene, io penso che gli italiani all'estero, almeno quelli di emigrazione più recente e quindi meglio istruiti, siano più portati a fare proprio questo: leggere, informarsi, approfondire e quindi alla fine ragionare.
La percentuale di voto ragionato tra gli italiani all'estero penso sia maggiore che in italia.

Attenzione non sto dicendo che all'estero il voto ragionato è maggiore del voto di pancia. Il voto di pancia vince sempre, ma per quanto minoritario il voto ragionato all'estero è maggiore che in italia.
Per questo suppongo che il no riceverà più voti all'estero che non in italia, almeno in Europa dove l'emigrazione è più recente.

Se volete possiamo guardare ai referendum del passato più recente.

2011 - Referendum sul nucleare

ITALIA
Votanti: 57% - Sì: 94,7% - No: 5,3%

ESTERO
Votanti: 23,9% - Sì: 67% - No: 33%

Il no al nucleare che in italia era dannatamente minoritario all'estero è sempre rimasto minoritario ma invece di essere il 5% è diventato il 33%. C'è una bella differenza.
[Ah, per l'affluenza, all'incirca è calata allo stesso modo sia per l'italia che per l'estero]
Per votare no a quel referendum bisognava informarsi e ragionare non votare di pancia. E il voto all'estero è stato più ragionato.

Lo stesso per i referendum sull'acqua pubblica che in italia presero circa il 4% di no, mentre all'estero il 24% di no.
Le ragioni del sì erano slogan di pancia (giù le mani dall'acqua! l'acqua non si vende! acqua pubblicaaa!!!11!!), leggere invece un articolo del sole 24 ore per capire che le cose erano un filino diverse richiedeva più impegno.

Oppure prendete i referendum sulle trivelle di quest'anno. Il sì era un voto di pancia basato su slogan accattivanti "basta trivelle! facciamo l'energia con le centrali a scoregge e margherite!" mentre il no richiedeva approfondimento per capire che le trivelle già c'erano e si trattava di fermare un sito di estrazione che già esisteva e che poteva rendere ancora qualcosa, una cosa senza senso logico.
Anche qui, il no in italia ha ricevuto il 13% all'estero quasi il 27%. Anche all'estero ha prevalso il sì, ma i no sono stati il doppio.

Quella differenza è l'elettorato estero istruito che si informa. Io penso che quella fetta di elettorato ha votato no a questo referendum.
Poi magari il sì prevale comunque, ma penso che all'estero la quantità di no - vada come vada - sarà maggiore che in italia, non aiutando il sì ma al contrario remando contro.

Cosa potrebbe andare storto in questo mio ragionamento?

1) il fattore inculata.
Il cambiamento porta una dose di pericolo. Chi vive all'estero non subisce (almeno direttamente) questo pericolo, quindi è più portato a rischiare, a cambiare. Tanto, male che vada, sono fatti di chi vive in italia.

2) la propaganda.
Fondamentalmente è arrivata solo la lettera di renzi per posta agli italiani all'estero.

3) il fattore "modernismo".
Negli anni ormai renzi si è appannato molto, non ha più quella immagine di giovane dinamico che ammoderna tutto. Se sentite i suoi discorsi alle prime leopolde in cui lanciava la rottamazione sembra un'altra persona da tanto si è istituzionalizzato. Ma questa idea del cambiare per rendere più moderno lo Stato proposta da un presidente del consiglio quarantenne potrebbe ancora far presa sull'elettorato estero.
Anche se le figuracce dello shissh renziano hanno ridotto di molto la sua immagine internazionale.

Staremo a vedere quale fenomeno prevarrà.

Siccome poi voglio rendere la cosa più divertente (rilassiamoci pure un po' dopo così tanto nervosismo!) propongo un gioco.
Io scommetto che i no degli italiani in Europa saranno maggiori in percentuale dei noi espressi in italia.
Da qui alle ore 21 di domani avete tempo per proporre una penitenza da farmi fare qualora perdessi la scommessa.
Dalle 21 alle 22 sceglierò la penitenza e poi iniziamo a contare i voti.

 

Presidenta, il popolo protesta perché non ha le pensioni! Date loro sostantivi al femminile.

December 2nd, 2016 by mattia | 4 Comments | Filed in ignoranza, politica
Come sapete non sono un gran ammiratore di repubblica, ma devo ammettere che questa intervista a una donna che aveva insultato la boldrinova è un ottimo pezzo.
Potevano farlo meglio, ovvio: la domanda sulle simpatie politiche ad esempio è inutile. Forse è stato inconsapevole ma hanno mostrato uno spaccato di una persona con una bassa istruzione, sostanzialmente analfabeta dal punto di vista dell'uso delle reti sociali su internet, caduta in una cosa più grande di lei che ora non sa gestire.
Più che le sue preferenze politiche io avrei indagato di più sui risvolti psicologici, ma anche così si capisce molto di quello che è successo.

Leggendo quell'intervista non ho potuto non riflettere su due aspetti. Il primo: la signora era generalmente incazzata con la politica. Secondo: la signora raggiunge il giornalista provenendo dai campi; non si capisce se fa la contadina a tempo pieno o parzialmente, ma insomma è una donna di 61 anni che lavora la terra. Una donna - racconta lei - a cui è stata negata la pensione di invalidità nonostante tre interventi alla schiena. Quindi a 61 anni con la schiena danneggiata continua a lavorare la terra.

