Negare l’evidenza

January 17th, 2017 by mattia | 12 Comments | Filed in bufale, copiatori di libri
Che poi io mi chiedo: è possibile negare così sfacciatamente la realtà.

Mi riferisco alla questione della circolare del liceo G. B. MORGAGNI che ha organizzato un incontro con saviano e ha chiesto agli alunni di comprare il suo libro.

La circolare (n. 299) era presente qui ma oggi è scomparsa dal sito, tanto che nell'elenco delle circolari non c'è più. La pagina solo però. L'allegato è ancora presente e si può scaricare qui (forse si sono dimenticati di cancellare l'allegato?)



Il testo è chiaro
L’adesione all’iniziativa deve riguardare l’intera classe con l’acquisto da parte degli studenti del romanzo al costo di 16 Euro.

[...]

Non appena verranno comunicate le adesioni da parte del nostro Liceo, dell’Istituto Tecnico Commerciale e del Liceo Scientifico, l’ ufficio stampa di Saviano contatterà l'amministrazione comunale per reperire gli spazi idonei.

Ora, non c'è da girarci attorno.

L'adesione iniziativa deve riguardare l'intera classe, mica che uno si tira indietro. E cos'è questa "adesione all'iniziativa"? In cosa consiste? Consiste nell'acquisto del libro da parte degli studenti. Una volta confermata l'adesione (ossia l'acquisto del libro) l'ufficio stampa di saviano si mette in ballo per organizzare l'incontro. Un modo molto burocratico per dire una cosa molto semplice: saviano arriva se si comprano i libri.

Pretendere che la frase
L’adesione all’iniziativa deve riguardare l’intera classe con l’acquisto da parte degli studenti del romanzo

non significhi che bisogna comprare il libro è degno del campionato mondiale di arrampicata sugli specchi. Significa difendere l'indifendibile.

Saviano, con una faccia tosta da competizione scrive sul feisbuc che è una bufala:


Ora in rete circola la bufala sull'acquisto obbligatorio di copie del mio libro. Non esiste. Nessun obbligo.

Come "non esiste"? Come "bufala"?
È lì cazzo, è scritto nero su bianco nella circolare. Come fa a negare l'evidenza?

La tecnica è semplice: nega tutto e poi cerca di buttarla in caciara dicendo che è un attacco dei giornali berlusconiani, che è fatto da gente che ce l'ha con lui perché lui è l'eroe che racconta La verità, che è gente che istiga la gente ad essere livorosa. Dà agli altri degli ignoranti...
Insomma, è un bambino capriccioso che pesta i piedi sul campo di terra battuta per sollevare tanta polvere sperando che tutto si confonda.

Va bene, saviano, poniamo che abbiano creato questa polemica ad arte perché gli stai sul culo. Poniamo che l'abbiano davvero fatto perché vogliono gli italiani incazzati e ignoranti. Ma il libro lo dovevano comprare sì o no?

Fotte sega chi ha sollevato la polemica e perché. Qui c'è un fatto da valutare: bisognava comprare il libro per avere saviano in città? Sì o no?
Tutto il resto non conta niente. Bisogna solo rispondere a questa domanda.

La circolare dice di sì, tu dici di no.
Le possibilità sono tre

  • tu racconti balle

  • la scuola racconta balle

  • l'ufficio stampa dice a te che l'acquisto non è obbligatorio ma alla scuola dice che è obbligatorio


Nel primo caso, meriti una doccia di urina di gatto di primo mattino. Nel secondo contesti la scuola (non il giornale). Nel terzo dài un calcio in culo all'ufficio stampa e dici che ti sei fidato delle persone sbagliate.

In nessuno di questi casi però neghi l'evidenza.

 

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Tenere pulito il proprio angolo di internet

January 17th, 2017 by mattia | 2 Comments | Filed in riflessioni
Ogni tanto arriva su questo blog qualche mentecatto. Delle volte sono dei fulminati che commentano con sciocchezze, tipo quelli che ripetono a nastro le bufale sulla chemioterapia. Altri scrivono commenti pieni di insulti conditi da sciocchezze assortite (di solito sono slogan che ripetono a pappagallo perché non sanno tirare fuori una idea originale). Altri ancora vengono qua scaricando il proprio livore personale nei confronti del sottoscritto.

Tutti questi personaggi hanno due cose in comune: la prima è che sono dei codardi. Quasi mai si qualificano con nome e cognome verificabile: quando nel campo dell'email scrivi asasdasdasdasda@gmail.com per me sei solo un quaquaraquà.
La seconda è che ti richiederebbero energia per smontare le loro panzane.

