Nel mio mondo ideale

August 29th, 2015 by mattia | 9 Comments | Filed in riflessioni

20150829_090343
Tra di voi c’è chi mi conosce di persona, così come anche gente – la maggioranza – che non mi ha mai incontrato.
Ma chi mi legge da anni si è fatto un’idea di chi sono e potrebbe quasi dire di conoscermi. È vero, non è che un blog dice tutto di te. Leggendo un blog scopri solo una parte di una persona, ci sono poi tanti altri aspetti che puoi conoscere solo interagendo dal vivo.
Ed è anche giusto che sia così.

Ciò non toglie che molti di voi che mi seguono da tempo possono dire di aver imparato a conoscere le mie perversioni, le mie manie, le mie idiosincrasie…
Quelli che invece mi leggono da poco tempo, be’ forse ancora si devono fare un’idea.

Per aiutarli propongo questa immagine scattata stamattina.
La gelateria propone il gelato a 17 corone a palla. Specificando che la palla è di 40 ml.
L’altro giorno a Brno invece la gelateria proponeva palline più piccole, 1/30 di litro.

Il fatto che mi espongano il prezzo del gelato specificando quant’è il volume della pallina è una di quelle cose che mi fa stare bene.
Il mio mondo ideale, quello dove mi sentirei ovunque a mio agio, sarebbe tutto così. Pieno di gelaterie che ti dicono da quanti ml è la pallina del gelato.

 

 

Piesse: ovviamente nel mio mondo ideale sarebbero fucilati tutti quelli che in televisione dicono sguaiati emmeelle durante una telepromozione perché sono talmente capre da non sapere cosa significa ml.

9 Comments

L’email del Gabibbo

August 28th, 2015 by mattia | 2 Comments | Filed in bufale

Ogni tanto mi viene in mente una figura di merda che fece anni fa, parliamo degli anni novanta, una TV locale della mia città.
Fece un servizio su di un caso locale che aveva suscitato clamore oltre i confini della provincia. Non mi ricordo di quale caso si trattasse. Di certo non succedono molte cose a Lecco che escano dalla città.
Negli ultimi decenni ci sono stati due o tre casi incentrati a Lecco che sono diventati di dominio nazionale. Il primo era il caso di quell’umano che voleva far morire la figlia e fatto battaglie legali su battaglie legali fin quando ha trovato il giudice che gli ha dato il permesso di far crepare sua figlia.
Ma non era questo il caso in questione.

Il secondo era quello di Chiara Bariffi, ragazza scomparsa nel nulla e poi ritrovata dopo tre anni con la sua auto nel lago. La questione divenne di dominio nazionale perché si diceva ci fosse di mezzo una sedicente sensitiva che aveva detto di cercare la ragazza nel lago (ma dai? era la cosa più ovvia che si fosse ribaltata nel lago in quella curva così pericolosa… serviva mica la sensitiva).

Nel mezzo un po’ di cronaca assortita, tipo il benzinaio di Chiuso assassinato da dei ragazzini sul motorino, o la madre albanese che fa fuori le figlie…

Ma non erano questi i casi in questione. Ché la figura di merda la fecero su di un altro caso. Non mi ricordo quale, dannazione.
Mi ricordo solo che c’era una signora che aveva chiamato il Gabibbo.
Paradossalmente mi ricordo pure la faccia della signora, ma non il motivo per cui aveva chiamato il Gabibbo. Dev’essere stato uno di quei casi in cui la gente ha bisogno di attirare l’attenzione per risolvere il proprio problema e cercano di arrivare alla televisione nazionale.

Ché di questo caso si parlava molto sulla TV locale, ma dopo una piccola fiammata a livello nazionale era caduto nel dimenticatoio. La signora allora chiamò il Gabibbo.
Ai tempi in cui striscia faceva 10 milioni a sera e la gente si appellava davvero al Gabibbo come a una divinità che potesse aiutarla contro i soprusi. Era il periodo d’oro in cui la gente insoddisfatta nei negozi gridava al commesso “e allora sa che le dico? Io vado a Mi Manda Lubrano e la sistemo!“.
Poi, dopo Lubrano e il Gabibbo, si sono moltiplicati questi vendicatori televisivi del popolo e il giochino ha perso potenza.
Ma all’epoca si chiamava davvero il Gabibbo consapevoli che se ti rispondeva e faceva il servizio passavi in TV davanti a così tanta gente che il giorno dopo il potente di turno avrebbe sistemato la questione in due secondi.

Ecco, quella signora chiamò il Gabibbo e la TV locale fece un servizio dal titolo che più o meno suonava così: Caso X, il Gabibbo contatta la Signora Y.

Quando mandarono in onda il servizio mi venne da ridere. La signora mostrò alle telecamere la stampata dell’email che aveva ricevuto dal Gabibbo.
Un’email del tipo:

Gentile Nome Cognome,

grazie della sua comunicazione!
Ho  ricevuto la sua segnalazione e la contatterò quanto prima se sarà opportuno per un servizio.
Saluti…. besugo!

