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Il club del 44%

October 20th, 2017 by mattia | 5 Comments | Filed in bufale, ignoranza
Lo schema è sempre lo stesso:

  • evviva l'auto elettrica, zero emissioni!

  • zero emissioni? e con cosa l'alimenti? con la forza dello spirito santo?

  • ok... ok... inquina però meno dell'auto a dinosauri morti

  • e quanto meno?

  • dipende da dove sei... in italia ad esempio produciamo già il 44% dell'energia elettrica dalle rinnovabili!!11!!!


E lì io inizio a sbattere la testa contro il muro.

Siccome sono usciti freschi freschi i dati del 2016 cerchiamo di fare un po' di conti onesti sbufalando questa bufala del 44%.

Bufala n. 1
I conti fatti sulla produzione (si devono fare sui consumi)

Nel 2016 in italia sono stati prodotti 289.768 GWh. Se sommiamo:

- fotovoltaico 22.104 GWh
- geotermico 6.289 GWh
- bioenergia 19.509 GWh
- idro 44.257 GWh
- eolico 17.688 GWh

otteniamo 109.847 GWh, ossia il 38% della produzione (e non il 44%).
E in questo ho contato anche il termico da biogas prodotto da deiezioni animali o da rifiuti solidi urbani...

Ad ogni buon conto, questo 38% è già un dato falsato. Perché viene calcolato sull'energia prodotta in italia, non su quella usata.
Sì, perché in italia nel 2016 sono stati richiesti alla rete 314.261 GWh (tra consumi e perdite). La differenza la compriamo dall'estero.

Se allora  consideriamo 109.847 GWh di rinnovabili su 314.261 GWh otteniamo il 35%.

Qualcuno mi dirà: ma anche all'estero produrranno un po' di quell'energia che vendono all'italia da rinnovabili! Certo, ma non se la vendono a te non la possono usare loro.
Vi faccio questo esempio: volendo l'italia potrebbe comprare energia elettrica rinnovabile da tutti i paesi europei: 50 mila GWh dalla Francia, 60 mila GWh dalla Germania, 15 mila GWh dalla Polonia... fino ad arrivare a coprire il 100% del fabbisogno energetico.
Il giorno dopo che si fa? Andiamo in TV a dire che l'italia è un paese 100% griiin?

No, non è che se sposti un po' di energia rinnovabile prodotta altrove in italia allora l'italia diventa un paese griiin. Hai solo spostato un po' di energia da una parte all'altra.

 

Bufala n. 2
Considerare la percentuale di rinnovabili dimenticandosi che i fabbisogno aumenta

Questo è un errore da libretto che vola dalla finestra.

Abbiamo visto che in italia le rinnovabili producono il 35% del fabbisogno elettrico, e non il 44%. Ma poniamo pure che sia un qualsiasi altro valore.
Questo significa che se alimentiamo le auto con elettricità il 35% dei chilometri che facciamo è pulito? (sempre ammesso che le rinnovabili siano "pulite" - e non lo sono)

Manco per il cazzo.

Se ne alimenti una forse. Ma se alimenti tutto il parco veicoli a rinnovabili il fabbisogno aumenta. Di quanto? Di circa 126 mila GWh.
Il denominatore aumenta quindi da 314 mila a 440 mila GWh.
Quindi le rinnovabili passano dal 35% al 25%.

Pensare di alimentare le auto con l'elettricità e calcolare la percentuale di rinnovabili senza considerare che aumenta il fabbisogno è un errore mostruoso.

Bufala n. 3
Considerare tutte le rinnovabili espandibili

Lo stratagemma di chi ti dice (barando) che in italia le rinnovabili sono al 40% o addirittura al 44% sta nell'illuderti che manca poco al 100%, che siamo già quasi a metà strada.
Che invece siamo a un quarto di strada l'abbiamo già dimostrato. Ora però vediamo perché persino questo concetto è fuorviante.

