Molteno sudafricano

July 24th, 2016 by mattia | 8 Comments | Filed in chicche

Qualche tempo fa gugol ha iniziato a fornire questo servizio per cui quando digiti qualcosa di semplice ti dà direttamente una scheda coi risultati principali, così non devi cliccare su nessun link.

Tipo, digiti “Lucio Battisti” e ti esce questa scheda:

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Se vi chiedete perché è in tedesco la risposta è semplice: sono connesso dal treno, e per quanto il treno sia delle ferrovie ceche e siamo in territorio ceco risulto connesso alla rete tedesca (è un treno che fa la tratta Praga-Vienna).
Quindi tutto mi viene proposto in tedesco in automatico.

Non so quindi se funziona anche con le altre versioni di gugol, ma secondo il gugol tedesco Battisti è seppellito al cimitero civico di Molteno, in Sudafrica.

In Sudafrica?

No, Battisti non è seppellito in Sudafrica, ma a Molteno in Brianza. Scopro però che esiste un Molteno che davvero sta in Sudafrica. Io ho sempre pensato che gugol creasse queste schede scandagliano uichipidia e copiando alla grande, ma evidentemente non è così. Ha un algoritmo che cerca informazioni e le collega tra loro, facendo degli strafalcioni come questo.
Se si fossero limitati a “scopiazzare” uichipidia avrebbero trovato il luogo di sepoltura nella versione inglese della pagina di Battisti, che alla voce “Molteno” linka il Molteno giusto.
Invece, è probabile che gugol abbia trovato che il luogo di sepoltura è Molteno e poi abbia guglato Molteno dentro di sé trovando come primo risultato il Molteno sbagliato. Magari perché la macchina che fa queste operazioni si trova in Sudafrica 🙂

Ad ogni buon conto, sono andato a indagare sul motivo perché in Sudafrica c’è un comune che si chiama Molteno (che effettivamente non è che abbia dato al mondo molto, oltre a qualche mio antenato).
Ho scoperto così che fu chiamato Molteno da tale John Charles Molteno, un tizio inglese che ha fatto il primo ministro della colonia del Capo dal 1872 al 1878.
A sua volta si chiamava Molteno per la sua famiglia era emigrata a Londra due generazioni prima da Milano. A sua volta sembra che il cognome Molteno derivi proprio dal fatto che questa famiglia milanese era originaria di Molteno, quello in Brianza.

E niente, in una botta sola ho scoperto un baco di gugol e una storia fantastica di come la Brianza domina il mondo.

Ora resta da capire: se guglate “Molteno” dalla vostra versione di gugol quale Molteno dei due esce?
(esclusi quelli in italia, ovviamente, a cui presumo esca il Molteno brianzolo)

 

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Programma con ricca farcitura di puttanate

July 24th, 2016 by mattia | 3 Comments | Filed in bufale, ignoranza

Interessante comunque questa storia che adesso guardano dentro al programma dell’appendino. Dopo che è stata eletta, non prima.
Così come è interessante che si stupiscano del fatto che voglia usare la sua posizione per fare propaganda alla dieta vegana o togliere il uai-fai dalle scuole.
È solo l’antipasto di quello che faranno questa gente quando arriverà a palazzo Chigi. Immagino solo cosa accadrà quando bernini sarà sottosegretario alle varie ed eventuali e vorrà imporre nelle mense scolastiche la sua merda vegana. Prego per i vostri figli.
Lo si sapeva che portano avanti questi temi, di cosa vi stupite? Che straparlino di inquinamento elettromagnetico?

