E alla fine, dopo quasi sei anni in questo paese, mi sono deciso a iscrivermi da un medico di base (ché fino ad ora avevo fatto senza).
Fortunatamente ò trovato uno studio medico, vicino al lavoro, che mi sembra molto buono.
Parlano inglese (e anche tutte le informazioni sul loro sito sono in inglese), lo studio è bello, con le poltrone di pelle, con la recepion figa, mica una scrivania scanscigata e via. C’è anche il uaifai per navigare sull’internet in attesa.
Lo studio à due dottoresse, un’infermiera, una segretaria, una psichiatra e un fisioterapista.
La cosa bella è che ti fanno tante cose direttamente sul posto: possono farti gli esami del sangue, l’elettrocardiogramma, l’esame delle urine, il test dell’HIV con risultati in 20 minuti…
Poi vabbe’, pirla io che ò fatto colazione quindi devo tornare un altro giorno per fare gli esami del sangue, però in generale la cosa è positiva perché te li possono fare al momento, senza mandarti in un altro posto a fare gli esami. Almeno per queste cose di base.
Sulla qualità della dottoressa saprò dire col tempo (la prima visita mi à dato impressione positiva, ma si vedrà). Nel frattempo per l’organizzazione dello studio mi sembra molto buona. Le ricette te le mandano anche via email, così le stampi tu e le porti in farmacia.
Ne parlo perché così colgo l’occasione per raccontare due cose sul sistema sanitario in Rep. Ceca.
Da queste il sistema è basato su assicurazioni, la cui tariffa però è pagata dal tuo datore di lavoro. Quindi sostanzialmente per chi lavora è come in italia, nel senso che in italia ti prelevano le tasse per la salute dalla busta paga mentre qui ti prelevano i soldi per l’assicurazione medica.
Cambia la faccenda per gli evasori fiscali, che in italia vengono assistiti aggratis mentre qui prendono un calcio in culo.
Il sistema sanitario è molto economico: nel 2008 ci furono grandissime proteste (che fecero perdere le elezioni regionali all’ODS, un tracollo) per l’introduzione di una piccola tariffa (30 corone, poco più di 1 Euro) per molte prestazioni e ricette, compresa la visita dal medico di base.
Magari per un pensionato al minimo quelle 30 corone possono fare la differenza, ci mancherebbe, ma per me sembrano costi molto bassi.
Una volta sono andato al pronto soccorso dopo le 18 e mi ànno fatto pagare la tariffa doppia perché ero in orario serale (vale anche nei fine settimana). L’infermiera me l’à detto quasi scusandomi.
Considerato che il tempo di attesa – al pronto soccorso ! – era stato di cinque minuti (e non era una cosa di emergenza, potevo aspettare ore dal punto di vista tecnico) di pagare quelle poche corone non me ne fregava davvero nulla. Cara grazia.
La gente invece tende a lamentarsi un casino.
La cosa interessante è stata leggere sul sito del mio studio medico le istruzioni su cosa aspettarsi dal sistema sanitario ceco.
Spiegavano che un medico di base a Praga visita una media di 26 pazienti al giorno, ossia uno ogni 13 minuti. Fuori Praga la media è di 35 pazienti al giorno (chissà perché… la gente è più malata/vecchia fuori Praga?).
Quindi, dicono chiaramente nelle istruzioni, non pensate di venire dal medico per una cazzatina o di stare dentro mezz’ora. Il tuo tempo standard è 13 minuti, intesi?
Per far capire meglio il concetto spiegano chiaramente quanto gliene viene in tasca per ogni visita.
Un medico di base à una media di 1620 pazienti, che a loro volta ànno una media (sospetto estremamente trilussiana) di 4 visite all’anno.
L’assicurazione dà circa 700 corone all’anno per paziente. Ciò significa che per ogni visita il medico riceve 175 corone circa, più 30 corone dal paziente. In sostanza ti dicono: a noi per una visita pagata “dalla mutua” (cioè, dall’assicurazione) vengono in tasca circa 200 corone.
Lo stesso studio offre assistenza anche a chi non è iscritto a nessuna assicurazione, e il costo per loro è di 500 corone per i primi 20 minuti e di 250 extra per ogni ulteriori 10 minuti.
Ecco, a noi per i pazienti “pubblici” ce ne viene in tasca la metà di quanto facciamo coi pazienti “privati”. Quindi non pretendete di star dentro mezz’ora, ché non ci stiamo dentro coi costi.
Sarà un po’ rude come discorso, eppure io godo a leggere queste cifre. Sarà pur vero che la salute è una cosa particolare, però alla fine i soldi sono pur sempre soldi. A me fa immensamente piacere avere questi dati – scritti pubblicamente e in modo molto chiaro – per capire come funziona il sistema e quanto è sostenibile.
Perché uno cerca sempre di non approfittare di un servizio per niente, per carità, però se sa anche come sta in piedi economicamente ne fa un uso più consapevole.
Un po’ come se uno ti raccontasse dove vanno a finire nello specifico le 80 euro che paghi per un paio di scarpe: un tot alle tasse, un tot al negozio, un tot alla pubblicità, un tot al marchio, un tot alla segretaria pompinara del CEO, un tot al povero cristo che la scarpa la fa.
Penso piacerebbe a tutti noi sapere dati precisi su come stanno in piedi economicamente prodotti e servizi che compriamo. Perché ci consente di fare riflessioni sugli stessi a ragion veduta.
Lo dico perché tempo fa qualcuno in Lombardia propose di comunicare ai pazienti quanto era costata la loro prestazione sanitaria alla Regione, e ne scaturì un polverone. Gente che si stracciava le vesti, ché non si tratta così un paziente.
E invece per me è una cosa stupenda. Perché così, numeri alla mano, puoi capire quanto il sistema è sostenibile e fin quando può stare in piedi. Superando il tabù del non parlare di soldi quando si discute di salute.
Oh, va bene tutto, ma alla fine non è che il sistema sanitario vive d’aria. I conti alla fine devono tirarli pure loro e devono farli quadrare. Avere anche noi conoscenza di questi numeri è un bene, non un male.
Penso che in generale ci sia un approccio culturale diverso. In italia si considera tutto parte del “calderone”, mentre in Rep. Ceca si misura con precisione il minimo costo. Per farvi capire, nel mio studio medico se tu richiedi del lavoro amministrativo al medico (che non sia un lavoro burocratico previsto dal sistema sanitario) devi pagare una tariffa di 250 corone (10 euro) per ogni 10 minuti che il medico impiega per fare la scartoffia richiesta. Oppure, il mio dentista nel conto ti fa pagare separatamente l’anestesia se la vuoi.
C’è proprio la tendenza a non fare tariffa costante uguale per tutti ma a addebitare con grande precisione i costi.
La mia spiegazione è che uscendo dal comunismo dove e tutto uguale per tutti si sono buttati sull’estremo opposto.
Poi sì, la cosa bella sarebbe avere dati un filino più statistici (per capirci, il dato delle quattro visite all’anno che deviazione standard à?)
Ma accontentiamoci così.
Piesse: poi qualcuno mi spiegherà per quale cazzo di motivo in italia la tariffa medica si chiama ticket. Posso solo immaginare che confusione genera a gente straniera quando spiegano loro che devono pagare il ticket. Il ticket di cosa, porco diaz! Il ticket del tram?
Oppure quello che dicono “parking” per “parcheggio” per fare i moderni… grrrr