Archive for the ‘politica’ Category

Perché voto no

November 19th, 2016 by mattia | 19 Comments | Filed in politica
Mi è stato chiesto cosa voto e perché. Invece di rispondere direttamente all'email ho pensato di scrivere le mi riflessioni a tutti con questo post.

Avvertenza: il post potrebbe essere lungo (molto lungo) e noioso. Cercherò di contenermi.

Io voterò no. I motivi li spiego sbufalando quello che i sostenitori del sì hanno detto per convincermi a dare il via libera alla riforma. Dovrebbero essere loro infatti a darmi dei buoni motivi per votare la loro riforma. Io li ho ascoltati e ho deciso che non stanno in piedi.

1. I risparmi sui costi della politica

Sono una balla, l'ho già spiegato qui facendo - io - i conticini.

2. La diminuzione del numero di parlamentari

Non è necessariamente un bene, anche solo dal punto di vista matematico, senza entrare in beghe politiche.
Nel vecchio Senato il Veneto aveva 24 senatori e il Piemonte 21, questo perché il Veneto ha una popolazione leggermente superiore del Piemonte (4,85 milioni contro 4,36 milioni). Nel nuovo Senato avrebbero entrambi 7 senatori. Diminuendo i senatori hai reso peggiore l'arrotondamento di quando assegni i senatori sulla base della popolazione.
Peggio ancora quando guardi regioni con pochi senatori, per effetto del fatto che comunque una regione non può avere meno di 2 senatori. Nel nuovo Senato avremo ben dieci regioni che avranno tutte 2 senatori, benché con popolazioni molto diverse. Una idiozia.

3. Ma abbiamo il parlamento più numeroso del mondo

Balla.
Nel Regno Unito la Camera dei comuni ha 650 membri (più di 630 deputati italiani) mentre la Camera dei Lord ha attualmente 812 membri (alla faccia dei 315 senatori).  In Germania la Bundestag ha anch'essa 630 componenti. E ho preso paesi europei, mica la Corea del Nord.
Se poi volete guardare al numero di parlamentari in proporizione agli abitati anche in questo caso ci sono paesi che ci battono alla grande. Come la Rep. Ceca, che ha un sesto degli abitanti dell'italia ma ben 200 deputati (un terzo circa di quelli italiani) e  81 senatori. Fatte le proporzioni è come se l'italia avesse 1200 deputati e 486 senatori.
Qualsiasi criterio vogliate usare l'italia non ha il parlamento più numeroso d'Europa. È semplicemente è una balla.
Dopodiché, se i parlamentari sono tanti e sono buoni non c'è nessun problema: hai tante persone competenti che lavorano. Il problema è quando i parlamentari sono di pessima qualità, tanti o pochi che siano.

4. Se il senato non fa più la stessa cosa della Camera non ha senso che venga eletto direttamente!

Hanno detto persino questa.

Perché l’elezione del Senato dovrebbe essere diretta?

La domanda ne chiama subito un’altra: quali funzioni potrebbe mai avere un Senato eletto a suffragio universale se non le stesse dell’altra Camera, eletta allo stesso modo? Evidentemente, le stesse.

bastaunsi.it

Ovviamente è un po' difficile spiegare perché togli alla gente il diritto di votare i propri senatori. Allora si sono inventati questa sciocchezza colossale per cui se il Senato è eletto a suffragio universale non può che avere le stesse competenze della Camera.
È una balla. Il Senato ceco è eletto a suffragio universale esattamente come la Camera, ma hanno funzioni diverse. Quello che li distingue non è il fatto di essere eletti a suffragio universale entrambi o meno, ma quando (e come) vengono eletti. Mentre la Camera si rinnova ogni 4 anni totalmente il Senato viene rinnovato un terzo alla volta ogni due anni.
La maggioranza del Senato viene quindi aggiornata periodicamente durante la durata di una legislatura (della Camera) costituendo una sorta di retroazione all'azione di governo.
Se vuoi dare funzioni diverse alle due camere puoi adottare un sistema del genere a elezioni sfalsate.  Cosa che, tra l'altro, era prevista anche nel testo originario della Costituzione del 1948: la Camera veniva eletta ogni 5 anni e il Senato ogni 6 (poi il Senato è sempre stato sciolto in contemporanea con la Camera).
Non hai bisogno di togliere il diritto di voto ai cittadini per dare funzioni diverse a Camera e Senato.

5. Con questa riforma le leggi si faranno più alla svelta

Forse a renzi e boschi non è chiaro che se ci sono motivi di urgenza si usa il decreto legge. È fatto apposta: quando bisogna fare alla svelta si usa il decreto.
Le leggi ordinarie invece non si fanno alla svelta, si fanno bene. E per farle bene serve il suo tempo. Tempo di lavoro, studio, approfondimento (audizioni comprese) e limatura certosina del testo. Tutto questo lavoro dovrebbe essere fatto solo in commissione, dove ci sono parlamentari esperti di un campo specifico: sanità, giustizia, difesa, istruzione... La lentezza del processo legislativo non sta non nel fatto che la legge deve essere approvata da entrambe le Camere ma dal collo di bottiglia dell'Aula.

