Ironia dell’ignoranza

November 25th, 2014 by mattia | 2 Comments | Filed in ignoranza, perle giornalistiche

dietro il quale spicca, ironia della sorte, uno stendardo tinteggiato di rosso, bianco e verde

via il fatto quotidiano

bianco rosso e verde

Qualcuno può spiegare a Gisella Ruccia che lo “stendardo tinteggiato di rosso, bianco e verde” è la bandiera dei Paesi Baschi, e che quindi non c’entra una beata mazza con il tricolore italiano?

 

 

Un giornalista avrebbe scritto

November 25th, 2014 by mattia | 2 Comments | Filed in bufale, ignoranza

Come rovinarsi la giornata.
Ero lì di buon mattino a preparare gli ultimi esercizi prima di andare a fare esercitazione quando l’occhio mi finisce su questo articolo.

Sembra che un giudice, ancora una volta, si sia bevuto la bufala dei vaccini che causano autismo e abbia stabilito che il ministero della salute debba versare un vitalizio a un bambino autistico.

Ora non stiamo qui a ripetere per la kappesima volta quello che sappiamo già, ossia:

– che il nesso di causalità tra vaccini e autismo è una bufala frutto di una truffa scientifica;

– che uno che non la capisce (e si convince due eventi accaduti in rapida successione siano legati da nesso di causalità) è un asino;

– che i giudici non fanno la scienza, ma si devono sottomettere a quello che dice la scienza;

– che un giudice che emette una sentenza del genere deve essere preso a calci nel deretano a coppie di due finché non diventano dispari.

Non sottolineo neanche che quel vitalizio lo pagherete voi contribuenti italiani che pagate le tasse a uno stato di cialtroni (io pago le tasse in Rep. Ceca). Quindi dovreste essere un filino più incazzati di me.

Quello piuttosto che voglio sottolineare è l’articolo con cui viene data la notizia.

Partiamo dal titolo:

Milano, giudice: “Autismo causato da vaccino, vitalizio a bambino”

proviamo a riscriverlo correttamente

Milano, giudice cade nella bufala dei vaccini che causano l’autismo.

Veniamo al testo:

Lo ha deciso il Tribunale del Lavoro di Milano, riconoscendo quindi il nesso causale tra la vaccinazione e la malattia.

un giornalista avrebbe scritto

Lo ha deciso il Tribunale del Lavoro di Milano, inventandosi di sana pianta il nesso causale in realtà inesistente tra la vaccinazione e la malattia.

E poi:

I legami tra vaccinazione e autismo sono da anni al centro di un dibattito internazionale:

Dibattito internazionale? Ma dove? Non c’è nessun dibattito internazionale. Da una parte hai tutta la comunità scientifica che riconosce questo legame come una bufala. Dall’altra hai quattro cialtroni senza alcuna competenza che dicono scemenza senza base scientifica.
Un giornalista avrebbe scritto

I legami tra vaccinazione e autismo non sono mai stati dimostrati e la comunità scientifica è concorde a ritenerli inesistenti.

Ancora, continua l’articolo:

una sentenza del 2012 del Tribunale di Rimini identifica un nesso causale tra questa patologia e il vaccino trivalente (contro morbillo, parotite e rosolia).

Un giornalista avrebbe scritto

una sentenza del 2012 del Tribunale di Rimini identifica, facendo il medesimo errore madornale del tribunale di Milano, un nesso causale tra questa patologia e il vaccino trivalente (contro morbillo, parotite e rosolia).

Ma andiamo avanti:

All’epoca pediatri e igienisti insorsero perché la sentenza rischiava di far “perdere fiducia in uno strumento preventivo per la salute dei bambini”.

Ah be’, che brutti questi pediatri che voglio sacrificare i bambini facendolo diventare autistici per salvare tutti gli altri.
Un giornalista avrebbe scritto

All’epoca pediatri e igienisti insorsero perché la sentenza rischiava di far “perdere fiducia in uno strumento preventivo per la salute dei bambini”, senza che ce ne fosse di contro alcuna utilità perché i vaccini non causa autismo. Non vaccinarli li espone dunque a pericolose malattie senza alcune utilità.

E ancora:

A marzo di quest’anno un’inchiesta sulla connessione fra vaccini e autismo è stata aperta a Trani dopo la denuncia dei genitori di due bambini ai quali è stata diagnosticata dai medici una sindrome autistica e che, secondo le denunce, potrebbe essere stata causata proprio dai vaccini.

Un giornalista avrebbe scritto

La fenomeno dei tribunali che credono a fuffa antiscientifica sui vaccini è una piaga sempre più diffusa. A marzo di quest’anno un’inchiesta sulla connessione fra vaccini e autismo è stata aperta a Trani dopo la denuncia senza fondamento dei genitori di due bambini ai quali è stata diagnosticata dai medici una sindrome autistica e che, secondo le denunce basate sul nulla, potrebbe essere stata causata proprio dai vaccini. Ovviamente questa inchiesta antiscientifica è stata condannata dalla comunità scientifica.

