Diritto alla fuffa

April 23rd, 2014 by mattia | 4 Comments | Filed in Uncategorized

Ieri sono usciti i risultati del test d’ingresso a medicina.
Quello che ha preso di più è arrivato a un punteggio di 80,5 (su 90). Già alla posizione 100 scendiamo a 60,8.

Secondo quanto leggevo in giro dovrebbero essere ammessi 10 mila studenti su 65 mila aspiranti.
Alla posizione 10 mila il punteggio è già arrivato a 34,10.
Se qualcuno rinuncia entra anche gente con un punteggio minore.

Guardando casi sparsi noti che alla posizione 9901 (quindi dovrebbe essere ammesso) c’è un tipo che ha fatto 32,60 in ragionamento logico, 1,5 in biologia e 0 (zero) in chimica, fisica/matematica e cultura generale. E passa (con tre materie a zero) sostanzialmente perché si è allenato a fare le domande di logica. Tutto lì.

Mi sono chiesto: sarà poi così difficile questo test?
Possibile che passi gente con risultati così pessimi?

Sono andato a guardare le domande. Dentro ci sono quesiti di biologia e chimica che obiettivamente non sarei capace di risolvere (non faccio un’ossidoriduzione dal 2001, fate voi). Ma a occhio mi sembrano nozioni basilari per chi vuole immatricolarsi a medicina. Se appena appena hai passato un paio di mesi per prepararti al test quelle cose le sai.
Per il resto sono domande a dir poco imbarazzanti.

Vi faccio un esempio:

Tre amici ricevono complessivamente € 36 da suddividere tra di loro nelle seguenti proporzioni 2:3:7. Qual è la differenza tra l’ammontare più grande e quello più piccolo ricevuto dai tre amici?

Sul serio?
È una domanda da test di terza media. Le competenze per risolverle le impari alle medie.

Oppure

Una particella si muove lungo una linea retta ad una velocità di 5,0 m/s. Essa viene accelerata di 3,0 m/s^2 nella direzione e nel verso del suo moto. Quale sarà la sua velocità 4,0 secondi dopo l’inizio di questa accelerazione?

Fisica di prima superiore? Toh, seconda superiore al massimo. Non vi hanno nemmeno messo le città A e B. Che volete di più.

Un’altra:

Una forza costante di 7,00 N viene applicata lungo una linea retta ad un corpo, per spostarlo di 13 m, parallelamente alla direzione della forza, in 5 secondi. Qual è la potenza sviluppata dalla forza per spostare il corpo?

Accidenti, devi persino saper calcolare un lavoro data una forza e uno spostamento e sapere cos’è una potenza.
Roba da fisici nucleari.

Volete una domanda di logica?

Francesco acquista dei bigliettini per invitare alcuni amici alla sua festa di compleanno. In cartoleria i bigliettini vengono venduti singolarmente al prezzo di € 0,43 l’uno, oppure in confezioni da 6 al prezzo di € 1,92 a confezione. Francesco acquista 8 confezioni. Dopo avere spedito gli inviti si rende conto che gli sono serviti solo 38 bigliettini. Quanto ha speso Francesco più del necessario per acquistare i bigliettini di invito?

Risolvibile con un ragionamento di una semplicità imbarazzante.

Cerchiamo di capirci, sui giornali hanno rotto le balle con le domande di cultura generale e la solita polemica del tipo “ma per fare il medico serve davvero sapere chi è Noam Chomsky???“.
Le domande di cultura generale – quella che uno può comprensibilmente non conoscere – erano quattro (su 60).
Per il resto c’erano domande di biologia e chimica (che un medico, conveniamo tutti, deve sapere) e qualche domanda di ragionamento logico, matematica e fisica ELEMENTARI.

Non è nemmeno una questione di chiedersi “a cosa serve a un medico sapere come si dividono i soldi tra tre amici o come minimizzare la spesa per comprare biglietti augurali“. Basta un po’ di onestà intellettuale a capire che se uno non è capace di elaborare autonomamente un pensiero così semplice non ha la capacità di ragionamento necessaria a fare una diagnosi.
Ancora prima di arrivare a quel punto, se un ragazzo che ormai ha finito le superiori non è capace di risolvere domande così basilari di matematica (roba da terza media, cazzo) è meglio che faccia altro nella vita. Io da lui non voglio essere curato. Sono conticini della serva: non tollero che una persona con il diploma di scuola superiori non sia in grado di farli, figuriamoci uno che vuole fare il medico.

