Archive for the ‘repubblica ceca’ Category

Zeman e la regina

June 28th, 2017 by mattia | No Comments | Filed in repubblica ceca
Non ne parlo da un po' di tempo ma non pensate che zeman abbia messo la testa a posto. È sempre lo stesso. L'altro giorno ha dichiarato pubblicamente che il primo ministro è carismatico come un vasetto di cetrioli. E per carità, è pure vero, ma se sei il presidente della repubblica non puoi andare in giro a prendere per il culo le altre cariche istituzionali allegramente.

Nel frattempo è andato a Londra a salutare la regina. Questo il video dell'incontro:



Notate quanta sobrietà ed eleganza. Notate quel sorriso che normalmente io ottengo dopo la quinta birra (lui no, eh).

Ovviamente l'ironia sull'internet ceco si spreca:



La vignetta di zeman potete leggerla da soli: è inglese cechizzato e si riferisce a quando zeman andò alla radio e criticando le pussy raiot disse che pussy (passi, secondo lui) significa "figa". "Figa qua, figa di là" con il redattore sconvolto.

La vignetta della figlia si riferisce al fatto che si dice - cosa sempre negata - che abbia partecipato a un filmino porno orgiastico. Mentre la moglie si riferisce alle stupende scarpe di zeman.

Poi uno pensa alla pazienza che serve per fare la regina e dove accogliere certa gente facendo bella cera.

Šinzó

June 28th, 2017 by mattia | 4 Comments | Filed in giappone, repubblica ceca
Ogni tanto arriva ancora qualcuno a dirmi "ma come mai le parole straniere le scrivi in quella maniera orribile?"

Tipo ghei praid, nel post dell'altro giorno.

Ché il problema non è mica che la gente usa parole straniere alla cazzo (anche quando si potrebbero usare parole italiane). No, il problema è come le scrivo io.

Ho già spiegato mille volte che lo scopo è quello di consentire la pronuncia corretta a chi legge, che non necessariamente deve sapere pronunciare tutte le lingue del mondo per poter leggere correttamente un testo italiano.

Alcuni pensano che sia una eccentricità mia, ma in ceco è assolutamente normale. Le parole straniere vengono cechizzate. Sì anche i nomi propri.
E non parlo solo delle donne (a cui si aggiunge -ova, tipo che qui la boldrini verrebbe chiamata boldrinova sul serio), per le quali è una questione di grammatica.  Si cechizza anche la grafia.

E in contesti ufficiali, non nei gruppi di feisbuc.

Volete un esempio. In questi giorni il primo ministro ceco è in giappone per una visita di Stato. Il governo, sul sito ufficiale, pubblica l'agenda degli incontri:
Během oficiální návštěvy bude jednat s předsedou vlády Japonska Šinzó Abem

Avete notato come hanno scritto il nome del primo ministro giapponese? Šinzó, non Shinzō.

Perché š in ceco si pronuncia come "sc" di sciare. E la ó è una o lunga in ceco.

Ora, se il governo ceco, sul sito ufficiale può scrivere Šinzó perché io non posso scrivere Scinzo?
Perché non posso scrivere Tochio? Perché dobbiamo usare una traslitterazione inglese?

L’ennesimo resoconto stralunato di turisti italiani a Praga

June 12th, 2017 by mattia | 14 Comments | Filed in ignoranza, praga, repubblica ceca
Praga è bellissima, ma dobbiamo sfatare alcune cose che ho letto in giro e che hanno destabilizzato il mio viaggio in questa città.

via qui

Gente così non deve viaggiare. Ma soprattutto deve evitare di scrivere certi resoconti di viaggio.
O forse sì, deve viaggiare e farsi spennare, perché è ciò che questa gente merita. E deve scrivere certe idiozie su internet perché merita essere presa per il culo esattamente come sta avvenendo.
La prima cosa è questa, mi era stato detto che per i cellulari c'era solo il Gsm. Falso, c’è il 4G e wifi gratis dappertutto.

