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Matematica per tutti

April 5th, 2017 by mattia | 7 Comments | Filed in praga, repubblica ceca, riflessioni, w la fisica
L'altro ieri in metropolitana ho visto a poca distanza due manifesti. Il primo era di un negozio di abbigliamento che  reclamizzava un completo elegante per uomo a 3.499 corone: avete paura della maturità? indossate questo vestito e metà della maturità ce l'avete già in tasca.
Mi domando se davvero gli studenti cechi vanno ancora a fare la maturità in giacca e cravatta (agli esami universitari fino a qualche anno fa sì, ora non più).

Il secondo manifesto è questo:



Maturità? Per l'ultima volta senza matematica.

L'URL porta a una scuola alberghiera che probabilmente così pubblicizza l'opportunità di fare la maturità da loro da privatisti. E invoglia con questo manifesto a non perdere l'occasione di fare la maturità adesso perché poi dall'anno prossimo sarà più difficile.

Il punto è proprio quello: dall'anno prossimo matematica per tutti alla maturità (dovrebbero essere escluse le scuole ginnasiali che inizieranno dal 2021 - ma perdonateli, hanno bisogno di qualche anno per imparare a fare le addizioni). Gli studenti dovranno quindi affrontare la triade: ceco, lingua straniera e matematica.

Dopodiché il sogno diventerà realtà: per avere la maturità tutti dovranno avere una base decente di matematica. Io avrei detto anche fisica, ma è meglio di niente.
Ché saper leggere e scrivere è importante, ma anche saper far di conto non è da meno. Altrimenti poi finisci per fare il ministro dell'istruzione e non sai calcolare le percentuali, per dirne una.

Appena ho tempo cercherò di studiare come hanno fatto a raggiungere questo traguardo, perché se ci pensate è una cosa enorme. Riuscire a imporre nel dibattito pubblico la questione della matematica come fondamento di istruzione a tal punto da renderla obbligatoria alla maturità non è mica facile. Eppure ce l'hanno fatta.
Diversi contesti, diverse società, certo, ma ce l'hanno fatta. Lo fanno loro possiamo farlo anche noi. Forse avremmo bisogno di tirare fuori le palle. Sì, perché se - giustamente - alcuni professori universitari fanno notare che gli studenti arrivano all'università incapaci di esprimersi in un italiano corretto dovremmo anche noi fare lo stesso per il lato matematico e scientifico. Perché essere "analfabeti matematici o scientifici" non è certo meno grave o trascurabile.
Eppure sembra una cosa nemmeno nominabile mettere una prova di matematica obbligatoria per tutti alla maturità come la prova di lingua italiana. Sembrerebbe una cosa impossibile. Eppure, l'hanno fatto loro...

 

Se il carcere serve a qualcosa

March 28th, 2017 by mattia | 19 Comments | Filed in riflessioni, w la fisica
Innanzitutto vi chiedo scusa se in questo post sarò volutamente avaro di dettagli. La ragione la capirete a breve: si tratta di fatti molto delicati e ovviamente non posso permettermi di rendere riconoscibili le persone.
E poi lo scopo del post è fare una riflessione generale sul tema.

Ieri è morta una parente di una persona a me cara. Sapevo che era ammalata, ma solo poco tempo fa mi è stata raccontata tutta la storia: ha rifiutato ogni cura che - forse - avrebbe potuto salvarle la vita in quanto era stata plagiata da una guru che le diceva che non c'era alcuna malattia. Questa persona era dunque convinta di non essere ammalata, persino nei suoi ultimi giorni di vita.
A nulla sono valsi i tentativi dei parenti di convincerla a curarsi, era incapace di ammettere la realtà da tanto era convinta della bontà di quello che diceva questa guru.

Una storia come tante che sicuramente avrete già sentito, non aggiungo niente di nuovo se non che essendo capitata a qualcuno che conoscevo mi fa riflettere un po' di più. E proprio settimana scorsa, parlando con questa sua parente che mi raccontava la sua storia cercavo di riflettere su cosa si potesse fare. E la conclusione, amara, a cui si è arrivati è stata niente. Non ci puoi fare niente. Se sono così plagiati non c'è nulla che puoi fare per convincerli a curarsi. Non c'è un ragionamento razionale che puoi portare, poiché negano la realtà. Ma non c'è neanche da portare discorsi sull'istruzione che rende meno vulnerabili a questi plagi, ché questa persona era pure istruita eppure c'è cascata ugualmente.

E allora cosa fai? L'unica soluzione è rinchiudere questa guru in galera per il resto dei suoi giorni. Affinché almeno non provochi ulteriori danni plagiando altre persone.

Mi avrete sentito dire fino alla noia che io sono contro le censure, che se qualcuno dice una panzana io non sono per chiudergli la bocca ma per smontare quello che dice. Mi avrete sentito dire fino allo sfinimento che io sono per potenziare l'istruzione scientifica affinché la gente non cada nelle mani di certa gente, affinché abbia strumenti scientifici per non essere vulnerabile.
E sono tutte cose giuste, per carità. Ma non bastano. Perché qualcuno che rimane plagiato esiste sempre e il dovere della società è di tutelarlo.