Dall'altra parte la boldrinova, una che ha fatto una carriera da dirigente dell'UNHCR con stipendio di oltre 121 mila dollari all'anno. Una signora che nel suo ufficio dorato lancia battaglie di una vita sulla lingua italiana con parole tipo ingegnera, ministra o sindaca.

Lo notate anche voi lo stridore?

Possibile che la sinistra non si renda conto degli errori mostruosi che sta commettendo? Possibile che non capiscano che se si trovano in quegli uffici e in quelle aule è per difendere i diritti di quelle persone con la schiena rotta che sono costrette a lavorare per riempire il piatto?
No, per loro le battaglie sono cambiare la lingua italiana perché troppo sessista, approvare i matrimoni ghei per consentire a due persone di fare una festicciola in municipio, approvare la compravendita di bambini fatti su misura per consentire anche a due viti di fingersi bullone, i libretti universitari con il nome a piacere per far contenti quelli che pensano di essere Napoleone, e magari i cessi unisex (da noi non è ancora arrivata ma vedrete che arriva).

Non capiscono che tutte queste cose sono scemenze? Sono così distanti dalla gente da non capire che là fuori ci sono persione con la schiena rotta che non vanno in pensione e guardando i loro rappresentanti pensano "ma cazzo, perché si battono come leoni per fare entrare ingegnera nel vocabolario e non pensano ai poveri cristi come me? Perché pensano tutti ai matrimoni ghei come se fossero la cosa più importante del mondo e nessuno pensa a me? A quelli come me con la schiena rotta chi ci pensa? Chi mi difende?"

Avete idea di cosa possa pensare una contadina con la schiena rotta che non riesce ad andare in pensione quando vede una donna privilegiata in TV il cui problema più grande sembra essere che le donne non vengono chiamate "ingegnera"?
Un vaffanculo stampato su di un manifesto 6m per 3m forse non rende bene l'idea.

È ovvio che poi queste persone che vedono i loro rappresentanti occuparsi d'altro alla fine si sentono da sole e montano un odio che va contro tutta la politica. Vi sembra così strano se poi davanti a dei politici come la boldrinova questi spuntino fuori la loro rabbia?
Invece di inventarsi commissioni parlamentari contro l'odio su internet non potrebbero fermarsi un attimo e pensare: ehy, non è che se la gente è incazzata non è solo perché viene aizzata dai fassisti e rassisti ma forse perché abbiamo sbagliato qualcosa pure noi?

Se lo sono mai posto questo dubbio?

 

Piesse: so bene che certa gente è ammaestrata a rispondere in automatico a queste riflessioni come gli stessi di cui sopra hanno loro insegnato. Ossia dicendo che i diritti non si escludono a vicenda, un diritto non esclude l'altro...
No, cari miei: fare una festa in municipio perché altrimenti ti senti triste non è un diritto. Stuprare la lingua italiana non è un diritto. Questi non sono diritti: una donna può vivere benissimo e senza alcun problema anche se viene chiamata ingegnere. Una donna con la schiena rotta che deve andare a lavorare nei campi invece non vive bene, manco per il cazzo. Se non capite questa differenza significa che avete i criceti nel cervello.

In difesa del discorso d’odio

December 2nd, 2016 by mattia | 1 Comment | Filed in ignoranza, politica
Che poi loro lo chiamano Hate Speech per darsi un tono. E oltre a darsi un tono vogliono pure vietarlo (il discorso d'odio, non il tono). Lo dico subito: non provateci nemmeno.
Perché con la scusa di bandire il discorso d'odio arriva il pericolo - mostruoso - di vietare tutto ciò che non è allineato. Basta inventarsi un aggettivo che finisca in -fobico, incollarlo a una persona, e quella riceve automaticamente un tappo in bocca.

Quando parlano di nuove leggi o nuove regole per limitare il discorso d'odio dietro c'è sempre l'inculata. Le leggi già ci sono e si basano su di un principio semplicissimo: tutelano un bene. Se uno ti dice che sei un rotto in culo e tu lo denunci per diffamazione la legge ti difende non perché è vietato essere cattivi ma perché deve tutelare un bene, la tua reputazione.
Se la tua ex-moglie ti perseguita con molestie e minacce la leggi ti difende non perché la tua ex-moglie non ha il diritto di essere stronza ma perché deve tutelare un bene specifico, il tuo diritto a non vivere in un perenne stato d'ansia, a vivere nel tuo paese senza dover cambiare casa o abitudini.
Il principio è sempre quello: quando si vuole una nuova legge per vietare qualcosa dobbiamo sempre domandarci "quale bene tutela?"

Quando sento parlare del discorso d'odio lo trovo applicato a casi in cui non c'è alcun bene da tutelare.

Considerate una che persona si dice pubblicamente dispiaciuta che degli immigrati clandestini si siano salvati, una persona che dice "ma non potevano affogare tutti?" oppure "non poteva venire una tempesta che faceva affondare il barcone?". Ebbene, questa persona secondo gli standard del discorso d'odio andrebbe crocifissa in sala mensa. Eppure se vi fermate un attimo a chiedervi "qual è il bene messo a repentaglio? qual è il bene da tutelare?" vi accorgete che non c'è.