E questa dove avrebbe letto che c'è solo il GSM? No, seriamente.
Ma anche solo pensare che esista un paese del genere in Europa è una follia. Si stupisce che ci sia il wifi dappertutto? Ma dove ha vissuto questa persona?
Un paese con solo GSM in Europa? E cosa credeva che qui si usassero ancora i Nokia 1610?
A questa tizia non salta nemmeno in testa che un paese con solo il GSM avrebbe un potenziale settore di business enorme per le connessioni dati? E secondo lei le aziende di TLC non aggredirebbero questo settore di business?
La città da 3 anni a questa parte si è modernizzata in maniera esponenziale, e i prezzi sono saliti alle stelle, basti pensare che in alcuni posti, tipo nel castello 2 caffè (hanno Illy e Lavazza, ma non li sanno fare, bisogna adattarsi) li abbiamo pagati 192 corone.

A Praga ci sono i posti dove fanno il caffè buono (non lo saprà fare il barista del tuo paesello di stocazzo). Ho bevuto espressi buonissimi anche in trattorie di periferia, pagando 30 corone per la tazzina. Se paghi 192 corone per due caffè (prezzi di 12 anni fa quando a Praga l'espresso lo trovavi solo nelle zone turistiche) significa che hai scelto il posto migliore per farti spennare.
O meglio, ti hanno guardata in faccia e hanno deciso di darti la merda a peso d'oro perché ti si legge in faccia che sei lì per farti spennare (cosa che, ripeto, ti meriti).
Mezzo litro di acqua costa in media intorno alle 80 corone ma l'abbiamo pagata anche 92.
Nei ristoranti costa di più, quasi 200 corone un litro, quindi 8 euro.

No, aspetta. Dove cazzo hai pranzato?
In centro ci sono decine di trattorie dove con 200-250 corone paghi tutto il conto. Se sei finita a pagare 200 corone per un litro d'acqua o sei andata in un ristorante di lusso o vale il discorso di prima.
Per capirci, in questo ristorante (un locale stra figo con vista su Praga e sul castello da urlo, mica una bettola seminterrata) 0,33 l di Mattoni (la prima minerale ceca) costa 35 corone. Un litro quindi 105 corone. In questo ristorante in pieno centro (saranno 20 m da Mustek) mezzo litro di minerale costa 45 corone, quindi 90 al litro.
200 corone sono totalmente fuori strada, sono fuori dalla realtà. Non nego che possa averle pagate, ma non è indicativo per gli altri. Non è che se fregano te allora devono fregare tutti. Quei prezzi valgono solo per te che non sai andare in giro.
I Praghesi sono cortesi con chi è cortese, ma non parlano in nessun modo l’italiano, però l’Inglese sì.

Adesso però spiegami perché a Praga dovrebbero parlare italiano.
Voglio dire, è ovvio che non parlino italiano, come fa anche a venirti in mente che lo parlino. Questa è gente convinta di essere l'ombelico del mondo, che tutto giri attorno all'italia, tanto da aspettarsi che nel mondo ovunque parlino italiano.
Se ti aspetti che a Praga si parli italiano ai turisti allora devi aspettarti che parlino pure coreano, russo, tedesco, polacco...
Cosa credevi, che gli italiani siano gli unici stranieri che arrivano a Praga?
Una cosa importante che si deve sapere è questa: nei ristoranti o al bar è obbligatorio, appena arrivato il cameriere, sapere quello che si vuole ordinare, altrimenti loro lo considerano una perdita di tempo e diventano scortesi.

Non è che "loro lo considerano una perdita di tempo", è una perdita di tempo. Non sei la principessa sul pisello, il mondo non gira attorno a te e non sono lì tutti ad aspettare che ti gratti la bernarda mentre decidi cosa prendere. Fattene una ragione e cerca di essere efficiente nella vita.
Anzi, cerca di essere educata, perché fare aspettare la gente senza necessità è maleducazione.
I ristoranti cucinano dalla mattina fino alle 23, quindi per quello nessun problema.