Quel 25% di rinnovabili non è tutto estendibile. Ben il 40% delle rinnovabili è prodotto con l'idroelettrico, che non poi aumentare. Perché non è che puoi fare una diga dove cazzo ti pare. Ci sono dei limiti dettati dalla natura: una volta che hai finito i siti disponibili poi basta, non puoi aumentarlo. L'idroelettrico rimane lì al palo e non si muove.
Calcoliamo quindi quanto valgono le rinnovabili che puoi ancora espandere (fotovoltaico, eolico, geotermico e bioenergia... anche se ho qualche dubbio sulle ultime due, ma teniamole dentro): sono 66 GWh.
Ora li dividiamo per la il fabbisogno di energia con tutti i veicoli elettici (meno la parte già coperta dall'idroelettrico), ossia 356 mila GWh.
Otteniamo il 18,5%.

Ricapitoliamo, se escludiamo dal sistema elettrico l'idroelettrico (lo togliamo dalla produzione e dai consumi) che non si può espandere otteniamo che le rinnovabili che hanno una qualche speranza di espandersi sono solo il 18,5% dei consumi che avremmo con tutti i veicoli elettrici.

Non siamo quasi a metà strada, non siamo nemmeno arrivati a un quinto della strada.

E nemmeno considero i dinosauri morti che vengono usati per riscaldare i nostri edifici. Quel 18,5% l'ottieni se smetti di usare i dinosauri morti solo per le auto; se smetti di usarli anche nelle caldaie di case e uffici il denominatore si allarga ancora di più.

Bufala n. 4
Fare i conti nella condizione migliore (mente si devono fare nella condizione peggiore)

È un principio base di ogni progetto ingegneristico. Se tu devi garantire che un sistema stia in piedi sempre non puoi progettarlo in base alle condizioni più favorevoli; devi fare i conti considerando la peggiore delle eventualità (e poi aggiungere un margine di sicurezza...)

È ovvio che capitare  l'anno in cui quella percentuale di rinnovabili sul fabbisogno (quella vera) cresce un filo perché i consumi sono bassi (magari perché c'è la crisi, quindi c'è poco da esser felici), perché è stato un anno molto piovoso e gli invasi sono pieni, perché d'estate il Sole ha battuto forte, perché il vento ha soffiato molto...
Ma tu non puoi alimentare il paese solo l'anno fortunato. Il paese devi alimentarlo sempre. Non è che l'anno in cui va male decidi di mandare in black-out il paese, come se nulla fosse.
Quindi non puoi sbandierare i dati dell'anno migliore come se fosse qualcosa di sostenibile.

È lo stesso motivo per cui i classici articoli del tipo "in Germania l'altro giorno hanno alimentato tutto il paese con le rinnovabili" non dicono nulla di significativo. Davvero, dal punto di vista ingegneristico l'informazione è zero. Perché farlo un giorno per una botta di culo dovuta a una congiuntura astrale di eventi favorevoli non significa che lo puoi fare sempre.

In conclusione

Non fidatevi di coloro che sbandierano percentuali che non capiscono. E se qualcuno tira fuori ancora la storia del 44% di rinnovabili in italia rispondetegli con il 18,5%.

 

Quando il molestato è un uomo

October 18th, 2017 by mattia | 3 Comments | Filed in ignoranza, perle giornalistiche, riflessioni
Prendete questo articolo de Il Giorno.

Racconta di un ragazzo di Monza di 27 anni che ha subito una violenza sessuale.
L'articolo però aggiunge:
La realtà dei fatti per fortuna è meno grave di quanto sembri.

Un signore l'ha infatti palpeggiato nelle parti intime in stazione. Le autorità indagano avendo come ipotesi di reato la violenza sessuale, ovviamente perché per la legge quella è. Una stimolazione dele zone erogene è una violenza sessuale per la legge italiana.

Ma insomma, gli ha solo spalpignato un po' il cazzo, che sarà mai... Violenza sessuale, addirittura!!!111!!!
Per Il Giorno uno che ti palpa i genitali non è mica così grave come può sembrare quando usi le parole violenza sessuale.