Così come non stupisce la faccia di bronzo con cui l’appendino prova a smentire

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“Mai parlato di wi-fi nocivo” e cita pag. 58 del programma.
Peccato che a pag. 23 ci sia scritto (evidenziazioni mie):

Siamo consci anche che quando si parla di inquinamento ci sia da considerare anche quello elettromagnetico.
A tale proposito seguiremo tutti i principi di precauzione relativi alle onde generate da ogni impianto di emissione, ancor di più se queste apparecchiature si trovano all’interno di edifici scolastici. Chiederemo, in concerto con le altre amministrazioni pubbliche, di ridurre il tempo e/o la quantità delle emissioni in modo che sia garantita la connettività per lo stretto necessario. Inoltre monitoreremo e saremo attenti in modo costante agli sviluppi degli studi in ambito medico­scientifico in merito, perché abbiamo a cuore la salute, l’ambiente ma anche lo sviluppo dei sistemi di connessione alla rete. Ove sarà possibile chiederemo di ridurre il numero di singoli impianti o emittenti, riducendole al numero strettamente necessario a garantire la copertura e/o la connettività dei dispositivi mobili.

No, non c’è scritto wi-fi; ma allora a che si riferisce?
Perché “all’interno di un edificio scolastico” non ci sono antenne per cellulari, non ci sono antenne di radio o TV. Gli unici impianti che emettono onde elettromagnetiche in una scuola possono essere quelli del uai-fai.
Sempre escludendo le lampadine che emettono onde elettromagnetiche di qualche centinaio di THz, ovviamente.

A cosa si riferisce allora se non al uai-fai? Un utente lo chiede e l’appendino cambia discorso.
Non dice più che non si riferisce al aui-fai, ma cambia discorso dicendo che non lo vuole eliminare bensì vuole ridurre le emissioni superflue.
Ma se le vuole ridurre è perché le ritiene nocive, altrimenti perché le vuole ridurre?

Gia questo modo di rispondere cambiando discorso mi manda in bestia.
Ti riferivi al uai-fai quando parlavi di inquinamento elettromagnetico nelle scuole? Sì o no?
Non puoi dirmi “in realtà dicevo di tagliare le emissioni superflue”, devi rispondermi sì o no. Punto.

La cosa interessante però è che tutto questa polemica è fondamentalmente inutile.
Foss’anche che voglia eliminare le emissioni superflue (e sarebbe da capire cosa intende per emissioni superflue). Perché dire che vuoi ridurre le emissioni garantendo lo stesso traffico dati significa che sei in grado di creare una nuova tecnologia per trasmettere la stessa quantità di dati. Ma tu di mestiere fai il sindaco non fai ricerca e sviluppo per Cisco.

Ma dicevo, anche ammettendo tutto quello che volete, la polemica è inutile.
Inutile perché si sta parlando del nulla.
La pericolosità del uai-fai è solo nella zucca dei grullini e di altri sciroppati come loro. Non c’è nessuna evidenza che campi elettromagnetici non ionizzanti possa essere dannosi per la salute umana. Questo non perché ancora non si sa,bisogna indagare meglio. È da tantissimo tempo che si indaga e si continuano ad ottenere risultati contrastanti.  All’inizio questo è normale: hai pochi dati quindi non hai una base statistica per tirare nessuna conclusione.
Ma ora abbiamo decenni di studi e tonnellate di dati. Se ci fosse stato un chiaro pericolo ormai una chiara tendenza sarebbe uscita dai dati mettendo insieme così tanti risultati. E invece niente, nonostante ormai siamo sottoposti a campi elettromagnetici da decenni, tutti quanti.
Se non volete credere agli scienziati (che nella mente dei grullini ovviamente sono tutti pagati dalle multinazionali per falsificare i dati) guardate alle statistiche sui tumori. Siamo noi stessi un “esperimento”: nella seconda metà degli anni ’90 si sono diffusi rapidamente i telefoni cellulari, mentre dalla metà degli anni 2000 c’è stata l’esplosione dei uai-fai. Se avessero qualche effetto sulla salute lo vedremmo nelle statistiche di quanti si ammalano, visto che siamo esposti tutti a queste onde elettromagnetiche (almeno nel mondo civilizzato).
Allora prendiamo i casi di tumore al cervello. I dati sono per gli Stati Uniti:

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I nuovi casi di tumore al cervello dal 1992 (quando ancora non c’erano cellulari e uai-fai) al 2013 non solo non sono aumentati, ma sono persino diminuiti un po’.
Idem con patate per la leucemia:

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Ha voglia la mamma di un bambino con la leucemia a dire “sono state le onde elettromagnetiche!“, sui grandi numeri non s’è visto alcun incremento di leucemia.