Il Gabibbo

Ovviamente era un’email automatica che veniva mandata a tutti coloro che andavano sul sito di striscia la notizia e compilava in form nella pagina dillo al Gabibbo.

Non significava che alla redazione di striscia la notizia si stessero davvero interessando al caso (e infatti poi non fecero alcun servizio). Di quelle email ne partivano in automatico a migliaia ogni giorno, ogni volta che uno mandava una segnalazione. C’è un programmino apposta che lo fa.

La signora invece quando vide nella sua casella email quel messaggio pensò davvero che il Gabibbo si stesse interessando della questione e chiamò la TV locale.

Che ci fece un servizio sopra. Sì, fece un servizio per il notiziario delle 19… su di una email di risposta automatica.
Io capisco anche che la signora, in là con l’età, potesse essere stata confusa. L’email si apriva col suo nome (Gentile Nome Cognome, …) e probabilmente pensava che ci fosse stato dietro qualcuno che le aveva scritto personalmente. Non lo sapeva che quando compilava la form del sito e scriveva il suo nome poi in automatico questo veniva usato dal programmino per mandarle l’email “personalizzata” con il suo nome dentro. E poi parliamo di un’epoca in cui ancora si accedeva a internet coi modem a 56 cappa, la gente non era nemmeno abituata al concetto di email automatica (ridete pure, ma se non hai mai ricevuto un’email automatica la prima volta credi davvero che ci sia qualcuno che ti ha scritto).

Quelli della TV potevano però arrivarci che era una email automatica, che quella email era generata da un programma e che non significava nemmeno lontanamente che la redazione di Striscia la Notizia si era interessata del caso.
Invece ci sono caduti dentro anche loro come dei salami anche loro e hanno fatto un servizio intero parlando di un interessamento del Gabibbo basandosi su una email automatica.

E vabbe’, dite voi, era una TV locale. Una di quelle emittenti in cui fanno tutto un telegiornale in tre persone, girando come i pazzi per la provincia con la telecamerina portatile in mano e leggendo stancamente i comunicati stampa dei carabinieri in cui dicono che hanno arrestato due ragazzetti con tre grammi di erba e salvato una donna che aveva perso le chiavi dell’automobile. Mica puoi aspettarti questo alto livello di qualità.
E forse avete ragione (anche se un po’ di pane e volpe potevano mangiarlo almeno i giornalisti della TV locale).

Quando però succede la stessa cosa al corriere forse c’è qualcosa che non va.

gli sveglioni del corriere

via www.corriere.it

In buona sostanza è successa la stessa cosa, col Papa al posto del Gabibbo.
Una signora manda dei libri al Papa e il suo segretario risponde con una lettera di cortesia.

Un prestampato che mandano a chiunque invia qualcosa, giusto per educazione. Un po’ come quella volta che scrissi al Quirinale per segnalare la morte di Germano Mosconi (ingiustamente offuscata dalla morte di Lucio Dalla nello stesso giorno) e mi rispose il consigliere del presidente della repubblica per l’editoria.
Sono risposte standard che si fanno per educazione. Anche se scrivi alla regina elisabetta mandando il disegno di tua figlia quattrenne ti arriva una risposta. Provateci pure.

C’è gente pagata apposta per fare queste risposte prestampate alle persone potenti. Nel caso del Papa il segretario poteva anche essere un po’ più furbo e capire che quelli che gli avevano mandato non erano simpatici libri per bambini ma libri contro la dottrina cattolica.
Non capendolo (e tutto sommato non possiamo dargli torto, mica può leggere tutto quello che gli mandano – apre il pacco, trova dei libri, li butta in un angolo e apre il file “Modello lettera risposta a chi manda libri.dot“) ha mandato una risposta prestampata che per il corriere è diventata un virgolettato (!) “vai avanti”.

Che già di per sé un giornalista con due neuroni dovrebbe intuirlo che era una bufala. Un po’ come se uscisse un comunicato stampa di berlusconi che dice che vuole regalare tutto ai poveri e poi diventare frate di clausura facendo voti di povertà e castità. Via, lo capirebbe anche il mio gatto che è una balla.
Lo stesso in questo caso: ma ti sembra che il Papa dice a una tizia che scrive libri all’opposto della dottrina cattolica “Vai avanti”? E poi domani manda un messaggio di incoraggiamento ai Figli di Satana?
Figa, puoi arrivarci anche da solo che la cosa non sta in piedi.

E infatti la bufala è stata smontata dalla sala stampa vaticana.

Al corriere della sera nel frattempo non proveranno nessuna vergogna per essere al livello di svegliezza di una TV locale negli anni novanta.

2 Comments

Sensore a effetto Hall

August 28th, 2015 by mattia | 4 Comments | Filed in feispalm, ignoranza

Ieri sera ero sul sito di RS components a cercare un HMC1001, un sensore di campo magnetico.
Lo trovo, ma scopro con mio grande orrore che è stato classificato come sensore a effetto Hall.
Giuro.