Ecco, parliamo anche di questo. Perché anche scrivere gli articoli correttamente (non si tratta di prendere le parti di uno schieramento – non ci sono schieramenti, gli asini non sono uno schieramento) è importante.

Tagliare i fondi alla difesa con le vite degli altri

November 25th, 2014 by mattia | 6 Comments | Filed in ipocrisia

È atterrato all’aeroporto militare di Pratica di Mare il velivolo dell’Aeronautica con a bordo il medico di Emergency contagiato dal virus Ebola in Sierra Leone.

via corriere.it

Evidenziazioni mie.

 

Una questione di dimensioni

November 24th, 2014 by mattia | 3 Comments | Filed in Uncategorized

un pacco enorme

Maratona di Stoccolma, anno 2009.

Una delle poche maratone che parte tardi, forse perché pensano che se parti alle nove del mattino come nel resto del mondo fa troppo freddo. Col cazzo, quell’anno faceva un caldo boia. Ma tant’è, abbiamo dovuto aspettare per ore prima di partire.

La maratona di Stoccolma infatti è una di quelle in cui per motivi igienici ti devi portare la tua spugna lungo tutto il percorso. Così per fare il bigolo mi sono messo la spugna in mezzo alle gambe e mentre aspettavo la partenza mi sono messo a girare per l’area della partenza. Nella foto non si vede bene, che è finita in ombra, ma insomma, pensare a una grossa spugna infilata in pantaloncini attillati… In pratica sembravo un superdotato col pacco enorme. Non grande, proprio enorme.

E niente, andavo in giro per l’area della partenza con questa protuberanza e mi è bastato poco per accorgermi che mi guardavano tutti in mezzo alle gambe. Quando incrociavo qualcuno vedevo lo sguardo che automaticamente scendeva e si fissava sul mio pacco.

No, per dire che queste cose succedono anche agli uomini, è solo una questione di dimensioni.

Dimensionamento

November 23rd, 2014 by mattia | 2 Comments | Filed in epicfail

epicfail

Mandano una donna nello spazio.
Non sono capaci di farlo vedere a più di 10 mila persone.

Forse pensavano sarebbe stato un evento seguito da 100 o 200 persone.

Lezione di giornalismo

November 23rd, 2014 by mattia | 3 Comments | Filed in ignoranza, perle giornalistiche

Il particolare, ininfluente per l’inchiesta condotta dalla Procura di Arezzo,

Ecco, quindi perché ci fai un articolo sopra?
Dov’è la notizia? Qual è la rilevanza pubblica della faccenda?

Si muoveranno contro l’eterofobia?

November 23rd, 2014 by mattia | 9 Comments | Filed in Uncategorized

Se il dibattito fosse minimamente serio, un articolo come questo avrebbe fatto saltare sulla sedia mezzo mondo. Le proteste e le vesti stracciate non si sarebbero contate.

Perché un’azienda che decide di assumere solo persone ghei è una cosa che dovrebbe scandalizzare tanto quanto un’azienda che decide di assumere solo persone eterosessuali. Pari pari.
Il fatto che non scandalizzi nessuno invece dà la misura di quanto siano in malafede certe persone che invece in altre situazioni fanno a gara di stracciovestinismo.

Per la cronaca, ho segnalato la discriminazione all’UNAR. Visto che hanno a cuore i casi di datori di lavoro che discriminano i ghei, sono sicuro che interverranno anche con i datori di lavoro che discriminano gli eterosessuali.

Braccini corti

November 23rd, 2014 by mattia | 8 Comments | Filed in riflessioni

Perché poi il Papa fa come Obama.
Avete presente? Ogni volta che Obama fa qualcosa che lo rende inedistinguibile dal suo predecessore (tipo mandare un po’ di soldati a fare la guerra in giro per il mondo) si inventa qualcosa per apparire come progressista (come la vaccata della regolarizzazione di cinque milioni di clandestini). Così compensa un po’ agli occhi dell’opinione pubblica.
Mi sta venendo il dubbio che anche il Papa usi la stessa tecnica. L’altro giorno ha tuonato contro le famiglie ghei dicendo che i bambini necessitano di una mamma e di un papà. Una cosa che se l’avesse il suo predecessore sarebbero venuti giù i muri dalle proteste, lo dice Francesco e niente. Solo che non poteva correre il rischio di apparire indistinguibile dal suo predecessore, quindi… passa qualche giorno e se ne esce tuonando contro i listini prezzi per i sacramenti. Così l’attacco alla famiglia ghei va nel dimenticatoio e lui continua a passare per quello buono.

Nel fare questo discorso racconta un aneddoto di due giovani che volevano sposarsi con la Messa e per farlo hanno dovuto comprare due “turni” da 20 minuti per farci stare la messa, altrimenti andavano via lisci solo col sacramento.

