Archive for the ‘perle giornalistiche’ Category

Barometri

January 13th, 2017 by mattia | 17 Comments | Filed in ignoranza, perle giornalistiche
La laguna di Marano e Grado è in una morsa, i canali di accesso al porto sono ghiacciati: ieri mattina a Marano il barometro segnava un meno 8.

via Messaggero Veneto

E buona giornata.

Il fatto quotidiano dà i numeri (iniziamo bene l’anno)

January 1st, 2017 by mattia | 11 Comments | Filed in bufale, perle giornalistiche
Il caffè al banco da 900 lire a 90 centesimi, il Big Mac da 4.900 lire a 4,20 euro, la pizza margherita da 6.500 lire (3,36 a euro) agli attuali 7,5 euro. Andando a cercare i prezzi di fine 2001, si scopre quanto sia cambiato il costo di beni e servizi negli ultimi 15 anni.

via ilfattoquotidiano.it



Vedete come è facile mentire?
Basta aspettare un po' di tempo e poi si possono dire tutte le puttanate che si vogliono facendole passare per vere.
Ad esempio, voi vi ricordate quanto costava un Big Mac nel 2001? Io no.
Così come non mi ricordo quanto costava una pizza margherita.
Però mi ricordo benissimo quanto costava un caffè: 1.500 lire.

Me lo ricordo, tra i vari motivi, perché un mio parente un po' indietro di comprendonio nel dicembre 2001 diceva "la gente non lo sa che adesso per pagare il caffè con l'euro bisogna tirare fuori minimo quattro monete! quattro monete!"
Già, come se tutti quelli che devono pagare 77 centesimi (ossi 1.500 lire) tirano fuori dal borsellino: una moneta da 50 centesimi, una moneta da 20 centesimi, una moneta da 5 centesimi e una moneta da 2 centesimi.
Il concetto di resto non gli entrava nella zucca.

 

Se poi non ci credete ancora, qui ci sono piotte del corriere che riportava un po' di prezzi convertiti un euro:
13. Cappuccino e brioche: quanto costeranno nella nuova valuta?
Ecco qualche esempio dei nuovi prezzi in euro:
Caffè al bar (1.500 lire) 0,77 euro
Cappuccino (1.800 lire) 0,93 euro
Brioche (1,200 lire) 0,62 euro
Giornale quotidiano (1.500 lire) 0,77 euro
1 litro di benzina verde (2.100 lire) 1,08 euro
Pacchetto di sigarette (5.700 lire) 2,94 euro
Cd musicale (38.000 lire) 19,63 euro

Caffè al bar: 1.500 lire.

Ma per il fatto quotidiano costava 900 lire. Un valore totalmente inventato.

Che però serve per inventarsi la favoletta dei prezzi raddoppiati. In quindici anni da 900 lire a 90 centesimi!
Una balla totale.

Ah, per la cronaca: passare da 77 centesimi a 90 centesimi in quindici anni equivale a un aumento di circa l'1,12% all'anno. Più che normale.
Certo, se uno non si inventa numeri a caso.

Riescono a farmi bestemmiare anche a Natale

December 25th, 2016 by mattia | 4 Comments | Filed in ignoranza, perle giornalistiche
Sono andato a rileggermi i quattro Vangeli sinottici del Nuovo Testamento, che costituiscono la sostanza della vita di Gesù Cristo.

[...]

I Vangeli sinottici, cioè quelli riconosciuti dalle Autorità successive alla prima generazione cristiana, sono quattro. In ordine di tempo furono scritti quello di Matteo, poi di Marco, poi di Luca e infine Giovanni.

via repubblica.it

Questo articolo accozzaglia di cazzate di scalfari è sul sito repubblica da ieri mattina. Ho aspettato una giornata pensando "lo correggono vero, se ne accorgeranno... figurati se non se ne accorgono".
Niente, stamattina è ancora così.

Possibile che nella redazione di repubblica nessuno legga i deliri senili di scalfari prima di pubblicarli?
Voglio dire, non pretendo che un giornalista generalista conosca la cronologia della scrittura dei vangeli se si occupa d'altro. Oddio, se un giornalista anche solo una volta nella sua vita ha sentito parlare della priorità marciana non può non sapere che il vangelo di Marco è stato prima di quello di Matteo, non l'opposto. Altrimenti parleremmo di priorità matteiana, non marciana.

