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Gli OGM di Elon Musk

June 23rd, 2016 by mattia | 2 Comments | Filed in ignoranza, w la fisica
L'altro giorno mi sono impelagato nell'ennesima discussione sugli OGM. Avevo pubblicato una provocante immagine che diceva: morti per OGM = 0; morti per denutrizione = X.XXX.XXX all'anno"

Ok, non ricordo la cifra dei morti per denutrizione (qua dicono 3,1 milioni di bambini all'anno)  ma non è importante, era comunque tanto confrontato con zero.
Poi magari qualcuno arriva a dirmi che i morti per OGM non sono misurabili direttamente; devi calcolare gli incidenti stradali che fanno le persone stordite per aver fumato OGM (semi cit.).

Come risposta mi sono sentito dire che "se gli OGM li facesse Elon Musk allora mi fiderei, ma siccome li fa la Monsanto non mi fido".

Boing-boing-boing.
Le palle hanno iniziato a rimbalzarmi a terra.

Ovviamente la frase è di una demenzialità pura. Che competenze ha Musk (e tutta la sua corte) sulle biotecnologie? Quando devi riparare l'autovettura chi chiami, il meccanico o il dentista?
Oh, magari il dentista ti sta più simpatico e ti fidi di più di lui perché avete fatto le elementari insieme e poi ti ha sempre fatto ottimi lavori in bocca, ma te lo ripeto: chiameresti un dentista per farti riparare l'autovettura?

Quella frase demenziale però mi ha fatto riflettere. Mi ha svelato la potenza dei testimonial. Un ruolo che avevo sempre sottovalutato. Anzi, di solito quando vedo un personaggio famoso che fa da testimonial cerco di evitare il prodotto, perché immediatamente penso che una porzione del prezzo che pago va a una persona ricca che prende dei soldi solo per metterci la faccia.
Invece per molta gente i testimonial funzionano.
Anche in questo caso in cui Musk sostanzialmente non ha prodotto niente di vagamente "rispettoso per l'ambiente", quindi non si capisce sulla base di cosa dovrebbe essere ipotetico testimonial di OGM.

Eppure è riuscito a proporsi come simbolo. Ad esempio con questa baggianata delle super batterie in cui immagazzinare l'energia prodotta coi pannelli solari. In realtà non ha inventato niente, nemmeno l'idea. Ha solo preso dei normalissimi accumulatori, li ha messi in una scatola con un bel desain e... basta. Anche il prezzo era uguale. Ma poi ha fatto la sua bella presentazione di fronte a un pubblico di fanatici che lo acclamava ed è passato per l'innovatore del secolo.

Così si è costruito la sua fama, con un pubblico di fangirl che lo acclamava per il nulla condito di niente. Una fama che evidentemente ora può rivendersi per fare qualsiasi cosa, anche quelle in cui non ha competenza, perché la gente lo segue comunque anche se si dovesse buttare sugli OGM.

La cosa mi fa rabbrividire, perché il concetto di testimonial è proprio l'opposto del ragionamento scientifico.
Nella scienza se ti trovi davanti a una questione come quella degli OGM dici: benissimo, vediamo un po', quali sono le prove della loro presunta pericolosità? Sono state fatte delle sperimentazioni? Benissimo, datemi dei risultati. Ecco, valutiamoli... quali sono stati i protocolli usati per le sperimentazioni? Come sono state condotte? I numeri che sono usciti?
In scienza prenderesti tutta la letteratura scientifica sull'argomento e ne tiri delle conclusioni, senza fare sceri pichin.

Se salta fuori che l'unica prova di presunta pericolosità è un articolo di un professore di un'università napoletana poi ritirato perché aveva falsato le prove allora ciao.
La scienza può anche dar ragione a una multinazionale potentissima. Può non piacerti, ma se i dati sono quelli e danno ragione alla multinazionale cattivissima così è. Non è che se i risultati della scienza  si scontano con la tua ideologia allora non vanno più bene.

Il concetto di testimonial si basa proprio sull'opposto della scienza: invece di guardare i dati e le evidenza sperimentali giudico se una cosa è buona o cattiva in base a chi la propone. Se la propone la multinazionale potentissima allora è per forza una cosa cattiva, se la propone un testimonial con un'aura di positività allora è per forza una cosa buona.

Una persona che esce dall'esame di maturità, per fare un esempio attuale di questi giorni, dovrebbe dimostrare questo livello di pensiero scientifico, perché questo è un mattone che della maturità che dovrebbero testare.

E invece niente, abbiamo frotte di laureati che non ci arrivano nemmeno se glielo spieghi.

Che tristezza.

I danni dell’analfabetismo scientifico

May 27th, 2016 by mattia | 6 Comments | Filed in bufale, ignoranza, w la fisica
Sempre per la legge di kickstarter (anche se in questo caso si tratta di indiegogo).

Ci sono questi tizi che hanno raccolto 346.156 dollari da 1441 donatori per produrre Fontus.
Cos'è Fontus? Una bottiglia che promette di condensare l'umidità ambientale per produrre acqua da bere. Così tu vai in giro per i monti o in bicicletta e non devi preoccuparti di riempire la borraccia: colleghi il tuo pannellino solare  a Fontus e questo usa l'energia elettrica per condensare l'umidità nell'aria e portarla da fase gassosa a liquida.

Il principio fisico è ovviamente corretto, nulla di magico. Il problema sono i numeri. Come spiega bene Dave i conti non tornano. Un pannellino solare come quelli che puoi portarti sullo zaino o sulla bici ti dà troppo poca energia. Anche considerando tutte le migliori ipotesi (100% di umidità, irraggiamento diretto nel bel mezzo dell'estate, efficienza del 100% delle celle di Peltier usate per il raffreddamento...) che ovviamente non avrai mai, dovresti portarti sulle spalle 2 m^2 di pannello solare.
Con il pannellino portatile, tradotto, non ci fai un cazzo. Quella bottiglia non produrrà che qualche goccia di acqua.
E qui non si tratta di magari miglioreremo, è solo un primo passo... Un primo passo un cazzo: sono limiti invalicabili. Se la termodinamica mi dà quei numeri non posso cambiarli.

