Brain drinking

October 24th, 2014 by mattia | 3 Comments | Filed in ignoranza

Scusate, un attimo solo. Poi vi lascio parlare di Razzi, Alfano e i civatiani.

Volevo solo capire, ma al Ministero dell’Economia e delle Finanze si sono bevuti il cervello?

Ricevono una lettera dal vice presidente della commissione U.E. con scritto “STRICTLY CONFIDENTIAL e questi la pubblicato sul sito del ministero? 

Analizziamo i vari motivi che possono aver portato a fare una cazzata del genere:

1) Non hanno notato/capito la scritta “strictly confidential”.
Ipotesi di buonafede ma che rivelerebbe un livello di incompetenza impressionante.
Improbabile (si spera).

2) Hanno letto e capito che era confidenziale ma l’hanno pubblicata ugualmente perché pensavano che “confidenziale” significa che se sta bene a loro che l’hanno ricevuta possono pubblicarla anche senza il consenso di chi l’ha mandata.

3) Sapevano che non potevano pubblicarla ma hanno deciso di farlo deliberatamente per creare attrito con commissione U.E. per qualche gioco strategico che ignoro.
Ipotesi che prevede malafede, ma almeno non necessita di incompetenza imbarazzante.

Sinceramente non so quale sia l’ipotesi più probabile. Io spero sia la terza, almeno significherebbe che al MEF non ci sono incompetenti a piede libero.

Sia quel che sia, io vi invito a mettervi nei panni della Commissione U.E.
Voi mandate una comunicazione confidenziale al governo italiano e questo pubblica tutto sul sito senza dirvi niente, commettendo così una scorrettezza. Come diavolo fai a fidarti di gente così?
Come fai a fidarti di gente che non rispetta non dico i parametri economici, ma nemmeno le banali regole di correttezza civile?
È ovvio che se tu scrivi una lettera con scritto “confidenziale” e chi la riceve la pubblica poi tu non ti fidi più di certa gente. E fai bene.

Ancora prima di avere un presidente del consiglio che sappia parlare inglese. Ancora prima di dimostrare capacità organizzative. Ancora prima di riuscire a mettere in piedi un grande evento senza ritardi e gente arrestata.
Qui siamo proprio alle basi. L’italia deve ancora dimostrare di essere un paese di cui puoi fidarti per cose minime.
Deve ancora dimostrare di non essere un paese di pulcinella.

 

 

Bocciatura deterministica

October 24th, 2014 by mattia | 4 Comments | Filed in repubblica ceca, riflessioni

Questo semestre insegno, tra l’altro, un corso un po’ particolare. È un corso di robot, ma non pensate a chissà cosa. Infatti è un corso per gli allievi del primo anno che sono appena arrivati all’università.

Diamo loro dei robot della Lego che devono costruire e programmare in modo che eseguano dei compiti specifici.
Nella prima parte del corso per esempio il robot deve seguire una linea disegnata per terra. Quindi c’è una tavola bianca con una linea nera e il robot deve andare dall’inizio alla fine della linea. Misuriamo il tempo che ci mette e poi mettiamo insieme i risultati di tutti i gruppi facendo una statistica: il primo ventile prende una A, il secondo ventile una B e così via.
Nella seconda parte del corso c’è un altro compito, tipo uscire da un labirinto, cose così… e il meccanismo con cui diamo i voti è lo stesso.
Poi i migliori gruppi partecipano a una gara di tutta l’università dove gli studenti possono vincere premi tipo telefoni intelligenti, tavolette, barili di birra (perché qui siamo in Rep. Ceca e non ci sono né musulmani né moige a rompere il cazzo se il premio è alcolico).

Lo scopo del corso è far sbattere il muso agli studenti su un problema reale per far capire loro che se vogliono programmare un robot, per esempio, non basta smanettare con un linguaggio di programmazione ma bisogna essere in grado di capire un minimo della teoria dei controlli automatici (e di matematica che sta alla sua base). Così poi nei semestri successivi potranno studiare la teoria sapendo che è utile, perché senza di essa il tuo robot non lo fai funzionare.

