Manco copiare

January 16th, 2018 by mattia | 4 Comments | Filed in ignoranza, perle giornalistiche



Qualcuno spieghi ai copiaincollatori de Il Post che la canzone è "Oh Happy Day", non "Oh Happy Days".

Happy Days era il telefilm di Fonzie, la canzone è invece al singolare "Day", non "Days".
Basterebbe guardare il video che hanno essi stessi incluso nella pagina. Oppure ascoltare il testo
Oh happy day (oh happy day)
Oh happy day (oh happy day)
When Jesus washed (when Jesus washed)
When Jesus washed (when Jesus washed)
When Jesus washed (when Jesus washed)
He washed my sins away (oh happy day)

Questo "Happy day" è quando Gesù ha lavato via i miei peccati. Ossia la Pasqua.
Si riferisce alla Pasqua che è un giorno solo, non più giorni.

Oppure bastava copiare da uichipidia. È forse troppo chiedere di saper copiare a uno che di professione fa il copiancollatore?

Piesse: tutto sistemato per il notaio.
Poi però mi spiegherete come fate voi a conosce tutti questi notai.

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Drahors

January 15th, 2018 by mattia | 6 Comments | Filed in repubblica ceca



Drahoš, senza r.

Complimenti all'ANSA, manco sa copiare.

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La macroregione del Nord

January 14th, 2018 by mattia | 2 Comments | Filed in Uncategorized

Ad ogni modo, sono quattro o cinque giorni che sento discutere di maroni che non si ricandida in Lombardia, che si ritira a vita privata, e poi invece no, che si ritira perché vuole fare il presidente del consiglio, e poi lui che nega e...

In tutto questo nemmeno un giornalista gli chiede: ok, ma la macroregione del Nord?
Perché lui cinque anni fa è stato eletto presidente lombardo con questo slogan della macroregione del Nord. Appunto, è stato eletto e poi? Che fine ha fatto questa macroregione?
Oh, non ditemi che non si poteva più fare perché il Piemonte è passato dall'altra parte, la facevi ugualmente in versione lombardo-veneto.

No, il problema è che era solo uno slogan buttato lì con niente dietro. Passate le elezioni, ripreso il comando della struttura regionale lo slogan è finito in soffitta.
Non so voi, ma a un presidente uscente io non chiederei che cosa farà in futuro se non si ricandida. Come prima cosa andrei a prendere le promesse che fece per essere eletto e gli chiederei conto di quelle.

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Facepalm londinese

January 14th, 2018 by mattia | 9 Comments | Filed in Uncategorized

Ieri mattina al consolato di Londra ho incontrato una rappresentante di potere al popolo. Se non sapete cos'è non fa niente, anzi, forse è meglio.
Niente, volevo solo dire che ho assistito a una scena che mi ha fatto rivalutare, di tanto, i miei studenti che tanto critico. Paragonati a lei sono dei futuri premi nobel.

Vabbe', non posso raccontarvi di più adesso. Ma prima o poi ve lo racconterò.

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Ce ne libereremo?

January 14th, 2018 by mattia | No Comments | Filed in praga, repubblica ceca

Tra due settimane potremmo davvero liberarci di zeman.
Ieri, al primo turno, gli è andata male. Ha preso solo il 38,5 % dei voti, mentre nei sondaggi era dato sopra il 45%.
Purtroppo non ha brillato il suo principale contendente, Drahos, che si è fermato al 26,6 %, ma questo è dovuto principalmente al fatto che altri tre candidati anti zeman hanno preso tra il 10 e l'8% ciascuno. Tutti hanno già deciso di appoggiare Drahos al secondo turno. A questo punto siamo a 2 milioni di voti di zeman contro 2,6 milioni di voti degli altri. I numeri ci sono: basta andare a votare tra due settimane, questo il ritornello, per far fuori zeman.
A questo punto la domanda è solo questa: torneranno tutti a votare al secondo turno?

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La formuletta

January 12th, 2018 by mattia | 11 Comments | Filed in Uncategorized



Non so da che libro sia presa questa immagine (mi è stata inviata via internet). Non so chi sia l'autore e m'interessa poco. Ciò che m'interessa è che dà lo spunto per alcune interessanti riflessioni.

 

Magari avete sentito dire che la fisica che si insegna a scuola non è fisica ma matematica. Questo esercizio è un ottimo esempio di questo concetto. Cosa deve fare uno studente? Prendere una formula banale e inserire qualche numero. Poi fa i calcoli e ottiene il risultato. Cosa dimostra? Di saper sostituire dei numeri a delle formule e di saper fare i calcoli. Dimostra di saper calcolare una circonferenza e raggio r e una circonferenza di raggio r +∆r.  È matematica, appunto.