Ma dove sei stata?
Cenare a Praga alle 23? Ma se quando entri alle 21 ti dicono ovunque che la cucina è già chiusa. Se serviva una conferma eccola qua: sei finita nelle trappole per gonzi, non nella vera Praga.
Il Goulash è da provare assolutamente, ma sappiate che è un piatto molto pesante, e quindi meglio essere predisposti

Il Goulash non so cosa sia. A Praga si mangia al massimo il guláš.
Che poi, pesante: ma dai? Io pensavo fosse un piatto consigliato per le ballerine di danza classica che vogliono stare leggere.
Si paga tutto, sia per vedere le chiese, che le sinagoghe, che i palazzi, e pure le toilette.

Si pagano 5 corone per il cesso, meno di 20 centesimi (anche se da qualche parte inizio a vedere 10 corone). Ma insomma, gente che deve pulire la merda di gente come te merita anche di più.
Praga è boemienne dall’inizio alla fine e piena di storia.

Praga è boemienne. Ok, ciao.
Nel castello si entra gratis, i biglietti che vi propinano via internet sono per vedere l’interno della chiesa di San Vito, ma fino a un certo punto si può entrare gratis, una chiesa del 1300 che sinceramente non ha niente di più di una delle nostre chiese dell’epoca e per finire un palazzo con una stanza immensa vuota, il tutto per 350 corone a testa.

[...]

Nel mezzo del Castello si erge la cattedrale di San Vito, capolavoro di stile Gotico, sinceramente mi sembrava di vedere la Sagrada Famiglia di Barcellona, penso che Gaudì si sia molto ispirato alla cattedrale di Praga e qualcosa è anche identico, qui mi è caduto un mito (quello di Gaudì).

Qui iniziano le bestemmie però.
No, ok, non bestemmio che si sta parlando di cose religiose. Cosa c'entra la Sagrada Familia con la cattedrale di S. Vito lo sa solo lei. Non è che basta avere delle guglie per assomigliarsi.
Questa mi sa che si è spostata due volte nella sua vita dal paesello, ha visto Barcellona e Praga e siccome non ha visto altro una chiesa le ricorda l'altra.

Poi è ovvio che considera una truffa i biglietti per vedere l'abside della cattedrale di S. Vito. Probabilmente quando è passata davanti alla tomba di S. Giovanni Nepomuceno avrà detto che le ricordava la bomboniera d'argento che ha ricevuto al matrimonio della sua cugina di secondo grado.

La perla sulla sala immensa vuota del castello però è inarrivabile.
A questo punto non condanno neanche più gli italiani che arrivano a Praga e spendono il loro tempo tra centri commerciali, museo del sesso e negozi di souvenir cinesi.
Almeno conoscono i propri limiti e non si avventurano in cose che non possono capire.
Oggi è la sede di una Istituzione Ceca e quindi per entrare bisogna passare attraverso il controllo delle borse e il metaldetector.
Le guardie sono abbastanza seriose, tanto da rasentare la scortesia, non fateci caso, aprite le borse e fatevi controllare tranquillamente.

Tesoro, stai entrando nella sede del presidente della Repubblica. Hai presente il Quirinale? Ecco, una cosa del genere. Scommetto 5 en bucati che non è che quei signori erano scortesi: sei tu che non capivi dove ti trovavi e pensavi di entrare senza passare dai controlli da buona italiana. Ti hanno fermata, e ti hanno messo in riga.
Non è che me lo devi dire tu "aprite le borse e fatevi controllare tranquillamente", ogni persona educata lo fa a un controllo di sicurezza. È una cosa normale.
L’unica cosa che dovete assolutamente invece pagare è l’ingresso al vicolo d’oro. Nel vicolo si comincia a capire la storia di questo popolo e quello che ha sofferto.

Io qua sono perso. Veramente. Qualcuno capisce cosa vuole dire?
Il primo scoglio che si deve superare visitando Praga, non è tanto la lingua, abbiamo già detto che basta sapere l’inglese per muoversi molto bene, quanto il cambio da Euro a Corona Cecoslovacca CKZ.

