#unmesedavegano giorno 12

January 15th, 2017 by mattia | 4 Comments | Filed in un mese da vegano
Sì, lo so che oggi è il giorno 15.
Questo è il video del 12.
Finalmente ho trovato un ristorante vegano aperto e a buon mercato (era in stile buffet).



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La kappesima prova dell’inadeguatezza della boldrinova

January 15th, 2017 by mattia | No Comments | Filed in ignoranza, politica
Poi mi chiedono perché me la prendo così tanto. Contro i cialtroni del discorso d'odio, oppure in generale contro la boldrinova. Me la prendo perché poi gente come la boldrinova si sente autorizzata a scrivere idiozie colossali come questa:



Una che da quattro anni ormai fa la presidente della Camera non può scrivere certe idiozie. È come se un elettricista non sapesse montare un teleruttore dopo quattro anni che la l'elettricista: gli darebbero un calcio in culo e gli direbbero di cercare un altro lavoro.

Allora, cerchiamo di spiegarlo in modo semplice:

  1. Augurarsi che crepi qualcuno non costituisce reato.
    È una cosa da stronzi? Probabile. Tua nonna dice che la morte non si augura a nessuno? Sono contento. Ma l'opinione di tua nonna non fa legge. Per quanto possa sembrarti una cosa da stronzi sperare che qualcuno crepi se non è illegale non hai motivo di vietarlo.

  2. Dovrebbe saperlo una che presiede l'organo che fa le leggi: la legge può vietare qualcosa allo scopo di tutelare un bene. Il codice penale non vieta la diffamazione perché vuole insegnare alla gente a fare i bravi bambini. Vieta la diffamazione perché il suo compito è tutelare un bene, in questo caso l'onore di una persona.
    Vieta la violenza privata perché tutela il bene della libertà delle persone. E così via: per ogni reato c'è un bene da tutelare.
    Ora, mi spieghi la boldrinova: quale sarebbe il bene da tutelare in questo caso?
    Se io dico pubblicamente che mi auguro la morte della boldrinova che danno le faccio? Di certo non muore più velocemente (ehilà, non esiste il malocchio!) Di certo non offendo il suo onore: mica la insulto, mica le attribuisco caratteristiche infamanti, sto solo dicendo che se muore sono contento.
    Quindi non potrebbe nemmeno essere reato. Nemmeno volendo.

  3. Se ancora la boldrinova non ci crede che le leggi non si fanno - e non si possono fare! - per imporre di fare i bravi, ma solo per tutelare beni giuridici, faccio presente che in mille occasioni i confini dei reati sono proprio limitati da questo fatto.
    Prendete il reato di negazionismo di cui si è parlato pochi mesi fa dopo l'approvazione della legge dal parlamento italiano. In realtà non c'è nessun reato di negazionismo. In italia hai tutto il diritto di dire che la Shoah non è mai esistita e che i campi di concentramento sono una bufala. Il negazionismo è solo un'aggravante del caso di istigazione e incitamento a commettere atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi.
    si applica la pena della reclusione da due a sei anni se la propaganda ovvero l'istigazione e l'incitamento, commessi in modo che derivi concreto pericolo di diffusione, si fondano in tutto o in parte sulla negazione della Shoah o dei crimini di genocidio, dei crimini contro l'umanita' e dei crimini di guerra

    Tu puoi vietare l'atto di incitamento alla discriminazione razziale, poiché tuteli il bene della sicurezza di tutti i cittadini di qualsiasi razza. Non puoi vietare di dire che la Shoah non è mai esistita perché non c'è alcun bene da tutelare.
    E no, non puoi dire che se poi la gente va in giro a dire che al Shoah non è mai esistita allora poi la gente si mette ad ammazzare i giudei. Il passo logico è troppo lungo. Serve un collegamento diretto; devi dire "bisogna far fuori gli ebrei" affinché ci sia un effettivo pericolo. Solo in quel caso concreto la legge interviene.
    Hanno provato in parlamento a fare passare una legge che vietasse proprio di negare la Shoah: sono intervenuti i tecnici per far capire ai politici che non lo potevano fare. E infatti è uscita questa legge.

    Oppure prendete gli atti persecutori (stochin in italiano moderno). Anche qui i confini sono molto stretti: non basta mandare un sms all'ex fidanzata dicendo che è una baldracca. Ci deve essere un danno concreto. Le minacce e le molestie devono essere fatte in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita.
    Non basta mica offendersi.