Facciamo pure finta che nella redazione di repubblica nessuno sappia nulla della priorità marciana (certo, uno che scrive di vangeli dovrebbe saperlo...).
Ma almeno i vangeli sinottici, porca troia. Come cazzo si fa a dire che i vangeli sinottici sono quattro. Come cazzo si fa a dire che i vangeli sinottici sono "quelli riconosciuti dalle Autorità successive alla prima generazione cristiana".
Canonici, sono i canonici quelli, non sinottici.
Capra d'una capra.

E qui non serve nemmeno avere una cultura religiosa. Basta conoscere la lingua italiana per sapere cosa significa sinossi.

Un consiglio a chi gli è vicino: mettete scalfari in una casa di riposo per anziani con problemi mentali ed evitategli queste figure di merda pubbliche.

E un consiglio all'editore di repubblica: licenzi metà della sua redazione se non si accorgono di questi strafalcioni.

E buon Natale.

 

Piesse: Congelato qui. Ma tanto mi ci gioco i peli scrotali che non lo correggono.

Un calciatore con un ottimo rovescio

December 24th, 2016 by mattia | 7 Comments | Filed in ignoranza, perle giornalistiche
Ieri sera alla radio mi è capitato si sentire la cronaca dei calci di rigore della finale di supercoppa italiana. Non perché sia appassionato di calcio, è solo che alla radio davano quello e non volevo cambiare stazione (stavo guidando).

Be', il "giornalista" di RTL 102.5 ha nominato un certo Kučka, dicendo che era un giocatore ceco. Non avendo mai sentito parlare di questo Kučka mi sono fidato. Arrivato a casa sono andato a controllare e ho scoperto che:

1 - Non si chiama Kučka ma Kucka.

2 - Qui trovate la pronuncia fonetica: [ˈjuraj ˈkutska], non Kučka.
Il "giornalista" poteva anche spendere 10 minuti prima di andare in onda a studiare la pronuncia dei giocatori in campo (non doveva mica chiamare il consolato, è su uichipidia). Specialmente quando lavori per una radio che fa qualche milione di ascoltatori, non per radio Val Brembana.

3 - Il tizio non è nemmeno ceco ma slovacco.

A questo punto poteva solo dire che aveva un ottimo rovescio.

Perché è scoppiata la moda delle feic nius

December 21st, 2016 by mattia | 9 Comments | Filed in bufale, ignoranza, perle giornalistiche
Se ne parla ovunque ormai, è diventato l'argomento di discussione mondiale: le feic nius.

Se ne discute negli U.S.A., dicendo che le bufale diffuse su internet hanno favorito l'elezione di Trump. Se ne parla per il referendum della Brexit, il cui risultato si dice sia stato influenzato dalle bufale su internet. Se ne parla in italia perché renzi dice che ha perso il referendum, tra le antre cose, anche per le bufale del ueb.

Io li osservo e penso: dov'erano fino all'altro ieri?

Sento questi che si stracciano le vesti dicendo che bisogna mettere un freno alle feic nius con filtri, censure, avvisi, bollini "bufalosi" di avvertimento messi per legge sui siti non si sa da quali autorità.
Da un angolo del mondo all'opposto si grida al pericolo sociale che possono generare queste bufale, tanto che per definire il fenomeno hanno inventanto una nuova definizione virale, feic nius.

Già, ma hanno iniziato solo ora a fare danni sociali le feic nius?

Dicono: hanno influenzato le elezioni americane portando all'elezione di Trump. Hmmm, ok.
Facciamo un passo indietro di qualche anno. Era il 2011 e in italia si tenne un referendum per bloccare la ripresa del programma nucleare.
L'11 marzo in giappone arriva il terremoto, quello forte. Segue tsunami e allagamento della centrale di Fukushima. Quello che è successo poi lo conosciamo tutti. O meglio, quasi tutti. C'è chi infatti non l'ha mai capito, tra questi anche molti, moltissimi giornalisti.
In quei giorni su repubblica scriveva un certo giampaolo visetti. Descriveva esodi biblici di gente che scappava da Tokyo, "capitale in agonia" ormai "prossima al collasso". Ovviamente erano tutte balle. Non c'era nessuna fuga da Tokyo, visto che il livello di radiazioni a Tokyo era del tutto trascurabile.
Il 20 marzo scriveva
Oltre quattro milioni di abitanti hanno lasciato la città in treno, o ammassati in auto. Colletti bianchi, stranieri e famiglie con bambini cercano di raggiungere le località a sud del Kansai, per mettersi al riparo dal pericolo della nube atomica.

