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Resoconto di stampa con Create Space

January 9th, 2017 by mattia | 10 Comments | Filed in libri, libro
Il mio libro sull'elaborazione numerica dei segnali è disponibile su Amazon. È una prima versione, c'è ancora qualche errore di battitura qua e là (camicius mi sta aiutando scovando questi errori - grazie!).
Nel frattempo però ho ordinato  una decina di copie da distribuire a colleghi che insegnano queste cose per fare un po' di promozione. È stato anche un modo per verificare la qualità di stampa.

Ho pubblicato il libro su Create Space, l'azienda di Amazon che fa servizio di stampa su richiesta. È un modo veloce ed efficiente per pubblicare un libro senza passare dal tritacarne delle case editrici che fondamentalmente danno pochissimo agli autori in termini di diritti d'autore e in cambio forniscono un servizio inesistente.
Oltre a ciò, c'è da considerare il vantaggio ecologico della stampa su richiesta: non bisogna più stampare migliaia di libri sperando che vangano venduti e che poi finiscono al macero. Niente trasporto di libri da case editrici a librerie e ritorno per l'invenduto. Si stampa e si spedisce solo quello che serve.

Il mio dubbio era relativo alla qualità di stampa. Non avendo mai avuto per le mani un libro prodotto da Create Space non sapevo come sarebbe risultato. La mia paura era che la qualità di stampa sarebbe risultata dozzinale.

E invece.

Oggi è arrivato il pacco dalla DHL e sono rimasto piacevolmente sorpreso.



Partiamo dalla copertina. Si può scegliere la versione tra la versione opaca e quella lucida. Io ho scelto l'opaca e devo dire che è molto bella. La qualità di stampa è ottima, quasi indistinguibile da un libro "professionale".



È estremamente difficile farlo capire con una fotografia, ma fidatevi: è venuta bene.
L'effetto "tridimensionale" è rimasto. Forse avrei aumentato un po' la risoluzione di stampa ma sto cercando il pelo nell'uovo. Prendendo in mano il libro diresti che è un libro normale, anche al tatto la copertina dà buone sensazioni.

Il dorso è rimasto centrato:



Il sito di Create Space fornisce un modello per le dimensioni della copertina. Si inseriscono il numero di pagine, il tipo di carta e tutti gli altri dettagli e come risultato fornice un'immagine con le dimensioni entro cui stare per avere il il dorso nella posizione giusta.
Poi uno usa questa immagine come riferimento nel suo programma di grafica e fa la copertina su misura.

Qualche copia ha il dorso sfalsato di 1 mm o giù di lì. Visto che i colori sono simili però si nota poco. In generale consiglio di fare il dorso di un colore simile al fronte e al retro.



La qualità della stampa interna è altrettanto buona.
Avevo paura per alcuni caratteri piccoli, tipo pedici e apici di alcune formule che rischiavano di non essere leggibili qualora la stampa non fosse stata di buona qualità. Invece si leggono tutti molto bene.
In questa immagine ad esempio si perdono giusto le grazie della f, della i e della t nell'apice - che vi assicuro è piccolo - ma si legge benissimo.



Il problema piuttosto è con le immagini. Le immagini vettoriali sono venute perfette, quelle inserite come file grafico no invece. E non era un problema mio, perché le avevo inserite con una qualità grafica molto elevata. Nella stampa però sono state degradate.
Vedete un esempio qua:



La parola "frequenza" fa parte dell'immagine ed è in qualche modo "sporca", è meno nitida delle parole sotto di essa che invece sono inglobate come testo.
Questa temo sia una limitazione del processo di stampa. In pratica per fare le tonalità di grigio fa delle matrici di punti neri più o meno dense. Solo che questi punti sono decisamente larghi.

Potrei risolvere il problema sostituendo tutte le immagini in formato vettoriale (le ho), ma non so quanto Open Office reggerebbe la sfida (sembra faccia fatica a digerire un numero eccessivo di immagini vettoriali).

Ad ogni buon conto è passabile. Mi girano un po' le balle perché ho passato ore e ore a curare i dettagli delle immagini e ora sono stampate con poca risoluzione. Ma tutto quello che serve si vede bene, è solo una questione estetica.

Nel complesso sono molto soddisfatto. Anche la rilegatura termica è fatta bene. Non ci sono pagine stampate storte, i libri sono rifilati bene. Davvero un bel lavoro.

Per i pochi pazzi che lo vogliono comprare: aspettate che finisca la prima revisione degli errori di battitura. Se proprio non volete aspettare fatemi una cortesia: provate a chiedere a qualche libreria fisica se è disponibile.
Create Space infatti dovrebbe distribuire anche nel circuito delle normali librerie, ma non ho ben capito con quali limiti e modalità. Provate a chiedere alla vostra libreria di fiducia se è ordinabile da loro. L'ISBN è 978-1542300452.

