Archive for the ‘ignoranza’ Category

La kappesima prova dell’inadeguatezza della boldrinova

January 15th, 2017 by mattia | No Comments | Filed in ignoranza, politica
Poi mi chiedono perché me la prendo così tanto. Contro i cialtroni del discorso d'odio, oppure in generale contro la boldrinova. Me la prendo perché poi gente come la boldrinova si sente autorizzata a scrivere idiozie colossali come questa:



Una che da quattro anni ormai fa la presidente della Camera non può scrivere certe idiozie. È come se un elettricista non sapesse montare un teleruttore dopo quattro anni che la l'elettricista: gli darebbero un calcio in culo e gli direbbero di cercare un altro lavoro.

Allora, cerchiamo di spiegarlo in modo semplice:

  1. Augurarsi che crepi qualcuno non costituisce reato.
    È una cosa da stronzi? Probabile. Tua nonna dice che la morte non si augura a nessuno? Sono contento. Ma l'opinione di tua nonna non fa legge. Per quanto possa sembrarti una cosa da stronzi sperare che qualcuno crepi se non è illegale non hai motivo di vietarlo.

  2. Dovrebbe saperlo una che presiede l'organo che fa le leggi: la legge può vietare qualcosa allo scopo di tutelare un bene. Il codice penale non vieta la diffamazione perché vuole insegnare alla gente a fare i bravi bambini. Vieta la diffamazione perché il suo compito è tutelare un bene, in questo caso l'onore di una persona.
    Vieta la violenza privata perché tutela il bene della libertà delle persone. E così via: per ogni reato c'è un bene da tutelare.
    Ora, mi spieghi la boldrinova: quale sarebbe il bene da tutelare in questo caso?
    Se io dico pubblicamente che mi auguro la morte della boldrinova che danno le faccio? Di certo non muore più velocemente (ehilà, non esiste il malocchio!) Di certo non offendo il suo onore: mica la insulto, mica le attribuisco caratteristiche infamanti, sto solo dicendo che se muore sono contento.
    Quindi non potrebbe nemmeno essere reato. Nemmeno volendo.

  3. Se ancora la boldrinova non ci crede che le leggi non si fanno - e non si possono fare! - per imporre di fare i bravi, ma solo per tutelare beni giuridici, faccio presente che in mille occasioni i confini dei reati sono proprio limitati da questo fatto.
    Prendete il reato di negazionismo di cui si è parlato pochi mesi fa dopo l'approvazione della legge dal parlamento italiano. In realtà non c'è nessun reato di negazionismo. In italia hai tutto il diritto di dire che la Shoah non è mai esistita e che i campi di concentramento sono una bufala. Il negazionismo è solo un'aggravante del caso di istigazione e incitamento a commettere atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi.
    si applica la pena della reclusione da due a sei anni se la propaganda ovvero l'istigazione e l'incitamento, commessi in modo che derivi concreto pericolo di diffusione, si fondano in tutto o in parte sulla negazione della Shoah o dei crimini di genocidio, dei crimini contro l'umanita' e dei crimini di guerra

    Tu puoi vietare l'atto di incitamento alla discriminazione razziale, poiché tuteli il bene della sicurezza di tutti i cittadini di qualsiasi razza. Non puoi vietare di dire che la Shoah non è mai esistita perché non c'è alcun bene da tutelare.
    E no, non puoi dire che se poi la gente va in giro a dire che al Shoah non è mai esistita allora poi la gente si mette ad ammazzare i giudei. Il passo logico è troppo lungo. Serve un collegamento diretto; devi dire "bisogna far fuori gli ebrei" affinché ci sia un effettivo pericolo. Solo in quel caso concreto la legge interviene.
    Hanno provato in parlamento a fare passare una legge che vietasse proprio di negare la Shoah: sono intervenuti i tecnici per far capire ai politici che non lo potevano fare. E infatti è uscita questa legge.

    Oppure prendete gli atti persecutori (stochin in italiano moderno). Anche qui i confini sono molto stretti: non basta mandare un sms all'ex fidanzata dicendo che è una baldracca. Ci deve essere un danno concreto. Le minacce e le molestie devono essere fatte in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita.
    Non basta mica offendersi.

