I bancomati spagnoli

February 8th, 2010 by mattia | No Comments | Filed in chicche, ignoranza, traduzioni

Altri magnifici orrori di traduzione.
Da un bancomat spagnolo:

Tasteggiate il vostro numero segreto”

Ritirare denero.

Operazioni porta-monete (ancora non capisco che diamine sono).

Compro oro

February 8th, 2010 by mattia | 1 Comment | Filed in madrid

Sono a Madrid, a lavorare. Sono arrivato domenica sera, anzi domenica notte, visto che ho tirato giù dal letto il tizio dell’affittacamere.
E Lunedì mattina sono andato presto al campus di Cantoblanco. Quindi sono passato per due volte in una Puerta del Sol che già (o ancora) dormiva.
Lunedì pomeriggio invece, al ritorno dal lavoro, Puerta del Sol mi ha sventrato appena uscito dalla stazione della Renfe (finalmente aperta, dopo anni di cantiere). La voce di Sol è quella di un sudamericano grassoccio, con una pettorina catarifrangente che gridava “Compro oro!”. Era lì, in cima alla scala, a gridare “Compro oro” a tutti quelli che uscivano.
Quando sono arrivato in cima alla scala ho visto i nuovi padroni di Sol, quelli che la mattina e la notte prima non c’erano. Senza muovermi di un passo, ma solo girando di 2 π radianti il volto, ho contato 7 personaggi con la pettorina del “Compro oro”. Non tutti dello stesso negozio, ovvio.
E non erano i soli, bastava entrare in una via che ne trovavi altri, che gridavano “compro oro”.
I negozi che acquistano oro diventati una mostruosità. Anche l’anno scorso c’erano, ma erano un paio. Ora sono tanti, grandi, invadenti con le loro luci colorate lampeggianti, stile luna park degli anni ‘70.
Sono negozi di massa, dove puoi entrare senza nemmeno aprire la porta, perché la porta non c’è. Entri e vedi enormi bacheche con miriadi di anelli, croci, braccialetti in oro. Entri e guardi, senza chiedere il permesso, come si fa nelle gioiellerie dove ti aprono la porta col pulsante. Entri come se fosse un negozio di scarpe. Porte aperte, anzi spalancate, perché il cliente non deve avere alcun ostacolo per entrare, perché essi devono vendere tanto. Ci deve essere un fiume di oggetti d’oro che entra e che esce.
Alcuni “compro oro” non sono nemmeno al piano terra, ma in appartamenti al primo, secondo o anche terzo piano. Devi salire le scale per arrivarci.
E salendo le scale pensi alla gente che ha affittato un appartamento nel cuore di Madrid, e ha allestito in tutta fretta un “compro oro” per sfruttare l’occasione della crisi.

Puerta del Sol è gialla, ma non è il giallo del sole. È il giallo che copre le finestre degli appartamente che si affacciano sulla piazza. È il giallo di quelle finestre con le scritte nere che ripetono il mantra “compro oro”.

Tu puoi leggere tutto quello che vuoi della crisi, ma non la sentirai mai gridare fin quando non arrivi nell’asfissia di una piazza dove anche le panchine ti gridano “compro oro”.

Mi diranno che è questione di bisnis, ma io continuo a pensare a quelli che aprono i “compro oro”, che con questa storia della crisi stanno facendo soldi a palate.
Mi diranno che non c’è niente di illegale o amorale.
Ma io, quelli che sfruttano le disgrazie altrui per farci una barca di soldi continuerò a considerarli solamente dei figli di puttana.

Vola Alto – quello che non si dice sul kitegen

February 8th, 2010 by mattia | 5 Comments | Filed in eolico alta quota, inchiesta

C’è gente che dice di poter produrre l’energia che serve a tutta l’italia usando una giostra con 20 km di diametro trascinata da degli aquiloni. Cioè, non aquiloni normali, ma dei profili alari che arrivano a 1 km (!) di altezza.
E dicono che l’energia prodotta con questi aquiloni costa meno dei combustibili fossili.

Il progetto di chiama kitegen, e sta interessando molte persone. Allora ho deciso di indagare e sccoprire cosa c’è dietro.