Quella persona sarà anche stronza a sperare che i clandestini affondino a causa di una tempesta, ma vi assicuro che per quanto si possa impegnare non è in grado di condizionare le condizioni meteorologiche. Non è che se dice a voce alta "che bello se una tempesta facesse affondare il barcone di clandestini" allora telepaticamente le nuvole le ubbidiscono  e vanno sopra il barcone a fare una tempesta.
Quello che dice sarà anche da stronzi ma non ha alcun effetto, non danneggia nessuno, quindi non c'è alcun bene da tutelare.

È un discorso da stronzi? Può darsi, ma la legge non può obbligare nessuno a essere buono. Chiunque ha il diritto a essere stronzo, chiunque ha il diritto a odiare fintanto che non danneggia un bene altrui.

Il problema del discorso d'odio è che nel vietarlo non vogliono tutelare alcun bene, vogliono imporre una ideologia per legge, e questo è inaccettabile.

Lo so bene cosa rispondono questi tizi del discorso d'odio: certe frasi contribuiscono a creare un clima che poi porta la gente a compiere gesti estremi.
Questa teoria è stata tirata fuori anche dalla boldrinova nel suo consueto delirio un paio di giorni fa alla camera:
Io ho voluto istituire una commissione parlamentare contro i fenomeni d’odio, contro il razzismo, la discriminazione, il sessismo. Una commissione parlamentare composta da deputati ed esperti. E l’ho voluta dedicare a Jo Cox, la giovane deputata laburista uccisa dall’odio politico. E voi credete che l’assassino che l’ha colpita non sia stato fomentato  da notizie razziste, da false informazioni? Non credete che sia breve il passo tra la notizia falsa e l’azione materiale che ne consegue?

Cara la mia boldrinova, il passo non è breve, ma gigante. Nel mondo ci sono milioni di persone che odiano profondamente il proprio vicino di casa o il capufficio, ma mai si sognerebbero di ammazzarlo.
Jo Cox è stata uccisa da un signore, thomas mair, con dei problemi mentali. Un pazzo, per capirci.  E allora cosa vuoi fare, vietare a chiunque di esprimere anche una minima opinione perché altrimenti potrebbe far scattare una scintilla nella mente d'un pazzo? Quelli che sostenevano la Brexit non avrebbero dovuto fare campagna elettorale per evitare che un pazzo poi uccidesse una deputata? Potevano fare campagna elettorale solo quelli contro la Brexit?
No, i pazzi vanno curati e tenuti a bada, mentre noi persone normali siamo liberi di esprimere le nostre opinioni senza che nessuno si metta in testa di commettere omicidi.

Cara la mia boldrinova, questo argomento ha i piedi di balsa. Usando questo argomento dovresti vietare l'espressione di qualsiasi opinione, perché tutte le propagande potrebbero scatenare un pazzo omicida. E non vale nemmeno parlare di notizie false.
Nel 2015 l'italia ha speso 3,3 miliardi per accogliere gli immigrati clandestini. È un dato vero, scritto nero su bianco dal MEF. Quindi non puoi dire che è una notizia falsa. Quei soldi potevano essere usati, ad esempio, per mandare in pensione prima un po' di gente che è rimasta inculata dalla fornero. Dimmi che non è vero! Ebbene, vuoi che questo argomento - vero - non possa ingenerare odio verso i politici che spendono i soldi per accogliere clandestini appena arrivati e non per la propria gente che ha lavorato una vita pagando le tasse?
Allora cosa facciamo, siccome questo fatto - vero - può generare odio vietiamo di raccontarlo in giro?

Vietiamo tutte le opinioni che non hanno il bollino dell'ufficio "volemose bene" certificato dall'agenzia Boldrinova & Poor's?
State bene attenti, perché poi questa cosa vi si ritorce contro. Se volete bandire il discorso d'odio per legge poi va a finire che qualsiasi opinione sarà vietata, anche quelle che pensano di essere "dalla parte giusta". Basterà dimostrare che l'odio verso chi odia è anch'esso odio ed è fatta.
Fai presto a invertire i ruoli.

Prendete, ad esempio, il caso della stessa boldrinova la quale ha pubblicato nomi e cognomi di coloro che la insultano su internet. Queste persone sono state assalite dalle fangirl della presidenta che li hanno insultati all'inverosimile, tanto che il bullismo si è ribaltato: era il bullo ad essere bullizzato, complice il fatto che la notizia aveva avuto una visibilità enorme.
Quindi cosa abbiamo? La terza carica dello Stato che va a piagnucolare in pubblico dicendo: "gni gni, questi qui mi insultano" e scatta lo tsunami di insulti verso queste persone. Uno schieramento di forze sproporzionato verso persone che non sono personaggi pubblici e che quindi non sono abituati a sopportare il peso dell'attacco.
Volendo ribaltare i ruoli in questo caso è stata la boldrinova a fare la bulla che riceve un pizzicotto e chiama il cugino con le catene a sistemare la faccenda. Ah no, certo, lei mica ha detto di insultarli vero. Ma ha creato il clima. È stata lei a stimolare l'odio della rete verso questi commentatori. Quindi è lei quella che induce all'odio.
Vedete come è facile ribaltare i ruoli?

No signori miei, non funziona così. Se siete convinti che un'opinione sia sbagliata spiegate perché e la smontate, non potete pretendere di chiudere la bocca a chi la propone.
Non potete imporre un'ideologia per legge.