Ce lo siamo detti mille volte: correlazione non implica causalità. Ma almeno al correlazione deve esserci!
Anche se dovesse esserci una correlazione si dovrebbe sempre poi trovare un meccanismo che spiegherebbe il nesso di causa effetto. E quale sarebbe? Sono radiazioni non ionizzanti, che cosa possono fare?
Quando poi si parla di uai-fai bisogna tenere presente che le potenze emesse sono ridicole e che tipicamente non rimani a lungo nelle vicinanze dell’antenna. L’esposizione è comunque minima.
E lo ripeto, sempre considerando che non c’è nessuna evidenza che campi elettromagnetici non ionizzanti siano dannosi.
L’inquinamento elettromagnetico fondamentalmente non esiste.

I grullini parlano di “principi di precauzione”,
Ah, questo fantomatico principio di precauzione! Una classica scusa che si usa per giustificare le peggiori paranoie luddiste.
Chiariamolo una volta per tutte: il principio di precauzione si può (e talvolta si deve) usare quando c’è un fondato motivo per pensare che qualcosa sia pericolo e quando ancora non ci sono abbastanza dati per capire se lo è.
Ma in questo caso non è così.
Da una parte non c’è alcun buon motivo per spiegare come delle radiazioni non ionizzanti dovrebbero causare tumori, dall’altra ci sono già abbastanza studi per vedere che non emerge alcuna tendenza.

Usare il principio di precauzione in questi casi è insensato. Se lo applichi a casi come questi allora puoi applicarlo a tutto. Puoi dire che vuoi vietare la somministrazione di carote nelle mense pubbliche perché potrebbero causare le tumori anali: mica stai dicendo che sono pericolose e solo principio di precauzione.

Smettiamola, per cortesia, di usare il principio di precauzione per coprire le nostre paranoie quando non abbiamo prove consistenti.
E smettiamola di votare gente che usa il principio di precauzione per farcire il programma elettorale di puttanate.

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Come lo chiamiamo?

July 21st, 2016 by mattia | 11 Comments | Filed in chicche, giappone, riflessioni

Ogni tanto mi viene da riflettere su quanto sia discriminatorio il mondo dei domini internet.

Per paesi come l’italia non c’è problema, è .it e amen. Per paesi come la Finlandia però è .fi; ma Finlandia in finlandese si dice Suomi. Perché allora non hanno fatto il dominio .su? Forse perché è il dominio dell’ex Unione Sovietica (.su= soviet union). Ma siamo sempre lì, se invece di darle un dominio dal nome inglese le avessere dato il dominio .ss (da SSSR) .su sarebbe stato disponibile per la Finlandia.
Lo stesso per la Grecia che è .gr e non .el, o per l’Ungheria che è .hu anziché .ma o .mg. Ungheria la chiamiamo noi, ma loro si chiamano magiari.

Non è per tutti così, non sempre si prende il nome inglese. La Germania non ha il dominio .ge, ma .de. Perché loro sì e i finlandesi, i greci e i magiari no? Solo perché la Germania è più forte? Mica vero, anche la Crozia ha il dominio .hr (dal nome locale Hrvatska) e non .cr (dall’inglese Croatia). Anche la Svizzera ha il dominio secondo il nome locale .ch e non .sw dall’inglese.
Ma il giappone no, benché sia un paese un po’ più grande della Croazia ha il dominio .jp e non il dominio .ni o .nh (dal nome locale nihon).
E sta bene, .ni è già stato dato al Nicaragua, ma allora perché non dare al giappone .nh?

Spiegatemi, uno è tenuto a sapere che in tedesco Germania si dice Deutschland ma non che giappone in giapponese si dice nihon?

Ho provato a chiedere a qualche contatto giapponese se questa cosa li disturbasse ma sembra che non ci badino. Almeno, quelli a cui ho chiesto.
Ho però scoperto che il nome nihon sarà (molto probabilmente) usato per qualcosa di più importante.