L'unica strada è quella di rimuovere dalla società questi soggetti pericolosi che plagiano le persone e le inducono a non curarsi? Bene, facciamolo.
Sono andato a controllare qual è la pena per l'esercizio abusivo della professione medica in italia: reclusione fino a 6 mesi o multa da 103 euro a 516 euro. Ora vogliono alzare questa pena a 2 anni di reclusione (per la multa propongono da 10 mila a 50 mila euro). La proposta di legge è già stata approvata da senato e ora riposa alla camera.

A me sembra ancora poco. Con una condanna a 2 anni una persona che fa questi danni in galera non ci va, rimane libera di continuare a fare danni.
Lo sappiamo tutti che il carcere ha funzione rieducativa, ok. Ma ha anche lo scopo di evitare che pericolosi criminali facciano danni nella società. In questo caso non serve una pena più alta perché sia educativa, serve una pena che faccia finire questa gente in galera in modo da evitare che sia libera di plagiare altre persone.

La mia proposta: se lo fai la prima volta sono cinque anni di carcere (che ti fai sul serio), se quando esci lo rifai diventano dieci e se una persona muore perché non si è curata in quanto tu l'hai plagiata ti fai l'ergastolo.
Non sei mesi (che poi nemmeno ti fai).
L'ergastolo, in modo che tu non possa più andare in giro a fare danni.

A chi - prevedibilmente - mi accuserà di essere eccessivo rispondo subito che negli ultimi anni ci stanno facendo una testa così con reati come l'omicidio stradale o addirittura l'omicidio d'identità (dove non si uccide niente, è solo un modo fantasioso per definire delle lesioni gravi).
Qui c'è un omicidio, un omicidio vero: volete non punirlo come tale?

Perché scienza è la risposta

January 5th, 2017 by mattia | 12 Comments | Filed in riflessioni, w la fisica
C'è una cosa che non ho ancora sentito citare in questa faccenda delle feic nius. Tutti a parlare di metodi di censura addomesticamento di internet o della stampa, tutti a discutere su quali siano le forme migliori, se un'autorità (bleah) o un filtro tipo antivirus (sì, sì... perché il grullino s'installa l'estensione dis is feic sul programma di navigazione vero?).

Nessuno invece parla della cosa più importante: l'istruzione.

Tante bufale e informazioni false si diffondono semplicemente perché hanno un terreno fertile sul quale crescere: l'ignoranza.

Proprio l'altro giorno un mio compagno d'allenamenti ha pubblicato sul feisbuc la gran panzana del uai-fai "killer silenzioso". Ovviamente è una persona che non ha alcuna formazione per capire che è una sciocchezza.
Uno degli scopi della scuola dovrebbe essere questo: formare le persone affinché siano resistenti alle bufale.

Per farlo sono necessarie due cose: innanzitutto una forte componente di istruzione scientifica. Mi spiace per gli amici delle lingue morte o delle seghe mentali sotto forma di versi, ma molto spesso le bufale sono basate su argomenti tecnici. Per capire che sono bufale serve una formazione scientifica, che oggi è diventata il nuovo saper leggere e scrivere. Una volta il popolo ignorante veniva inculato dai ricchi istruiti perché non sapeva leggere e scrivere. Oggi per difenderti dalle inculate servono competenze scientifiche.

Il secondo strumento è il metodo. Perché ovviamente nessuno potrà mai essere pienamente competente di qualsiasi argomento, però può fare una scrematura delle panzane usando semplici strumenti metodologici.
Sono attendibili i dati che mi presentano? Come sono stati presi? Hanno fatto una raccolta di ciliegie? Hanno senso statistico? Hanno forse scambiato una correlazione per un nesso di causalità?

Spesso basta usare queste basi di buon senso per capire che sei di fronte a una bufala.
Questi strumenti fatti di logica, matematica e statistica, devono essere insegnati a scuola.

Prendete quei politici o quei giornalisti che gridano sguaiati che nella provincia X il tasso di tumori è del 30% superiore alla media per colpa dell'azienda Y. E giù di scandalo.
Un cittadino, uscito dalla scuola anche solo con la maturità in tasca dovrebbe essere in grado di rispondergli: 30% superiore alla media, ok, ma la varianza?
Non ha bisogno di essere un medico per fare una prima scrematura delle sciocchezze che gli propongono da credere.