Ho prodotto questa inchiesta che potete vedere qui sotto (spezzato in 4 parti a causa del limite di 10 minuti di youtube: suggerimenti su altri siti di condivisione video?).

Buona visione.

Parte 1
Parte 2
Parte 3
Parte 4

Piesse: lo so che alcuni volumi e alcuni stacchi fanno schifo. Pazienza, non sono un videomaker professionista, solo uno che con un videocamera da quattro soldi e un programma GNU ha messo insieme questa inchiesta.
Quello che conta è il contenuto, soprattutto un’imperdibile dichiarazione del Prof. Mario Milanese…

Quel bufalaro di Genchi

February 7th, 2010 by mattia | 1 Comment | Filed in bufale, ignoranza, politica

Genchi, ha smentito la notizia secondo cui al congresso dell’Italia dei Valori, avrebbe appoggiato la tesi complottista sulla bufala del falso attentato a Berlusconi.

E’ evidente che il mio intervento di oggi è stato totalmente frainteso. Le mie parole, infatti, non facevano alcun riferimento alla dinamica dell’attentato e non intendevano affatto metterne in dubbio la veridicità

Frainteso. Mi ricorda un gran raccontatore di balle.

Allora, vediamo cosa ha detto, parola per parola, Genchi. Ecco la trascrizione letterale:

Io non entro nel merito della dinamica di quella aggressione. Lo stanno facendo tanti giovani che su youtube si stanno esercitando a vedere quel lancio.
A rendersi conto che qualcosa di quel lancio non poteva essere vera.
[...]

E noi abbiamo visto l’uscita di quel fazzolettone enorme, quel fazzolettone nero, che sembrava il fazzoletto di Silvan da cui sembrava dovesse uscire il coniglio, da cui dovesse uscire il colombo. La pantomima che si è recitata là.

Quel fazzolettone enorme, perché nelle dimensioni il Presidente del Consiglio ama scegliere accessori inversamente proporzionali alla sua statura

Genchi, c’è poco da smentire, l’hai fatta proprio fuori dal vaso.
Inutile pararsi dietro il “lo dicono i giovani su youtube”. Se tu citi quella marea di stronzate sulle teorie di un falso attentato, senza dire che sono stronzate, significa che le appoggi.

Genchi, l’hai detto tu, non i giovani su youtube, che là si è RECITATA UNA PANTOMIMA, l’hai detto tu che è uscito il FAZZOLETTONE DI SILVAN. Non prenderci per il culo, dai.

Per la cronaca, quel fazzolettone che hai ripetutamente citato non è nemmeno un fazzoletto.  Era un sacchetto di plastica nero, contenente delle foto che un sostenitore aveva dato a Berlusconi pochi attimi prima dell’attentato. Bastava dare un’occhiata a due o tre video che non fossero dei soliti complottisti bufalari per rendersi conto che Berlusconi si è portato alla bocca la prima cosa che aveva in mano, ossia quel sacchetto di plastica. Nessun illusionismo alla Silvan.

Il sacchetto è questo, tratto dalla puntata di Anno Zero (a 04:54 circa):

Teoria sbufalata in due nanosecondi. Genchi, se avevi tutto questo fiuto investigativo quando facevi il poliziotto, sono davvero contento che ti sia messo a ricopiare numeri di telefoni. La Polizia di Stato e la sicurezza nazionale tira un sospiro di sollievo.

Ma in effetti, che credibità può avere uno che parla al congresso del partito di DiPietro? Sì, proprio lui, quello che crede alle scie chimiche e al signoraggio ?

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Questo il video in cui riascoltare le dichiarazioni di Genchi.

Orrori di traduzione

February 7th, 2010 by mattia | No Comments | Filed in ignoranza, praga, repubblica ceca

Cesso a Cerny Most, Praga.

“UNO WC COSTA”

Piesse: anche “Tax of use WC” fa abbastanza schifo…

Il più brutto perciò il più bello

February 7th, 2010 by mattia | 4 Comments | Filed in ples, repubblica ceca

Ieri sera sono stato a un ballo organizzato dagli scout di Jilemnice. Per la cronaca Jilemnice è un paesino di seimila anime raggiungibile con due ore e mezza di bus da Praga.