Una volta, appena sacerdote, – ha riferito – io ero con un gruppo di universitari, e voleva sposarsi una coppia di fidanzati. Erano andati in una parrocchia: ma, volevano farlo con la messa. E lì, il segretario parrocchiale ha detto: ‘No, no: non si puo. Ma perchè non si può con la messa? Se il Concilio raccomanda di farlo sempre con la messà. No, non si può, perchè più di 20 minuti non si puo. Ma perchè? Perchè ci sono altri turni. Ma, noi vogliamo la messa!. Ma pagate due turni!. E per sposarsi con la Messa hanno dovuto pagare due turni. Questo è peccato di scandalo

Ora, caro Papa, non so dove tu viva (sì, lo so dove vivi, in Vaticano… è solo un modo di dire) ma ti assicuro: non esiste chiesa italiana così affollata da dover seghettare il tempo di venti minuti in venti minuti.
Toh, ci possono essere delle chiese particolarmente belle dove si fa a gara per sposarsi e bisogna prenotare per tempo, ma l’idea che uno debba comprare i minuti in chiesa come compra i minuti di consulto telefonico con una cartomante è ridicolo.
Ma tralasciamo pure questo discorso.

Veniamo al succo del messaggio. Sono sbagliati i listini prezzi, dice il Papa.
Già, ma capiamoci un po’, perché qui si rischia di fare confusione. Saranno anche sbagliati (o meglio, indelicati) i i listini prezzi, ma non ce ne sarebbe bisogno se la gente si comportasse correttamente.
Ci sono persone che spendono migliaia e migliaia di euro per il matrimonio, e non mi riferisco alle spese di cui non puoi fare a meno (se proprio non vuoi dare in mano un tosto e una coca cola agli invitati). Mi riferisco a gente che spende centinaia di euro per il trucco della sposa, piuttosto che per vestiti esagerati (non dico di fare come la moglie di un mio amico che se l’è cucito da sola l’abito da sposa – c’è da dire che è una buona sarta – ma neanche di quelle esagerazioni costosissime).
Ci sono persone che affittano macchine costosissime per far vedere di essere ricchi, per non parlare di esagerazioni floreali e di quei servizi fotografici in cui giocano a fare gli attori creando i filmini pre nozze. Fanno viaggi di nozze in giro per il mondo che costano non poco e banalmente non si fanno mancare niente perché sembra che nel giorno delle nozze se ti limiti passi per taccagno.
Dopo aver speso migliaia di euro per un abito o centinaia di euro per un trucco quando arriva il momento di fare un’offerta alla parrocchia allungano 20 euro sgualcite.

Perché oh, mica si vendono i sacramenti, cosa pretendono questi preti?

Ecco, caro Papa, tu magari in Vaticano non te ne rendi conto, ma ci sono parrocchie che devono far quadrare i conti. E quando si tratta di pagare la riparazione del sistema di riscaldamento della chiesa o il tetto dell’oratorio non è che puoi pagare le fatture con le benedizioni e tanto amore. Le fatture si pagano coi soldini.
L’offerta per il matrimonio non è mettere in vendita un sacramento, ma è un aiuto alla parrocchia per le sue attività. Perché se quella parrocchia esiste e uno partecipa alle sue attività è giusto che contribuisca. Se poi non si fa più vedere in chiesa dopo essersi sposato, cazzi suoi (magari può anche porsi la domanda del perché si è sposato in chiesa, allora). Ma in generale, se la parrocchia esiste ed è lì per te a darti oggi un sacramento, se la chiesa è aperta e dignitosa e non con il tetto da cui piove dentro o col riscaldamento rotto è perché sta in piedi coi contributi dei fedeli.
Ora, se tu il giorno del tuo matrimonio spendi migliaia di euro in cose superflue e poi allunghi 20 euro sgualcite alla parrocchia (quasi con fastidio) senza la sensibilità di capire che la parrocchia non paga le fatture con le benedizioni, allora sei tu che costringi il parroco a fare il listino prezzi.

Poi per carità, c’è chi lo propone con sgarbo, mentre alcuni fanno capire con più sensibilità che sono prezzi consigliati, e spesso davanti a chi ha davvero problemi economici (ma poi, dunque, non spende follie per cose inutili) sposano anche senza l’offerta.
Ma il problema è che il listino prezzi non nasce dall’essere mercanti del tempio, nasce dall’esigenza di alcuni parroci di far quadrare i conti coi fedeli braccini corti che al matrimonio spendono per tutto tranne che per … il matrimonio in sé.

Vuoi scagliarti contro i listini prezzi? Bene, ti offro due alternative:

– strigli i fedeli braccini corti;

– paghi tu la fattura della caldaia della chiesa di San’Eucalipto in Pompa Magna che si è rotta.

Cosa scegli?

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