Alice nel paese dello ius soli (con il compagno Folagra)

September 21st, 2017 by mattia | 8 Comments | Filed in bufale, ignoranza, ius sola, ius soli, politica

A un certo punto ho avuto la sensazione di essere Alice nel paese delle meraviglie, con il bianconiglio che festeggiava in non-compleanno.
Il contesto logico-razionale di chi mi circondava era più o meno quello.

Ma facciamo un passo indietro.
Serata di dibattito sullo ius soli a Pinerolo. La situazione nella sala era questa: moderatore, due relatori a favore e uno contro (io). In realtà il primo relatore doveva fare un cappello storico quando in realtà ha fatto un discorso che per metà non c'entrava niente (tanto che ho smesso di prendere appunti) e per l'altra metà era solo un discorso ideologico a favore dello ius soli.
Quindi mi sono trovato da solo contro tutti.

Non solo contro due relatori ma anche contro (quasi) tutta la sala. Che era composta in piccola parte da amministratori comunali - che avevano sì una loro opinione ma erano onestamente aperti ad ascoltare - e in gran maggioranza da sinistrorsi che non erano lì per confrontarsi ma solo per dare contro al sottoscritto. Così, giusto per il piacere di. Loro volevano cantarsela e suonarsela da soli e il fatto che ci fosse anche una voce contro lo ius soli li ha fatti innervosire.
Per farvi capire, a un certo punto si è alzato un signore nel pubblico che sembrava il compagno Folagra che ha iniziato il suo onanismo intellettuale contro i "padroni". Mancava solo il pugno chiuso. Ovviamente nulla a che fare con lo ius soli.

Ma la cosa che più li ha mandati in bestia è che ho basato le mie argomentazioni contro lo ius soli su logica e razionalità.
Loro si aspettavano un buzzurro leghista che urlava "l'invasione, l'invasione!!!111!!! le donne gravide che vengono qui a partorire" e invece si sono trovati il sottoscritto che ha iniziato il discorso dicendo: giusto, non facciamoci guidare dalla paura come ha detto il relatore prima di me, facciamoci guidare dalla logica. Cerchiamo di capire se lo ius soli ha motivazione logica.

Stiamo parlando di dare la cittadinanza ai minorenni, che sia alla nascita, dopo il completamento di un ciclo di studi o quello che sia. Bene, ma un minorenne cosa se ne fa della cittadinanza italiana?
La cittadinanza serve per votare o candidarsi alle elezioni, ma un minorenne non vota né si può candidare. La cittadinanza è necessaria per fare un concorso in magistratura, ma un ragazzino a 12 anni difficilmente hai i requisiti per diventare magistrato... Alla fine un ragazzo minorenne deve studiare, e fortunatamente le scuole sono aperte a tutti, ha bisogno delle cure mediche e il SSN cura tutti, fa sport e una partita di pallone all'oratorio può farla anche da straniero.
Cosa gli cambia se ha o meno la cittadinanza da minorenne? A cosa gli serve?

Nessuna risposta.

Il brusio cresce in sala. Ho osato metterli di fronte alla realtà: la loro battaglia è inutile.
Non dovevo farlo. Dovevo lasciarli nella loro masturbazione reciproca in cui si raccontavano le favolette a vicenda e tutti ci credevano. Quando arrivo io a dire che Babbo Natale non esiste mi guardano rabbiosi. Gli ho rotto il giocattolino.

Nessuno ha la più pallida idea di cosa rispondermi e durante tutta la serata nessuno mi risponde.
Una insegnante poi mi dirà che per lei gli studenti sono tutti uguali e che non è giusto che qualcuno non abbia la cittadinanza. Io: ok, ma agli effetti pratici cosa cambia se on hanno la cittadinanza?
Nulla, non ha saputo rispondere. Continuava a ripetere slogan e non sapeva seguire un ragionamento.

Racconto che ora ha diritto alla cittadinanza chi è nato e cresciuto in italia, se fa rischiesta dai 18 ai 19 anni, ma molti se ne dimenticano perdendo questa opportunità. Perdendo questa finestra di un anno. Allora molte associazioni chiedevano di estendere il periodo fino ai 20 anni.
Chiedo: ma se in italia un ragazzo vive così male senza cittadinanza perché non la richiede quando compie 18 anni e un giorno? Perché ha fretta di iscriversi a scuola guida appena compie 18 anni ma si dimentica - per un intero anno! - di far domanda di cittadinanza? Forse che senza autovettura vive male mentre senza cittadinanza vive senza problemi?