Non è che ci sono andato per caso in quel paesino spreduto sulle montagne: mi avevano invitato degli amici.

Ad ogni modo, durante i balli in Rep. Ceca si fa la tombola. E qui bisogna fare una distinzione, perché “tombola” è un falso amico tra il ceco e l’italiano, un po’ come bomboniera, che in Rep. Ceca non è il regalo degli sposi ma una scatola di cioccolatini, bonbon appunto.
La tombola qua non è quella dove si estraggono i numeri da uno a novanta, le vecchie gridano con voce stridula “ternoooooo”, e quello che chiama i numeri ripete che 77 sono le gambe delle donne (che poi non ho mai capito perché la trentanovesima donna debba avere una gamba sola).

Per tombola s’intende una lotteria a premi, dove compri i biglietti, e se becchi quello fortunato ti porti a casa un premio. La cosa più bella è la selezione dei premi, che l’organizzazione mette assieme ricevendo cianfrusaglie dagli sponsor.

Oddio, c’erano anche dei premi non indifferenti, e dei premi un po’ bizzarri; metti che vincevo il sacco con 50 kg di grano o il sacco con la legna a tocchi: innanzitutto come li portavo a casa in pullman stamattina? Ma soprattutto, cosa me ne facevo di 50 kg di grano a Praga?

La fortuna ha voluto che mi sia portato a casa due premi: un set con due quaderni e un righello, e un vassoio. Il vassoio raffigurato qui sotto. Una delle cose più brutte che abbia mai visto al mondo, dopo la faccia di quella che abitava sotto di me (che per giunta si affacciava sempre).

La cosa interessante è che questo vassoio è talmente brutto che mi piace tantissimo. Forse qualche psicologo può spiegare questo meccanismo: fosse stato “un po’ brutto” l’avrei buttato via, ma essendo proprio bruttissimo mi attrae. Non vedo l’ora di mostrarlo ai miei ospiti.

Anche la figa, però…

February 6th, 2010 by mattia | No Comments | Filed in bufale, ignoranza, religione

Caro Veronesi, anche la figa impedisce ai più di ragionare, ma nessuno si sogna di dire che figa e scienza non possono andare d’accordo, né che gli scienziati debbano essere misogeni.

Piesse: per chi, come Veronesi, ha dormito negli ultimi due secoli la spiegazione comincia da qui.

Hardcan SKA! Malostran SKA! Staromest SKA!

February 4th, 2010 by mattia | 1 Comment | Filed in praga, repubblica ceca, strahov

Di solito non sto qua a segnalare i concerti e simili che avvengono a Praga. Un po’ perché non ho il tempismo adatto, un po’ perché se vuoi sapere cosa succedde in città ti compri il giornale e leggi l’inserto cultura.

Questo concerto però lo segnalo, perché i TALCO meritano. Suoneranno a Praga domani, al KLUB007 di Strahov (praticamente a 1 km da casa mia). Un locale ricavato nel basamento del blocco 7 del mitico studentato della mia Università.

I TALCO mi piacciono un sacco,  un po’ perché la musica SKA mi piace di suo e loro sono davvero bravi. Ma soprattutto perché mettono a disposizione gratuitamente la propria musica su internet, attraverso licenza Creative Commons (album sono scaricabili qui). Essi sono la dimostrazione che ormai non è più il CD il prodotto che si deve vendere, e che quindi le lotte delle case discografiche contro la pirateria musicale sono assurde.

I TALCO hanno messo gratuitamente a disposizione su internet i propri brani, e questo ha contribuito a farli conoscere in tutta Europa. Qualche mese fa ho scoperto che anche un mio studente spagnolo li conosceva, e per un gruppo che  viene da Marghera non è poco.

Il CD deve essere un prodotto rilasciato non per guadagnarci, ma per farsi conoscere, per attirare gente ai concerti (anche perché pogare da soli in salotto non è divertente). Ovviamente il meccanismo funziona per quegli artisti che sanno davvero fare musica, non certo per le bellone della TV che si improvvisano cantanti.