Sensore effetto Hall HMC1001, Unipolare, 5 → 12 V, 8-pin

Possibile che abbiano fatto un errore così pacchiano?
A questo punto mi viene un dubbio: non è che RS cataloga tutti i sensori magnetici come “sensori a effetto Hall“?

Il dubbio diventa una certezza scorrendo la categoria di prodotti “sensori a effetto Hall“.

In questa categoria vengono messi tutti i sensori magnetici, anche quelli che non sono a effetto Hall.
La cosa diventa comica quando trovi un prodotto come l’ADA4571: nella sua pagina di presentazione sopra trovi scritto

Novità
IC sensore a effetto Hall ADA4571BRZ, 2,7 → 5,5 V, SOIC, 8-pin

mentre poco sotto c’è scritto

ADA4571BRZ, sensore magnetoresistivo anisotropico (AMR), Analog Devices

FEISPALM

Capito? Scrivono anche la sigla: AMR. Più chiaro di così.
È un AMR non un sensore effetto Hall. Come cavolo fai a scrivere nella stessa pagina che un sensore è effetto Hall e che è un AMR?
Come fai, santo cielo?

L’unica spiegazione è che a RS siano convinti che sensore a effetto Hall sia un sinonimo di sensore di campo magnetico.
No, cazzo. Un sensore a effetto Hall è solo un tipo si sensore di campo magnetico, che si basa appunto sull’effetto Hall (non quantico).
Dopodiché ci sono tanti altri sensori che misurano anch’essi il campo magnetico ma che non sono ad effetto Hall, semplicemente… perché non usano l’effetto Hall bensì altri principi fisici. L’AMR è uno di questi: sfrutta la variazione di resistenza elettrica di alcuni materiali quando viene applicato loro un campo magnetico (magnetoresistenza).

Questioni di lana caprina? Manco per il cazzo.
Non è solo una questione di classificazione. Non ci sono solo di mezzo diversi principi fisici.
È che i sensori sono proprio diversi. Ma tanto diversi.
Come struttura, ad esempio: un sensore a effetto Hall ti richiede una corrente e ti dà un’uscita in tensione, mentre un AMR è normalmente un ponte resistivo.
Ma anche per come si usano: un AMR richiede impulsi periodici di campo magnetico per ristabilire la saturazione della magnetizzazione. Quindi all’interno del chip di solito hai delle micro bobine nelle quali devi mandare impulsi di corrente; un sensore a effetto Hall no.
Ma soprattutto i due sensori, in virtù del fatto che sono due cose profondamente diverse, dànno risoluzioni profondamente diverse, ordini di grandezza diversi. Gli AMR hanno un rumore molto, molto inferiore ai sensori a effetto Hall. Per questo motivo li usi per applicazioni diverse.
Se io cerco un AMR o un sensore a effetto Hall cerco sì in entrambi i casi due sensori di campo magnetico, ma cerco sensori che misurano con precisione molto diversa, quindi cerco prodotti profondamente diversi.

Un po’ come una bilancia per misurare la massa dei veicoli che entrano ed escono da uno stablimento e la bilancia che usi in cucina. Sì, misurano entrambi la massa, ma sono due oggetti completamente diversi.
L’unica scusante che potrei trovare a RS è che nel linguaggio comune sensore a effetto Hall sia diventato sinonimo di sensore di campo magnetico.
Ecco, se trovate una persona che pensa una roba del genere spiegategli che non è così. E se vi risponde “eh, ma è lo stesso, noi chiamiamo tutto sensori Hall” prendetelo a randellate sui denti con una mazza ferrata.

4 Comments

Una bella sorpresa

August 28th, 2015 by mattia | 9 Comments | Filed in repubblica ceca, sicurezza informatica

Oggi ho scoperto una nuova procedura della burocrazia ceca: la conversione elettronica dei documenti (autorizovaná konverze dokumentů).
Non so se esiste anche in italia, qui funziona così: se hai un documento cartaceo e vuoi trasformarlo in digitale in modo che sia valido non è sufficiente fare una scansione casalinga col proprio scanner.
Neanche se sul documento ci sono timbri e controtimbri, poiché potrebbe essere tutto fotoscioppato.

Bisogna andare in un CzechPoint*, ossia un ufficio della pubblica amministrazione che fa tutte queste pratiche (se ne trovano ovunque, principalmente nei municipi) oppure in Posta, si dà il documento e questi lo convertono in digitale.
Significa che ne fanno un PDF al quale allegano una pagina in cui viene scritto che il documento è stato convertito in data tot dall’ufficio tot e aggiungono un codice numerico di controllo (altrimenti potresti falsificare anche quella pagina aggiuntiva).
La pubblica amministrazione che riceve il documento controlla la validità del codice ed è fatta.

Costo: 30 corone (1,11 Euro).