Come rendere il parlamento veloce (non serve tagliarne un pezzo)

November 29th, 2016 by mattia | 6 Comments | Filed in bufale, politica
Ieri si è tenuta l'ultima seduta della Camera per questa settimana. No, non siete confusi, ieri era proprio lunedì e sì, al lunedì hanno finito.

La prossima seduta è convocata per martedì 6 dicembre.

Eh, ma ci sono le commissioni! - direte voi.
No, anche le commissioni hanno finito per questa settimana. Questo il calendario:

commissioni

Martedì una giustizia e mercoledì una convocazione per la commissione ambiente. Per il resto è un liberi tutti.

Cazzo fa la Camera questa settimana? Nulla.
Hanno dato la settimana libera per consentire ai deputati di fare campagna elettorale per il referendum. Attività legittima, ma che non può e non deve bloccare il parlamento per una settimana.

Perché un po' di deputati già avevano bigiato alla grande nelle scorse settimane (come i pentastellati che hanno marinato le sedute della Camera alla grande, alla faccia del "sei stato eletto deputato/sindaco/consigliere? devi fare il deputato/sindaco/consigliere!"). Un po' puoi fare sedute di discussioni senza votazioni (dove quindi bastano 20 deputati in aula, finché non si vota) ma poi si arriva al punto in cui devi votare e che fai se i deputati invece di fare i deputati sono in giro a fare campagna elettorale? Allora scatta il liberi tutti, e per una settimana il parlamento non fa un cazzo.

Non è la prima volta che succedono queste cose. Una volta la Meloni puntò i piedi in aula perché c'era il congresso di Fratelli d'Italia (o riunione analoga) e pretendeva che non si convocasse l'aula in contemporanea per consentire ai suoi deputati di parteciparvi.  Alla fine hanno dovuto concedergliela perché se lo fai con un partito poi devi farlo con tutti.

Per far lavorare più velocemente il parlamento non è necessario tagliare il Senato. Basta far lavorare in modo efficiente il parlamento che già abbiamo. Se un deputato vuole fare campagna elettorale per il referendum ne ha diritto ma non può pretendere che il parlamento si fermi una settimana. Se vuole fare campagna elettorale salta le sedute (e se ne prende la responsabilità).
Basterebbe tagliare queste sacche di inefficienza per correre più spediti.

Sapete poi di cosa si parla in aula il 6 dicembre, alla prossima seduta della Camera?

L'ordine del giorno prevede:

  • mozione concernente iniziative per promuovere una corretta alimentazione, in particolare al fine di prevenire l'obesità infantile;

  • mozione concernente iniziative di competenza in relazione alle stragi naziste del 1943-1945, con particolare riferimento all'esecuzione in Germania delle sentenze di condanna emesse dai tribunali italiani

  • ratifica di diversi trattati internazionali


Sicché, la ratifica dei trattati internazionali è una cosa che si potrebbe fare in cinque minuti netti. Anche perché non c'è molto da discutere. Il trattato viene stipulato tra il governo italiano e quello straniero (ad esempio per evitare doppie imposizioni...), non è che il parlamento può decidere di modificare qualcosa, altrimenti salta tutto e bisogna ripartire con le trattative un'altra volta. Quindi il parlamento dice sì o no.

Le mozioni invece sono la cosa più inutile che esista. Sono documenti che non hanno alcun effetto pratico: la mozione è un documento in cui il parlamento impegna il governo a....
Il governo però non ha alcun obbligo legale a fare niente. Anzi, il più delle volte le mozioni sono nella forma "il parlamento impegna il governo a considerare l'opportunità di...", dove "considerare l'opportunità di" è l'autorizzazione a mettere la mozione nel cassetto e a fregarsene.
A cosa servono dunque le mozioni? A fare spettacolo. Il politico si alza in aula, fa un bel discorso su questi principi che gli stanno a cuore, finge di lottare contro il governo che vuole riformulare la mozione e poi quando si approva il documento va sulle reti sociali a vantarsi della "vittoria!!11!!" oppure "noi stiamo dalla parte di...!!!11!".
La mozione non porterà ad alcun risultato pratico ma la sceneggiata è assicurata.
Nel frattempo però si sono buttate via ore e ore di aula per una cosa inutile.
Lo stesso per le decine di interrogazioni parlamentari che riguardano casi locali (come la chiusura di un'azienda o il problemi della scuola elementare di Salcazzo inferiore) che vengono discusse in aula quando potrebbero ricevere risposta scritta.
Ecco, tutti questi atti si potrebbero semplicemente concentrare il sabato sera o la domenica pomeriggio, se proprio non si possono vietare. Perché è inutile che il parlamento butti via un martedì lavorativo a discutere le mozione sull'obesità che non hanno alcun effetto pratico.
Il tempo si usi per un legge delega, quella sì che impegna il governo. Se non ci sono i numeri per una legge delega non si fa niente. Non è che ripieghi sulla mozione che ti approvano per farti felice perché tanto non porta a niente.

Iniziamo a rendere più efficiente il parlamento tagliando questi tempi buttati via e concentrando l'attività sulle cose che portano risultati concreti (e non spettacolo).
Vedrete come corre veloce poi il parlamento.

 

Perché voto no

November 19th, 2016 by mattia | 19 Comments | Filed in politica
Mi è stato chiesto cosa voto e perché. Invece di rispondere direttamente all'email ho pensato di scrivere le mi riflessioni a tutti con questo post.

Avvertenza: il post potrebbe essere lungo (molto lungo) e noioso. Cercherò di contenermi.

