Ormai lo sapete, nella lotta contro il Porcellum io sono sicuramente a suo favore. Sembra che adesso facciano la gara ad essere contro il Porcellum, quasi che faccia figointtellettualecontrolacasta combattere il Porcellum.
Tutto parte dall’assunto che con questa legge elettorale i deputati sono cooptati, nominati da 5-6 segretari di partito, e non eletti dal popolo.
C’è gente che bela Ridateci la possibilità di scelta. E ci sono anche giornalisti che gli dànno corda.
Spiace dirlo, ma questa gente che crede di essere cool perché si oppone al porcellum, di politica capisce poco. Pochissimo.
Questa storia del porcellum che ha reso i parlamentari nominati e non eletti e una gran bufala, che chiunque analista politico con un briciolo di onestà intellettuale ti spiega in due parole.
In realtà deputati e senatori sono sempre stati nominati. Sempre.
Prima del porcellum c’era (per il 75%) il maggioritario uninominale: in un piccolo collegio ogni coalizione presetava un candidato, che ci mettava la faccia, il suo nome sulla scheda.
Questi belatori dicono che così la gente aveva davanti una persona e potevano decidere se votare tizio o caio. Così, dicono i belatori, non si potevano cooptare impresentabili infilati dentro di straforo, perché la gente se ne sarebbe accorta. La gente poteva scegliere.
Sì, come no! Vediamo allora come hanno scelto gli italiani, quando avevano il potere di scelta. Quando non avevano le liste bloccate del porcellum, ma il candidato nel collegio uninominale che ci mette le faccia, quando c’era il deputato legato al suo collegio.
Dite che allora i cittadini era impossibile per un segretario di partito portarsi in parlamento chi cavolo voleva alla strafaccia dei cittadini? No, la cooptazione dei deputati esiste oggi ed esisteva anche allora.
Mi sono divertito a passare in rassegna le elezioni avvenute col mattarellum (75% maggioritario uninominale e 25% proporzionale), avvenute nel 1994, 1996 e 2001.
Qui sotto trovate un grazioso elenco di persone che Mr. B si è portato in parlamento ben prima del porcellum. C’è dentro di tutto: gente che ha lavorato nelle sue televisioni, ex dirigenti delle sue aziende, i suoi avvocati, i suoi amici di giovinezza e compagni di scuola, gente condannata o con qualche patteggiamento alle spalle, e molto altro. Per i dettagli sulle persone cliccate sul nome e avrete la biografia da wikipedia.
Ecco, tranne rarissime eccezioni sono stati tutti eletti col maggioritario uninominale. Non erano nascosti in una lista bloccata, ma ben visibili in prima fila nel collegio, col loro nome stampato sulla scheda. E migliaia di persone ha scelto quel nome come persona da mandare in parlamento.
Questa la lista che ho preparato. Sull’anno di elezione trovate il link ai risultati elettorali. Se qualcuno ha altre persone da suggerire, faccia pure. Sotto trovate alcune considerazioni sul come funzionava il mattarellum.
Cesare Previti
1994 – Eletto senatore nel collegio uninominale di Roma Val melaina, con 68.819 voti (43,72%);
1996 – Eletto deputato nel collegio uninominale di Roma – Tomba di Nerone con 40.643 voti (47,47%) ;
2001 – Eletto deputato nello stesso collegio uninominale del 2001, con 42.742 voti (50,58%);
Niccolò Ghedini
2001 – Eletto deputato nel collegio uninominale di Este con 36.808 voti (47,59%);
Carlo Taormina
2001 – Eletto deputato nel collegio uninominale di Melzo con 43.061 voti (49,65%);
Marcello Dell’Utri
1996 – Eletto col proporzionale nella circ. Lombardia 3
2001 – Eletto nel collegio uninominale di Milano 1 con 69.743 voti (46,12%);
Gaetano Pecorella
1998 – Eletto deputato nelle supplettive del collegio uninominale di Milano 6 con 16.647 voti (51,79%)
2001 – Eletto deputato nel collegio uninominale di Milano 6 con 44.899 voti (54,35%).
Guido Possa
1996 – Eletto deputato col proporzionale in Lobardia 2.
