Archive for the ‘perle giornalistiche’ Category

Un insegnante di scuola media donna

March 19th, 2017 by mattia | 15 Comments | Filed in ignoranza, perle giornalistiche


Perché poi gli effetti della fantasiosa grammatica boldriniana inventata sotto l'effetto di sigarette farcite sono questi. A furia di dover inventarsi parole e regole che non esistono ci si dimentica la grammatica italiana, quella vera.

Così succede che un giornalista si inventi l'espressione "un agente di polizia donna" quando bastava scrivere "un'agente" visto che "agente" è un sostantivo sia maschile che femminile (ovviamente).

Deboldrinizzatevi, tornate al lume della ragione. Ché l'italiano funziona benissimo seguendone le regole che già esistono.

 

Piesse: e volete commentare questa?




Non ce la fanno proprio a non scrivere che è una donna. Ma santiddio, se c'è scritto "un'agente" è ovvio che è una donna.

C’è una strage di bambini e non ce ne eravamo accorti

March 6th, 2017 by mattia | 10 Comments | Filed in ignoranza, perle giornalistiche
Repubblica:
Oms: l'inquinamento uccide un bambino su quattro

Salvata qui.



No, l'OMS non ha detto che l'inquinamento uccide un bambino su quattro.
L'OMS ha detto:
More than 1 in 4 deaths of children under 5 years of age are attributable to unhealthy environments.

ossia che una morte infantile su quattro è causata dall'inquinamento.

La differenza non è da poco (eufemismo). Per come l'ha scritto repubblica significa che tra tutti i bambini del mondo uno su quattro muore d'inquinamento."L'inquinamento uccide un bambino su quattro" significa questo in italiano, signori. Sarebbe una strage, cazzo!
No, "1 su 4" è riferito alle morti di bambini non ai bambini.

Secondo questo sito i bambini sotto i cinque anni nel mondo sono 643 milioni, di questi secondo l'OMS 1,7 milioni muoiono a causa di inquinamento (in tutte le sue forme).
Every year, environmental risks – such as indoor and outdoor air pollution, second-hand smoke, unsafe water, lack of sanitation, and inadequate hygiene – take the lives of 1.7 million children under 5 years, say two new WHO reports.

1,7 milioni su 643 milioni significa 1 su 378, non 1 su 4.

Il titolo di repubblica, usando la stessa forma, si doveva scrivere quindi così:
Oms: l'inquinamento uccide un bambino su 378

oppure
Oms: l'inquinamento è causa di una morte infantile su quattro

Confondere questi due concetti è semplicemente imbarazzante.
Qui non è nemmeno questione di feic nius, è proprio analfabetismo matematico. Ma a livello di scuola elementare.

Ha stato Trump!

February 2nd, 2017 by mattia | 15 Comments | Filed in perle giornalistiche


Quando stamattina ho letto questa notizia su repubblica ho tuittato "Ha stato Trump!!1!!".

Perché a una prima lettura già mi sembrava che ci fosse qualcosa che non andava.
Sicché questo tizio racconta che era lì in Iraq con la madre malata. Lui, cittadino americano, la madre ancora no. E così non si è potuta imbarcare sull'aereo.
Il giorno dopo la madre muore.
Perché poche settimane fa Naimma, 75 anni, era tornata per un breve periodo in Iraq, ma si era ammalata. Hager, allora, aveva preso subito un aereo per andare a prenderla nel suo paese natale e portarla negli Stati Uniti per curarla e salvarle la vita. Ma Naimma non ce l'ha fatta. Perché, una volta arrivati all'aeroporto in Iraq, la compagnia aerea, a differenza del figlio, non le ha permesso di imbarcarsi. Dopo un giorno, Naimma è morta.

"Mia madre ce l'avrebbe fatta se me l'avessero fatta portare in un ospedale americano. Invece è morta, a causa di Trump".

La prima cosa che ho pensato è stata: se questa signora era così ammalata da morire il giorno dopo molto probabilmente non l'avrebbero mai ammessa su di un aereo, tanto più per un volo così lungo poi.
Immaginate di essere una compagnia aerea che deve fare un volo dall'Iraq agli U.S. of A.: imbarchereste una moribonda? No. Non lo fanno.
Anzi, non lo fanno anche se uno è molto meno che moribondo, perché poi non sanno cosa può accadere durante il volo. Il malato si aggrava e bisogna fare un atterraggio di emergenza? E se sei in mezzo all'oceano?
No, le compagnie ti dicono: resti a terra, guarisci e poi voli. Che senso avrebbe imbarcarti sapendo che poi molto probabilmente dovrai fare un atterraggio d'emergenza per fornire assistenza medica al passeggero? Un conto è se l'emergenza sorge quando sei già in volo, ma in quel caso sei già a terra, ci rimani.

