Archive for the ‘repubblica ceca’ Category

Come ordinare uno, due, cinque spritz

August 17th, 2017 by mattia | 11 Comments | Filed in repubblica ceca
O c'è un complotto per prendermi per il culo, oppure questa è grossa.



Da qualche tempo in Rep. Ceca è diventato molto popolare lo spritz, tanto che lo si trova ovunque ormai. E insomma, io ieri esco dal lavoro e davanti al campo di pallavolo su sabbia trovo questa bandiera che reclamizza lo spritz venduto al chiosco dei rinfreschi.

Così mi è venuto da pensare, quale sarà mai il plurale di spritz in ceco? O meglio, i plurali, visto che in ceco ce ne sono due di plurali - uno da 2 a 4 e l'altro dal 5 in poi.
Davvero non riuscivo a inquadrare la parola.

Ebbene, due cechi mi hanno entrambi detto che due spritz si dice dva Aperoly mentre cinque spritz si dice pět Aperolů. Visto che spritz era troppo difficile da declinare hanno deciso di usare aperol che è più comodo.

O queste due persone si sono accordate per prendermi in giro dandomi la stessa versione oppure... oppure io qui mi arrendo.

La pergola

August 14th, 2017 by mattia | 11 Comments | Filed in cantina, repubblica ceca


Le foto sono venute male - le ho fatte con il telefonino - ma vi assicuro che dal vivo il risultato è decisamente migliore.
Questa è la pergola che ho costruito durante gli ultimi mesi nel mio giardino.

Non volevo una cosa pesante, con delle grosse travi di legno. Mi piaceva l'idea di una struttura leggera, e grande.

Quindi ho fatto una pergola circa 4 m x 3 m sostenuta da quatto colonne ognuna composta da tre tubi collegati tra loro qui e là da un sostegno orizzontale. Un po' in stile palco da concerto.
Tra le varie colonne ho messo dei travetti di legno che mi erano avanzati dal tetto, scartavetrati e trattati con la vernice contro la pioggia.



Tirato tra questi travetti ho poi installato un telo nero cucito su misura che si mette e si toglie in un attimo.
Sotto un bel tavolo da pic-nic dove posso lavorare comodamente al calcolatore (ho anche le prese di corrente elettrica su di una colonna) e una poltrona gonfiabile su cui mi stravacco a guardare netflix.



Ah, sotto tutti i travetti di legno ho installato delle strisce di LED IP44 d'un bianco caldo.
Poi magari la prossima settimana faccio le foto di notte così vedete l'effetto dei LED.

Ora ditemi che non sono un figo della madonna.

L’impiegata del catasto al 112

August 10th, 2017 by mattia | 14 Comments | Filed in repubblica ceca
Anche perché poi mi accusate di parlare solo bene della Rep. Ceca.
Oggi ho vissuto un'esperienza surreale. Dall'Austria arriva un'importante perturbazione verso la Moravia. Nel paese dove ho la cantina arriva un vento pazzesco. Giuro, non ho mai visto niente di simile. Avevo paura anche solo a uscire dalla cantina.

In lontananza vedo qualcosa che non va alle linee elettriche sulla via che porta al paese. La luce che va e viene e poi... boom! Una esplosione ad altezza cavi e l'elettricità che se ne va.

Che faccio? Chiamo il 112, numero di emergenza unico.
Mi risponde l'operatrice più imbranata della storia. Prima le chiedo se parla inglese, ma mi dice di no.
[sì, parlo ceco, ma un'emergenza non è il miglior momento per allenarsi con le lingue, bisogna farsi capire, bene e alla svelta]

Come fa un centralino del 112 a non parlare inglese? Io poi mi sono arrangiato spiegandogli cos'era successo in ceco.
Non senza difficoltà, tanto che a un certo punto le ho chiesto se non avevano lì un ingegnere elettrico con il quale mi sarei capito meglio (poi mi sono reso conto che era una richiesta eccessiva).
Il problema di comunicazione non era tanto mio, che alla fine sono riuscito a descrivere il problema, quanto dell'operatrice imbranata.
Giuro, per puro culo mi ricordavo tutti i termini particolari (come esplosione, fuoco, cortocircuito...)
Mi domando uno straniero come avrebbe potuto cavarsela.