In realtà quelle persone non scappavano per mettersi al riparo da una "nube atomica". Manco per il cazzo.
Era solo che il 21 marzo in giappone è festa nazionale e i tochiesi se ne erano andati per fare il fine settimana lungo. Passata la festa sono tornati a Tokyo.

Più feic nius di così.
Balle al cubo.

L'articolo è ancora disponibile qua, non si sono nemmeno dati pena di nasconderlo.

E questa è solo una delle balle che si raccontarono in quei giorni. L'elenco è sterminato.
L'effetto è che in italia (ma in generale, fuori dal giappone) la gente era convinta fosse in corso un cataclisma. All'epoca vivevo in giappone e passavo le serate a rispondere alle email di gente che non sentivo da tempo immemorabile che mi chiedeva se ero ancora vivo.

In effetti se leggi sul giornale che 4 milioni di persone scappano dalla "nube atomica" cosa devi pensare?
Non stupisce che la gente cancellasse le vacanze in giappone per paura di un pericolo inesistente (oltre i 30 km da Fukushima fondamentalmente le radiazioni erano trascurabili). Per come la raccontava sui giornali gente come visetti era comprensibile la loro paura nutrita da queste feic nius.

Il risultato poi si è visto il 13 giugno al referendum sul nucleare dove ha vinto il sì.

Certo, se per mesi e mesi prima del referendum su giornali italiani scrivono puttanate grosse come case su quello che è successo a Fukushima è ovvio che la gente poi vota contro il nucleare. Ma scusate, questo non è forse lo stesso meccanismo che viene contestato adesso con Trump o con la Brexit? Guardate al danno sociale che hanno fatto le feic nius pubblicate dai giornali su Fukushima: hanno addirittura influenzato l'opinione pubblica italiana facendo vincere il sì al referendum sul nucleare.  È la stessa, identica cosa che viene contestata alle feic nius che in America avrebbero fatto vincere Trump.

Perché allora nel 2011 tutti - tranne pochissimi - sono stati muti? Perché nessuno sollevò il vespaio delle feic nius che influenzano il risultato delle votazioni?

Semplice, perché il problema non è l'effetto delle feic nius sulle elezioni. Il problema c'è solo quando il risultato non piace. Finché le balle di visetti e i suoi sorapis fanno vincere il sì al referendum sul nucleare allora non esiste il problema feic nius. Anzi, le feic nius si usano a piene mani per raggiungere lo scopo. Quando invece le feic nius fanno vincere chi ti sta sul culo allora si stracciano le vesti, le canottiere e finanche le mutande.

La moda delle feic nius è scoppiata solo ora perché il risultato è stato diverso da quello che volevano i mezzi di comunicazione di massa. Le feic nius c'erano anche prima, ma siccome il risultato faceva comodo nessuno le denunciava.

Fin quando le feic nius le usi tu per sodomizzare gli altri vanno benissimo. Quando invece usano le feic nius per infilarlo nel culo a te allora gridi allo scandalo.

Che adesso quotidiani come repubblica facciano le madonnine immacolate che si scandalizzano contro le feic nius e i loro danni sociali quando per anni hanno abusato di feic nius per ottenere i loro scopi (e fare parimenti danni sociali) è onestamente ridicolo.
Abbiano almeno il buon senso di tacere.

Questa gente non ha diritto di parlare di feic nius.
Prima ammettano il loro sbagli e poi... e poi stiano zitti ugualmente per decenza.

Il corriere e la bufala del pronome neutro (a proposito di feic nius)

December 20th, 2016 by mattia | 24 Comments | Filed in bufale, perle giornalistiche


via corriere.it

Ieri sul tuitter ho pubblicato un collegamento a questo articolo del corriere domandandomi se anche questa era una feic nius. L'alternativa era che il mondo si stesse rincoglionendo definitivamente.