Tu hai 14 commissioni che lavorano in parallelo, poi quando licenziano un testo devono passare dall'Aula dove si ridiscute tutto, si rivotano gli emendamenti cazzi e mazzi. Il tutto alla presenza di parlamentari di altre commissioni che non sanno un cippa lippa di quell'argomento e di come si è arrivati a quel testo. Se ascoltate qualche dibattito parlamentare sentirete più di una volta un deputato alzarsi e porre una questione e poi un suo collega rispondergli che quella questione era già stata discussa e risolta in commissione e lui non lo sapeva perché non faceva parte di quella commissione. Rifanno il lavoro da capo un'altra volta!
Per velocizzare la produzione delle leggi basta evitare gli ingorghi di calendario in aula dando le leggi da approvare in sede deliberante alle commissione. È una cosa che si può già fare a costituzione vigente ora.
I partiti poi potrebbero decidere di velocizzare il processo legislativo facendo fare al Parlamento quello che è proprio del Parlamento; molto del tempo d'aula viene buttato nel cesso in ore e ore di dibattiti su ordini del giorno che sono fondamentalmente inutili in quanto non vincolano il governo ma che consentono ai deputati di fare lo show. Oppure viene buttato via il tempo in interrogazioni a risposta orale su questioni locali che interessano gli abitanti di una sperduta provincia quando potrebbero ricevere risposta scritta. Ma anche qui, la cosa serve solo al deputato per poi far scrivere sul giornale locale che ha interrogato nientepopodimeno che il ministro sulla tal strada che deve essere costruita in contrada Salcazzo.
Se tagli tutti questi tempi buttati via e affidi le leggi più tecniche in sede deliberante alle commissioni hai tolto il collo di bottiglia dell'aula e le leggi vengono approvate più alla svelta.
Se poi c'è ancora ritardo è perché non c'è la volontà politica di approvare una legge, non perché la costituzione non lo consente.

6. I senatori rappresenteranno le regioni/ i territori (qualsiasi cosa significhi)

No.
I senatori verranno spartiti tra i partiti. Ad esempio, la Lombardia avrà 14 senatori: i gruppo consiliari si mettono al tavolino e decidono, 4 senatori alla Lega, 4 a Forza italia, 3 al PD, 2 al M5S 1 a Fratelli d'italia... a seconda dei rapporti di forza dei vari gruppi.
Poi questi vanno a Roma e non fanno il gruppo parlamentare "Senatori lombardi". No, i senatori della Lega si uniranno agli altri senatori della Lega eletti in Piemonte o in Veneto e faranno un gruppo "Lega Nord" esattamente come c'è adesso. Lo stesso i senatori del PD o del M5S.
Avverrà lo stesso identico meccanismo del Mattarellum. C'erano i deputati eletti nei collegi uninominali con il simbolo, poniamo, de L'Ulivo ma poi quando arrivavano a Roma non facevano un gruppo parlamentare chiamato "L'Ulivo" bensì si univano agli altri deputati del PDS se avevano la tessera del PDS o del PPI se avevano la tessera del PPI.
Con questa riforma un senatore continuerà a rappresentare un partito, quel partito che ha imposto ai suoi consiglieri regionali di scegliere lui come senatore.
Funzionerà così: le segreterie dei partiti si spartiranno i seggi, magari mettendosi d'accordo tra più regioni. Ad esempio, tu mi lasci un senatore in meno in Lombardia e io in cambio ti do un senatore in più il Liguria. Poi, una volta fatti gli accordi a livello centrale partiranno gli ordini per i consiglieri regionali che approveranno la lista di senatori come imposto loro dal segretario del partito.
Chi volete che rappresentino quei senatori? I territori o i partiti che li hanno scelti e messi lì?

7. Il nuovo Senato rappresenterà le istanze dei comuni e dei territori - parte 2 

E perché un deputato non può farlo? Perché un senatore messo lì da un partito può portare a Roma le istanze di un territorio mentre un deputato eletto a Senigallia non può portare a Roma il bisogno che c'è nel suo territorio della costruzione di una nuova strada pedeadriatica? Anzi, è quello che normalmente fanno di solito di deputati che non hanno rilevanza nazionale: passano la loro vita parlamentare a begare per questioni locali per poi vantarsi sui giornali della loro città se riescono a portare a casa una strada o un finanziamento per la costruzione di un ospizio.

8. Si tolgono i poteri alle regioni

E grazie mille, grazie davvero.
I rappresentanti di Piemonte, Veneto, Liguria, Lazio, Abruzzo, Marche, Calabria, Puglia, Sicilia e Sardegna decidono le sorti dei lombardi al posto dei lombardi e dovrei anche dirti grazie?

Dicono: eh, ma le regioni si sono dimostrate incapaci di gestire... sono centri di ruberie....

Allora quando abbiamo scoperto che le ruberie le faceva il cinghialone a Palazzo Chigi cosa avremmo dovuto fare, abolire il governo? Quando abbiamo scoperto che le ruberie le faceva il mariuolo al ricovero per anziani cosa avremmo dovuto fare, abolire gli ospizi in tutta italia? Quando si trovano i direttori delle ASL con le mani nella marmellata perché prendono la stecca sugli appalti cosa si fa, si abolisce il sistema sanitario nazionale?

Questo motivo non sta in piedi. Anche perché continuiamo a eleggere direttamente sindaci idioti (specialmente nei paesini) e impreparati che fanno danni pure peggiori. Allora che facciamo, aboliamo i sindaci?

Se c'è un problema di qualità e onestà della classe politica mica lo risolvi togliendo il potere ad alcuni politici per darlo ad altri politici (a meno che voi non riusciate a dimostrarmi che quando uno fa il sindaco di Firenze è inaffidabile ma quando fa il Presidente del Consiglio cala lo spirito santo e diventa illuminato).

9. Se si raccolgono 800 mila firme ora il referendum avrà un quorum più basso (il 50%+1 dei votanti alle ultime elezioni politiche)

Che, per inciso, non è il 51% come scrivono le capre di bastaunsi.it.
Dopodiché, il quorum non è una cosa brutta, anche se ha fatto fallire referendum a cui tenevi tu. Il significato del quorum è che a un referendum non è lo Stato che mi chiama a votare ma dei privati cittadini. Una minoranza di cittadini, sia che la proposta venga da 500 mila persone o 800 mila. Sono sempre una minoranza e non possono decidere di modificare una legge senza il consenso della maggioranza dei cittadini. Per questo serve il 50% +1 degli elettori affinché il referendum sia valido. Perché quei 50%+1 di elettori dice - partecipando al voto - che "sì, è giusto che si decida su questo quesito". Se la una minoranza di elettori propone il referendum e una minoranza di elettori lo vota questo non ha il potere di decidere una legge che vale per tutti.
Un quorum sotto il 50%+1 degli elettori non ha senso logico.
E non lo ha nemmeno se è il 50%+1 degli elettori delle ultime elezioni politiche. Sì, perché uno può non votare alle elezioni politiche perché nessuno dei partiti candidati gli garba, ma poi può decidere di votare o meno per un referendum perché quell'argomento gli interessa. O togli il diritto di voto a chi non vota alle politiche oppure non puoi fare una distinzione tra elettori di serie A ed elettori di serie B. Tutti gli elettori sono uguali, hanno gli stessi poteri e devi contarli tutti quando calcoli il quorum.

