Folclore a vanvera

June 19th, 2013 by mattia | 1 Comment | Filed in cittadinanza, epic fail, figure di merda, ignoranza, ius sola, ius soli, la truffa dello ius soli, politica

Ieri il nostro mitico Sarubbi se ne è uscito con questo messaggio su twitter di cronaca parlamentare (incredibile ma vero, c’è un “giornale” che lo paga per twittare un po’ di cose a vanvera):

sarubbi la fa fuori dal vaso sul maracanà

Quindi secondo Sarubbi sarebbe una buffonata usare il calcio a fini politici.
Per chi avesse dubbi sul giudizio di valore di Sarubbi poco dopo arriva un altro messaggio in cui definisce l’uso del calcio a fini politici come folclore.

sarubbi due per chi non ci crede

Curioso, detto da uno che à usato il calcio a piene mani per sostenere le sue panzane sulla cittadinanza (parla addirittura di “generazione Balotelli“).

Come dire, quando si parla di ius soli allora si può stuzzicare il basso ventre italico con il calcio (che in italia tira più della figa) cercando di tirare l’opinione pubblica dalla propria parte strumentalizzando dei ragazzi che giocano alla palla per sostenere un “ragionamento” politico.
Quando però il calcio lo sfruttano per altri scopi politici allora è folclore.

Se il calcio è sfruttato per lo ius soli non è folclore, no… cosa avete capito?

 

 

Piesse: riflessione a margine, che necessità c’era di definire la deputata come eletta all’estero?
Forse perché à un orribile accento ispanico?
Se avesse parlato di folclore per un deputato sudtirolese con accento germanico che tipo di reazioni ci sarebbero state?
Se avesse parlato di folclore specificando che un deputato era meridionale o veneto che tipo di reazioni ci sarebbero state?
Come cavolo si permette questo qui di qualificare una persona per la circoscrizione in cui è stata eletta?

 

Bizantino

June 18th, 2013 by mattia | 7 Comments | Filed in coglioni che si credono guru dell'internet perché gridano wifi libero, uaifai

La conferenza che sto seguendo in questi giorni è all’Università Tecnica di Kosice.
Appena arrivato nell’edificio prendo il mio aifon e aprendolo mi accorgo che è già connesso al uaifai. Senza che abbia fatto niente.

Il motivo l’ò capito subito, e guardando il nome della rete a cui ero connesso ò avuto conferma.
In questa università c’è la rete eduroam, così come nella mia.

Eduroam è un network di Università e istituti di ricerca che forniscono connessione internet uaifai usando reti protette alle quali accedi con le medesime credenziali ovunque.
Per capirci: io sono un dipendente dell’Università Tecnica Ceca di Praga e come tale al momento dell’assunzione ò ricevuto la mia password dalla mia università. Con questa accedo al wifi sotto marchio eduroam nei corridoi della mia università.
Quando poi vado in un’altra università che aderisce al programma eduroam mi collego alla loro rete uaifai con la stessa password.

Funziona quando vado all’Accademia della Scienza Ceca a parlare con un collega così qui alla TUKE. Una password e mi posso loggare ovunque.
La mappa degli istituti che aderiscono è qua. Delle volte mi capita anche di accedere al uaifai eduroam mentre passeggio per Praga, poi mi guardo in giro e vedo che c’è una sede con qualche ufficio di una Unviersità.

Il vantaggio di questo sistema è che tu puoi dare connessione uaifai in modo semplicissimo (non ò dovuto fare niente! l’aifon era già connesso in automatico come se fossi a Praga) pur mantenendo un controllo sull’identità degli utenti.
Tutti gli aderenti al consorzio eduroam infatti devono identificare gli utenti a cui dànno una password. Così se io mi mettessi a scaricare file illegali connesso all’eduroam dell’Università di Kosice sarei identificato come l’utente X dell’università Y a cui si rivolgerebbero per avere la mia identità e denunciarmi.

Quindi ài tutto: semplicità di accesso e identificazione.

Poi arrivo a casa la sera e trovo sui giornali italiani ancora questa cosa del uaifai libero. Articoli in cui leggo queste frasi demenziali:

La prova del nove saranno le reti pubbliche come quella del comune di Milano o della Provincia di Roma che, seppure diffuse sul territorio, rendono ancora bizantino l’accesso con richieste di registrazioni sui siti e password da ricordare e da digitare ogni volta.