Ora, provate a prendere questo articolo e metterlo al femminile. Immaginate che una donna denunci un uomo per violenza sessuale in quanto è stata palpeggiata nelle parti intime. E immaginate che un giornale scriva che la realtà è meno grave di quanto sembri.
Ora immaginate le reazioni scandalizzate. Come si permette di sminuire una violenza del genere? E via con le orde di femministe che devastano la redazione. Via coi provvedimenti disciplinare e l'espulsione del giornalista dall'ordine.

Se invece la violenza è su di un uomo, niente.

Fin quando non risolviamo questa ipocrisia tutte le belle parole e le belle campagne contro la violenza sessuale non valgono nulla.

Come mandare a puttane la reputazione

October 17th, 2017 by mattia | 6 Comments | Filed in ignoranza
Il mondo del vino è un posto meraviglioso: trovi contemporaneamente una quantità enormi di persone che sparano minchiate e persone che ritengono di sapere tutto e anche di più.

È un mondo dove è difficilissimo trovare pareri affidabili quando, come nel mio caso, sei alle prime armi.
Questa incertezza è dovuta ai seguenti motivi:

  • le variabili in gioco sono tantissime (ma veramente tante...)

  • il numero di esperimenti che puoi fare è limitato


Non puoi vendemmiare 6 o 7 volte all'anno... una volta che ti va male una vendemmia devi aspettare l'anno successivo per riprovarci, e le condizioni saranno comunque diverse. Puoi certamente fare più esperimenti dividendo il raccolto in più parti per poi cambiare una variabile sola, ma significa rischiare di buttare via una parte di raccolto. Ancora peggio se dividi le piante di più esperimenti diversi, ché poi è dura cambiare quando sono già piantate.

Così si finisce per avere informazioni che sono più basate sull'aneddotica che su veri esperimenti scientifici, poiché fare un esperimento scientifico richiederebbe troppo tempo e risorse. Ci sono però elementi scientifici che già conosciamo che sono comunque applicabili anche all'enologia.
Che le attrezzature debbano essere ben pulite non è un mistero. Gli effetti dell'anidride solforosa li conosciamo dalla chimica, e così via.

Se uno ti dice che devi concimare il campo con del letame che è stato messo in un corno di una vacca che ha già partorito, sotterrato durante l'inverno e disotterrato a Pasqua tu gli chiedi se ha qualche rotella che funziona ancora. Se mi dici che per combattere gli insetti devo bruciarli quando il Sole è nel segno del Toro ti mando direttamente a cagare e legittimamente ti do del coglione.

Eppure queste sono le basi della biodinamica®. Ora capite che se una persona quando si parla di agricoltura e di viticoltura mi dice che sostiene la biodinamica® io cambio immediatamente canale.
Perché è un pericoloso campanello d'allarme. Significa che:

  • non è in grado di distinguere ciò che ha fondamento scientifico da ciò che non lo ha;

  • se confonde "biologico" con "biodinamico" significa che parla di parole che non conosce (la biodinamica® è una cosa ben precisa e codificata, non puoi usare il termine biodinamica® come sinonimo di biologico);

  • non chiede le prove a chi propone queste idee strampalate, quindi tutto quello che valuta nella vita presumibilmente se lo beve senza chiedere uno straccio di prova.


Una persona così per me ha credibilità zero.
Non poca, zero.

Poi magari potrà dirmi altre mille cose corrette, ma io non posso fidarmi. Se mi dice una sciocchezza sulla biodinamica® poi non posso sapere se nelle altre occasioni dice sciocchezze o dice il vero.

Da questo deduciamo una cosa fondamentale. State attenti: se lavorate in un campo scientifico non impegolatevi in sciocchezze anti-scientifiche. Rischiate di mandare a meretrici tutta la vostra reputazione.