 

 

Finito

December 9th, 2016 by mattia | 34 Comments | Filed in libri
Non ci credo nemmeno io.

Ho iniziato a scriverlo anni fa per gioco su di un treno che mi portava a Kosice e oggi finalmente l'ho finito.
Mi riferisco ovviamente al mio libro di testo sull'elaborazione numerica dei segnali.

Oggi l'ho concluso. Devo ancora rileggerlo, correggere gli errori di battitura, tutte quelle cose lì... ma fondamentalmente il libro è finito. Tutto quello che volevo scriverci l'ho scritto. Oddio, in teoria avrei potuto aggiungere altri argomenti ma sono cose minori, magari in una prossima edizione.

Non avete l'idea della soddisfazione. È una cosa su cui mi sono concentrato come un mostro nelle ultime settimane tralasciando anche altre cose, quindi ora mi sento molto più rilassato.
Per fine anno spero di mandarlo in stampa definitivamente.

Colgo l'occasione per raccontare alcune cose che ho imparato da questa esperienza:

  1. Scrivere un libro di testo è una faticaccia.
    Soprattutto se è un libro di testo tecnico quindi con centinaia di figure. Ogni figura porta via tanto tempo. Tanto. Creare gli esempi pure. Anche se è un argomento che conosci a menadito scrivere un libro porta via tanto tempo. Quando sento parlare di questi progetti di libri di testo gratuiti mi domando se davvero c'è qualcosa di qualità dentro. Perché uno che regala pubblicamente una cosa che è costata così tanta fatica o è un benefattore oppure... be', oppure il libro non gli è costato così tanto lavoro (il più delle volte la risposta è la seconda: sono porcate copiaincollate da uichipidia senza rispettare il diritto d'autore, tra l'altro).

  2. Non piratate i libri di testo, stronzi
    Proprio perché costa tanto impegno scrivere un libro di testo fotocopiarlo è da stronzi.
    Lo so, l'autore di solito prende poco e si finisce spesso per ingrassare le case editrici. Ma se uno autopubblica e i soldi vanno veramente a lui allora se lo fotocopiate siete doppiamente stronzi.

  3. Scrivere un libro aiuta a colmare le proprie lacune
    Anche quelle che non sappiamo d'avere. Scrivendo questo libro sono stato obbligato a confrontarmi con argomenti che pensavo di sapere ma sui quali in realtà avevo qualche lacuna di cui mi sono reso conto solo perché mi sono messo a scrivere di quelle cose. Tu sei lì che scrivi e mentre scrivi ti vengono fuori dubbi a cui non avevi mai pensato. Così ti fermi, approfondisci e risolvi quei buchi nella tua preparazione.

  4. Non rimandate la formattazione
    Può sembrare una cosa secondaria rispetto al contenuto, ma porta via tempo.
    La prima cosa da fare è scegliere lo stile delle formattazione: pagina, caratteri, equazioni, figure... Non iniziate a scrivere finché non avete un modello pronto. Ogni cambiamento successivo sarà più faticoso, anche se usate gli stili e tutto il resto. Ve lo assicuro. Lo so che poi pensate "ok, tanto poi cambio tutto in due secondi". No, non è così.

  5. Usate il programma di videoscrittura giusto
    Io ho usato OpenOffice e ho sbagliato. OpenOffice fa cagare. È una merda, non è un programma. Io me li ricordo i coglioni che parlavano di OpenOffice come una meraviglia, tanto che volevano installarlo in tutte le pubblica amministrazioni in alternativa al Word brutto e cattivo perché non open e non frii.
    Io li impalerei tutti coi dei tubi innocenti.
    OpenOffice ha tanti di quei difetti che si potrebbe scrivere un libro sui suoi difetti. Usando un altro programma, ovviamente.
    Per quanto mi riguarda mai più OpenOffice. Non per un trattato tecnico così lungo. Prossimo scopo nella vita: imparare LaTeX.

  6. Idem con patate per i grafici
    Ho usato Octave. Fa cagare il cazzo.

  7. Non posticipate ciò su cui vi bloccate
    L'ho fatto più di una volta. C'erano punti in cui mi bloccavo e invece di risolverli mi fermavo lì, e aprivo un altro capitolo o paragrafo. Poi tornare indietro e riprendere in mano l'argomento dove vi eravate bloccati costa più fatica. E vi crea anche casini vari di organizzazione sulle figure.
    Scrivete in linea continua e non saltate di qua e di là.

  8. Non fate pause troppo lunghe
    Io ho fatto l'errore di lasciare mesi vuoti in cui non scrivevo niente (perché avevo altre priorità). Delle volte è indispensabile, ma se potete evitarlo è meglio. Meglio concentrare tutto il lavoro in pochi mesi continui che non spezzettarlo su tre anni. Ne va dell'efficienza.