10. Vabbe', la riforma non sarà perfetta ma se non l'approviamo ora non cambiamo più. Il treno poi non ripassa per vent'anni.

Cazzata.
Il prossimo parlamento potrà approvare una nuova riforma. Nessuno gli vieterà  di farlo.
Ci devono essere le condizioni politiche, ma se tu sai prevedermi la composizione del parlamenti nei prossimi vent'anni allora forse è meglio che ti metti a vendere previsioni dei numeri del lotto.

11. La riforma non sarà perfetta ma è meglio dell'immobilismo di coloro che sanno solo dire no, no no.

Ok, allora facciamo così, quando andrai all'ospedale per farti rimuovere le tonsille chiederò al chirurgo di reciderti il pisello. Poi quando ti lamenti ti risponderò: e vabbe', tonsille, pisello, si scrivono entrambi con due elle, non star lì a sottilizzare. Che cosa volevi, restare come eri sempre stato? Ogni tanto bisogna cambiare! Smettila di opporti a tutto.

Be' sì, se l'alternativa è ritrovarmi senza pisello forse era meglio non operarmi del tutto.

 

 

 

 

Giorgio e Piero nelle segrete

November 16th, 2016 by mattia | 14 Comments | Filed in ignoranza, politica
Comunque è da tre giorni che rido per la storia dei due anziani amici eterosessuali che vogliono unirsi civilmente visto che vivono assieme.
Dicono che lo fanno per i diritti, e poi menzionano la maggiore facilità di pagare un bollettino in posta (giusto per farvi capire, una "rivoluzione" che si poteva sostituire con una delega in carta libera).

Non è tanto per la faccenda in sé che rido, quanto per le reazioni dei rappresentanti della associazioni ghei.
che due persone eterosessuali dello stesso sesso vogliano fare una unione civile e accedere così anche alla reversibilità delle pensioni, all'eredità e così via, lo trovo legittimo e legale ma dal punto di vista morale è una truffa.

Una truffa!
Non è che si possa utilizzare la norma come si vuole.

Ah no? Lo dici tu come si usano?
Liberi di farlo, ma dal punto di vista morale credo siano dei furbacchioni che usano le norme a loro uso e consumo. Io, che ho fatto una lunga battaglia per il riconoscimento delle coppie omosessuali, non dirò mai loro: bravi, bravi

Queste affermazioni sono la conferma d'oro di quello che io vi raccontavo.

Quando dicevo che le unioni civili non hanno niente a che vedere con i diritti, la parità, l'inclusione, il love is love ma che al contrario sono solo un modo per dare una pacca sulle spalle a dei ghei insicuri dicendogli "dai, anche tu sei normale". Le unioni civili sono solo una festicciola in municipio per dare accettazione sociale a delle persone che hanno problemi psicologici e non si sentono accettate. Li si invita in Comune, il sindaco mette la fascia tricolore, fanno tutta la pantomima e questi hanno il contentino per sentirsi come tutti gli altri.

Un po' come il bambino che arriva a casa in lacrime perché ha perso la gara della corsa a scuola allora la mamma per consolarlo ritaglia una medaglia di cartone e inscena una finta premiazione in cui il bimbo diventa il campione del mondo a cui mette la medaglia d'oro al collo.

Ovvio che se arriva un altro bambino a pretendere la medaglia di cartone pure lui e la stessa premiazione il primo pesta i piedi: no! sono io, solo io il campione del mondo!

Per questo motivo questi ghei pretendono che le unioni civili siano solo per loro e non per coppie di conviventi non ghei, oppure per le coppie incestuose. È la loro medaglia di cartone, non puoi portargliela via. Si devono sentire principessine per una notte, se non le rendi speciali e uniche ma dai la medaglia di cartone a tutti ci rimangono male perché non son più speciali.

Altro che inclusione: fosse davvero una legge basta sul love is love, fosse davvero una legge per l'uguaglianza allora anche il love di due amici eterosessuali che si sussistono l'un l'altro sarebbe considerato love come tutti gli altri.
Quale sarebbe la differenza con due omosessuali? Che dormono in letti separati e non si infilano il pene nell'ano a vicenda? Se due persone non si scambiano fluidi corporei attaverso organi genitali non è love? Chi l'avrebbe deciso questo criterio?

Questi ghei stanno facendo esattamente ciò che accusavano gli altri di fare: il loro love è migliore del love di coloro che non si infilano il pene nell'ano vicendevolmente.

No, signori, quella storia lì del love is love era una balla. Le unioni civili sono solo una cura psicologica per persone che non si accettano e hanno bisogno della cerimonia in municipio con sindaco bardato a festa per sentirsi normali.
Io ve lo avevo detto secoli fa, ora i fatti hanno dimostrato che avevo ragione.

E allora aboliamo le regioni

September 26th, 2016 by mattia | 9 Comments | Filed in ignoranza, politica
L'altro giorno renzi ne ha sparata un'altra dalla gruber. Dice chi vota no al referendum poi si tiene i consiglieri regionali che si comprano le mutande verdi coi soldi pubblici.

Probabilmente sente la terra franargli sotto i piedi e prova gli stratagemmi più banali per recuperare terreno (è per quello che ha assuno jim messina, per farsi dire che se vuole vincere al referendum deve fare il populista... sti gran cazzi, so fare anche io il consigliere politico dicendo che se vince il sì dài più soldi ai poveri).