#quellavoltache mostrai belle foto del Lario

October 16th, 2017 by mattia | 31 Comments | Filed in ignoranza, riflessioni
Forse ha un po’ esagerato portandomi a casa quando io non stavo nemmeno flirtando, ma eravamo giovani.

Leggete questo racconto. Vi prego, leggetelo prima di continuare.
Fatto?

Ecco, adesso vi racconto questa storia.
Era il 2005, festa Erasmus al mio dormitorio. Tra i tanti c'era anche una tipa finlandese biondissima. Spoiler: non abbiamo scopato. Anni dopo andò a fare la guerra in Afghanistan con l'esercito finlandese. Non le ho mai chiesto se ha mai ammazzato qualcuno, però insomma... mi è venuta un po' di paura: una così durante una fellatio capita anche che te lo sgagni via.

Ad ogni modo, con un astuto stratagemma riesco a portarla in camera mia, 103b. Mi vergogno quasi di raccontare lo stratagemma da quanto mi suona stupido ora: le dissi che volevo mostrarle foto del mio paese natio, Lecco. Le montagne, il lago... dio mio, quasi peggio della collezione di farfalle. Ma al tempo la scusa reggeva: eravamo giovani, con poche esperienze all'estero; avevamo viaggiato poco, tanto che l'Erasmus in Europa centrale era per molti la scusa di prendere un treno o un autobus e farsi un fine settimana a Berlino, Budapest, Vienna... Perché ci eravamo aperti al mondo da poco ed eravamo curiosi di conoscerlo. Così quando ti trovi tutto d'un tratto circondato da stranieri sei curioso, vuoi scoprire tutto del paese da dove vengono. Ogni giorno conoscevi qualche nuova persona che veniva da un bizzarro paese straniero: ne imparavi la geografia, qualche parola caratteristica della lingua locale (sì, so le parolacce e anche la macchina del capo in finlandese), scoprivi una nuova meta per il prossimo viaggio.
Vedete, messa così ora suona meno patetica come scusa: vieni, ti faccio vedere le foto del più bel lago del mondo...

A un certo punto ci troviamo seduti sul mio letto mentre le mostro un'edizione speciale del Conde Nast Traveller sul lago di Como, le Grigne, il Resegone...
All'improvviso si gira, mi guarda in faccia e mi dice: oh, io mica sono venuta qua a fare quelle cose lì, eh?

Onestamente: non ricordo nemmeno cosa risposi. Boffonchiai qualcosa, probabilmente. Ma insomma... l'uccello rimase nelle mutande quella sera e ritornammo alla festa.
E vabbe', sulle intenzioni erotomane di un arrapato studente di ingegneria ci era arrivata un po' tardi, ma alla fine ci era arrivata.

Ora, prendete quel racconto che vi ho detto di leggere prima: qual è la differenza?
Ho qualcosa forse da rimproverarmi per averci provato con quella finlandese? È un problema mio se quella ha capito solo quarto piatto che era polenta?

Certo, l'autrice si para il culo dicendo che non era una molestia. E grazie al cazzo.
Ma allora perché racconti di uno che, banalmente, ci ha provato?
Di racconti del genere potreste essere protagonisti anche voi, ognuno di voi (ché non ci credo neanche un po' che uno di voi non hai mai portato a casa una donna con uno stratagemma del genere). Vi piacerebbe essere tirati in ballo in questo dibattito con frasi del tipo:
Ma che ne sai, tu, di come ci si sente quando non hai via d’uscita, e devi calcolare quale sarà la strategia meno dannosa per uscirne?

Non la chiama molestia, ma insomma... lui ha esagerato portandola a casa quando non stava flirtando.
L'ha portata in una situazione in cui non aveva via d'uscita.

Che significa: ragazzi, o una ti salta addosso allupata oppure voi dimenticatevi di portare a casa una ragazza con una scusa, più o meno banale.
Perché poi queste vanno sull'internet a dire che hai esagerato visto che non stava flirtando. Deve proprio tirarti fuori l'uccello al ristorante per avere l'autorizzazione a dirle ehy, andiamo da me a finire la serata con un buon moscato?