Lo stesso per stamina. Ve lo siete già scordati? Non serviva essere esperti di staminali per scoprire che non c'erano basi scientifiche. Bastava ascoltare quello che dicevano. O meglio, quello che non dicevano. Non avevano mai rivelato i dettagli del metodo dicendo che avevano paura che se fosse pubblico qualcuno di big pharma l'avrebbe brevettato e tolto dalla circolazione. Quando invece è vero il contrario: se qualcosa è pubblico non può più essere brevettato, per definizione.
Non serviva una laurea in medicina per scoprire che avevano riciclato immagini da un altro articolo. Non serviva essere primari di ospedali per capire che un foglio di dimissioni non è una cartella clinica.
Bastava avere quel minimo di strumenti di base di cui parlavo prima per capire che alla domanda dell'idiota pelato "ma perché non volete ascoltare i genitori?" la risposta doveva solo essere "perché la loro opinione, scientificamente parlando non conta nulla. Mica per altro, ma proprio perché genitori il loro giudizio è influenzato" (ossia vedono miglioramenti nel figlio che vogliono vedere).

Queste basi di logica sono quelle che ci difendono dalle bufale. E a questo deve allenare la scuola.

Mi direte: la fai facile. Magari iniziamo a insegnare queste cose adesso e fra vent'anni vedremo i risultati.
Forse.

Però prendete proprio il caso stamina. Non è certo stato sconfitto dal bollino "bufala" messo dall'autorità statale o dal ministro della verità.  Se la battaglia è stata vinta è perché da una parte c'erano i cialtroni e dall'altra chi ha ripetuto incessantemente le ragioni della scienza e della logica. Senza stancarsi. Le ha ripetute talmente tanto che s'è riusciti a spostare l'opinione pubblica (e della stampa, e della politica) dall'appoggiare stamina a considerarla una bufala.
È stato difficile perché - appunto - la gente non era stata educata come ho spiegato prima. Ma lo si è fatto. Senza nessuna censura, solo dicendo la verità.

Certo, ci sono poi casi di conclamata pericolosità sociale, come per i vaccini. In quel caso, di fronte al pericolo di epidemie perché le mamme non vaccinano i figli non c'è tanto da andare per il sottile, quindi sta bene ricorrere alle misure forti con chi diffonde informazioni pericolose.
Ma negli altri casi in cui non c'è questo pericolo imminente la cosa migliore da fare è puntare sull'istruzione.

Che poi è anche quello che si fa nella scienza.
Non si censura nessuno. Ci sono cretini che se ne escono con panzane idiote. Non li si censura. C'è la revisione tra pari, ok, ma anche quella non è definitiva (di merda ne arriva in abbondanza sulle riviste).
Ci sono persone che pubblicano merda ma poi alla lunga la verità prevale e a quelli non crede più nessuno. Ma non perché viene loro vietato di pubblicare, bensì perché gli argomenti della verità sono più convincenti.

Quando io dico che bisogna portare la scienza in politica intendo anche questa cosa qui. Scienza in politica non significa solo portare nelle istituzioni gente competente e non cazzari complottisti. Scienza in politica è un modo di pensare: significa che quando la politica si pone davanti a un problema e non sa come comportarsi si chiede "come si comporta la scienza in questo caso?" e trova la risposta.

 

Una storia di debolezza

August 31st, 2016 by mattia | 15 Comments | Filed in riflessioni, w la fisica
Ho aspettato qualche giorno prima di scrivere questo post perché ciò che vi sto per raccontare è una storia di debolezza. Ma alla fine ho vinto la resistenza che mi ponevo e ho deciso di raccontarvela.

La notizia del terremoto ad Amatrice l'ho ricevuta indirettamente. Mi sveglio e il primo sito che apro è il feisbuc; non sono sicuro che lo sia ogni mattina, ma quel giorno sì. Apro il feisbuc e trovo un messaggio del mio capo.
"Senti, ma pensi che il terremoto sia possibile da vedere nelle misure del nostro osservatorio geomagnetico?"

Terremoto? Quale terremoto?
CMD+T, apro i giornali e scopro che è venuta giù mezza Amatrice. Era quello il terremoto di cui mi parlava il capo sul feisbuc. La domanda che mi poneva era dovuta al fatto che il giorno prima si preannunciava una tempesta geomagnetica, così come faccio di tanto in tanto ho pubblicato il link al nostro osservatorio geomagnetico sul feisbuc scrivendo "tempesta geomagnetica in arrivo! tenetevi forte!". Il mio capo evidentemente ha letto questo messaggio e poi quando ha saputo del terremoto ha collegato le due cose e mi ha chiesto se c'era una relazione.

No, gli ho risposto. O meglio, c'è gente secondo cui dalle misure del campo geomagnetico si può prevedere il terremoto, ma di solito lo fatto solo dopo il terremoto, mai prima. E grazie al cazzo, facile così.

Il capo mi ha ringraziato e la cosa è finita lì.
Arrivo in ufficio e continuo a pensarci... e se invece...?
Così mi metto a scaricare i dati, prima quelli del nostro osservatorio geomagnetico, poi quelli di un altro osservatorio a 300 km circa di distanza. Dai dati di un singolo osservatorio infatti non si notava nulla di anomalo; la mia intenzione dunque era quella di controllare se la differenza tra i due invece cambiava. In altre parole, il singolo punto magari non mi dice niente ma il gradiente sì.