Infatti, scorrendo tutta la pagina della raccolta fondi troviamo - molto in fondo - questo avvertimento (evidenziazioni mie):
It is explicitly pointed out that the products which serve as Perks are in the development phase. It cannot be excluded that during the development phase technical, economical or other circumstances arise which may result in
(i) a delay of the delivery of the Perk or
(ii) the production and delivery of the Perk in a different form as regards functionality and/or design or
(iii) even non-production of the Perk. In the latter case there will be no Perk delivered to the Contributor. Contributions will not be refunded. By making a Contribution the Contributors explicitly acknowledge the risks associated with the occurrence of one of the aforementioned events.

Traduzione spiccia: ohilà, guardate che mica sappiamo se funziona veramente, la stiamo ancora progettando. Non escludiamo che alla fine non funzioni nemmeno. Ah, in questo caso noi comunque ci teniamo i soldi e voi ve la prendete nel gnau.

Il che già vi dice che i filmati in cui fanno vedere la bottiglia che si riempie magicamente sono falsi (visto che ammettono che non sanno nemmeno se funzionerà). E già questo basterebbe per decretare la loro malafede.

Ovviamente non funzionerà: i numeri sono lì a dirlo. E quelle persone che hanno fatto le donazioni non riceveranno niente (o se lo riceveranno sarà qualcosa che non funziona, perché non può funzionare).

In pratica ci sono 1441 idioti che hanno dato 346.156 dollari per un prodotto che già si sa non funzionerà.

Tre riflessioni:

  1. Il tizio che ha ideato il prodotto - tale Kristof Retezar - è laureato alla "Vienna University of Applied Arts".
    Diffidate sempre da progetti scientifici che partono da laureati in discipline artistiche. La probabilità che siano solo roba buona per infografiche e filmati accattivanti senza nessuna base scientifica solida è molto alta.

  2. Diffidate da affermazioni del tipo "Lavoriamo a Fontus da due anni (sticazzi, e in due anni non hai saputo fare due calcoli preventivi sui valori in gioco?) e il nostro impegno è stato già ricompensato da diversi premi di design".
    I premi per il design non contano nulla. Sono premi dati da persone senza competenza tecnica che si eccitano per qualsiasi cosa abbia una bella forma e sia presentata con infografiche accattivanti. Non garantiscono che il prodotto funzioni. Anzi, se il prodotto è tecnologico uno dovrebbe andare fiero di riconoscimenti tecnologici, non di premi di design.

  3. Quando dico che quello scientifico è il nuovo analfabetismo da combattere intendo proprio questo. Se insieme ai congiuntivi (e magari al posto delle poesie) a scuola si insegnasse più scienza chiunque sarebbe in grado di mettersi giù a fare due conti per verificare che l'idea non può funzionare.
    Invece non c'è nemmeno la percezione delle grandezze fisiche in gioco. Questa ignoranza ha portato 1441 persone a buttare via 346.156 dollari. Il danno che fa l'analfabetismo scientifico è questo. Misurato in soldini.

A cosa serve l’educazione scientifica

April 8th, 2016 by mattia | 6 Comments | Filed in ignoranza, w la fisica
L'altra settimana sono stati resi noti i risultati della perizia sul MUOS, secondo i quali rispetta i limiti di legge per i campi elettromagnetici.

Attenzione: non ho scritto "non è nocivo" / "non è pericoloso per la salute" come hanno riportato molti giornali. Ho scritto "rispetta i limiti di legge".
Il motivo di questa precisazione arriverà fra qualche paragrafo. Prima facciamo un passo indietro.

Cos'è il MUOS?
È un sistema di comunicazione gestito dagli Stati Uniti Americani composto da satelliti e basi a terra che ha lo scopo di fornire un canale di comunicazione alle truppe statunitensi su tutto il globo.

Per questo sistema servono diverse stazioni di terra con delle enormi antenne paraboliche  che comunicano coi satelliti. Una di queste stazioni è stata realizzata in Sicilia, e le proteste contro di essa sono state molto sostenute. Molti cittadini e autorità locali si sono detti impauriti per i pericoli che queste grosse antenne potrebbero causare alla salute.

Il problema è che non c'è nemmeno mezzo elemento a sostegno della pericolosità per la salute del MUOS.
Anzi, questo è un ottimo esempio di come la carenza di informazioni scientifiche di base può portare a lotte contro pericoli inesistenti.

Prima ho detto che le misure sulle emissioni di campi elettromagnetici nelle vicinanze della stazione MUOS siciliana sono entro i limiti di legge. Non ho detto "non è nocivo per la salute" perché questo è il primo errore che certi comitati di cittadini ignoranti fanno.

  1. I limiti di legge sui campi elettromagnetici non equivalgono a limiti di pericolosità.


I limiti di legge sono limiti precauzionali. Ciò significa che anche se vengono superati quesi limiti non implica che ci si ammala.
Anzi, non c'è alcuna evidenza che campi non ionizzanti come questi possano essere dannosi per la salute. I limiti precauzionali vengono imposti (un po' allegramente) secondo questo principio: sotto questi limiti mi ci gioco il pisello che non causano nessun danno alla salute, sopra molto probabilmente non causano danni ma siccome c'è qualche dato così e qualche dato cosà per precauzione il pisello non me lo gioco.

Se anche la perizia avesse determinato che i campi elettromagnetici fossero superiori ai limiti di legge ciò non avrebbe significato che nuoceva alla salute. Sarebbe stato solo un problema legale.

Concetto importante da capire: i limiti precauzionali non sono il ciglio di un burrone, per cui un cm di qua sei salvo e un cm più in là sei morto.
Superare un limite precauzionale non implica che ci sia un pericolo.

 

2.  I limiti (precauzionali) sui campi elettromagnetici si riferiscono a esposizioni prolungate (ma tanto)

In questi giorni leggevo cose del tipo: aiuto! hanno sparato le antenne alla massima potenza per i tre giorni del test! moriremo tutti!

A parte al fatto che i test hanno mostrato che i limiti non sono stati superati. Ma anche se fossero stati superati, bisogna ricordarsi che sono limiti - precauzionali! - pensati per esposizioni di anni e anni.
Tre giorni sono un nulla. Scheccare parlando di un pericolo per tre giorni di test con le antenne sparate alla massima potenza significa non avere percezione di cosa si sta parlando.