Settimana prossima c’è il controllo finale sul primo compito, con la misura del tempo e la compilazione della statistica globale.
E gli studenti stanno andando in panico totale.

C’è chi ha già il robot pronto, mentre alcuni stanno ancora cercando di calibrare il P.I.D. in modo che sia stabile. Altri ancora sono in alto mare.
Abbiamo uno spazio dove gli studenti possono provare il loro robot con una linea da seguire che è liberamente accessibile ad ogni ora (visto che sta in un’area comune). In questi giorni questa postazione di prova è costantemente occupata ad ogni ora. Studenti che lottano per avere uno spazio per provare il loro robot.
L’altro giorno una studentessa coreana mi ha chiesto se poteva venire a lavorare al suo robot anche nel fine settimana.

Allora le ho spiegato che sì, poteva venire anche sabato e domenica, basta avere la carta dello studente con la RFID e può entrare quando vuole, solo che alle 18 il fine settimana si chiude.
Dopo averle spiegato tutto questo mi sono messo a riflettere.
Da dove arrivava tutta questa motivazione? Non ho mai visto studenti così in panico per un test.

La risposta è semplice: non c’è spazio per sbagliare. O il robot funziona o non funziona.
La settimana prossima hanno due tentativi e non c’è margine di interpretazione. Persino il tempo è misurato automaticamente da un sistema con fotocellule. Loro mettono in robot alla partenza e lo avviano; l’unica cosa che io farò sarà annotare il tempo che segna il displei e inserirlo in un foglio di calcolo.

Se il robot fallisce sei bocciato, e non puoi dire “via, mi faccia un’altra domanda” oppure “eh, ma il procedimento era corretto“.
Io come insegnante non ho spazio per alcuna valutazione soggettiva.
Gli studenti lo sanno. Sanno che dipende solo da loro se passeranno il corso, non ci sono scappatoie. È deterministico: o il robot va oppure sei bocciato.
E sulla base di questo determinismo stanno dando tutto il possibile per far funzionare il loro robot. Perché se arrivano a settimana prossima che ancora non va sanno già che deterministicamente falliscono il corso.

Allora pensavo: come usare lo stesso principio per gli altri corsi?
Perché in effetti il principio è lo stesso con qualsiasi altro corso. Se non studi vieni bocciato. Dipende solo da te se passi il corso o meno. Eppure ci sono studenti che non studiano e si presentano ugualmente all’esame con serenità.
Quella serenità che invece manca agli studenti del corso di robot e che li spinge a lavorare come matti in questi ultimi giorni.

Dobbiamo trovare un metodo per instillare negli studenti la stessa certezza che saranno bocciati se non studiano.
Oh, io lo dico sempre che non faccio sconti, delle volte mostro anche le statistiche dei bocciati. Eppure per alcuni studenti questo non basta. Manca quella componente deterministica che li rende sicuri della bocciatura, anche se glielo dici.

Ecco, io non so come instillare loro questo meccanismo che funziona benissimo con il corso di robot.
Suggerimenti?

 

Intersezione nulla

October 22nd, 2014 by mattia | 14 Comments | Filed in ignoranza, politica

Scalfarotto sostiene che l’unico fatto che può contraddistinguere il rapporto matrimoniale è il sentimento, l’amore solo l’amore. Ma se utilizziamo solo il sentimento per definire il matrimonio noi potremmo arrivare al paradosso di dire che il matrimonio è un’unione tra 5 donne o tra due uomini e tre donne, o al limite tra un uomo e un cane.