    Si rassegni la boldrinova: dire pubblicamente che ci si augura la sua morte non potrà mai essere vietato, semplicemente perché non c'è alcun danno ad alcun bene.

  4. La citazione della recente decisione della Cassazione secondo cui i siti sono responsabili dei commenti non c'entra un cazzo.
    Ma proprio un cazzo di niente.
    In quel caso il commento era diffamatorio nei confronti di Tavecchio. Avevano definito Tavecchio un "emerito farabutto", e questa è una diffamazione. Assolutamente normale che il sito dove è stato pubblicato il commento sia chiamato a risponderne. Ma in questo caso non c'è niente.
    Libero non è che non cancella i commenti perché non si ritiene responsabile in quanto inseriti da altri, bensì perché non c'è niente di cui essere responsabili. Dire "speriamo che sia morta" non è un reato.

  5. Si mettano tutti il cuore in pace: odiare non può essere vietato.
    Mai.
    Vietare l'odio significa imporre di essere buoni. E nessuno può impormelo.
    Al massimo il prete mi può dire che devo fare il buono altrimenti vado all'inferno. Ma la legge no. Sarebbe una forma di fascismo.
    Non si permetta di muovere un dito in quella direzione.
    Io ho il diritto di odiare chicchessia. Io ho tutto il diritto di augurarmi la sua morte.


 

Barometri

January 13th, 2017 by mattia | 17 Comments | Filed in ignoranza, perle giornalistiche
La laguna di Marano e Grado è in una morsa, i canali di accesso al porto sono ghiacciati: ieri mattina a Marano il barometro segnava un meno 8.

via Messaggero Veneto

E buona giornata.

Riescono a farmi bestemmiare anche a Natale

December 25th, 2016 by mattia | 4 Comments | Filed in ignoranza, perle giornalistiche
Sono andato a rileggermi i quattro Vangeli sinottici del Nuovo Testamento, che costituiscono la sostanza della vita di Gesù Cristo.

[...]

I Vangeli sinottici, cioè quelli riconosciuti dalle Autorità successive alla prima generazione cristiana, sono quattro. In ordine di tempo furono scritti quello di Matteo, poi di Marco, poi di Luca e infine Giovanni.

via repubblica.it

Questo articolo accozzaglia di cazzate di scalfari è sul sito repubblica da ieri mattina. Ho aspettato una giornata pensando "lo correggono vero, se ne accorgeranno... figurati se non se ne accorgono".
Niente, stamattina è ancora così.

Possibile che nella redazione di repubblica nessuno legga i deliri senili di scalfari prima di pubblicarli?
Voglio dire, non pretendo che un giornalista generalista conosca la cronologia della scrittura dei vangeli se si occupa d'altro. Oddio, se un giornalista anche solo una volta nella sua vita ha sentito parlare della priorità marciana non può non sapere che il vangelo di Marco è stato prima di quello di Matteo, non l'opposto. Altrimenti parleremmo di priorità matteiana, non marciana.

Facciamo pure finta che nella redazione di repubblica nessuno sappia nulla della priorità marciana (certo, uno che scrive di vangeli dovrebbe saperlo...).
Ma almeno i vangeli sinottici, porca troia. Come cazzo si fa a dire che i vangeli sinottici sono quattro. Come cazzo si fa a dire che i vangeli sinottici sono "quelli riconosciuti dalle Autorità successive alla prima generazione cristiana".
Canonici, sono i canonici quelli, non sinottici.
Capra d'una capra.

E qui non serve nemmeno avere una cultura religiosa. Basta conoscere la lingua italiana per sapere cosa significa sinossi.

Un consiglio a chi gli è vicino: mettete scalfari in una casa di riposo per anziani con problemi mentali ed evitategli queste figure di merda pubbliche.

E un consiglio all'editore di repubblica: licenzi metà della sua redazione se non si accorgono di questi strafalcioni.

E buon Natale.

 

Piesse: Congelato qui. Ma tanto mi ci gioco i peli scrotali che non lo correggono.

