Archive for the ‘Uncategorized’ Category

Avviso

August 22nd, 2017 by mattia | 5 Comments | Filed in Uncategorized
Per quelli che mi aggiungono sul LinkedIn: non lo uso.

Ne sono uscito quando si scoprì che ci fu un furto massiccio di profili sul loro sito anche per una non ottimale efficienza nella sicurezza informatica.
Uno scandalo che avrebbe dovuto far collassare il sito. Non andò così, in molti lo usano ancora (perché non possono farne a meno?) ma io sono convinto che in questo campo non c'è molto spazio per il perdono. Stiamo parlando di aziende enormi, gestire la sicurezza informatica come si deve è un dovere, non un "di più". L'unico modo per fare in modo che ciò non accada è abbandonare quei servizi che non gestiscono bene la sicurezza informatica. Non puoi permetterti di sbagliare, neanche una volta.

Poi vabbe', evidentemente sono l'unico così intransigente, ma che condividiate o meno la mia opinione io continuo a pensarla così: LinkedIn per me non esiste più. Quindi non mandatemi richieste di aderire, non le accetto.

Siamo tutti uguali

July 30th, 2017 by mattia | 34 Comments | Filed in Uncategorized
[...] noi siamo per l'inclusione e l'inserimento.

È l'esatto contrario del modello inclusivo di scuola che è previsto in Italia. Questa non è la Milano che vogliamo

Il Pd ribadisce quindi il suo impegno per promuovere l'inclusione di tutti i bambini e ragazzi senza alcuna distinzione

Queste sono solo alcune delle reazioni alla vicenda della scuola svizzera di Milano che non accetta alunni con gravi disabilità d'apprendimento. La base di tutte queste reazioni è la stupida ideologia del siamo tutti uguali. Una ideologia che ha portato al livellamento verso il basso.

Ci sono delle differenze di apprendimento, non siamo tutti uguali e non possiamo raggiungere tutti gli stessi obiettivi, anche se con insegnanti di sostegno e compagnia cantante. L'idea per cui bisogna tenere gli scolari tutti nella stessa classe e poi aggiungere gli insegnanti di sostegno è stupida: ci sono bambini che hanno bisogno di un posto fatto apposta per loro. Lo dice anche la logica: se al posto di un insegnante di sostegno gli dài una scuola intera di sostegno, una scuola fatta apposta per chi ha problemi di apprendimento, è logicamente meglio. Da una parte il bambino che ha problemi viene seguito meglio, dall'altra chi non ha problemi non viene frenato.
Il problema però è che la sola idea di dare due luoghi diversi a due bambini diversi fa impazzire questi ideologi dell'uguaglianza a tutti i costi. Così li obbligano a stare insieme a danno di entrambi.
L'inclusione non significa mica mettere gli studenti nella stessa aula così da fingere che siano tutti uguali. Inclusione significa dare gli strumenti migliori, anche in scuole apposite, ai bambini con problemi di apprendimento in modo che possano dare il meglio. Poi con gli altri bambini si vedranno in altre situazioni sociali.

Questa ideologia è così idiota che vuole vietare a questa scuola svizzera di fare una scuola d'elite. Una cosa di cui avrebbero ogni diritto.
Se tu vuoi fare una scuola coi soldi tuoi, senza contributi statali e nemmeno parificata, che dà una preparazione estremamente superiore alla norma puoi farlo. Perché mai non puoi proporre una scuola d'elite? Non sei mica lo Stato che deve occuparsi di tutti. Se un bambino ha problemi d'apprendimento può andare in una scuola statale dove sono obbligati a prenderti (o in una scuola parificata). Lo Stato ha quel dovere, un privato non parificato no; coi suoi soldi ci fa quello che vuole, anche una scuola d'elite. Non c'è nessuna discriminazione perché il bambino disabile non resta senza possibilità di studiare, c'è sempre la scuola dello Stato dietro l'angolo.