E niente, mi metto a lavorare, genero un po' di grafici e a un certo punto vedo qualcosa che mi fa saltare il groppo in gola. C'era una grande variazione nel rapporto delle misure dei due osservatori che iniziava all'una di notte e finiva proprio quando c'è stato il terremoto. E se quello fosse stato un segnale che prevedeva il terremoto?
Le mani hanno iniziato a tremarmi, anche perché capite le implicazioni: non si tratta di un segnale che arriva pochi secondi prima del terremoto, bensì con ore di anticipo. Significa avere tutto il tempo per avvertire la popolazione.

Mentre digitavo il codice per analizzare i dati nella testa avevo sentimenti contrastanti. Da una parte avevo il pensiero "non si possono prevedere i terremoti dai campi geomagnetici, quelli che ci hanno provato lo dicevano sempre dopo", dall'altra mi rispondevo "se non ci sono riusciti loro non è detto che non possa riuscirci io".
Nel frattempo pensavo "il segnale è lì" e volevo correre nell'ufficio del capo a farglielo vedere. Nello stesso momento però automaticamente mi frenavo pensando "calma, magari è solo un'illusione, vedi quel segnale e lo colleghi al terremoto solo perché vuoi che sia così, ma magari non c'entra niente. Prima di correre dal capo cerca di capire se è davvero qualcosa di anomalo"

Come sia andata a finire l'avrete già intuito. Ho fatto ulteriori analisi, ho aumentato i dati e purtroppo era solo un caso. Segnali simili erano capitati anche in precedenza, senza che ci fossero terremoti.
Poi con calma continuerò ancora l'analisi dei dati, perché ho in mente ancora una cosa con cui potrei raffinarli, ma senza troppa speranza. La possibilità di tirare fuori qualcosa è ridotta al lumicino.

Perché all'inizio ho detto che è una storia di debolezza? Perché alla fine ci stavo cascando. Ho visto un dato che mi piaceva e stavo per credergli facendo poi una figura barbina. Se mi sono salvato è perché ho forzato me stesso ai principi metodologici della ricerca. Non bisogna mai credere ai dati quando sono belli; bisogna sempre cercare di smontare la propria tesi. Se dei dati sembrano confermarla allora aggiungine altri e altri ancora per vedere se viene smentita. Perché quello che sembra confermare la tua tesi può essere solo una coincidenza.

Ecco, per fare buona scienza la base è questa. Non cose complicate, nozioni, strumenti matematici... quelli servono ma dopo. Prima serve il metodo, altrimenti il rischio di andare a schiantarti contro un muro è altissimo.

Gli OGM di Elon Musk

June 23rd, 2016 by mattia | 2 Comments | Filed in ignoranza, w la fisica
L'altro giorno mi sono impelagato nell'ennesima discussione sugli OGM. Avevo pubblicato una provocante immagine che diceva: morti per OGM = 0; morti per denutrizione = X.XXX.XXX all'anno"

Ok, non ricordo la cifra dei morti per denutrizione (qua dicono 3,1 milioni di bambini all'anno)  ma non è importante, era comunque tanto confrontato con zero.
Poi magari qualcuno arriva a dirmi che i morti per OGM non sono misurabili direttamente; devi calcolare gli incidenti stradali che fanno le persone stordite per aver fumato OGM (semi cit.).

Come risposta mi sono sentito dire che "se gli OGM li facesse Elon Musk allora mi fiderei, ma siccome li fa la Monsanto non mi fido".

Boing-boing-boing.
Le palle hanno iniziato a rimbalzarmi a terra.

Ovviamente la frase è di una demenzialità pura. Che competenze ha Musk (e tutta la sua corte) sulle biotecnologie? Quando devi riparare l'autovettura chi chiami, il meccanico o il dentista?
Oh, magari il dentista ti sta più simpatico e ti fidi di più di lui perché avete fatto le elementari insieme e poi ti ha sempre fatto ottimi lavori in bocca, ma te lo ripeto: chiameresti un dentista per farti riparare l'autovettura?

Quella frase demenziale però mi ha fatto riflettere. Mi ha svelato la potenza dei testimonial. Un ruolo che avevo sempre sottovalutato. Anzi, di solito quando vedo un personaggio famoso che fa da testimonial cerco di evitare il prodotto, perché immediatamente penso che una porzione del prezzo che pago va a una persona ricca che prende dei soldi solo per metterci la faccia.
Invece per molta gente i testimonial funzionano.
Anche in questo caso in cui Musk sostanzialmente non ha prodotto niente di vagamente "rispettoso per l'ambiente", quindi non si capisce sulla base di cosa dovrebbe essere ipotetico testimonial di OGM.

Eppure è riuscito a proporsi come simbolo. Ad esempio con questa baggianata delle super batterie in cui immagazzinare l'energia prodotta coi pannelli solari. In realtà non ha inventato niente, nemmeno l'idea. Ha solo preso dei normalissimi accumulatori, li ha messi in una scatola con un bel desain e... basta. Anche il prezzo era uguale. Ma poi ha fatto la sua bella presentazione di fronte a un pubblico di fanatici che lo acclamava ed è passato per l'innovatore del secolo.

