Il nido monolocale

May 30th, 2015 by mattia | 1 Comment | Filed in cantina, repubblica ceca

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Qualche tempo fa avevo notato che su una trave della mia cantina era comparso un nido.
Mica ero sicuro che fosse lì da prima, anzi a occhio mi sembrava di no.
Poi ho visto l’uccello mentre portava le ultime pagliuzze per costruirlo e ho avuto la conferma: era un nido fresco.

All’inizio l’uccello aveva un po’ di diffidenza nei miei confronti. Appena mi vedeva scappava via. E che cazzo, sei a casa mia, abbi almeno un po’ di buona creanza.
Poi si è abituato, o forse banalmente ha deposto le uova e doveva per forza rimanere a covarle.

E finalmente ora le uova si sono schiuse e sono apparse tre teste spelacchiate col becco più grande di loro. Come facciano a stare tutti in un nido così piccolo non lo so, che a malapena sembra starci la mamma (con la coda che rimane fuori). Altro che bamboccioni, questi qui una volta che hanno imparato a volare secondo me li sbatte fuori di casa, o meglio dal nido, per mancanza di spazio.

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Figura di merda

May 30th, 2015 by mattia | No Comments | Filed in ignoranza

Fosse sucesso a renzi o berlusconi si sarebbero scatenate le risate.
Succede a mattarella e guai ad aprire bocca, ché il presidente della repubblica è incriticabile. Anche quando fa una figura di merda.

Perché la scenetta con Elisabetta Windsor questo è stata: una figura di merda.

Un signore spaesato che risponde a monosillabi quando fortunatamente la risposta è no, ma che non è capace di dire in inglese che è presidente da quattro mesi.
Non gli sta chiedendo di illustrarle gli effetti della deflazione sull’economia italiana, santiddio.

Scena patetica dell’interprete che accorre in suo soccorso e poi viene tirata fuori dall’inquadratura per non farlo sfigurare.

Che pena.
Il presidente della repubblica, il presidente del consiglio, il ministro della difesa e quello degli esteri devono saper parlare inglese. Perché si dà per scontato che se un rappresentante di un altro stato chiama nel cuore della notte, magari per avvisare che vogliono farci la guerra, questi devono essere in grado di rispondere al telefono all’instante, senza chiamare un interprete.

E no, non venite qua a tirare fuori discorsi pelosi del tipo “eh, ma allora la regina elisabetta quando viene in italia dovrebbe parlare in italiano?“.

A parte al fatto che sì, ci sono anche capi di stato stranieri che parlano italiano (ho sentito Klaus parlare italiano molto bene).
Ma al di là di questo, l’ignoranza propria non si giustifica mai con l’ignoranza altrui.

Quando l’italiano sarà la lingua globale parlata da mezzo mondo allora potrai pretendere che il sindaco della Gran Bretagna parli italiano, ma visto che in sorte ci è capitato l’inglese come lingua internazionale (e ci è andata relativamente di culo) un presidente della repubblica deve parlare inglese.

Non lo parli? Non fai il presidente. Semplice.

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La sverginatura della botte.

May 29th, 2015 by mattia | 4 Comments | Filed in cantina, repubblica ceca

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Qualche settimana fa muovendo le botti ho scoperto che una non era vuota come tutte le altre.
Ohibò, mi sono detto, ma allora mi hanno lasciato (per sbaglio, s’intende) del vino!

L’ho lasciata lì a riposare, ché muovendola avevo sicuramente mosso un po’ i residui. Così ho dato tempo per farli depositare e oggi ho travasato il vino nelle damigiane.
Al primo assaggio sembra bevibile. Gran parte del vino (a occhio 225 l in totale) è uscito pulito e cristallino (era bello anche da vedere!).

Ho riempito due damigiane grandi più una piccola.
Poi un’ultimo piccolo contenitore l’ho riempito con del vino che sembra limaccioso. Vediamo se riposando ricade tutto e riesco a salvarlo.

Non vi dico la soddisfazione di aprire una botte per la prima volta. Quasi una sverginata.

Tra l’altro all’inizio nemmeno avevo capito come aprirla la botte e provavo pateticamente “a mano”.  Fino a quando ho trovato una sorta di strumento per agguantare il tappo ed estrarlo.

Ah, poi per tirarlo fuori ho usato un banalissimo tubo di PVC.
No, perché un po’ ovunque leggevo che in cantina servono pompe per fare i travasi.
Io mi sono limitato a comprare un tubo di PVC da due corone e ho messo la damigiana ricevente sotto il livello della botte. Una volta succhiato il vino con la bocca poi il flusso continua da solo, basta che l’uscita stia sotto il pescaggio.
Fisica rulez.

