Non ne avevo ancora sentito parlare. C’è questo tizio (Dario Bonomo) che si fa definire bio-architetto che propone una spirale che si mangerebbe il pm10. Roba che Diego Peverelli, assessore all’ambiente di Como, ha già detto che, se funziona, proporrà l’autore al Nobel.
Ne parlavano ieri sul “La Provincia di Lecco”. Ora, è difficile giudicare da un articolo di giornale, ma qui sento tanta puzza di bufala.
Qualche elemento che mi propendere per la bufala:
1) Operazione a costo zero per il Comune.
Io se invento un’apparecchio che abbatta il pm10 in un raggio di 1 km col cazzo che lo faccio sperimentare gratis. Mi faccio pagare dei dollaroni sonanti.
Se il problema è quello di sperimentarlo, lo sperimento installandolo sopra casa mia, e poi quando dimostro che funziona, vado dal comune e mi faccio pagare dollaroni sonanti.
2) Nessun dato tecnico
Ok, è un articolo di giornale, non un articolo tecnico. Però qui il principio di funzionamento resta un mistero. Non si capisce nemmeno quale sarebbe il meccanismo con cui abbatterebbe il pm10. Per intenderci, non si capisce nemmeno se va a corrente o che cosa.
3) Mix di parolone tecniche
Troppi “bio” e “ionizzare”. Non descrivendo il principio di funzionamento non si può nemmeno capire se le parole sono usate con senso compiuto o solo per riempire i moduli dell’articolo. Parlano di “vapore ionizzato dalla luce solare“. Eh?
4) Niente pubblicazioni
Ho fatto un giretto su web of science e alla voce Dario Bonomo non risulta niente, nessun articolo scientifico pubblicato su una rivista con impact factor.
E già uno dovrebbe insospettirsi vedendo che un dispositivo tecnico è progettato da un architetto (pardon, bioarchitetto!).
Vale sempre la regola dello scienzato ricco o ammazzato: se qualcuno promette di rivoluzionare il mondo risolvendo un problema enorme con un’idea semplice, o diventa ricchissimo e viene adulato dal mondo intero, oppure lo ammazzano (perché pesta i calli a qualcuno).
Più è grossa la promessa e più deve essere grossa la reazione. Se nessuno al mondo ne parla, con buona probabilità, è una bufala.
Nel mondo scientifico quando fai una scoperta il sistema è questo: fai il brevetto, pubblichi su riviste scientifiche, vendi il tuo dispositivo.
Questo affinché chi compra il dispositivo possa basarsi sulle valutazioni fatte per autorizzare la pubblicazione (peer review).
Qui non c’è niente di niente. Non si trova nessun riferimento: da dove salta fuori questo bio-ionizzatore anti smog? Possibile che sia comparso a Como dal nulla?
5) Chi è l’arch. Dario Bonomo?
Allora ho gogglato cercando informazioni su questo bio-architetto, che l’assessore di Como vorrebbe candidare al Nobel. In questa pagina l’arch. Dario Bonomo ci dà un saggio della sua ignoranza in campo scientifico, dimostrando di credere a cretinate come le reti di Hartmann. Sì, cretinate ripetute da gente che non sa una beata mazza di campi magnetici.
Il resto del testo ve lo consiglio solo se siete di stomaco forte.
Qua e qua si legge che si occupa di: sistemi per la protezione dagli effetti nocivi dell’elettrosmog derivante dai campi elettromagnetici, dalle geopatie e dal magnetismo statico. Effetti nocivi da magnetismo statico? Dai parliamone, non sarà mica uno di quegli architetti che ti dice di mettere il letto in direzione NS per dormire meglio???
Qui invece si dice che è un esperto radiestesista . E si noti il titolo del convegno:
“COME DIFENDERSI DAI CAMPI ELETTROMAGNETICI NATURALI E ARTIFICIALI: RADIESTESIA APPLICATA, IMPARARE A RICONOSCERE LE ONDE SOTTILI”.
Io avrei una proposta: consiglio all’architetto, pardon al bio-architetto, di ripararsi dentro un sacco di plastica nero come la pece. Come perché? Per difendersi da quel bruttissimo campo elettromagnetico naturale chiamato luce.
6) Conclusione
Ce n’è abbastanza per capire che il personaggio non garantisce alcuna attendibilità scientifica. Anzi, uno che crede alla reti di Hartmann si qualifica da solo per quello che è. Probabilmente l’assessore Peverelli avrebbe più successo candidando al Nobel il suo gatto.
Viste le premesse, che il dispositivo funzioni ho dei fortissimi dubbi. Vedremo tra qualche settimana, è solo questione di attendere…
7) Piccoli commenti
Uno per l’assessore all’ambiente di Como Diego Peverelli. Prima di fare da sponda alle sperimentazioni di uno con una fama del genere ci penserei due volte. Ne va dell’immagine dell’istituzione che rappresenta. Non mi si venga a dire che è un’operazione a costo zero, e mal che vada se non funziona non ci si perde niente: indirettamente si fornisce un endorsement verso quella persona, e questo conta, tanto.
Il secondo per Maura Galli che imposta l’articolo, sin dal titolo, facendo una velata critica a Lecco che sta con le mani in mano mentre a Como lavorano per combattere lo smog. Per scrivere un buon articolo non basta sentire quello che dicono gli assessori, bisogna indagare. Ho sprecato 7 minuti per scoprire l’inesistente background di questa invenzione e la mancanza di basi scientifiche nel suo autore.
Se fossi stato nei suoi panni avrei chiesto all’autore: mi dà una pubblicazione su una rivista scientifica su questa invenzione? Domanda semplice, la cui risposta avrebbe detto molto.
Più che elogiare Como per l’iniziativa, sarebbe da criticare. Però la demagogia non paga sui giornali, vero.
Dimenticavo, “Toh” nel titolo fa veramente cagare.