Così si è costruito la sua fama, con un pubblico di fangirl che lo acclamava per il nulla condito di niente. Una fama che evidentemente ora può rivendersi per fare qualsiasi cosa, anche quelle in cui non ha competenza, perché la gente lo segue comunque anche se si dovesse buttare sugli OGM.

La cosa mi fa rabbrividire, perché il concetto di testimonial è proprio l'opposto del ragionamento scientifico.
Nella scienza se ti trovi davanti a una questione come quella degli OGM dici: benissimo, vediamo un po', quali sono le prove della loro presunta pericolosità? Sono state fatte delle sperimentazioni? Benissimo, datemi dei risultati. Ecco, valutiamoli... quali sono stati i protocolli usati per le sperimentazioni? Come sono state condotte? I numeri che sono usciti?
In scienza prenderesti tutta la letteratura scientifica sull'argomento e ne tiri delle conclusioni, senza fare sceri pichin.

Se salta fuori che l'unica prova di presunta pericolosità è un articolo di un professore di un'università napoletana poi ritirato perché aveva falsato le prove allora ciao.
La scienza può anche dar ragione a una multinazionale potentissima. Può non piacerti, ma se i dati sono quelli e danno ragione alla multinazionale cattivissima così è. Non è che se i risultati della scienza  si scontano con la tua ideologia allora non vanno più bene.

Il concetto di testimonial si basa proprio sull'opposto della scienza: invece di guardare i dati e le evidenza sperimentali giudico se una cosa è buona o cattiva in base a chi la propone. Se la propone la multinazionale potentissima allora è per forza una cosa cattiva, se la propone un testimonial con un'aura di positività allora è per forza una cosa buona.

Una persona che esce dall'esame di maturità, per fare un esempio attuale di questi giorni, dovrebbe dimostrare questo livello di pensiero scientifico, perché questo è un mattone che della maturità che dovrebbero testare.

E invece niente, abbiamo frotte di laureati che non ci arrivano nemmeno se glielo spieghi.

Che tristezza.

I danni dell’analfabetismo scientifico

May 27th, 2016 by mattia | 6 Comments | Filed in bufale, ignoranza, w la fisica
Sempre per la legge di kickstarter (anche se in questo caso si tratta di indiegogo).

Ci sono questi tizi che hanno raccolto 346.156 dollari da 1441 donatori per produrre Fontus.
Cos'è Fontus? Una bottiglia che promette di condensare l'umidità ambientale per produrre acqua da bere. Così tu vai in giro per i monti o in bicicletta e non devi preoccuparti di riempire la borraccia: colleghi il tuo pannellino solare  a Fontus e questo usa l'energia elettrica per condensare l'umidità nell'aria e portarla da fase gassosa a liquida.

Il principio fisico è ovviamente corretto, nulla di magico. Il problema sono i numeri. Come spiega bene Dave i conti non tornano. Un pannellino solare come quelli che puoi portarti sullo zaino o sulla bici ti dà troppo poca energia. Anche considerando tutte le migliori ipotesi (100% di umidità, irraggiamento diretto nel bel mezzo dell'estate, efficienza del 100% delle celle di Peltier usate per il raffreddamento...) che ovviamente non avrai mai, dovresti portarti sulle spalle 2 m^2 di pannello solare.
Con il pannellino portatile, tradotto, non ci fai un cazzo. Quella bottiglia non produrrà che qualche goccia di acqua.
E qui non si tratta di magari miglioreremo, è solo un primo passo... Un primo passo un cazzo: sono limiti invalicabili. Se la termodinamica mi dà quei numeri non posso cambiarli.

Infatti, scorrendo tutta la pagina della raccolta fondi troviamo - molto in fondo - questo avvertimento (evidenziazioni mie):
It is explicitly pointed out that the products which serve as Perks are in the development phase. It cannot be excluded that during the development phase technical, economical or other circumstances arise which may result in
(i) a delay of the delivery of the Perk or
(ii) the production and delivery of the Perk in a different form as regards functionality and/or design or
(iii) even non-production of the Perk. In the latter case there will be no Perk delivered to the Contributor. Contributions will not be refunded. By making a Contribution the Contributors explicitly acknowledge the risks associated with the occurrence of one of the aforementioned events.

Traduzione spiccia: ohilà, guardate che mica sappiamo se funziona veramente, la stiamo ancora progettando. Non escludiamo che alla fine non funzioni nemmeno. Ah, in questo caso noi comunque ci teniamo i soldi e voi ve la prendete nel gnau.

Il che già vi dice che i filmati in cui fanno vedere la bottiglia che si riempie magicamente sono falsi (visto che ammettono che non sanno nemmeno se funzionerà). E già questo basterebbe per decretare la loro malafede.

Ovviamente non funzionerà: i numeri sono lì a dirlo. E quelle persone che hanno fatto le donazioni non riceveranno niente (o se lo riceveranno sarà qualcosa che non funziona, perché non può funzionare).