Punto sul vivo il deputato ha reagito con veemenza: «Il mio compagno non è il mio cane [...]

via corriere.it

Ciao Scalfarotto. Hai cinque minuti di tempo? Massimo dieci, non te ne rubo di più.
Oggi torniamo a scuola. L’hai fatta, vero? Dicono che sei persino laureato quindi dalle elementari ci sei passato per forza. Lo so, è stato tempo fa, ma ti ricordi di quando il maestro ti faceva fare gli insiemi? Eulero Venn… ti dicono qualcosa questi due nomi? Ma sì, dai… ti ricordi di quando ti facevano fare i cerchi degli insiemi, con i cerchi al loro interno che si chiamavano sottoinsiemi, e che poi si incrociavano facendo l’intersezione…

Ecco, oggi facciamo proprio quei grafici, con i cerchi degli insiemi. Così ti spiego quello che l’avv. Amato ti voleva dire che non hai capito (o non hai voluto capire). Hai presente quanto dicono: “ti devo fare un disegnino?“. Proprio quello.

Innanzitutto prendiamo un grande insieme che contiene tutti i sentimenti e lo chiamiamo insieme S:

sentimenti

Nell’insieme S ci stanno tutti i sentimenti.
All’interno di esso possiamo però creare dei sottoinsiemi che raggruppano i vari elementi dell’insieme S per tipologia:

sottoinsiemi

Quindi avremo:
– il sottoinsieme U degli elementi ui che rappresentano i vari amori tra uomo e donna;
– il sottoinsieme K degli amori ki tra due uomini;
– il sottoinsieme F degli elementi fi  tra padre e figlio;
– il sottoinsieme Q degli elementi qi  tra 3 uomini e 3 donne…

e così via  (per semplicità nel grafico ho disegnato un solo elemento per ogni sottoinsieme e solo alcuni degli sterminati sottoinsiemi).

Sono tutti sentimenti, no? Allora tutti appartengono all’insieme dei sentimenti S.

La rappresentazione dei sottoinsiemi è semplificata. Ad esempio ho creato un sottoinsieme F dell’amore tra padre e figlio all’interno del sottoinsieme K dell’amore tra due uomini, poiché padre e figlio sono necessariamente due uomini.
Quindi

fi ∈ F ma anche fi ∈ K

di sicuro però fi ∉ R, ad esempio.

Di sicuro potrebbero esserci intersezioni non segnate nel grafico, ad esempio, elementi di X possono essere in una intersezione con K, poiché due uomini possono anche essere due vicini di casa. In generale quindi possiamo scrivere:

X ∩ K ≠ Ø

Per semplicità grafica queste intersezioni tra sottoinsiemi non sono segnalate nell’immagine.

Ora, quello che diceva l’avv. Amato era questo:

se il criterio per sposarsi è l’esistenza di un sentimento allora possono sposarsi un uomo e una donna così come due uomini, un uomo e un cane o tre uomini e tre donne poiché tutti questi amori rientrano nel sottoinsieme dei sentimenti.

Ossia,

ci si può sposare se c’è qualcosa ∈ S.

Se riguardi l’immagine ti accorgi che gli elementi

ui ∈ S
qi ∈ S
ci ∈ S
ki ∈ S

Quindi seguendo la tua logica tutti questi elementi giustificano un matrimonio, perché l’unica condizione è stare dentro l’insieme S.

Tutto qui. Niente di più, niente di meno.
L’avv. Amato ha detto: per sposarsi serve un sentimento? Bene, K ∈ S e  C ∈ S.

Quello che invece hai capito tu è questo:

sottoinsiemi 3

 

ossia:

K ∩ C = K.

Ma questo te lo sei inventato tu di sana pianta.
Dire che  K ∈ S e  C ∈ S non significa che K ∈ C.

Infatti posso avere che:

K ∩ C = Ø … ossia sono sottoinsiemi disgiunti
K ∩ C = C … ossia C è incluso in K
K ∩ C = K … ossia K è incluso in C
K ∩ C = M, con M ≠ C e M ≠ K … ossia i due sottoinsiemi hanno una intersezione parziale

e tutte questi casi possono verificarsi rispettando le condizioni  K ∈ S e  C ∈ S.