Io i Talco li ho sentiti la scorsa estate al Mighty Sounds Festival di Tabor (o meglio, un paesino in mezzo al fango vicino a Tabor, Sud Boemia). Una serata in cui andò via anche la corrente, ed essi continuarono a suonare con gli strumenti che non necessitavano di corrente (vedi a cosa serve una tromba?). Corrente a parte, posso dire che sono davvero bravi,  quindi se siete a Praga domani, fate un salto a Strahov.

S’i fan quater negher in del frigider?

February 4th, 2010 by mattia | No Comments | Filed in corsa, measure the run, praga

Ieri sera ho vissuto una scena da film. Uscivo dalla Facoltà, e baldanzoso andavo a passi spediti verso il metrò; non consideravo però che durante la giornata la temperatura aveva toccato i 5 °C, per poi ridiscendere sotto lo zero. Così i miei passi spediti sono finiti su un lastrone di ghiaccio, le gambe hanno iniziato a ruzzolare come in un film d’animazione, e il mio culo è finito miseramente a terra.

“Lögia, d’una pelanda….” la signora ceca lì vicino mi guarda male, allora continuo “ježiš maria…”. Integrarsi significa anche imprecare nella lingua del posto.

La cosa però mi fa  definitivamente propendere per una totale sospensione di ogni attività podistica fino a quando la neve ed il ghiacchio se ne saranno andati: faccio fatica a stare in piedi quando cammino, figuriamoci a correre. Il rischio di scivolare sul ghiaccio e rimetterci una gamba è troppo alto.

A Marzo ci sarà la mezza maratona di Praga, e quella sicuramente la correro. Ho promesso di correrla dall’inizio alla fine con un’amica alla sua prima esperienza sulla distanza. Almeno ho la scusa per non dover puntare al tempo!

Piesse: Si parlava di provvedimenti contro il ghiaccio sui marciapiedi. Una mia amica proponeva di riscaldarli (magari con dei tubi di acqua bollenti inseriti nel marciapiede). Ottima idea, solo che se penso all’elergia necessaria mi vengono i brividi. Fottuto riscaldamento globale!

La vera utilità dell’iPad

February 3rd, 2010 by mattia | 1 Comment | Filed in internet, ipad, mac, porno

Alcuni dicono che l’iPad è entrato di prepotenza nel mercato dei lettori di eBook, tanto da diventare l’anti Kindle.

No, l’iPad non è un lettore di eBook, visto che non ha uno schermo con eInk (che è una figata assura) ma uno schermo LCD.

L’iPad però non  è nemmeno un computer, visto che non ha tutte quelle cose che servono un computer, tipo USB, multitasking…

Però si connette a internet, o con wifi o con connessione 3G.

Quindi, ricapitolando: non è fatto per leggere eBook, non è fatto per lavorare come un computer ma ha uno schermo LCD e va e su internet.

Ormai è chiaro: l’iPad è semplicemente uno strumento per guardare i porno su internet dove vuoi. Finalmente gli smanettoni potranno portarsi il loro porno preferito in bagno. Voglio vedere a trasportarti il desktop al cesso (ma anche un notebook). Col formato tablet non sarai più obbligato a trastullarti alla scrivania: questa è la vera rivoluzione!

Haiti e cose sensate

February 3rd, 2010 by mattia | No Comments | Filed in Uncategorized

Una delle poche cose sensate che ho sentito in merito al terremoto di Haiti, è questa dichiarazione di Markéta Kutilová, di Člověk v tísni, una ONG ceca, che sta operando proprio in Haiti:

Port-au-Prince is near the epicenter, and an earthquake can happen again anytime, so we will have to see if they really want to rebuild the city as it was.

via The Prague Post.

In effetti, se sai che è una zona sismica, che senso ha ricostruire? Rifalla da un’altra parte la città, santo cielo!

Lo scappellamento

February 3rd, 2010 by mattia | No Comments | Filed in perle giornalistiche, repubblica

Boh, ammetto di non saperlo. Forse in italiano, quello giusto, significa esclusivamente togliersi il cappello.

Grazie a Filippo Ceccarelli per i 30 secondi di pura ilarità.

Letto qui:

scappellamento

Manie igieniste

February 2nd, 2010 by mattia | 8 Comments | Filed in editoriale

Una volta mi trovavo all’Esselunga di Lecco, e volevo comprare delle banane. Allora ho preso delle banane, le ho messe sulla bilancia e vi ho apposto l’adesivo col prezzo (perché l’Esselunga è uno di quei posti dove te la pesi da te la frutta).