3. Antenna grande non vuole dire grande pericolo.

Anzi.
Perché c'è la gente che vede queste antenne paraboliche enormi e si preoccupa, come se le dimensioni dell'antenna fossero proporzionali all'ipotetico danno che può fare.

Quelle del MUOS sono antenne paraboliche, ossia antenne direzionali che vengono quindi puntate in una determinata direzione (quella del satellite con cui vogliono comunicare).
Lo scopo di un'antenna direzionale è quello di concentrare quanta più potenza in quella direzione, perché tutte l'energia che va in altre direzioni è energia persa. Non è come un'antenna che deve mandare il segnale (televisivo, radiofonico o telefonico) su di una vasta area per dare copertura a tanti utenti. Un'antenna direzionale non la lo scopo di diffondere energia su di un vasto angolo solido. Al contrario, un'antenna direzionale cerca di condensare l'energia un angolo strettissimo in modo che lì la sua energia sia alta e l'antenna sia più "efficiente".
Il disco di quelle antenne è così grande perché lo scopo è quello di concentrare tanta energia in una direzione ben precisa, quella del satellite.
In altre parole, tanto più è largo il disco della parabola e tanto più concentrata è l'energia dell'antenna.

Quando progetti un'antenna parabolica il tuo scopo è quello di fare in modo che l'energia vada nella direzione del satellite. È interesse primario di chi progetta l'antenna fare in modo che l'energia non si disperda in giro. Non perché deve rispettare i limiti di legge, ma perché se l'energia invece di andare nella direzione del satellite va da altre parti l'efficienza dell'antenna cala.

I cittadini dei paesi vicini al MUOS guardando quelle antenne possono pensare che l'energia non la stanno mandando su di loro.

4. Interferenza non significa potenza

Uno dei classici argomenti più usati dagli oppositori del MUOS è che la sua ubicazione è stata spostata dal sito pensato originariamente perché poteva fare interferenza con apparecchiature militari.
Quindi lo ammettono pure loro che può avere effetti malefici!

Qui c'è di base un errore molto comune: la confusione tra interferenza e potenza. Un campo elettromagnetico può si causare un'interferenza con un dispositivo, ma questo non significa che sia dannoso per la salute. Anzi, il segnale può essere a potenze molto basse, così basse da essere trascurabili. Ma contemporaneamente può essere - per pura sfiga - a una frequenza particolare su cui un dispositivo lavora e quindi fare interferenza.
Per fare interferenza - perdonatemi la semplificazione - non è necessaria una grande potenza: basta essere alla frequenza giusta. Non si possono confondere questi due concetti.

L'altro punto è che - dicono - potrebbe fare interferenza coi pace-maker della gente che abita nelle vicinanze. Come se ogni interferenza fosse uguale. Sì, insomma... se c'è possibilità che faccia interferenza con un sistema complesso come un aereo militare a poche decine di metri di distanza allora può fare interferenza. E - pensano loro - può fare interferenza con tutto, anche un pace-maker a qualche chilometro di distanza.
No, le interferenze non sono tutte uguali. Non è che siccome un dispositivo fa interferenza con qualcosa può fare interferenza con tutto. Non funziona così.

 

In conclusione: ho citato quattro punti di buon senso scientifico. Ossia principi di base che non richiedono nessuna competenza specifica ma solo una conoscenza di base di principi fisici che può avere chiunque. Principi però che sono evidentemente sconosciuti a quelli che da anni blaterano di pericolosità del MUOS senza avere uno straccio di argomento.

L'educazione scientifica serve a questo. Serve alla popolazione ad avere le basi per guardare un'antenna parabolica enorme e dire: urca, quell'antenna concentra proprio l'energia in una direzione precisa! Stanno mandando l'energia proprio lì, non su di noi.
Non è necessario che la gente sappia leggere un diagramma di irraggiamento di un'antenna, non serve che l'uomo della strada sia capace di calcolare con carta e penna a quanti dB saranno i lobi secondari dell'antenna. Mi basta che capiscano che lo scopo di un'antenna direzionale puntata verso il cielo è condensare l'energia lì, verso il cielo.
Mi basta che capiscano il concetto di limite cautelativo, perché se lo capiscono non scheccano, neanche se il limite è superato di un qualcosa.

Perché quando manca questa educazione scientifica di base a larga diffusione su tutta la popolazione poi capita queste polemiche che durano anni, basate sul nulla.

 

Il patrocinio

March 22nd, 2016 by mattia | 26 Comments | Filed in bufale, w la fisica
Avrete probabilmente sentito parlare del caso di Perugia. È stato organizzato un convegno sulla bufala delle scie chimiche e il Comune di Perugia ha offerto il proprio patrocinio.
Col risultato che il logo istituzionale del Comune è finito persino sulle locandine di questo "convegno".

Ovviamente molti si sono scandalizzati per il fatto che il Comune sostenga un convegno di fuffa antiscientifica con il proprio patrocinio, e hanno protestato energicamente.
Il Comune di Perugia allora ha risposto (su Facebook)

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Evidenziazioni mie:
Da un paio di giorni alcuni cittadini ci inviano post sulla nostra pagina Facebook e sul nostro canale Twitter in merito ad un patrocinio rilasciato dall'ente ad un evento alla Sala dei Notari. Vorremo informarvi che Il patrocinio gratuito di un Comune non avalla le teorie espresse durante gli eventi. In questo caso si tratta di un momento di discussione (a cui partecipano professionisti come biologi, ricercatori, ex militari) in cui si affronta un tema di interesse pubblico. Il patrocinio sarebbe stato concesso anche per una conferenza che presentava teorie contrarie. Se si concedesse il patrocinio solo alle iniziative di cui si condivide l’ideologia, la teoria o comunque l’indirizzo, si renderebbe il Comune un ente che non rappresenta tutte le sensibilità della comunità e che censura o decide a priori cosa sia giusto o sbagliato.

Potevano dire "scusate, ci siamo sbagliati. Non conoscevamo questa bufala, non abbiamo approfondito, siamo andati in buona fede e abbiamo preso un granchio. Colpa nostra, giuriamo che ora staremo più attenti nel dare il patrocinio".

E invece no, hanno messo una toppa peggiore del buco.
Nella gara di scalata sugli specchi hanno tirato fuori la peggiore spiegazione che potevano dare: noi dobbiamo dare il patrocinio a tutti, anche quelli di cui non condividiamo la l'ideologia.