Scalfarotto invece ha dedotto che

se K ∈ S e  C ∈ S ⇒ K ∩ C = K

Ma questo non è necessariamente vero perché posso avere K ∈ S e  C ∈ S  e contemporaneamente K ∩ C = Ø (che poi è quello che ho disegnato nel diagramma).

Quindi, caro Scalfarotto, o mi dimostri che se K ∈ S e  C ∈ S ⇒ K ∩ C = K oppure hai detto una cazzata.

 

Piesse: vedi che quei noiosi compiti sugli insiemi che ti faceva fare il maestro alle elementari sono utili? Ti consentono di astrarre il pensiero fino a renderti conto che hai detto una cazzata. Così la prossima volta non la dici più.

I vegetariani con pochi spermatozoi

October 21st, 2014 by mattia | 5 Comments | Filed in riflessioni

Oggi ho visto un po’ di rilanci di una notizia adnkronos da parte di siti “pro scienza” (definizione semplificata, ma giusto per capirci).
Secondo la notizia uno studio ha evidenziato un “allarme fertilità per i vegetariani”: coloro che non assumono carne, secondo quella ricerca, hanno meno spermatozoi e meno veloci.
Una buona risposta dall’apprezzabile spirito darwinista da usare coi maniaci vegani.

Facile dunque rilanciare, vero?
Ed è quello che tanti hanno fatto.
Solo che quando vai a legge la notizia scopri che:

Lo studio ha messo a confronto 443 ‘carnivori’ con 26 vegetariani e 5 vegani.

E allora dici: calma, qui c’è qualcosa che non va.
Che senso ha prendere 26 vegetariani e 5 vegani e trarne delle conclusioni?
Sono numeri piccolissimi: quei 31 uomini possono avere una quantità di spermatozoi minore per chissà quali altri motivi.
Se vuoi trovare davvero una correlazione (che, ricordiamo, non significa comunque causalità ma intanto è un primo passo) devi prendere numeri molto, molto più ampi e selezionare le persone in modo da escludere possibili altre cause comuni a tutti i componenti di quel gruppo.

Mi spiego: secondo la notizia i vegetariani/vegani sono stati selezionati da una comunità della Chiesa Avventista del settimo Giorno che pratica l’astensione dalla carne (quella che si mangia, poi magari anche dall’altro, non so). Prendere elementi tutti da un unico gruppo non ha molto senso perché potrebbero esserci altre cause comuni che influenzano la fertilità. Magari, butto là un’ipotesi a caso giusto per spiegare il concetto, quei 31 uomini si fermavano ogni domenica dopo la messa a fare un rinfresco e bevevano sempre una bevanda che per pura sfortuna diminuisce la fertilità.
Oppure la loro Chiesa impone loro di vestire un particolare tipo di pantaloni che stringono il pacco e che surriscaldando i testicoli diminuiscono la fertilità, che ne so…
Un gruppo omogeneo di persone può avere diverse cause comuni che provocano la scarsa fertilità: come fai a dare la colpa proprio al cibo vegetariano e non alle altre cause comuni?
È come un sistema in cui hai una sola equazione e N variabili: non puoi risolverlo.

Per trovare una vera correlazione devi verificare che il legame persista tra gruppi di persone diverse. Una volta che la correlazione poca fertilità – dieta vegetariana regge anche in gruppi che non frequentano gli stessi luoghi, che non vestono gli stessi vestiti e così via allora puoi affermare che c’è una correlazione.
Ma questo non è ciò che è stato fatto.
Trarre una conclusione da quei 31 uomini è rischiosissimo: c’è il pericolo concreto di vedere una correlazione dove non c’è.

Siccome però quella correlazione è quello che giustifica le nostre idee allora passiamo sopra la scarsissima consistenza metodologica.
Vogliamo avere un argomento contro i vegetariani e nella ricerca vediamo quello che vogliamo vedere. Per questo la notizia è stata rilanciata dai siti “pro scienza”.

Così facendo però non si fa altro che comportarsi come i fuffari antiscientifici che prendono pochi numeri in cui vedono quello che vogliono vedere e li sbandierano senza capire che non hanno alcuna consistenza scientifica.

