Archive for the ‘praga’ Category

Ja nevim

February 26th, 2017 by mattia | 2 Comments | Filed in praga, repubblica ceca


Sicché, conosciamo per sbaglio questa tizia cilena.

E io: el pueblo unido jamás será vencido.

Tizio italiano: ah! i 99 posse!

#feispalm n. 1

Che poi io dico, se si parla di Cile che senso aveva citare i 99 posse? Anche solo un po' di logica.
Ma ancora prima:

- scusa, ma secondo è originariamente dei 99 posse?
- sì, sì!
- e secondo te perché un gruppo di Napoli canta in spagnolo?
- vabbe', anche eros ramazzotti fa le canzoni in spagnolo.

#feispalm n. 2 seguito da testate sul muro.

Facciamo come i fagioli della Carrà: quanti kg di carta sono?

February 17th, 2017 by mattia | 11 Comments | Filed in praga, repubblica ceca


E anche questa è andata.

Negli ultimi mesi sono riuscito a portare a termine progetti che avevo in ballo da anni. A dicembre il libro sull'elaborazione numerica dei segnali (che avevo in ballo da tre anni) e questa mattina ho presentato la domanda per diventare professore associato. Finalmente.
Dopo anni in cui facevo i conti con la tabella dei punti per vedere se riuscivo a soddisfare tutti criteri sono riuscito a mettere la parola fine anche a questa faccenda che effettivamente stava diventando una fonte di stress non indifferente e mi distraeva dall'attività di ricerca, che è quella che mi interessa di più.

Forse la parte peggiore di tutto questo è che non c'è una scadenza, puoi presentare la domanda quando vuoi. Il risultato è che quindi prima dài priorità a tutto quello che ha una scadenza (come i contributi da mandare alle conferenze, le revisioni da fare, i doveri editoriali...)
Alla fine metti l'abilitazione in secondo piano e la cosa si trascina negli anni finché non ti metti lì un bel giorno e dici: basta, ora la faccio.

Probabilmente avrei potuto farla anche un filino prima nel tempo, magari sei mesi o un anno prima. Ma tant'è.
Non pensiate che sia tutto finito ora. Anzi, adesso inzia il bello. Prima di tutto devono nominare una commissione di cinque membri che analizza tutte le carte. Poi devono venire a sentire una delle mie lezioni per verificare come insegno. Dopodiché c'è il grande interrogatorio: dovrò fare una presentazione dei miei risultati di ricerca seguita da un momento in cui iniziano a scavare nella tua carriera e a contestarti tutto ciò che è contestabile.

Di solito lo si fa in un'aula molto grande dove non c'è solo la commissione e gli opponenti ma anche il consiglio scientifico della Facoltà (vědecká rada) e come ospiti praticamente tutti i membri strutturati della Facoltà, più il pubblico di curiosi.

Quella è la parte più difficile perché c'è sempre qualcuno che inizia a contestare qualcosa. Anche perché con così tante persone che hanno diritto di parola è difficile non scontentare nessuno. Dico che è la parte più difficile perché in quella fase bisogna tenere i nervi saldi, non arrabbiarsi e rispondere diplomaticamente.

Ho già assistito a qualcuno di questi interrogatori e il risultato è stato che ogni tanto mi viene l'angoscia prima di addormentarmi perché mi immagino domande insidiose a cui mi devo preparare una risposta.

Passato questo scoglio c'è la firma del rettore e la cerimonia alla cappella di Betlemme.
Il tutto prende un periodo di tempo variabile, di solito sugli 8-10 mesi (delle volte anche di più, qualcuno ci ha messo anche 21 mesi, non chiedetemi il perché). Ma per il momento io adesso non devo più fare niente. È la Facoltà che deve organizzare il tutto. Tolto il momento in cui mi dovrò preparare per l'interrogatorio io ora sono libero.

Ora si apre la porta per tanti progetti che ho tenuto in sospeso fino a questo momento.
Oh sì che ne vedrete delle belle.

La dipendenza

February 10th, 2017 by mattia | 7 Comments | Filed in praga, repubblica ceca
Io provo dipendenza da pochissime cose. Le cingomme, ad esempio. Se ne compro un pacchetto non ne mastico una ma le faccio fuori tutte prima di arrivare a casa. Non riesco a smettere, è più forte di me.

Un'altra cosa l'ho scoperta questa settimana: ho la dipendenza da V3S. Non è una malattia venerea né mi riferisco al veicolo militare; V3S è l'applicazione che usiamo per registrare nel database tutti i risultati dell'attività di ricerca (pubblicazioni, citazioni, attività redazionali per riviste scientifiche...) che poi vengono mandati al RIV, il sistema del governo che sulla base di questi risultati spartisce i soldi.