Mentre andavo in municipio per fare questa conversione però mi domandavo: come me lo danno il file?
Saranno così pazzi da concedermi di salvarlo sulla mia penna USB?
No vero? Ché altrimenti il sistema sarebbe mostruosamente vulnerabile. Potrei infettare i loro calcolatori usando del codice maligno sulla penna USB.

Arrivato in municipio ho tirato un sospiro di sollievo. Quando ho chiesto se potevano salvare il file sulla penna USB mi hanno guardato inorriditi. No, no, no. O lo mandano per posta elettronica certificata (sì, esiste anche in Rep. Ceca), oppure me lo salvano su di un CD.
E CD sia. Dove lo compro però un CD adesso? Figa, mi tocca vagare per il quartiere cercando un negozio che vende CD?
Nessun problema, lo forniscono loro (senza costi aggiuntivi).

Certo, fa ridere che per un file di nemmeno 200 kB si debba usare un mostro di capacità come un CD.
Anche dal punto di vista delle risorse materiali: quanta plastica sprecata per niente, si poteva evitare lo spreco salvando sulla penna USB anziché usare un supporto usa e getta.

Ma per una questione di sicurezza informatica è giusto che sia così.
Un calcolatore di una pubblica amministrazione non può ricevere supporti come penne USB da utenti qualsiasi, sarebbe troppo pericoloso.

Quindi un “bravi” alla gestione informatica dei CzechPoint.

 

*Piesse:  orribile gioco di parole, secondo solo a ceco-cieco.

9 Comments

Tirare i reggiseni

August 25th, 2015 by mattia | 7 Comments | Filed in politica, riflessioni

Io comunque i ciellini li ho sempre visti applaudire chiunque al mitin di Rimini.
Chiunque avesse potere in quel momento, s’intende.

Ieri facevano la ola a berlusconi, oggi la fanno a renzi.
Nel mezzo hanno sempre accolto con grandi applausi chiunque avesse uno strapuntino di potere da sfoggiare.

Oh, non mi aspetto certo che chiamino la gente per poi mandarla a cagare. Puoi sempre invitare un ospite, ascoltare quello che dice e poi valutare serenamente quello che dice come nelle tavole rotonde delle feste di partito con esponenti di fazioni opposte.

I ciellini no, non riescono a invitare un potente e stare tranquilli, sereni in poltrona.
Devono per forza acclamarlo.
E lo fanno con tutti, basta che sia il potente di turno (l’unico con cui hanno avuto problemi è stato Prodi).

A Monti quando era presidente del consiglio riservarono un’accoglienza stile Stif Giobs quando presentava il nuovo aifon. Adesso se si presentasse al mitin di Rimini lo farebbero parlare allo stand B5 in una noiosissima tavola rotonda di fine giornata a cui assistono 200 persone sonnecchianti.

Lo stesso con formigoni: quando era il potentissimo presidente della Regione Lombardia lo accoglievano a rimini lanciandogli i reggiseni come le fan dei Take That. Ora che non conta più un cazzo ed è senatore di un partito inesistente l’hanno scaricato.

Tutti, al mitin di Rimini fanno la ola a tutti, basta che siano quelli che in quel periodo comandano.
Quale sia la loro ideologia non conta. Vanno in brodo di giuggiole per il berlusconi sbarazzino con le belle ragazze così come per il renzi che vuole fare i matrimoni ghei.
Fanno le ovazioni a quelli di una parte politica e a quelli della parte opposta.

Stavo cercando un paragone per descrivere questo atteggiamento e all’inizio pensavo al cane che scodinzola festoso al padrone. Ma poi mi sono detto di no, ché il cane è fedele, rimane legato al padrone per sempre.
I ciellini invece scodinzolano attorno al potente di turno solo finché è potente, poi appena non conta più un cazzo lo scaricano come una ragazza che quando gliela chiedi ha sempre il ciclo, quattro sabati di seguito.

Piuttosto se c’è da fare un paragone è meglio pensare alle gold digger (se non sapete cos’è una gold digger cercate gold digger prank su youtube – Avvertenza: questo potrebbe portarvi via molto tempo, usare con cautela).
I ciellini sono come quelle puttanelle che appena vedono un uomo col macchinone tirano fuori le tette e gonfiano le labbra. Poi quando quell’uomo magari finisce in disgrazia e perde tutto lo mollano per trovarne un altro che le mantiene.
E poi anche definirle puttanelle non è corretto, ché le puttane quanto meno hanno un comportamento corretto e onesto: tu mi paghi tot e io ti fornisco un servizio. Finito il servizio ciao, non ti devo più niente.

I ciellini invece fanno proprio come le mantenute. Sgrondano dalle gambe fingendo di essere innamorate mentre lo fanno solo per la grana.

Persone che dici: bleah.

 

7 Comments

CrowdMag

August 24th, 2015 by mattia | 4 Comments | Filed in bufale

L’altro giorno mi sono imbattuto in questo progetto del NOAA chiamato CrowMag.

