Archive for the ‘repubblica ceca’ Category

Peggio del turista italiano

April 22nd, 2017 by mattia | No Comments | Filed in repubblica ceca


Perché diciamocelo, cosa c'è peggio di un italiano che va all'estero e invece di provare la cucina locale cerca sempre e comunque un ristorante italiano, dove mangiare cibo italiano, pretendendo pure di parlare italiano coi camerieri?

Un finto ceco che va a Dublino e finisce a mangiare in un ristorante ceco parlando ceco con le cameriere.

[In questo stesso ristorante ci mangiai ben 11 anni fa, la prima volta che venni a Dublino. Sono andato a cercarlo apposta per vedere se esisteva ancora]

E domani si va a frustare

April 16th, 2017 by mattia | 4 Comments | Filed in repubblica ceca


La pomlazka è pronta.
Quest'anno non l'ho comprata già fatta ma me la sono fatta da solo. Anche perché avevo il salice a disposizione. Tolto l'inizio (che è sempre duro) mi  venuta piuttosto bene.

E domani andiamo a frustare le donne sul sedere. Tanto qui non c'è la boldrinova che rompe il cazzo e vede sessismo ovunque.

Comunque è bellissimo vedere i babbi che accompagnano i bambini a raccogliere i rami di salice per fare la pomlazka, che insegnano loro come intrecciarla... Sul treno ho pure visto un bambino che aveva al massimo 3 o 4 anni anche lui con il suo pomlazkino. L'identità di una nazione che si tramanda di frusta in frusta. Commovente.

Prima o poi riuscirò a importare questa tradizione nel mondo. Per quest'anno il mio contributo è stato una intervista a RTL al volo. Se qualcuno lo dice alla boldrinova sono secco!

Piesse: è in arrivo il video tutorial su come si fa la pomlazka.

Preconio da venerdì santo

April 16th, 2017 by mattia | 5 Comments | Filed in praga, repubblica ceca


Le alternative sono due: o il preconio romano fa cagare (ma non è la prima volta che vado alla veglia pasquale romana, quindi me ne sarei accorto anche prima) oppure il tizio che l'ha cantato ieri sera alla cattedrale di Praga dovrebbe fare altro.

E buona Pasqua.

 

Piesse: sì, il video è storto, lo so. Non mi sforzo neanche a girarlo.

Vuoi fare tanti soldi in pochi giorni?

April 6th, 2017 by mattia | 12 Comments | Filed in praga, repubblica ceca
La banca nazionale ceca sta per terminare la politica di svalutazione della corona che è stata tenuta artificialmente a 27 corone per euro per anni. Adesso sembra che la lascerà rivalutare.

Quindi vi offro la seguente opportunità.
Mi mandate sul conto corrente dei soldi in euro. Poi quando la corona si rivaluta ve li restituisco rivalutati.

Esempio:
- Mi mandate 100 euro.

- Mi arrivano 2700 corone.

- Il cambio crolla a 24 corone/euro: 2700 corone diventano 112,50 euro

- Abbiamo 12,5 euro di differenza, facciamo a metà del guadagno.

- Vi restituisco 106,25 euro.

Ovviamente al netto dei costi di bonifico (quindi spedite tanto così il bonifico - che ha prezzo fisso - pesa meno).

Il mio IBAN è CZ2920100000002700756502.

 

 

 

P.S. No, coglioni, non mandatemi niente. È ironico. Non si mandano soldi a gente che non si conosce solo perché lo leggete sull'internet.

 

 

Matematica per tutti

April 5th, 2017 by mattia | 7 Comments | Filed in praga, repubblica ceca, riflessioni, w la fisica
L'altro ieri in metropolitana ho visto a poca distanza due manifesti. Il primo era di un negozio di abbigliamento che  reclamizzava un completo elegante per uomo a 3.499 corone: avete paura della maturità? indossate questo vestito e metà della maturità ce l'avete già in tasca.
Mi domando se davvero gli studenti cechi vanno ancora a fare la maturità in giacca e cravatta (agli esami universitari fino a qualche anno fa sì, ora non più).

Il secondo manifesto è questo:



Maturità? Per l'ultima volta senza matematica.

L'URL porta a una scuola alberghiera che probabilmente così pubblicizza l'opportunità di fare la maturità da loro da privatisti. E invoglia con questo manifesto a non perdere l'occasione di fare la maturità adesso perché poi dall'anno prossimo sarà più difficile.