Il fatto che si tolga a un privato il diritto di fare una scuola d'elite perché la tua ideologia dice che non si può è agghiacciante.
Anzi, dovrebbe essere lo Stato per primo a organizzare delle scuole d'elite per gli studenti migliori.

 

Piesse: per quelli che disperatamente si attaccano all'ultima cosa disponibile, il fatto che il titolo di studio è considerato valido dallo Stato italiano, faccio presente che ci mancherebbe altro. Quel concetto corrisponde a una sola cosa, riconoscere che il livello di apprendimento dei loro studenti non è inferiore a quello delle scuole statali. Se questo livello c'è il riconoscimento è dovuto. Niente di strano.

Comunicazione di servizio

June 21st, 2017 by mattia | Comments Off on Comunicazione di servizio | Filed in Uncategorized
Riguarda al bordello coi commenti.

Ho provato a togliere la funzione che richiama il nome e l'indirizzo email preimpostati nel campo dei commenti (sempre che abbia capito bene come funziona quella parte di WP).

Lo svantaggio è che ora dovrete riscrivere nome e email ogni volta. Nel frattempo cerco di capire cosa è andato storto. Fatemi sapere se vi capita ancora di trovare nomi di altri già preimpostati.

Tienanmen a Dublino

April 28th, 2017 by mattia | 6 Comments | Filed in Uncategorized
Dublino. Fermata dell'autobus per l'aeroporto.

Passa il primo e non si ferma. Troppo pieno.
Passa il secondo e non si ferma. Anche quello troppo pieno.

Arriva il terzo. Nel frattempo diversi passeggeri rinunciano e prendono un tassì. Io no. Io ho già il biglietto di ritorno pagato e il servizio lo uso.
È già passata mezz'ora e io sono ancora lì ad aspettare. Sì, mezz'ora, ché gli autobus passano ogni 15 minuti. Gli autobus per l'aeroporto, in orari di punta, non alle dieci di sera. Mica gli passa per la testa di aumentare la frequenza.

Nel frattempo io però aspetto, e porca vacca questo autobus non me lo lascio scappare.
Agito la mano per farlo fermare ma l'autista mi fa segno che no, non si può fermare, è pieno anche quello.
Il traffico però mi viene in aiuto. Si ferma per via della colonna e io ne approfitto. Mi piazzo con la valigia davanti all'autobus. "Muoviti!"

In un momento mi sono sentito come il ragazzo cinese di piazza Tienanmen. Be', con la piccola differenza che quello non era un carro armato e l'autista non era dell'azienda di trasporti pubblici di Praga (ché quello probabilmente avrebbe premuto l'acceleratore).

Per farla breve, ha aperto le porte e sono entrato. Ho validato velocemente il biglietto così non poteva più buttarmi giù ("ho pagato! ho diritto a stare qui!").
Un altro ragazzo si è intrufolato. Gli altri hanno avuto troppa paura e non sono entrati nell'autobus. Forse sono lì ancora ad aspettare.

 

Piesse: faccio notare che c'era spazio per un'altra dozzina di persone su quell'autobus.

L’imbarazzo

April 10th, 2017 by mattia | 1 Comment | Filed in Uncategorized

L'Espresso tra i vincitori del premio Pulitzer con i Panama Papers

 

Allora, spieghiamola meglio. Il Pulitzer l'hanno dato all'International Consortium of Investigative Journalists, un gruppo composto da oltre 190 giornalisti di 65 paesi diversi.
Uno dei quali è italiano e lavora all'Espresso, ok. Bravo e complimenti. Ma rimane uno su 190, un paese su 65.
Un po' pochino per saltare nudi sulla scrivania a gridare "campioni del mondo!"