Tralasciamo pure che è CZK e non CKZ. Ma... corona cecoslovacca? Cecoslovacca?
Mattia non bestemmiare, Mattia non bestemmiare!
In Italia prenotare Corone non è semplice, la Cecoslovacchia non ha aderito all’Euro, anche se nella comunità europea, quindi siamo obbligati a prenderla sul posto.

Non fate caso alla "comunità europea", che non esiste più dal 1992 quando diventò Unione europea. Questa pensa ancora ci sia la Cecoslovacchia... che cosa pretendete?

Io le corone ceche le comprai a Lecco (non a Milano, in una banchetta della cazzo a Lecco) nel 2004, ma sta bene. Cosa c'entri però il fatto che non ha aderito all'Euro con la difficoltà di reperire corone ceche in italia lo sa solo lei.
Manca proprio la logica qui: "quindi siamo obbligati a prenderla sul posto". Perché, se invece la Rep. Ceca fosse stata un paese con l'Euro potevi comprare le corone in italia?
Se provate a pagare in Euro aspettatevi da parte dei commercianti una “storta di naso” perché ci devono calcolare le provvigioni del cambio.

Anche se cerchi di pagare in en giapponesi a Milano probabilmente stortano il naso. Tu guarda, cerchi di pagare con una valuta straniera, che strano che si indispettiscano.
Avevo letto su alcuni siti, ahimè troppo datati, che il taxi dall’aeroporto alla città doveva costare al massimo 15 euro. Sì, un tempo, ora la tariffa del taxi è 35 euro.

Con 32 corone (1,22 euro) arrivi in centro usando il trasporto pubblico. Efficiente, frequente e disponibile a tute le ore.
Quelle poche volte che uso il tassì per andare all'aeroporto da casa mia (che non è centro-centro, ma  insomma, al castello ci vado a piedi) pago sulle 180-200 corone (meno di 8 euro). Un paio di settimane fa ho pagato "tanto" con uber e sono state  278 corone (10,6 euro).
E non ditemi che bisogna essere "del luogo" per pagare poco. Magari non conosci modry andel ma uber lo conoscono tutti.
Ebbene sì, io sono una turista fai da te e così sono inciampata in tutte le problematiche di chi si avventura in un paese che è diversissimo, quanto stile di vita, dall’Italia.

No, il problema non è che il paese è diversissimo per stile di vita dall'italia. Il problema è che gente come te non deve viaggiare. Al massimo deve andare a fare il bagnetto a Rimini, non un metro più in là. Non hai idea di dove sei stata, non ti sai comportare... Sta' a casa.

 

Piccola nota per concludere: qui non si tratta di infierire su gente che per condizioni personali ha limitata esperienza all'estero. Perché anche i miei genitori fanno giusto un viaggio all'anno, neanche sempre all'estero. Nemmeno loro parlano lingue straniere.
Eppure sono sempre riusciti a cavarsela da soli egregiamente a Praga anche quando io andavo al lavoro e loro giravano per la città da soli.
Mio papà quando viene a trovarmi a Praga prende i mezzi pubblici senza alcun problema e mangia i quelle trattorie da 200 corone a testa (tutto il pranzo, non solo l'acqua).
Non si fa inculare come un gonzo qualsiasi. E sto parlando un uomo relativamente anziano con la quinta elementare che di ceco conosce solo due parole (una delle quali è martedì, ma perché gli piace fare lo spiritoso).
Non si tratta di avere istruzione elevata o aver viaggiato in mezzo mondo. Basta essere un po' svegli, niente di più.
Se non sei sveglio quel minimo che serve non muoverti anziché lamentarti.

La revisione slovacca

June 5th, 2017 by mattia | 11 Comments | Filed in repubblica ceca, riflessioni
Una delle cose che talvolta mi trovo a dover spiegare agli stranieri è come sono rimasti in buoni rapporti cechi e slovacchi. Perché di fatto gli slovacchi in Rep. Ceca continuano a comportarsi come se fossero a casa (o quasi).