Oh, sia chiaro, io amo la carne e guai a chi me la tocca.
Ma non possiamo fare lo stesso errore dei fuffari antiscientifici.

Questo è un buon esempio di quella regola d’oro per non cadere nelle bufale che spiegavo qualche tempo fa: tanto più una notizia stuzzica in nostri pregiudizi o anche solo le nostre corrette idee, tanto più dobbiamo stare attenti e chiedere dettagli aggiuntivi, controllare le fonti. Perché il rischio di crederci non perché la notizia è vera ma perché vogliamo crederci è altissimo.

Le domande da NON farmi su Praga

October 20th, 2014 by mattia | 21 Comments | Filed in praga, repubblica ceca

Ci sono un sacco di cose che mi irritano. Sono una brutta persona, lo so.
In particolare mi irritano le domande inadeguate su Praga. Quelle domande che ogni tanto la gente mi fa e che ormai mi fanno perdere la pazienza.

Delle volte mi irritano perché sono domande illogiche e la persona che le fa potrebbe arrivarci da solo. Altre volte invece chi fa la domanda non ha colpa, ma mi fa irritare ugualmente.

Faccio allora un breve elenco di cose che NON dovete chiedermi su Praga.

1) Mi puoi consigliare un buon albergo dove alloggiare per qualche notte?

Ti sorprenderà ma io a Praga non sono mai andato in albergo. Nemmeno una notte.
Ho la casa a Praga, per quale insano motivo dovrei andare in albergo?
Quindi no, non conosco nemmeno un albergo a Praga, non posso consigliarti niente.
Va’ su un qualsiasi sito di prenotazioni alberghiere e trovi tutti gli alberghi che vuoi ai prezzi che vuoi. Ti darò una notizia sconvolgente, ma anche in Rep. Ceca c’è l’internet e tutti gli alberghi si possono prenotare tramite internet.
Sabato sono stato in una pensione con 2 (due) stanze a Jicin gestita da un signore che in buona sostanza affittava due camere di casa sua. Ho prenotato via internet. Così come ho prenotato via internet una stanza in una baita su per le montagne del Nord Boemia. Figurati a Praga. Prenota via internet e hai tutte le informazioni che ti servono.
No, io non saprei darti informazioni aggiuntive.

[In realtà questa domanda sottintende un ragionamento del tipo: non è che conosci qualcuno che è amico della zia del cognato di uno che gestisce un albergo che mi fa un buon prezzo? Perché l'italiano è così, non gli sta bene pagare il prezzo pubblicato su internet, deve sempre cercare il modo che conosce solo lui con odore di sotterfugio per risparmiare due euro. Si vede che la cosa lo fa sentire figo. Quindi no, non conosco nessun zio di cognato di gestore di hotel. Non ho alcun intrallazzo. Prendi i prezzi pubblicati su internet e accontentati].

2) Mi sai dire come faccio a trovare un taxi per andare dall’aeroporto a X?

Esci dall’aeroporto.
Sul serio, è così semplice: esci dall’aeroporto e ci sono i tacsi. Pensa, funziona come in tutte le altre città del mondo, davanti all’aeroporto ci sono dei tacsi. Tu salti su, gli dici l’indirizzo e in cambio di foglietti di carta con su scritto dei numeri ti portano dove vuoi.
Non è che a Praga i tacsi li trovi in macelleria o in una cava di calcare. Sono proprio davanti l’aeroporto e per trovarli devi compiere la difficile operazione di uscire dalla porta dell’aeroporto.

Se proprio questa cosa ti inquieta e ti servono informazioni aggiuntive vai sul sito dell’aeroporto di Praga e trovi tutte le informazioni su come arrivare in città, col tacsi, con auto a noleggio, con minibus o col trasporto pubblico. Sul sito dell’aeroporto c’è una pagina “da/per l’aeroporto“, chi l’avrebbe mai detto.