In realtà non ho fatto in tempo ad incollare l’adesivo. Una commessa, infatti, si è scaraventata contro di me gridando “Nooooooo!!!”, con gli occhi che le uscivano dalle orbite: sembrava un’ossessa, una zitella quarantenne a cui si sono scaricate le pile proprio sul più bello.

Sembra infatti che la frutta si debba mettere nel sacchetto, usando l’apposito guanto monouso (molto amico dell’ambiente). Anche se sono banane, frutto che non ho mai visto mangiare con la buccia.

L’altro giorno invece ho visto un vecchio in piscina. Era proprio un vecchio di quelli tipici, aveva anche un porro sul naso. Ad ogni modo, questo vecchio aveva una cuffia rosa. Sì, proprio rosa; forse sul lato opposto c’era il disegno di Hello Kitty, vallo a sapere.

Forse la connessione tra i due eventi non è molto chiara. In effetti dovrei spiegare che in Repubblica Ceca non si usa la cuffia in piscina. O Meglio, se vuoi la puoi usare, però puoi farne anche a meno. Non è che se entri in vasca senza cuffia il bagnino chiama la polizia per arrestarti, la ASL chiude la vasca per disinfettarla e il direttore della piscina ti infligge una multa di 1000 euro, il tutto mentre un secondo bagnino ti rincorre con un lungo bastone (che ha il vataggio di funzionare senza batterie).

Di solito quando dico questa cosa – che qui cioè si nuota senza cuffia – gli italiani fanno gli schifati. E ti dicono che loro non avrebbero il coraggio di entrare in una piscina dove la gente non usa la cuffia.

Sono quasi convinto che anche tu che stai leggendo la pensi allo stesso modo; probabilmente potresti anche iniziare a declinarmi tutti motivi igienici per cui è necessario usare la cuffia.

Fermati solo un momento e pensa: quelli come me che hanno il pelo diffuso su ogni centimetro quadrato del corpo, che dovrebbero fare? Noi veri uomini dal petto villoso, dobbiamo forse depilarci come le fighette prima di entrare in acqua? O dobbiamo forse avvolgerci il torso nel domopak per non far scappare nemmeno un pelo?

Qualcuno me lo spieghi: perché la gente si scandalizza se uno entra senza cuffia in piscina, mentre non fa una piega se chi si sta tuffando ha il petto peloso?

Anche perché, se lasci crescere i capelli, essi diventano lunghi, mentre i peli no: essi non li tagli mai, eppure non diventano lunghi mezzo metro. Ciò significa che arrivano a qualche  cm e poi cadono, a differenza dei capelli. Quindi uno si aspetta di perdere più facilmente i peli che i capelli.
E ancora: i capelli li puoi raccogliere con un elastico per non perderli; voglio vederti a farlo coi peli del petto!

Putroppo sembra che la gente non si convinca di queste cose. Perché i comportamenti igienici sono quelle cose che ti insegna la mamma o il regime, e per questo motivo si applicano senza metterli in discussione, senza nemmeno pensare che sono insensati. Proprio come  la necessità del sacchetto e del guanto anche per le banane.

L’altro giorno discutevo proprio di questo con degli italiani, scandalizzati perché qui la gente prende il pane con le mani e se lo mette nei sacchetti (come per la frutta e la verdura). “Che schifo! Che schifo!“. E allora ho chiesto loro quante volte hanno stretto la mano a uno sconosciuto, senza mettersi un guanto, quante volte si sono aggrappati agli appositi sostegni di un tram, quante volte hanno aperto una porta usandone la maniglia. E poi ho chiesto loro se tutte queste volte hanno sempre lavato le mani prima di portarle alla bocca o agli occhi.

Piesse: si noti come sono stato educato, visto che ho citato solo i peli del petto.

Pipiesse: nuotando, qui, non mi è mai capitato di vedere un capello galleggiare in acqua.