In realtà però anche questa è una balla. Renzi si riferisce all'art. 122 della costituzione che se vincesse il sì diventerebbe così:
Art. 122




Il sistema d’elezione e i casi di ineleggibilità e di incompatibilità del Presidente e degli altri componenti della Giunta regionale nonché dei consiglieri regionali sono disciplinati con legge della Regione nei limiti dei pricipi fondamentali stabiliti con legge della Repubblica, che stabilisce anche la durata degli organi elettivi e i relativi emolumenti nel limite dell'importo di quelli attribuiti ai sindaci dei Comuni capoluogo di Regione. La legge della Repubblica stabilisce altresì i principi fondamentali per promuovere l'equilibrio tra donne e uomini nella rappresentanza

La parte aggiunta da questa riforma è quella evidenziata.

Traduzione: un consigliere regionale non può guadagnare di più del sindaco del capoluogo di regione.
Si parla però di emolumenti, ossia di quello che nel linguaggio comune viene chiamato "stipendio", non dei rimborsi con cui si comprano le mutande verdi.
Possono dunque calare lo "stipendio" del consigliere regionale e aumentare i rimborsi dall'altra.

Come già spiegavo qui, c'è un'altra parte nella riforma che dice
Non possono essere corrisposti rimborsi o analoghi trasferimenti monetari recanti oneri a carico della finanza pubblica in favore dei gruppi politici presenti nei Consigli regionali.

Ma questa norma vieta di finanziare direttamente un partito (con rappresentanza in consiglio regionale), non vieta di finanziare un gruppo consiliare. Altrimenti avrebbero scritto gruppi consiliari, non gruppi politici.

Alla fin della fiera abbasseranno sì lo stipendio ai consiglieri regionali, ma se questi vorranno continuare a gonfiare la nota spese con le mutande verdi potranno continuare a farlo.

Quella di renzi è solo una strategia comunicativa (basata su di una balla). L'ennesima balla.

Fa però riflettere. Sì, perché dà la misura di cosa succede quando si sbaglia il bersaglio e si continua per schemi logici mentali fissi senza ragionare.
Perché renzi se ne è uscito con questa balla? Perché la gente è scandalizzata da come i consiglieri regionali hanno usato i rimborsi spese mettendoci dentro roba privata. Bene, ottimo che ci si scandalizzi. L'errore però è venuto dopo, quando il mantra è diventato: dobbiamo abolire o ridurre il potere delle regioni perché sono centri dove si fanno ruberie.

Un'idea talmente balorda che basta rifletterci più di venti secondi per capire che non sta in piedi. Secondo lo stesso criterio avremmo dovuto abolire il parlamento e il governo, visto tutte le ruberie che ci hanno fatto (vi dice niente il nome craxi?) e giù giù fino ai comuni dove davano gli appalti solo se entravi nell'ufficio del sindaco bussando coi piedi.
Dobbiamo forse abolire i comuni e i sindaci perché alcuni sindaci hanno rubato? Allora mettiamoci ad abolire anche gli ospedali: non sono forse "centri di ruberie" anche quelli? Non hanno forse beccato un sacco di dirigenti con le mani nella marmellata anche con gli appalti sanitari? Via, aboliamo gli ospedali.
Ma aboliamo anche le case di riposo per anziani: o forse vi siete già scordati di quando c'era qualche mariuolo che si intascava le tangenti pure lì?

Usando questo criterio dovremmo abolire quasi tutte le istituzioni italiane visto che ovunque sono state fatte ruberie. Se poi volete uno Stato che non abbia governo, parlamento, regioni, province, comuni, ospedali, ASL, ospizi... fate pure.

Ecco, con questo referendum ti dicono che vogliono togliere poteri alle regioni perché sono centri di ruberie.
Come se si potessero fare solo nelle regioni le ruberie. Al governo no, non puoi farle le ruberie. O forse è che se proponi di abolire il governo perché vi si fanno ruberie allora ti dànno del pazzo?



Vietato respirare

September 23rd, 2016 by mattia | Comments Off on Vietato respirare | Filed in ignoranza, politica
L'altro giorno la Camera dei Deputati ha approvato il testo unico sul vino; una sola legge che racchiudete tutte le norme in materia (o almeno ci prova). Probabilmente ne avete sentito parlare perché è stato un profluvio di applausi col sottofondo di dobbiamo valorizzare il meid in itali!

Per genuina curiosità sono andato a leggerlo. Ecco, questo testo è un buon esempio di cosa succede quando il legislatore prova a scrivere qualcosa che tocca vagamente di striscio un argomento scientifico.

Precisazione importante: le leggi sono spesso paranoiche nelle definizioni. Ad esempio, ci trovi scritto
per «regioni» si intendono le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano

affinché quelli di Trento e Bolzano non possano usare lo stratagemma di dire "ah, ma noi non si applica questa norma perché noi non siamo regioni ma province autonome".
Oppure ti dice che
per «prodotti vitivinicoli aromatizzati» si intendono i prodotti definiti dall'articolo 3 del regolamento (UE) n. 251/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014.

e andatevelo a leggere quell'articolo 3 del regolamento UE: c'è tutta le definizione per filo e per segno, non si può scappare.

E va bene così, l'importante è che si dia una definizione univoca, non delle parole interpretabili come si vuole.

Poi però nel testo del disegno di legge ci trovi scritte cose così:

Art. 21
(Detenzione dei prodotti enologici e chimici).


 (evidenziazioni mie)

1. È vietato vendere, detenere per vendere, detenere negli stabilimenti enologici e nei locali comunque comunicanti con essi anche attraverso cortili, a qualsiasi uso destinati, nonché impiegare in enologia, sostanze non consentite dalle vigenti norme dell'Unione europea e nazionali. È tuttavia consentito detenere, in quantità limitata allo stretto necessario e opportunamente tracciati, prodotti diversi da quelli di cui all'articolo 20, richiesti per il funzionamento o la rigenerazione di macchine e attrezzature impiegate per pratiche enologiche autorizzate e per la depurazione.