Nessuna risposta.

Dico che voglio uno Stato in cui la burocrazia sia semplice, un sistema efficiente in cui un rinnovo del permesso di soggiorno arriva in 30 giorni e non in due anni.
Chiedo: se fornisco servizi burocratici degni di un paese civile in cui essere straniero non ti impone complicazioni burocratiche, pretendete ancora di dare la cittadinanza italiana a destra e manca? A che pro?

Nessuna risposta.

E così via, tutta la serata.

Nessuno è stato capace di seguire un ragionamento logico. Nessuno ha osato rispondermi. Ripetevano in continuazione le solite bufale sullo ius soli. Fino ad arrivare a momenti di totale ilarità (dico adesso "ilarità" ma al momento mi veniva da sbattere la testa contro il muro).
L'ex-giudice da parte a me spiega i canali di accesso alla cittadinanza, dimenticandosi "casualmente" di raccontare che un ragazzo di 12 anni può diventare cittadino italiano se lo diventa un genitore per naturalizzazione.
E ripete la solita balla per cui un ragazzo "deve" aspettare i 18 anni. No, non "deve". Quella è la strada se vuole la cittadinanza da solo, ma può "anche" naturalizzarsi coi genitori.

Be', questo ex-giudice è stato capace di dire che la naturalizzazione è un canale secondario che viene usato da poche personalità della cultura.
A quel punto gli ho fatto notare che il padre di un mio amico si è naturalizzato italiano pur essendo un normale pasticciere. Gli ho fatto notare che nel 2010 i naturalizzati per residenza sono stati 21 630. Abbiamo un esercito di 21 mila esponenti della cultura naturalizzati italiani?
No ovviamente, e infatti la legge non prevede nessun requisito in questo senso. Anzi, la cittadinanza per naturalizzazione è un percorso *comunissimo* di gente *normalissima* che vive in in italia 10 anni e riceve la cittadinanza italiana.

Avevo da parte un tizio che si vantava di essere un fine giurista che aveva scritto relazioni su relazioni sul tema... e non aveva la più pallida idea di cosa stava parlando. Incredibile.

Ora mettetevi nei miei panni e domandatevi come ho fatto a non sbattere la testa contro il muro. C'è stato poi chi, tra il pubblico, mi ha detto privatamente che sono stato fin troppo gentile nel rispondere, anche quando mi sono scaldato.

Ma non è stato nemmeno solo quello. In molte occasioni ho avuto l'impressione che le persone attorno a me non capissero nemmeno quello che stavo dicendo.
Esempio: racconto che ora la cittadinanza *per naturalizzazione* viene concessa a discrezione dello Stato, che può negarla anche senza motivo.
Con lo ius soli introduciamo nuove strade che creano una nuova valanga di cittadini italiani di diritto solo perché vanno a scuola, senza che nessuno verifichi se sono davvero integrati. E lo Stato non ha la discrezione di dire no a loro. La cittadinanza è obbligato a dargliela.

Interviene l'ex-giudice a dire che non è vero, che i nati in italia a 18 anni ricevono la cittadinanza di diritto.
È vero, dico, infatti non parlavo di quelli: parlava di quelli che ricevono la cittadinanza per naturalizzazione, non di quelli nati in italia (e cresciuti in italia fino ai 18 anni).
La risposta normale sarebbe stata: ah, ok... non avevo capito, pensavo ti riferissi agli altri.
Oh, magari mi sono spiegato male io. Ci si chiarisce e amen.
No, quello continuava: non c'è discrezione dello Stato.
Ma io parlavo dell'art. 9. E quello continua a parlare dell'art. 4. Ripeto: PARLAVO DELL'ART. 9, dei naturalizzati che sono a discrezione dello Stato. E quello dice all'art. 4 non c'è discrezionalità.

Come se non mi ascoltasse.

ALLUCINANTE

Una persona che dimostra questa capacità logica nella mia facoltà non sopravvive più di sei mesi, per dire.
A una conferenza scientifica se mostri un atteggiamento del genere ti guardano sconvolti.
Mi spiace, ma non sono abituato ad avere a che fare con questa gente. È stata un'esperienza sconvolgente.