In pratica ci sono 1441 idioti che hanno dato 346.156 dollari per un prodotto che già si sa non funzionerà.

Tre riflessioni:

  1. Il tizio che ha ideato il prodotto - tale Kristof Retezar - è laureato alla "Vienna University of Applied Arts".
    Diffidate sempre da progetti scientifici che partono da laureati in discipline artistiche. La probabilità che siano solo roba buona per infografiche e filmati accattivanti senza nessuna base scientifica solida è molto alta.

  2. Diffidate da affermazioni del tipo "Lavoriamo a Fontus da due anni (sticazzi, e in due anni non hai saputo fare due calcoli preventivi sui valori in gioco?) e il nostro impegno è stato già ricompensato da diversi premi di design".
    I premi per il design non contano nulla. Sono premi dati da persone senza competenza tecnica che si eccitano per qualsiasi cosa abbia una bella forma e sia presentata con infografiche accattivanti. Non garantiscono che il prodotto funzioni. Anzi, se il prodotto è tecnologico uno dovrebbe andare fiero di riconoscimenti tecnologici, non di premi di design.

  3. Quando dico che quello scientifico è il nuovo analfabetismo da combattere intendo proprio questo. Se insieme ai congiuntivi (e magari al posto delle poesie) a scuola si insegnasse più scienza chiunque sarebbe in grado di mettersi giù a fare due conti per verificare che l'idea non può funzionare.
    Invece non c'è nemmeno la percezione delle grandezze fisiche in gioco. Questa ignoranza ha portato 1441 persone a buttare via 346.156 dollari. Il danno che fa l'analfabetismo scientifico è questo. Misurato in soldini.

A cosa serve l’educazione scientifica

April 8th, 2016 by mattia | 6 Comments | Filed in ignoranza, w la fisica
L'altra settimana sono stati resi noti i risultati della perizia sul MUOS, secondo i quali rispetta i limiti di legge per i campi elettromagnetici.

Attenzione: non ho scritto "non è nocivo" / "non è pericoloso per la salute" come hanno riportato molti giornali. Ho scritto "rispetta i limiti di legge".
Il motivo di questa precisazione arriverà fra qualche paragrafo. Prima facciamo un passo indietro.

Cos'è il MUOS?
È un sistema di comunicazione gestito dagli Stati Uniti Americani composto da satelliti e basi a terra che ha lo scopo di fornire un canale di comunicazione alle truppe statunitensi su tutto il globo.

Per questo sistema servono diverse stazioni di terra con delle enormi antenne paraboliche  che comunicano coi satelliti. Una di queste stazioni è stata realizzata in Sicilia, e le proteste contro di essa sono state molto sostenute. Molti cittadini e autorità locali si sono detti impauriti per i pericoli che queste grosse antenne potrebbero causare alla salute.

Il problema è che non c'è nemmeno mezzo elemento a sostegno della pericolosità per la salute del MUOS.
Anzi, questo è un ottimo esempio di come la carenza di informazioni scientifiche di base può portare a lotte contro pericoli inesistenti.

Prima ho detto che le misure sulle emissioni di campi elettromagnetici nelle vicinanze della stazione MUOS siciliana sono entro i limiti di legge. Non ho detto "non è nocivo per la salute" perché questo è il primo errore che certi comitati di cittadini ignoranti fanno.

  1. I limiti di legge sui campi elettromagnetici non equivalgono a limiti di pericolosità.


I limiti di legge sono limiti precauzionali. Ciò significa che anche se vengono superati quesi limiti non implica che ci si ammala.
Anzi, non c'è alcuna evidenza che campi non ionizzanti come questi possano essere dannosi per la salute. I limiti precauzionali vengono imposti (un po' allegramente) secondo questo principio: sotto questi limiti mi ci gioco il pisello che non causano nessun danno alla salute, sopra molto probabilmente non causano danni ma siccome c'è qualche dato così e qualche dato cosà per precauzione il pisello non me lo gioco.

Se anche la perizia avesse determinato che i campi elettromagnetici fossero superiori ai limiti di legge ciò non avrebbe significato che nuoceva alla salute. Sarebbe stato solo un problema legale.

Concetto importante da capire: i limiti precauzionali non sono il ciglio di un burrone, per cui un cm di qua sei salvo e un cm più in là sei morto.
Superare un limite precauzionale non implica che ci sia un pericolo.

 

2.  I limiti (precauzionali) sui campi elettromagnetici si riferiscono a esposizioni prolungate (ma tanto)

In questi giorni leggevo cose del tipo: aiuto! hanno sparato le antenne alla massima potenza per i tre giorni del test! moriremo tutti!

A parte al fatto che i test hanno mostrato che i limiti non sono stati superati. Ma anche se fossero stati superati, bisogna ricordarsi che sono limiti - precauzionali! - pensati per esposizioni di anni e anni.
Tre giorni sono un nulla. Scheccare parlando di un pericolo per tre giorni di test con le antenne sparate alla massima potenza significa non avere percezione di cosa si sta parlando.