2. Nei locali dei laboratori annessi alle cantine è tuttavia permessa la presenza di prodotti chimici e reagenti contenenti sostanze non consentite, fatta eccezione per i dolcificanti sintetici, gli antifermentativi e gli antibiotici, purché in quantitativi compatibili con il normale lavoro analitico. Sul contenitore dei reagenti deve essere indicata la denominazione o la formula chimica della sostanza in modo ben visibile e indelebile.

Siamo sempre alle solite, parlano di "prodotti chimici" alla cazzo.
Tutti sono prodotti chimici: l'aria che respiriamo, l'acqua che beviamo, l'urina che espelliamo... tutto.
Quindi già parlare di "prodotti chimici e reagenti" è sbagliato. È come dire "gli umani e i bambini": e perché, i bambini non sono umani? I reagenti sono prodotti chimici come tutto il resto.

Così come sono prodotti chimici anche le sostanze vietate dalle norme UE menzionate nel primo comma.
E qui diventa davvero comica. Nel primo comma ti dicono che sono vietate queste sostanze non consentite (evidentemente non era abbastanza chiaro dire che non sono consentite, bisogna specificare che ciò che non è consentito è vietato!). Poi nel secondo comma ti dicono che però puoi avere una modica quantità di prodotti chimici che le contengono.
Ma quelle sostanze non consentite sono esse stesse prodotti chimici!
Come fai a differenziare tra sostanze con consentite e prodotti chimici che le contengono?

Oppure prendete questo articolo (evidenziazioni mie)
Art. 17.
(Detenzione di anidride carbonica, di argo o di azoto).
      1. La detenzione e l'utilizzazione di anidride carbonica, di argo o di azoto, soli o miscelati tra loro, negli stabilimenti di produzione e nei locali annessi o intercomunicanti anche attraverso cortili, a qualunque uso destinati, nei quali si producono vini spumanti e vini frizzanti sono consentite unicamente per creare un'atmosfera inerte e per manipolare al riparo dall'aria i prodotti utilizzati nella costituzione della partita, nei successivi travasi della stessa e dei prodotti da essa ottenuti.

Traduzione di quello che volevano dire: l'anidride carbonica la usi solo per riempire un grande serbatoio mentre lo stai svuotando per evitare che il vino entri in contatto con l'aria. Non puoi invece buttare palate di anidride carbonica nel vino per renderlo frizzante.

Il problema è che se volessimo fare la punta al cazzo, quell'articolo significa che non puoi respirare in un locale di produzione di vini. Nell'aria infatti c'è anidride carbonica, argon e azoto in gran quantità. Urca se ne deteniamo di anidride carbonica, argon e azoto. Tutto l'edificio che costituisce lo stabilimento è un mega contenitore di questi gas. Possibile che non ci abbiano pensato? Possibile che in questo caso non abbiano fatto i paranoici scrivendo nei dettagli che non intendevano includere questi gas quando presenti nell'aria?

Ovviamente quel "soli o miscelati tra loro" non esclude niente. Non avrai mai argon puro (o miscelato solo con anidride carbonica e azoto). Anche quello che ti vendono come argon puro ha dentro qualche ppm di ossigeno o acqua, per esempio.

Andiamo avanti con l'art. 6 (evidenziazione mia)
Art. 6.
(Vitigno autoctono italiano).
      1. Per «vitigno autoctono italiano» o «vitigno italico» si intende il vitigno appartenente alla specie Vitis vinifera, di cui è dimostrata l'origine esclusiva in Italia e la cui presenza è rilevata in aree geografiche delimitate del territorio nazionale.

Scusate, ma come cavolo fai a dimostrare l'origine esclusiva in italia di un vitigno?
Dovresti risalire per millenni nella scala dell'evoluzione finché il patrimonio genetico di quella vite si è consolidato a quello che lo caratterizza oggi e verificare dove questo è accaduto.
Lo sappiamo fare per sommi capi in casi speciali, come nel caso del grano tenero frutto di un incrocio casuale avvenuto una decina di millenni fa in medio oriente. Oppure per casi storici, come i pomodori dell'italica pizza arrivati cinque secoli fa dalle Americhe.
Tolti casi eclatanti e chiari come questo, stiamo sempre parlando di un'origine molto approssimata, sia nel tempo che nello spazio.
Come fai a sapere dove si è originato il patrimonio genetico di un vitigno? E se si è originato un filo più in là dal confine? Non è mica un evento con una data e un luogo preciso.

Alla fine l'origine esclusiva in italia sarà qualsiasi supercazzola cosa possa servire per dimostrare che quel vitigno è italiano. E non parlo nemmeno del non senso del concetto in sé (cosa dovrebbe significare "vitigno italiano"? Mica esistono geni italiani e geni non italiani).

Non mi arrabbio nemmeno per vaccate tipo quella dell'art. 59: "peso massimo pari a 10 grammi di saccarosio".

Così come non entro nel merito delle norme paranoiche come questa:
negli stabilimenti enologici nonché nei locali annessi o intercomunicanti anche attraverso cortili, a qualunque uso destinati, è vietato detenere:

[...]

b) zuccheri in quantitativi superiori a 10 chilogrammi e loro soluzioni;

il che significa che se uno ha l'abitazione nello stesso cortile dove ha lo stabilimento non può tenere più di 10 kg di zucchero nella dispensa (ditelo a mio papà che quando si faceva la spesa lo comprava 10 kg alla volta).

Che faranno? Andranno a perquisire la dispensa della moglie del vignaiolo per vedere che non abbia fatto scorta di zucchero? Come se poi non potessero comprarlo il giorno stesso in cui lo mettono nel mosto e lasciarlo in stabilimento pochi minuti. Via...

No, a me la parte che interessa non è questa. Legittimo essere paranoici fino a questi ridicoli livelli. Quello che non mi piace è l'approssimazione che hanno usato per gli aspetti scientifici.
Da una parte usano norme europee che fanno la punta al cazzo per definire ogni singola parola, poi dall'altra parte usano una faciloneria nel trattare definizioni scientifiche.

Se vuoi fare il raffinato devi farlo sempre, anche con la scienza

 

Quelli che non si istituzionalizzano

September 20th, 2016 by mattia | 12 Comments | Filed in ignoranza, politica
Io ho sempre pensato che in qualche modo anche i più scalmanati poi venissero "istituzionalizzati".