Se poi in quel paese non c'è un ospedale capace di curarti si fa un volo attrezzato con i medici a bordo e tutte le strumentazioni per gestire emergenze mediche (tipicamente sono voli militari). Ma è una cosa diversa.

Senza nemmeno parlare dello stress che un viaggio così lungo avrebbe potuto portare alla paziente. Anche solo per quello, una moribonda non la imbarchi, che magari le fa più male che bene quel viaggio.

Io, fossi stato un giornalista che legge questa storia, avrei chiesto: bene, mi racconta che malattia aveva sua madre? Era in grado di affrontare un viaggio così lungo? È morta il giorno dopo: che sintomi presentava il giorno prima?
Perché magari soffriva di una malattia che si poteva "mascherare", i cui sintomi non erano visibili dall'esterno, per quanto improbabile per una persona che sta morendo. Ma ammettiamolo pure: dammi dei dettagli. E invece non menzionano nemmeno di cosa fosse malata. Ma non è la prima informazione che vorreste avere su di un caso del genere?

Dopodiché, passa il tempo, vengono fatte ulteriori indagini e salta fuori che in realtà la signora sarebbe morta il 22 gennaio. Poi magari scopriamo che la signora non è mai esistita, o chissà che altro. Anche perché la stessa storia dell'imam che lo contraddice è sospetta: come fa un imam di Detroit ad avere informazioni su quello che è successo in Iraq. Qual è la sua fonte? (qui dicono che un'altra moschea di Detroit aveva fatto una preghiera funebre, questo imam quindi ha una fonte di terza mano)

Semplicemente, questa era e rimane una storia con basi poco solide, dove subito il racconto iniziale ti faceva sorgere delle domande di buon senso che ti inducevano a dire "aspetta un attimo, verifichiamo meglio le fonti".

E invece no, hanno pubblicato tutto subito, con il risultato che poi hanno dovuto correggere.

Perché? Perché quella "notizia" consentiva loro di scrivere:
La storia di Hager è emblematica per capire quanto possa essere pericolosa una misura draconiana e indiscriminata come la recente stretta del neopresidente contro gli arrivi di qualsiasi immigrato da sette paesi a maggioranza musulmana: Iraq, Siria, Libia, Iran, Sudan, Somalia e Yemen.

Ma state sereni, le uniche feic nius pericolose sono quelle che influenza l'opinione pubblica in direzione contraria. Quando la direzione è "quella giusta" allora si può feicniusare senza problema.

 

La montagna e il topolino

January 28th, 2017 by mattia | 2 Comments | Filed in ignoranza, perle giornalistiche
Il 20 gennaio, poche ore dopo l'insediamento di Trump alla Casa Bianca, il corrispondente dagli U.S. of A. di repubblica federico rampini titolava:
Primi ordini esecutivi di Trump: montagna e topolino.

Dice rampini che in campagna elettorale Trump aveva promesso cose strabilianti fin dal primo giorno e invece i primi ordini esecutivi sono stati
...molto banali, su cose di dettaglio: uno per esentare un proprio consigliere militare dalla regola di non assumere incarichi prima di 7 anni dal pensionamento; un altro per istituire una "giornata nazionale del patriottismo".

Gli sarebbe bastato aspettare il secondo giorno, e i giorni seguenti fino alla prima settimana per leggere, sul suo stesso giornale, questa frase:
Donald Trump procede come un rullo compressore per mantenere le sue promesse elettorali

In quel mini articolo rampini non raccontava la realtà. Perché chiunque avrebbe capito che le prime cose che fai sono facezie burocratiche, chiunque avrebbe aspettato qualche giorno, chiunque avrebbe capito che il "Day One" non è che era veramente il primo giorno, che era un modo di dire per indicare che le cose le farai subito.
Gli sarebbe bastato aspettare una settimana per evitare di prendere questo granchio. E invece no, ha scritto quel mini articolo sulla montagna e il topolino non perché era ciò che stava veramente accadendo, ma perché era quello che rampini desiderava accadesse.
Ha preso un fatto reale (i primi due ordini esecutivi) e li ha usati come prova per dimostrare una realtà alternativa che esisteva solo nella sua testa.
Ha spacciato per realtà qualcosa che a lui sarebbe piaciuto fosse la realtà, ma che non era realtà.