  9. Fatelo in bianco e nero
    Semplifica molto la stampa (che diventa più economica) e vi assicuro che si può fare. Talvolta serve un po' più di sbattimento per fare immagini che si capiscano senza colori, ma alla fine risultano persino più chiare. Vedetelo anche come una sorta di minimalismo elegante, se ve ne sbattete il cazzo dei costi di stampa.

  10. Il risultato appaga
    E vale tutto il lavoro.


 

Un bel libro sull’autismo

January 2nd, 2016 by mattia | Comments Off on Un bel libro sull’autismo | Filed in autismo, libri
Gli scorsi giorni ho letto un libro molto bello che mi sento di consigliarvi. S'intitola Un autistico in famiglia di Luigi Mazzone.

È un libro di facile e rapida lettura (io l'ho letto in un'andata/ritorno tra Praga e Brno sul treno) ma che riempie di riflessioni.

Per una volta il titolo è pienamente riassuntivo del contenuto: un autistico in famiglia sta proprio a significare che il libro parla di autismo dal punto di vista di chi si trova ad affrontare una situazione del genere all'interno della propria famiglia.
C'è - ovviamente - qualche pagina in cui si fanno rimandi al lato medico dell'autismo, ma il filo conduttore è un altro: dare uno strumento concreto alle famiglie per approcciarsi a un figlio autistico. I consigli spaziano dal come individuare i segni che dovrebbero far pensare all'autismo, fino alla gestione della sessualità, passano dall'alimentazione, l'epilessia, lo sport, l'aggressione e persino il rapporto di coppia dei genitori (messo a dura prova da un figlio autistico).

La cosa che ho particolarmente apprezzato del libro è che fa capire il metodo di approccio a un bambino autistico. Una cosa che non conoscevo è che l'autistico non è capace di interpretare le emozioni altrui. Se tu gli sorridi egli non capisce che sei felice, per lui un sorriso è una smorfia sul viso senza significato. Più leggi il libro e più entri nella logica dell'autismo per cui inizi a capire da solo quali comportamenti sono giusti e quali sbagliati.

Ma il libro è interessante anche perché pone delle domande che dovrebbero interessare tutti noi che non abbiamo a che fare direttamente con l'autismo. Parla del fatto che il sistema sanitario nazionale in italia rimborsa solo la logopedia e la psicomotricità, mentre non copre i trattamenti di tipo cognitivo comportamentale, benché l'Istituto Superiore di Sanità abbia stabilito la loro utilità nelle linee guida sull'autismo.
Oppure parla del carenza di formazione di specialisti sull'autismo per gli adulti, per cui una volta compiuti i 18 anni i ragazzi autistici  abbandonano il neuropsichiatra infantile specializzato in autismo e finiscono spesso da uno specialista che non essendo formato in autismo lo considera come uno schizofrenico.
Ma parla anche di temi "etici" come l'esigenza di non demonizzare il trattamento farmacologico, quando necessario.

Tutto il libro è condito da aneddoti, da storie e da molto buon senso. Come quella volta che un ragazzo autistico aveva grossi problemi di aggressività e si capì alla fine che aveva ingoiato un ... chiodo. Il problema dell'aggressività non era l'autismo, ma il dolore in sé (che il ragazzo non sapeva esprimere).

Vi consiglio veramente la lettura di questo libro, anche solo per farvi una cultura su di un argomento molto dibattuto.
Ci si accorge che c'è tanto da fare sull'autismo. L'autore racconta di quando è stato sentito in audizione alla Camera dei Deputati e poi alla fine non è cambiato nulla. Ecco, sarebbe bello se chi ha responsabilità pubbliche leggesse questo libro e agisse su quello che veramente si può fare per migliorare la condizione degli autistici e delle loro famiglie.

 

Piesse: l'autore è un medico ricercatore dell'Ospedale Bambin Gesù di Roma. Ospedale di proprietà della Santa Sede (tanto che l'area su cui sorge gode del privilegio di extra-territorialità, come le ambasciate).
Eppure tratta il tema della sessualità negli autistici in modo molto aperto, tanto che auspica persino che venga approvata la legge istitutiva delle assistenti sessuali per i disabili.
L'avesse fatto un medico dell'Ospedale Bambin maomettin gli avrebbero già tagliato le mani.

101 motivi per non vivere in Giappone

October 1st, 2012 by mattia | 41 Comments | Filed in 101 motivi per non vivere in Giappone, giappone, libri, libro, libro sul giappone


Il gran giorno è arrivato!
101 motivi per non vivere in Giappone è finalmente in vendita.

Lo si può comprare in formato ePub da questo link.
Si paga tramite PayPal, e una volta acquistato arriva via email il link per scaricarlo.