La cosa che più mi ha fatto riflettere però è stato l'atteggiamento di alcune persone che dicevano: oh, io per formazione e ideologia sono per lo ius soli, però riconosco che razionalmente... in effetti... però niente, io col cuore rimango dalla parte dello ius soli.
E a quel punto io mi sono chiesto cosa stavo lì a fare.

Perché se uno magari conviene pure sulle tue argomentazioni logiche ma poi rimane della sua idea non perché è supportata da motivazioni logiche ma perché l'appoggia "col cuore" allora io non so più cosa dire.
Più che darti argomentazioni logiche che posso fare?

E questo rivela il mostruoso problema del dibattito sullo ius soli.
La gente sta dalla parte del sì o del no solo per ideologia, perché quelli della loro parte stanno dalla parte del sì o del no, non perché indagano sulle motivazioni razionali a sostegno di una proposta di legge.

Spesso quando parlo di W la Fisica mi dicono: eh, ma la scienza non è tutto, non puoi decidere tutto con la scienza. Oppure: devi però dire su quale ideologia si basa.
E invece no: perché quando basi la politica sull'ideologia arrivi a questi assurdi per cui sostieni una proposta di legge non perché hai motivi razionali, ma "col cuore", perché "quelli della mia ideologia la pensano così".
Il concetto alla base di W la Fisica invece è esattamente l'opposto: c'è una proposta di legge? Analizziamo se ha un fondamento logico e razionale, e poi decidiamo se ha senso o no. Perché è così che si fa nella scienza.

Usando questo modo di lavorare si tagliano fiumi di discussioni inutili perché basate "sul cuore", si arriva a provvedimenti migliori non perché basati su ideologie ma su fatti, su argomentazioni razionali.

In conclusione, devo ammettere un mio errore (che mi è stato fatto giustamente fatto notare durante una birretta dopo il dibattito): mi sono presentato male.
Perché spesso la gente giudica non in base ai contenuti, ma in base alla persona e a come li espone e io sono risultato probabilmente un po' troppo arrogante.
Forse, e anche questo mi è stato spiegato poi, perché mi trovavo in un paesotto dove la gente spesso è molto provinciale. Quando sentono un che racconta della sua vita da straniero in Giappone o in Rep. Ceca scatta in automatico il provincialismo di chi non si è mai mosso del suo paese e pensa che chi ha davanti sia un "signor so tutto io" perché vive all'estero.
Posso migliorare nell'esposizione, lo ammetto. Ma vi assicuro che tenere i nervi quando davanti hai una platea di compagni Folagra è dura.

Poi vabbe', appena ho un attimo di tempo pubblicherò il video ma vi avviso, è lungo, molto lungo. Ma ci sono alcune chicche, come quella signora che mi contestava che il mio essere straniero da professore universitario era diverso che essere straniero da operaio. E lì l'ho messa a tacere raccontando gli episodi di discriminazione che ho subito quando vivevo in Giappone. Non più in verso fece.
Oppure l'intervento dell'assessore ai servizi sociali che quando si parlava di diritti faceva notare che uno straniero ha tutti i diritti ai servizi sociali come un italiano. Che non c'è alcuna discriminazione.
Ma ovviamente gli altri relatori non stavano a sentire.
Ah, c'è anche l'imperdibile intervento del compagno Folagra.

Piesse: tra il pubblico c'era un lettore di questo blog. Quando qualcuno ripeteva le solite bufale che avevo già smontato mi capitava di incrociare il suo sguardo e leggere nel suo volo qualcosa del tipo "ma non la capisce proprio allora". Almeno ho avuto il conforto del fatto che qualcuno mi ha capito.
Quindi boh, magari non mi sono spiegato bene io, ma se qualcuno ha capito significa che gli altri non hanno capito perché erano incrostati di ideologia.

 

 

 

 

8 Comments

Feticismo privato

September 20th, 2017 by mattia | 6 Comments | Filed in ignoranza, politica

Un po' come tutti ho visto anche io le foto di di maio che bacia la reliquia di san gennaro.
A parte la pochezza del personaggio (crede davvero che gli porti più voti di quelli che gli fa perdere?) la riflessione più importante è sulla reazione rabbiosa di quelli che dicono "vergogna! è il vice presidente della Camera di uno Stato laico".