Un calciatore con un ottimo rovescio

December 24th, 2016 by mattia | 7 Comments | Filed in ignoranza, perle giornalistiche
Ieri sera alla radio mi è capitato si sentire la cronaca dei calci di rigore della finale di supercoppa italiana. Non perché sia appassionato di calcio, è solo che alla radio davano quello e non volevo cambiare stazione (stavo guidando).

Be', il "giornalista" di RTL 102.5 ha nominato un certo Kučka, dicendo che era un giocatore ceco. Non avendo mai sentito parlare di questo Kučka mi sono fidato. Arrivato a casa sono andato a controllare e ho scoperto che:

1 - Non si chiama Kučka ma Kucka.

2 - Qui trovate la pronuncia fonetica: [ˈjuraj ˈkutska], non Kučka.
Il "giornalista" poteva anche spendere 10 minuti prima di andare in onda a studiare la pronuncia dei giocatori in campo (non doveva mica chiamare il consolato, è su uichipidia). Specialmente quando lavori per una radio che fa qualche milione di ascoltatori, non per radio Val Brembana.

3 - Il tizio non è nemmeno ceco ma slovacco.

A questo punto poteva solo dire che aveva un ottimo rovescio.

Parole e ideologie

December 23rd, 2016 by mattia | 4 Comments | Filed in ignoranza
Ieri sera a SAT2000 hanno mandato un servizio sull'attentato di Berlino (precisazione: sono a casa dei miei genitori, a casa mia di certo non si guardano certi canali televisivi).

Nella fine analisi del terrorismo in Europa facevano notare come diversi attentatori hanno un passato in italia. L'esperto (non chiedetemi il nome, non lo ricordo) faceva notare che la cosa è anche abbastanza ovvia visto che molti entrano in Europa come clandestini e l'italia è il punto naturale l'ingresso.

Come clandestini, proprio così ha detto. Anni e anni buttati via a imporre la definizione diversamente residente migrante, convegni su convegni per rieducare i giornalisti a dire "migrante". Linee guida sul linguaggio distribuite a pacchi dalla gestapo nelle redazioni per imporre il termine "migrante" e questo se ne esce dicendo "clandestino" come un salvini qualsiasi?

Eh, ma aspetta. Adesso il giornalista lo corregge, vedrai. Lo corregge, vero? Ah no. Non lo corregge. Va bene così.
Se uno fa il terrorista va bene chiamarlo clandestino e nessuno protesta, altrimenti guai a chiamarlo clandestino!

Questa è la prova più evidente che dietro questa mania di imporre parole come "migrante" c'è esclusivamente una volontà di imporre una visione ideologica del fenomeno dell'immigrazione, una visione ideologica che ci si dimentica in fretta quando non conviene. Già perché andare a belare "si dice migrante, non clandestino!" rispetto a uno che ha appena fatto un attentato non è molto conveniente.

Ricordiamocelo quando ci impongono nuove parole: se ce le impongono per imporci una ideologia le rifiutiamo e non ci rompano il cazzo.

Perché è scoppiata la moda delle feic nius

December 21st, 2016 by mattia | 9 Comments | Filed in bufale, ignoranza, perle giornalistiche
Se ne parla ovunque ormai, è diventato l'argomento di discussione mondiale: le feic nius.

Se ne discute negli U.S.A., dicendo che le bufale diffuse su internet hanno favorito l'elezione di Trump. Se ne parla per il referendum della Brexit, il cui risultato si dice sia stato influenzato dalle bufale su internet. Se ne parla in italia perché renzi dice che ha perso il referendum, tra le antre cose, anche per le bufale del ueb.

Io li osservo e penso: dov'erano fino all'altro ieri?

Sento questi che si stracciano le vesti dicendo che bisogna mettere un freno alle feic nius con filtri, censure, avvisi, bollini "bufalosi" di avvertimento messi per legge sui siti non si sa da quali autorità.
Da un angolo del mondo all'opposto si grida al pericolo sociale che possono generare queste bufale, tanto che per definire il fenomeno hanno inventanto una nuova definizione virale, feic nius.

Già, ma hanno iniziato solo ora a fare danni sociali le feic nius?