Prendete i grillini: all'inizio ne sparavano una dietro l'altra. Quella dei microchip risale all'inizio della legislatura, se vi ricordate bene (intervista a Ballarò prima ancora della prima seduta). Poi in qualche modo arriva il freno.
Tipo che quando una pepputata spara la storia delle sirene probabilmente gli arriva una scoppola del responsabile comunicazione pentastellato che le dice "ma sei fuori? ti sembra il caso di pubblicare una roba del genere? non capisci che adesso tutti ci prenderanno per il culo per questa cosa?". E infatti così andò: ora se vuoi prendere per il culo i cinquestelle dici che sono quelli delle sirene e dei microchip.

Oppure dell'uomo sulla Luna. Anche in quel caso arrivò la scoppola che gli fece ritrattare (a metà) la panzana.
Adesso però se ne è uscito con questa:

sibilia-leconomista

Io penso che i pepputati continuino ad essere convinti delle panzane complottiste, solo che non possono dirle perché c'è qualcuno che li blocca per non fare brutta figura*. Può essere qualcuno del movimento o qualcuno del palazzo.

Questo meccanismo di istituzionalizzazione è ciò a cui mi aggrappo nell'animo quando penso al momento in cui il M5S andrà al governo. Spero che si istituzionalizzino, mi ripeto "vedrai, poi quando arrivano al potere ci sarà qualcuno che li fermerà prima che causino il disastro, fosse anche la burocrazia interna del palazzo...". Ci spero perché altrimenti ti viene da piangere anche solo a pensarci.

Però poi quando vedo certe scemenze scritte non da un deputato qualsiasi ma da uno dei cinque del direttorio che governa il M5S la speranza vola via. Possibile che sia arrivato così in alto e ancora non si sia istituzionalizzato?
Ho paura.

 

Piesse: meravigliosa la reazione

patologia

C'è mezza internet italiana che lo sta prendendo per il culo e questo è davvero convinto che sia un complotto dei banchieri (che evidentemente comprano Tweet per denigrarlo, mica sono messaggi autentici di persone qualsiasi). Qui stiamo uscendo dal complottismo e entriamo direttamente nella patologia. Tipo manie di persecuzione, o una cosa del genere.

Meno webeti e più schiene dritte

September 7th, 2016 by mattia | 1 Comment | Filed in ignoranza, politica
C'è un filo sottile che collega la raggi al webete.

Oggi si condanna la raggi per aver mentito: sapeva che l'assessore era sotto inchiesta e non l'ha detto!

Eppure aveva già mentito. Ancora prima di essere eletta. Aveva promesso all'inizio della campagna elettorale che avrebbe reso noti i membri della giunta prima delle elezioni. Invece, come tutti sappiamo, non l'ha fatto. È arrivato il giorno del ballottaggio e aveva comunicato solo quattro assessori, tra cui anche Lo Cicero che poi l'assessore non l'ha fatto perché aveva detto che nel rugby le protezioni sono cosa da frocetti.

Quindi alla fin fine ha reso noti i nome di tre assessori su otto. E silenzio sulle altre cariche come il capo di gabinetto.
Non di poco conto il fatto che anche quei pochissimi nomi fatti siano stati rivelati il venerdì prima del ballottaggio, poche ore prima del silenzio elettorale. Nessuno quindi avrebbe avuto il tempo di indagare sulla Muraro e scoprire quello che si è scoperto poi col tempo.
Fatto così è come non fare i nomi del tutto: a cosa serve fare i nomi di tre assessori (su otto) poche ore prima del silenzio elettorale se non dài il tempo ai giornali di farti le pulci?

Non bastava già quello?

Sarebbe già stato un motivo più che sufficiente per metterla con le spalle al muro politicamente. Un giornalista serio l'avrebbe crocifissa per quella promessa disattesa. Un giornalista serio le avrebbe ripetuto "mi dia i nomi di tutta la giunta altrimenti l'intervista finisce qui".
La raggi si è presentata in TV da mentana alla fine della campagna elettorale e questo non solo non l'ha messa in croce, ma non l'ha nemmeno sfiorata con una puntina da disegno, tutto impegnato a non indispettire l'ospite che di lì a poco sarebbe diventato sindaco di Roma.

Poi però quando gli capita tra le mani un tizio qualsiasi che lo critica su di una rete sociale lo insulta e gli dà del webete. Ganassa con chi non è nessuno, e pieno di salamelecchi coi politici.

I grullini ce la stanno mettendo tutta per fare una cazzata dietro l'altra, neh. Però il ruolo della stampa in tutto questo è innegabile. Certe polemiche sulla composizione della giunta sarebbero state evitate se la stampa avesse fatto semplicemente il suo lavoro: mettere con le spalle al muro la raggi per "imporle" di comunicare la composizione della giunta prima delle elezioni, come aveva promesso ella stessa.

Meno webeti su internet e più schiena dritta coi politici che fanno promesse e non le mantengono.

Diffamazione dei numeri

August 10th, 2016 by mattia | Comments Off on Diffamazione dei numeri | Filed in bufale, politica
Se c'è una riforma costituzionale che io voterei a occhi bendati è quella che impone ai politici di rendere conto dei numeri. Perché le opinioni sono opinioni, ma i numeri no.

Ieri renzi, nel disperato tentativo di non perdere il referendum costituzionale ha detto che se passa il referendum si risparmiano 500 milioni all'anno dai costi della politica, 500 milioni che darebbe ai poveri.
Questo referendum costituzionale, se passa, elimina costi e posti della politica per più di 500 milioni di euro all'anno.
Sapete quanto abbiamo messo quest'anno sulla povertà?
Abbiamo messo 700 milioni
Pensate a come sarà bello [...] poter prendere quei 500 milioni che erano destinati ai costi della politica e metterli sul fondo della povertà [...] e passare quel fondo da 700 a 1 miliardo e 200 milioni con i soldi della politica

Così dopo gli 80 euro e i bonus per i 18enni adesso ci prova con la storia di 500 milioni ai poveri.