Questa volta è stato sufficiente aspettare una settimana e i fatti, la realtà ha spernacchiato quel mini articolo.
Ma quante altre volte quest corrispondenti spacciano per realtà quello che sta solo nella loro fantasia?

Ah, un'ultima cosa: secondo quali criteri questa non dovrebbe essere catalogata come feic nius?

 

 

Quello che deve ripassare la storia

January 23rd, 2017 by mattia | 12 Comments | Filed in ignoranza, perle giornalistiche
L'ha scritto sul tuitter:


Certo, la maggioranza non è infallibile. Può consegnare il potere a tipi come Hitler e Mussolini.

Ed è confermato nel suo insieme di parole (evidenziazione mia)
Sia chiaro. La maggioranza elettorale va rispettata, sempre e dovunque; ma non ha sempre ragione. Non dimentichiamo dove governi democraticamente eletti hanno condotto l’Europa, nella prima metà del XX secolo: nelle braccia di Mussolini e Hitler.

Governi democraticamente eletti? Mussolini?

Evidentemente la macchinetta del caffè nella redazione del corriere ha iniziato a distribuire solo caffè corretto senza caffè.
Il governo Mussolini non è stato eletto democraticamente. È stato nominato dal Re secondo le modalità previste dallo Statuto Albertino che consentivano al Re di nominare qualsiasi governo fosse di suo piacimento senza rispettare il volere del parlamento, visto che il governo doveva rispondere solo al Re. Che poi nei fatti il Re nominasse chi aveva una maggioranza parlamentare era solo una prassi, una "gentile concessione" del sovrano ma per lo Statuto Albertino il Re poteva nominare il governo che voleva, poteva nominare primo ministro chiunque, anche chi aveva perso le elezioni.

Ciò è esattamente quello che ha fatto dopo la marcia su Roma. Il governo Mussolini non fu il frutto di in colpo di Stato: dal punto di vista tecnico il Re ha seguito tutte le regole, niente di "incostituzionale" diremmo oggi. Quindi il governo Mussolini era "legittimo". Ma non era democratico.
Nelle elezioni del 1921 i fascisti avevano vinto 37 seggi su 535, principalmente all'interno dei Blocchi Nazionali, una lista di destra che era arrivata terza con il 19,7% dopo partito socialista con il 24,7% e partito popolare col 20,4%. Quindi i fascisti erano la minoranza nella minoranza.

Ci vuole una faccia di bronzo formato famiglia per parlare di governo democraticamente eletto menzionando Mussolini. A meno che non si riferisca alle elezioni del 1924 dove il partito nazionale fascista prese il 65%. Ma in quel caso la faccia di bronzo è doppia (definire regolari le elezioni del 1924 è come definire donna Vladimiro Guadagno).

Riprendete la citazione qui sopra: si parla di maggioranza elettorale. I fascisti in italia non hanno mai vinto alle elezioni (libere). La maggioranza degli italiani non ha *mai* votato il governo Mussolini.

Qui si stanno già inventando fatti mai esistiti per creare una "narrazione", come si dice oggi. Si riscrive la storia negando l'evidenza dei fatti per farci un pezzo giornalistico.

Un lerciume quasi divertente perché poi nello stesso articolo scrive che "La storia, se non si frequenta, si dimentica". Mi sa che il primo ad essersela dimenticata è proprio lui.

 

Barometri

January 13th, 2017 by mattia | 19 Comments | Filed in ignoranza, perle giornalistiche
La laguna di Marano e Grado è in una morsa, i canali di accesso al porto sono ghiacciati: ieri mattina a Marano il barometro segnava un meno 8.

via Messaggero Veneto

E buona giornata.

Il fatto quotidiano dà i numeri (iniziamo bene l’anno)

January 1st, 2017 by mattia | 11 Comments | Filed in bufale, perle giornalistiche
Il caffè al banco da 900 lire a 90 centesimi, il Big Mac da 4.900 lire a 4,20 euro, la pizza margherita da 6.500 lire (3,36 a euro) agli attuali 7,5 euro. Andando a cercare i prezzi di fine 2001, si scopre quanto sia cambiato il costo di beni e servizi negli ultimi 15 anni.

via ilfattoquotidiano.it



Vedete come è facile mentire?
Basta aspettare un po' di tempo e poi si possono dire tutte le puttanate che si vogliono facendole passare per vere.
Ad esempio, voi vi ricordate quanto costava un Big Mac nel 2001? Io no.
Così come non mi ricordo quanto costava una pizza margherita.
Però mi ricordo benissimo quanto costava un caffè: 1.500 lire.