Nel 2004 un gruppo di ricerca del RIKEN (istituto di ricerca giapponese) ha scoperto l’elemento chimico dal numero atomico 113. Per un po’ la scoperta è stata contesa con un gruppo di ricerca russo che diceva di averlo scoperto per primo ma alla fine l’Unione internazionale di chimica pura e applicata (IUPAC) lo scorso dicembre ha deciso di dare la priorità della scoperta ai giapponesi che hanno dato prove più concrete di averlo scoperto sperimentalmente.
Per adesso l’hanno chiamato Ununtrium, però i giapponesi hanno voluto mettere il loro nome all’elemento e hanno chiesto che venga chiamato nihonium, da nihon ossia giappone in giapponese, a cui hanno aggiunto il classico suffisso -ium degli elementi chimici.
Più o meno come il Francio (Francium) è stato chiamato così dalla Francia, il Dubnio (Dubnium) dalla città di Dubna o il Californio (Californium) dalla California. Ma anche il Germanium, il Gallium, il Polonium, lo Scandium…

La decisione sul nome verrà presa il prossimo novembre; a quel punto sapremo se si chiamerà davvero Nihonium.
Se così fosse si aprirà una nuova domanda: come lo chiameremo in italiano? Nihonio (come abbiamo fatto per il Francium diventato Francio) oppure Giapponio?

A naso Giapponio mi suona meglio di Nihonio. Ma se loro vogliono che prenda il nome da nihon
Ad ogni buon conto, il simbolo sarebbe Nh.
Senza il punto davanti però.

Voi cosa preferite?

Ma non preoccupatevi, difficilmente comprerete un chilo di Nihonio (o Giapponio) dal droghiere. È più probabile che vi troviate a scrivere .ni in un url del Nicaragua.

 

 

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Operazione cosmetica

July 20th, 2016 by mattia | 4 Comments | Filed in ignoranza, politica

Normalmente in un dibattito dovrebbero esserci ragioni contro e a favore, e tu ti senti più vicino alle une o alle altre.
Molto spesso invece mi sembra che dicano tutti stronzate.

Prendete la polemica sul ddl che vuole introdurre il reato di tortura. Chi si oppone dice che c’è il terrorismo e non si possono mettere i bastoni tra le ruote alle forze dell’ordine.
Ma santiddio, come si fa a dire una puttanata del genere?
C’è il terrorismo e allora si possono torturare gli arrestati? Ma che cazzo dite?

Quel ddl è sbagliato, ma non perché la tortura è buona in casi estremi.
Quel ddl è sbagliato perché è illogico.

Basta leggerne il testo per capirlo (evidenziazioni mie):

Art. 613-bis. – (Tortura). – Chiunque, con violenza o minaccia ovvero con violazione dei propri obblighi di protezione, di cura o di assistenza, intenzionalmente cagiona ad una persona a lui affidata, o comunque sottoposta alla sua autorità, vigilanza o custodia, acute sofferenze fisiche o psichiche al fine di ottenere, da essa o da un terzo, informazioni o dichiarazioni o di infliggere una punizione o di vincere una resistenza, ovvero in ragione dell’appartenenza etnica, dell’orientamento sessuale o delle opinioni politiche o religiose, è punito con la reclusione da quattro a dieci anni.

La violenza e la minaccia sono già reati.
A cosa serve questo nuovo articolo? Qual è la differenza? Che le percosse sono date per ottenere informazioni?
Quindi se un poliziotto arresta il ragazzino con qualche grammo di fumo e lo carica di botte perché ritene suo dovere divino educare la popolazione allora si becca solo qualche mese per “percosse semplici”. Se invece lo carica di botte per farsi dire il nome di chi gli ha venduto il fumo allora si becca da quattro a dieci anni?
Ma siete idioti?

Un poliziotto non deve mai torcere un capello a un arrestato. Che sia per ottenere informazioni o per divertimento non cambia un fottutissimo niente.

Esiste già l’art. 610 del codice penale

Chiunque, con violenza o minaccia, costringe altri a fare, tollerare od omettere qualche cosa è punito con la reclusione fino a quattro anni.