Dicono: hanno influenzato le elezioni americane portando all'elezione di Trump. Hmmm, ok.
Facciamo un passo indietro di qualche anno. Era il 2011 e in italia si tenne un referendum per bloccare la ripresa del programma nucleare.
L'11 marzo in giappone arriva il terremoto, quello forte. Segue tsunami e allagamento della centrale di Fukushima. Quello che è successo poi lo conosciamo tutti. O meglio, quasi tutti. C'è chi infatti non l'ha mai capito, tra questi anche molti, moltissimi giornalisti.
In quei giorni su repubblica scriveva un certo giampaolo visetti. Descriveva esodi biblici di gente che scappava da Tokyo, "capitale in agonia" ormai "prossima al collasso". Ovviamente erano tutte balle. Non c'era nessuna fuga da Tokyo, visto che il livello di radiazioni a Tokyo era del tutto trascurabile.
Il 20 marzo scriveva
Oltre quattro milioni di abitanti hanno lasciato la città in treno, o ammassati in auto. Colletti bianchi, stranieri e famiglie con bambini cercano di raggiungere le località a sud del Kansai, per mettersi al riparo dal pericolo della nube atomica.

In realtà quelle persone non scappavano per mettersi al riparo da una "nube atomica". Manco per il cazzo.
Era solo che il 21 marzo in giappone è festa nazionale e i tochiesi se ne erano andati per fare il fine settimana lungo. Passata la festa sono tornati a Tokyo.

Più feic nius di così.
Balle al cubo.

L'articolo è ancora disponibile qua, non si sono nemmeno dati pena di nasconderlo.

E questa è solo una delle balle che si raccontarono in quei giorni. L'elenco è sterminato.
L'effetto è che in italia (ma in generale, fuori dal giappone) la gente era convinta fosse in corso un cataclisma. All'epoca vivevo in giappone e passavo le serate a rispondere alle email di gente che non sentivo da tempo immemorabile che mi chiedeva se ero ancora vivo.

In effetti se leggi sul giornale che 4 milioni di persone scappano dalla "nube atomica" cosa devi pensare?
Non stupisce che la gente cancellasse le vacanze in giappone per paura di un pericolo inesistente (oltre i 30 km da Fukushima fondamentalmente le radiazioni erano trascurabili). Per come la raccontava sui giornali gente come visetti era comprensibile la loro paura nutrita da queste feic nius.

Il risultato poi si è visto il 13 giugno al referendum sul nucleare dove ha vinto il sì.

Certo, se per mesi e mesi prima del referendum su giornali italiani scrivono puttanate grosse come case su quello che è successo a Fukushima è ovvio che la gente poi vota contro il nucleare. Ma scusate, questo non è forse lo stesso meccanismo che viene contestato adesso con Trump o con la Brexit? Guardate al danno sociale che hanno fatto le feic nius pubblicate dai giornali su Fukushima: hanno addirittura influenzato l'opinione pubblica italiana facendo vincere il sì al referendum sul nucleare.  È la stessa, identica cosa che viene contestata alle feic nius che in America avrebbero fatto vincere Trump.

Perché allora nel 2011 tutti - tranne pochissimi - sono stati muti? Perché nessuno sollevò il vespaio delle feic nius che influenzano il risultato delle votazioni?

Semplice, perché il problema non è l'effetto delle feic nius sulle elezioni. Il problema c'è solo quando il risultato non piace. Finché le balle di visetti e i suoi sorapis fanno vincere il sì al referendum sul nucleare allora non esiste il problema feic nius. Anzi, le feic nius si usano a piene mani per raggiungere lo scopo. Quando invece le feic nius fanno vincere chi ti sta sul culo allora si stracciano le vesti, le canottiere e finanche le mutande.

La moda delle feic nius è scoppiata solo ora perché il risultato è stato diverso da quello che volevano i mezzi di comunicazione di massa. Le feic nius c'erano anche prima, ma siccome il risultato faceva comodo nessuno le denunciava.

Fin quando le feic nius le usi tu per sodomizzare gli altri vanno benissimo. Quando invece usano le feic nius per infilarlo nel culo a te allora gridi allo scandalo.