[anche qui, la domanda è: non è che conosci qualcuno che viene a prendermi a buon prezzo? ho sentito gente che chiedeva se conoscevo un tacsista italiano, giuro... è che c'erta gente è talmente svalvolata da pensare che se trovano il tacsista italiano (a Praga?) poi questo gli fa un buon prezzo per solidarietà nazionale, mentre è molto più facile prendere inculate dai connazionali che fanno i simpaticoni all'estero in stile il gatto e la volpe]

3) Come faccio ad andare dal punto X al punto Y?

Vai su idos e trovi il tragitto coi mezzi pubblici.
Prendi una cartina dei mezzi pubblici e la consulti.
Se non sei capace di orientarti pensa che mio papà alla sua veneranda età e con la quinta elementare è capace di girare da solo sui mezzi pubblici di Praga senza parlare né ceco né inglese. Se è capace lui di orientarsi da solo coi mezzi pubblici a Praga e tu no fatti delle domande (e poi sta’ a casa).

4) Mi consigli un bel posto dove andare a mangiare?

No.
Perché il più delle volte io ho gusti che sono diversi dai tuoi quindi non sarai soddisfatto.
Poi io ho il vizio di andare il posti dove si paga poco e per questo finirei per consigliarti luoghi dove poi tu, con la puzza sotto al naso, esci schifato.
Sì, a Praga ci sono anche ristoranti eleganti per te, persona di classe. Trovateli da solo.

5) Mi consigli un ristorante di cucina tipica ceca?

No.
Perché molto probabilmente la cucina ceca non ti piace; fidati, conosco i miei polli. Finisce che ti lamenti perché quello che ti portano non è di tuo gradimento. E questo fa schifo, e questo non mi piace, e qui non sanno cucinare…
Siccome lo so che tu fai quello che vuole provare la cucina tipica per fingere di essere di mentalità aperta ma poi sei il solito criticone italiano che solo in italia si cucina bene evito di darti consigli, così se devi incazzarti lo fai con te stesso e non con me.

6) Mi consigli un posto dove andare la sera?

No.
Ancora una volta perché i miei gusti sono diversi dai tuoi. Io ti consiglierei di andare all’opera, visto che costa pochissimo, ma molto probabilmente tu sei uno di quelli che non ci capisce una fava o uno di quelli che fa finta di amare l’opera ma poi si mette a dare di gomito alla moglie quando sente la donna è mobile dicendole… “eh eh… questa la conosco!“.
Oppure ti consiglierei un concerto in una delle bettole dove fanno musica dal vivo, ma quasi sicuramente in quel caso faresti lo schizzinoso. Quindi no, trovati da solo quello che ti piace e non rompere l’anima a me.

7) Quanto ci mette un’ambulanza ad arrivare in caso di emergenza?

[giuro, c'è stato un pazzo che ha fatto questa domanda]

Tre ore. Delle volte anche quattro. E nel tragitto si fermano anche al bar per farsi un panino.
Ma santiddio, che domanda del cazzo è?
Arriva come arriva in tutti gli altri paesi civili.
Ma che cazzo ti credi, di venire in paese del terzo mondo dove passa il dottore una volta al mese in sella a una bicicletta?

8) Dove trovo la birra migliore di Praga?

Ovunque. Entra in un qualsiasi locale e troverai della buona birra.
Sì, delle volte hanno della birra migliore e delle volte di qualità “normale”.
Ma il più delle volte non sarai in grado di capirne la differenza, quindi è inutile che mi chiedi dove trovare il tal birrificio speciale che fa la birra fighetta.
E no, non dirmi che tu sei esperto di birra perché hai fatto il corso di degustazione. Tutte cazzate: facendo un test in cieco non distingueresti una buona birra da una birraccia. Quindi è inutile che ti atteggi a fare l’intenditore.

9) Ma è pericoloso andare in giro per Praga?

