La chiesetta sempre chiusa (fra un po’ riapre)

July 21st, 2017 by mattia | No Comments | Filed in praga, repubblica ceca

Chi tra voi è stato a Praga molto probabilmente ha notato una chiesa nella viuzza subito dopo il ponte Carlo. Ogni tanto vi si può notare qualche sarcerdote vestito in stile ortodosso, tanto che in molti sono convinti che sia proprio una chiesa ortodossa.
In realtà è una chiesa cattolica, greco cattolica. Oltre alle diocesi infatti la Chiesa cattolica ha degli esarcati apostolici nei paesi di rito orientale. Così come c'è il rito romano (quello sbagliato) e il rito ambrosiano (quello giusto) nella chiesa cattolica ci sono anche riti minori come quello orientale. Sono parte della chiesa cattolica, sono in comunione col Papa ma fanno le cose un po' diversamente. Tipo che consentono ai loro preti di sposarsi, oltre a usare bizzarri copricapi.

Lì vicino, in un angolino, c'è però un'altra chiesa che nessuno nota mai, anche perché è chiusa da 25 anni. È la cappella degli italiani, in ceco vlašská kaple. Già dall'aggettivo (vlašská e non italská) capite quanto sia antica, visto che quello è l'aggettivo arcaico per dire italiano in ceco (ma state attenti: vlašský salát letteralmente significa insalata italiana però è quella che noi chiamiamo insalata russa).

Un gioiellino di proprietà dello Stato italiano (probabilmente vi vige anche l'extraterritorialità ma non ne sono sicuro) che fu chiuso venticinque anni fa perché stava crollando. E nel frattempo cosa ha fatto lo Stato italiano? Nulla, ha lasciato questa cappella a se stessa, cosa che non ha fatto altro che peggiorare la situazione.
A un certo punto lo Stato ceco ha pure proposto all'italia di comprarla per metterla a posto, ché ok, è roba vostra ma è pur sempre patrimonio artistico da tutelare. Niente, l'italia né la vendeva né la sistemava.

Fino a quando è arrivato un nuovo ambasciatore che ha preso in mano la situazione, ha coinvolto un paio di imprenditori della sua zona che hanno finanziato il restauro.
Ieri sera ho avuto modo di parlare per caso con due restauratori che stanno ultimando i lavori in queste settimane e mi hanno detto che ad agosto si riapre.

Sono felice, ovviamente. Però mi rimane una cosa che rodega nello stomaco. Il restauro è costato 1,2 milioni di euro messi da questi due imprenditori. Bravi loro e bravo l'ambasciatore che non si è limitato a lavorare con le scartoffie da mandare al ministero ma si è mosso oltre ai suoi doveri istituzionali (magari ci fossero dirigenti statali che si sbattono così).
Ma è possibile che in questi 25 anni lo Stato italiano non abbia trovato 1,2 milioni per sistemare questo gioiello artistico? Io capisco che situazioni come questa ce ne saranno chissà quante sparse per il mondo (davvero non ho idea del patrimonio edilizio dello Stato italiano all'estero), così come ci sono tante esigenze e tante urgenze e il bilancio dello Stato non può arrivare ovunque. Di cosine da 1 milione e rotti ce ne saranno tante che insieme fanno tanti milioni e rotti. Eppure, eppure... possibile che siano dovuti arrivare gli sponsor? Possibile che questo milioncino non si trovava da nessuna parte nel bilancio dello Stato? O si tratta anche di dignità, della faccia che porti in giro per il mondo a possedere delle opere d'arte e a lasciarle andare in vacca.

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Slavkov u Brna

July 20th, 2017 by mattia | 2 Comments | Filed in ignoranza, repubblica ceca



Che poi, tutti a dire che ha fatto la gaffe perché ha detto Auschwitz al posto di Austerlitz.

Perché, dire Austerlitz non sarebbe una gaffe? Si chiama Slavkov u Brna. Che poi è anche utile dirlo così perché ti ricordi che il genitivo di Brno è Brna. La grammatica si impara anche così.

Ah, e quando si parla della località (e non del campo di concentramento) sarebbe bello iniziassimo a dire Oświęcim al posto di Auschwitz.
Ché Praga mica la chiamiamo Prag quando si narrano eventi del 1940 o giù di lì.

 

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I forgot his name

July 20th, 2017 by mattia | 1 Comment | Filed in praga, repubblica ceca

Ieri alla fermata del tram c'era un turista seduto vicino a me che guardava compulsivamente il telefono. Allora ho guardato cosa aveva sullo schermo. No, sto solo cercando una scusa, gli ho guardato il telefono perché in realtà sono curioso peggio di una comare.

Nella lista dei contatti aveva una persona registrata come "I forgot his name". Innanzitutto mi sono immaginato le conversazioni quando questo lo chiamava: ciao mitico, ehy grandissimo, uellà capo... tutto per evitare di chiamarlo per nome. Poi però mi sono domandato come aveva fatto a registrarlo così in prima istanza. Quando si sono conosciuti che ha fatto? Si sono scambiati i numeri di telefono e poi? L'ha registrato senza sapere il suo nome? Era lì, si erano appena conosciuti, poteva chiederglielo.

Il tram non arrivava, così mi sono alzato e sono andato a vedere la tabella oraria. Il 20 passava all 17:33 ed erano le 17:32. Mi giro e il 20 stava arrivando in quel momento.

Buona giornata.

Ah, scusate, stavo dimenticando. Il vecchietto sdentato di hradcanska adesso si è trasferito in pianta stabile a Nádraží Veleslavín, va' a sapere perché.

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Il rendimento aumenta!