Vi risparmio in resto della conversazione, sembrava di stare al telefono con un'impiegata del catasto, non con un'operatrice di un numero di *emergenza*. Quando poi mi ha passato i pompieri i 30 secondi ci siamo capiti. Tu guarda.

Non pensate sia così ovunque. Otto o nove anni fa chiamai il 112 in Spagna, l'operatrice parlava inglese *perfettamente*.

Una cosa del genere non è ammissibile. Ma neanche se capita una volta sola e per pura sfiga proprio a me.
Il numero di emergenza deve funziona bene, sempre.

 

Piesse: adesso vediamo quanto regge l'UPS...

Tromba!

August 6th, 2017 by mattia | 4 Comments | Filed in praga, repubblica ceca
Una delle tante cose che ho sempre voluto imparare a fare, insieme a mungere le mucche e tornire, è suonare la tromba.
Sì, ok, magari non proprio a suonarla, ma almeno a emettere qualche suono decente. Il fatto che mi uscissero solo pernacchie, per quanto mi sforzassi, mi era rimasto lì sul gozzo.

A casa ho una tromba, una vecchia carretta comprata usata per cinquecento corone non mi ricordo nemmeno dove. Ogni volta che fgpx78 veniva a cena a casa mia la tiravo fuori e chiedevo di insegnarmi come si suona. Solo che lo facevo al termine dalla cena, quando da una parte ero ubriaco e dall'altra era tardi e rischiavo di disturbare i vicini.

L'altro ieri sono andato a cena da lui portandomi la tromba e abbiamo provato prima della cena.
Così mi ha insegnato veramente come si fa. Ora riesco a emettere suoni gradevoli. Non avete idea del grado di soddisfazione.

Tutto il potere appartiene ai lavoratori

August 3rd, 2017 by mattia | 21 Comments | Filed in praga, repubblica ceca


Nel mezzanino della metropolitana di Hradčanská potete osservare questa scritta scolpita nel marmo:
tutto il potere nella repubblica socialista cecoslovacca appartiene ai lavoratori

Era il secondo articolo della costituzione.
Di solito non ci bado neanche ma ogni tanto mi capita di osservarla. Mi dà fastidio? Non proprio.

Anzi, è quasi ironica, perché quella frase è obiettivamente una bugia. Durante il comunismo il potere non apparteneva ai lavoratori, ma manco per il cazzo. Il potere apparteneva al partito e ai suoi capi. Che poi, nemmeno loro era il potere, a dirla tutta. Perché se il partito decideva una cosa ma Mosca un'altra era un attimo che ti mandavano i carri armati. In ultima istanza dunque il potere apparteneva a Mosca, mica ai lavoratori. Figuratevi che cosa potevano decidere i lavoratori, niente.

Quella scritta ora è un enorme pro memoria delle balle che raccontavano a quei tempi. Tutti sapevano che non era vero, tutti facevano finta di crederci e siccome era una balla dovevano scriverlo nel marmo con cui rivestivano l'ingresso della metro. Perché se una balla è grossa affinché stia in piedi hai bisogno di scriverla in grande.

Quella frase ora si legge così: guardate come vi prendevano per il culo durante il comunismo.
Forse è persino utile per ricordare come funzionava a quei tempi. Poi magari c'è qualche nostalgico che ci crede ancora adesso e a cui s'infiamma il cuore davanti a quella scritta. Ma tu lo guardi e lo compatisci pensando: guarda, quello nemmeno adesso ha capito che lo prendevano per il culo.

Lo stesso si potrebbe dire per i monumenti italiani ancora oggi marchiati coi simboli del fascismo.
Basta solo cambiare il nome degli attori in gioco.
Chi si esalta davanti a un monumento fascista è patetico come quello qui sopra che non ha capito nemmeno oggi che lo prendevano per il culo. Chi si ostina a voler rimuove quei monumenti non arriva nemmeno a capire che sono invece un utile ricordo di ciò che fu.

E poi c'è la boldrini che non perde occasione per dire una stronzata, ma a quello ormai siamo abituati.