Eh no, cari miei. Manco per le balle.
Quando si parla di scienza non c'è libertà di opinione. Ma proprio no. Non tutte le "teorie" sono degne di rispetto. Se tu pretendi di parlare di un argomento scientifico senza portare uno straccio di prova scientifica la tua non è un'opinione: è fuffa.
E tu non hai alcun dovere di rispettarla. Anzi, sei tenuto a deriderli e a spiegare alla gente che quella è fuffa.

Troppo difficile da capire?
Forse.
Allora ho preparato una spiegazione più convincente.

Ho spedito una raccomandata al Comune di Perugia per chiedere il loro patrocinio a un convegno sul fenomeno degli invisibili unicorni petomani e il rischio che pongono per l'ambiente in cui viviamo con le loro emissioni odorose.

comune di perugia

L'ho mandata in qualità di presidente di W la Fisica, e precisando che il convegno sarà tenuto dal sottoscritto, ricercatore (vero, non sedicente) di fama internazionale.

Il testo della rischiera potete leggerlo qui sotto:

lettera perugia

lettera perugia 2

Questo il testo completo:

Egr. Sig. Sindaco,


con la presente, in qualità di presidente dell'associazione “W la Fisica” sono a richiedere il patrocinio gratuito del Comune di Perugia per un incontro culturale che intendiamo organizzare a Perugia nella seconda metà del 2016 dal titolo “Gli invisibili unicorni petomani: un rischio per l'ambiente”.


Come sicuramente saprà gli invisibili unicorni petomani pongono l'ambiente in cui noi tutti abitiamo a serio rischio emettendo micidiali flatulenze quando il loro sacro corno viene inavvertitamente toccato da persone ignare della loro presenza. Ovviamente la scienza ufficiale cerca di negare il fenomeno degli invisibili unicorni petomani, ma stimatissimi ricercatori indipendenti hanno portato montagne di prove scientifiche della loro esistenza.


Dopo tutto, è ben noto che non servono prove scientifiche quando basta usare i propri sensi (in questo caso l'olfatto) per scoprire quello che gli scienziati si ostinano a negare. Gli invisibili unicorni petomani sono attorno a noi ed è necessario che la gente ne prenda coscienza.


Il convegno vedrà la presentazione da parte del noto ricercatore di fama internazionale Mattia Butta (dottore di ricerca) che spiegherà come individuare gli invisibili unicorni petomani tramite l'analisi di dati empirico-situazionali ed elementi glotto-sintattici oltre che a una semplice tecnica basata sull'aceto di mele.


Sapendo che il Comune di cui ella è sindaco è aperto al patrocinio di tutte le iniziative culturali di interesse pubblico, comprese quelle di cui non si condivide l'ideologia, la teoria o comunque l’indirizzo, siamo sicuri che ci verrà concesso il patrocinio per questo convegno che tratta un argomento di sicuro interesse pubblico come il tema degli invisibili unicorni petomani.


Distinti saluti,


Mattia Butta



 

Voglio vedere se hanno il coraggio di non darci il patrocinio per il convegno sugli invisibili unicorni petomani.

Non c'è niente che manchi, il sottoscritto è sicuramente un professionista, e per quanto riguarda la consistenza scientifica della teoria esposta... be', è la stessa delle scie chimiche.

Visto che il Comune di Perugia dà il suo patrocinio a tutti i convegni, anche quelli di cui non condivide la teoria, sicuramente darà il proprio patrocinio anche al convegno sugli invisibili unicorni petomani.

Vero?

No, se non vaccinate i figli non è solo affar vostro

January 28th, 2016 by mattia | 12 Comments | Filed in ignoranza, w la fisica
Spesso sento i genitori anti-vaccini dire: ma se io non vaccino mio figlio a te che te ne frega, al massimo si ammala lui... tu vaccina il tuo di figlio e sei a posto, la faccenda non ti riguarda, col mio di figlio faccio quello che voglio.

Sarebbe anche facile rispondere che lo Stato deve tutelare il figlio di un genitore pirla dai danni che può provocargli. Se un genitore non dà da mangiare al figlio lo Stato glielo porta via per tutelare un bambino che non può difendersi da solo, no? Lo stesso coi vaccini.
Quindi no, non sei libero di esporre tuo figlio al pericolo di non vaccinarsi. Così come non sei libero di non alimentarlo, di mandarlo in giro in mutande se fuori ci sono -20°C, di portarlo in auto senza sistemi di protezione e così via.

Ma c'è una motivazione ancora più ovvia e che è ben rappresentata da questo articolo: Lia è una bambina Toscana di sei anni che non può andare a scuola.
Lia è immunodeficiente, e per questo motivo non può vaccinarsi. La vaccinazione, che per tutti noi è innocua per un immunodeficiente è molto rischiosa. Come fanno allora a proteggersi dalle malattie contro cui non possono vaccinarsi? Confidano sul fatto che tutti gli altri siano vaccinati. Siccome però nella sua classe ben otto bambini su 18 non sono vaccinati sarebbe un rischio troppo elevato per lei passare così tanto tempo ogni giorno a stretto contatto con bambini a rischio, e la mamma è costretta a tenerla a casa.

I genitori di quegli otto bambini che non hanno vaccinato i figli non possono dire "e a voi che vi frega se non vaccino il figlio mio... sono fatti miei, al massimo si ammala il mio di figlio". Non possono dirlo perché a causa dei loro bambini non vaccinati Lia non può andare a scuola negandole il diritto allo studio.
In un sistema normale dovrebbero essere quegli otto bambini a non andare a scuola finché non si vaccinano, non dovrebbe essere Lia a stare a casa. Dovrebbe essere tutto all'opposto.

Cari genitori, capitela: se non vaccinate vostro figlio questo diventa un pericolo per la salute pubblica, un pericolo per i bambini che vaccinarsi non possono. La loro sicurezza si basa sul fatto che tutti gli altri attorno a loro siano vaccinati creando una protezione indiretta per loro.

 

Nel frattempo lo Stato potrebbe iniziare a togliere la potestà genitoriale ai genitori che non vaccinano i figli.