July 18th, 2017 by mattia | 12 Comments | Filed in bufale



Siccome sono pigro ho fatto direttamente la foto della rivista senza nemmeno sforzarmi di farla bene.

È il grafico riportato dall'IEEE spectrum in un articolo in cui si racconta di un nuovo record di rendimento delle celle fotovoltaiche ottenuto da un'azienda giapponese.
Il grafico riassume i rendimenti per diversi tipi di tecnologia dal 2004 a oggi.

È un'immagine interessante perché dà la misura di quanto valgono i discorsi di certe fangirl del solare, quei discorsi del tipo "il rendimento delle celle fotovoltaiche aumenta! dai tempo al tempo"

Eccolo come aumenta il rendimento. Ormai stiamo raggiungendo il limite massimo teorico, i rendimenti crescono di qualche virgola, di necessità.

Lavora pure su quelle virgole ma non sono quelle che cambiano il mondo. Fondamentalmente è un tecnica già matura. Al massimo puoi lavorare sulle tecniche produttive per ridurre gli scarti e quindi alla fine avere costi di produzione inferiori, ma di per sé non c'è molto margine su cui lavorare.

Per questo dico che non ha senso buttare soldi in un settore in cui la tecnologia è già matura. Investiteli piuttosto dove ci sono ampi margini per creare qualcosa.

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Per i bambinoni che sognano la DeLorean

July 18th, 2017 by mattia | 26 Comments | Filed in ignoranza, repubblica ceca



Le porte gliele hanno montate che si aprono così mica perché contano di trovare qualche pirla che solo per quello tira fuori 200 mila corone in più.

E secondo me lo trovano anche.

[Perché a uno che compra un'auto del genere che costa quanto un appartamento gli tiri giù tutta la carne dall'osso, basta presentargliela in modo cuul]

 

Piesse: giudizio estetico dopo averla vista dal vivo, fa cagare. Senso del desain inesistente.

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Il raccolto

July 17th, 2017 by mattia | 17 Comments | Filed in praga, repubblica ceca



Il raccolto di albicocche non è stato particolarmente entusiasmante, ma qualcosa abbiamo pure portato a casa. Alla fine ho fatto 4,2 litri circa di marmellata.

Ora devo solo trovare a chi regalarla.

Piesse: non che ci voglia molto, ma tra le tante cose che so fare adesso ho aggiunto anche questa. Toh.



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Liste d’attesa

July 17th, 2017 by mattia | 5 Comments | Filed in praga, repubblica ceca

Piccolo dettaglio di cui mi ero dimenticato. La dottoressa mi ha prescritto una visita dall'urologo.

  • Dovrà andarci coi risultati delle analisi del sangue, però la visita inizi a prenotarla ora, ché di solito ci mettono un pezzo a dargliela e così nel frattempo guadagniamo tempo.

  • Ok, ma perché di solito quanto è lunga la lista d'attesa?

  • Anche più di una settimana, delle volte bisogna aspettare anche tre settimane!


Strutture pubbliche, eh.

Queste, secondo i criteri cechi, sono liste di attesa lunghe.

Ciao.

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La psicosi

July 14th, 2017 by mattia | 12 Comments | Filed in repubblica ceca, riflessioni

Oggi ho fatto la visita medica annuale di prevenzione. Erano settimane che il sistema automatico del medico mi mandava l'invito via email a farla e ieri mi sono finalmente deciso a prenotarla.

La visita di prevenzione è quella cosa in cui devo ricordarmi se mia mamma ha la pressione bassa o alta (ho detto bassa, spero di averci preso) perché vogliono sempre sapere tutta la storia medica della famiglia. Contestualmente in mancanza di patologie (tue, non dei tuoi parenti) si preoccupano di ogni singola cagatina. La dottoressa di oggi per esempio mi ha mandato dal dermatologo per i nei. Oltre al fatto che mi ha prescritto esercizi per i piedi piatti.
Questo per dire di quanto fosse un filino troppo premurosa.

La visita di prevenzione è anche quel momento in cui ti fanno l'interrogatorio sui tuoi stili di vita, e io a parte il fatto che bevo alcolici (con moderazione) e mangio come un porcello sono perfetto.
Stupefacenti?
Niente.
Neanche mai provati?
No.
Ma neanche una cannetta?
E che cazzo, c'ho dentro la faccia da drogato?

No, perché io ho avuto pazienti che a causa della cannabis sono finiti per avere psicosi perenni. Cioè, c'è gente su cui non fa alcun effetto, su altri genera solo un po' di rilassatezza momentanea ma su altri ancora li manda in uno stato di psicosi da cui non escono più, mi ha detto.

Ci fosse stato lì Giovanardi avrebbe fatto a lingua in bocca con quella dottoressa.
Arrivato a casa ho controllato se è vero. Come al solito trovo delle fonti in cui si spiega che le canne provocano in alcuni soggetti psicosi e poi la carrellata di negazionisti, quelli che accorrono a dire che non è vero. Non sia mai che gli portano via le canne.

Adesso cercherò di studiare l'argomento con calma, però io mi domando: è ancora lecito dire queste cose? Perché io conosco gente che se il medico dice mi raccomando non farti le canne che rischi di avere le psicosi si scandalizzano, denunciano il dottore all'ordine dei medici e fanno scrivere un articolo sul giornale denunciando come nel 2017 sia intollerabile che un medico non dica che la cannabis fa bene, che è un toccasana e che di certo è meno dannosa dell'alcohol. Il tutto condito da vergoniaaa e tanti punti esclamativi.

Mi chiedo, c'è ancora spazio per confrontarsi in termini scientifici con serenità prima che arrivi qualche civatello con l'ideologia a imporre quello che si può dire e quello che no?

 

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