Il prezzo 1,85 Euro e si può pagare anche senza avere un account PayPal: prima si sceglie il pulsante sulla sinistra, quello in cui è scritto Check Out, liscio...



... poi scegli "Don't have a PayPal account"



e si viene diretti a un modulo per pagare con carta di credito o debito (si può usare anche la PostePay, per esempio).

Se lo volete in PDF compratelo in ePub e poi vi mando io il PDF via email. Basta che mi mandiate un'email chiedendomi il PDF dall'indirizzo email che avete usato per comprare l'ePub. Lo faccio a mano, quindi abbiate un po' di pazienza, potrebbe tardare qualche ora.


Aggiornamento 


Dal 10 luglio 2015 il libro è in vendita solo tramite questo sito. La collaborazione con Amazon è stata interrotta.
Qualsiasi altro sito che venda questo libro lo fa senza autorizzazione.

 

 

Comprare carta bianca

December 25th, 2009 by mattia | Comments Off on Comprare carta bianca | Filed in andrea vitali, editoriale, libri
vitaliQuando facevo le elementari avevo una maestra che oltre a essere discretamente ignorante era anche maleducata. Una volta, commentando il tema di una compagna ridacchiò ad alta voce: la Esposita (nome di fantasia per tutelare la privacy) quando non sa cosa scrivere si mette a scrivere le lettere larghe per riempire più righe. Maleducata, la maestra, perché certe osservazioni - pur vere - le fai con discrezione all'alunno, senza umiliarlo davanti a tutti.

Ma era vero, la Esposita scriveva davvero delle a e delle e larghe come vacche per riempire la riga. Solo che aveva nove anni, e a quell'età lo perdoni anche. Tanto più che non paghi neanche per leggere quello che scrive. La situazione invece cambia radicalmente quando compri un libro: sganci degli euri sonanti, e puoi pretendere che quello che leggi sia scritto bene.

Ieri ho comprato "Almeno il cappello" di Andrea Vitali, per il quale ho sborsato la considerevole cifra di 17,60 euro. Leggendolo, mi è tornata alla mente la Esposita (chissà che fine ha fatto...) e le sue a grasse come vacche per riempire le righe del tema. Non che il libro sia scritto a mano, quello no. È stampato coi caratteri normali, ma la sostanza è la stessa. Un sacco di pagine e mezze pagine lasciate bianche senza motivo. Perché non puoi fare un libro di 405 pagine con 181 capitoli. Per ogni capitolo perdi 10 righe nell'intestazione e una cifra variabile di righe alla sua conclusione. Delle volte ti trovi davanti a capitoli fatti di appena sei righe, o - peggio - che finiscono alla terza riga della pagina successiva, che a quel punto ti chiedi se l'autore l'ha fatto apposta ad allungare il brodo della minestra per aggiungere una pagina in più al libro con poca fatica.

Ho contato le righe bianche: 4783, riga più riga meno. Con quella impaginazione sono circa 133 pagine, ossia il 33% del totale.

Mi piace Vitali, ma davvero non sopporto quella sua sindrome dell'Esposita. Basta sfogliare distrattamente il libro per accorgersi che le ben 405 pagine del libro sono tutta scena, un bel volume da regalare (perché sembra che il libro sia più pregiato se ha più pagine). È che io voglio comprare un libro, non carta bianca. E sia ben chiaro che non è una questione di scelta stilistica. È vero che talvolta la chiusura del capitolo è necessaria, ma il più delle volte è pretestuosa, visto che il concetto prosegue tale e quale nel capitolo successivo.

Qualcuno grida allo scandalo perché i lettori di libri elettronici rischiano di far scoparire la bellezza dei libri di carta. Se scomparisse questo scempio di comprare la carta bianca e di pagarla come se fosse scritta, e il relativo danno ecologico (perché non era carta riciclata!), che ben venga!

Il libro di leggende Praghesi

July 2nd, 2009 by mattia | Comments Off on Il libro di leggende Praghesi | Filed in chicche, leggende, libri, praga
libro_leggende_1

C'è un solo modo per capire se hai comprato il regalo giusto: se, dopo averlo comprato, ti risulta difficile regalarlo, allora hai fatto centro.

Ieri dovevo comprare un regalo per una persona che festeggia il "giubileo", ossia i 50 anni (sembra vada di moda da queste parti fare il giubileo).  Sono andato in un negozio di "antiquario" e ho trovato questo bellissimo libro, di cinquant'anni fa. Un libro illustrato di leggende praghesi. Bellissimo! Spero che il destinatario si divertità a leggerle ai suoi numerosi nipotini.

Delle volte davvero a cercare in questi negozietti di antiquari di Praga si trovano delle perle a dei prezzi ridicoli!

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