Un giorno ha 24 ore

February 2nd, 2010 by mattia | No Comments | Filed in editoriale, gelmini, geografia, scuola

Cerchiamo di fare un po’ di conti. Ci sono quelli che vorrebbero che si insegnasse educazione civica a scuola (intesa come materia). E allora dici, giusto! si insegni più educazione civica, che i giovani del giorno d’oggi non conoscono neanche la costituzione (come se i vecchi la conoscessero).
Poi c’è quello della CRI che chiede che sia introdotta l’ora di insegnamento di pronto soccorso, che negli altri paesi europei sì che la fanno. E  ti sembra sbagliato? No, allora è giusto che si insegni il pronto soccorso.
Poi arriva quello che dice: nelle scuole si deve insegnare l’educazione sessuale, che i giovani del giorno d’oggi (sempre loro!) non sanno nemmeno come srotolare un goldone. Ottima motivazione, quindi introduciamo l’ora obbligatoria di educazione sessuale.
Poi c’è il famoso direttore d’orchestra che protesta perché i giovani del giorno d’oggi (che ormai abbiamo capito essere dei disgraziati) non hanno una cultura musicale, e che è inammissibile in un paese che ha sfornato Verdi, Puccini… Giusto, allora si faccia più educazione musicale.

E poi arriva quello che….

… e che palle!
Se diamo retta a tutti qui si finisce che gli studenti stanno a scuola il giorno e poi pure la notte.
Siamo tutti d’accordo sulle motivazioni, siamo tutti d’accordo che i giovani del giorno d’oggi debbano  essere eruditi di educazione civica, pronto soccorso, goldoni e musica. Però un giorno ha 24 ore, e quelle che puoi passare a scuola sono ancora meno. A qualcosa bisogna pur rinunciare.

Qualcuno ha deciso che si studierà meno geografia. E tutti a stracciarsi le vesti. Ragazzi miei, decidetevi: se volete introdurre l’ora di educazione civica e quella di educazione sessuale, da qualche parte dovete pur tagliare.

Io non so se è cosa buona tagliare la geografia. Sicuramente darei una sistemata ai programmi di storia, ché i romani e i greci  li ho studiati 4 volte mentre non ho mai (mai!) studiato la guerra di secessione americana. Come se la storia che conta fosse solo la nostra.

Però certe argomentazioni a supporto della geografiasono ridicole:

I geografi scuotono la testa: “Senza un Gps le nuove generazioni non sapranno più nemmeno trovare la strada di casa…”

Ora, a parte che quando si studia la geografia mica ti dànno in mano lo stradario della città ma la cartina dell’Africa (e conoscere dove nasce lo Zambesi non mi aiuta a trovare la ferramenta che cerco).
Ma poi, cos’è questa avversione per le tecnologie? Voglio dire, mio nonno era capace di usare un aratro mentre io no, e allora?

“Senza geografia siamo tutti più poveri – spiega Gino De Vecchis, presidente dell’Aiig, l’associazione italiana insegnanti di geografia – perché la formazione di un cittadino passa anche attraverso questa materia, che è la scienza dell’umanizzazione del pianeta Terra…”

Sì, e poi? Magari ti fa anche durare di più, la geografia. Cala trinchetta!

Eppure la geografia conta migliaia di appassionati, nostante Google Earth o i TomTom

Qui in Repubblica Ceca c’è un grande gruppo di appassionati di scalate ai camini delle industrie, però non è che questo nobiliti in sé questa attività.
E poi, perché mai Google Earth dovrebbe essere all’antitesi della geografia? A me sembra che, al contrario, esso sia uno degli strumenti più utili per chi è interessato alla geografia.

E allora mettiamo le cose in chiaro: se per geografia intendete quella che si deve fare per forza sugli atlanti, quelli di carta con la Germania divisa, e l’Ucraina dipendente, allora ditelo subito: io voto per abolirla.

Cose perniciose

February 2nd, 2010 by mattia | No Comments | Filed in perle giornalistiche

Leggo:

Quindi, il blocco immediato delle navigazioni nelle più perniciose plaghe del web.

Perniciose?
Non sentivo questo vocabolo dal 1971. E pensare che nel 1971 nemmeno esistevo.
Va bene che abusare dell’inglese è male, ma nemmeno parlare come una delegata dell’Azione Cattolica degli anni ‘70.