Il punto è proprio quello: dall'anno prossimo matematica per tutti alla maturità (dovrebbero essere escluse le scuole ginnasiali che inizieranno dal 2021 - ma perdonateli, hanno bisogno di qualche anno per imparare a fare le addizioni). Gli studenti dovranno quindi affrontare la triade: ceco, lingua straniera e matematica.

Dopodiché il sogno diventerà realtà: per avere la maturità tutti dovranno avere una base decente di matematica. Io avrei detto anche fisica, ma è meglio di niente.
Ché saper leggere e scrivere è importante, ma anche saper far di conto non è da meno. Altrimenti poi finisci per fare il ministro dell'istruzione e non sai calcolare le percentuali, per dirne una.

Appena ho tempo cercherò di studiare come hanno fatto a raggiungere questo traguardo, perché se ci pensate è una cosa enorme. Riuscire a imporre nel dibattito pubblico la questione della matematica come fondamento di istruzione a tal punto da renderla obbligatoria alla maturità non è mica facile. Eppure ce l'hanno fatta.
Diversi contesti, diverse società, certo, ma ce l'hanno fatta. Lo fanno loro possiamo farlo anche noi. Forse avremmo bisogno di tirare fuori le palle. Sì, perché se - giustamente - alcuni professori universitari fanno notare che gli studenti arrivano all'università incapaci di esprimersi in un italiano corretto dovremmo anche noi fare lo stesso per il lato matematico e scientifico. Perché essere "analfabeti matematici o scientifici" non è certo meno grave o trascurabile.
Eppure sembra una cosa nemmeno nominabile mettere una prova di matematica obbligatoria per tutti alla maturità come la prova di lingua italiana. Sembrerebbe una cosa impossibile. Eppure, l'hanno fatto loro...

 

Porno sem, porno tam

April 3rd, 2017 by mattia | 8 Comments | Filed in repubblica ceca
Voi pensavate che il fondo fosse stato raggiunto? Ed egli vi stupisce.
Mi sto riferendo a zeman, ovviamente, che ne ha combinata una delle sue.

Era alla radio per un'intervista quando si è messo a raccontare che ha scoperto per caso del materiale pedopornografico sul suo calcolatore al castello. Dopo dieci secondi si è reso conto di che cos'era e ha chiamato un informatico.

Il suo portavoce adesso si sta sgolando a dire "ha stato un accher" mentre probabilmente sta sbattendo la testa contro il muro gridando basta! non ce la faccio più! non posso rimediare a tutte le sue figure di merda.

La cosa più interessante è osservare la diversità di problemi a diversi livelli. Perché al livello della politica il dibattito è sul fatto che non si procederà ulteriormente con le investigazioni perché per la polizia sembra che non ci sia stato alcun reato; nel frattempo zeman continua a sostenere che sono stati degli accher dell'Alabama a mettergli dentro quelle foto nel calcolatore.

La gente invece se ne sbatte le palle dell'aspetto legale e si occupa solo di una questione: prendere per il culo zeman. "Le ho guardate per 10 secondi...", sì, perché tanto ti serve per venire è la battuta più ricorrente.
Oppure prendere questa pubblicità della Bernard (una marca di birra):



"Porno sem, porno tam".
Ossia, porno di qua, porno di là...

Chiaro riferimento a quando zeman andò alla radio e durante un'intervista in merito alle pussy riot disse "ma lo sa cosa significa passi in inglese? Significa figa! Figa di qua, figa di là". In ceco kunda sem, kunda tam. Sullo sfondo, giusto per non farci mancare niente, il profilo del castello. Così che sia chiaro che si riferiscono a lui.

Ormai è diventato lo zimbello nazionale, e in questi anni ve ne ho raccontate a bizzeffe. Ora mancava solo questa. Lo si prende per il culo platealmente.

Ricordatevelo quando i politici nel vostro paese fanno pena. Qui siamo messi peggio.

Pillole di basso moravo

April 2nd, 2017 by mattia | 8 Comments | Filed in chicche, repubblica ceca
L'altro giorno ho scoperto che in basso moravo il mais si chiama turkyn.
L'ho scoperto perché ho messo giù qualche pianta di mais per farmi una polenta con farina macinata al volo (da quanto leggo in giro viene molto meglio).

E raccontandolo al vicino ho usato la parola kukurice, mais in ceco appunto. Egli mi ha corretto dicendo che lì di dice turkyn. Grano turco, anche qua.