3. Antenna grande non vuole dire grande pericolo.

Anzi.
Perché c'è la gente che vede queste antenne paraboliche enormi e si preoccupa, come se le dimensioni dell'antenna fossero proporzionali all'ipotetico danno che può fare.

Quelle del MUOS sono antenne paraboliche, ossia antenne direzionali che vengono quindi puntate in una determinata direzione (quella del satellite con cui vogliono comunicare).
Lo scopo di un'antenna direzionale è quello di concentrare quanta più potenza in quella direzione, perché tutte l'energia che va in altre direzioni è energia persa. Non è come un'antenna che deve mandare il segnale (televisivo, radiofonico o telefonico) su di una vasta area per dare copertura a tanti utenti. Un'antenna direzionale non la lo scopo di diffondere energia su di un vasto angolo solido. Al contrario, un'antenna direzionale cerca di condensare l'energia un angolo strettissimo in modo che lì la sua energia sia alta e l'antenna sia più "efficiente".
Il disco di quelle antenne è così grande perché lo scopo è quello di concentrare tanta energia in una direzione ben precisa, quella del satellite.
In altre parole, tanto più è largo il disco della parabola e tanto più concentrata è l'energia dell'antenna.

Quando progetti un'antenna parabolica il tuo scopo è quello di fare in modo che l'energia vada nella direzione del satellite. È interesse primario di chi progetta l'antenna fare in modo che l'energia non si disperda in giro. Non perché deve rispettare i limiti di legge, ma perché se l'energia invece di andare nella direzione del satellite va da altre parti l'efficienza dell'antenna cala.

I cittadini dei paesi vicini al MUOS guardando quelle antenne possono pensare che l'energia non la stanno mandando su di loro.

4. Interferenza non significa potenza

Uno dei classici argomenti più usati dagli oppositori del MUOS è che la sua ubicazione è stata spostata dal sito pensato originariamente perché poteva fare interferenza con apparecchiature militari.
Quindi lo ammettono pure loro che può avere effetti malefici!

Qui c'è di base un errore molto comune: la confusione tra interferenza e potenza. Un campo elettromagnetico può si causare un'interferenza con un dispositivo, ma questo non significa che sia dannoso per la salute. Anzi, il segnale può essere a potenze molto basse, così basse da essere trascurabili. Ma contemporaneamente può essere - per pura sfiga - a una frequenza particolare su cui un dispositivo lavora e quindi fare interferenza.
Per fare interferenza - perdonatemi la semplificazione - non è necessaria una grande potenza: basta essere alla frequenza giusta. Non si possono confondere questi due concetti.

L'altro punto è che - dicono - potrebbe fare interferenza coi pace-maker della gente che abita nelle vicinanze. Come se ogni interferenza fosse uguale. Sì, insomma... se c'è possibilità che faccia interferenza con un sistema complesso come un aereo militare a poche decine di metri di distanza allora può fare interferenza. E - pensano loro - può fare interferenza con tutto, anche un pace-maker a qualche chilometro di distanza.
No, le interferenze non sono tutte uguali. Non è che siccome un dispositivo fa interferenza con qualcosa può fare interferenza con tutto. Non funziona così.

 

In conclusione: ho citato quattro punti di buon senso scientifico. Ossia principi di base che non richiedono nessuna competenza specifica ma solo una conoscenza di base di principi fisici che può avere chiunque. Principi però che sono evidentemente sconosciuti a quelli che da anni blaterano di pericolosità del MUOS senza avere uno straccio di argomento.

L'educazione scientifica serve a questo. Serve alla popolazione ad avere le basi per guardare un'antenna parabolica enorme e dire: urca, quell'antenna concentra proprio l'energia in una direzione precisa! Stanno mandando l'energia proprio lì, non su di noi.
Non è necessario che la gente sappia leggere un diagramma di irraggiamento di un'antenna, non serve che l'uomo della strada sia capace di calcolare con carta e penna a quanti dB saranno i lobi secondari dell'antenna. Mi basta che capiscano che lo scopo di un'antenna direzionale puntata verso il cielo è condensare l'energia lì, verso il cielo.
Mi basta che capiscano il concetto di limite cautelativo, perché se lo capiscono non scheccano, neanche se il limite è superato di un qualcosa.

Perché quando manca questa educazione scientifica di base a larga diffusione su tutta la popolazione poi capita queste polemiche che durano anni, basate sul nulla.

 

Il patrocinio

March 22nd, 2016 by mattia | 26 Comments | Filed in bufale, w la fisica
Avrete probabilmente sentito parlare del caso di Perugia. È stato organizzato un convegno sulla bufala delle scie chimiche e il Comune di Perugia ha offerto il proprio patrocinio.
Col risultato che il logo istituzionale del Comune è finito persino sulle locandine di questo "convegno".