Lasciate perdere i cavetti

August 3rd, 2017 by mattia | 7 Comments | Filed in praga, repubblica ceca
Qualche mese fa a Hradcanska hanno installato questo totem per ricaricare i cellulari. Tre pannellini fotovoltaici disposti a petali di fiore in alto e i cavetti da collegare al dispositivo. Non so perché hanno messo quei tre pannelli così, con quella forma: sono su di uno stesso piano, mettere un pannello solo di area tripla era equivalente. Boh, forse così non faceva abbastanza figo. Se metti un pannello solo sembra un parchimetro, se ne metti tre a petalo sembra un elemento di desain.



Dopo pochi mesi dall'installazione la situazione dei cavetti è questa:



Quasi tutti sbregati via. C'è un solo cavetto micro usb che si salva, ho provato a metterlo nel mio cellulare e aveva molto agio. Ad ogni modo non caricava un cazzo. Non so se perché il totem era scarico o se perché le sicurezza avevano staccato tutto rilevando qualche corto agli altri cavetti rotti.

Ad ogni buon conto, il totem ora è completamente inutile. Quei cavetti col il connettore sbregato via sono lì a ricordarci quanto dura un sistema del genere.

Non è la prima volta che accade. Qualche tempo fa in un noto centro commerciale di Praga avevano installato uno scaffale con dei mini-armadietti. Dentro ognuno di essi c'erano i cavetti di ogni tipo per ricaricare il cellulare. Tu collegavi il tuo telefono, lo ponevi nell'armadietto, chiudevi a chiave e mentre il cellulare si ricaricava tu andavi a fare le compere. E nessuno ti ciulava il dispositivo perché era sotto chiave nell'armadietto.

Dopo pochissimo i cavetti si sono sputtanati come quelli qui sopra e l'ultima volta che sono stato in quel centro commerciale questi armadietti erano spariti.
Forse fra un po' toglieranno anche questo totem.

A un certo punto forse la capiranno che il cavetto offerto al pubblico è una pessima idea, ché in poco tempo si sbrega via e diventa inutilizzabile.
L'unico modo per realizzare queste stazioni pubbliche di caricamento di cellulari è usare una tecnologia senza fili come il Qi.
Niente di speciale, ci sono già molti telefoni che ce l'hanno integrato (qui trovate la lista). Controllate, magari ce l'ha anche il vostro telefonino e nemmeno lo sapevate.

Non vale per tutti, vero, ma alternative non ne vedo. Non sarebbe poi la prima volta che una tecnologia è disponibile solo per alcuni, la cosa poi invoglierebbe solo le aziende a inserirlo nei propri dispositivi. In ogni caso i cavetti lasciateli perdere. Piuttosto non mettete niente, ché una cosa che si sputtana dopo pochi mesi è peggio.

Godzilla

August 2nd, 2017 by mattia | 2 Comments | Filed in praga, repubblica ceca
...si arrivo domani, ho addirittura preso il tipo che viene in aeroporto col cartello con su il nome e l'auto, tutto perché volevo fargli scrivere sul cartello Godzilla, poi mi sono vergognato e ho dato il nome vero.

Non farò mai il nome di chi mi ha scritto questa email in previsione della sua visita a Praga.
Anche perché se si sa che va in giro con lo chauffeur anziché con l'autobus gli rovino la fama da proletario.

Però ecco, questo vi da la misura della gente che conosco io.

A parti rovesciate

July 26th, 2017 by mattia | No Comments | Filed in politica, repubblica ceca
Domenica scorsa si parlava di politica davanti a un bicchiere di vino con i vicini di cantina.

Ci ho messo un bel po' a spiegare che in italia la sinistra è a favore degli immigrati clandestini.

  • ma quindi anche il partito comunista è per i "migranti"?

  • be', diciamo la mezza dozzina di partiti comunisti, ché a sinistra del PD ce ne sono forse anche di più. Comunque sì, sono a favore dell'invasione.

  • E la destra?

  • La destra è contro.

  • Aspetta, mi stai dicendo che in italia la destra è contro gli immigrati clandestini e la sinistra è a favore

  • Ehm... sì.

  • Che paese bizzarro l'italia.


Perché in Rep. Ceca è l'opposto, se non l'avevate capito.

Quando vi parlano di valori di destra e sinistra come se fossero valori assoluti ricordatevi che basta fare qualche centinaia di chilometri e i valori s'invertono e che non c'è niente di più relativo.