Quando sento queste rivendicazioni provo un profondo senso d'imbarazzo. Un po' come quella volta che un giornale locale titolò a tutta pagina "Un Nobel a Calolziocorte". Era l'anno in cui diedero il nobel per la pace a medici senza frontiere  e probabilmente c'erano 30 mila giornali locali in tutto il mondo che rivendicavano il nobel assegnato a un cittadino del loro paesino visto che aveva fatto tre settimane in Africa con medici senza frontiere.

O come la ditta Salcazzo s.r.l. che costruisce le viti per il carrello che porta gli attrezzi per la riparazione degli strumenti per l'assemblaggio di un dispositivo per un'importante missione spaziale... e vanno in giro a dire che c'è un po' Salcazzo s.r.l. nella missione spaziale di successo.

Cala, trinchetta.

Madia, non prenderci per il culo

March 29th, 2017 by mattia | 7 Comments | Filed in ignoranza, politica, Uncategorized
Siccome io sono un malfidente di natura sono andato a controllare le affermazioni del fatto quotidiano.
Ah, scusate, non vi ho detto di che si parla. Hanno accusato la madia (il ministro) di aver scopiazzato la tesi di dottorato. Siccome mi fido del fatto quasi quanto di repubblica ho voluto verificare di persona la veridicità delle accuse.

Sicché, la tesi della madia è qui.

Confrontiamo questo paragrafo a pagina 22 con il testo di questo articolo: Employment Performance and Institutions: New Answers to an Old Question di Bruno Amable, Lilas Demmou e Donatella Gatti.











tesi della madia articolo di Amable, Demmou e Gatti
Another important concern is the fact that the inclusion of country fixed effects precludes the inclusion of time-invariant or slowly-changing variables as independent variables. Distinguishing between their influence and the influence of omitted country-specific variables might be difficult. If fixed effects are not included in the model, the time-invariant variables will carry the weight of all country specific factors. To overcome this problem, Plümper and Troeger (2007) propose a procedure for analyzing the effect of time-invariant variables in a model including fixed effects. Their procedure has three stages: (i) estimate a fixed-effect model; (ii) regress the unit effects on the time-invariant variables; (iii) re-estimate the first stage including the error term of the second stage (XTFEVD procedure). Their Monte Carlo experiments suggest that the fixed effect vector decomposition (XTFEVD) estimator is the least biased estimator when time-variant and time-invariant variables are correlated with the unit effects.


The second problem concerns the fact that the inclusion of country fixed effects precludes the inclusion of time-invariant or slowly-changing variables as independent variables. Several of the variables we consider in our estimations are either invariant (at least for a non negligible part of the period considered) or change slowly. Distinguishing between their influence on unemployment, inactivity or joblessness and the influence of omitted country-specific variables will thus prove difficult. If one does not include fixed effects in the model, the time-invariant variables will carry the weight of all the country specific factors determining employment and unemployment. Plümper and Tröger [2004] propose a procedure for analyzing the effect of time-invariant variables in a model including fixed effects. Their procedure takes three steps: (i) estimate a fixed-effects model (ii) regress the unit effects on the time-invariant variables (iii) re-estimate the first stage including the error term of the second stage (xtfevd procedure). Their Monte Carlo experiments suggest that the fixed effect vector decomposition (xtfevd) estimator is the least biased estimator when time-variant and time-invariant variables are correlated with the unit effects.



Le parti evidenziate in grassetto sono quelle uguali. Giudicate voi.

Mi ero dimenticato di dire che la tesi della madia è del 2008 mentre l'articolo a destra è del 2007.

Senza ombra di dubbio i due testi sono uguali.
Se poi analizzate le piccole differenze vi accorgete che la storia puzza ancora di più. Ad esempio
Distinguishing between their influence on unemployment, inactivity or joblessness and the influence of omitted country-specific variables will thus prove difficult.

diventa
Distinguishing between their influence and the influence of omitted country-specific variables might be difficult.