Che adesso quotidiani come repubblica facciano le madonnine immacolate che si scandalizzano contro le feic nius e i loro danni sociali quando per anni hanno abusato di feic nius per ottenere i loro scopi (e fare parimenti danni sociali) è onestamente ridicolo.
Abbiano almeno il buon senso di tacere.

Questa gente non ha diritto di parlare di feic nius.
Prima ammettano il loro sbagli e poi... e poi stiano zitti ugualmente per decenza.

Fake news un par di palle

December 16th, 2016 by mattia | 19 Comments | Filed in bufale, ignoranza
Allora, mettiamo le cose in chiaro.
Se un sito mette un avviso così linkato sulla pagina iniziale del sito...



... non è un sito di bufale. È un sito ironico.

Se lo stesso sito pubblica notizie così:



è evidente che è un sito satirico.
Perché solo un mentecatto può credere che alfano resterà ministro fino al 2065 o che la fedeli si sia difesa dicendo che si è diplomata al CEPU. Se uno non capisce che sono notizie ironiche significa che è un rincoglionito.

Possiamo parlare fino a domattina se la satira è evidente o meno. Potrete dirmi che alcune notizie sono verosimili e per accorgersi che sono burle uno dovrebbe andare nella pagina iniziale, scorrere le notizie accorgendosi che ce ne sono altre estremamente inverosimili e magari leggere l'avviso che si tratta di un sito ironico. Non tutti lo fanno e qualcuno ci casca.
Potrete parlarmi della pericolosità sociale di queste burle, e magari proporre un divieto per legge ai pesci d'aprile.
Va benissimo.

Ma queste non sono bufale.
Le bufale sono informazioni false spacciate per vere.

Un sito di bufale non ha un avvisto in cui dice "Questo è un sito satirico".
Il sito del coglione sanremese terrazzinato non scrive un avviso del tipo "Guardate che scherzo, è un sito satirico ". Le cazzate che scrive le propone sul serio come vere.
I vari siti di mentecatti antivaccinisti non è che mettono un avviso con scritto "È un sito satirico! In realtà i vaccini fanno bene! Si faceva per scherzare!"

Le bufale sono queste.

Confondere un sito burla con uno che propone cazzate spacciandole seriamente per vere è abbastanza grave.
Lo spiego per bene con uno schemino:

- Burle  bufale
- Burla = informazione falsa con avviso che è falsa
- Bufala = informazione falsa spacciata per vera

Se uno prende i siti di burle e dice che sono siti di bufale significa che non ha capito questo semplice concetto.

 

Adesso è scattata questa moda delle feic nius. E chi ti vanno a colpire?
I quotidiani che pubblicano idiozie senza controllare le fonti? No.
I siti di bufale spacciare seriamente per vere? No.
Vanno a prendere i siti di burle. È questo il loro problema.

Eh, ma l'avviso non è abbastanza evidente! dicono.
Certo, e la prossima volta che fai un Modigliani falso mettici sopra un bel cartello con scritto "MADE IN CHINA", mi raccomando.

Per loro il problema è che il sito di burle non scrive abbastanza palesemente che è una burla.
Il problema non sono i siti di bufale che l'avviso non lo mettono perché ci credono veramente.

Dio mio, ma che male ha fatto il buon senso al mondo per essere calpestato così.

Ah, per quelli che dicono che con la scusa della satira si getta letame per condurre una lotta politica.
Guardiamoci bene in faccia: se tu vuoi fare lotta politica spargendo letame non fai un sito di satira. Funziona molto meglio un sito di bufale come ce ne sono tanti. Non so, se vuoi fomentare l'odio contro gli immigrati clandestini ti basta fare un sito in cui pubblichi tutti i fatti che accadono veramente ingigantendoli a dismisura ed enfatizzandoli per creare scandalo. È quello che fanno fondamentalmente tanti giornali ufficiali che non mettono la dicitura "è solo satira" subito sotto la testata. Seriamente, pensate che fare un sito con un avviso "questo è un sito ironico" sia il modo migliore per spargere letame? Se voglio spargere merda su qualcuno non creo una notizia inverosimile che può essere facilmente sbufalata. Perché sì, qualcuno ci cascherà sempre ma più è inverosimile e meno ci cascheranno. Mi basterà prendere una notizia verosimile e pomparla ad arte.