Quel racconto non dovrebbe nemmeno esistere: è il racconto di come milioni di uomini ci provano ogni giorno con altrettante donne. Alcune di queste magari sono poco sveglie e non capiscono che se un uomo ti invita a casa sua non è per dire la compieta e quando se ne accorgono dicono ah, ma io mica sono qui per scopare, eh e se ne vanno.
Non c'è nemmeno alcun motivo per raccontare questi episodi pubblicamente in un dibattito che ha a che fare con le molestie, queste sì, vere.

Il problema è che così si sposta sempre più l'asticella. Racconti come quello fanno passare l'idea che ci sia qualcosa di riprovevole anche solo a portare una donna in casa con una scusa alla collezione di farfalle.
Di questo passo arriveremo a una società in cui per non essere oggetto di un racconto su internet nel dibattito sulla violenza sessuale sei obbligato a dire una donna:

- è stata una bella serata, vero?
- sì, hai scelto davvero un bel ristorante...
- anche il vino non era male...
- già... non bevevo un barricato così da secoli
- senti, visto che è ancora presto, perché non vieni da me a concludere la serata con un amplesso sessuale che prevede la penetrazione del mio pene nella tua vagina e all'occorrenza anche nella tua cavità orale? Se lo gradisci posso anche praticare una stimolazione clitoridea con la mia lingua.
- acconsento con piacere.
- ho il tuo assenso legale?
- sì, sì...
- bene, allora firma questa dichiarazione in cui affermi che non ti ho portata a casa con uno stratagemma ma dichiarando preventivamente che il mio scopo era avere un coito con te.

Perché di questo passo arriveremo a questa situazione, eh.
E per carità, per me va anche bene. Basta che poi non mi dite che non siamo romantici, che non abbiamo la capacità di sorprendere, che non sappiamo comportarci, che dobbiamo conquistare.
Decidetevi.

 

 

La panchina scema

October 11th, 2017 by mattia | 9 Comments | Filed in ignoranza, praga, repubblica ceca
Questa estate hanno installato una cosiddetta "panchina intelligente" vicino alla mia università.
Pannello solare sul retro, prese USB per caricare il telefono e uai fai per connettersi a internet.



Che figata, eh?

No.

Facciamo due conti della serva.
Che superficie può avere quel pannello solare? Occhio e croce 2 m per 0,5 m ossia 1 m^2.
Stiamo larghi, sarà un pannello da 150 W.

La panchina è orientata verso sud-ovest, con un angolo di circa 40 gradi. Metto questi valori nel calcolatore solare per Praga e ottengo 118 kWh di energia prodotta all'anno.

L'energia elettrica in Rep. Ceca costa sulle 5 corone al kWh, 6 nel peggiore dei casi (comprendendo tutto, tasse, cazzi e mazzi): quei 118 kWh di energia valgono circa 700 corone all'anno. Il che significa che rientri del pannello in sé in una dozzina di anni. Solo del pannello però. Perché le panchine costano "un po' di più".

Ebbene, sapete quanto costano queste panchine?
La panchina "intelligente" della foto è costata 142 mila corone più iva, quindi 171 mila corone.
Quindi con l'energia solare che producono si ripagano in due secoli e mezzo. E siamo stati generosi coi conti.

Più che panchine intelligenti io le definire panchine idiote.

Tra l'altro parliamo di una panchina in una delle zone più urbanizzate della Rep. Ceca, dove di certo non fai fatica a trovare un allaccio alla rete elettrica. Un paio di operai che fanno uno scavo di 10 metri per buttare giù un tubo ti costano 100 corone all'ora. Aggiungi tre ore per un paio di elettricisti che tirano tre fili e siamo a ordini di grandezza sotto quel prezzo.