La prima cosa da notare è il trucchetto di dire quasi raddoppiamo i soldi che destiniamo ai poveri. Oh, raddoppiamo! Da 700 milioni a 1,2 miliardi è tanto!
In realtà qui si sta barando. Lo Stato non spende 700 milioni per i poveri, ma miliardi e miliardi. Li spende con tutta l'assistenza sociale che viene erogata ad esempio dai comuni, oppure con l'esenzione dai ticket sanitari. Se volete sapere quanto lo Stato mette sulla povertà dovete sommare i costi delle case popolari, le pensioni sociali, il contributo che il comune dà alla famiglia bisognosa per pagare la bolletta del gas o la mensa scolastica gratis per i figli del disoccupato...
Altro che 700 milioni, parliamo di miliardi. Quei 700 milioni sono solo un fondo extra che il governo ha creato con la legge di stabilità dello scorso anno approvando misure per il contrasto della povertà.
Tecnicamente è vero che quel fondo specifico passerebbe da 700 milioni a 1,2 miliardi ma l'effetto reale non è così gigante come vuol far credere renzi. In pratica sceglie appositamente la base di partenza restringendola ai soli miseri 700 milioni di questo fondo per far sembrare più grandi quei 500 milioni che aggiunge.

Ma questo è solo un trucchetto di comunicazione. Veniamo al succo dei numeri: renzi dice che con questa riforma costituzionale si risparmieranno 500 milioni all'anno dalla sua entrata in vigore.
Ecco, a me piacerebbe chiedere conto di questi numeri: da dove ha tirato fuori questi 500 milioni?

Con questa riforma costituzionale i senatori saranno ridotti da 315 (+senatori a vita) a 100. Quei 100 però saranno consiglieri regionali già stipendiati, quindi non riceveranno lo stipendio dal Senato. La diaria però sì, ché mica potrai farli viaggiare e soggiornare a Roma a spese loro. Così come dovrai pagare loro le spese, lo staff, cazzi e mazzi.
Quindi risparmi:

  • 215 stipendi interi (stipendio + diaria)

  • 100 stipendi lisci (solo stipendio)


Facciamo i conti. Lo stipendio di un senatore sono circa 5.300 euro al mese netti. Sì, bisogna considerare il netto non il lordo, perché nel lordo c'è una porzione di soldi che esce dallo Stato, va al Senato e poi rientra allo Stato sotto forma di tasse.
Ci sarebbero da togliere le addizionali regionali e comunali ma facciamo finta di niente e teniamo 5.300 euro.
Questi stipendi li risparmiamo per tutti i senatori, quindi abbiamo

5.300 euro x 315 senatori x 12 mesi = 20 milioni

Poi abbiamo le diarie che consistono in:

  • 3.500 euro spese di soggiorno

  • 1.650 rimborso forfettario spese generali

  • 4.180 spese per esercizio del mandato


ossia 9.330 euro al mese per ogni senatore (assumendo che siano tutti presenti alle sedute, quindi non ci sia nessuna decurtazione della diaria).

Di queste diarie con la riforma costituzionale ne risparmiamo solo 215 perché a 100 senatori dovremo continuare a pagarle. Quindi risparmiamo

9.330 x 215 senatori aboliti x 12 mesi = 24 milioni

Quindi in totale abbiamo 20 milioni risparmiati sugli stipendi e 24 milioni risparmiati sulle diarie, fanno 44 milioni. Mettete pure i costi per l'assegno di fine mandato e l'assistenza sanitaria integrativa (che insieme sono circa il 10% dell'indennità lorda) e arrotondiamo a 50 milioni.

Questo riforma costituzionale abolisce poi il CNEL, che ha un bilancio poco sotto gli 11 milioni di euro (sempre assumendo che i dipendenti potranno essere tutti licenziati e non ricollocati in altre strutture dello Stato).

E fin qui siamo a 61 milioni.

Come si fa ad arrivare a oltre 500 milioni di euro che renzi dice di risparmiare all'anno con questa riforma?

Ci sarebbe l'abolizione delle province che vengono tolte dalla costituzione, ma è vero che già ora i presidenti e i consiglieri provinciali sono senza emolumento, visto che ora sono eletti tra i sindaci e i consiglieri comunali e non direttamente dal popolo, quindi hanno già le loro indennità di carica dal Comune di appartenenza.

E allora? Ci sarebbe questa nuova frasetta inserita all'art. 122 della costituzione in cui si dice che un consigliere regionale non può guadagnare di più di un sindaco capoluogo di regione.
In questo caso fare i conti spaccati al centesimo sarebbe troppo lungo, quindi approssimiamo un po'. In Veneto si risparmierebbero 3000 euro circa per ogni consigliere regionale se lo stipendio fosse limitato da quello del sindaco di Venezia. Poniamo che lo stesso valga in tutta italia, euro più euro meno.
In italia ci sono 904 consiglieri regionali (compresi quelli delle regioni a statuto speciale e province autonome). Tagliano 3000 euro al mese a ciascuno di essi risparmieremmo:

3000 euro x 904 consiglieri x 12 mesi = 33 milioni

Mettici pure qualche milione in più per i presidenti delle regioni e gli assessori, facciamo 40 milioni?

Bene, contando pure questi arriviamo a 100 milioni. Siamo ancora distanti dai 500 milioni di renzi.

Cos'altro possiamo contare? Ci sarebbe una disposizione finale che vieta i contributi ai gruppi dei consigli regionali. Tuttavia è una norma facilmente aggirabile. Infatti la riforma costituzionale dice:

Non possono essere corrisposti rimborsi o analoghi trasferimenti monetari recanti oneri a carico della finanza pubblica in favore dei gruppi politici presenti nei Consigli regionali.