Con calma poi ho ricercato e ho scoperta che la risposta è... entrambe le cose.

La storia, come spesso accade, ha un fondamento di verità, ma è diversa da come è stata raccontata dal corriere. Non c'è infatti alcun divieto di dire 'he' o 'she'. Né alcun codice di condotta che impone di non usare quei pronomi per non offendere i transgender.

Il sindacato studentesco lo ha precisato bene sul suo sito con un comunicato stampa:
On the weekend of December 11th, several articles were published stating that Oxford University Students’ Union had produced a leaflet which told students “to use gender neutral pronouns such as ‘ze’ rather than ‘he’ or ‘she’”.

As far as we’re aware, the information which has been published is incorrect.

Traduzione mia
Durante il fine settimana dell'11 dicembre, diversi articoli sono stati pubblicati secondi i quali il sindacato degli studenti ha prodotto un volantino che diceva agli studenti di "usare il pronome dal genere neutro come 'ze' al posto di 'he' o 'she'.
Per quanto siamo a conoscenza questa informazione che è stata pubblicata è falsa.

Continuano nel comunicato precisando:
the assumptions made may in fact refer to a policy used with the Students’ Union Council, where it is asked (for accessibility and minuting purposes) that everyone who speaks states their name, college and pronouns.

Traduzione mia
Le supposizioni fatte possono in effetti riferirsi alla politica usata nel consiglio del sindacato, dove è richiesto (per scopi di praticità e verbalizzazione) che ognuno che parla dichiari il proprio nome, college (le varie unità in cui è divisa l'università di Oxford, n.d.r.) e il pronome.

Quindi questi malati mentali quando si riuniscono a fare una riunione e parlano a turno si alzano e dicono: io mi chiamo Robert, sono del Corpus Christi college e come pronome preferisco 'he'.
E quello che mette a verbale annota che Robert vuole essere chiamato he. (e non bevo da 15 mesi... ah no, scusate)

Non c'è quindi nessun divieto di usare 'he' o 'she' per non offendere chi crede di essere una scatola di cioccolatini.
La politica di questo sindacato è che ognuno deve dichiarare il pronome che preferisce quando parla a una riunione.

Prosegue il comunicato
There is also a further possibility that our work and remit has been confused with the work of the wider University, whose Trans Policy and guidance does include a mention of neopronouns (pronoun sets like ‘ze/hir’, ‘ey/em/eirs’)

Traduzione mia:
C'è anche una ulteriore possibilità che il nostro lavoro e competenze siano stati confusi con il lavoro dell'Università di per sé, le cui linee guida per i transessuali menziona i pronomi di fantasia immaginari (pronomi del tipo 'ze/hir', 'ey/em/eirs').

Le linee guida a cui si riferiscono sono probabilmente queste.

E ancora
We would also like to clearly state that we would never tell anyone to use ‘ze’ pronouns instead of ‘he’ or ‘she’ if ‘he’ or ‘she’ is the pronoun someone wishes to use. That would be misgendering and would likely have the biggest impact on individuals (ie, some trans students) who may already be struggling to get people to use ‘he’ or ‘she’ for them. It would be totally counterproductive.

Traduzione mia:
Vorremmo mettere in chiaro che non diremmo mai a nessuno di usare il pronome 'ze' al posto di 'he' o 'she' se 'he' o 'she' è il pronome che preferisce usare. Ciò sarebbe misgendering (parola intraducibile poiché inesistente, n.d.r.) e avrebbe probabilmente il più grande impatto su coloro (ad esempio - i.e., non ie, n.d.r. - alcuni studenti transessuali) che  potrebbero già avere problemi nell'ottenere che la gente usi 'he' o 'she' per loro. Sarebbe totalmente controproducente.

Poi vabbe', il resto del comunicato di questi malati mentali ve lo leggete da soli.
La storia però è chiara: questo sindacato studentesco non ha imposto nessun pronome neutro a nessuno. Se uno preferisce usare 'she' o 'he' può farlo. Ha dato l'opportunità però ai transessuali di adottare il pronome neutro di fantasia che preferiscono.