Ok, magari qualcuno vi racconterà di qualche episodio particolare, ma in generale conosco un fottio di slovacchi che vengono a Praga a lavorare e studiare esattamente come farebbero a casa loro.

L'aspetto forse più lampante di questo concetto è la lingua. Ci sono molti slovacchi che parlano benissimo ceco (ma non il contrario, i cechi sono più zucconi e quelli sotto i 25 anni ormai non parlano più lo slovacco). Ci sono però anche molti slovacchi che lavorano in Rep. Ceca e parlano slovacco. Ne conosco diversi che ormai sono a Praga da anni e niente, continuano a parlare slovacco. Tanto ci si capisce.
Mi è capitato più di una volta di andare in birreria o al ristorante a Praga ed essere servito da un cameriere slovacco che parlava slovacco. Non ci scompone più di tanto. Ci si continua a comportare come se ci fosse ancora la Cecoslovacchia, chi è ceco parla ceco e chi è slovacco parla slovacco.

Avevo già raccontato che nella mia università gli studenti di nazionalità (attenzione, non cittadinanza) slovacca hanno diritto secondo lo statuto dell'università a tenere gli esami in slovacco, e pure a scrivere la tesi di laurea in slovacco.
Ho avuto studenti slovacchi che pure parlavano molto bene ceco e che alla fine del corso la tesi l'hanno scritta comunque in slovacco. Tutto normale.

Oggi ho avuto l'ennesima dimostrazione di questo fatto che la Cecoslovacchia linguistica esiste ancora.
Mi sono arrivati i commenti dei revisori della mia tesi per l'abilitazione a professore associato. Due revisori cechi e uno slovacco. Uno dei cechi ha scritto la revisione in inglese, l'altro in ceco mentre lo slovacco ha scritto la revisione in slovacco.

Cioè, una università ceca gli chiede una relazione su di una tesi di abilitazione e questo gli risponde in slovacco, come se fosse la cosa più normale del mondo. E in effetti è così, perché tanto tutti i membri della commissione e del consiglio scientifico della mia università capiscono, chi più chi meno, lo slovacco quindi non c'è nessun problema se quel relatore risponde in slovacco.

In realtà mi domando cosa accadrà tra qualche decennio. Perché i cechi della mia generazione capiscono ancora lo slovacco, ma quando arriveranno a fare i professori quelli nati già un decennio dopo di me che lo slovacco lo capiscono sì e no allora non sarà così scontato che un professore slovacco potrà rispondere in slovacco a una richiesta di una università ceca.
O forse continueranno a capirsi, boh... chi lo sa.

Ma per adesso è così, con tutta la naturalezza del caso ci si comporta come se la Cecoslovacchia non sia mai stata divisa e sia normale parlare slovacco anche ai cechi di Praga.

 

Piesse: se proprio v'interessa tutte e tre le revisioni erano positive (e grazie a fgpx78 che mi ha aiutato a capire quella slovacca). Che poi così non c'è neanche gusto, sembra tutto scontato. Avrei preferito fare un po' di lotta. Altrimenti che gusto c'è?

Abolite il codacons

May 29th, 2017 by mattia | 22 Comments | Filed in bufale, ignoranza, repubblica ceca
Io non lo so se lo fanno apposta per ottenere una citazione sul giornale e quindi aggiungere un tassello di visibilità al proprio patrimonio mediatico.
Ma quelli del codacons ne sparano una dietro l'altra.

Adesso si lanciano contro l'arrotondamento ai 5 centesimi conseguente alla sospensione del conio delle monete da 1 e 2 centesimi da parte dell'italia (ma quelle coniate in altri paesi ovviamente restano valide).
Dicono che ci saranno arrotondamenti selvaggi (non linko la pagina perché non voglio fare il loro gioco).