Io voterò no. I motivi li spiego sbufalando quello che i sostenitori del sì hanno detto per convincermi a dare il via libera alla riforma. Dovrebbero essere loro infatti a darmi dei buoni motivi per votare la loro riforma. Io li ho ascoltati e ho deciso che non stanno in piedi.

1. I risparmi sui costi della politica

Sono una balla, l'ho già spiegato qui facendo - io - i conticini.

2. La diminuzione del numero di parlamentari

Non è necessariamente un bene, anche solo dal punto di vista matematico, senza entrare in beghe politiche.
Nel vecchio Senato il Veneto aveva 24 senatori e il Piemonte 21, questo perché il Veneto ha una popolazione leggermente superiore del Piemonte (4,85 milioni contro 4,36 milioni). Nel nuovo Senato avrebbero entrambi 7 senatori. Diminuendo i senatori hai reso peggiore l'arrotondamento di quando assegni i senatori sulla base della popolazione.
Peggio ancora quando guardi regioni con pochi senatori, per effetto del fatto che comunque una regione non può avere meno di 2 senatori. Nel nuovo Senato avremo ben dieci regioni che avranno tutte 2 senatori, benché con popolazioni molto diverse. Una idiozia.

3. Ma abbiamo il parlamento più numeroso del mondo

Balla.
Nel Regno Unito la Camera dei comuni ha 650 membri (più di 630 deputati italiani) mentre la Camera dei Lord ha attualmente 812 membri (alla faccia dei 315 senatori).  In Germania la Bundestag ha anch'essa 630 componenti. E ho preso paesi europei, mica la Corea del Nord.
Se poi volete guardare al numero di parlamentari in proporizione agli abitati anche in questo caso ci sono paesi che ci battono alla grande. Come la Rep. Ceca, che ha un sesto degli abitanti dell'italia ma ben 200 deputati (un terzo circa di quelli italiani) e  81 senatori. Fatte le proporzioni è come se l'italia avesse 1200 deputati e 486 senatori.
Qualsiasi criterio vogliate usare l'italia non ha il parlamento più numeroso d'Europa. È semplicemente è una balla.
Dopodiché, se i parlamentari sono tanti e sono buoni non c'è nessun problema: hai tante persone competenti che lavorano. Il problema è quando i parlamentari sono di pessima qualità, tanti o pochi che siano.

4. Se il senato non fa più la stessa cosa della Camera non ha senso che venga eletto direttamente!

Hanno detto persino questa.

Perché l’elezione del Senato dovrebbe essere diretta?

La domanda ne chiama subito un’altra: quali funzioni potrebbe mai avere un Senato eletto a suffragio universale se non le stesse dell’altra Camera, eletta allo stesso modo? Evidentemente, le stesse.

bastaunsi.it

Ovviamente è un po' difficile spiegare perché togli alla gente il diritto di votare i propri senatori. Allora si sono inventati questa sciocchezza colossale per cui se il Senato è eletto a suffragio universale non può che avere le stesse competenze della Camera.
È una balla. Il Senato ceco è eletto a suffragio universale esattamente come la Camera, ma hanno funzioni diverse. Quello che li distingue non è il fatto di essere eletti a suffragio universale entrambi o meno, ma quando (e come) vengono eletti. Mentre la Camera si rinnova ogni 4 anni totalmente il Senato viene rinnovato un terzo alla volta ogni due anni.
La maggioranza del Senato viene quindi aggiornata periodicamente durante la durata di una legislatura (della Camera) costituendo una sorta di retroazione all'azione di governo.
Se vuoi dare funzioni diverse alle due camere puoi adottare un sistema del genere a elezioni sfalsate.  Cosa che, tra l'altro, era prevista anche nel testo originario della Costituzione del 1948: la Camera veniva eletta ogni 5 anni e il Senato ogni 6 (poi il Senato è sempre stato sciolto in contemporanea con la Camera).
Non hai bisogno di togliere il diritto di voto ai cittadini per dare funzioni diverse a Camera e Senato.

5. Con questa riforma le leggi si faranno più alla svelta

Forse a renzi e boschi non è chiaro che se ci sono motivi di urgenza si usa il decreto legge. È fatto apposta: quando bisogna fare alla svelta si usa il decreto.
Le leggi ordinarie invece non si fanno alla svelta, si fanno bene. E per farle bene serve il suo tempo. Tempo di lavoro, studio, approfondimento (audizioni comprese) e limatura certosina del testo. Tutto questo lavoro dovrebbe essere fatto solo in commissione, dove ci sono parlamentari esperti di un campo specifico: sanità, giustizia, difesa, istruzione... La lentezza del processo legislativo non sta non nel fatto che la legge deve essere approvata da entrambe le Camere ma dal collo di bottiglia dell'Aula.