 

Piesse: si noti la parte dell'articolo in cui dicono
Poi, per dimostrare la sua imparzialità, racconta di quando, due anni fa, la scuola partecipò a un convegno-dibattito dal titolo “Vaccino sì, vaccino no?” e solo sul finire della telefonata fa cenno alle complicanze che ebbe il suo, di figlio, subito dopo la vaccinazione.

Imparzialità? Imparzialità rispetto al buon senso e alla deficienza?
Cerchiamo di capirla una volta per tutte: non è che bisogna essere sempre imparziali. Se uno viene a dirmi che la Terra è piatta non assumo una posizione imparziale, gli dico che è un idiota e la storia finisce lì.

Una pagina buia per la scienza in italia

October 4th, 2015 by mattia | 21 Comments | Filed in bufale, ignoranza, ogm, perle giornalistiche, politica, w la fisica
Il ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Maurizio Martina, quello dell'Ambiente Gian Luca Galletti e della Salute, Beatrice Lorenzin, hanno inviato alla Commissione Ue le richieste di esclusione di tutto il territorio italiano dalla coltivazione di tutti gli Ogm autorizzati a livello europeo.

via repubblica.it

Maurizio Martina, Gian Luca Galletti e Beatrice Lorenzin. Li terremo a mente molto bene questi nomi, che entrano di diritto nell'albo d'oro dei nemici della scienza.

L'altro giorno è stato una brutta giornata per la scienza in italia, una di quelle giornate che poi fra qualche decennio (o secolo) ricorderemo con vergogna. Un po' come quando pensiamo alla caccia all'untore e diciamo: ma come è possibile che fossero così storditi? E ti scatta una feispalm.

Almeno durante la caccia all'untore avevano la scusa di non possedere dati scientifici per giustificare la loro ignoranza. Non era tutta colpa loro, dopo tutto. Qui invece no, qui c'è della colpa nell'ignoranza, perché la scienza ormai c'è e se le volti le spalle lo fai consapevolmente.

La cosa che mi ha dato più fastidio è che nessuno si è scandalizzato più di tanto. Fanno una gran cagnara su qualsiasi atto del governo, mentre sulla richiesta di vietare gli OGM in italia nessuno che alza la voce contro.

 

Il motivo è presto detto: si basa tutto sul tipo di narrazione con cui viene presentato il divieto agli OGM. Uno schema logico magistralmente rappresentato dall'articolo di repubblica.
Che prendo come spunto per smontare qualche panzana sugli OGM.

1 - milioni di mosche adorano la merda
Secondo una indagine Ixè, diffusa da Coldiretti, la richiesta del governo italiano trova d'accordo quasi 8 cittadini su 10 (76 per cento) che si oppongono oggi al biotech nei campi.

Il primo argomento fallace è quello del consenso popolare.
Il 76% degli italiani sono contro il biotech nei campi, dicono. A parte al fatto che vorrei capire cosa significa biotech. Se togli ogni tecnologia all'agricoltura non rimane niente. Ma proprio niente.
Ma neanche i trattamenti che fai alle piante che vengono pure concessi dall'agricoltura biologica. Non è forse una biotech anche quella?
Ma facciamo finta che sia solo un'espressione infelice per dire OGM. E poniamo pure che gli italiani siano davvero al 76% contrari agli OGM (sarebbe stato bello chiedere, alla domanda successiva: cosa sono gli OGM? e vedere quanti dei contrari avrebbe dato la risposta giusta).

Anche ammettendo tutto questo: chi se ne fotte?
Il 76% degli italiani può anche avere un'idea idiota, ma ciò non la rende corretta. Il no agli OGM non lo puoi giustificare dicendo che gli italiani sono contrari, perché questo non dimostra che siano pericolosidannosi (al massimo dimostra solo che gli italiani sono disinformati).

Uno potrebbe dire: ok, è solo una questione di scelta, gli italiani non li vogliono perché vogliono legittimamente puntare su altro, e quindi li vietiamo. Già, ma c'è un restante 24% che invece li vuole. Fosse anche solo un agricoltore uno che vuole coltivare OGM: nel momento in cui non sei capace di dimostrare la pericolosità degli OGM non hai diritto di vietargli di coltivarli. Perché tu sei libero di puntare sull'agricoltura che preferisci ma questo implica che quell'unico agricoltore è libero di preferire OGM. Così come tu sei libero di coltivare zucchine e io sono libero di coltivare carote. Non è che se in italia la maggioranza decide di coltivare zucchine allora può vietare a me di coltivare carote.
La libertà di iniziativa ecomica è un principio costituzionale, cicci belli. Se l'azienda agricola Salcazzo S.r.l. vuole fare OGM non è che glielo puoi vietare perché il governo decide di puntare sul OGM-free. Il governo potrà - al massimo - incentivare le coltivazioni senza OGM e tassare di più quelle con OGM (e siamo già su filo della liceità) se vuole puntare su quel metodo di agricoltura. Ma non può vietare di coltivare quello che non rientra nei suoi piani. Così come può puntare sulla tecnologia spinta, ma non può vietare a un imprenditore di fare manifattura di infimo livello.

Quindi da entrambi i punti di vista l'argomento a maggioranza, non regge.

2- Il falso argomento del "meglio poco ma buono".
La nostra scelta guarda alle caratteristiche del modello agricolo italiano, che vince e si rafforza puntando sempre di più sulla qualità e sulla distintività. (Martina)

Uno dei concetti sbagliati che più girano attorno agli OGM è espresso magnificamente da questa frase del ministro Martina.
Sembra che la contrapposizione sia: OGM= tanta produzione di cattiva qualità, NO OGM= poca produzione ma di buona qualità.
Ci sarebbe molto da discutere su questo fatto. Innanzitutto spiegando che la parte della maggiore o minore produttività può anche essere giusta, la parte della qualità non necessariamente. Vero è che ad esempio, con la vite se fai troppa produzione per pianta poi la qualità dell'uva non potrà essere eccelsa, ma quando si parla di OGM si considerano piante più resistenti a malattie ed attacchi vari. La maggior produzione non è che la fai necessariamente perché spremi come dei limoni le piante, ma semplicemente perché hai meno perdite.
E ci sarebbe anche da dire che perseguire una maggiore resa non è niente di anormale: è lo scopo stesso dell'agricoltura. Ogni tipo di agricoltura dà una resa che non avrai mai in natura (altrimenti ci diamo alla raccolta come gli uomini primitivi).