    Si rassegni la boldrinova: dire pubblicamente che ci si augura la sua morte non potrà mai essere vietato, semplicemente perché non c'è alcun danno ad alcun bene.

  4. La citazione della recente decisione della Cassazione secondo cui i siti sono responsabili dei commenti non c'entra un cazzo.
    Ma proprio un cazzo di niente.
    In quel caso il commento era diffamatorio nei confronti di Tavecchio. Avevano definito Tavecchio un "emerito farabutto", e questa è una diffamazione. Assolutamente normale che il sito dove è stato pubblicato il commento sia chiamato a risponderne. Ma in questo caso non c'è niente.
    Libero non è che non cancella i commenti perché non si ritiene responsabile in quanto inseriti da altri, bensì perché non c'è niente di cui essere responsabili. Dire "speriamo che sia morta" non è un reato.

  5. Si mettano tutti il cuore in pace: odiare non può essere vietato.
    Mai.
    Vietare l'odio significa imporre di essere buoni. E nessuno può impormelo.
    Al massimo il prete mi può dire che devo fare il buono altrimenti vado all'inferno. Ma la legge no. Sarebbe una forma di fascismo.
    Non si permetta di muovere un dito in quella direzione.
    Io ho il diritto di odiare chicchessia. Io ho tutto il diritto di augurarmi la sua morte.


 

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L’impiegata delle poste che mi ha servito ieri

January 14th, 2017 by mattia | 4 Comments | Filed in praga, repubblica ceca


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La spoletta

January 13th, 2017 by mattia | 22 Comments | Filed in repubblica ceca, riflessioni
Oggi pomeriggio sono andato in merceria per comprare delle spolette di filo per la macchina da cucire. Arrivato il mio turno mi sono accorto... che non sapevo come si dice "spoletta" in ceco!
Così ho indicato col dito l'espositore con le varie spolette e ho detto "buongiorno, mi servirebbero dei fili bianchi e neri". Fili, l'unico modo per chiamarli che mi è venuto al momento era quello.

La commessa mi ha guardato un po' perplessa e mi ha detto "fili? intende dire forse..." e lì ha detto la parola ceca per spoletta che però io non mi ricordo. Il dizionario dice cívka nití però mica mi ricordo che ha detto quello.
Vabbe', alla fine me le ha vendute, le ho già provate e vanno bene; 29 corone l'una (100 metri di filo, 1,10 euro... un po' care?)

Io parlo ceco, me la cavo in tutte le situazioni. Anche in questa: alla fine mi ha chiesto se mi servivano per stoffa regolare, io le ho risposto di sì... e tutte quelle altre cose lì le ho capite. Ma c'è sempre la parolina magica su cui cadi. E sarà sempre così: non saprò mai parlare ceco a livello tale per cui saprò tutte le parole (che mi servono). Mi capiterà sempre di entrare in un negozio e restare senza parole davanti alla commessa.

Vivere all'estero significa anche questo (specialmente in un paese con una lingua così diversa come il ceco). Ti troverai sempre in queste situazioni, anche se ti dài da fare per parlare la lingua del posto. Non parlerai mai la lingua locale come un madrelingua e - più o meno frequentemente - finirai per fare queste figure alla bingo bongo.

Che poi a me non me ne frega più di tanto. Però siatene consapevoli se volete trasferirvi all'estero.

 

Piesse: sì, poi ci saranno i genii che parlano una lingua come un madrelingua dopo solo due anni. Ok, va bene.

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Barometri

January 13th, 2017 by mattia | 17 Comments | Filed in ignoranza, perle giornalistiche
La laguna di Marano e Grado è in una morsa, i canali di accesso al porto sono ghiacciati: ieri mattina a Marano il barometro segnava un meno 8.

via Messaggero Veneto

E buona giornata.

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Come quella volta con PPI e Forza Italia

January 10th, 2017 by mattia | 3 Comments | Filed in sbadigli
Piccola osservazione sulla figura di merda che ha fatto grillo (e con lui il M5s) sulla questione del gruppo del parlamento europeo. Riflessione per quelli che si stanno fregando le mani per il danno d'immagine che ne può derivare per il M5S: alla gente del gruppo a cui si scrive il M5S al parlamento europeo non gliene fotte una beneamata sega.