Tu hai 14 commissioni che lavorano in parallelo, poi quando licenziano un testo devono passare dall'Aula dove si ridiscute tutto, si rivotano gli emendamenti cazzi e mazzi. Il tutto alla presenza di parlamentari di altre commissioni che non sanno un cippa lippa di quell'argomento e di come si è arrivati a quel testo. Se ascoltate qualche dibattito parlamentare sentirete più di una volta un deputato alzarsi e porre una questione e poi un suo collega rispondergli che quella questione era già stata discussa e risolta in commissione e lui non lo sapeva perché non faceva parte di quella commissione. Rifanno il lavoro da capo un'altra volta!
Per velocizzare la produzione delle leggi basta evitare gli ingorghi di calendario in aula dando le leggi da approvare in sede deliberante alle commissione. È una cosa che si può già fare a costituzione vigente ora.
I partiti poi potrebbero decidere di velocizzare il processo legislativo facendo fare al Parlamento quello che è proprio del Parlamento; molto del tempo d'aula viene buttato nel cesso in ore e ore di dibattiti su ordini del giorno che sono fondamentalmente inutili in quanto non vincolano il governo ma che consentono ai deputati di fare lo show. Oppure viene buttato via il tempo in interrogazioni a risposta orale su questioni locali che interessano gli abitanti di una sperduta provincia quando potrebbero ricevere risposta scritta. Ma anche qui, la cosa serve solo al deputato per poi far scrivere sul giornale locale che ha interrogato nientepopodimeno che il ministro sulla tal strada che deve essere costruita in contrada Salcazzo.
Se tagli tutti questi tempi buttati via e affidi le leggi più tecniche in sede deliberante alle commissioni hai tolto il collo di bottiglia dell'aula e le leggi vengono approvate più alla svelta.
Se poi c'è ancora ritardo è perché non c'è la volontà politica di approvare una legge, non perché la costituzione non lo consente.

6. I senatori rappresenteranno le regioni/ i territori (qualsiasi cosa significhi)

No.
I senatori verranno spartiti tra i partiti. Ad esempio, la Lombardia avrà 14 senatori: i gruppo consiliari si mettono al tavolino e decidono, 4 senatori alla Lega, 4 a Forza italia, 3 al PD, 2 al M5S 1 a Fratelli d'italia... a seconda dei rapporti di forza dei vari gruppi.
Poi questi vanno a Roma e non fanno il gruppo parlamentare "Senatori lombardi". No, i senatori della Lega si uniranno agli altri senatori della Lega eletti in Piemonte o in Veneto e faranno un gruppo "Lega Nord" esattamente come c'è adesso. Lo stesso i senatori del PD o del M5S.
Avverrà lo stesso identico meccanismo del Mattarellum. C'erano i deputati eletti nei collegi uninominali con il simbolo, poniamo, de L'Ulivo ma poi quando arrivavano a Roma non facevano un gruppo parlamentare chiamato "L'Ulivo" bensì si univano agli altri deputati del PDS se avevano la tessera del PDS o del PPI se avevano la tessera del PPI.
Con questa riforma un senatore continuerà a rappresentare un partito, quel partito che ha imposto ai suoi consiglieri regionali di scegliere lui come senatore.
Funzionerà così: le segreterie dei partiti si spartiranno i seggi, magari mettendosi d'accordo tra più regioni. Ad esempio, tu mi lasci un senatore in meno in Lombardia e io in cambio ti do un senatore in più il Liguria. Poi, una volta fatti gli accordi a livello centrale partiranno gli ordini per i consiglieri regionali che approveranno la lista di senatori come imposto loro dal segretario del partito.
Chi volete che rappresentino quei senatori? I territori o i partiti che li hanno scelti e messi lì?

7. Il nuovo Senato rappresenterà le istanze dei comuni e dei territori - parte 2 

E perché un deputato non può farlo? Perché un senatore messo lì da un partito può portare a Roma le istanze di un territorio mentre un deputato eletto a Senigallia non può portare a Roma il bisogno che c'è nel suo territorio della costruzione di una nuova strada pedeadriatica? Anzi, è quello che normalmente fanno di solito di deputati che non hanno rilevanza nazionale: passano la loro vita parlamentare a begare per questioni locali per poi vantarsi sui giornali della loro città se riescono a portare a casa una strada o un finanziamento per la costruzione di un ospizio.

8. Si tolgono i poteri alle regioni

E grazie mille, grazie davvero.
I rappresentanti di Piemonte, Veneto, Liguria, Lazio, Abruzzo, Marche, Calabria, Puglia, Sicilia e Sardegna decidono le sorti dei lombardi al posto dei lombardi e dovrei anche dirti grazie?

Dicono: eh, ma le regioni si sono dimostrate incapaci di gestire... sono centri di ruberie....

Allora quando abbiamo scoperto che le ruberie le faceva il cinghialone a Palazzo Chigi cosa avremmo dovuto fare, abolire il governo? Quando abbiamo scoperto che le ruberie le faceva il mariuolo al ricovero per anziani cosa avremmo dovuto fare, abolire gli ospizi in tutta italia? Quando si trovano i direttori delle ASL con le mani nella marmellata perché prendono la stecca sugli appalti cosa si fa, si abolisce il sistema sanitario nazionale?

Questo motivo non sta in piedi. Anche perché continuiamo a eleggere direttamente sindaci idioti (specialmente nei paesini) e impreparati che fanno danni pure peggiori. Allora che facciamo, aboliamo i sindaci?

Se c'è un problema di qualità e onestà della classe politica mica lo risolvi togliendo il potere ad alcuni politici per darlo ad altri politici (a meno che voi non riusciate a dimostrarmi che quando uno fa il sindaco di Firenze è inaffidabile ma quando fa il Presidente del Consiglio cala lo spirito santo e diventa illuminato).