Dove "will thus prove difficult" diventa "might be difficult". Una modifica che sembra fatta apposta giusto per cambiare qualcosa e non farlo tutto identico.
Parimenti scompare "on unemployment, inactivity or joblessness" e qui la madia si tira la zappa sui piedi perché la frase poi non sa più in piedi: "Distinguishing between their influence..." eh, brava... l'influenza su che cosa?

Alla stessa maniera "Their procedure takes three steps:" diventa " Their procedure has three stages:" e poi il resto va avanti identico.

A cosa serve quel cambiamento? A cosa serve cambiare steps con stages?

Uno potrebbe dire "è un errore di citazione, suvvia!". Sarebbe comunque grave, ché le citazioni si virgolettano e si dichiarano. Ma anche concedendole l'errore di citazione, non tornerebbe comunque il motivo di quelle piccole modifiche. Se citi il testo di un altro lo copi così com'è, non è che modifichi qualche parola ogni tanto.

In quelle piccole modifiche è palese che c'è stata una manina che ha preso quel testo, l'ha copiato e ha intenzionalmente cambiato qualche parola mettendo sinonimi.

A che scopo?

Questo dovrebbe spiegarcelo la madia. Perché palesemente sembra un tentativo di spezzare la continuità di frasi identiche, ma anche un asino sa che i software anti-plagio non si fanno ingannare da questi trucchetti e una persona tanto in gamba da arrivare a fare il ministro non può non saperlo, no?

E questa è solo una delle contestazioni che muove il fatto. L'ho verificata di persona ed è corretta. Per quanto mi riguarda è più che sufficiente.
Per una cosa del genere nella mia facoltà hanno licenziato in tronco un ricercatore. Una università seria non può che revocare il titolo di studio davanti a un fatto del genere.

Sul twitter la madia dice che non c'è nessuna anomalia.

E invece c'è, e grossa come una casa. Perché non basta mettere l'articolo da cui si copia il testo nella bibliografia (cosa che almeno per l'articolo che ho considerato qui sopra è vera). Bisogna indicare chiaramente che quel testo è una citazione. Lo si deve virgolettare, lo si deve mettere in corsivo, deve essere evidente che quel testo non è frutto della tua mente ma è copiato.
Altrimenti io che leggo la tesi non so qual è il frutto del tuo lavoro e qual è il lavoro degli altri.

Dopodiché, come spiegavo prima, la scusa della citazione maldestra non sta in piedi perché se fosse stata una citazione messa in buona fede dimenticandosi le virgolette non avrebbe dovuto cambiare qualche parolina qua e là. E questo è l'elemento più inquietante della vicenda.

Madia, per cortesia, non ci prenda per il culo. Non siamo ragazzini, o tira fuori una scusa che regge oppure si seppellisca dalla vergogna. Perché per come stanno le cose ora sinceramente tutto fa pensare al peggio, e sinceramente nemmeno con tutta la buona volontà di questo mondo riesco a trovare una spiegazione logica che giustifichi una testi del genere fatta in buona fede.

 

Piesse: ovviamente non mi aspetto le dimissioni. Le auspico, certo, ma non dimentichiamoci che il ministro dell'istruzione è una che millantava di essere laureata quando nemmeno ha la maturità, ed è ancora al suo posto. Non mi illudo che facciano dimettere un ministro che copia la tesi. Bisogna vedere al massimo se ha alle spalle delle lobby abbastanza potenti come la falsa laureata da tenerla al suo posto.

PiPiesse: a quelli che dicono "eh, ma le parole sono quelle", calcolate pure la probabilità che scrivendo un testo di vostro pugno vi venga fuori così simile a un testo già pubblicato. Ciao.

E se mi entra un ladro in casa posso arrestarlo?

February 25th, 2017 by mattia | 7 Comments | Filed in Uncategorized
Tornando alle cose serie, questa faccenda della Lidl ha causato una legittima domanda in un mio amico che ha chiesto: sì, ok, il filmato e tutto il resto, ma se io trovo uno in casa mia che faccio? Posso trattenerlo finché non arriva la polizia?