Per una volta non farò fatica a ricordarmi una parola

L’importanza della lingua

March 22nd, 2017 by mattia | 14 Comments | Filed in repubblica ceca, riflessioni
L'altro giorno leggevo questa notizia secondo cui in Grecia diversi genitori lasciano i figli durante la settimana (o per periodi più lunghi) in case-famiglia perché non possono prendersi cura di loro. Almeno lì gli danno qualcosa da mangiare. Gli effetti della crisi che non se ne vanno, dicono.

L'articolo era sul gran visir delle cazzate (repubblica), quindi può anche darsi che sia una puttanata, o che sia mostruosamente ingigantita. Però che un problema di occupazione ci sia in Grecia è innegabile.

Nel contempo in Rep. Ceca ci sono problemi a trovare mano d'opera. La disoccupazione è al 5%, e in città come Praga è al minimo storico (3,6%).

Una decina di giorni fa la polizia ha fatto una retata per bloccare un giro di lavoratori clandestini che ha coinvolto un noto supermercato on-line che fa consegne a domicilio accusato di impiegare extracomunitari senza permesso di lavoro. Questi si sono difesi dicendo che avevano un permesso di lavorare in Polonia e secondo le regole della U.E. possono lavorare fino a 90 giorni in un altro paese U.E. Quindi si sono ridotti ad affittare lavoratori ucraini per tre mesi dalla Polonia.

Sul loro blog hanno risposto alle tipiche domande che i clienti indignati ponevano loro. Alla domanda "perché allora non assumete cechi?" hanno risposto che la disoccupazione è troppo bassa in Rep. Ceca e a Praga è ancora peggio (dal punto di vista del datore di lavoro che cerca dipendenti). Quindi non si trova chi impiegare e devono ricorrere agli ucraini in prestito dalla Polonia.
Ah, specificano che la paga che danno è pari alla paga media di un insegnante. Quindi non è nemmeno un problema di soli, è un problema che non si trova chi impiegare.

Voi osservate questa realtà e vi chiedete: ok, ma allora perché non assumono un po' di greci? Se da una parte dell'U.E. c'è una disoccupazione da fare schifo e da un'altra parte c'è carenza di lavoratori dovrebbe funzionare come i vasi comunicanti. Un po' di disoccupati greci si trasferiscono a Praga e si livella.
Poi magari fra 15 anni la disoccupazione sarà alta a Praga e bassa in Danimarca e i cechi andranno a lavorare lì.

Perché questo meccanismo invece nell'U.E. è bloccato?
Resistenze culturali? Gente nata e cresciuta in un paese che non si vuole muovere dal suo quartiere? Forse, però qui stiamo parlando di gente che deve lasciare il figlio a una casa famiglia perché non può mantenerlo. Una cosa del genere la fai quando sei disperato. E se sei disperato al punto di lasciar via il figlio allora puoi anche lasciare il tuo paese greco, prendere un aereo e venire a Praga a imbustare zucchine e surgelati per le consegne a domicilio, così da mandare un po' di soldi a casa.
Il clima farà pure cagare, sarai lontano dalla tua famiglia... ma sul serio, se sei disperato lo fai.

Come mai allora non avviene?
Secondo me il problema fondamentale è la lingua. Non che sia impossibile emigrare senza sapere le lingue: ci sono stati milioni di italiani che sono andati con al valigia di cartone per tutto il mondo spinti dalla povertà, e mica parlavano tedesco tutti gli italiani che sono andati a lavorare in Germania.
Però è un problema, non nascondiamoci dietro un dito. Abbiamo un mercato comune di lavoratori che teoricamente potrebbero lavorare in tutta Europa ma che rimangono bloccati al loro paese perché non saprebbero lavorare negli altri paesi. E questo per via della lingua. Negli Stati Uniti questo non accade: parlano tutti (o quasi) inglese quindi possono trasferirsi da una parte all'altra del paese per lavorare. Noi no.

Per rendere effettiva questa unione europea non servono minchiate istituzionali, l'urgenza è un'altra: le lingue. Un greco di 40 anni dovrebbe già parlare fluentemente inglese, un greco di 30 anni l'inglese più un'altra lingua, un greco di 50 anni dovrebbe almeno sapere l'inglese a livello base per capire le istruzioni del suo capo che gli spiega un lavoro semplice come imbustare il cibo per le consegne a domicilio.
Lo stesso vale per tutti i paesi europei, dove le lingue dovrebbero essere la priorità dell'Europa.

Non è così, e questo è un problema. Se nei prossimi decenni non si riuscirà a rendere la stragrande maggioranza dei cittadini europei poliglotti, così da renderli in grado di lavorare in tutta l'Europa, allora sarà il fallimento del mercato unico europeo. Non per Brexit, non per Le Pen ma per le lingue.