Peccato però che:

  • l'arrotondamento si farà sul prezzo totale;

  • l'arrotondamento si farà solo se si paga in contanti.


Esattamente come funziona qui in Rep. Ceca. Da qualche anno sono state messe fuori corso le monete da 50 haléř, ossia 50 centesimi di corona. La moneta più piccola è quindi 1 corona; nonostante ciò i prezzi sono ancora esposti con due decimali. Ad esempio il panino base costa 1,90 corone. Poi quando arrivi alla cassa ti fanno il conto e se paghi in contanti arrotondano alla corona più vicina, mentre se paghi con la carta di credito paghi la cifra coi centesimi.

Spesso loro ti dicono direttamente il prezzo arrotondato (ad esempio 153 corone) poi tu dici che paghi con la carta e automaticamente sullo schermo appare 152,80, perché con la carta l'arrotondamento non serve.

Poi vabbe', ci sono i tirchi incalliti come il sottoscritto che pagano in contanti quando l'arrotondamento viene a proprio vantaggio e con la carta quando l'arrotondamento è a vantaggio del negozio. Ma tralasciamo.

Il punto è che, banalmente, non c'è stato alcun arrotondamento selvaggio perché l'arrotondamento si fa solo alla fine e solo per i contanti. La legge prevede solo quello, l'arrotondamento del totale in cassa, non l'arrotondamento dei singoli prezzi.

La scusa

May 23rd, 2017 by mattia | 6 Comments | Filed in praga, repubblica ceca, riflessioni
Sabato ho fatto una piccola festicciuola per il mio compliconcepimento. Che in realtà è il 28 - prendere nota - ma per motivi logistici ho dovuto anticipare.

Alla cena è venuto anche fgpx78 che mi ha riferito di come è stato difficile spiegare a sua moglie cos'è un compliconcepimento. Il giorno dopo, pensandoci, ho immaginato la scena:

  • amore, devo andare al compliconcepimento di Mattia

  • cosa?

  • il compliconcepimento.

  • il compleanno?

  • no, no, il compliconcepimento.

  • e cos'è?

  • è la festa di quando sei stato concepito.

  • cioè, lui festeggia il giorno in cui i suoi genitori hanno ciulato per farlo?

  • esatto


Per fortuna sua moglie mi conosce, quindi sa che la cosa è plausibile. Perché altrimenti la frase seguente poteva solo essere "tesoro, se mi tradisci e vuoi andare dall'amante inventati una scusa più credibile, non so, una riunione in ufficio il sabato sera per chiudere il bilanco del 1998, non una festa di compliconcepimento".

 

Con due elle

May 21st, 2017 by mattia | 3 Comments | Filed in praga, repubblica ceca
Ieri mattina stavo portando la differenziata alle campane quando finalmente vedo il tizio che scrive i piatti del giorno sulla bacheca del ristorante davanti a casa mia. Una bacheca piena di erroracci, più o meno come tutte le lavagnette dei ristoranti di Praga che fanno piatti italiani ma non si degnano di controllare come si scrivono i nomi di quei piatti.

Il piatto del giorno era "tagliatele", con una elle. Era ancora lì con il gesso in mano, finalmente vedo la faccia di chi ogni giorno ne sbaglia una.
"Tagliatelle, con due elle!" gli dico.

Il tizio si scusa, mi ringrazia e quando torno noto che aveva cancellato e riscritto tagliatelle correttamente.

È forse la prima volta che accade (ché di solito quando faccio la lista degli errori nei menù dei ristoranti mi guardano pure con sufficienza).
Un piccolo momento di civiltà.

Festa di compleanno

May 21st, 2017 by mattia | 1 Comment | Filed in repubblica ceca
La scritta sulla vetrata di informa che oggi in quel ristorante c'è una festa di compleanno. Di un bambino col nome molto sfortunato.



Piesse: no, ovviamente. Al contrario si legge "JANA", nome femminile ceco. Ma insomma, ieri tutto il quartiere faceva foto alla vetrina.