Ma quelli che vengono finanziati dalle regioni non sono i "gruppi politici" bensì i "gruppi consiliari", che quindi possono continuare ad essere finanziati. Scritta così la norma sembra dire che la Regione non può dare contributi a un partito il quale ha anche rappresentanti all'interno del consiglio regionale, non che non può finanziare il gruppo consiliare.
Ma anche se fosse, è facile scavalcare la norma facendo assumere il personale del gruppo dalla regione anziché dal gruppo e così via.
Ma facciamo finta che non esista alcuna scappatoia (nonostante abbiano scritto la norma coi piedi): i fondi ai gruppi consiliari ammontano a 30 milioni in tutta italia.

Ci sarebbero poi le cosiddette "funzioni comuni" tra Camera e Senato, che dovrebbero unire i propri servizi secondo criteri di efficienza e razionalizzazione. Che più o meno equivale alla storiella della spendin reviù, tante belle intenzioni, cifre sparate in aria ma poi alla fine?
Ah, per la cronaca non sarebbero nemmeno soldi risparmiati dai posti della politica visto che si tratta di costi dell'amministrazione pubblica che si possono tagliare già oggi senza alcun bisogno di riforma costituzionale.

Facendo il generoso ho calcolato 100 milioni di risparmi annuali che questa riforma costituzione otterrebbe dai costi della politica. Massimo 130 considerando anche i fondi ai gruppi consiliari (norma comunque facilmente aggirabile).
Da dove arriverebbero gli oltre 400 milioni che mancano per arrivare ai 500 milioni di renzi?

Ho cercato sul sito ufficiale della campagna per il sì al referendum e non ho trovato niente. Non solo non c'è nessun calcolo ma neanche indicazione di cosa potrebbe causare ulteriori risparmi.

Ecco, io creerei un organo che quando un politico spara dei numeri gli chiede conto di quei numeri.
Un poi come un tribunale che ti giudica per diffamazione se dài del cornuto al tuo vicino di casa. Introdurrei il reato di diffamazione dei numeri per chi ricopre cariche pubbliche e spara numeri a caso.

 

 

Operazione cosmetica

July 20th, 2016 by mattia | 4 Comments | Filed in ignoranza, politica
Normalmente in un dibattito dovrebbero esserci ragioni contro e a favore, e tu ti senti più vicino alle une o alle altre.
Molto spesso invece mi sembra che dicano tutti stronzate.

Prendete la polemica sul ddl che vuole introdurre il reato di tortura. Chi si oppone dice che c'è il terrorismo e non si possono mettere i bastoni tra le ruote alle forze dell'ordine.
Ma santiddio, come si fa a dire una puttanata del genere?
C'è il terrorismo e allora si possono torturare gli arrestati? Ma che cazzo dite?

Quel ddl è sbagliato, ma non perché la tortura è buona in casi estremi.
Quel ddl è sbagliato perché è illogico.

Basta leggerne il testo per capirlo (evidenziazioni mie):
Art. 613-bis. – (Tortura). – Chiunque, con violenza o minaccia ovvero con violazione dei propri obblighi di protezione, di cura o di assistenza, intenzionalmente cagiona ad una persona a lui affidata, o comunque sottoposta alla sua autorità, vigilanza o custodia, acute sofferenze fisiche o psichiche al fine di ottenere, da essa o da un terzo, informazioni o dichiarazioni o di infliggere una punizione o di vincere una resistenza, ovvero in ragione dell'appartenenza etnica, dell'orientamento sessuale o delle opinioni politiche o religiose, è punito con la reclusione da quattro a dieci anni.

La violenza e la minaccia sono già reati.
A cosa serve questo nuovo articolo? Qual è la differenza? Che le percosse sono date per ottenere informazioni?
Quindi se un poliziotto arresta il ragazzino con qualche grammo di fumo e lo carica di botte perché ritene suo dovere divino educare la popolazione allora si becca solo qualche mese per "percosse semplici". Se invece lo carica di botte per farsi dire il nome di chi gli ha venduto il fumo allora si becca da quattro a dieci anni?
Ma siete idioti?

Un poliziotto non deve mai torcere un capello a un arrestato. Che sia per ottenere informazioni o per divertimento non cambia un fottutissimo niente.

Esiste già l'art. 610 del codice penale
Chiunque, con violenza o minaccia, costringe altri a fare, tollerare od omettere qualche cosa è punito con la reclusione fino a quattro anni.

Fare, tollerare od omettere qualche cosa. QUALCHE COSA, cazzo! Cosa si può chiedere di più generico?
Ci metti dentro di tutto in questo articolo.

C'è in effetti il problema del "costringe" in cui con molta fantasia puoi trovare la scappatoia: se il tizio non parla il poliziotto non lo ha costretto a fare niente.
Ma a quel punto cambiamo il "costringe" e mettiamoci "istigare", "incitare", o molto più banalmente si aggiunge "anche se la costrizione non va a buon fine" alla fine del testo.
E morta lì.

Il reato di tortura non serve perché è già condannata dal codice penale. Un giudice può già condannare oggi un poliziotto che tortura un arrestato (e in effetti in rari casi accade pure): se non lo fa è perché non ne ha voglia, non perché manca un articolo nel codice penale.

Certo, non c'è scritto "tortura" ma chi se ne fotte. È quello che vuoi? Che ci sia l'etichetta "tortura" scritta da qualche parte così poi puoi andare ai convegni di mezzo mondo a dire "abbiamo fatto un salto di civiltà"?
Davvero serve impegnare il parlamento su di una operazione meramente cosmetica?

Andate a fanculo e iniziate a occuparvi di cose sostanziali.

 

Piesse: si noti che il ddl è cavallo di troia per questo articolino...
«1. In nessun caso può disporsi l'espulsione o il respingimento verso uno Stato in cui lo straniero possa essere oggetto di persecuzione per motivi di razza, di sesso, di lingua, di cittadinanza, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali o sociali o oggetto di tortura, ovvero possa rischiare di essere rinviato verso un altro Stato nel quale non sia protetto dalla persecuzione o dalla tortura ovvero da violazioni sistematiche e gravi dei diritti umani».

Traduzione: se passasse questo ddl nessun africano potrebbe più essere espulso.
Auguri.