Sì, guarda… devi uscire col giubbotto antiproiettile.
Smettila di fare il paranoico. Praga è una città normale e sicura come gran parte delle città europee.
Ma chi cazzo vi ha messo in testa certe idee?

10) I cechi sono scortesi?

Sì, e fanno bene con la gentaglia come te.
Mi spiace, ma qui non sei in italia e non puoi permetterti di trattare i camerieri o gli addetti degli hotel come se fossero tuoi sguatteri.
Se manchi di rispetto ti rispondono per le rime, e fanno bene perché il fatto che paghi non ti autorizza a trattare chi sta lavorando per te come uno schiavo. Impara a comportarti educatamente e vedrai che magicamente tutti ti sembreranno più cortesi.

11) Ma negli alberghi e nei ristoranti di Praga parlano italiano? / Mi consigli un posto in cui parlano italiano?

Sì certo, e poi parlano anche in brianzolo e in friulano.
È vero che ogni tanto ti trovi pure qualcuno che per caso parla italiano, ma rendetevi conto che l’italia non è l’ombelico del mondo.
Sono tenuti a parlare inglese coi turisti, non potete pretendere nulla di più.
Se non siete capaci di parlare inglese (o di arrangiarvi senza inglese) state a casa, non girate il mondo pretendendo che la gente vi parli italiano.

12) Cosa consigli per cambiare i soldi? Dove conviene di più?

Io potrei anche consigliarti un posto dove li cambiano con un buon tasso di cambio. Però… però sono convinto che tu avrai sempre da ridire. Mi verrai a dire cose di tipo “sì, però un mio amico mi aveva detto di un posto che…“. Ecco, chiedi al tuo amico e non rompere i coglioni a me.

13) Ma se prelevo i soldi col bancomat mi escono gli euro al posto delle corone?

Sì, certo, ti escono gli euro.
E se arriva un giapponese il bancomat di dà degli yen.
Se invece arriva un russo gli escono i rubli e se arriva un brasiliano preleva dei real.
Ogni bancomat infatti ha una riserva di banconote di tutte le valute del mondo.
No cazzo, ti dànno corone, solo corone.
Usa quel poco di cervello che ti è rimasto: ti sembra normale che i bancomat ti diano valuta che non può essere spesa lì dove ti trovi?
Che cazzo di senso ha prelevare degli euro in un posto dove non puoi spendere euro?

14) Ma è vero che le ceche la dànno via come il pane?

Sì, stanno lì ad aspettarti nella hall dell’albergo e le conquisti regalando loro le calze di nylon. Se regali una pelliccia te le sposi pure.
Amico caro, se pensi di venire qua e di scopartele tutte solo perché sei italiano fidati, passerai una vacanza di seghe.
E quando ti beccherai i due di picche non pensare che le ceche sono fredde o scontrose. Non sono scontrose, sei tu che fai schifo. Sì, proprio tu col piumino bombato (o in alternativa la giacca col cappuccio a pellicciotto), tu che pensi di essere figo andando in giro coi pantaloni a vita bassa che mostrano le mutande o coi pantaloni della tuta. Sì, proprio tu, che ti atteggi a re del mondo con gli occhiali da sole anche d’inverno e non sai dire due parole di fila in inglese: non sei figo, fai cagare.

15) Ma l’ora a Praga è la stessa che in italia o c’è il fuso orario?

Hai mai sentito parlare di gugol?
Cerca una cosa del tipo “time zone map”.
Oppure digita “Time in Prague” e gugol ti dice direttamente che ora è adesso a Praga.
O magari cerca su uichipidia Repubblica Ceca e guarda alla voce “fuso orario”.
Davvero non sai trovare queste informazioni da solo?

16) Ma che lingua si parla in Repubblica ceca? Il tedesco?

Vaffanculo.

17) Si può bere l’acqua dal rubinetto? È potabile?

No, ti viene il colera.
[giuro, ho sentito anche questa]

18) Ma se io vengo nella seconda decade di febbraio farà freddo a Praga? Devo mettere in valigia i calzettoni di lana?