Ma non era questo di cui volevo parlare. Volevo piuttosto concentrarmi su di un altro fatto. Gli OGM non è che sono solo un mezzo per ottenere una resa migliore. Gli OGM possono essere un'arma di difesa necessaria contro i pericoli per le coltivazioni.

Molti dei cazzari anti OGM hanno una visione distorta dell'agricoltura, pensano che oltre a essere qualcosa di bucolico sia qualcosa di eterno e immutabile. Ebbene, non è così.
L'agricoltura è in continua evoluzione e si scontra con tutto il resto dell'ecosistema. Giusto per non andare lontano prendiamo l'esempio della filossera della vite. Fino al 1800 i viticoltori europei erano lì belli felici che coltivavano le loro viti. Dopodiché a partire dal 1863 arriva sta stronza della fillossera, un insetto che si attacca alle radici della vite e ti manda in vacca tutta la pianta.
In pochi anni la filossera si diffonde a macchia d'olio in tutta Europa. Come ci si salvò dalla catastrofe? Si scoprì che le viti americane erano resistenti alla filossera e così si iniziò a innestare le viti europee su portinnesto americano. Tecnica che viene usata anche tutt'oggi per avere piante che non vengano fottute dalla filossera.

In quel caso andò di culo che si scoprì una specie di vite resistente alla filossera. Ma se non fosse accaduto? Probabilmente la viticoltura Europea sarebbe scoprarsa nel giro di qualche lustro. Magari oggi non parleremmo nemmeno più di vino europeo semplicemente perché non esisterebbe.

Questo è solo un esempio per far capire che purtroppo la natura non è quella cosa statica che pensano i cazzari anti OGM. La natura è tumultuosa, e succede di continuo che una pianta venga attaccata da una malattia che si diffonde rapidamente fino a determinare l'estinzione di quella pianta. È sempre capitato fin dalla notte dei tempi: ci sono specie si creano e si estinguono in continuazione. Noi umani abbiamo la pretesa di prendere una specie e di usarla come cibo senza pensare che un giorno può arrivare un insetto o un fungo del cazzo e ti porta via la specie.

Ora, passi per l'uva. Avremmo potuto vivere tranquillamente anche senza vino. Se invece si tratta di piante come il grano allora sono cazzi amari. Pensare se domani un fungo si diffonde a macchia d'olio e distrugge le piantagioni di grano: che cosa mangiamo? Avete idea di cosa significa togliere il grano all'umanità? Diciamo che sarebbe un metodo molto efficiente per ridurre il sovrapopolamento della Terra.

Cosa possiamo fare davanti a questi pericoli? Certo, possiamo sperare che ci salti fuori la pianta americana di turno che è resistente a quel fungo e ci salvi il culo. Oppure possiamo metterci di gran lena a fare incroci su incroci fino a che su numeri enormi di piante non ne salta fuori una resistente per una botta di culo. Oppure possiamo usare gli OGM se sappiamo quale gene rende la pianta resistente al fungo.
La differenza è che non dobbiamo andare a tentativi sperano che per caso ci vada bene e salti fuori una pianta resistente. Non dobbiamo sperare che per caso un coltivatore dell'Arkansas trovi nel suo campo una pianta resistente e sia così sveglio da accorgersene e chiamare degli esperti per sfruttarla. Con gli OGM sappiamo quello che possiamo fare e lo progettiamo.
È un cambiamento enorme di prospettiva. È come avere a disposizione un accendino per accendere il fuoco quando vogliamo noi e rinunciarvi perché riteniamo sia meglio sperare che un fulmine colpisca a caso un albero e lo incendi per ottenere il fuoco.
Perché dovremmo rinunciare agli strumenti che la tecnologia ci offre per controllare?

 

3 - La biodiversità significa altro

Dice sempre Martina:
Abbiamo un patrimonio unico di biodiversità che rappresenta un valore non solo da tutelare, ma da promuovere

Questo è uno dei classici argomenti contro gli OGM che viene sfoderato come arma imbattibile.
Chi mai direbbe che è contro la biodiversità?
I fuffari anti-OGM pensano così di averla vinta. Basta dire biodiversità e la ragione è tua.

Peccato che non sia così.
La biodiversità è sì una cosa importante, ma non c'entra nulla con la battaglia contro gli OGM. Ma proprio nulla di nulla.

Innanzitutto: l'agricoltura è sempre e comunque una forzatura della natura. Le specie che coltiviamo sono il frutto di una selezione che l'uomo ha fatto nel corso della storia scegliendo di coltivare le piante che erano per lui più vantaggiose (perché nutrivano di più, perché avevano un rendimento maggiore o per un sapore migliore).
Se non ci fosse stata questa selezione da parte dell'uomo le piante che avremmo adesso sarebbero state molto diverse, con una resa minore. Non avremmo piante con delle belle mele grosse e succose ma delle mele mignon e forse un po' acidognole, non avremmo delle belle spighe corpose, non avremmo carote corpulente ma radici rachitiche.
Le piante come le conosciamo noi esisterebbero, ma sarebbero una rarità nascosta nel gruppo. L'uomo è semplicemente stato capace di scovare quelle rarità, dovute a mutazioni spontanee, per poi sfruttarle per la coltivazione.

Se volessimo dunque la biodiversità come la intendono i fuffari anti-OGM dovremmo quindi smetterla anche di coltivare quelle che noi consideriamo carote normali e dovremmo metterci a coltivare anche le carote rachitiche. Biodiversità per biodiversità...

Il fatto che cento anni fa ci fossero 1000 tipi di carote, mele, riso o grano diversi e ora solo 50 non è che una volta l'agricoltura era bella e rispettosa della biodiversità e ora no. Perché anche 1000 tipi di carota non sono rispettosi della biodiversità (anche quelli erano frutto di una selezione).
Semplicemente un secolo fa era più difficile mettere in comunicazione un contadino dell'Arkansas con un contadino della Lomellina. Se tu avessi detto a un agricoltore della Lomellina che c'era una pianta in Arkansas che resisteva meglio della sua a delle malattie quello l'avrebbe coltivata di gran lena. Solo che all'epoca le comunicazioni e i trasporti non erano così facili come ora.