Mi sembra di risentire le discussioni sul gruppo a cui si sarebbero iscritti gli eurodeputati della lista "Uniti nell'Ulivo del 2004, in cui misero insieme nella stessa lista la Margherita e i DS con questi ultimi che poi volevano iscriversi al PSE e gli ex popolari della margherita che rispondevano "col cazzo che mi iscrivo al PSE".

Ricordate? No, appunto.

Oppure come tutte quelle volte che nei dibattiti televisivi gli esponenti del PPI venivano attaccati dicendo "sì, proprio voi attaccate berlusconi... voi che in Europa siete iscritti al PPE insieme a Forza Italia". E il conduttore cercava di cambiare argomento perché sentiva gli sbadigli dal pubblico.
O volete forse dirmi che il PPI ha perso credibilità nell'attaccare berlusconi perché erano iscritti insieme al PPE?
Seriamente?

State tranquilli, al grillino medio (ma anche al tipico elettore italiano) non gliene potrebbe fregare di meno.

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#unmesedavegano Giorno 10

January 10th, 2017 by mattia | 5 Comments | Filed in un mese da vegano
Ieri non mi ero portato nulla al lavoro da mangiare, quindi sono stato obbligato a fare quello che avevo sempre rimandato: cercare un ristorante vegano nei paraggi.

La cosa più ovvia da fare è cercare sul gugol. Come sospettavo non c'è molta scelta ma trovo un ristorante vegano (e cinese) vicino al lavoro. Di solito sono un po' prevenuto nei confronti dei ristoranti cinesi, ma in questo caso escluderei che mi servano del cane (a meno che non lo spaccino per seitan).

Arrivato sul posto però scopro che la saracinesca è sbarrata. Chiuso.
Sarà fallito, penso. Dopo tutto proporre cibo vegano ai cechi è come cercare di vendere calendari della Ferilli al ghei praid: ne fai pochi di affari. Invece no, erano solo in ferie (fino al 20 di gennaio).
Che faccio? Giro un po' per la zona, guardo i menù all'ingresso dei ristoranti e trovo solo roba di carne condita con carne di carne. Al massimo qualcosa di vegetariano, ma vegano...

All'improvviso mi è venuta l'illuminazione: poco distante c'era un nuovo ristorante vegano. Avevano rilevano un vecchio ristorante mesi fa e l'avevano convertito in un ristorante vegano. Per due o tre mesi sulla vetrina campeggiava la scritta "stiamo preparando per voi un nuovo concetto di ristorante vegano".

Ci sono andato di corsa e - almeno questo - era aperto.
Il menù però aveva ben poco di vegano: tre piatti in tutto. Per il resto c'era roba per mangiacadaveri come in tutte le altre trattorie. Vabbe', ci sarà poca scelta ma almeno qualcosa di vegano ce l'hanno.
Entro e scopro che a pranzo non hanno nemmeno quello. Il menù completo coi tre piatti vegani sono per la sera, per il mezzogiorno ci sono solo i piatti pronti: coscia di pollo, bistecca di manzo, hamburger, brodino di carne.... Intorno a me gente che lavora nei paraggi e che si trova lì a fare un pranzo veloce. Evidentemente hanno capito che il "nuovo concetto di ristorante vegetariano" sarà anche stato figo ma se vogliono stare in piedi devono intercettare la gente che fa il pranzo di lavoro con normali piatti di carne, non possono certo fare affidamento sulla clientela vegana.

E niente, io me ne sono andato (ho poi trovato un ristorante italiano dove mi sono fatto un piatto di spaghetti aglio olio e peperoncino) ma nel frattempo avevo un sorriso a 42 denti sulla faccia.
Una volta si diceva che il modo migliore per perdere soldi era aprire una compagnia aerea. Adesso è diventato aprire un ristorante vegano.

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Resoconto di stampa con Create Space

January 9th, 2017 by mattia | 10 Comments | Filed in libri, libro
Il mio libro sull'elaborazione numerica dei segnali è disponibile su Amazon. È una prima versione, c'è ancora qualche errore di battitura qua e là (camicius mi sta aiutando scovando questi errori - grazie!).
Nel frattempo però ho ordinato  una decina di copie da distribuire a colleghi che insegnano queste cose per fare un po' di promozione. È stato anche un modo per verificare la qualità di stampa.