Ovviamente molti si sono scandalizzati per il fatto che il Comune sostenga un convegno di fuffa antiscientifica con il proprio patrocinio, e hanno protestato energicamente.
Il Comune di Perugia allora ha risposto (su Facebook)

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Evidenziazioni mie:
Da un paio di giorni alcuni cittadini ci inviano post sulla nostra pagina Facebook e sul nostro canale Twitter in merito ad un patrocinio rilasciato dall'ente ad un evento alla Sala dei Notari. Vorremo informarvi che Il patrocinio gratuito di un Comune non avalla le teorie espresse durante gli eventi. In questo caso si tratta di un momento di discussione (a cui partecipano professionisti come biologi, ricercatori, ex militari) in cui si affronta un tema di interesse pubblico. Il patrocinio sarebbe stato concesso anche per una conferenza che presentava teorie contrarie. Se si concedesse il patrocinio solo alle iniziative di cui si condivide l’ideologia, la teoria o comunque l’indirizzo, si renderebbe il Comune un ente che non rappresenta tutte le sensibilità della comunità e che censura o decide a priori cosa sia giusto o sbagliato.

Potevano dire "scusate, ci siamo sbagliati. Non conoscevamo questa bufala, non abbiamo approfondito, siamo andati in buona fede e abbiamo preso un granchio. Colpa nostra, giuriamo che ora staremo più attenti nel dare il patrocinio".

E invece no, hanno messo una toppa peggiore del buco.
Nella gara di scalata sugli specchi hanno tirato fuori la peggiore spiegazione che potevano dare: noi dobbiamo dare il patrocinio a tutti, anche quelli di cui non condividiamo la l'ideologia.

Eh no, cari miei. Manco per le balle.
Quando si parla di scienza non c'è libertà di opinione. Ma proprio no. Non tutte le "teorie" sono degne di rispetto. Se tu pretendi di parlare di un argomento scientifico senza portare uno straccio di prova scientifica la tua non è un'opinione: è fuffa.
E tu non hai alcun dovere di rispettarla. Anzi, sei tenuto a deriderli e a spiegare alla gente che quella è fuffa.

Troppo difficile da capire?
Forse.
Allora ho preparato una spiegazione più convincente.

Ho spedito una raccomandata al Comune di Perugia per chiedere il loro patrocinio a un convegno sul fenomeno degli invisibili unicorni petomani e il rischio che pongono per l'ambiente in cui viviamo con le loro emissioni odorose.

comune di perugia

L'ho mandata in qualità di presidente di W la Fisica, e precisando che il convegno sarà tenuto dal sottoscritto, ricercatore (vero, non sedicente) di fama internazionale.

Il testo della rischiera potete leggerlo qui sotto:

lettera perugia

lettera perugia 2

Questo il testo completo:

Egr. Sig. Sindaco,


con la presente, in qualità di presidente dell'associazione “W la Fisica” sono a richiedere il patrocinio gratuito del Comune di Perugia per un incontro culturale che intendiamo organizzare a Perugia nella seconda metà del 2016 dal titolo “Gli invisibili unicorni petomani: un rischio per l'ambiente”.


Come sicuramente saprà gli invisibili unicorni petomani pongono l'ambiente in cui noi tutti abitiamo a serio rischio emettendo micidiali flatulenze quando il loro sacro corno viene inavvertitamente toccato da persone ignare della loro presenza. Ovviamente la scienza ufficiale cerca di negare il fenomeno degli invisibili unicorni petomani, ma stimatissimi ricercatori indipendenti hanno portato montagne di prove scientifiche della loro esistenza.


Dopo tutto, è ben noto che non servono prove scientifiche quando basta usare i propri sensi (in questo caso l'olfatto) per scoprire quello che gli scienziati si ostinano a negare. Gli invisibili unicorni petomani sono attorno a noi ed è necessario che la gente ne prenda coscienza.


Il convegno vedrà la presentazione da parte del noto ricercatore di fama internazionale Mattia Butta (dottore di ricerca) che spiegherà come individuare gli invisibili unicorni petomani tramite l'analisi di dati empirico-situazionali ed elementi glotto-sintattici oltre che a una semplice tecnica basata sull'aceto di mele.


Sapendo che il Comune di cui ella è sindaco è aperto al patrocinio di tutte le iniziative culturali di interesse pubblico, comprese quelle di cui non si condivide l'ideologia, la teoria o comunque l’indirizzo, siamo sicuri che ci verrà concesso il patrocinio per questo convegno che tratta un argomento di sicuro interesse pubblico come il tema degli invisibili unicorni petomani.


Distinti saluti,


Mattia Butta



 

Voglio vedere se hanno il coraggio di non darci il patrocinio per il convegno sugli invisibili unicorni petomani.

Non c'è niente che manchi, il sottoscritto è sicuramente un professionista, e per quanto riguarda la consistenza scientifica della teoria esposta... be', è la stessa delle scie chimiche.

Visto che il Comune di Perugia dà il suo patrocinio a tutti i convegni, anche quelli di cui non condivide la teoria, sicuramente darà il proprio patrocinio anche al convegno sugli invisibili unicorni petomani.

Vero?