Fare, tollerare od omettere qualche cosa. QUALCHE COSA, cazzo! Cosa si può chiedere di più generico?
Ci metti dentro di tutto in questo articolo.

C’è in effetti il problema del “costringe” in cui con molta fantasia puoi trovare la scappatoia: se il tizio non parla il poliziotto non lo ha costretto a fare niente.
Ma a quel punto cambiamo il “costringe” e mettiamoci “istigare”, “incitare”, o molto più banalmente si aggiunge “anche se la costrizione non va a buon fine” alla fine del testo.
E morta lì.

Il reato di tortura non serve perché è già condannata dal codice penale. Un giudice può già condannare oggi un poliziotto che tortura un arrestato (e in effetti in rari casi accade pure): se non lo fa è perché non ne ha voglia, non perché manca un articolo nel codice penale.

Certo, non c’è scritto “tortura” ma chi se ne fotte. È quello che vuoi? Che ci sia l’etichetta “tortura” scritta da qualche parte così poi puoi andare ai convegni di mezzo mondo a dire “abbiamo fatto un salto di civiltà”?
Davvero serve impegnare il parlamento su di una operazione meramente cosmetica?

Andate a fanculo e iniziate a occuparvi di cose sostanziali.

 

Piesse: si noti che il ddl è cavallo di troia per questo articolino…

«1. In nessun caso può disporsi l’espulsione o il respingimento verso uno Stato in cui lo straniero possa essere oggetto di persecuzione per motivi di razza, di sesso, di lingua, di cittadinanza, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali o sociali o oggetto di tortura, ovvero possa rischiare di essere rinviato verso un altro Stato nel quale non sia protetto dalla persecuzione o dalla tortura ovvero da violazioni sistematiche e gravi dei diritti umani».

Traduzione: se passasse questo ddl nessun africano potrebbe più essere espulso.
Auguri.

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Una cosa lurida

July 20th, 2016 by mattia | 3 Comments | Filed in ignoranza

Lo scorso anno ho fatto domanda per un finanziamento di un progetto di ricerca. Per chi non è avvezzo a queste cose, si tratta di spendere settimane se non mesi a scrivere papiri in cui metti dentro quello che prometti; ti coordini con i partner del progetto per suddividere i compiti e così via…

Alla fine non mi è stato assegnato il finanziamento, e nelle revisioni ho trovato un commento che mi ha lasciato di stucco: si nota che nel consorzio non c’è nemmeno una donna.

Mi sono incazzato, non tanto per me che sono un pivellino ma per quelli che nel consorzio avevano 40 anni di esperienza di ricerca e le palle discretamente quadrate in materia. Davvero era così importante che avessero un pene al posto di una vagina? Eppure è stato uno dei motivi per cui ci è stato rifiutato il finanziamento.

Racconto sempre questo episodio quando sento di polemiche del genere:

 Usa, bufera sul presidente della Camera: “In quel selfie di Paul Ryan, molti stagisti ma tutti bianchi”

A parte al fatto che no, non sono tutti bianchi.

Questo è quasi sicuramente asiatico (filippino?)

asiatico 1

e questo forse

asiatico 2

Ma facciamo pure finta che siano tutti bianchi. E quindi? Che problema c’è?
Anche nel consorzio che avevo create per il mio progetto di ricerca erano tutti maschi (e senza nemmeno un negro), ma era un ottimo consorzio composto da gente in gamba.
Qual è il problema? Avrebbero dovuto lasciare a casa un tirocinante in gamba perché bianco e dare il suo posto a un tirocinante meno in gamba perché nero?

E la diversità, che fine ha fatto?

Perché quando si parla di “diversità” come un valore in sé si tratta proprio di fare questo: significa lasciare a casa uno in gamba in quanto bianco per dare il suo posto a uno che merita di meno perché nero.
Che è esattamente quello che è successo col finanziamento del mio progetto.
È una cosa lurida.

Adesso i soliti salteranno su a dire la solita sciocchezza: ma come fai a dire che non c’era nemmeno un negro che meritasse quel posto più di un bianco?