9. Se si raccolgono 800 mila firme ora il referendum avrà un quorum più basso (il 50%+1 dei votanti alle ultime elezioni politiche)

Che, per inciso, non è il 51% come scrivono le capre di bastaunsi.it.
Dopodiché, il quorum non è una cosa brutta, anche se ha fatto fallire referendum a cui tenevi tu. Il significato del quorum è che a un referendum non è lo Stato che mi chiama a votare ma dei privati cittadini. Una minoranza di cittadini, sia che la proposta venga da 500 mila persone o 800 mila. Sono sempre una minoranza e non possono decidere di modificare una legge senza il consenso della maggioranza dei cittadini. Per questo serve il 50% +1 degli elettori affinché il referendum sia valido. Perché quei 50%+1 di elettori dice - partecipando al voto - che "sì, è giusto che si decida su questo quesito". Se la una minoranza di elettori propone il referendum e una minoranza di elettori lo vota questo non ha il potere di decidere una legge che vale per tutti.
Un quorum sotto il 50%+1 degli elettori non ha senso logico.
E non lo ha nemmeno se è il 50%+1 degli elettori delle ultime elezioni politiche. Sì, perché uno può non votare alle elezioni politiche perché nessuno dei partiti candidati gli garba, ma poi può decidere di votare o meno per un referendum perché quell'argomento gli interessa. O togli il diritto di voto a chi non vota alle politiche oppure non puoi fare una distinzione tra elettori di serie A ed elettori di serie B. Tutti gli elettori sono uguali, hanno gli stessi poteri e devi contarli tutti quando calcoli il quorum.

10. Vabbe', la riforma non sarà perfetta ma se non l'approviamo ora non cambiamo più. Il treno poi non ripassa per vent'anni.

Cazzata.
Il prossimo parlamento potrà approvare una nuova riforma. Nessuno gli vieterà  di farlo.
Ci devono essere le condizioni politiche, ma se tu sai prevedermi la composizione del parlamenti nei prossimi vent'anni allora forse è meglio che ti metti a vendere previsioni dei numeri del lotto.

11. La riforma non sarà perfetta ma è meglio dell'immobilismo di coloro che sanno solo dire no, no no.

Ok, allora facciamo così, quando andrai all'ospedale per farti rimuovere le tonsille chiederò al chirurgo di reciderti il pisello. Poi quando ti lamenti ti risponderò: e vabbe', tonsille, pisello, si scrivono entrambi con due elle, non star lì a sottilizzare. Che cosa volevi, restare come eri sempre stato? Ogni tanto bisogna cambiare! Smettila di opporti a tutto.

Be' sì, se l'alternativa è ritrovarmi senza pisello forse era meglio non operarmi del tutto.

 

 

 

 

Giorgio e Piero nelle segrete

November 16th, 2016 by mattia | 14 Comments | Filed in ignoranza, politica
Comunque è da tre giorni che rido per la storia dei due anziani amici eterosessuali che vogliono unirsi civilmente visto che vivono assieme.
Dicono che lo fanno per i diritti, e poi menzionano la maggiore facilità di pagare un bollettino in posta (giusto per farvi capire, una "rivoluzione" che si poteva sostituire con una delega in carta libera).

Non è tanto per la faccenda in sé che rido, quanto per le reazioni dei rappresentanti della associazioni ghei.
che due persone eterosessuali dello stesso sesso vogliano fare una unione civile e accedere così anche alla reversibilità delle pensioni, all'eredità e così via, lo trovo legittimo e legale ma dal punto di vista morale è una truffa.

Una truffa!
Non è che si possa utilizzare la norma come si vuole.

Ah no? Lo dici tu come si usano?
Liberi di farlo, ma dal punto di vista morale credo siano dei furbacchioni che usano le norme a loro uso e consumo. Io, che ho fatto una lunga battaglia per il riconoscimento delle coppie omosessuali, non dirò mai loro: bravi, bravi

Queste affermazioni sono la conferma d'oro di quello che io vi raccontavo.

Quando dicevo che le unioni civili non hanno niente a che vedere con i diritti, la parità, l'inclusione, il love is love ma che al contrario sono solo un modo per dare una pacca sulle spalle a dei ghei insicuri dicendogli "dai, anche tu sei normale". Le unioni civili sono solo una festicciola in municipio per dare accettazione sociale a delle persone che hanno problemi psicologici e non si sentono accettate. Li si invita in Comune, il sindaco mette la fascia tricolore, fanno tutta la pantomima e questi hanno il contentino per sentirsi come tutti gli altri.

Un po' come il bambino che arriva a casa in lacrime perché ha perso la gara della corsa a scuola allora la mamma per consolarlo ritaglia una medaglia di cartone e inscena una finta premiazione in cui il bimbo diventa il campione del mondo a cui mette la medaglia d'oro al collo.

Ovvio che se arriva un altro bambino a pretendere la medaglia di cartone pure lui e la stessa premiazione il primo pesta i piedi: no! sono io, solo io il campione del mondo!

Per questo motivo questi ghei pretendono che le unioni civili siano solo per loro e non per coppie di conviventi non ghei, oppure per le coppie incestuose. È la loro medaglia di cartone, non puoi portargliela via. Si devono sentire principessine per una notte, se non le rendi speciali e uniche ma dai la medaglia di cartone a tutti ci rimangono male perché non son più speciali.