Ogni persona guadagna dei punti per ogni attività e poi vengono stilate le classifiche. Lunedì dobbiamo chiudere quindi stiamo aggiungendo tutto quello che ancora non era nel database. E più aggiungi roba più sali in classifica. Per adesso sono al dodicesimo posto per il 2016 su 599 persone (devo però specificare che queste 599 persone comprendono anche dottorandi, vecchi assistenti che vivacchiano aspettando di andare in pensione...). Ma ormai è diventata una dipendenza. Continuo a consultare la classifica compulsivamente per paura che qualcuno mi superi.
Sto diventando maniacale, non riesco a smettere.

Aiuto.

Cervello fuso

January 26th, 2017 by mattia | 12 Comments | Filed in praga, repubblica ceca
In questi giorni sto preparando tutto il materiale per l'habilitační řízení, quella simpatica procedura che serve per diventare professori associati.

Il 28 febbraio cambiano le regole quindi devo presentare tutte le carte prima di quella data perché dopo... dopo boh. Non si sa ancora come sarà, potrebbe in teoria anche essere più facile ma siccome a casa mia si dice che quand che rüem noem la vaca l'è sucia meglio sistemarsi finché si è in tempo, che almeno adesso so che posso.

La scadenza però non è così lontana, manca un mese e le cose da preparare sono tante. Sto mettendo insieme in un raccoglitore tutti i documenti da allegare, una quintalata di documenti che stanno crescendo a vista d'occhio. Quando sarà tutto pronto dovrò poi stamparne sei copie e farne altrettanti raccoglitori, uno per ogni membro della commissione. A quel punto mi sa che andrò all'ufficio della presidenza di facoltà con una carriola per portare tutti quei documenti.

Ah, poi c'è anche la tesi da fare. Anche quelle entro il 28. Niente di particolare, una ventina di pagine più una collezione degli articoli più significativi. Un paio di settimane andranno via solo per quella. Domani finisco tutti i documenti da allegare e poi da sabato mi butto sotto con la tesi.

Un lavoraccio fatto sotto la mannaia della scadenza che se da una parte mi fa lavorare sodo dall'altra è una fonte di stress mica da ridere. Un paio di volte mi sono trovato alla scrivania ad avere le palpitazioni (però magari quella è la dieta vegana, chissà). L'effetto però più pesante è il cervello fuso della sera.
Quando arrivo a casa tecnicamente potrei anche fare qualcosa ma in pratica no. Sono lì imbambolato davanti al calcolatore, saprei anche cosa scrivere ma non ce la faccio. Devo impegnarmi in qualche altra attività perché mi viene la nausea mentale a continuare su questa cosa.
Curiosamente sono anche stanco mentalmente, mi viene come da dormire... ma non riesco ad addormentarmi. Sono in una sorta di catalessi, uno sciat daun mentale.

Speriamo finisca presto.

Pian piano cambia tutto

January 26th, 2017 by mattia | 5 Comments | Filed in praga, repubblica ceca
Se c'è una categoria di persone scontrose in questo paese è quella dei guidatori di mezzi pubblici (escludendo i camerieri che vincono a mani basse il concorso dei più scontrosi).
Però anche qui le cose pian piano cambiano. Dieci anni fa ti chiudevano le porte in faccia anche se vedevano che stavi correndo per prendere il pullman: loro dovevano partire e partivano, non gliene fregava niente se qualcuno era lì lì per farcela. Delle volte sospettavo provassero anche un sottile gusto nel chiuderti la porta in faccia.
Ora non lo fanno più (capita ogni tanto, ma raramente).

Ieri poi ho visto una scena che sembrava estratta da un manuale di buon vivere civile. Sul pullman c'era una ragazza con la sedia a rotelle. Alla fermata suona l'avviso perché deve scendere: c'è un pulsante apposito nell'area destinata alle sedie a rotelle per avvisare l'autista che serve assistenza. L'autista arriva, tira fuori la pedana e la fa scendere. Fin qui tutto regolare. Aveva anche un bel sorriso che non dava l'idea gli pesasse l'incombenza.

La cosa che mi ha stupito è ciò che è accaduto dopo. La ragazza con la carrozzina si sposta dalla fermata del pullman a quella del tram; in quel momento il tram aveva già chiuso le porte e stava ripartendo. Il conducente però si è fermato, ha aperto la porta della cabina e ha chiesto se aveva bisogno di salire su quel tram. Evidentemente non voleva lasciarla lì ad aspettare cinque minuti al freddo (con il freddo di questi giorni poi).
Poi vabbe', non era quello il suo tram e quindi non è salita. Però mi è piaciuta molto questa premura che hanno avuto tutti per questa ragazza in carrozzina, facilitandole il trasbordo da pullman a tram. Mi ha fatto piacere vedere che c'è una struttura che aiuta queste persone a muoversi non solo fornendo strumenti ma anche persone che si prendono cura di facilitare i loro spostamenti.

Che poi voi mi direte che è scontato, e magari in gran parte del mondo è così senza che nessuno se ne meravigli. Però mi è piaciuto vederlo. Mi ha reso un po' più orgoglioso della città in cui vivo.

Così per curiosità, com'è l'assistenza per le persone in carrozzina nel sistema dei trasporti pubblici delle vostre città?