Curiosamente sono le stesse persone che non si stanno lamentando - ma proprio neanche con un filo di voce - per l'interferenza del Vaticano sullo ius soli.
Si vede che la laicità dello Stato non è così importante quando fa comodo a te.

Mettiamo in chiaro un principio: non è che una persona, solo perché eletta a una carica pubblica non può partecipare a un rito religioso. Sono, banalmente, cazzi suoi di ciò che fa nel suo tempo libero. Può baciare reliquie o leccare gli stivali col tacco della sua portinaia.
La laicità dello Stato non c'entra nulla.

La laicità è un'altra cosa: è quel principio per cui un potere religioso non può costringere un eletto a votare come dice lui.
Ci sarebbe una questione di laicità dello Stato se l'arcivescovo di Napoli avesse detto: a Giggino, io ti faccio fare la foto mentre baci la reliquia, poi però tu quando diventi presidente del consiglio fai quello che dico io.
Ma di questo non c'è notizia. Tolta questa eventualità il bacio della reliquia non attacca minimamente la laicità dello Stato.

Al contrario l'azione che sta facendo il vaticano per indurre alcuni senatori a votare a favore dello ius soli è sì un attacco alla laicità dello Stato.
O meglio, lo è nel momento in cui i senatori non votano secondo quello che ritengono giusto ma votano lo ius soli seguendo l'ordine del vaticano, pur non condividendolo. Perché significa che il potere non appartiene ai rappresentanti del popolo ma a un potere religioso esterno al parlamento che ricatta i parlamentari.

Quello che non possono fare i parlamentari è votare contro le proprie convinzioni solo perché ricattati da una masnada di ignoranti capitanati dal caprone capo.
Poi il feticismo di quello che leccano nel loro tempo libero sono fatti loro.

6 Comments

La bolla di sapone

September 20th, 2017 by mattia | 6 Comments | Filed in ignoranza, politica

Qualche giorno fa è arrivato un nuovo provvedimento di annullamento delle primarie del M5S per la regione Sicilia, e i giornali tutti a titolare "M5S nel caos".

Chiariamo alcune cose. Questi provvedimenti hanno un valore limitatissimo. In pratica si sta parlando del nulla.
Era successo anche a Genova, ricordate? All'epoca spiegai un concetto molto semplice: per presentarsi alle elezioni serve una dichiarazione del segretario del partito che conferma che quella lista è presentata veramente in nome di quel partito. Altrimenti si presenta Ciccio Formaggio con il simbolo del PD senza nessuna autorizzazione del PD.
Il tribunale può dire quello che vuole ma non può obbligare grillo a firmare una dichiarazione che non gli garba.
E la Cassimatis con quale documento si presentava per depositare la lista con il simbolo del M5S? Con l'ordinanza del tribunale? La legge non prevede questo caso.
Infatti la Cassimatis alla fine si è arresa e si è presentata con una sua lista civica con il suo nome, non con il M5S.

Ora, la Sicilia ha delle regole sempre un po' bizzarre dovute alla sua autonomia, ma non mi stupirei se finisse allo stesso modo.
Il tribunale può annullare tutto quello che vuole, ma alla fine è grillo che firma la concessione del simbolo, quindi gli altri possono allegramente continuare a sucare.

Vale la pena di ricordare che i partiti politici non hanno alcun dovere di democrazia interna. In italia non c'è nessuna legge che regola i partiti e il loro funzionamento, come invece avviene in altri paesi.
Non stiamo qua a discutere dei motivi storici e politici che hanno portato a questa situazione, limitiamoci a osservare un dato di fatto: in italia i partiti sono associazioni non riconosciute che si dànno le regole che vogliono.
gli unici paletti messi dalla legge ai partiti sono per quei movimenti che vogliono accedere al finanziamento pubblico del 2 per 1000. Ma visto che il M5S non vi accede non deve rispettare quella legge.

Nessuna legge obbliga un partito a scegliere i candidati in modo democratico. Ma manco per il cazzo.
Anzi, di norma i candidati li sceglie il segretario del partito e amen. I candidati di Forza Italia li sceglie berlusconi, i candidati della Lega li sceglie salvini etc. E li possono scegliere come vogliono: con delle votazioni dei militanti, con il lancio dei dadi, con la pesca a sorte...