L'articolo del corriere quindi è estremamente fuorviante. È falso che è "Vietato dire lui o lei". È falso che il sindacato studentesco "impone gli iscritti della più prestigiosa università del mondo di non usare «he» or «she»".
Se volete un esempio di feic nius eccolo qua: una notizia falsa spacciata per vera. Senza avviso che si tratta di satira.

Dopodiché, anche con queste precisazioni, mi tocca dire che sì, purtroppo il mondo si sta rincoglionendo. Che uno si debba alzare in piedi in una riunione e dire "Mi chiamo Robert e preferisco il pronome 'he'" è ridicolo. È ovvio che il suo pronome è 'he'. Farlo perché c'è gente convinta di essere una scatola di cioccolatini la quale impone a tutti di dichiarare l'ovvio è una buffonata.

Il mondo non gira attorno a quelle poche persone convinte di essere scatole di cioccolatini. Per la stragrande maggioranza della popolazione vale ciò che dice la scienza: ci sono due generi, maschile e femminile. Non perché lo dice il Papa ma perché lo dice la scienza: hai i cromosomi XX sei una femmina, hai i cromosomi XY sei un maschio. Uno può anche essere convinto di avere i cromosomi XLGBTPQRTVZ e di appartenere al genere 'cavallo goloso', ma per quanto possa esserne convinto nell'intimo della sua anima ciò non lo rende più vero.

Viviamo in paesi liberi: se tu sei convinto di essere Napoleone o di avere il cromosomi XLGBTPQRTVZ che ti rendono appartenente all'inesistente genere 'cavallo goloso' sei libero di dirlo in giro, sei libero di gridarlo ai quattro venti. Figurati se sono io a vietartelo.
Quello che non puoi pretendere è che il mondo giri attorno a te. Se sei un uomo ti chiamo con il pronome da uomo, se sei donna ti chiamo con il pronome da donna. Se la cosa ti offende sono fatti tuoi. Non puoi pretendere che la gente dia credito a quello che gira nella tua testa.
Così come non puoi pretendere che gli altri debbano specificare l'ovvio (ossia dire che vogliono il pronome maschile se sono uomini e femminile se sono donne) solo per consentire a te di considerare normale pretendere un  pronome di fantasia.

Io non stupro la lingua per adeguarmi a una ideologia. Non la stupro se me lo dice starace, non la stupro se me lo dice la boldrinova, non la stupro se me lo dicono gli imbecilli che ritengono "disabile" un'offesa, non la stupro se me lo dice la gente convinta di appartenere inesistente genere 'cavallo goloso'.

Fattene una ragione

Let

October 9th, 2016 by mattia | 7 Comments | Filed in ignoranza, perle giornalistiche
You know, I'm automatically attracted to beautiful-
I just start kissing them. It's like a magnet.
Just kiss. I don't even wait.
And when you are a star they let you do it.
You can do anything.
Whatever you want.
Grab them by the pussy.
You can do anything.

 

La cosa interessante è che i giornali l'hanno pure pubblicato questo audio di Donald Trump.
Basterebbe ascoltarlo per capire che la polemica è fondata sul nulla. Ma forse i lettori si limitano a leggere titoli come questo

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Trump: "Io un Vip, alle donne posso fare tutto ciò che voglio..."

Si potrebbe buttarla pure sulla grammatica, l'analisi logica, quelle cose lì che si fanno alla scuola media (ma che evidentemente non si ripassano quando si fa l'esame per diventare giornalisti).

Frase originaria.
And when you are a star they let you do it.
You can do anything.

ossia

E quando sei famoso te lo lasciano fare. Puoi fare qualsiasi cosa.

Frase virgolettata sul "giornale"
Io un Vip, alle donne posso fare tutto ciò che voglio...

Compito a casa per i giornalisti senza licenza media. Trovare il verbo che si è perso tra la frase originale e la frase riportata nel titolo (virgolettata!).

Non lo vedete? Vi aiuto io:

LET


Consentire.
Trump NON ha detto che siccome è un VIP può fare tutto ciò che vuole alle donne. Trump ha detto che siccome è famoso le donne gli consentono di fare tutto quello che vuole.
when you are a star they let you do it.

 they let you do it.