Oddio, delle volte è semplice: metti un link a un articolo dove si spiega per filo e per segno perché sbagliano e poi amen. Se la vogliono capire bene, altrimenti che si attacchino al tram. Altre volte la spiegazione devi scriverla tu, e serve tempo, serve energia.

Ecco, io ho smesso di investire questa energia per i quaquaraquà. Ho poco tempo e tanti progetti arretrati, non mi va di investire energie per confrontarmi con certi idioti. È inutile, è tempo perso. Se uno viene in modo educato con domande sincere sta bene, ci si confronta. Se vieni solo con l'intento di fare un po' di casino perché nella vita non hai altre soddisfazioni allora ti metto alla porta. Risolvi i tuoi problemi psicologici con un buon professionista, io non ho alcun dovere di offrirti un campo di battaglia perché sei un fallito nella vita che va su internet a cercare posti dove litigare.

Io questa gente la ignoro. E guardate, è facilissimo.
Ci provano un po', poi quando capiscono che non c'è trippa per gatti vanno altrove a rompere il cazzo. Il che - tra l'altro - è anche controproducente. I troll sono il sale dell'internet: se vuoi fare tante visite devi coltivarti i tuoi troll, dare loro da mangiare e la contrapposizione che ne nasce porta in alto il numero di visite e la popolarità. Che poi è lo stesso meccanismo che usano certe trasmissioni televisive e radiofoniche per fare ascolto: creare baruffa per fare in modo che le tifoserie si schierino da una parte o dall'altra e così si appassionino.

Io invece me ne frego, li metto alla porta, rinuncio alla baruffa e alle visite che mi porterebbe. Il risultato? Qui trovate un pezzo di internet tranquillo. Magari un po' noioso se volete, ma tranquillo.
Io questo mio pezzo di internet lo tengo pulito, e vi assicuro che basta pochissimo: è sufficiente ignorare questi scalmanati e si volatilizzano.
Non approvare i loro deliri funziona meglio della Kryptonite per Superman. Questi quaquaraquà vivono di visibilità, vengono nelle mutande quando vedono il loro delirio pubblicato e visibile a tutti, pensano di essere dei grandi eroi perché hanno scritto quel commento.
Tu gli togli quella soddisfazione e cade il meccanismo di gratificazione che li porta a scrivere quei commenti.

Non cagarli nemmeno di striscio è la cosa che funziona di più, ve lo assicuro.

Io lo faccio qua, in questo mio spazio di internet. Se tutti facessero lo stesso, ognuno nel proprio spazio di internet, molti di questi troll finirebbero all'angolo (poi all'atto pratico verrebbero confinati nel loro cantuccio di internet dove se le cantano e se le suonano tra di loro).

Farlo qui è semplice, basta avere i diritti di amministratore. Farlo in una rete sociale magari è meno facile, ma è sempre possibile. Hai un gruppo sul feisbuc? Puoi sempre estromettere chi si comporta male. Hai anche solo un profilo sul feisbuc e uno dei tuoi contatti è un esagitato che cerca la rissa nei commenti ai tuoi post? Puoi sempre rimuoverlo dalla lista dei tuoi contatti.
E non dirmi che non puoi farlo perché altrimenti si offende: davvero ti serve nella lista di contatti uno che si comporta così?
Se tutti lo cancellassero dalla lista dei contatti si ritroverebbe a giocare al feisbuc da solo. Sai che bello.

In un modo o nell'altro ognuno si deve prendere cura di tenere pulito il suo angolo di internet che gestisce e su cui ha potere. E quando ti attaccano da qualche altra parte basta lasciarli nel loro brodo, anziché aizzare contro i propri sostenitori come fanno certe celebrità del nulla sul feisbuc. Basta ignorarli anziché regalare loro visibilità.

Utopico? Forse, ma preferite demandare questo incarico a una autorità pubblica (o privata)?

 

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#unmesedavegano giorno 12

January 15th, 2017 by mattia | 5 Comments | Filed in un mese da vegano
Sì, lo so che oggi è il giorno 15.
Questo è il video del 12.
Finalmente ho trovato un ristorante vegano aperto e a buon mercato (era in stile buffet).