Allo Stato non interessa come sono stati scelti, lo Stato vuole solo essere sicuro che siano "autentici" ossia che siano candidati veramente in nome di quel partito e non siano dei millantatori. Per quello vuole la dichiarazione del segretario del partito che li certifichi veramente come candidati di quel partito. Il potere di firma è suo.

Una firma, precisiamo, che deve essere autenticata sì dal notaio, ma il notaio non verifica niente di come sono stati scelti i candidati. Il notaio certifica semplicemente che la firma in fondo al documento sia veramente la firma del Sig. Matteo Salvini nato a.... o del Sig. Silvio Berlusconi nato a....

Qualcuno mi dice: ok, ma il M5S ha deciso di fare le primarie, è obbligato a rispettare le regole che si è dato. Se non lo fa il tribunale può intervenire.
Certo, solo che il tribunale non può obbligare un partito a candidare Tizio o Caio. Il tribunale annulla le primarie? Bene, il giorno dopo l'associazione MoVimente 5 stelle riunisce l'assemblea dei soci, modifica qualsiasi regola interna che stabilisce le primarie e introduce nello Statuto che i candidati li sceglie il presidente. Dopo due giorni il presidente (grillo) nomina chi gli garba come candidato e la storia è finita qui.

A questa assemblea dei soci, vale la pena di ricordarlo, partecipano solo tre persone: grillo, l'avvocato suo cugino e un altro tizio. Sono gli unici membri dell'associazione, che quindi possono decidere tutto quello che vogliono. Nessun altro ha potere di intervenire su questa scelta: tutti i candidati sono ospiti, non hanno alcun diritto di voto nel M5S. Tutta la pantomima delle primarie è una gentile concessione di quei tre tizi che compongono l'assemblea dei soci dell'associazione MoVimento 5 stelle. Una concessione che possono rimuovere in qualsiasi momento e senza che la legge li obblighi diversamente.

In definitiva: si sta parlando del niente. Le decisioni prese dai giudici in questi casi sono basate sul nulla, perché sanno benissimo che grillo può aggirarle come vuole (anche se non è mai sembrato molto sveglio da questo punto di vista, avrebbe potuto benissimo ammettere chiunque e poi truccare le votazioni on-line e nessuno avrebbe potuto contestare nulla).

Poi possiamo parlare fino a domani mattina sul fatto politico, ossia sul fatto che chi predica la democrazia diretta poi nemmeno la sa applicare a casa propria. Ma questo già lo sappiamo, non è una novità.
Potremmo anche discutere del fatto che in italia servirebbe una vera disciplina dei partiti: discorso lunghissimo.
Ma sono altri argomenti. Qui siamo di fronte a decisioni strombazzate sulla stampa come notizie da prima pagina  e che in realtà sono delle bolle di sapone.

Poi nella vita non si può escludere niente, ma se davvero un giudice ordinasse a un partito di candidare Tizio contro il volere del segretario politico sarebbe una mostruosità giuridica. Sarebbe un precedente enorme, che in confronto la sentenza del giudice di Rimini su vaccini e autismo sarebbe una barzelletta.
Spero che non osino un'oscenità simile.

6 Comments

Fermarsi un metro prima

September 19th, 2017 by mattia | 2 Comments | Filed in praga, repubblica ceca

In questi giorni mi trovo nel bel mezzo di una conferenza scientifica un po' particolare: perché l'ho organizzata io.

È una piccola conferenza, ma vi assicuro che la quantità di faccende di cui prendersi cura è enorme. Oltre al fatto che è la prima volta che organizzo qualcosa quidi... be', sono nervoso. Perché al più piccolo errore sono tutti pronti a criticare.

Ad ogni modo, fino a ora tutto bene. L'unico problema all'inizio è stato coi microfoni che erano un po' bassi, quindi si sentiva poco. Gli oratori avevano poi avevano il vizio di tenere il microfono lontano dalla bocca.
A un certo punto una relatrice lo teneva così lontano che non si sentiva niente.

In prima fila volevo segnalarle di tenerlo vicino alla bocca. E come fai? Simuli un microfono con le mani  e lo avvicini ripetutamente alla bocca.
Prima di fare il gesto mi sono reso conto che la relatrice avrebbe potuto fraintenderlo e mi sono fermato in tempo.

Per fortuna.