Poi uno può fare tutti i discorsi di principio che vuole sul numero chiuso, andare in piazza con gli striscioni a recitare slogan per il diritto allo studio.
E tutta la discussione sul numero chiuso gira attorno a questione teoriche.

Quando però guardi la realtà ti rendi conto che chi resta fuori ottiene punteggi così bassi da essere imbarazzanti viste le domande che fanno.
Fai scorrere i risultati e ti vengono i brividi a vedere che persone entrano alla facoltà di medicina. Figuriamoci quelli che restano fuori.

Quindi tutti i discorsi teorici su quanto sia ingiusto il numero chiuso evaporano. Tornate a farmeli quando i primi 10 mila ammessi avranno punteggi superiori a 70 punti su 90, toh. A quel punto, quando uno resta fuori prendendo un dignitoso 69,9 su 90, potremo fare tutti i discorsi su quanto sia ingiusto che uno resti fuori con 69,9.
Ma se resta fuori gente con 34 su 90 su un test del genere allora non esistono discorsi sul diritto allo studio che reggano. Uno che prende 34 in un test così DEVE rimanere fuori.
Non è che rimane fuori un bravo studente che si vede preclusa un’opportunità: resta fuori la fuffa. Dobbiamo solo esserne contenti.

Uno dice: eh, ma accedono solo 10 mila ragazzi su 65 mila, è molto selettivo!
No, non è selettivo. Appare selettivo.
Sembra selettivo perché si presentano alla prova decine di migliaia di studenti fuffa.
Se l’anno prossimo si presentano 200 mila candidati allora il test diventa più selettivo perché ne prendono 10 mila su 200 mila? No, significa solo che hai aggiunto della fuffa in coda alla classifica.

Quindi, miei cari amici, smettetela di sfrantumarmi i coglioni contro il numero chiuso.
Se i risultati sono questi il numero chiuso è cosa buona e giusta per tenere fuori la fuffa.

Se davvero volete parlarmi di diritto allo studio prima imparate a fare conticini della serva e poi presentatevi a un esame di ammissione all’università.
Altrimenti non è diritto allo studio, ma diritto d’immatricolazione alla fuffa.

Il paravento per l’ignoranza

April 22nd, 2014 by mattia | 4 Comments | Filed in ignoranza, politica

Va bene, ammetto che ci siano tra noi persone estremamente semplici nel comunicare che dovrebbero fare verifiche prima di parlare. Però chi può escludere che esistano le scie chimiche? Ci sono pareri diversi e se fai il politico devi esaminarli tutti

Paola Taverna, senatrice della Repubblica, via espresso

Su questa intervista della senatrice pentastellata Paola Taverna ci starebbe bene anche solo una risata, o un palminfaccia per questo scivolone sulle scie chimiche (a proposito, a quando un giornalista che di fronte a una risposta del genere ribatte “senatrice, guardi che le scie chimiche sono una cazzata“?).

Ma risolvere tutto con un classico palminfaccia sarebbe riduttivo.
Perché nell’intervista c’è un elemento che affiora appena e che invece vale la pena di essere sottolineato.
Poco prima della risposta sulle scie chimiche l’intervistatrice chiede alla senatrice se si è mai sentita inadeguata e la nostra risponde così:

Come no! Sono sicura che c’è gente migliore di me che può fare onestamente questo lavoro. Però cerco di superare l’inadeguatezza studiando da matti e ascoltando gli altri, tanto che mi chiamano Sponge Bob, la spugna dei cartoni animati, perché assorbo tutto all’istante. Comunque, se vuole la verità, mi sento carente in competenze, non in intelligenza. Soltanto da poco ho perdonato mio padre di avermi sbattuto a lavorare quando volevo fare Lettere all’università

Dopo uno va avanti, legge la risposta sulle scie chimiche e capisce che c’è un problema di fondo (più profondo delle scie chimiche in sé).
La senatrice ammettere di sentirsi inadeguata ma si giustifica dicendo che studia. Se volete è un po’ il fondamento della politica grillina. Secondo il M5S tutti possono accedere a qualsiasi carica, l’importante è essere onesto*. Poi anche se non sei competente puoi sempre studiare (dopo l’elezione) e metterti in pari.
Questa visione è fallimentare proprio perché produce casi come questi: possiamo apprezzare l’impegno della senatrice nello studiare “da matti” ma dobbiamo constatare che non è roba per lei. Anche se studia.
Perché no, non è che basta studiare. Bisogna anche essere capaci di studiare.