Ho pubblicato il libro su Create Space, l'azienda di Amazon che fa servizio di stampa su richiesta. È un modo veloce ed efficiente per pubblicare un libro senza passare dal tritacarne delle case editrici che fondamentalmente danno pochissimo agli autori in termini di diritti d'autore e in cambio forniscono un servizio inesistente.
Oltre a ciò, c'è da considerare il vantaggio ecologico della stampa su richiesta: non bisogna più stampare migliaia di libri sperando che vangano venduti e che poi finiscono al macero. Niente trasporto di libri da case editrici a librerie e ritorno per l'invenduto. Si stampa e si spedisce solo quello che serve.

Il mio dubbio era relativo alla qualità di stampa. Non avendo mai avuto per le mani un libro prodotto da Create Space non sapevo come sarebbe risultato. La mia paura era che la qualità di stampa sarebbe risultata dozzinale.

E invece.

Oggi è arrivato il pacco dalla DHL e sono rimasto piacevolmente sorpreso.



Partiamo dalla copertina. Si può scegliere la versione tra la versione opaca e quella lucida. Io ho scelto l'opaca e devo dire che è molto bella. La qualità di stampa è ottima, quasi indistinguibile da un libro "professionale".



È estremamente difficile farlo capire con una fotografia, ma fidatevi: è venuta bene.
L'effetto "tridimensionale" è rimasto. Forse avrei aumentato un po' la risoluzione di stampa ma sto cercando il pelo nell'uovo. Prendendo in mano il libro diresti che è un libro normale, anche al tatto la copertina dà buone sensazioni.

Il dorso è rimasto centrato:



Il sito di Create Space fornisce un modello per le dimensioni della copertina. Si inseriscono il numero di pagine, il tipo di carta e tutti gli altri dettagli e come risultato fornice un'immagine con le dimensioni entro cui stare per avere il il dorso nella posizione giusta.
Poi uno usa questa immagine come riferimento nel suo programma di grafica e fa la copertina su misura.

Qualche copia ha il dorso sfalsato di 1 mm o giù di lì. Visto che i colori sono simili però si nota poco. In generale consiglio di fare il dorso di un colore simile al fronte e al retro.



La qualità della stampa interna è altrettanto buona.
Avevo paura per alcuni caratteri piccoli, tipo pedici e apici di alcune formule che rischiavano di non essere leggibili qualora la stampa non fosse stata di buona qualità. Invece si leggono tutti molto bene.
In questa immagine ad esempio si perdono giusto le grazie della f, della i e della t nell'apice - che vi assicuro è piccolo - ma si legge benissimo.



Il problema piuttosto è con le immagini. Le immagini vettoriali sono venute perfette, quelle inserite come file grafico no invece. E non era un problema mio, perché le avevo inserite con una qualità grafica molto elevata. Nella stampa però sono state degradate.
Vedete un esempio qua:



La parola "frequenza" fa parte dell'immagine ed è in qualche modo "sporca", è meno nitida delle parole sotto di essa che invece sono inglobate come testo.
Questa temo sia una limitazione del processo di stampa. In pratica per fare le tonalità di grigio fa delle matrici di punti neri più o meno dense. Solo che questi punti sono decisamente larghi.

Potrei risolvere il problema sostituendo tutte le immagini in formato vettoriale (le ho), ma non so quanto Open Office reggerebbe la sfida (sembra faccia fatica a digerire un numero eccessivo di immagini vettoriali).

Ad ogni buon conto è passabile. Mi girano un po' le balle perché ho passato ore e ore a curare i dettagli delle immagini e ora sono stampate con poca risoluzione. Ma tutto quello che serve si vede bene, è solo una questione estetica.

Nel complesso sono molto soddisfatto. Anche la rilegatura termica è fatta bene. Non ci sono pagine stampate storte, i libri sono rifilati bene. Davvero un bel lavoro.

Per i pochi pazzi che lo vogliono comprare: aspettate che finisca la prima revisione degli errori di battitura. Se proprio non volete aspettare fatemi una cortesia: provate a chiedere a qualche libreria fisica se è disponibile.
Create Space infatti dovrebbe distribuire anche nel circuito delle normali librerie, ma non ho ben capito con quali limiti e modalità. Provate a chiedere alla vostra libreria di fiducia se è ordinabile da loro. L'ISBN è 978-1542300452.

 

 

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