2001 – Eletto deputato nel collegio uninominale di Pioltello con 38.736 voti (50,62%)
Brancher Aldo
2001 – Eletto deputato nel collegio uninominale di Bussolengo con 43.100 voti (52,95%).
Gabriella Carlucci
2001 – Eletta deputata nel collegio uninominale di Trani con 33.894 voti (44,34%);
Massimo Maria Berruti
1996- Eletto deputato nel collegio uninominale di Luino con 27.206 voti (36,94%).
2001- Eletto deputato col proporzionale in Lombardia 2.
Giampiero Cantoni
2001- Eletto senatore nel collegio uninominale di Milano Loreto – Vateria – Romana con 71.886 voti (49,19%)
Romano Comincioli
2001 – Eletto senatore nel collegio uninominale di Lodi con 72.512 voti (43,54%)
Antonio Del Pennino
2001- Eletto senatore nel collegio uninominale di con 61.024 voti (42,87%).
Giuseppe Firrarello
1996 – Eletto senatore nel collegio uninominale di Acirealre con 64.830 voti (50,10%)
2001 – Eletto senatore nel collegio uninominale di Acirealre con 76.516 voti (52,95%).
Antonio Tomassini
1996 – Eletto senatore nel collegio uninominale di Busto Arsizio con 57.424 voti (32,79%)
2001 – Eletto senatore nel collegio uninominale di Busto Arsizio con 83.121 voti (46,61%)
Carlo Vizzini
2001 – Eletto senatore nel collegio uninominale nel collegio di Palermo Centro con 60.894 voti (49,49%)
Come mai tutta questa gente veniva eletta tranquillamente nei collegi uninominali? Dite che gli elettori amavano alla follia i vari Previti, Dell’Utri e Brancher?
No, semplicemente ai tempi del mattarellum c’era il concetto del collegio sicuro. Un concetto noto praticamente a chiunque si interessasse minimamente di politica a quei tempi. C’erano collegi che era sociologicamente composti da una popolazione che votavo di qui o di là. Tu potevi mettergli il candidato che volevi, anche il più impresentabile, e veniva comunque eletto. Questo perché la gente non si interessava tanto al candidato, che spesso nemmeno conosceva, ma votava il partito. Quando uno tracciava la croce sul simbolo della casa delle libertà votava Mr. B, non certo il candidato il cui nome era scritto lì di fianco.
E anche quei pochi che sapevano chi era il candidato, e magari non lo apprezzavano, continuavano a votare comunque quel partito, perché non si sarebbero mai sognati di votare dall’altra parte.
In questo si vede tutto il fallimento del mattarellum. Era una legge fatta per altri popoli, dove la gente non considera il partito o lo schieramento politico come una religione o una moglie. Popoli per cui non c’è nulla di male a votare una volta di qua e una di là, dove non si ragiona col non voterò mai di là perché io sono di qua. In italia quest mentalità non è mai nata. La gente vota sempre per appartenenza, come una tifoseria. Per questo tu potevi candidare chi diamine volevi, essendo sicuro che sarebbe stato eletto.
C’era anche una definizione per i candidati messi apposta nei collegi sicuri, anche se non avevano alcuna connessione col territorio. Si chiamavano i paracadutati, non se lo ricorda nessuno? Nessuno protestava o raccoglieva firme contro una legge che non consentiva di scegliere il candidato (ti appioppavano un paracadutato e te lo ciucciavi)?
Allora dicono, torniamo alle preferenze, come col proporzionale usato fino al 1992. Già, con quel metodo la gente può scegliere tutto: partito (e non coalizione) e candidato. Solo che magari la gente si è dimenticata di come venivano date le preferenze. Ricordate di Cicciolina che nel 1987 prese 19.886 preferenze? 19.886 persone che hanno scritto volontariamente il suo nome sulla scheda. O le 1930 persone che hanno votato alla Camera Massimo Boldi. O per venire a tempi più recenti, si sono dimenticati delle 40.142 preferenze prese da Licia Ronzulli alle Europee del 2009.
Il problema, sia ben chiaro, non è la legge elettorale. Ma come la gente vota.