Quando parla di scie chimiche dice che “ci sono pareri diversi e se fai il politico devi esaminarli tutti“.
Questo dimostra che non sa studiare.
È ovvio che ci sono pareri diversi (un po’ come su tutto nella vita). Ma se tu sei in grado di studiare riesci a distinguere l’attendibilità delle fonti: da una parte i pareri degli esperti, dall’altra parte i pareri dei cialtroni.
Questione chiusa in cinque minuti.
Se per te sono pareri di eguale dignità significa che non sei capace di valutare le fonti.
E allora sono contento che tu sia una persona umile e che ti metti a studiare; ma se studi attingendo a fonti di cui non sai valutare l’attendibilità allora quello studio non serve a niente.

C’è gente che è convinta che la Terra sia piatta. Hai voglia a dire “la terra a forma di globo o piatta? ci sono pareri  diversi e come politico devo esaminarli tutti“. Certo, esamina pure le panzane dei sostenitori della Terra piatta e in meno di 20 ms facci sopra una risata.
Per le scie chimiche ti concedo 10 minuti, ma il concetto è lo stesso.

L’umiltà è una bella cosa, ma non può diventare il paravento per l’ignoranza. Ti do i 10 minuti per “studiare”, ma scaduti i 10 minuti devi dirmi “le scie chimiche sono una cazzata“. Se invece rimani nel limbo del “ci sono pareri diversi” significa che non sei stata capace di studiare distinguendo l’attendibilità delle fonti, e mascheri questa incapacità lavandotene le mani.
In altre parole, ti metti a studiare il tema, non ci capisci niente e invece di dire “ok, scusate, ma anche impegnandomi non riesco a capire chi ha ragione” te ne lavi le mani dicendo che “ci sono pareri contrastanti“.

Questo perché non sei stata capace di studiare.
E se non sai capace di studiare non è che puoi rimediare**. Lascia perdere e amen.

Questa sono gli effetti della politica grillina per cui “basta essere onesti” e poi impari col tempo. Eleggono persone che non solo non hanno competenze ma non hanno nemmeno gli strumenti per acquisirle.
Auguri.

 

 

 

* Che uno sia onesto lo deducono dal certificato penale. Senza considerare che ogni criminale ha la fedina penale pulita prima di essere beccato.

** Ovvio, potresti studiare…  come si studia. Ma almeno quello dovresti farlo “un po’ prima”.

Poi uno mi chiede

April 20th, 2014 by mattia | 4 Comments | Filed in ignoranza

Poi mi chiedono perché non sopporto gli italiani. Oggi sono arrivata a casa da messa rivoltato.

Innanzitutto: chiesta stracolma quando normalmente è vuota. Ora, posso capire che a Pasqua i turisti italiani siano di più che nel resto dell’anno. Ma è mai possibile che invece dei classici 20 turisti italiani la chiesa fosse stracolma di 200 facce mai viste?
O i turisti italiani a Praga aumentano di 10 volte a Pasqua oppure – molto più probabile – si ricordano di andare a messa solo a Pasqua.

Ma passi. Quello che mi dava fastidio era l’atteggiamento generale della gente. Un ricco campionario di persone che avrei preso a sprangate.
Innanzitutto quelli che corrono per prendere il posto. La messa ceca finiva 5 minuti prima di quella italiana, cosa logica sarebbe stata aspettare fuori che i cechi uscissero per poi entrare noi. Un po’ come sulla metropolitana o sul treno dove prima fai scendere chi deve scendere e poi sali tu. Giusto per un briciolo di buon senso. Invece no, arrivano le mandrie di italiani ed entrano in chiesa quando ancora la messa ceca non è finita creando un rebelotto inutile tra gente che usciva e che entrava.
Poi c’è quello che fa la corsa per prendere la prima panca, proprio la prima, e la occupa per tutta la famiglia (avete presente, come quando uno tiene i posti coi maglioni e le borse). Visto che moglie e figlie non arrivavano stava in piedi e controllava nervosamente l’ingresso della chiesa, probabilmente temendo che qualcuno arrivasse a portargli via i posti e dovesse fare la lotta per spiegare che li aveva occupati.
Ma porca troia, ti dà così fastidio prendere un posto in quarta fila? Ci tieni davvero così tanto alla prima panca? Rilassati…
Poi ci sono le primedonne (non necessariamente femminili), coloro che vogliono necessariamente essere qualcuno e non accettano di essere un fedele semplice. Quindi appena compare il prete sgomitano per poter fare una lettura, come l’alunno secchione che vuole rispondere alla domanda dell’insegnante e si agita: “io, io, scelga me!!!
Oggi c’era una signora del genere seguita nell’operazione dal marito che a distanza la esortava “su, forza… insisti…fatti valere”. Non sia mai che debba subire un affronto perché a sua moglie non fanno leggere la lettura.
E non dimentichiamoci di quelli che parlano. Parlano, parlano sempre. Sono lì in chiesa e parlano di tutt’altro, ma proprio che non ce la fanno a smettere. Ma non possono stare un’ora senza parlare.
La perla finale è stata la famiglia davanti a me, con bambino che avrà avuto 6 anni e che mangiava un panino durante la predica, senza che i genitori dicessero niente (anzi, era stata la madre a darle il panino). Sei anni, non un infante: davvero non riesci a dirgli di aspettare venti minuti e mangiare il panino fuori dalla chiesa?