In buona sostanza è un progetto che si propone di mappare il campo magnetico terrestre usando i magnetometri dentro i telefoni intelligenti che abbiamo tutti in tasca. I telefoni intelligenti hanno sempre un magnetometro che consente di misurare il campo magnetico principalmente allo scopo di orientare le mappe anche stando fermi (quindi senza sfruttare la variazione di posizione data dal GPS).

Come funziona il progetto? Chi decide di aderire installa sul proprio telefono intelligente un’applicazione che misura il campo magnetico usando il magnetometro del telefonino e poi manda silenziosamente i dati al loro server che li aggrega a tutti gli altri.

Già, però ci sono alcuni problemi.
Come fanno notare gli autori del progetto:

a phone’s magnetometer has significantly lower sensitivity than a sensor used for measuring science quality data( ~300 nT compared to ~0.1 nT). […]

This is where we need your help. By sourcing magnetic data from a large number of users, we hope to reduce noise in the data.

traduzione mia

il magnetometro di un telefonino ha una sensitività decisamente inferiore a un sensore usato per misurazioni scientifiche di qualità (300 nT contro 0,1 nT).[…] Per questo abbiamo bisogno del tuo aiuto. Mettendo insieme misure da un grande numero di utenti speriamo di ridurre il rumore di misura.

Questo è il tipico progetto che manderebbe in solluchero grillini e gente del genere. Misure dal basso, tutti assieme! Da soli non potremmo ma se facciamo réééééte…

Mi sa che però hanno fatto male i loro conti.

Punto primo.
Consideriamo il solo rumore dei magnetometri (poi parliamo anche delle altre sorgenti di incertezza).
Prendiamo i dati che dànno loro, che sono verosimili: 300 nT contro 0,1 nT.

Bene, quanti magnetometri da 300 nT devi mettere insieme per ottenere uno da 0,1 nT?
Il rapporto è di 300/0,1 = 3000. Quindi ti servono 9 milioni di magnetometri.
Sì, perché se hai N segnali con rumori totalmente scorrelati e li sommi il rumore decresce come la radice quadrata di N. Ciò significa che se sommi 4 segnali con rumore scorrelato il rumore diventa 2 volte più piccolo, non quattro. Così se vuoi ridurre il rumore di 10 volte devi sommare 100 segnali con rumore scorrelato, e così via.
Questo è uno dei motivi perché questa tecnica è raramente usata: è estremamente inefficiente, perché per ottenere una riduzione significativa del rumore devi usare tantissimi strumenti.
Una riduzione che va come √N è veramente pessima.
E attenzione, è il meglio che puoi ottenere, nelle condizioni ideali di rumori totalmente scorrelati.

Cercare di ottenere un miglioramento della risoluzione di 3000 volte usando questo metodo è assurdo.
Metti anche che invece di 0,1 nT ti accontenti di 0,3 nT, ossia di un miglioramento con fattore 1000. Ti servono comunque un milione di magnetometri. È una cifra enorme. Dove li trovi un milioni di utenti che accettano di partecipare al progetto?
E stiamo parlando di un milione di persone… per un solo punto!

Punto secondo.
Purtroppo non viviamo in un mondo a gradiente nullo.
Il campo magnetico terrestre è alterato da tantissime cause. Pensate anche solo a tutti gli elementi di materiali ferromagnetici che vi circondano (sono più di quelle che sospettate).

Nel mio ufficio al piano scrivania ci sono 40 µT e al soffitto 50 µT. Ora capite che con un gradiente così alto se ho il telefono in tasca anche solo star seduto o stare in piedi significa qualche µT di differenza.
Ma anche girare per l’ufficio influenza la lettura. Se mi avvicino alla macchina del caffè o a un pilastro ripieno di ferro il mio telefonino misurerà un campo magnetico maggiore.

La situazione va un po’ meglio in campagna, lontano da zone urbanizzate. L’altra notte avevo raccontato che mi trovavo in un campo all’aperto per un esperimento scientifico. Stavo appunto misurando il campo magnetico in un campo lontano da qualsiasi costruzione per essere quanto più possibile in una zona di campo magnetico “pulito”.

Normalmente noi invece viviamo in ambienti dove il campo magnetico varia di unità se non decine di µT.
Per non parlare di noi stessi. Pensate anche solo alle monete che avete in tasca o alla fibbia della cintura: possono influenzare largamente la misura di campo magnetico del vostro telefonino di decine di nT. Pensate al fatto che magari delle volte mettete il telefono nella stessa tasca del portafogli con dentro le monete e delle volte in un’altra tasca. Anche solo una cosa del genere implica una variazione di decine di nT e più.

Quindi hai un altro elemento su cui fare media.
Non c’è solo da fare media su tanti telefonini per vincere il fatto che il magnetometro del singolo telefonino è poco preciso. Devi fare media anche sullo stesso telefonino che è “impreciso” non solo per il fatto di essere poco preciso in sé ma anche perché durante la giornata si muove in zone con grossi gradienti di campo magnetico.