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Che fare se l’interruttore principale non sta su

May 29th, 2015 by mattia | No Comments | Filed in cantina, repubblica ceca

fusibili

Oggi  ho tirato giù la corrente un attimo per fare dei lavori in sicurezza.
Quando però vado a ritirarla su scopro che l’interruttore principale non sta su.
Niente, io lo tiro su e questo torna giù.

Ci sarà mica un corto da qualche parte? Sconnetto tutto ma niente, l’interruttore non sta su: se è un corto  dev’essere il Padreterno che lo fa.

Non avevo mai visto quel tipo di interruttori, non sapevo bene come funzionavano. A un certo punto inizio a pensare che magari stia su con un’autoritenuta.
Siccome avevo toccato i fusibili mi viene l’atroce sospetto che qualche fusibile sia andato al creatore.
Prendo il multimetro e controllo i fusibili. Tutti a posto.
Dite allora che è partita la corrente a tutto il circondario e senza quella non fa l’autoritenuta?
Purtroppo non c’è alcun vicino nel raggio di 1 km a cui chiedere se lui ha l’elettricità.

Stavo pensando pure di chiamare un elettricista, ma anche lui cosa avrebbe potuto fare?
Faccio una ricerca veloce su internet (su cell che ancora aveva un zic di batteria) e scopro una soluzione geniale.

*** Se l’interruttore non sta su bisogna premerlo prima verso il basso in maniera decisa e poi ritirarlo su. ***
Premendolo verso il basso si “sblocca” e si può riarmare di nuovo.

L’ho fatto e magicamente è rimasto su.
Nessuna autoritenuta come avevo ingenuamente pensato (quando non sai più cosa c’è che non va pensi a qualsiasi cosa).

Lo scrivo qua, sfidando la vergogna perché così quando qualcun altro si trova in una situazione del genere con un vecchio interruttore di quel tipo sa cosa fare.

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Pillole di ceco #13

May 29th, 2015 by mattia | 1 Comment | Filed in pillole di ceco

Una parola brevissima: prý.
Solo tre lettere che si traducono con “si vocifera che…

Ad esempio “prý to je lehká holka” in italiano si traduce con “si vocifera che sia una ragazza dai facili costumi“.

Quando ho scoperto questa parola mi è partito un orgasmo linguistico. Una parola così corta che condensa tutto questo concetto così articolato di malelingue che vanno in giro a raccontare delle cose sul conto di qualcun altro.

Non è semplicemente fantastico?

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Very krasný

May 28th, 2015 by mattia | 4 Comments | Filed in repubblica ceca

Voi che avete storto in naso quando è uscito very bello.
Sì, dico a voi, guardate che tamarrata sono riusciti a produrre per promuovere il turismo nel Sud Moravia.

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Pillole di ceco #12

May 28th, 2015 by mattia | 12 Comments | Filed in pillole di ceco, repubblica ceca

Avete presente i falsi amici? No, non quelli che sparlano di voi alle vostre spalle. Parlo dei falsi amici linguistici; quelle parole cioè che sembrano simili ma che significano tutt’altro.

Pure il ceco ha molti falsi amici con l’italiano, anche se spesso non sono molto conosciuti. Qui proviamo a farne una lista.

Con una precisazione: ci riferiamo ai falsi amici “parlati”. Alcune parole ceche infatti assomigliano a quelle italiane solo sulla carta. Prendete la parola “cena“: in italiano è il pasto della sera mentre in ceco significa “prezzo“. Una confusione del genere però non la farete mai, questo perché in ceco “cena” si pronuncia all’incirca “tsena“. Per confondere queste due parole dovreste essere al livello in cui nemmeno lo sapete leggere il ceco.

I due falsi amici ceco-italiani più famosi sono “kurva” e “panna“. Talmente famosi che una volta mentre tornavo a Praga con l’autobus ho dovuto assistere a una scena patetica in cui un’italiana si dava delle arie istruendo i compagni di viaggio sul fatto che “oh, mi raccomando: kurva significa puttana e panna significa vergine“. Informazione di viaggio indispensabile, evidentemente.

Ma i falsi amici ceco-italiani sono molti. Alcuni con pronuncia solo leggermente diversa. Come “nuda” che in ceco non è una ragazza svestita ma significa “noia“.

Se state comprando casa tenete presente che “hypoteka” non è l’ipoteca ma è il “mutuo“.

Se invece siete studenti non fate confusione con la parola “stipendium“: non è lo stipendio ma è la “borsa di studio“. E quando arriverete in facoltà non fate confusione con “katedra” che non significa “cattedra” bensì “dipartimento“.