Cerchiamo di capirci: consentire di connettersi a una rete internet senza identificare l’utente per rendere più semplice la procedura è una puttanata.
Se vuoi creare un sistema per consentire di accedere facilmente a una rete uaifai senza chiedere una password diversa in ogni città basta creare un consorzio come eduroam. Tu sei di Milano e ti registri al Comune di Milano: ti identificano e di dànno una password. Quando vai a Roma usi la stessa password per accedere al uaifai del comune di Roma.
Lo fanno Università e Istituti di ricerca di tutto il mondo creando una rete mondiale. Perché cazzo non dev’essere possibile farlo tra il Comune di Torino e la Provincia di Chieti?

Come al solito, non ci si impegna per una soluzione intelligente perché richiede un po’ di sforzo (creare un consorzio, stabilire standard comuni, creare un’infrastruttura…tutte robe che comunque fanno migliaia di Università senza problemi).
Si preferisce risolvere il problema con un colpo di penna su un decreto. Meno sbattimento, vuoi mettere?

Almeno uno

June 17th, 2013 by mattia | 6 Comments | Filed in ignoranza, politica

Io spero che qualcuno stia prendendo nota, perché poi quando si scriveranno i libri su questo pezzo di storia (sia che finisca bene scomparendo in un pomeriggio, sia che finisca male in una dittatura) è sempre noioso far passare la cronaca per capire l’evoluzione degli eventi.

Era già capitato in precedenza, ma oggi penso possa essere considerato il giorno apoteosi della buffonata streaming.
Con la telecamera che viene accesa solo quando fa comodo.

Non è stata la prima volta. Già in precedenza ci sono state riunioni del parlamentari del M5s a porte chiuse, chiusissime. Con i parlamentari che piangevano e i cronisti cacciati dai commessi mentre cercavano di origliare alla porta.

Già in precedenza ci sono stati gli incontri riservati e senza streaming in cui i capoccia grillini cercavano di convincere rodotà a ritirare la candidatura alla presidenza della repubblica per facilitare la loro posizione. Tutto fatto senza telecamere, come i partiti vecchi (anzi, vééécchi).

Ma oggi la buffonata è diventata più che evidente.
A questo punto se uno davvero crede ancora al M5S come l’unico trasparente per via dello streaming è un pirla.

Poi uno può credere ancora al M5S per altre stronzate varie (non vi preoccupate, col tempo cadranno tutte), ve lo concedo.
Ma almeno per questa cosa dello streaming, almeno per questo lo trovo uno che qui sotto mi scrive: orco cazzo, ài ragione, li ò votati perché pensavo fossero trasparenti e invece…

Uno, almeno uno che mi dice “ò fatto una cazzata a votarli” c’è?

Progetti finanziati coi fondi UE

June 17th, 2013 by mattia | 3 Comments | Filed in kosice, tuke

C’è chi li colleziona come le figurine.

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Cazzo ridi?

June 17th, 2013 by mattia | 1 Comment | Filed in slovacchia

In questi giorni sono a Kosice, ridente cittadina dell’Est slovacco, per una conferenza.
Di solito uno cerca di vestirsi non dico bene, ma almeno decente quando va a una conferenza.

Solo che oggi mi sono arreso: fa troppo caldo, non posso continuare a indossare i calzoni lunghi.
Così questo pomeriggio sono uscito dalla conferenza e sulla via dell’albergo mi sono fermato in un centro commerciale per comprare un paio di calzoni corti (tra l’altro, ò trovato un paio di ottimi pinocchietti in misto cotone-lino a 24 euro).

E niente sono lì nel negozio dopo aver provato i calzoni e prima di andare alla cassa guardo i cappelli. Perché non sembra ma il sole picchia forte, meglio coprirsi la testa.
Così mi metto a guardare i cappelli e nessuno mi soddisfa. Ne prendo uno me le metto in testa e mi guardo allo specchio. Naaa… sta male, penso.