Per capirci, un ipotetico utente di Milano dovrebbe misurare per lungo tempo il campo magnetico col proprio telefonino per avere avere dati talmente “random” da ottenere, facendo una media, una risoluzione del campo magnetico di Milano coi 300 nT dello strumento. E dopo di questo c’è il passo successivo descritto prima che consiste nel passare dai 300 nT agli 0.3 nT con un milione di utenti.

Punto terzo.
C’è persino un ulteriore elemento su cui bisogna fare media.
Non bisogna dimenticare infatti che l’utente medio non ti darà mai misure veramente omogenee.
Magari vive durante la settimana a Milano ma poi sabato e domenica li passa in Valtellina. E allora ti manderà un po’ di dati da Milano e un po’ dalla Valtellina. Così come di giorno vagherà per la città mentre di notte il suo telefonino rimarrà fermo sul comodino.
Non hai quindi dei valori omogenei. Anche ammettendo il fatto che in vari punti dell’ufficio, della casa o della strada il campo magnetico cambi notevolmente tu non hai un telefono che costantemente misura valori casuali. Hai al contrario delle misure influenzate da precisi schemi che possono influenzare la media.
Se sul comodino dell’utente il campo magnetico è di 3 µT inferiore al campo magnetico di Milano, quelle 8 ore al giorno sul comodino a 3 µT sotto il valore “vero” influiscono molto sulla media. Per compensarle dovresti (di media) camminare di giorno in zone con +3 µT.
Una media accurata la puoi ottenere solo con misure veramente casuali, ma siccome le misure sono influenzate da schemi precisi dettati dalle abitudini delle persone questo non è possibile.
Dunque dovrai aumentare ancora di più il numero di utenti del progetto, in modo che il telefono di Ambrogio che sta sul comodino 8 ore a notte a – 3 µT si compensi con il telefono di Carlo il cui comodino è a + 3 µT.
Così come dovrai aumentare il numero di utenti per fare in modo da compensare il fatto che alcuni non sono sempre nella stessa zona.
Poniamo che vuoi misurare il campo magnetico di Milano: ti servono sempre un numero di utenti, e sempre distribuiti con le stesse caratteristiche: un Carlo e un Ambrogio che mettono i telefonini su comodini a campi magnetici diversi, un Luigi e un Giacomo che hanno uno l’aifon e l’altro il samsung  e così via…
I numeri di utenti devono essere così alti che se la proporzione tra gli Ambrogi e i Carli rimanga la stessa e contemporaneamente anche la proporzione tra i Giacomi e i Luigi.
Altrimenti la media non sarà più frutto di dati omogenei.

 

Ora capite perché per ottenere delle misure che abbiano minimamente senso servono quantità enormi di dati che mai potrai ottenere con una partecipazione volontaria di qualche persona.
Anche se milioni e milioni di persone aderissero in tutto il mondo questo non basterebbe: ti servono milioni di persone per un solo punto sulla mappa.

E alla fine otterresti solo la media del campo magnetico su di un lungo periodo. Niente a che vedere con misure di campo magnetico professionali che ti danno la variazione in tempo reale del campo magnetico.
Per farvi capire, cosa intendo: qui trovate le misure del magnetometro della mia cantina (il sistema è in fase di test, i dati precedenti a due giorni fa sono da scartare).
Io posso misurare variazioni di pochi nT senza problemi nell’arco di una giornata, secondo per secondo.
Con un progetto di misura collettiva non potrai mai farlo, perché ti servirebbero mesi con milioni di utenti per ottenere solo la media di quel valore.

Punto quarto.
Anche ponendo di fare tutte le medie che vuoi alla fine otterrai sempre il valore del campo totale, non il valore delle tre componenti ortogonali visto che il telefonino cambia posizione di continuo durante la giornata. Quindi hai meno informazioni rispetto a un osservatorio geomagnetico professionale.

 

Ho scritto questo lungo e forse per alcuni noioso post per evidenziare due cose:

1 – Non sempre i progetti diffusi hanno senso.
In questo caso no. Conviene molto di più create dei siti di misura di campo magnetico con strumentazioni adeguate in luoghi magneticamente “puliti”, dove puoi controllare tutti parametri come l’orientamento del magnetometro, dove puoi raccogliere dati omogenei, rispetto a fare affidamento a dati che sì ti vengono gratis ma che sono così “statisticamente sporchi” da essere inutilizzabili.
Esiste già INTERMAGNET una rete di osservatori geomagnetici (veri) diffusi per il mondo. Non serve una rete di milioni di telefonini per mappare il campo magnetico terrestre, lo si fa già con (molti meno) osservatori geomagnetici professionali.