Ho detto prima che la biodiversità è una cosa importante, ed è vero. Ma non nel senso che intendono i fuffari anti-OGM. La biodiversità è un utile patrimonio per il discorso che si faceva prima della resistenza a eventuali parassiti che possono attaccare una specie. Nel momento in cui, che ne so, un insetto devasta una coltivazione posso cercare nell'immenso patrimonio genetico formato dalle piante ad essa imparentate qualcuna con un gene che offre resistenza per poi sfruttarlo.

Dobbiamo sì preservare la biodiversità perché un "archivio di geni" quanto più vasto (e a diretta disposizione, mica che ci mettiamo a cercare le piante selvatiche nei campi del mondo) è utilissimo per creare piante resistenti ad attacchi vari ed eventuali, quando accadono.
Ma ciò non significa che bisogna coltivare tutte queste diverse piante per mangiarle. È sufficiente sviluppare degli istituti di ricerca con lo scopo di preservare tutte queste piante in un numero sufficiente per consentire la loro riproduzione in modo che non si perdano. Non devi fare centinaia di ettari.

Bisogna ben distinguere i due livelli: quello dei numeri di massa della coltivazione per sfamare il mondo, che non c'entra niente con la biodiversità (e non c'entrava niente nemmeno prima degli OGM, come abbiamo visto), e il livello a numeri (relativamente) bassissimi di piante in cui lo scopo non è fare cibo ma tramandare il patrimonio genetico (e qui sì che c'entra la biodiversità).

Pretendere che l'agricoltura si prenda carico di tramandare la biodiversità significa fare una confusione enorme (e non avere idea di cosa è la biodiversità). L'agricoltura faccia pure l'agricoltura - ossia crei cibo in quantità per tutti gli umani - che a tramandare la biodiversità ci pensino gli istituti di ricerca.
Invece di sparare cazzate dicendo che l'agricoltura deve tramandare la biodiversità tirino fuori, le istituzioni, un po' di quattrini per finanziare questi istituti di ricerca che preservino questi immensi patrimoni genetici.

4 - Anti-OGM=rispettosi dell'ambiente. Sì, ciao.

Nel dibattito si inserisce adriano zaccagnini, deputato di SEL eletto con il M5S che dei suoi vecchi compagni di partito ha ereditato la propensione all'anti-OGM:
Adriano Zaccagnini di Sel saluta con favore la decisione in quanto iI nostro paese "deve continuare a perseguire una politica agricola rispettosa dell'ambiente e delle tradizioni contadine".

Eggià, perché gli OGM non sono rispettosi dell'ambiente.
Anche questa è una classica idea di chi pensa che gli OGM siano dei mostri a tre teste.

In realtà è vero il contrario. Creare piante più resistenti ti consente in generale di fare meno trattamenti. Se domani, per esempio, mi fornissero una vite OGM resistente alla peronospora o all'oidio io farei i salti di gioia perché potrei fare a meno di fare i trattamenti alle viti. E sì, non si butta più il rame a quintali come una volta, ma se si possono evitare i trattamenti tanto di meglio (non sono mai belli nemmeno da respirare per chi li applica).

Il dubbio che mi viene quando leggo questo argomento è che questa gente pensi davvero che l'agricoltura senza OGM sia fatta di gente che va in giro a togliere l'erbetta dai campi a mano e scacci via i parassiti avvicinandosi alle piante e dicendo loro "carissimi, non vi voglio disturbare, ma potreste spostarvi da queste piante?".

Questa gente li caricherei sui mezzi che spargono i trattamenti nei campi non-OGM per far capire cos'è davvero l'agricoltura.

5- la sicurezza ambientale e il nemico del made in italy

Anche di questo sono arrivati a parlare, di sicurezza ambientale.
Dice la Coldiretti:
Per l'Italia gli organismi geneticamente modificati  in agricoltura non pongono solo seri problemi di sicurezza ambientale, ma soprattutto perseguono un modello di sviluppo che è il grande alleato dell'omologazione e il grande nemico del made in Italy

A parte al fatto che in italia per decenni una grossa fetta del grano italiano - quello con cui si fanno i grandi piatti del made in italy - era grano creso. Un grano ottenuto modificando i geni tramite radiazioni nucleari.
E non mi sembra che ci siano stati grossi problemi al made in italy se la pasta di quei decenni era stata fatta con grano al retrogusto di neutroni.

In realtà è solo marketing. La gente - ignorante - è convinta che OGM=male, e quindi questi pensano di sfruttare in no-OGM come marchio di qualità. Senza che questo abbia però un significato tangibile.
A questo punto puoi dire che il cibo italiano è migliore perché - che ne so - in italia c'è una forza eterica misteriosa che sale dalla terra che conferisce alle piante caratteristiche particolari. Se riesci a convincere la gente di questa fregnaccia (e i consorzi di formaggi vari ci sono riusciti) puoi spacciare i tuoi prodotti come migliori solo perché cresciuti sul sacro suolo italico.
Poi gli puoi anche dare la pasta fatta col grano modificato a raggi gamma.

Dopodiché quando si parla di sicurezza ambientale bisogna essere molto chiari su quello che si intende. Perché i cibi fatti con piante OGM prima di essere messi in commercio devono superare controlli di sicurezza come qualsiasi altro cibo non-OGM. Quindi non c'è alcuna differenza.
Se invece si parla di sicurezza per l'ambiente sarebbe bello capire se per Coldiretti è meglio usare una pianta OGM resistente ai parassiti oppure una pianta che si becca tutte le sciagure di questo mondo e per produrre qualcosa di accettabile bisogna fare trattamenti su trattamenti.

In definitiva, un sacco di argomenti che non stanno in piedi. Solo che raccontati così, senza alcun contraddittorio creano un racconto che convince il lettore che non indaga a credere che gli OGM siano il male. Il filo logico di articoli come questo nella sua perversione funziona.
Poi ci credo che gli italiani sono contro gli OGM, se questa è l'informazione.

Kp=0, Ki=0, Kd=0 ⇒ P=0

September 19th, 2015 by mattia | 2 Comments | Filed in brasile, w la fisica
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Il buffetto sulla guancia

July 18th, 2015 by mattia | 11 Comments | Filed in ignoranza, w la fisica
Se a qualcuno fosse venuto il dubbio che esageri, ecco a voi un'ulteriore conferma del fatto che alla magistratura, quando si parla di scienza, va data una raddrizzata.