2 Comments

Manco sa come cambiare idea

September 17th, 2017 by mattia | 6 Comments | Filed in ignoranza



Anche da queste cose si vede l'intelligenza di una persona: ad esempio da come cambia opinione.

Perché uno può anche essere un ipocrita, ma se è intelligente cambia idea quando e come gli conviene.
Come obama, che in campagna elettorale si dichiara contro le nozze ghei poi quando la corte suprema di stocazzo approva i matrimoni ghei proietta l'arcobaleno sulla Casa Bianca.
E nessuno ha osato dirgli: ma che, ci stai mica prendendo per le natiche?

No, l'hanno portato in palmo di mano come nuova icona dei diritti ghei. Possibile che siano così cretini da farsi prendere per il naso da uno che fino a qualche anno prima si dichiarava contro i matrimoni ghei?
Be', sì... per un motivo semplice: nel cambiare idea obama si è voltato dalla parte che desiderava la sua base, la sua base democratica. Così quelli applaudono e si dimenticano facilmente di cosa diceva anni prima.

La boldrinova invece è così sciocca da cambiare idea e assumere un'ideale che trova consensi nei suoi oppositori, non nella sua base! Con il risultato che la sua base non la riconosce più e l'abbandona, ma nel frattempo non guadagna neanche un voto dalla parte opposta.
Che pensa, che facendo questa giravolta possa guadagnare qualche voto di leghisti, fratellini d'italia o casa poundiani? No, quelli continuano a sputarle in faccia, ma nel frattempo gli elettori di SEL o quello che ne resta rimangono smarriti.

Se c'è qualcuno che le detta una strategia è bene che si licenzi subito.

 

 

6 Comments

8 novembre

September 16th, 2017 by mattia | 9 Comments | Filed in repubblica ceca

Oggi ho incontrato per strada il presidente della commissione per la mia abilitazione. Mi ha detto, mentre si mangiava un gelato, che hanno approvato tutte le mie scartoffie e quindi posso andare alla lezione finale.

Che si terrà l'8 novembre.

Chi è a Praga e vuole assistere (ma anche partecipare con domande: chiunque nel pubblico può farne) è benvenuto.

Se tutto fila liscio poi l'ultimo passo è la firma del rettore (in pratica automatica). Toccando ferro, coglioni e tutto il resto ai primi di dicembre raggiungerò uno scopo importante nella mia vita: non dovrò più dire agli studenti stranieri "non chiamatemi professore, non sono un professore!".
Ah, il sollievo.

Piesse: ah, poi più avanti ci sarà la cerimonia di nomina ufficiale. Alla quale parteciperò col kroj (affittato, ché io non ce l'ho).

9 Comments

OMG. TGM.

September 16th, 2017 by mattia | 1 Comment | Filed in praga, repubblica ceca

Ieri in stazione ho visto una ragazza con una maglietta su cui c'era scritto:

OMG
TGM


Una maglietta come questa:



via muni.cz

Sulla prima sigla (OMG) ci arrivate da soli. Sulla seconda (TGM)?
Be', se vivete in Rep. Ceca sapete che TGM sta per Tomáš Garrigue Masaryk, fondatore e primo presidente della Cecoslovacchia. Il padre della patria.

Indagando ho scoperto che è una iniziativa dell'università a lui intitolata che ha lanciato la campagna #followmasaryk per fare promozione all'ateneo.

Iniziativa efficiente, colpisce (bello il gioco di parole, o meglio... di sigle).

Colgo allora l'occasione per spiegare come mai è nata quella sigla TGM, o meglio perché c'è quella G.
Masaryk infatti è nato semplicemente come Tomáš Masaryk (ah, tra l'altro è nato a Hodonin, non lontano dalla mia cantina, da una donna che si dice avesse avuto una relazione di Francesco Giuseppe I d'Austria che faceva le vacanze da quelle parti scopandosi un po' di donne a piacere).

Adottò quel Garrigue tra nome e cognome quando sposò la moglie Charlotta Garrigue, che diventò a sua volta Charlotta Garrigue-Masaryková. In pratica unirono i due cognomi facendolo diventare un cognome di famiglia.
E stiamo parlando di gente che si è spostata 1878.