Se invece sentite la parola “končime” non stanno parlando di fertilizzanti per il terreno: “končime” significa “terminiamo”. D’altra parte quando un ceco dice “letame” non intende la cacca delle mucche: “letame” in ceco significa “voliamo”.

Rimanendo in ambito agricolo se dicono “vite” non si riferiscono alle piante che cresono in un vigneto, poiché “vite” significa “sapete” (spesso si usa come intercalare, quando si dà del voi: “sapete….”).

Ma forse il primo falso amico ceco-italiano che si incontra è “pane”. Se un ceco vi chiama dicendo “pane!” non è un povero affamato che vi sta chiedendo un misero tozzo di pan secco. “Pane” è il vocativo di “pan” che significa “signore”. Quando perciò vi dicono “pane” vi stanno chiamando “signore”. E in Rep. Ceca questo è molto comune: sono tutti molto formali e se non conoscono I vostri titoli vi chiameranno sempre “signore”, “pane” appunto.

Uno dei falsi amici più conosciuti (almeno dai cechi) è “kozy“, che si pronuncia all’incirca come “così“, e significa “capre” oppure “tette”. Un falso amico reso famoso dal film “Slunce, seno a erotika” in cui c’è una simpatica gag con alcuni cechi in un mercato italiano basata appunto sul soppio amico kozy-così. Curiosamente il titolo del film stesso contiene un altro falso amico: in ceco infatto “seno” significa “fieno”.

Se in un negozio sentite parlare di “regaly” non si riferiscono ai doni, “regaly” significa infatti “scaffali”.

Ma se quel negozio è una vineria sentirete pronunciare spesso la parola “sud”, che non si riferisce al meridione ma che significa “botte“.

La Rep. Ceca è un posto molto sicuro, ma se mai vi capitasse di fare a botte ricordatevi che “rana” in ceco non è un animale ma significa “botta, colpo“.

Per restare in tema di animali la “lupa” in ceco non è il simbolo di Roma ma la lente di ingrandimento (mi dicono che sia lo stesso in spagnolo). Mentre “lupy” non sono né degli animali né un ex-ministro simpatico come un grappolo di emorroidi: “lupy” è la forfora.

Se andrete a un concerto in Rep. Ceca sentirete sicuramente il termine “kapela“: non è la cappella dove si prega, non è un termine anatomico né si riferisce al canto “a cappella“. In ceco “Kapela” significa banalmente “complesso/gruppo musicale”.

Per gli amici appassionati del movimento terra “kava” non è un luogo dove si estraggono materiali dal terreno facendo buchi enormi: “kava” è il caffè.

Quasi mi stavo dimenticando il falso amico più impostante. In ceco “sì” si dice “ANO“.
E vi hanno fatto pure un partito con quel nome: il partito ANO.
Ma state attenti, perché spesso lo abbreviano nel linguaggio parlato dicendo “‘no“, così da rendere la Rep. Ceca l’unico paese al mondo dove no significa .

 

(elenco in costante aggiornamento)

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In garanzia

May 28th, 2015 by mattia | 8 Comments | Filed in Uncategorized

Sicché, poi il telefono l’ho portato in assistenza. Ché per scrupolo ho guardato la batteria e… come dire… era così gonfia che sembrava sul punto di esplodere.
Tempo cinque giorni e me l’hanno restituito con la batteria nuova in garanzia.

Tra l’altro avevo (ovviamente) perso lo scontrino, tuttavia l’avevo comprato in un negozio dove le cose le ordini su internet e poi vai a ritirarle, quindi è bastato dare il numero di ordine (recuperato dall’email di conferma dell’epoca) e mi hanno tenuto buono quello.

L’unico problema è che hanno resettato il telefono. Tutto cancellato (per fortuna gran parte dei dati era sulla SD che ovviamente non ho lasciato nel telefono).
Oh, magari ha anche un suo senso, perché così se il problema hardue della batteria che stava per esplodere era causato da una anomalia softue va a posto anche quello. Magari loro non pensano nemmeno una cosa del genere: resettano sempre tutto e amen.
Così ora mi tocca reistallare tutte le app e riconfigurare tutto.
Ciao.

Ah, nel frattempo un caro saluto a quel coglione della samsung che ha deciso che la configurazione predefinita del telefono, quella che ti trovi dopo un resettagio come questo, abbia la connessione dati su rete cellulare attivata.

Così non fai tempo ad accendere il telefono e ti si collega alla rete dati coi costi conseguenti.
Gli infilerei una bottiglia vecchia romagna su per il culo giusto per dargli la giusta ricompensa.

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