Ebbene, una delle possibilità che un normale cittadino ha è quella di procedere all'arresto in alcuni casi particolari. Sì, anche il privato cittadino può procedere all'arresto, ma solo in alcuni casi.

Ciò è previsto dall'art. 383 del codice di procedura penale:
1. Nei casi previsti dall'articolo 380 ogni persona è autorizzata a procedere all'arresto in flagranza, quando si tratta di delitti perseguibili di ufficio.

2. La persona che ha eseguito l'arresto deve senza ritardo consegnare l'arrestato e le cose costituenti il corpo del reato alla polizia giudiziaria la quale redige il verbale della consegna e ne rilascia copia.

Ovviamente non è che il privato cittadino può arrestare una persona e poi trattenerla, deve consegnare subito l'arrestato alla polizia.
Vediamo in quali casi può farlo. Sono i casi stabiliti dall'art. 380 del cpp, ossia i casi in cui è obbligatorio l'arresto in flagranza di reato. Sono cioè quei reati particolarmente gravi per cui se la polizia vede una persona commetterli non è che può limitarsi a prendere le generalità di chi ha commesso quel reato, deve per forza arrestarlo.

Adesso vediamo quali sono questi casi, ma prima però facciamo attenzione, perché non per tutti si può procedere con l'arresto da parte del privato cittadino: questa possibilità vale solo per quelli perseguibili d'ufficio.

Bene, l'art. 380 fa questa lista di reati:

PRIMO CASO

un delitto non colposo per il quale la legge stabilisce la pena dell'ergastolo o della reclusione non inferiore nel minimo a 5 anni e nel massimo a 20 anni.

SECONDO CASO

C'è una lunga lista di altri reati come la devastazione e il saccheggio, la violenza sessuale, la riduzione in schiavitù per i quali è previsto l'arresto obbligatorio.
Se volete vi leggete la lista dell'art. 380.

Tra questi c'è
e-bis) delitti di furto previsti dall'articolo 624-bis del codice penale, salvo che ricorra la circostanza attenuante di cui all'articolo 62, primo comma, numero 4), del codice penale;

E l'art. 624-bis del codice penale è il furto in abitazione. Ma non basta essere nella lista dei delitti per cui l'arresto è obbligatorio, serve anche che il delitto sia procedibile d'ufficio, e in questo caso lo è.

L'unico impedimento che resta è quando c'è l'attenuante dell'art. 62 del codice penale, che è prevista per un danno patrimoniale di speciale tenuità. E qui auguri a valutarlo sui due piedi.

Per il resto sì, potete arrestare un ladro che si introduce nella vostra abitazione perché questo è uno dei delitti per cui è previsto l'arresto obbligatorio (art. 380 cpp) e perché è procedibile d'ufficio, come richiesto dall'art. 383 cpp per consentire l'arresto da parte di privato, senza che si rischi l'incriminazione per sequestro di persona.

In quel momento, quando il privato procede all'arresto acquisisce automaticamente la qualifica di pubblico ufficiale, con tutto quello che ne consegue.
Ripeto, non è che poi l'arrestato se lo può tenere a casa, deve consegnarlo senza indugio alla polizia.

E ovviamente speriamo che non vi succeda mai.

 

I link e lo spam

February 8th, 2017 by mattia | 1 Comment | Filed in Uncategorized
Come sapete ho un filtro anti-spam per i commenti.
Ancora oggi ho trovato due commenti finiti nello spam per sbaglio.

Di solito non controllo la cartella dello spam, quindi la probabilità che li salvi manualmente è molto bassa.

Sembra che la costante comune di questi messaggi sia la presenza di link.
Non tutti i messaggi con link però vengono cassati, non chiedetemi con quali criteri classifica i link come spam o no.

Questo per dire che se non è proprio necessario è meglio evitare i link; la probabilità che il commento venga identificato come spam diminuisce.