Mi giro e c’è un tizio bizzarro che mi guarda. Un tizio con un gran barbone. Mi guarda e ride.
Che cazzo ti ridi? Ok, lo so anch’io che sto male con ‘sto cappello, ma non è il caso di fissarmi e ridere.
Mi fissa, ride, e poi… “Mattia!“.

Mi chiama per nome. Eh?
Ci ò messo tre secondi per mettere tutti i pezzi del pasol a posto.
Tre secondi in cui sono passato dal “come cazzo fa a sapere il mio nome?” al “non ci posso credere!“.
Era un tizio slovacco che avevo conosciuto cinque anni fa a Benevento ad una scuola estiva di metrologia. Nel frattempo si era fatto crescere un barbone che non mi avrebbe mai consentito di riconoscerlo. Egli invece mi à riconosciuto.

Sono rimasto di sasso. Che cazzo di probabilità c’è che entrando in un negozio a caso di una città di 240 mila persone incontri l’unica persona che conosci di quella città?

Comunque mercoledì andiamo a bere N birre insieme. Incredibile.

Precisazione

June 17th, 2013 by mattia | 2 Comments | Filed in praga, repubblica ceca

C’è stato chi mi à chiesto perché ò trattato in modo così sbrigativo la vicenda del terremoto nella politica ceca (mentre invece mi sono dilungato sulla vicenda Putna, per esempio). A maggior ragione che la caduta del governo ceco è ora arrivata persino sui giornali italiani. Dopo tutto è statto un terremoto politico mai successo da queste parti.

Lo dico chiaramente: la vicenda non mi appassiona. I giornali ci andranno pure a nozze ricamando sui dettagli boccacceschi della vicenda.
Per quanto mi riguarda è materia su cui farci una battuta e poco più.
Non è spunto di riflessione, quindi non mi dà lo stimolo per scriverne. Non è un qualcosa da cui partire per poi trattare un tema più ampio. Mi limiterò a trattare i crudi eventi istituzionali (dimissioni, nascita del nuovo governo… quelle cose lì), giusto per dovere di patria, consapevole che a molti di voi fregherà anche poco o nulla.

Non è nemmeno una questione di scelta degli argomenti, è una cosa istintiva. Se una cosa non mi fa partire per una riflessione un zic più ampia (ma proprio un cicinin) mi blocco, non ne so scrivere. Sono l’esatto opposto di gente come burchia, per capirci.

Ri-aggiornamento

June 16th, 2013 by mattia | 3 Comments | Filed in praga, repubblica ceca

Domani il premier ceco si dimette aprendo la crisi di governo.

Il lato positivo è che almeno qui le sorti del governo non girano attorno a un buffone e a quattro boiscaut.
Per adesso.

Piesse: ma porco diaz, è il caso di aprire una crisi di governo prima dell’estate?

Aggiornamento sul raid in Rep. Ceca

June 16th, 2013 by mattia | 9 Comments | Filed in figa, praga, repubblica ceca

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Sto iniziando a capirci qualcosa di più di quello che è successo l’altro giorno, quando la polizia à fatto un raid arrestando vertici politici e militare della Rep. Ceca.

A quanto ò capito fino ad ora ci sono due piste quasi separate. La prima è di alcuni ex-deputati dell’ODS che si dimisero senza chiarire bene le motivazioni. Quei deputati erano contrari a una legge per aumentare alcune tasse. Si dimisero e coi subentranti la legge passò.
Poi sembra che abbiano ricevuto un impiego di alto livello in aziende parastatali e il sospetto è che sia stato il contraccambio per le dimissioni.

La seconda pista riguarda invece la capa di gabinetto del primo ministro ed è degna di un romanzetto pruriginoso. Si è scoperto che la capa di gabinetto avrebbe una relazione con il premier che infatti proprio in questi giorni sta facendo le pratiche di divorzio dalla moglie.
Questa capa di gabinetto è stata arrestata perché aveva mandato la polizia militare a spiare la moglie del primo ministro. E ovviamente hanno arrestato anche i vertici della polizia militare che le ha dato retta.

Il che conferma l’aforisma del famoso fisico

C’è una forza motrice più forte del vapore, dell’elettricità e dell’energia atomica: la figa.

A. Einstein

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