Altro che inclusione: fosse davvero una legge basta sul love is love, fosse davvero una legge per l'uguaglianza allora anche il love di due amici eterosessuali che si sussistono l'un l'altro sarebbe considerato love come tutti gli altri.
Quale sarebbe la differenza con due omosessuali? Che dormono in letti separati e non si infilano il pene nell'ano a vicenda? Se due persone non si scambiano fluidi corporei attaverso organi genitali non è love? Chi l'avrebbe deciso questo criterio?

Questi ghei stanno facendo esattamente ciò che accusavano gli altri di fare: il loro love è migliore del love di coloro che non si infilano il pene nell'ano vicendevolmente.

No, signori, quella storia lì del love is love era una balla. Le unioni civili sono solo una cura psicologica per persone che non si accettano e hanno bisogno della cerimonia in municipio con sindaco bardato a festa per sentirsi normali.
Io ve lo avevo detto secoli fa, ora i fatti hanno dimostrato che avevo ragione.

E allora aboliamo le regioni

September 26th, 2016 by mattia | 9 Comments | Filed in ignoranza, politica
L'altro giorno renzi ne ha sparata un'altra dalla gruber. Dice chi vota no al referendum poi si tiene i consiglieri regionali che si comprano le mutande verdi coi soldi pubblici.

Probabilmente sente la terra franargli sotto i piedi e prova gli stratagemmi più banali per recuperare terreno (è per quello che ha assuno jim messina, per farsi dire che se vuole vincere al referendum deve fare il populista... sti gran cazzi, so fare anche io il consigliere politico dicendo che se vince il sì dài più soldi ai poveri).

In realtà però anche questa è una balla. Renzi si riferisce all'art. 122 della costituzione che se vincesse il sì diventerebbe così:
Art. 122




Il sistema d’elezione e i casi di ineleggibilità e di incompatibilità del Presidente e degli altri componenti della Giunta regionale nonché dei consiglieri regionali sono disciplinati con legge della Regione nei limiti dei pricipi fondamentali stabiliti con legge della Repubblica, che stabilisce anche la durata degli organi elettivi e i relativi emolumenti nel limite dell'importo di quelli attribuiti ai sindaci dei Comuni capoluogo di Regione. La legge della Repubblica stabilisce altresì i principi fondamentali per promuovere l'equilibrio tra donne e uomini nella rappresentanza

La parte aggiunta da questa riforma è quella evidenziata.

Traduzione: un consigliere regionale non può guadagnare di più del sindaco del capoluogo di regione.
Si parla però di emolumenti, ossia di quello che nel linguaggio comune viene chiamato "stipendio", non dei rimborsi con cui si comprano le mutande verdi.
Possono dunque calare lo "stipendio" del consigliere regionale e aumentare i rimborsi dall'altra.

Come già spiegavo qui, c'è un'altra parte nella riforma che dice
Non possono essere corrisposti rimborsi o analoghi trasferimenti monetari recanti oneri a carico della finanza pubblica in favore dei gruppi politici presenti nei Consigli regionali.

Ma questa norma vieta di finanziare direttamente un partito (con rappresentanza in consiglio regionale), non vieta di finanziare un gruppo consiliare. Altrimenti avrebbero scritto gruppi consiliari, non gruppi politici.

Alla fin della fiera abbasseranno sì lo stipendio ai consiglieri regionali, ma se questi vorranno continuare a gonfiare la nota spese con le mutande verdi potranno continuare a farlo.

Quella di renzi è solo una strategia comunicativa (basata su di una balla). L'ennesima balla.

Fa però riflettere. Sì, perché dà la misura di cosa succede quando si sbaglia il bersaglio e si continua per schemi logici mentali fissi senza ragionare.
Perché renzi se ne è uscito con questa balla? Perché la gente è scandalizzata da come i consiglieri regionali hanno usato i rimborsi spese mettendoci dentro roba privata. Bene, ottimo che ci si scandalizzi. L'errore però è venuto dopo, quando il mantra è diventato: dobbiamo abolire o ridurre il potere delle regioni perché sono centri dove si fanno ruberie.

Un'idea talmente balorda che basta rifletterci più di venti secondi per capire che non sta in piedi. Secondo lo stesso criterio avremmo dovuto abolire il parlamento e il governo, visto tutte le ruberie che ci hanno fatto (vi dice niente il nome craxi?) e giù giù fino ai comuni dove davano gli appalti solo se entravi nell'ufficio del sindaco bussando coi piedi.
Dobbiamo forse abolire i comuni e i sindaci perché alcuni sindaci hanno rubato? Allora mettiamoci ad abolire anche gli ospedali: non sono forse "centri di ruberie" anche quelli? Non hanno forse beccato un sacco di dirigenti con le mani nella marmellata anche con gli appalti sanitari? Via, aboliamo gli ospedali.
Ma aboliamo anche le case di riposo per anziani: o forse vi siete già scordati di quando c'era qualche mariuolo che si intascava le tangenti pure lì?

Usando questo criterio dovremmo abolire quasi tutte le istituzioni italiane visto che ovunque sono state fatte ruberie. Se poi volete uno Stato che non abbia governo, parlamento, regioni, province, comuni, ospedali, ASL, ospizi... fate pure.

Ecco, con questo referendum ti dicono che vogliono togliere poteri alle regioni perché sono centri di ruberie.
Come se si potessero fare solo nelle regioni le ruberie. Al governo no, non puoi farle le ruberie. O forse è che se proponi di abolire il governo perché vi si fanno ruberie allora ti dànno del pazzo?