Infatti io non lo dico, perché non lo so. Dico solo che il colore della pelle non può essere un parametro di valutazione.
Si fa una sola valutazione sul merito. Se da quella esce che i migliori sono tutti bianchi, va bene. Se esce che sono tutti neri, va bene uguale. E lo stesso se salta fuori che sono tutti uomini o tutti donne, tutti alti o tutti bassi, tutti etero o tutti ghei o tutti transessuali, tutti mormoni o tutti battisti, tutti texani o tutti californiani…
Va sempre bene.

Se proprio volete vi spetascio col vostro stesso argomento: e voi come fate a escludere che i migliori fossero tutti bianchi?

Volete fare le quote? Prego, ma fatele con tutte le categorie. Perché in quella foto già ci sono molte donne. Ma questo non basta, volete un pizzico anche di negri. Però state attenti a non rimuovere delle donne, altrimenti fareste discriminazione contro le donne e poi la senti la boldrinova.
E mi raccomando non dovete togliere nemmeno una lesbica o un ghei, altrimenti poi lo senti scalfarottovo.
Quindi devi rispettare contemporaneamente anche quella diversità. Senza dimenticarti uno spruzzo di tirocinanti trans (nella foto non se ne vede nessuno, ma chi lo può dire…), qualche donna incinta (non vorrai discriminarle?!?), la quota vegani e la quota nativi americani.
Alla fine, se proprio vuoi che nessuno salti su a rompere il cazzo perché non hai rispettato l’ennesima diversità devi fare 200 quote per 200 diverse categorie creando un campionamento demoscopico della popolazione: che fine ha fatto il merito?

 

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Sarò il presidente di tutti

July 19th, 2016 by mattia | 7 Comments | Filed in bufale, ignoranza

E niente, sembra che adesso non puoi più dire che i tuoi genitori ti hanno insegnato valori come lavorare  sodo o mantenere la parola data.

Perché l’ha detto michelle obama nel 2008, quindi tu non puoi più dirlo.
Poi fa niente se anche i tuoi di genitori ti hanno insegnato a lavorare sodo e mantenere la parola. Solo quelli di michelle obama possono.  Messaggio per tutti i genitori all’ascolto: se state insegnando ai vostri figli a lavorare sodo e a mantenere la parola sappiate che state plagiando i genitori di michelle obama. Solo loro possono insegnarlo ai figli, voi no.

 

P.S. seriamente, quello di Melania Trump era solo un discorso pieno di banali frase fatte esattamente come quello di michelle obama. Cercare il plagio in un discorso del genere è come cercare il plagio se un presidente della repubblica dice “sarò il presidente di tutti”.

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No, per la Chiesa Cattolica il sessso non si deve fare solo per procreare

July 19th, 2016 by mattia | 20 Comments | Filed in bufale, ignoranza

Il delirio del giorno è servito.
Scrive un commento un/un’idiota con una sequela di cazzate. Alcune già smontate molte volte, ad esempio

Poi la storia del divorzio… ma che assurdità dici? I divorziati vengono trattati e discriminati peggio di chiunque altro, viene negata loro persino la comunione.

No, i divorziati possono benissimo prendere la comunione. Lo ripeto, la Chiesa Cattolica già consentiva ai coniugi di separarsi quando lo stato italiano ancora obbligava le mogli a tornare a casa dai mariti (a prenderle) perché altrimenti era abbandono del tetto coniugale.
Quelli che non possono fare la comunione sono i divorziati risposati, o meglio, tutti quelli che vivono secondo il costume matrimoniale senza essere sposati (quindi anche i conviventi che mai hanno divorziato perché non si sono mai sposati).
Scrivere cento volte: divorziati risposati, non divorziati.
Se non capite la differenza sbattete la testa contro la lavagna 100 volte, ché può solo migliorare.

Ma la bufala di cui voglio parlare oggi (contenuta nello stesso messaggio è un’altra):

Il preservativo NON DEVE essere usato nemmeno da sposati,  perché il sesso per la chiesa è solo a fine procreativo, il sesso per godere è peccato!