THEY LET YOU DO IT.

Non capite ancora la differenza?
Sta bene, vi spiego pure questa.

Stiamo parlando degli Stati Uniti Americani, un paese in cui puoi essere accusato di molesta sessuale anche solo se incontri una donna per strada e le dici "complimenti alla mamma".
La domanda più logica che ne consegue è: ok, come ci fai a provarci con una donna allora?
Ho provato a fare questa domanda ad alcuni amici americani che in coro mi hanno detto: se sei bello puoi fare quello che vuoi, se sei un cesso rischi.

È così che funziona la società americana.
Trump ha solo illustrato come funziona non quando sei bello ma quando sei ricco e famoso.

Fondamentalmente se tui sei un poveraccio (magari pure cesso) e approcci una donna cercando di baciarla questa ti denuncia e tu sei un molestatore sessuale.
Se invece sei ricco e famoso puoi approcciarla senza temere che questa ti denunci, anzi il più delle volte ci sta pure.

Cosa c'è di sessista in tutto questo? È semplicemente la descrizione della realtà.

Trump in quelle frasi che un uomo famoso può fare tutto quello che vuole a una donna indipendentemente dalla sua volontà. Trump dice che sono le donne a consentirgli di farlo perché è famoso.

Se qui c'è un problema non è di Trump, il quale si limita ad osservare che siccome è ricco e famoso gliela danno tutte. Il problema è - al massimo - di tutte quelle donne che gliela dànno perché è ricco.
Ho specificato se c'è un problema perché tutte quelle donne sono libere di sbrodolare per Trump o per ogni altro riccone quanto vogliono. La vagina è loro, la dànno a chi vogliono; se vogliono darla a un ricco e famoso perché tale e non a un povero per me sono libere di farlo.
Se però qualcuno vuole contestare questo atteggiamento mica se la può prendere con chi la prende. Non è certo il ricco e famoso che ha creato questo sistema, sono quelle donne che gliela dànno perché ricco e famoso. Sono loro che, senza nessuna imposizione ma attratte solo dal denaro e dalla fama, la dànno via non a chi le ama ma a chi offre loro più beni materiali.

Quando vedremo che tutte le più belle donne diranno no ai ricconi e si metteranno con degli operai metalmeccanici (magari anche un po' cessi) allora ne riparliamo.
Ma fintanto che il mondo gira nella maniera opposta Trump si limita a descrivere la realtà.

Compiti

October 6th, 2016 by mattia | 6 Comments | Filed in perle giornalistiche, repubblica ceca
L'altro giorno leggevo questa notizia per cui la Disney aveva ritirato un costume di carnevale di Oceania perché rappresenterebbe una appropriazione indebita della cultura polinesiana.
Una di quelle notizie per cui ti domandi: ma il mondo si sta rincoglionendo davvero così tanto? Possibile che si debba fare polemica anche per questo?
Eppure abbiamo vissuto un tempo in cui all'oratorio si faceva la festa di carnevale "indiani contro cauboi" e nessuno rompeva il cazzo perché era offensivo verso gli indiani.
Il mondo non è sempre stato così rincoglionito, lo è diventato.

A questo punto potremmo fare polemica su tutto. Basta far finta di essere seri e offesi e un mezzo di comunicazione di massa che monti un caso lo troviamo.

Che dite, ci proviamo?

Propongo due casi.

Primo.
Prendete questo evento. Guardate gli importanti organizzatori.
Ora cercate di fare polemica per il font che ricorda un periodo infausto della storia italia.
Davvero era necessario usare quel font? È forse un'esaltazione di quell'ideologia?
vergoniaaa!!111!!!
Compito: contattare un mezzo di comunicazione e denunciare il gravissimo fatto.

Secondo
Guardate questo video. È uno spot politico ceco per le elezioni regionali di domani e sabato.
Non vi dico il partito, vi dico solo che si tratta di "fare pulizia".
Compito: contattare un mezzo di comunicazione e dire che in Rep. Ceca fanno spot elettorali razzisti.

Il tutto sperando ovviamente che abbocchino.

Il primo che fa abboccare un giornale vince un sacco di indignazione formato famiglia.