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La kappesima prova dell’inadeguatezza della boldrinova

January 15th, 2017 by mattia | 4 Comments | Filed in ignoranza, politica
Poi mi chiedono perché me la prendo così tanto. Contro i cialtroni del discorso d'odio, oppure in generale contro la boldrinova. Me la prendo perché poi gente come la boldrinova si sente autorizzata a scrivere idiozie colossali come questa:



Una che da quattro anni ormai fa la presidente della Camera non può scrivere certe idiozie. È come se un elettricista non sapesse montare un teleruttore dopo quattro anni che la l'elettricista: gli darebbero un calcio in culo e gli direbbero di cercare un altro lavoro.

Allora, cerchiamo di spiegarlo in modo semplice:

  1. Augurarsi che crepi qualcuno non costituisce reato.
    È una cosa da stronzi? Probabile. Tua nonna dice che la morte non si augura a nessuno? Sono contento. Ma l'opinione di tua nonna non fa legge. Per quanto possa sembrarti una cosa da stronzi sperare che qualcuno crepi se non è illegale non hai motivo di vietarlo.

  2. Dovrebbe saperlo una che presiede l'organo che fa le leggi: la legge può vietare qualcosa allo scopo di tutelare un bene. Il codice penale non vieta la diffamazione perché vuole insegnare alla gente a fare i bravi bambini. Vieta la diffamazione perché il suo compito è tutelare un bene, in questo caso l'onore di una persona.
    Vieta la violenza privata perché tutela il bene della libertà delle persone. E così via: per ogni reato c'è un bene da tutelare.
    Ora, mi spieghi la boldrinova: quale sarebbe il bene da tutelare in questo caso?
    Se io dico pubblicamente che mi auguro la morte della boldrinova che danno le faccio? Di certo non muore più velocemente (ehilà, non esiste il malocchio!) Di certo non offendo il suo onore: mica la insulto, mica le attribuisco caratteristiche infamanti, sto solo dicendo che se muore sono contento.
    Quindi non potrebbe nemmeno essere reato. Nemmeno volendo.

  3. Se ancora la boldrinova non ci crede che le leggi non si fanno - e non si possono fare! - per imporre di fare i bravi, ma solo per tutelare beni giuridici, faccio presente che in mille occasioni i confini dei reati sono proprio limitati da questo fatto.
    Prendete il reato di negazionismo di cui si è parlato pochi mesi fa dopo l'approvazione della legge dal parlamento italiano. In realtà non c'è nessun reato di negazionismo. In italia hai tutto il diritto di dire che la Shoah non è mai esistita e che i campi di concentramento sono una bufala. Il negazionismo è solo un'aggravante del caso di istigazione e incitamento a commettere atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi.
    si applica la pena della reclusione da due a sei anni se la propaganda ovvero l'istigazione e l'incitamento, commessi in modo che derivi concreto pericolo di diffusione, si fondano in tutto o in parte sulla negazione della Shoah o dei crimini di genocidio, dei crimini contro l'umanita' e dei crimini di guerra

    Tu puoi vietare l'atto di incitamento alla discriminazione razziale, poiché tuteli il bene della sicurezza di tutti i cittadini di qualsiasi razza. Non puoi vietare di dire che la Shoah non è mai esistita perché non c'è alcun bene da tutelare.
    E no, non puoi dire che se poi la gente va in giro a dire che al Shoah non è mai esistita allora poi la gente si mette ad ammazzare i giudei. Il passo logico è troppo lungo. Serve un collegamento diretto; devi dire "bisogna far fuori gli ebrei" affinché ci sia un effettivo pericolo. Solo in quel caso concreto la legge interviene.
    Hanno provato in parlamento a fare passare una legge che vietasse proprio di negare la Shoah: sono intervenuti i tecnici per far capire ai politici che non lo potevano fare. E infatti è uscita questa legge.

    Oppure prendete gli atti persecutori (stochin in italiano moderno). Anche qui i confini sono molto stretti: non basta mandare un sms all'ex fidanzata dicendo che è una baldracca. Ci deve essere un danno concreto. Le minacce e le molestie devono essere fatte in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita.
    Non basta mica offendersi.

    Si rassegni la boldrinova: dire pubblicamente che ci si augura la sua morte non potrà mai essere vietato, semplicemente perché non c'è alcun danno ad alcun bene.

  4. La citazione della recente decisione della Cassazione secondo cui i siti sono responsabili dei commenti non c'entra un cazzo.
    Ma proprio un cazzo di niente.
    In quel caso il commento era diffamatorio nei confronti di Tavecchio. Avevano definito Tavecchio un "emerito farabutto", e questa è una diffamazione. Assolutamente normale che il sito dove è stato pubblicato il commento sia chiamato a risponderne. Ma in questo caso non c'è niente.
    Libero non è che non cancella i commenti perché non si ritiene responsabile in quanto inseriti da altri, bensì perché non c'è niente di cui essere responsabili. Dire "speriamo che sia morta" non è un reato.