Parliamo di una zona che si trova a 200 metri dalla backbone internet della Rep. Ceca, ma la panchina si connette a internet sulla rete mobile. Siamo a due passi da un KFC, tanto che con un buon cellulare ti puoi connettere al uai-fai gratuito del KFC e manco ti serve quello della panchina.

Una panchina del genere avrebbe avuto senso, forse, piazzata nel bel mezzo del parco di Stromovka, ad esempio. Dove non hai connessioni elettriche e internet nei paraggi. Ma metterla lì dove non serve è una idiozia. Una costosissima idiozia che serve solo a certi politici per fare i fighi della modernità.
Bastavano invece due conti della serva per rendersi conto che grattata via la superficie propagandistica non restava niente di sensato, anzi.

Piesse: se volete fare la punta al cazzo...
Una normale panchina costa 4 mila corone. Quindi hai 6 mila corone per il pannello solare, 4 mila per la panchina, 500 corone per access point, altre 500 corone per regolatore del pannello, 1.500 corone per sistema di accumulo... Sono 12.500 corone. Aggiungi 2.500 corone per connettori USB, varie ed eventuali e arrivi a 15.000 corone. È sempre un decimo di quanto costa quella panchina idiota.
Avrebbero potuto installare una panchina normale allacciata alla rete elettrica, e poi mettere quel pannello da 100 W da qualche parte sul tetto del municipio: avrebbe prodotto la stessa energia, forse anche di più.
Alla fine hai lo stesso risultato: dalla panchina puoi ricaricare il telefono e da qualche parte del mondo produci un po' di energia con dei pannelli solari. In modo più semplice e meno costoso. Ma così poi non possono parlare di panchina intelligente perché non ha il pannello solare "sulla schiena"...

notizie

October 9th, 2017 by mattia | 2 Comments | Filed in ignoranza


Poi mi chiedono se non ho nostalgia di Lecco.
No, non ce l'ho. Ma manco per il cazzo.

Non ho nostalgia di un buco di culo dove la gente è così provinciale per cui se wanna marchi mangia in città è una notizia.
Una città in cui una roba del genere finisce sul giornale merita solo di sprofondare nella propria mediocrità.

Tensione

October 4th, 2017 by mattia | 3 Comments | Filed in ignoranza, repubblica ceca


Traduzione:
Tensione di uscita: 2,1 A

Da uno dei migliori gruppi sul feisbuc

Voglio vedere quando capita a te

October 1st, 2017 by mattia | 9 Comments | Filed in ignoranza, riflessioni
Ieri sera ho provato a spiegare che l'omeopatia non funziona, e che i vaccini sono utili. Dopo due bottiglie di vino, e in ceco. Non ho avuto molto successo. Pazienza.

Uno degli argomenti che però ho sentito mi ha mandato il sangue alla testa. Si parlava di vaccini, solita carrellata di leggende metropolitane e quando spiego che sono tutte balle mi sento dire "voglio vedere quando avrai figli tu".

Allora, la vogliamo smettere una volta per tutte con questo argomento?

Che il fattore emotivo faccia abbassare le barriere della razionalità è certo. In alcuni di più e in alcuni di meno.
Ma questo - ficcatevelo bene nella zucca - non significa che gli argomenti razionali siano meno validi.
Significa solo che alcune persone sono più deboli di altri e quando vedono un parente ammalato abbracciano la fuffa antiscientifica (tra l'altro, stiamo pur sempre parlando di una minoranza, molto rumorosa ma pur sempre minoranza).

Se proprio vuoi contestare qualcosa devi andare da quello con il parente ammalato a dire: poverino, sragioni perché sei coinvolto emotivamente.
Non è che vai da quello che usa il cervello e dici: poverino, usi il cervello perché non hai un parente ammalato.

E grazie al cazzo, cosa dovrei fare? Sragionare anche senza coinvolgimento emotivo?

Potete metterlo come volete, ma questo argomento non sta in piedi logicamente.
Smettete di usarlo, per carità.