Me lo ricordo, tra i vari motivi, perché un mio parente un po' indietro di comprendonio nel dicembre 2001 diceva "la gente non lo sa che adesso per pagare il caffè con l'euro bisogna tirare fuori minimo quattro monete! quattro monete!"
Già, come se tutti quelli che devono pagare 77 centesimi (ossi 1.500 lire) tirano fuori dal borsellino: una moneta da 50 centesimi, una moneta da 20 centesimi, una moneta da 5 centesimi e una moneta da 2 centesimi.
Il concetto di resto non gli entrava nella zucca.

 

Se poi non ci credete ancora, qui ci sono piotte del corriere che riportava un po' di prezzi convertiti un euro:
13. Cappuccino e brioche: quanto costeranno nella nuova valuta?
Ecco qualche esempio dei nuovi prezzi in euro:
Caffè al bar (1.500 lire) 0,77 euro
Cappuccino (1.800 lire) 0,93 euro
Brioche (1,200 lire) 0,62 euro
Giornale quotidiano (1.500 lire) 0,77 euro
1 litro di benzina verde (2.100 lire) 1,08 euro
Pacchetto di sigarette (5.700 lire) 2,94 euro
Cd musicale (38.000 lire) 19,63 euro

Caffè al bar: 1.500 lire.

Ma per il fatto quotidiano costava 900 lire. Un valore totalmente inventato.

Che però serve per inventarsi la favoletta dei prezzi raddoppiati. In quindici anni da 900 lire a 90 centesimi!
Una balla totale.

Ah, per la cronaca: passare da 77 centesimi a 90 centesimi in quindici anni equivale a un aumento di circa l'1,12% all'anno. Più che normale.
Certo, se uno non si inventa numeri a caso.

Riescono a farmi bestemmiare anche a Natale

December 25th, 2016 by mattia | 4 Comments | Filed in ignoranza, perle giornalistiche
Sono andato a rileggermi i quattro Vangeli sinottici del Nuovo Testamento, che costituiscono la sostanza della vita di Gesù Cristo.

[...]

I Vangeli sinottici, cioè quelli riconosciuti dalle Autorità successive alla prima generazione cristiana, sono quattro. In ordine di tempo furono scritti quello di Matteo, poi di Marco, poi di Luca e infine Giovanni.

via repubblica.it

Questo articolo accozzaglia di cazzate di scalfari è sul sito repubblica da ieri mattina. Ho aspettato una giornata pensando "lo correggono vero, se ne accorgeranno... figurati se non se ne accorgono".
Niente, stamattina è ancora così.

Possibile che nella redazione di repubblica nessuno legga i deliri senili di scalfari prima di pubblicarli?
Voglio dire, non pretendo che un giornalista generalista conosca la cronologia della scrittura dei vangeli se si occupa d'altro. Oddio, se un giornalista anche solo una volta nella sua vita ha sentito parlare della priorità marciana non può non sapere che il vangelo di Marco è stato prima di quello di Matteo, non l'opposto. Altrimenti parleremmo di priorità matteiana, non marciana.

Facciamo pure finta che nella redazione di repubblica nessuno sappia nulla della priorità marciana (certo, uno che scrive di vangeli dovrebbe saperlo...).
Ma almeno i vangeli sinottici, porca troia. Come cazzo si fa a dire che i vangeli sinottici sono quattro. Come cazzo si fa a dire che i vangeli sinottici sono "quelli riconosciuti dalle Autorità successive alla prima generazione cristiana".
Canonici, sono i canonici quelli, non sinottici.
Capra d'una capra.

E qui non serve nemmeno avere una cultura religiosa. Basta conoscere la lingua italiana per sapere cosa significa sinossi.

Un consiglio a chi gli è vicino: mettete scalfari in una casa di riposo per anziani con problemi mentali ed evitategli queste figure di merda pubbliche.

E un consiglio all'editore di repubblica: licenzi metà della sua redazione se non si accorgono di questi strafalcioni.

E buon Natale.

 

Piesse: Congelato qui. Ma tanto mi ci gioco i peli scrotali che non lo correggono.