E io che ne so? Mica faccio il meteorologo. Lo scorso inverno ha fatto caldo, il prossimo inverno che ne so?
Il giorno prima di partire vai su gugol, digiti “weather in prague” e ti dà le previsioni del tempo.
Perché dovrei essere più attendibile io delle previsioni del tempo? Non è che basta mettere fuori il naso dalla finestra per sapere che tempo farà.

19) Mi sai dire cosa devo fare per aprire un ristorante/negozio di fisarmoniche/importazione di cinciallegre in Rep. Ceca?

No.

20) Sai se qualcuno sta cercando un cuoco/lavapiatti a Praga?

No.

 

 

La trasparenza

October 20th, 2014 by mattia | 4 Comments | Filed in politica

trasparenza

Perché i grillini sono quelli del tutto rendicontato*, tutto su internet, tutto trasparente…

Si è chiusa da oltre una settimana la manifestazione nazionale del M5S al circo massimo di Roma e dei 270.202,30 euro raccolti con le donazioni non hanno ancora dato conto di un centesimo.
Le spese sostenute sono ancora 0.

Ora, è vero che in italia c’è questa cosa bizzarra per cui le fatture si pagano anche a 90 giorni (da queste parti tutti quelli con cui ho a che fare fanno fatture a 10 – dieci – giorni e se non paghi ti sputtanano sul loro sito, senza problemi di privasi).
Ma dopo una settimana dovresti come minimo aver già pronto un bilancio della manifestazione. Ormai quello che è fatto è fatto, le spese che hai sostenuto le conosci. Poi magari paghi il servis fra due mesi e il servizio di cessi chimici tra tre mesi, ma quanto ti sono venuti a costare lo sai.

Cos’è allora questa ritrosia a mostrare le spese? Tra l’altro il sito dice che le spese sostenute saranno aggiornate periodicamente, quindi uno si aspetta di vedere le spese aggiornate man mano. Il che avrebbe anche un senso durante la raccolta fondi, poiché vedi come vengono spesi i soldi e decidi di donare se mancano o di non donare se li spendono per cose inutili.
Qui invece andiamo verso una situazione in cui alla fine pubblicheranno tutte le spese assieme.

Facile fare quelli che pensano male, ma perché invece di aggiornare periodicamente le spese come promesso il contatore delle spese è ancora a zero?
Forse perché qualche conto non torna e stanno cercando di sistemarlo?
Vedete, io sono malfidente faccio supposizioni degne del gombloddo, ma questo capita perché il M5S non è trasparente nel documentare le spese come invece aveva promesso.

Ricapitolando: le webcam nei consigli comunali/regionali? Dimenticate.
Lo striming? Tolte un paio di assemblee nessuno l’ha più sentito.
La trasparenza? Ciao…

Voi che avete votato M5S, cosa vi è rimasto?

 

* Piesse: tra l’altro, diciamo che non rendicontano un bel niente, non pubblicamente almeno.
Ché sul sito tirendiconto.it posso leggere, ad esempio, che la deputata grillina Grande ha speso 892 euro nel solo mese di Agosto 2013 per il vitto (capito? 892 di cibo ‘sta qua… ma quando mangia?). Non posso vedere però come ha speso quei soldi. Devo fidarmi sulla parola. Mi dicono che ha speso 892 euro per mangiare e io ci devo credere.
Questo non è rendicontare: come faccio a verificare che quei soldi sono stati spesi alla pizzeria vicina al Parlamento e non al ristorante di una località balneare?

 

Uno che ha capito tutto

October 20th, 2014 by mattia | 5 Comments | Filed in repubblica ceca

20141018_133516

 

ma proprio tutto.

Visto sabato a Jicin.

Ci sono i vecchi che guardano i cantieri

October 20th, 2014 by mattia | 5 Comments | Filed in repubblica ceca

20141018_082008

e poi ci sono i vecchi che stan lì a guardare la bacheca con gli annunci di morte.
Chissà cosa ci troveranno d’interessante.

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