  5. Si mettano tutti il cuore in pace: odiare non può essere vietato.
    Mai.
    Vietare l'odio significa imporre di essere buoni. E nessuno può impormelo.
    Al massimo il prete mi può dire che devo fare il buono altrimenti vado all'inferno. Ma la legge no. Sarebbe una forma di fascismo.
    Non si permetta di muovere un dito in quella direzione.
    Io ho il diritto di odiare chicchessia. Io ho tutto il diritto di augurarmi la sua morte.


 

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L’impiegata delle poste che mi ha servito ieri

January 14th, 2017 by mattia | 5 Comments | Filed in praga, repubblica ceca


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La spoletta

January 13th, 2017 by mattia | 27 Comments | Filed in repubblica ceca, riflessioni
Oggi pomeriggio sono andato in merceria per comprare delle spolette di filo per la macchina da cucire. Arrivato il mio turno mi sono accorto... che non sapevo come si dice "spoletta" in ceco!
Così ho indicato col dito l'espositore con le varie spolette e ho detto "buongiorno, mi servirebbero dei fili bianchi e neri". Fili, l'unico modo per chiamarli che mi è venuto al momento era quello.

La commessa mi ha guardato un po' perplessa e mi ha detto "fili? intende dire forse..." e lì ha detto la parola ceca per spoletta che però io non mi ricordo. Il dizionario dice cívka nití però mica mi ricordo che ha detto quello.
Vabbe', alla fine me le ha vendute, le ho già provate e vanno bene; 29 corone l'una (100 metri di filo, 1,10 euro... un po' care?)

Io parlo ceco, me la cavo in tutte le situazioni. Anche in questa: alla fine mi ha chiesto se mi servivano per stoffa regolare, io le ho risposto di sì... e tutte quelle altre cose lì le ho capite. Ma c'è sempre la parolina magica su cui cadi. E sarà sempre così: non saprò mai parlare ceco a livello tale per cui saprò tutte le parole (che mi servono). Mi capiterà sempre di entrare in un negozio e restare senza parole davanti alla commessa.

Vivere all'estero significa anche questo (specialmente in un paese con una lingua così diversa come il ceco). Ti troverai sempre in queste situazioni, anche se ti dài da fare per parlare la lingua del posto. Non parlerai mai la lingua locale come un madrelingua e - più o meno frequentemente - finirai per fare queste figure alla bingo bongo.

Che poi a me non me ne frega più di tanto. Però siatene consapevoli se volete trasferirvi all'estero.

 

Piesse: sì, poi ci saranno i genii che parlano una lingua come un madrelingua dopo solo due anni. Ok, va bene.

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Barometri

January 13th, 2017 by mattia | 18 Comments | Filed in ignoranza, perle giornalistiche
La laguna di Marano e Grado è in una morsa, i canali di accesso al porto sono ghiacciati: ieri mattina a Marano il barometro segnava un meno 8.

via Messaggero Veneto

E buona giornata.

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Come quella volta con PPI e Forza Italia

January 10th, 2017 by mattia | 3 Comments | Filed in sbadigli
Piccola osservazione sulla figura di merda che ha fatto grillo (e con lui il M5s) sulla questione del gruppo del parlamento europeo. Riflessione per quelli che si stanno fregando le mani per il danno d'immagine che ne può derivare per il M5S: alla gente del gruppo a cui si scrive il M5S al parlamento europeo non gliene fotte una beneamata sega.

Mi sembra di risentire le discussioni sul gruppo a cui si sarebbero iscritti gli eurodeputati della lista "Uniti nell'Ulivo del 2004, in cui misero insieme nella stessa lista la Margherita e i DS con questi ultimi che poi volevano iscriversi al PSE e gli ex popolari della margherita che rispondevano "col cazzo che mi iscrivo al PSE".

Ricordate? No, appunto.

Oppure come tutte quelle volte che nei dibattiti televisivi gli esponenti del PPI venivano attaccati dicendo "sì, proprio voi attaccate berlusconi... voi che in Europa siete iscritti al PPE insieme a Forza Italia". E il conduttore cercava di cambiare argomento perché sentiva gli sbadigli dal pubblico.
O volete forse dirmi che il PPI ha perso credibilità nell'attaccare berlusconi perché erano iscritti insieme al PPE?
Seriamente?

State tranquilli, al grillino medio (ma anche al tipico elettore italiano) non gliene potrebbe fregare di meno.

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