In questo caso abbiamo l'assoluzione di 23 primati dall'accusa di "danneggiamento e invasione arbitraria di terreno agricolo".
Cosa avevano fatto? Cinque anni fa erano andati a devastare un campo coltivato con un  mais OGM.
Sono entrati nel campo di un privato cittadino e l'hanno distrutto.

La stampa dice che sono stati assolti "per la tenuità del fatto".
Cioè, entrare in un campo e distruggere la coltivazione è una cosa da niente, un buffetto e via.

A poterlo fare prenderei prima i 23 primati e poi il giudice che li ha assolti "per la tenuità del fatto" e li metterei a lavorare la terra per tre o quattro stagioni, obbligandoli a vivere di quello che produce (anche non direttamente, ma vendendo i prodotti e vivendo di quello). Non produci niente? Fai la fame.
Tre o quattro anni a sudare nei campi lottando contro le malattie e poi vedi che cambiano idea. Altro che tenuità del fatto.

Ci sono cose che mi fanno imbestialire: lo spreco del cibo, per esempio. Ma anche la distruzione di piante per dispetto (perché ci sono i modi e le ragioni per eliminare piante quando necessario, ma farlo per dispetto è ignobile). Quando poi queste piante sono piante che dànno cibo e sono il frutto della fatica e del sudore dell'uomo andare a distruggerle è una cosa immonda.
Se ti danneggiano una casa puoi sempre chiamare un muratore e fartela riparare. C'è un danno economico, vero, ma puoi sistemare tutto. Una pianta no. Una pianta è una cosa viva, se la uccidi non c'è nessuno che possa "ripararla". È morta, punto. Non c'è niente che puoi fare, nemmeno con tutti i soldi del mondo.
L'unica cosa che puoi fare è piantarla di nuovo, se ti va bene dopo un anno.
Uccidere una coltivazione per sgarbo è una cosa che può fare solo chi è veramente cattivo (ma a un livello di cattiveria tipo i mafiosi, perché giusto i mafiosi hanno la cattiveria di danneggiarti le coltivazioni se non paghi il pizzo) o chi non ha mai coltivato nulla in vita sua (o non ha mai conosciuto contadini).
Perché se mai hai coltivato qualcosa sai quanta fatica c'è nell'agricoltura e ti senti un pezzo di merda anche al sol pensiero di distruggere un campo coltivato.

Mi dispiace solo di non avere OGM nel mio campo, perché se avessi visto un coglione di grinpis entrarci avrei avuto un'ottima occasione per testare un ulteriore utilizzo del fulcino che ho appeso al muro.

Ma fin qui ho parlato solo dal punto di vista etico, il punto di vista dell'agricoltura dove è ben noto il principio che se entri nella mia terra sai come ci entri ma non sai come ci esci.
E la scienza?

Già, perché sono partito dicendo che questa sentenza è da mettere nell'archivio delle (ormai numerose) sentenze dei tribunali italiani contro la scienza. Quelle sentenze che fra decenni o secoli verranno usate per sbeffeggiare la gente del nostro tempo, magari con qualche risatina di contorno, considerando la nostra generazione un popolo di mentecatti retrogradi.

Il fatto è che qui abbiamo una ventina di persone che non si limitano a fare propaganda contro gli OGM - del tutto lecita, anche quando dice assurdità anti-scientifiche - ma che si attiva per distruggere un campo agricolo sulla base di questa ideologia anti-scientifica.
Tu puoi fare tutta la propaganda che vuoi, puoi dire tutte le sciocchezze che vuoi sugli OGM e sul cibo "naturale", e io posso smontartele una per una.
Ma la violenza no, non è ammissibile.
Quella sentenza invece l'ha sdoganata. Vuoi fare propaganda anti-OGM? Che problema c'è? Distruggi pure un campo coltivato, tanto poi un giudice ti assolve perché ... che vuoi, è un fatto così tenue, una birichinata.

Sì, ok, nell'ordinamento italiano non c'è il principio del "precedente" e questa sentenza è un caso a sé che vale solo in questo procedimento. Però capite qual è l'effetto di questa sentenza?
La magistratura (o almeno, questa parte della magistratura) si schiera apertamente dalla parte dell'anti-scienza. Una scienza e una ricerca che possono aiutarci in agricoltura, che non è quella cosa bucolica che descrivono questi primati. È una cosa dura dove devi combattere con tante malattie, dove sviluppare nuove piante che ne siano resistenti è una necessità, non una scelta.
Lo si fa comunque perché se non lo si facesse sarebbe solo tempo da aspettare affinché la prossima malattia che distrugge tutto e resti senza cibo. Quello che viene catalogato sotto il bollino di OGM è solo un metodo "semplice" per ottenere piante resistenti ad alcune malattie.  Ci sono altri metodi, tipo bombardare con raggi X le piante sperando che sviluppi per puro culo la modificazione genetica che ti serve, e che non sono catalogati come OGM.
La scienza oggi ci consente di ottenere queste piante che ci servono - ripeto, siamo obbligati a usare queste piante - con tecnologie utilissime ma non possiamo usarle perché siccome passano sotto l'etichetta di OGM quattro coglioni ci obbligano a rinunciarci. Obbligandoci così a usare tecniche molto più complicate per ottenere le stesse - necessarie - mutazioni genetiche.
Rinunciamo a un meraviglioso strumento messoci in mano dalla scienza perché... perché quattro coglioni hanno paure non suffragate da alcun elemento scientifico.

E la magistratura sta dalla loro parte, sta dalla parte dell'anti-scienza.
Per capirci, è come se una banda di coglioni girasse per le città a distruggere i lampioni dell'illuminazione pubblica sostenendo che la luce elettrica è una diavoleria scientifica che non ha nulla a che vedere col territorio e le sue tradizioni, e che la luce s'è sempre fatta coi lumi a gas che fanno luce ugualmente... e la magistratura invece di trattare questa gente per quello che è (gente da condannare e rieducare alla scienza*) li premia con un buffetto sulla guancia.

Lo Stato che invece di stare dalla parte della scienza sta dalla parte dell'anti-scienza.
Ce lo ricorderemo.

 

 

 

* perché il carattere rieducativo della pena dovrebbe essere anche questo: qualche anno di galera a studiare scienza.