Un mercato delle vacche, non un posto di preghiera.
Una invadenza, una noncuranza.
Perché non sono capaci di stare lì buonini al loro posto?

 

Buona Pasqua

April 20th, 2014 by mattia | 6 Comments | Filed in Uncategorized

IMG_0788

Tanti auguri di Buona Pasqua da parte mia e dell’agnello che ora si trova nel mio stomaco.
Un augurio in particolare agli scassacazzo animalisti.
Slurp slurp.

Se mi vede la Boldrini…

April 19th, 2014 by mattia | 8 Comments | Filed in repubblica ceca

IMG_0781

Ricordi

April 19th, 2014 by mattia | No Comments | Filed in Uncategorized

IMG_0768

Mangiare salmiakki dopo 9 anni.
E tutto un mondo di ricordi che si apre all’improvviso.

Arrendersi

April 19th, 2014 by mattia | No Comments | Filed in praga, repubblica ceca

Stamattina, mentre facevo le pulizie mi è venuta in mente quella cosa bizzarra per cui una volta facevo sempre confusione tra Natale e Pasqua in ceco.
Il primo si dice Vanoce, la seconda Velikonoce e puntualmente a Pasqua mi usciva da dire vesele vanoce, ossia buon natale. Per poi rendermi conto di aver sbagliato dopo due secondi.

Dicevo, oggi mi è ritornata in mente questa cosa, e quasi accarezzavo il ricordo. Ormai non faccio più questo sbaglio, è una cosa del passato, di quando ero giovane e inesperto.

Poi sono andato a fare una commissione e alla cassiera che mi augurava buone feste ho risposto vesele vanoce, buon natale.
Per poi correggermi subito e scatenare l’ilarità con la cassiera.

Niente, mi arrendo. Sono uscito dal negozio sconsolato. Devo arrendermi all’evidenza che avrò questa confusione mentale per sempre.

Track&Trace and lick my balls

April 18th, 2014 by mattia | 9 Comments | Filed in gente che lavora col culo

L’altro giorno ho ordinato un pezzo stampato in 3D a un’azienda. Prima volta che mi capitava, prima esperienza con la stampa 3D. Hanno inviato il pezzo lunedì e ad oggi non è ancora arrivato.
Lunedì è vacanza, quindi nella migliore delle ipotesi lo ricevo martedì, ma non sono così fiducioso.

Il servizio Track&Trace di chi sta facendo il trasporto dice che il pacco è nella fase di trasporto verso l’ufficio di destinazione. Poi c’è la consegna all’ufficio di destinazione e preparazione per la consegna e infine la consegna.
Tutto segnalato sull’efficientissimo sito.
Io me li immagino gli addetti a queste spedizioni, tutti con la loro bella tutina coi colori aziendali, armati di lettore ottico di codici QR che scansionano pacchi e sul sito si aggiorna in un attimo dov’è il pacco. Che meraviglia, che efficienza, direi che ci sta bene anche un “in tempo reale!

Sì, sì, fichissimo il Track&Trace. Se però ci metti una settimana a portarmi un pacco da una parte all’altra di Praga io col Track&Trace mi ci lavo i coglioni.
Inizia a portarmi il pacco in un tempo ragionevole, poi ti occupi del Track&Trace in tempo reale sul sito internet.
Altrimenti il Track&Trace diventa solo un modo più efficiente per dimostrarmi che lavori col culo.

Piesse: ovviamente ad averlo saputo prima sarei andato di persona dall’altra parte di Praga a ritirare il pezzo a mano.

Switch to our mobile site