Il piacere terreno distoglie dal mondo dello spirito, mentre più reprimi gli impulsi terreni, più ti avvicini a dio.

C’è davvero tanta gente convinta che per la Chiesa il sesso deve essere fatto solo a scopo procreativo, tantissima gente convinta che per la Chiesa il piacere sia peccato.
Lo dico a chiare lettere: questa è una

STRONZATA

E vi basterebbe rifletterci un attimo per arrivarci. Conoscete una coppia che non può avere figli? Non che fa fatica, ma proprio non può, tipo perché è stato asportato l’utero alla moglie, o magari semplicemente per banali motivi di età.
Avete mai sentito dire loro che un prete non dà l’assoluzione dicendo che non possono fare sesso?
Eppure col piffero che c’è la finalità procreativa, garantito al limone che non lo fanno per quello. Eppure la Chiesa mai dice loro di non far sesso.

Le radici di questa bufala nascono dall’analfabetismo funzionale di molta gente (come la persona che ha scritto quel commento). La Chiesa dice che “non si può fare sessso escludendo la possibilità di procreare” e quelli capiscono “si può fare sesso solo se lo scopo è procreare“. Se non capite la differenza rileggete le due frasi e usate magari i diagrammi di Eulero-Venn.

Per la Chiesa il sesso ha due funzioni, la prima è sì quella di procreare ma la seconda è quella creare l’unione tra i coniugi.  Quindi il sesso non lo si può fare solo per far figli, ma lo si può fare anche per cementificare il rapporto di coppia.

Non c’è niente di male nel provare piacere

La lussuria è un desiderio disordinato o una fruizione sregolata del piacere venereo. Il piacere sessuale è moralmente disordinato quando è ricercato per se stesso, al di fuori delle finalità di procreazione e di unione.

Catechismo della chiesa cattolica 2351 (evidenziazione mia)

Unione, capito? Unione di marito e moglie.
Il Catechismo della Chiesa Cattolica lo dice in modo molto chiaro. Lo scopo del sesso non è solo procreare ma il bene stesso degli sposi.

Mediante l’unione degli sposi si realizza il duplice fine del matrimonio: il bene degli stessi sposi e la trasmissione della vita. Non si possono disgiungere questi due significati o valori del matrimonio, senza alterare la vita spirituale della coppia e compromettere i beni del matrimonio e l’avvenire della famiglia.

Catechismo della chiesa cattolica 2363 (evidenziazioni mie)

Te lo dice chiaramente il catechismo, e ci mette il carico da 40: il sesso non può nemmeno essere fatto solo come azione meccanica per procreare, perché non puoi limitarti al fine della trasmissione della vita, ma devi contemporaneamente cercare il “bene degli sposi”.

Parole troppo fumose o da educande?

Benissimo, per voi che ancora siete scettici e pensate questa sia solo una mia interpretazione il Catechismo lo dice chiaro e tondo

« Gli atti coi quali i coniugi si uniscono in casta intimità, sono onorevoli e degni, e, compiuti in modo veramente umano, favoriscono la mutua donazione che essi significano, ed arricchiscono vicendevolmente in gioiosa gratitudine gli sposi stessi ».  La sessualità è sorgente di gioia e di piacere:

« Il Creatore stesso […] ha stabilito che nella reciproca donazione fisica totale gli sposi provino un piacere e una soddisfazione sia del corpo sia dello spirito. Quindi, gli sposi non commettono nessun male cercando tale piacere e godendone. Accettano ciò che il Creatore ha voluto per loro. Tuttavia gli sposi devono saper restare nei limiti di una giusta moderazione ».

Catechismo della chiesa cattolica 2362 (evidenziazioni mie)

La sessualità è sorgente di gioia e di piacere. Gli sposi non commettono nessun male cercando tale piacere e godendone.

Avete capito?

Altro che:

Il piacere terreno distoglie dal mondo dello spirito, mentre più reprimi gli impulsi terreni, più ti avvicini a dio.