Prendete pure la boldrinova: se uno vuole spargere merda sul personaggio pensate davvero che il modo migliore sia inventarsi che vuole imporre il burqa obbligatorio? Qualcuno ci cascherà, ma saranno pochi. E la cosa la sbufali in un fiat.
È molto più efficace prendere una notizia ben più verosimile come quella della carta intestata al femminile che si è fatta fare appena eletta. Basta condirla con frasi tipo "Ecco il nuovo spreco della Casta!" oppure "Mentre la gente fa la fame guardate di che cosa si preoccupa! È uno scandalo!"
Questa è una notizia che non puoi smentire, non la puoi nemmeno definire bufala. Commentata per bene è incontestabile e rovina la reputazione ugualmente.
Ti sembra davvero intelligente inventarti una notizia inverosimile che può invece essere smentita come palese bufala?

Capisco che una gitarella a Roma può far montare la testa. Ma davvero è il caso di buttare via anni di razionalità svendendosi al primo politico che offre una notte in albergo con vista sull'obelisco?

 

Due categorie di persone

December 15th, 2016 by mattia | 4 Comments | Filed in ignoranza
Lo scorso settembre è venuto in cantina un signore bizzarro che ha misurato il Nord astronomico. Vi chiederete: e che te ne fai? Mi serve per il magnetometro, per ricalcolare le tre componenti del campo magnetico rispetto al Nord "vero", quello astronomico.

L'unico modo per farlo - o almeno, l'unico che io conosca - si basa sull'osservazione del movimento del Sole (si può fare anche con le stelle ma è più complicato). Fondamentalmente tu definisci una direzione e poi osservi il movimento del Sole attorno a quella direzione registrandone posizione e tempo. Dopodiché conoscendo le coordinate geografiche di dove sei, il giorno dell'anno, le posizioni del Sole e gli orari precisi in cui le hai registrate puoi ricalcolare di quanti gradi la tua direzione è sfalsata rispetto al Nord astronomico.

Il metodo richiede innanzitutto buona attrezzatura:ti servono teodoliti, orologi sincronizzati con Francoforte, telescopi attrezzati per l'osservazione del Sole...
Ma richiede anche un bel po' di sale in zucca per fare dei calcoli mica da ridere.

Sì, ok, non è matematica avanzata, non ci sono distribuzioni o porcate simili. Ma insomma, questo signore alla fine ci ha consegnato una relazione con una ventina di pagine di calcoli, dati e tabelle astronomiche.
Ho provato a capire il metodo ma ho rinunciato. Mettendomi lì un paio di giorni lo capirei, mica sono scemo, ma in questi casi ci si affida all'esperto. È una persona di cui ci fidiamo: quando la nostra facoltà ha bisogno di questi lavori ci rivolgiamo a lui.

Ebbene, questo tizio è bizzarro. Si presenta decisamente male per come appare, e vabbe'. Ha dei comportamenti un po' strani. Ad esempio, quando è stato a fare queste misure in cantina ha insistito a dormire nel suo furgone. Io gli ho detto che avevo una stanza a disposizione degli ospiti con il riscaldamento (di notte la temperatura già arrivava a 0°C) . Ma niente, lui dice che è abituato a dormire nel furgone e non c'è stato verso di convincerlo a dormire dentro.

Per quanto si presenti così però sa il fatto suo. È un esperto di questo campo, sa quello che fa. Poi magari le relazioni te le consegna scritte a mano e usa un 386 per fare i calcoli e una introduzione stampata con la stampate ad aghi. Non saprebbe mai farti una presentazione col pauer point, ma i calcoli sì.  Per capirci, è un tizio che parla a tu per tu con professori ordinari.

Ah, questo tizio non ha alcun titolo di studio superiore. Non ha manco la maturità a quanto mi risulta.
Una delle poche persone che non ha nemmeno un titolo striminzito davanti al nome.
Ma fondamentalmente, chi se ne frega. Quando la facoltà gli affida un lavoro vuole che il lavoro sia fatto bene, e lui lo sa fare. Che non abbia un titolo davanti al nome è irrilevante.