2- Non sempre una fonte istituzionale è attendibile
Il NOAA è un’agenzia scientifica che dipende dal Governo statunitense. Non sono i primi cazzari che passano per strada. Uno potrebbe dedurre dunque che siano attendibili vista l’importanza della loro posizione.
Ebbene, in questo caso no. Non so chi ci sia dietro questo progetto, magari è sfuggito al controllo di qualcuno che ne sapeva qualcosa in più. O forse è solo un esperimento per verificare quanto si può fare con dati del genere.
Ad ogni modo il progetto non sta in piedi. Anche se è marchiato NOAA.
Ricordiamocelo ogni volta che vediamo citare questa agenzia o università come se fossero fonti incontestabili solo in quanto istituzionali. Verifichiamo piuttosto ogni volta l’attendibilità di quello che viene detto, anche se proviene da fonti istituzionali.

 

Piesse: non ho citato volutamente il fatto di dover mandare i propri dati che comprendono la posizione a qualcuno (con tutti i problemi di riservatezza che comporta) e il consumo di batteria aggiuntivo per il magnetometro.

4 Comments

La Rep. Ceca, Stato a forte identità cattolica

August 24th, 2015 by mattia | 5 Comments | Filed in ignoranza, perle giornalistiche

Basterebbe solo informarsi, delle volte. Magari chiedere a qualcuno che ne sa di più invece di inventarsi teorie dal nulla solo per avallare la propria tesi.
Il problema è che poi informandosi cadrebbe il castello di fantasie che ci si era creato e l’editoriale non esce come lo si vorrebbe.

Oggi il corriere ci delizia con questo insieme di parole dal titolo

Migranti, se i paesi cattolici della Ue respingono i musulmani

E indovinate chi mette nella lista?  (evidenziazioni mie)

L’ accoglienza ha un limite? In Slovacchia, Polonia, Repubblica Ceca, Irlanda e Paesi baltici, sì. Il sistema di smistamento previsto dall’Agenda Immigrazione della Ue decollerà solo in autunno ma negli Stati con una forte identità cattolica, che nel Centro-Est si sovrappone al ricordo vivo del totalitarismo, si è già alzato un muro invisibile che tiene fuori i musulmani e lascia passare i cristiani.

Dimentichiamo pure la divertente inclusione dell’Irlanda in un blocco definito di Centro-Est (due spicci per una cartina geografica?).
Parliamo piuttosto del fatto che la Repubblica Ceca sia stata inserita in un gruppo di Stati con una forte identità cattolica. La Repubblica Ceca, forte identità cattolica.

Che più o meno è come dire che l’Arabia Saudita è un bel posto per fare un tour enologico.

La Repubblica Ceca è uno dei paesi più atei d’Europa (se non il più ateo, come dicono alcune statistiche). Secondo l’ultimo censimento del 2011 i credenti sono circa il 10% della popolazione, con un gradiente che vede la Boemia più atea e la Moravia più credente.
Attenzione, non confondeteli con quelli che vanno in chiesa, quelli sono la metà o anche meno.
Quello che stupisce di più gli italiani è che una larghissima fetta della popolazione non è nemmeno battezzata. Parlo per la mia generazione: in italia trovare un non-battezzato della mia età è difficile. Ce ne era una nella mia scuola ed era vista come la pecora nera. Qui invece è una particolarità essere battezzati.
C’è qualcuno che rimane battezzato perché magari c’è la nonna che ci tiene, ma per il resto già dai genitori in giù la famiglia è completamente atea.

E quando dico atea significa che non hanno nemmeno idea di come è fatta una Messa.
Una volta mi trovavo al matrimonio di un mio amico e vicino a me c’era un suo amico di Liberec ateo. Allo scambio del segno di pace si è messo a ridere: non capiva che stava succedendo. Perché la gente si dava la mano reciprocamente?

Siamo a questi livelli di ateismo. Non l’ateismo italiano di chi passa dalle chiese da piccolo e poi si discosta, ma l’ateismo di chi nella chiesa non c’è mai entrato perché lo stesso hanno fatto i genitori.

E preciso, quando dico che il 10% è credente non significa che il restante 90% crede in Dio ma non nella Chiesa, che crede in “qualcosa” che non sa definire. Quelli che credono che ci sia vagamente “qualcosa” sono un altro 20%. Il restante 70% è proprio convintamente ateo.

Oh certo, ci sono le tradizioni. L’altro giorno sono stato a una festa vinicola in un paesino qui vicino e all’ingresso della via delle cantine c’era una statua di San Urbano, patrono dei vignaioli, a cui è stato offerto omaggio.
A Natale si canta tutti la canzoncina Narodil se Kristus Pán e al Lunedì dell’Angelo si fa festa andando a fare il giro con la pomlazka.
Ma giusto per farvi capire, un mio amico era convinto che Pasqua fosse il lunedì per questo motivo, non la domenica. Non ce l’ho fatta a spiegargli che no, Pasqua è la domenica. Se ne è andato convinto che be’, forse in italia la Pasqua è di domenica, in Rep. Ceca la Pasqua è di lunedì.

Ecco, siamo livelli di ateismo di questo tipo.