Come sosteneva quell’idiota del commento. La posizione della Chiesa cattolica è all’opposto: gli sposi non commettono nessun male cercando tale piacere e godendone.

Attenzione, hanno usato addirittura le parole piacere e … tenetevi forte godere. Roba tosta!

Ah, per la cronaca, queste ultime non sono parole di un pretino di strada ma sono le parole del Papa.
Non di questo papa francesco, neh.
Sono le parole dell’austero Papa Pio XII, pronunciate nel 1951, quando l’idiota che ha scritto il messaggio probabilmente non era ancora nato.
[Piccolo pro memoria per quelli convinti che fosse necessario papa francesco per dire queste cose… 1951, intesi?]

È dal 1951 che la Chiesa, nella figura della sua autorità suprema usa le parole piaceregodere riferite al sesso dicendo che non c’è nessun male in esse.

Dove siete stati dal 1951 a oggi? Non avete avuto un momento per aprire il Catechismo della Chiesa Cattolica e cercare cosa dice rispetto al piacere sessuale?
Evidentemente no. Il tempo però per inventarvi un uomo di paglia da combattere… quello avanza.

Cacciatevelo nella zucca (tanto lo spazio avanza): la Chiesa Cattolica non dice che bisogna far sesso solo procreare, la funzione del sesso è anche quella di favorire l’unione de coniugi. Una unione che si raggiunge anche provando piacere e godendone.
Tutto il resto (come questa fantomatica idea che il piacere allontanerebbe dallo spirito) sono BALLE.

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Passerà erdogan, passeranno le leggi ma il popolo non passerà

July 19th, 2016 by mattia | 10 Comments | Filed in ignoranza

Di dittatori e di eserciti che tentano di rovesciarli ne è piena la storia dei colpi di Stato.
Così come di eserciti con mire dittatoriali che vogliono rovesciare presidenti guardiani della democrazia e della libertà.

Il problema non è mica di chi fa il golpe e se è dalla parte dei buoni o dei cattivi. Sì, il problema è anche quello, ci mancherebbe, ma la cosa che mi interessa di più è il popolo. Quello che scende in piazza e difende uno come erdogan (che aveva pure votato in massa) decapitando i golpisti come diversivo alla pleistescion è un popolo di belluini.

A me non me ne frega niente di erdogan e della reintroduzione della pena di morte (curioso poi che per tutto il resto l’U.E. invece non batta ciglio). Il governante si cambia e le leggi si modificano, se necessario con le trattative. Ma il popolo no, il popolo rimane quello.
La turchia non può entrare nell’U.E., ma non perché vogliono introdurre la pena di morte o per un’altra legge. La turchia non può entrare nell’U.E. perché il popolo turco è un popolo di animali che supporta erdogan in quello che sta facendo e gli obbedisce scendendo in piazza a linciare ‘sti ragazzi.
Non so se l’avete capito, ma qualora la turchia entrasse nell’U.E. quegli animali che avete visto in TV avrebbero il diritto di venire a vivere sotto casa nostra. Non la possibilità, il diritto. E non puoi mandarli via.

Io una bestia del genere non la voglio come vicino di casa. Prima che la turchia entri nell’U.E. devono passare minimo due secoli per fare in modo che diventino un popolo di persone civilizzate. Fin quando rimarranno bestie stanno fuori.

 

A questo punto la gente ti dice “eh, ma se noi li facciamo entrare poi loro cambiano per contatto, mentre se li lasciamo isolati diventano sempre peggio”.
Questo sarebbe l’errore più grosso.  Se tu scarichi la merda nelle condutture dell’acqua potabile non è che la merda si purifica. L’unico effetto che ottieni è di rendere l’acqua non potabile.

L’U.E. deve stare molto attenta, non può permettersi di fare entrare popoli che non sono ancora civilizzati.

A me dispiace sinceramente per quei pochi turchi assennati che conosco e che quando ti parlano di dove sta andando il loro paese si mettono le mani nei capelli dalla disperazione. Ma queste poche persone non cambiano la realtà di un paese che ciò che fa erdogan lo appoggia.
Questa gente non può entrare nell’U.E.

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