Ora facciamo un passo indietro di oltre dieci anni.
Studiavo a Milano e la metropolitana meneghina era piena di pubblicità di Eliana Monti da una parte e di agenzie che promettevano il titolo di "doctor" dall'altra. Erano pubblicità che facevano leva sul complesso d'inferiorità di quei dirigenti che avevano fatto carriera ma che non avevano mai conseguito la laurea. Di solito c'era la foto di un signore di mezza età in giacca e cravatta e sotto la scritto "Sei un dirigente ma non ti sei mai laureato? Con noi puoi acquisire il titolo di doctor!" E sotto aggiungevano "non occorre studiare, verrà valutato il tuo curriculum professionale e ti verrà rilasciata una laurea honoris causa per i tuoi immensi risultati professionali.

In realtà bastava pagare e potevi anche avere il curriculum di un salumiere che la fantomatica laurea honoris causa te la facevano avere ugualmente. Ovviamente non aveva alcun valore legale. Era un pezzo di carta rilasciato a pagamento da una finta università straniera che in italia non valeva niente, per quanto loro scrivessero sulla pubblicità che la facevano asseverare dal tribunale in italia. In realtà l'asseverazione è un atto in cui il tribunale riconosce che un documento è stato tradotto correttamente in italiano, tutto lì. Non riconosce in alcun modo il titolo di studio. Tanto è vero che sulla pubblicità dicevano sempre che promettevano il titolo di "doctor" non di "dottore", perché quello è riservato per legge a chi è laureato sul serio.
Ma poco importa: al tal dirigente bastava vedere il pezzo di carta rilasciato dall'university di salcazzo con un po' di timbri del tribunale e lui era contento.

Non so se ci sono ancora queste agenzie (manco da Milano da un pezzo) ma all'epoca mi facevano una gran tristezza. O meglio, mi facevano tristezza i loro clienti di riferimento. Stiamo parlando di persone che hanno fatto una carriera di tutto rispetto dimostrando nei fatti quello che valgono. Sono arrivati a posizioni di prestigio senza avere una laurea: va benissimo così. Hai già dimostrato il tuo valore, a cosa ti serve una laurea? Perché devi inventarti titoli patacca da spacciare per laurea? Questa ossessione per il titolo quando già hai dimostrato quello che vali è veramente patetica. È un po' come quegli ex-nobili caduti in disgrazia che vivono con la sociale che ci tengono a farsi chiamare "conte" o "marchese" arricciando il naso. Fanno pena.

Vedete, tutta la questione della finta laurea della fedeli sta nella contrapposizione tra questi due modelli di persona.
Da una parte c'è chi non ha titolo ma ha competenze e viene riconosciuto anche nell'ambiente accademico come persona esperta, senza bisogno di inventarsi titoli patacca: proprio per questo è una persona forte.

La seconda è una persona patetica che ha bisogno di un titolo di studio patacca per sentirsi importante.

Il problema è che la fedeli appartiene a questa seconda categoria.
Tutto qui.

Vedo un sacco di persone che si affannano a minimizzare l'incidente lessicale della fedeli. Diamine, non capite che il problema non è la non-laurea spacciata per laurea? Non capite che il problema sta nel fatto che la fedeli è una donna patetica che ha bisogno di inventarsi quella non-laurea per sentirsi importante. Lo stesso livello di pateticità di quel tizio che al mio paese si fece fare lo stemma araldico per darsi delle arie.
A gente così patetica non si fa fare il ministro. Gli si fa fare il presidente della bocciofila giusto affinché possa usare il titolo di "presidente" così che sia contento.
Il ministro lo si fa fare alle persone forti non a quelle patetiche.

 

Piesse:


Per questo messaggio della fedeli avevo già vomitato a suo tempo.
Ad ogni buon conto è bene ricordare cosa scriveva mesi fa il nuovo ministro per l'istruzione.
E no, il parallelo con il tunnel dei neutrini della gelmini non regge, ragazzi. Perché cos'è un neutrino e come si comporta non si studia alle scuole elementari. Le percentuali sì.