Ecco, qui il padre della patria è uno che si è aggiunto il cognome della moglie prima ancora che nascessero i genitori della boldrinova, senza che la cosa crei scandalo. Anzi, il monogramma TGM è usato ovunque c'è un riferimento a Masaryk (dalla statua alla maglietta di cui sopra).
Ciò nonostante qui le mogli (praticamente tutte) assumono il cognome del marito in -ová abbandonando il proprio cognome (cambiano proprio il cognome, su carta d'identità e tutto il resto). Addirittura molte donne tengono il cognome del marito anche quando divorziano.
Segno di sudditanza o si società patriarcale? Ma neanche per idea. C'è quella G in TGM che sta a dirvi che non c'è nulla di patriarcale in questa società. Semplicemente è una sistema di cognomi che funziona così e nessuno vi dà più importanza di quello che merita.
Non si ritiene fuori posto quella G e non si ritiene inopportuno cambiare il cognome alle mogli.
Semplicemente se ne sbattono il cazzo della questione.

Imparino la lezione le femministe che strepitano per queste questioni come se fossero battaglie di civiltà.

1 Comment

Perché amo vivere in Rep. Ceca: due motivi

September 15th, 2017 by mattia | 6 Comments | Filed in praga, repubblica ceca

Vi faccio un esempio. L'altro giorno il tizio che stava alla cassa di un negozio mi ha chiesto "come state?". L'avevo notato che era un po' (tanto) più espansivo della media dei cechi, ma quel giorno mi ha spiazzato. Ho boffonchiato bene ma sono rimasto sconvolto: ero a disagio, in Rep. Ceca nessuno sconosciuto ti chiede come stai (sono cazzi tuoi) quindi non sapevo nemmeno che cosa dire.
A me piace come fanno tutti gli altri cechi: si fanno amabilmente i cazzi loro. A qualche italiano che vive qua (anche da anni e anni) sembra triste, io invece amo questo atteggiamento. Tanto più la gente sta sulle sue e non mi rivolge la parola, quanto più io godo. Ieri sull'aereo da Madrid a Praga c'era una comitiva di spagnoli che parlava, parlava, parlava... era un trauma per me.

Oppure, prendete questo caso. Ben Shapiro (non proprio un tizio incendiario, eh) va a parlare all'università (?!?) di Berkely, e l'università cosa fa? Ti scrive sul proprio sito cose di questo tipo:
Support and counseling services for students, staff and faculty

We are deeply concerned about the impact some speakers may have on individuals’ sense of safety and belonging. No one should be made to feel threatened or harassed simply because of who they are or for what they believe. For that reason, the following support services are being offered and encouraged:

Student support services
Employee (faculty and staff) support services

Tradotto: siccome nell'università ci sono delle povere stelline che si mettono a frignare se sentono qualcuno dire cose tipo... la verità (quando la verità si scontra con le loro ideologiche masturbazioni mentali) allora l'università ti offre un servizio di assistenza con uno psicologo che ti aiuta a superare il trauma.

Sì, perché sentire qualcuno che esprime un'opinione diversa dalla tua è un trauma, un'esperienza che non nessuno dovrebbe sperimentare.
Persone così dovrebbero essere prese e buttate fuori a calci nel culo da una qualsiasi università. E i dirigenti  che decidono queste politiche dovrebbero essere messi a gestire il personale che fa le pulizie nell'ateneo.
Perché un'università è il posto per eccellenza dove si impara a ragionare e ad argomentare le proprie idee. Se qualcuno esprime un'opinione diversa dalla tua non è che ti metti a frignare tappandoti le orecchie e chiedendo aiuto allo psicologo del campus. Ti alzi in piedi, e contesti - con delle argomentazioni logiche! - perché pensi l'opposto. Altro che seif-speis. Seif-speis un cazzo.
Se uno studente universitario non sa difendere con la ragione una sua idea allora non è degno di ricevere una laurea. Calci nel culo e via, lascia il posto a gente più degna di te.

Ecco, in Rep. Ceca una cosa del genere non esisterebbe. Vero è che da noi le università si usano per studiare e non per fare politica (che cosa bizzarra) ma nessuno si sognerebbe mai di dare un servizio di psicologo perché alcuni studenti sono rimasti traumatizzati dal discorso che un tizio ha fatto all'università.
Davanti a una richiesta del genere ti guarderebbero in faccia stralunati chiedendoti se sei normale.

Abbiamo ancora la misura delle cose qui, siamo ancora normali.
Speriamo che duri.

6 Comments