La fisica è qualcosa di diverso. Studiare fisica significa dare un'interpretazione a dei fenomeni. Un'interpretazione che delle volte non è scontata. Vogliamo parlare della Terra che gira? Bene, ricordate quell'imam secondo cui la Terra era ferma? Diceva che era ferma perché altrimenti per andare da una città all'altra in aereo sarebbe bastato sollevarsi in volo e aspettare che la Terra girasse sotto l'aereo. Tutti a ridere, ma poi quando gli chiedevi perché era una sciocchezza pochissimi sapevano rispondere.
Ecco, io agli studenti chiederei quello: come mai non basta alzarsi in volo e lasciare la Terra ruotare per andare da Nuova York a Los Angeles?
Qui non devi applicare la formuletta, devi ragionare. Devi capire quali fenomeni sono in ballo. Devi usare la fisica per interpretare un fenomeno e capire perché un'affermazione all'apparenza ragionevole invece è una sciocchezza.

Agli studenti dobbiamo insegnare questo: non prendere una formuletta dalla faretra delle formule, sostituire i numeri e fare i calcoli. Perché quello è ciò che sa fare anche una scimmia ammaestrata.
Dobbiamo insegnare a osservare un fenomeno e a usare la fisica per capirlo, interpretarlo, fare previsioni.

Anche perché il primo metodo, quello che si basa sul "prendi la formula giusta e inserisci i numeri", produce dei mostri. Io vedo studenti arrivare all'università e scrivere formule corrette ma usate nel contesto sbagliato. Ci sono studenti - giuro - che davanti a un circuito elettrico scrivono I=V/R dove però V è una tensione a caso del circuito, non necessariamente quella su R. Loro hanno imparato la formuletta e la applicano alla cieca. Vedono V da qualche parte nel circuito, si ricordano che I=V/R e usano quella V. Quando gli dici che è sbagliato, che non è la tensione giusta loro ti dicono "ma no! I=V/R è giusta, l'ho studiata così io!", e tu devi fargli capire che non puoi mettere una tensione a caso del circuito solo perché si chiama V.
Ok, vi ho fatto un esempio estremo. Stiamo parlando di gente che probabilmente non dovrebbe nemmeno avere un diploma di maturità, figuratevi frequentare una facoltà universitaria.
Ma è la spia di un problema serio. Questi studenti sono il frutto di anni di insegnamento in cui sono addestrati a prendere la formuletta e a sostituire i numeri anziché a pensare, a riflettere, a interpretare.

 

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Non se la sente

January 11th, 2018 by mattia | 28 Comments | Filed in w la fisica

Tra le varie scartoffie da preparare per candidarsi c'è anche una dichiarazione di trasparenza da depositare al Ministero dell'Interno contestualmente al simbolo.
La dichiarazione devo firmarla e farmela autenticare da un notaio. Un pubblico ufficiale normale non va bene, serve un notaio. E già qui... ma ok, non è l'unico caso in cui la legge impone di usare il notaio per fare esattamente la stessa cosa che può fare qualsiasi pubblico ufficiale (identificare una persona e verificare che sia proprio lei a firmare).

Contatto un notaio a Roma, mando il documento e il giorno dopo la segretaria mi risponde che il notaio "non se la sente di assumersi l'inarico" perché è una "cosa delicata".
Cioè, prendere il mio passaporto, verificare che sono io (ok, nella foto del passaporto sono brutto ma si vede che sono io), prendere lo statuto dell'associazione e vedere che ho copiaincollato gli incarichi del consiglio direttivo e del presidente... è una cosa delicata.
M'immagino quando dovrà costituire una società o scrivere un testamento.

Adesso sto cercando un altro notaio, ma v'immaginate se tutti mi dicessero che "non se la sentono"? Che faccio, non posso depositare il simbolo?
Movimento non può presentarsi alle elezioni perché non c'è notaio che autentica una firma. Se il mondo avesse un po' di logica una roba del genere sarebbe anche vagamente illegale. Ma non ho tempo per indagare.
Ci sarà poi un tempo per tutto.

Stavo per finire il post dicendo "questa è l'italia", ma forse lo sapere già.

Aggiornamento:
Chiamo un altro notaio e la segretaria mi chiede: "ma lei conosce il notaio?"
Io: no.
Lei: eh, ma bisogna conosce il notaio, oppure essere presentati.

Più o meno come a una bisca clandestina, ché in un bordello di periferia si entra con più facilità.
Così, faccio solo notare a queste persone che sulla porta del loro ufficio c'è l'emblema della Repubblica: lavorano per conto dello Stato non per i loro amici.

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Errore nelle istruzioni del Ministero per le candidature

January 10th, 2018 by mattia | 3 Comments | Filed in Uncategorized

E poi arriva quel momento in cui scopri un errore nelle istruzioni che il Ministero dell'Interno pubblica sul sito per la presentazione delle candidature.

Chiami al telefono il Ministero, parli con un dirigente e ti dice che in effetti hai ragione.
E vabbe', i moduli sono solo una traccia, posso modificarli a piacere, mi hanno risposto.
Quando mi contesteranno qualcosa risponderò così, che le loro istruzioni sono solo una traccia.

Io voglio essere santificato in vita.
Lo pretendo.

 

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