L’impiegata delle poste che mi ha servito ieri

January 14th, 2017 by mattia | 5 Comments | Filed in praga, repubblica ceca

Cazzo puliscono la neve che non ha nevicato?

January 5th, 2017 by mattia | Comments Off on Cazzo puliscono la neve che non ha nevicato? | Filed in praga, repubblica ceca


Questa volta il rumore l'ho identificato subito: era quello degli spazzoloni che puliscono la neve.
Saranno state le 4 di notte. Oppure no, mica ho guardato l'orologio, ho sparato a caso.
Comunque era ancora notte.

E mi sono chiesto: cazzo puliscono la neve che non ha nevicato?
Poi quando mi sono alzato ho scoperto che invece aveva nevicato durante la notte.
Mezzo centimetro ad essere generosi. E prima che la gente si alzi per andare al lavoro erano già all'opera per pulirla.

Ciao.

Piesse: ah, i vantaggi di abitare in una zona circondata da luoghi importanti... (fatemela tirare un po', via)

 

Cosa mi manca

December 29th, 2016 by mattia | 6 Comments | Filed in praga, repubblica ceca
Dato che vivi lì da molti anni, secondo te quali sono in Italia le cose che funzionano meglio rispetto alla Repubblica Ceca? O magari c’è qualcosa di cui senti particolarmente la mancanza?

commento qui

Rispondo a questo commento con un post a parte per comodità.

Domanda più che legittima. Il problema è la risposta.

Le cose che mi mancano sono davvero poche, ci ho messo un bel po' di tempo a metterle insieme.

1. La lingua

Parlo ceco e me la cavo in tutte le situazioni. Nonostante ciò non parlo e non parlerò mai il ceco come madrelingua. Ma nemmeno come l'inglese (per quanto non abbia mai vissuto in un paese anglofono lo parlo ancora un tocco meglio del ceco). Mi capita anche di passare sei ore con una persona parlando solo ceco, non c'è problema. Ma non lo parlerò e capirò mai perfettamente.
Alla fine è un handicap. Ci si vive ugualmente, per carità, ma poter parlare la tua lingua è meglio.
Ad esempio, mi risulta estremamente più difficile essere sarcastico in ceco. Devo ricorrere a parolacce per enfatizzare un concetto perché non sono capace di essere sarcastico con parole eleganti. Un po' mi pesa.

2. Il braulio

Una delle poche cose che non si trova da nessuna a parte a Praga.
Poco male, lo importo da solo o me lo faccio portare.

3. Il pane soffiato

Ossia la classica michetta lombarda vuota dentro. Ma quella probabilmente non la troverei nemmeno fuori dalla Lombardia, senza bisogno di arrivare a Praga.

4. I pizzoccheri già fatti

Quelli della scatola. Anche quelli non si trovano. Poco male, compro la farina di grano saraceno e me li impasto da solo.

5. Le montagne

Non ci sono in Rep. Ceca. La montagna più alta, la Sněžka, sono 1600 metri (e si parte da 800 metri). Una passeggiatina neanche tanto interessante. Panorama quasi banale dalla cima.
Non c'è una Grigna o un Resegone, montagne affascinanti dalle cui cime si ammirano panorami stupendi.

6. Le auto condivise

Non che mi manchi, perché quando me ne sono andato anche non esisteva il fenomeno quindi non può mancarmi. Ma ora come ora in città come Milano il fenomeno delle auto condivise da affittare un tot all'ora mi dicono sia molto diffuso.
Qui a Praga qualche azienda ha cominciato a offrire questo servizio ma siamo ancora molto indietro.
Per il resto davvero non saprei che dire. Mi risulta difficile trovare qualcosa che funziona meglio in italia. Ci sono ovviamente cose che non vanno, ma normalmente non funzionano neanche in italia.
Non so, la politica. È vero che anche qui ci sarebbe di cui lamentarsi (a partire dal presidente della Repubblica). Ma davvero non riuscirei a dire che i politici italiani sono migliori.

Dopodiché, tenete presente che tanti aspetti della vita in Rep. Ceca per me sono lati positivi ma per molti sarebbero negativi. Ad esempio, io amo il fatto che i cechi tengano le distanze e stiano sempre zitti.
Quando sul tram entra una comitiva di italiani o spagnoli che parlano sempre mi viene l'orticaria. Amo il silenzio, e mi chiedo perché gli italiani parlino sempre. Cazzo avranno di così importante da dirsi di continuo?
L'altro giorno a Malpensa un promotore di una compagnia di carte di credito mi ha approcciato con la sua offerta dicendomi "ciao!". Ma ciao cosa? Non sono mica tuo fratello. In Rep. Ceca non si permetterebbero mai queste confidenze. Per me va bene così, ma sono consapevole che per persone con il carattere più espansivo questo potrebbe essere un lato negativo della vita in Rep. Ceca. Dipende dalle persone.

E voi espatriati, raccontatemi la vostra esperienza. Cosa vi manca?