Ciò non significa che non ci siano i cattolici. Ci sono, sono organizzati e fanno tutte le loro cose tra di loro come una piccola organizzazione qualsiasi. Ma dire che la Rep. Ceca è uno Stato con forte identità cattolica è una puttanata grande come una casa.

A meno che per forte identità cattolica non si intenda che Natale è festa, o cose così.

E nemmeno si può dire che i cattolici siano una lobby potente. È vero che se guardiamo bene nelle posizioni politiche di potere piuttosto che nelle università troviamo più cattolici di quanti ce ne siano nella società civile.
Ma questo deriva principalmente dal fatto che i cattolici ricevono molte più pressioni per studiare dai gruppi che frequentano.
Eppure anche quando arrivano in posizioni di potere il loro essere credenti è tutto sommato ininfluente, tanto che delle volte non te ne accorgi nemmeno che siano tali fuori dalle tematiche che coinvolgono la fede o la Chiesa.

Ora capite perché definire la Rep. Ceca come un paese a forte identità cattolica è ridicolo.

Continua l’accozzaglia di parole del corriere

Stesso argomento del presidente ceco Milos Zeman che attacca «il politicamente corretto della Ue»: l’esplicito rifiuto di ogni discriminazione.

Forse chi ha scritto quest’accozzaglia di parole poteva spendere 30 secondi per scoprire che Zeman non ha nulla a che vedere con il cattolicesimo (forse l’unica cosa che l’accomuna alla religione cattolica è il vino, ma probabilmente non si accontenterebbe della piccola razione che sta in un calice).
Zeman si definisce come ateo tollerante. Già, perché mi ero scordato di dire che in Rep. Ceca gli atei si dividono in tolleranti e intolleranti, coi primi a significare che “sopportano” l’idea che possano esistere dei credenti, gli altri che invece li combattono. Giusto per farvi capire quanto sia grossa la vaccata di includere la Rep. Ceca in un paese a forte identità cattolica.

Zeman si definisce come ateo tollerante anche se non mostra alcuna simpatia per il mondo cattolico.
Zeman non rifiuta i musulmani perché di stampo cattolico. Per Dio, non ha nulla di cattolico quell’uomo!
Zeman si oppone gli immigrati musulmani perché odia i musulmani di per sé. Tra le tante cazzate che dice e fa per una volta ne azzecca una.
E vista la sua indole a non mordersi la lingua non ha alcun problema a dire pubblicamente quello che pensa senza pensare al politicamente corretto.

Piuttosto di inventarsi puttanate su un paese super-ateo definito come con forte identità cattolica, la scrittrice di questa accozzaglia di parole si domandi perché alcuni paesi non vogliono i musulmani.
Forse perché il problema sono loro e la loro non voglia di integrarsi?

Perché, cara la mia, io vivo da anni in un paese super ateo come la Rep. Ceca e mi sono fatto due anni in un paese scintoista-buddista come il Giappone dove i cristiani solo un ordine di grandezza di meno anche rispetto alla Rep. Ceca. Se qui qualche battezzato ogni tanto lo trovi, in Giappone no. Mai.
(In due anni solo una giapponese cristiana ho incontrato fuori dalle chiese).

Eppure il mio essere cristiano non ha mai creato problemi. Non ho rotto il cazzo perché il cibo della mensa non andava bene per quello che diceva il mio amico invisibile, non ho protestato per avere il giorno libero nelle festività cristiane di precetto che lì non sanno manco cosa sono, non ho rifiutato di partecipare alle feste di dipartimento perché “io non partecipo a una festa con dei peccatori che bevono alcool”, non ho chiesto che venissero installati spogliatoi diversi per cristiani…

Io, straniero che vive da dieci anni in paesi in cui la propria fede è minoranza (o estrema minoranza) non ho mai rotto il cazzo per il fatto di essere cristiano. Il mio essere cristiano non è mai stato un problema per nessuno.
Quando i musulmani faranno lo stesso allora ne riparliamo.

5 Comments

Due obiettivi

August 22nd, 2015 by mattia | 6 Comments | Filed in riflessioni

Quando ho iniziato la mia carriera di ricercatore mi sono posto due obiettivi precisi.

Il primo era partecipare a una conferenza alle Hawaii.
E questo l’ho fatto lo scorso novembre.

Il secondo era trovarmi in un campo sperduto a fare esperimenti scientifici di notte.
Una di quelle situazione in cui cammini per la campagna con strumenti scientifici, cavi, batterie e calcolatore nello zaino, arrivi al punto giusto e installi tutto alla luce di una torcia elettrica e ti metti a fare i tuoi esperimenti circondato solo dal buio e dal rumore delle cicale.
Magari sperando che nessuno venga a domandarti cosa stai facendo, che spiegarlo sarebbe estremamente complicato.

Ecco, questo mi è successo questa sera.

L’unica differenze è che oltre alle cicale c’erano i cerbiatti e il rumore delle cicale era accompagnato dai canti alcolici provenienti da una osteria lontana centinaia di metri (ma quanto forte cantavano?)

6 Comments